1996: Scream – Prima parte

Scream-1996

Regia – Wes Craven
What’s the point? They’re all the same. Some stupid killer stalking some big-breasted girl who can’t act who is always running up the stairs when she should be running out the front door. It’s insulting

Oggi affronteremo l’analisi del film origine di tutte le disgrazie del mondo. A partire dal riscaldamento globale, fino ad arrivare alla guerra e alla carestia, sappiamo tutti che esiste un solo responsabile, il malvagio, fetido, furbo Scream. Quindi, preparatevi a una discesa nelle tenebre, preparatevi ad affrontare il Male nella sua forma più pura, un Male che ha due nomi, Kevin Williamson e Wes Craven. La perfidia di questi individui è tale che non si capisce come facciano a essere ancora a piede libero, dopo aver causato un tale cumulo di attacchi isterici nei veri amanti dell’horror duro e puro, cattivo. Mica robetta per ragazzini come questo filmaccio che davvero non si capisce come abbia fatto a diventare un tale successo, a incassare così tanto e a riportare in auge un genere che era dato per spacciato. C’è per forza lo zampino del demonio. Per affrontare questa serie di tragici eventi, non basta un post solo. E quindi questa sarà la prima volta che divido la rubrica in due parti.

Anno del Signore 1995: un giovane sceneggiatore consegna un copione al suo agente. Il titolo dello script è Scary Movie. Contiene anche un’appendice di una decina di pagine in cui si delineano gli sviluppi per due seguiti. L’idea di Williamson era quella di vendere un franchise già pronto per andare in produzione.
Williamson è nato nel 1965 ed è cresciuto con gli slasher degli anni ’80. Il motivo per cui sceglie di concentrarsi sulla sceneggiatura di Scary Movie è che nessuno faceva più quel tipo di film che lui avrebbe voluto vedere. E abbiamo descritto tante volte il deserto, in ambito horror, della prima metà degli anni ’90.
Non appena la sceneggiatura arriva agli studios, si scatena la guerra. Tutti vogliono accaparrarsela, Paramount, Universal, Miramax.
E proprio la diramazione della Miramax, la Dimension Film, riesce a ottenere i diritti su Scary Movie per 400.000 dollari. I Wenstein (ecco il demonio che entra in campo) fiutano l’affare. E Bob chiama Wes Craven, assicurandogli che sarebbe rimasto al timone anche per gli eventuali seguiti.

Scream Wes Craven

Le riprese durano otto settimane e si svolgono nella primavera del 1995. Per la sola sequenza della festa finale, della durata di 40 minuti, ci vollero 21 nottate di lavoro, dal tramonto all’alba. Quando le riprese terminarono, al cast e alla troupe venne consegnata una maglietta: “sono sopravvissuto alla scena 118”.
Bob Westein trovava la maschera del killer scelta da Craven ridicola, incapace di far paura. Minacciò addirittura di sospendere la produzione del film se non fosse stata cambiata. Craven allora gli propose di vedere un premontato della scena con Drew Barrymore. Dopo la proiezione, la maschera di Ghost face non venne più messa in discussione.

Drew Barrymore doveva avere il ruolo della protagonista, ma fu lei a proporre di essere la prima vittima dell’assassino. Se l’attrice più famosa del cast fosse morta nei primi 12 minuti, il pubblico sarebbe stato spiazzato, e si sarebbe aspettato di tutto.
Per la parte di Sidney Prescott vennero considerate una serie di giovani attrici, tra cui anche Brittany Murphy e Reese Whiterspoon. Ma alla fine la scelta cadde su Neve Campbell, all’epoca ventitreenne. La Campbell era riluttante ad accettare di prendere parte a un altro horror subito dopo Giovani Streghe. Ma era la sua prima occasione da protagonista e inoltre si innamorò del personaggio di Sidney: “She’s a fantastic character for any kind of movie”
Quando il film era quasi finito, i Wenstein decisero di cambiargli il titolo in Scream. ispirandosi all’omonima canzone di Michael Jackson.

