Debra Hill

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Se siete frequentatori assidui di questo blog, sicuramente non farete nessuna fatica a riconoscere gran parte dei personaggi della foto in testa al post. Ma forse non tutti di voi ricordano la Signora che siede accanto a Jamie Lee Curtis. Una giovanissima e sorridente Debra Hill.

Il vero braccio destro di Carpenter: produttrice e sceneggiatrice di molte delle sue pellicole, tra cui Halloween, The Fog e 1997: Fuga da New York. Perché alle spalle di un grande regista, c’è quasi sempre un produttore intelligente. E qualcuno che sappia scrivere. Debra Hill sapeva muoversi con disinvoltura in un ambito molto complesso (e, soprattutto all’epoca, a quasi esclusiva dominazione maschile) come quello della produzone cinematografica ed era anche una in grado di mettere in piedi copioni efficaci e paurosi. Una regina del genere, sempre troppo poco menzionata quando si tratta di fare un elenco di personaggi leggendari.

One of the greatest experiences of my life—she had a passion for not just movies about women or women’s ideas but films for everybody“. Questo dice di lei Dio Carpenter. Ed è sempre il solito concetto che qui tendo a ribadire ogni volta che posso: non è detto che una donna che scriva (o produca) cinema di genere, che sia horror, fantascienza, action, o fantasy, sia per forza di cosa obbligata a esplorare il lato femminile del suddetto genere. Uscire dal circolo vizioso della “roba per donne scritta da donne” è importante, non perché sia sbagliato pensare di rivolgersi (anche) a un pubblico femminile, ma perché si tratta di una distinzione un po’ squallida, che sottende l’idea dell’incapacità delle donne di essere universali. Come sono al contrario considerati gran parte di registi, produttori e sceneggiatori uomini.
E Debra Hill, nel suo narrare di cittadine assediate dalla nebbia e di killer mascherati, è sempre stata universale. Mi sembra doveroso dedicarle almeno un angolino qui nell’angolo di Briarcliff, dove per la prima volta non parliamo di un personaggio, ma di un’addetta ai lavori che tanto ha fatto per il nostro genere preferito, lavorando nell’ombra, gestendo budget inesistenti e portando a casa grandi film. La sua scomparsa ci ha portato via un pezzo di storia. Anche se all’epoca se ne accorsero in pochi.

DEBRA

Debra Hill nasce nel 1950, ad Haddonfield (eh sì), nel New Jersey. Comincia a lavorare nel cinema nel 1975, come assistente di produzione ad alcuni documentari. Conosce Carpenter nello stesso anno. I due collaborano alla stesura del copione di Distretto 13 – Le Brigate della Morte e, tre anni dopo, scrivono la sceneggiatura di Halloween. La Hill produce e scrive non solo il primo film della serie, ma anche il secondo. Per il terzo, si limita alla produzione, lasciando il copione in mano a Tommy Lee Wallace. Purtroppo, come tutti sappiamo, il terzo capitolo della saga è un grosso insuccesso e la coppia Hill/Carpenter abbandona MIchael Myers per dedicarsi ad altro.

Nel 1981, la Hill scrive la sua migliore sceneggiatura, quella di The Fog. E qui vorrei dare un briciolo di spazio a due personaggi, Stevie (interpretata da Adrienne Barbeau) ed Elizabeth (interpretata da Jamie Lee Curtis). Due donne che era difficile (è difficile ancora adesso) vedere in un film di serie B dei primi anni ’80. La prima, mamma single, forte, indipendente, proprietaria di una stazione radio locale, che rifiuta con cortesia il corteggiamento (anche simpatico) del meteorologo. La seconda, illustratrice che vuole attraversare gli Stati Uniti in autostop e che si porta al letto con naturalezza e disinvoltura l’uomo che le dà un passaggio. E, squillino le trombe e rullino i tamburi, non viene punita per questo. Un comportamento sessuale disinibito e libero che non porta necessariamente a una morte atroce dieci secondi dopo aver consumato l’atto.
Roba che anche nel 2013 sembra modernissima e in un anticipo mostruoso sui tempi. Sia il personaggio della Barbeau che quello della Curtis sono ritratti come caratteri positivi. Anche questo andrebbe sottolineato e ribadito.
Oltre a essere una ghost story raffinata, in grado di spaventare a più di 30 anni dalla sua uscita nei cinema, The Fog è anche scritto con un’intelligenza e una sensibilità rare.

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La collaborazione con Carpenter procede a fasi alterne e nel frattempo, la Hill lavora anche con David Cronenberg, producendo La Zona Morta. Nel 1986 fonda la sua casa di produzione indipendente, con cui realizza soprattutto commedie (Tutto in quella Notte è suo) e stipula un contratto con la Disney per una serie di cortometraggi. Non solo cinema dell’orrore, quindi: quel gioiellino di Pazzi in Alabama, per esempio, è prodotto da lei.
Torna di nuovo a scrivere per Carpenter per riportare sullo schermo Snake, con Fuga da Los Angeles. Insieme sono anche responsabili del remake di The Fog, uno degli ultimi progetti della Hill.
Stava lavorando a World Trade Center di Oliver Stone, quando il 7 marzo del 2005, muore a 54 anni.

