Cinema degli Abissi: Deep Rising

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Regia – Stephen Sommers (1998)

Confessioni di un mattino di luglio: a me Sommers piaceva. Almeno fino a Van Helsing. Ho un buon ricordo, per esempio, del primo La Mummia, quello del ’99. Uscii dal cinema molto contenta. Mi era piaciuto il protagonista e avevo apprezzato l’atmosfera scanzonata e un po’ cialtrona.
E Sommers è un gran cialtrone. Uno che fa cinema come si demoliscono i palazzi. Più o meno. A volta la cosa gli riesce molto male ed esce G.I Joe. Altre, forse a causa di una sceneggiatura non del tutto demente e della fortuna o capacità di azzeccare cast e situazioni messe in scena, spunta dal nulla una cosa come Deep Rising e siamo tutti molto contenti.

Rinfresco la memoria sulla trama, per chi non fosse matto come me e non conoscesse il film a memoria battuta per battuta: una grossa nave da crociera, l’Argonautica, viene attaccata da creature tentacolose che ti succhiano i liquidi del corpo, bevendoti vivo.  Nel frattempo, un’imbarcazione carica di simpatici mercenari si trova in avaria col motore. L’equipaggio decide di andare a cercare aiuto proprio sull’Argonautica. Solo che a bordo sembra non essere rimasto (quasi) nessuno vivo.
Tutto qui?
Sì, tutto tutto qui. A parte un colpo di scena telefonato scrupolosamente con una ventina di minuti di anticipo, non c’è altro.
Mercenari armati fino ai denti, quattro o cinque superstiti della nave da crociera (tra cui una Famke Jansenn giovanissima, versione ladra, ma per una volta tanto non bastarda irrecuperabile) e mostri in quantità abnorme, che hanno infestato ogni angolo dell’Argonautica e spuntano da ogni dove mietendo vittime. 

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Famke…

Sì, c’è anche il protagonista del film, giusto, il capitano dell’imbarcazione danneggiata, un simpatico, anche se un po’ bollito Treat Williams. Una scelta di cast piuttosto anomala per un film di questo tipo: Williams non era giovanissimo nel 1998 e non era neanche un belloccio dal faccino pulito, tutt’altro. Eppure è carismatico, autoironico e perfettamente funzionale al ruolo. Come del resto tutto il mucchio selvaggio di mercenari che sale sulla nave con la solita spavalderia e finisce a brandelli semidigeriti e squagliati dai succhi gastrici delle creature.

Sommers mette in scena la solita lotta per la sopravvivenza di un piccolo gruppo di persone assediate e inseguite da un qualcosa che va al di là dell’umana comprensione. Su una mastodontica nave da crociera, creata con l’unico scopo di far divertire la gente, dispersa in mezzo all’oceano Pacifico e in via di affondamento, le creature hanno gioco facile nel catturare le loro prede.
Quando si capisce con cosa si ha a che fare veramente, è già troppo tardi. E comincia il banchetto.

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Sommers è bravo a non mostrare le creature fino a circa metà film. Poi, in una scena ad alto tasso di splatter, ci fa vedere come si nutrono. E l’impatto è molto violento ed efficace. Vedere il poveraccio rigurgitato dal tentacolo che si scioglie mentre è ancora vivo, fa un certo effetto. E ci basta per tutto il resto del film. Ora sappiamo cosa succede quando i mostri ti prendono. Non lo dimentichiamo e cominciamo ad avere paura.
Intendiamoci: Deep Rising non è un horror vero e proprio, anche se Sommers calca la mano sui dettagli ripugnanti e sulle morti atroci, rimane un action con le bestiacce, arrivato anche fuori tempo massimo.
Ma ha dalla sua un design delle creature lovecraftiano quanto basta, un mix riuscitissimo di effetti speciali, tra animatroni e una CGI d’annata e tutt’ora valida, sequenze tesissime come quella nelle cucine e uno sfruttamento sapiente di ogni stereotipo esistente sulla faccia della terra, gestito con la giusta consapevolezza.
Il classico film da rivedere d’estate, immaginando strani movimenti sotto la superficie dell’acqua.

Deve essere successo qualcosa in seguito, al povero Sommers, perché ha cambiato improvvisamente stile e approccio narrativo. Di sicuro gli è sempre piaciuto giocare con gli effettacci e non andare troppo per il sottile. Ma si può dire tutto su un film come Deep Rising, tranne che sia un videoclip di plastica a uso e consumo di un pubblico di ragazzini.
Deep Rising è un carrozzone che diverte e spaventa. Una specie di camion dipinto con colori sgargianti, musica di dubbio gusto sparata a palla attraverso i finestrini, che corre in autostrada infrangendo i limiti di velocità e con l’autista che ti fa i gestacci.
È spietato quanto basta nell’ammazzare senza tanti complimenti buoni e cattivi, giusto nel dispensare tremende punizioni ai personaggi più antipatici, ma anche nel farti soffrire quando ne muore qualcuno sopportabile.
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E poi ha un finalone coatto come pochi, con un inseguimento su moto d’acqua, esplosioni assortite, tentacoli che spuntano da ogni paratia, acrobazie impossibili e tavole da surf che vengono scagliate verso il cielo.
All’interno della categoria mostri marini giganti, Deep Rising si situa un paio di gradini sopra a Leviathan e a Deep Star Six. Un po’ perché le creature sono davvero realistiche e rese alla grande da Rob Bottin, un po’ perché il ritmo del film non cala neanche un istante, ma soprattutto perché ci si diverte da matti e perché Sommers era in forma. Magari avesse continuato così, invece di sprofondare nella melma PG13 in cui è caduto.
Però, a breve arriverà in sala il suo Odd Thomas e io un pochino ci credo. E aspetto con la bavetta alla bocca il progetto annunciato di When the Worlds Collide.
Forza Stephen, torna tra noi. Ce la puoi fare.