Scream esce il 20 dicembre del 1996. Bob Weinstein decide di distribuirlo nel periodo natalizio, prendendosi un rischio enorme e andandosi a scontrare con tutti i film per famiglie che infestano gli schermi. Primo fine settimana di programmazione: Scream incassa la miseria di sei milioni di dollari. Il film è un flop. Nonostante il budget fosse di poco meno di 10 milioni, c’era la possibilità concreta di non riuscire neanche a recuperarlo.
Altro che sequel,  carriere rilanciate (nel caso di Craven) o futuri radiosi (nel caso di Williamson). Altro che rinascita del genere.
Ma poi avviene una specie di miracolo. Il passaparola incrementa gli incassi di settimana in settimana, i critici impazziscono (prima che diventasse l’origine di tutte le sciagure di questa sfortunata terra, Scream piaceva molto ai critici) e questo piccolo piccolo film dell’orrore resta in cartellone per otto mesi senza essere smontato, diventando il quindicesimo incasso del 1996, dando del filo da torcere a Emmerich e al suo Indipendence Day. Non solo, ma esce di nuovo al cinema nell’aprile del ’97.
Il risultato finale sono 173 milioni di dollari guadagnati in tutto il mondo. E solo per la distribuzione in sala, senza contare tutto il settore home video.

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Che cosa è successo esattamente? Difficile da spiegare. Scream rappresenta un punto di svolta così importante, su di lui sono state dette tante di quelle cose (soprattutto negative) e ha generato un’onda lunga di eventi che ancora oggi condiziona in profondità il genere, da non lasciare molto spazio a una riflessione lucida sui suoi reali meriti. Meriti che, se non si ragionasse per partito preso, e considerando solo la progenie che Scream ha partorito, sarebbero indiscutibili.

Perché Scream non è solo un bel film. Scream è uno di quei prodotti capaci di rivoluzionare un intero filone. Che poi sia una rivoluzione conservatrice è verissimo, come è vero anche che il prototipo Scream diventerà poi un modello da imitare in senso ancora più reazionario, con una serie di cloni che esaspereranno il lato citazionista (senza però avere l’intelligenza di utilizzare la citazione in senso sia dissacrante che affettuoso), senza soffermarsi su quello più “sociale”, che è tipico di Craven e del suo modo di intendere il cinema dell’orrore.

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Ecco, Craven. Tra quelli della sua generazione è il solo che si sia salvato dalla serie B, saltando appunto sul carrozzone di Scream e dimostrando un intuito e un fiuto per i gusti del pubblico che i suoi colleghi non hanno.
Furbo e adattabile più o meno a tutto, Craven viene considerato una specie di coglione da molti. In realtà è un regista tecnicamente raffinato che unisce le sue capacità dietro la macchina da presa a un talento commerciale fuori del comune. Non solo, ma Craven è anche uno che con l’horror ha un rapporto controverso, che nell’horror ci si è trovato in mezzo quasi per caso, che sotto sotto, si vergogna quasi di essere etichettato come regista horror. E che ogni volta che è uscito dal genere, ha sbagliato clamorosamente, tornando poi a rifugiarsi nel territorio che più gli è congeniale: quello della paura.

Ma uno dei segreti per la riuscita di Scream è proprio il distacco del regista dalla materia trattata, la formazione culturale diversissima rispetto a quella di Williamson, la scarsa conoscenza del sottogenere (lo slasher) a cui Scream si ispira.
Chiamare Craven a dirigere Scream è stato un colpo di genio, perché ha comportato uno sguardo diverso sul cinema dell’orrore, più maturo e adulto, che inserisce il sistema di citazioni, rimandi e strizzate d’occhio che sta alla base della sceneggiatura in un contesto serio. Scream, nonostante l’ironia e le battute, è un film che mira a spaventare. Un film girato da un regista di una certa età che con l’ambientazione giovanilistica ha poco a che spartire. E si vede. Perché quando Scream smette di specchiarsi nei cliché e negli stereotipi e tocca far entrare il killer in azione, diventa un horror in tutto e per tutto. E si smette di ridere.
Guardatevi e riguardatevi i primi dodici minuti. Imparateli a memoria, perché sono un saggio su come si gira un cazzo di horror.
Ci sentiamo alla prossima puntata.
Musica

30 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    A me piace molto, i sequel non li ho mai visti a parte l’ultimo gradevole ed ironico. Ottimo post, attendo la seconda parte 🙂

    1. I sequel hanno qualche cosa gradevole, altre molto meno belle. Il secondo ha un incipit anche migliore del primo. Ma puoi tranquillamente bypassare 😀
      Grazie! La seconda parte arriverà, spero, domani