Perché un personaggio come Debra Hill è così importante?
La Hill si è trovata a capo di progetti ambiziosi, ma messi in piedi con budget ridicoli. E quando sei il produttore di un film come Halloween, girato in un pugno di settimane e finziato con un pacchetto di noccioline e due lattine di birra (di cui una la beve lo stunt di Michael Myers. Ingordo), devi essere bravo. Anche perché hai scritto tu la sceneggiatura e, sapendo quindi benissimo cosa vuoi mettere in scena, devi fare i conti, tutti i giorni con quello che puoi mettere in scena.
Spesso si confonde un po’ il ruolo del produttore: a volte lo si considera una specie di cerbero che impone al regista certe cose, non gli permette di farne altre, si piazza lì e lo obbliga a tagliare, a rivedere, a rigirare. Ma il mestiere della Hill, quello di piccolo produttore indipendente, era diverso.
Toccava a lei mettere insieme i pezzi e fare in modo che ogni cosa funzionasse. Mentre poi, com’è giusto che sia, per carità, altri si prendevano i meriti e stavano sotto i riflettori.
E tuttavia, produrre un film, e farlo bene, è una cosa maledettamente seria.

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Non a caso, nel corso della carriera, la Hill era considerata, tra gli addetti ai lavori, una delle persone più influenti e fondamentali dell’ambiente.
Tanto che nel 2003 è stata premiata dalla rivista Women in Film. E lei, ritirando il premio, ha detto: “I hope some day there won’t be a need for Women in Film. That it will be People in Film. That it will be equal pay, equal rights and equal job opportunities for everybody“.
La Hill ha infatti sempre lamentato la mancanza di parità, a Hollywood, per le donne che facevano il suo mestiere, l’accondiscendenza con cui venivano trattate, e la palese difficoltà di essere ritenute credibili in un ruolo di comando, che fosse quello di regista o produttore.
Oggi, di donne produttrici ce ne sono certamente di più rispetto al periodo in cui la Hill ha mosso i primi passi nel mondo del cinema. Il suo lavoro è stato davvero pioneristico, paragonabile forse a quello di Kathleen Kennedy, che però ha iniziato più tardi e si è trovata sin da subito a gestire budget superiori rispetto alla miseria con cui combatteva la Hill.
Mi è sembrato doveroso celebrarla qui nell’angolo di Briarcliff, perché ogni volta che guardiamo Halloween, o Fuga da New York, dobbiamo sapere chi c’era dietro questi progetti e chi li ha fatti funzionare da un punto di vista sia artistico, che tecnico, che logistico.
Sì, il regista, il grande autore e bla bla bla. Ma mettetevi voi a produrre un film, poi tornate qui e me lo raccontate.
E ogni tanto, leggete i titoli di un film. Almeno quelli di testa.
Intervistina

13 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Un bellissimo post Lucy!! Davvero un omaggio obbligato ad una donna così gagliarda e capace.

    1. Gagliardissima, intelligente, brillante, cinematografara vera.
      La lovviamo ❤

      1. Giuseppe · · Rispondi

        L’hai ricordata esattamente come meritava di essere ricordata, e sono sicuro che il tuo post le sarebbe piaciuto parecchio. 😉

        1. Grazie Giuseppe 😉
          Mi sembrava giusto parlarne…erano mesi che meditavo un post su di lei

  2. è tipica delle culture reazionarie e retrograde pensare che vi siano cose da uomini e cose da donne. E che quindi un uomo non sappia scrivere,dirigere o produrre una storia d’amore ,ad esempio, o che una donna non sappia fare horror o action.
    Debra è veramente uno di quelle persone che andrebbero semplicemente ringraziate.Il cinema è comunque un lavoro collettivo ,è importante il regista,l’attore,ma non dobbiamo scordare i produttori ,direttori della fotografia,montatori,(pensa a Fraticelli e il lavoro con Argento),e così via.
    Non ricordavo che avesse prodotto Tutta quella notte,a me piace tantissimo quel film

    1. Sì, è stato uno dei lavori più importanti della sua casa di produzione.
      Una commedia che adoro anche io. E pure Pazzi in Alabama è un filmone.
      Poi sì, si è un po’ barcamenata tra la Disney e i documentari, non sempre ha potuto dedicarsi al grande cinema…
      Ma è stata comunque un personaggione

      1. Pazzi in alabama lo metto sul conto dell’autocritica occhialuta che sto scrivendo su Stallone va, perchè non mi era piaciuto molto.La riguardo,a volte il tempo ci aiuta a capire meglio le cose.
        Ida Lupino,Debra Hill,Kathryn Bigelow la mia sacra triade ^_^

  3. gente che sapeva fare cinema…

  4. Non sapevo che in Tutto quella notte ci fosse il suo zampino. E’ uno dei miei ultracult di tutti i tempi.

    1. Sì, lo ha prodotto lei insieme alla collega con cui ha fondato la sua casa di produzione.
      Era un personaggio davvero eclettico

  5. Non sapevo che fosse scomparsa da tempo!
    A mia discolpa posso affermare che il suo nome mi é rimasto impresso sin dalle prime volte che ho visto i films realizzati con Carpenter (ero praticamente un bambino) che sono tra i miei preferiti da sempre!
    Piccola correzione: “FOG” é del ’79 non dell’81!

  6. Complimenti per il blog, veramente splendido e raccontato con passione. Mi piace l’ironia che usi nel recensire i film evitando quella dialettica fin troppo noiosa dei critici professionisti. Ti voglio ringraziare per il bellissimo articolo su Debra che mi ha dato l’opportunità di conoscerla meglio. Da fan pazzo di Carpenter questa piccola perla mi mancava e mi ha aiutato a chiudere il cerchio sul duo John-Debra. Devo dire che su quasi tutti i film siamo sulla medesima sintonia d’onda. Pacific Rim, Battleship (fracassone, ma inspiegabilmente non riesco a frenare la voglia di rivederlo all’infinito), Carpenter, la Troma etc etc. Complimenti anche perché mi hai dato l’opportunità di conoscere film nuovi come la saga di Cold Prey. Rimarrò sintonizzato su questo blog…Ciao!

    1. Grazie! Sono contenta che il blog ti piaccia.
      E che tu abbia apprezzato la saga di Cold Prey che è un vero gioiellino 😉

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