18 commenti

  1. mancava solo sommers 🙂

    questo film è molto carino. Mi piacciono queste pellicole che rammentano Leviathan e soci. Mi è piaciucchiato anche la cosa degli abissi di j.p simon che madonna…

    La mummia invece non mi è mai piaciuto,troppo baraccone. Anche se Fraser era simpatico,che fine ha fatto?

    1. Credo sia ingrassato a dismisura e si sia nascosto pieno di vergogna 😀

      1. allora sono compagno di addominali pure suo,oltre che di Laurence Fishbourne 🙂

  2. Helldorado · · Rispondi

    credo di ricordare solo una scena e grazie alla foto che hai messo: loro che scappano con la moto d’acqua mentre la nave esplode. Magari mi sbaglio pure… 😀

    1. Sì, sì, è quella! Loro che schizzano fuori da un portellone tipo tappo di bottiglia, con la nave che salta per aria e atterrano illesi e uberfighi in mezzo all’oceano 😀

      1. Helldorado · · Rispondi

        Esatto proprio quella, me lo voglio rinfrescare!

        😀

  3. thriller87 · · Rispondi

    Me lo ricordo , lo vidi che ero alle medie in un passaggio televisivo. E come Blu profondo non l’ho più rivisto. Ma lo ricordo più o meno così come lo descrivi… (Fino ai primi della Mummia Sommers non dispiaceva nemmeno a me .)

    1. D’estate questi film sono imprescindibili. Ti divertono e sono anche realizzati bene.
      Blu Profondo però non si batte. è il top 😀

  4. Filmone!Non sapevo fosse dello stesso regista della mummia.Il faccia a faccia finale tra il mostro ed il personaggio con tanto di frase ad effetto e mitico!

    1. Sì, Sommers era uno di noi!
      Purtroppo è anche lo stesso regista di Van Helsing e di G.I Joe.
      Il che lo squalifica un pochino

  5. Giuseppe · · Rispondi

    Con La Mummia anch’io ero uscito dal cinema molto soddisfatto (Fraser e Vosloo erano due antagonisti azzeccati)…e tutte le soddisfazioni che Deep Rising riserva a noi appassionati le hai elencate bene nella tua recensione (le creature di Bottin hanno retto molto bene il passare degli anni, tanto che non vorresti trovarti nei panni del buon Williams stretto nelle loro spire…e, a dire il vero, nemmeno nei panni di Wes Studi 😉 ).
    Quasi quasi mi rivedo il dvd, anche per rendere onore allo Stephen Sommers con il quale mi trovavo in sintonia. Che quello degli ultimi anni sembra aver sacrificato sé stesso in base al motto di Finnegan “a chi scuce il contante tu non fare domande”… 😦

    1. Sommers era e resterà un commercialone. Va bene così. Però dispiace un po’ perché un paio di piccole perle le ha regalate. Oltretutto si è sempre scritto da solo i suoi film il che è una nota di merito. Insomma, ci sta simpatico da queste parti 😉
      Speriamo torni in forma.

  6. Bello questo!!!! Me lo ero troppo dimenticato!! Adesso mi ripiglio il dvd e rinverdisco ricordi…. … Mostri di gomma tutta la vita!!! 😀😀

    1. Mostroni uber alles!

  7. Scusami se abuso di questo commento per chiederti di una cosa estranea al film soggetto di questa recensione (che ho trovato carino sopratutto dal punto di vista scenografico).
    Sto valutando un trasferimento su uno spazio wordpress che da quanto ho visto permette maggiori personalizzazioni. volevo chiederti dato che tu hai l’indirizzo “wordpress.com” e dunque la versione gratuita come hai fatto a personalizzare il tema dato che da quanto ne so solo comprando il dominio puoi variare così in profondità questi aspetti?

    1. In realtà alcune personalizzazioni puoi farle anche con WP gratuito.
      Per esempio le testate del blog, a seconda del tema che scegli, possono essere modificabili a tuo piacimento e anche inserire widget di ogni tipo nella home.
      Dipende sempre dal tema che scegli. Alcuni sono più flessibili, altri no.

  8. […] degli Abissi, Leviathan, La Cosa degli Abissi, Deep Star Six. Forse il b-movie più a tema è però Deep Rising, prodotto qualche anno più tardi (1997) e ambientato su una nave da crociera presa d’assalto […]

  9. Visto da piccolino, sui 5-6 anni, recuperato un paio di anni fa e che dire… filmone! La sequenza del mercenario rigurgitato ancora vivo e mezzo digerito è il TOP, insieme al confronto tra Finnegan e il mostro 😉

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