  2. e daje ho indovinato!Vedi che come sensitivo ho un futuro ti scrissi o no?96 = scream,a parte che non c’era un cazzo quel anno. 09 ? Film francese,che comincia con la M ^_^

    E ora due cose

    1)Riguarda il blog. Sai a me non piace molto lo stile distaccato,dove si vede poco la presenza del blogger,ma questo non vale per te. Perchè riesci a trattare i dati,le curiosità stile wiki con una grande grazia,passione,intelligenza. Sai son cose che vanno rammentate,perchè tutti son capaci di dire sto film fa schifo o è figo,ma non tutti son capaci di mostrare una certa reale credibilità e te dopo il tizio che curo il blog Lo spettatore indisciplinato- l’hai mai letto?- bè ci sai davvero fare:un cazzo di e book ,anzi di dizionario annuale. E ti perdono anche la stroncature di Nymphomaniac che so già pronta

    2)Errore di molti è buttare l’acqua sporca con il bambino. Williamson poi seriamente per me si è sputtanato con troppi titoli ridicoli, opinione mia personale, e il numero 2 e 3 della serie per me avevano perso il peso e la forza del capitolo iniziale,ma la saga chiude bene con un 4 davvero ottimo.
    Il problema è la catena montaggio del prodotto:hai successo con un film che a modo suo rivoluziona un genere,toh io ti copio in fretta per fare soldi e li comincia lammmerda
    Io l’ho sempre detto,preferisco l’horror in stile Loved Ones o The Children,mi piace il genere che è metafora socio-politica ,quindi dopo il primo ho avvertito una corsa verso il basso clamorosa
    Ma non c’entra nulla questo capolavoro,questa pellicola fondamentale,importante,perchè certe volte dimentichiamo il contesto e il tempo in cui escono certi prodotti.Ora magari li riteniamo ridicoli,ma in quel tempo avevano rivoluzionato un genere
    Chiaro che in ambito capitalista l’innovazione che nasce con intenti rivoluzionari,finisce per diventare la tradizione ,se va bene ,la reazione se va male.
    La stessa sorte è toccata a Scream,che rimane un film da amare,se si ama il genere horror.
    E non ci son cazzi o dildi rosa che tengano eh!

    1. No, un ebook non posso farcela…non con queste recensioni. Avevo un progettino interessante in cantiere ma mi serve un sacco di tempo per elaborarlo
      Vediamo che ne viene fuori

      1. aspetteremo! Tanto io prima del 2054 non ho intenzione di sparire eh 🙂

  3. moretta1987 · · Rispondi

    Il primo Scream francamente mi piace (e pure il secondo) proprio per come reinterpreta parecchi cliche dello Slasher in modo intelligente. Sapevo che non er ben considerato dai cosidetti amanti dell’horror puro e duro ma addirittura considerato il male con la m maiuscola…

    1. Viene considerato il Male perché ha generato una serie di epigoni di scarsa qualità e “dissacrato” un genere, un po’ come recentemente ha fatto Cabin in the Wood. Dopo averlo visto, è difficile riguardare vecchi slasher e non sorridere di fronte ai vari cliché messi alla berlina 🙂
      Perciò è opinione diffusa che Scream abbia rovinato il genere con il citazionismo e l’ironia, ma non è vero niente. Scream è un ottimo film ed è il resto della produzione horror mainstream che fa cacare 😀

      1. Infatti. Il problema è che dopo Scream non guardi più Prom Night o Terror Train con gli stessi occhi.
        Però è anche vero che quei due film, per quanto a me piacciano, hanno delle ingenuità.
        Discorso diverso per Halloween o Black Christmas: sono comunque a prova della bomba Scream.
        Se poi a Hollywood clonano le formule di successo, la colpa non è di Scream…ma questo è un discorso che affronterò a breve 😉

    2. Sì, lo odiano perché si rivolge al grande pubblico e quindi non va bene perché gne gne gne 😀
      Il primo e il secondo sono due film molto intelligenti. Avercene oggi

  4. Uh, bel pezzo! Attendo la parte due. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    1. Grazie Gianluca!

  5. Scream in qualche modo mi riportò alle atmosfere di Nightmare 1 e 3, forse perché lo vidi nello stesso cinema d’estate, al mare. Adolescenti che devono cavarsela da soli, e in qualche modo dimostrano di riuscirci, almeno in parte. Per me, è una pietra miliare, di quelle da consigliare ai neofiti del genere.

    1. Sì, se uno deve cominciare ad avvicinarsi al genere, Scream è l’ideale. E poi può procedere a ritroso. Ed è anche vero il parallelo con Nightmare, perché si sente la mano dello stesso regista. Soprattutto nelle atmosfere.

  6. Il problema della clonazione è comune al cinema, nei libri, in ambito musicale.
    In questo senso, un film come Scream “danneggia” il genere perché fornisce a una serie di mestieranti di scarso talento un template, e degli elementi facilmente riutilizzabili.
    E soprattutto, perché apre al genere una fascia di pubblico che il genere non lo frequentava abitualmente – e che avendo gradito l’originale, e non avendo una cultura sufficiente per esplorare autonomamente il genere (che in fondo disprezza), allora chiede delle copie carbone, dei cloni.
    E li ottiene (è un business, dopotutto).
    Il disprezzo per il genere da parte del pubblico che decreta il successo di questi prodotti è importantissimo – è il classico caso che porta gli idioti ad affermare “Scream non può essere horror, perché a me non piace l’horror, e Scream mi piace.”
    Scream ha successo perché lo può guardare chi si vergogna di guardare horror, affermando che in realtà è una parodia, è una elaborazione postmoderna, è metanarrativa, bla bla bla.
    Chi poi ne prende gli elementi di base (le citazioni, il montaggio, il cast) e li ricicla, di solito produce ciarpame.
    Scream ha, quindi, una responsabilità.
    È un bel film che, essendo più sofisticato della media e non esageratamente “per iniziati”, è piaciuto a dei modaioli ipocriti e ignoranti, che si sono tramutati in fanz.
    Se gli dici che è un bell’horror (e lo è), ti diranno che la tua è una lettura superficiale.
    Che odi Wes Craven.
    Che vuoi soli i film di zombie in bianco e nero.
    E poi ti canteranno “Ma che colpa abbiamo noi”.
    Io lo so – ci sono già passato.

    1. Ecco, tutta questa serie di cose sono proprio l’oggetto della seconda parte del post: Scream ha delle grosse responsabilità, perché il sistema produttivo hollywoodiano si muove proprio nel senso che descrivi tu.
      Eppure è un horror, tanto quanto i vari So cosa hai fatto non lo sono.
      E se lo dici a qualcuno a cui Scream è piaciuto ma che l’horror, signora mia, che cosa butta e squallida, ti sputa in faccia.

      1. Se può consolarti, coi romanzoni fantasy e con le serie televisive tratte da questi, è esattamente la stessa cosa, giù giù fino agli sputi.

        1. Forse da quelle parti è anche peggio…

  7. Ecco, poi non potevano davvero resistere all’idea di realizzare davvero Scary Movie, no? ^^

    A me Scream è sempre piaciuto. È figlio degli anni ’90, nel senso che, dopo il decennio aureo, è uno dei pochi titoli che davvero sono “originali” e perfettamente legati al decennio successivo, pur basandosi sul canovaccio slasher.

    Avevo in mente un post anch’io, dopo averlo rivisto qualche sera fa, se non sbaglio su MTV. Ma a questo punto aspetto la seconda parte.

    ^^

    1. No, proprio non ne potevano fare a meno di buttarla in farsa con Scary Movie. Mai sia che si rischia di non raschiare il fondo del barile 😀
      Sì, è una specie di ponte tra i due decenni, i vero punto di svolta nella storia del genere. Forse l’unica cosa realmente originale uscita in ambito mainstream.
      Ah, lo passano su MTV?
      Ma tu scrivilo il post. Usciamo in contemporanea 😀

      1. Giuseppe · · Rispondi

        E pensa che gli Scary Movie io li ho tutti tranne il primo (e, ovviamente, l’ultimo, che dal solo trailer mi dava l’idea di averlo ormai sfondato del tutto quel povero barile, per cui ho deciso di passare la mano) 😀
        Tornando all’ottimo Scream, ci troviamo sicuramente di fronte a un punto di svolta del cinema horror dopo un lustro decisamente asfittico (meglio andava per la science-fiction, in quegli stessi anni)…si può ben dire che Williamson e Craven abbiano affrontato di petto il problema, dimostrando quanto fosse possibile sfruttare gli stilemi del genere per rinnovarlo con un’operazione davvero colta e brillante. Caratteristiche per me indiscutibili, ma che -come avete già fatto notare- sono state fraintese da molti (certo, è ovvio che se nel meraviglioso mondo del fighettismo finto/pseudo/vetero intellettuale un film horror piace, allora non può essere “solo” un horror, che diamine…peccato che poi a tali stronzate finiscano per credere anche taluni presunti appassionati esterni a quel mondo)…

        1. Ma perché, come succede spesso quando un film ha un successo interplanetario, si accampano scuse per non inserirlo in un genere bastardo, che sia fantasy o horror, o fantascienza, etc.
          Perché bisogna giustificarsi se ci piace un film di genere. Non può essere bello di per sé, devono esserci ragioni recondite.

  8. Mi linceranno in parecchi ma a me Craven piace, lo considero un bravo regista ed anche Scream è un bel film: ha rilanciato un genere. Certo poi molti imitatori si sono gettati a pesce producendo imani schifezze ma questo è un altro discorso…

    1. Che è una conseguenza ovvia e naturale del successo di un film.
      Ma quanti film tratti da fumetti ci stiamo sorbendo negli ultimi anni?
      E quante favole rivisitate in senso dark?
      E sono solo due esempi…

  9. vietato ai minori di 18 anni?Ma anche da noi?Non me lo ricordavo.

  10. Bel pezzo Lucy, aspetto ansioso la seconda parte! 😀
    Vidi il primo “Scream” al cinema, che spettacolo; non mi sarei aspettato una cosa del genere! Tra l’altro anch’io l’ho appena rivisto su MTV dopo una decina d’anni che non lo vedevo e quindi ho potuto apprezzarlo ancora di più, cogliendo nuove cosine che mi erano sfuggite 🙂

    PS: e poi, quanto era carina Neve? 😀

    1. Neve era uno splendore…e si difende bene anche nel quarto…
      Rivedendolo, mi sono resa conto che non è invecchiato neanche un po’. E i cliché sono rimasti identici e immutabili nei secoli dei secoli

  11. Scream non mi piace, l’ho sempre trovato noiosamente patinato, una versione horror di beverly hills 90210 e poi quel finale assurdo, però è innovativo mai visto un horror cosi illuminato, non ci sono zone d’ombra qui c’è macelleria sotto i riflettori. Un altro regista che ha preferito cambiar genere pur di non affondare è stato Raimi. Attendo la seconda parte della recensione.

  12. Vabbé, io su Scream non posso dire nulla.
    Avevo 15 anni, per la miseria, vederlo al cinema è stato un trionfo e quella prima, spettacolare morte non la scorderò mai.
    Che poi il film, invece di rilanciare il genere, l’abbia definitivamente affossato, sdoganando il mito della serialità imbecille per decerebrati, eh beh… è un altro paio di maniche.

  13. Quando usci Scream, ricordo bene, che un po tutti i critici ne hanno parlato davvero molto bene e anche gli spettatori erano abbastanza soddisfatti. Il primo è il migliore anche se secondo me negli ultimi 40 minuti si perde un po e poi se devo dirla tutta, Craven alla fine è quello che non riesce ad elevare il film fino al massimo del suo potenziale. Perchè Craven si è salvato dalla serie B ma grazie a colpi di culo che i vari Coscarelli, Hooper, Carpenter e Gordon, ad esempio, non hanno avuto o saputo sfruttare e fruttare. E lo dico perchè secondo me il vecchio Wes si è fermato al “serpente e all’arcobaleno”. Non riesce a dare a Scream scene veramente da paura. La prima è bellissima ma dopo quella utilizza tutti i clicchè del genere e non credo perchè è a fare una parodia del genere ma proprio perchè non sa creare tensione. Il killer diventa un cartone che prende mazzate su mazzate e il finale troppo lungo. Ma ci sono quei primi 15 minuti. Potenti, bellissimi che forse riescono a nascondere tutti i difetti dei restanti 85 minuti sotto al tappetto.

  14. Film entrato di diritto nella leggenda, non c’è che dire,. Ed effettivamente i primi 12 minuti sono una cosa pazzesca, da far studiare in tutte le scuole di cinema,

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