Orrore a due ruote

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Scusate se parlo un po’ dei cazzi miei stamattina, in questo triste e plumbeo venerdì che pare novembre e invece è il 31 maggio, però questo è un blog sul cinema dell’orrore. E io ogni mattina quando esco di casa vivo un film dell’orrore. Il titolo di questo film è: Roma è una città di merda e il 60% dei suoi abitanti andrebbe bombardato col fosforo.
Dovete sapere che io abito sulla Cassia e vado a lavorare verso zona via Cavour. Ci vado in bicicletta perché ho deciso così, perché non mi va di prendere la macchina e morire alla ricerca di un parcheggio, non mi va di farmi un’ora e mezza di traffico e non mi va di spendere soldi inutilmente in benzina. Oltretutto andare in bici mi piace, mi rilassa, mi aiuta a prendermi del tempo tutto per me e, facendo un lavoro molto sedentario, mi tiene anche in forma che non guasta. 

Adesso, il problema è che per andare dal punto A (casa mia) al punto B (moviola) devo attraversare tutta una serie di strade zeppe di macchine, dato che i due punti in questione non sono collegati da piste ciclabili. No, non sono io che sono sfigata, è Roma che è così, che ha tre ciclabili in croce, oltretutto messe alla come capita, usate dai motorini per evitare il traffico e dai suv come parcheggi gratuiti, nonché sostitutive del marciapiede per adorabili pedoni che non si tolgono dalle palle neanche se gli passi sopra. E se fai tanto di suonargli la campanella ti guardano anche storto.

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Quindi, la mattina quando esco di casa passo dal notaio a consegnargli il testamento, in cui c’è scritto che lascio il mio blog a Hell, che se ne occuperà saggiamente in caso di una mia dipartita per sfrittellamento sul ponte di Corso Francia, con relativo spargimento di interiora lungo la strada e la povera Shoggottina (la mountain che vedete in testa al post) ridotta in pezzi accartocciati in un angolo. Mentre gli automobilisti se la ridono di gusto, che tanto loro lo sanno che in un’ipotetica catena alimentare urbana, il ciclista è all’ultimo gradino, anche dopo i piccioni che gli cagano sul parabrezza.

E allora perdonatemi se approfitto di questo spazio per sfogarmi, ma volevo dispensare un po’ di sano odio. Attività sana e utile per mantenersi sempre giovani, l’odio va rivolto contro i bersagli giusti. Non bisogna disperderlo, ma incanalarlo. Poi magari un bel giorno si concretizzerà in tanti esserini tentacolosi che mi usciranno dalla testa e andranno a strangolare e a divorare vivi, nell’ordine:
tassisti di merda che ti stringono contro il marciapiede, ti guardano e ti sorridono, così che tu capisca quanto ci godono a spaventarti.
Motorini infami che ti superano passandoti talmente vicino da sbilanciarti, magari in formazione a quattro, due a destra e due a sinistra e tu stai lì che puoi solo chiudere gli occhi e sperare che non ti urtino. Che se ti urtano, decolli e finisci al creatore.
Camion, furgoni, persino autobus che ai semafori (e io non sono come quei ciclisti che prendono e passano. Io ai semafori mi fermo), mentre tu stai ripartendo, magari in salita e ci metti un pochino e comunque te ne stai buona buona sulla destra, per non disturbare, decidono che è arrivato il momento di eliminarti dalla faccia della terra schiacciandoti. A quel punto non hai alternative. Sali sul marciapiede. E ti becchi tonnellate di vaffa dai pedoni.
Le macchine che, quando devi attraversare la strada, sulle strisce, ti vedono e accelerano apposta. Di solito, questo fenomeno si presenta in concomitanza con una strombazzata di clacson, e il conducente che abbassa il finestrino, si sporge e strilla qualcosa come: “daje a pedalà!!”. E tu vorresti solo avere un AK-47 lì a portata di mano.
Quelli che parcheggiano in doppia, tripla, quadrupla fila sulle strade strette. E aprono gli sportelli. Nell’esatto istante in cui stai passando tu. Da rimetterci naso e denti.
Le buche. Maledette, fottute, innumerevoli buche, che a Roma non sono neanche buche, ma voragini, varchi aperti su altre dimensioni. Accoppiate ai sampietrini, ti spezzano le ossa della schiena, oltre a rischiare di farti ruzzolare al suolo con la faccia grattugiata sull’asfalto.
Vi odio. Profondamente, senza riserve, con tutto il mio cuore.
602106_437471516347093_438954796_nOh, adesso mi sento molto meglio e sono pronta, stasera, ad affrontare il ritorno. Che poi, volete sapere una cosa? No, non lo volete, ma io ve la dico lo stesso. A costo di rimetterci le penne, non rinuncio a muovermi in bici per nessun motivo al mondo e credo anche che il ritiro della patente, un anno fa, sia stata la cosa migliore che potesse capitarmi nella vita, perché ho scoperto una nuova passione e le passioni non sono mai abbastanza. Perché finalmente sto bene, perché quando salto in sella o al Tenente o a Shoggottina (il Tenente, tesoro mio, è pieghevole, e ci sarebbe tutto un capitolo a parte su come vengo selvaggiamente picchiata sulla metro A) sono felice. Felicità compiuta, limpida, profonda. Un qualcosa che voi molluschi imbalsamati nelle vostre macchine del cazzo non proverete mai. Invidiosi.

Un po’ di musica, va’…

P.S.
Il mio posteriore tra un po’ sarà patrimonio dell’UNESCO. Il vostro flaccido come il cadavere spiaggiato di una medusa.
Stronzi.

31 commenti

  1. Scopro di essere erede universale. 😀
    Che quel giorno non debba venire mai. ❤

    1. Sì, unico erede del mio intero patrimonio ❤ ❤ ❤ ❤

  2. claudio · · Rispondi

    Roma in effetti per un ciclista è una tortura, ma ti assicuro che da noi in Italia il problema è diffuso. Dove sto io sull’asfalto ci sono buche e crepe profonde dieci centimetri e larghe venti. Perchè? Perchè non ci sono i soldi anche solo per una sommaria manutenzione. E il comune, tramite giganteschi cartelli, invita la gente ad usare la bicicletta e a lasciare a casa l’auto. Salvo non indennizzarti se spezzi il cerchione. Qui però ci sono le ciclabili, come no. Una riga gialla sul marciapiede a trenta centimetri dalla soglia di portoni, negozi, studi medici, ecc … Siamo dei geni.

    1. Sì, in Italia manca completamente la cultura di muoversi con altri mezzi che non siano le automobili. E non è che il manto stradale dissestato sia un problema solo per i ciclisti, lo è anche per i motorini, per le moto e per le stesse macchine.
      Io l’auto la lascio a casa volentieri, però è davvero invivibile.

  3. Mi adorato Kamerata…da motociclista ti capisco bene. Sono di un solo gradino sopra la catena alimentare urbana, ma ben ti capisco. Il parcheggio per i motorini e le moto dell’università (fatto sul marciapiede ndr) era perennemente occupato dalle auto, mentre quello posto sul retro ne aveva uno con ingresso riservato per le moto (le auto non potevano passarci), ma le auto parcheggiavano così a filo che per passare erano le madonne.
    Le minicar dimmerda possono parcheggiare sulle strisce per i motorini nonostante escano fuori dalle righe e quelli che le guidano hanno notoriamente un Q.I. pari a un paramecio perchè riescono a prendere dai 3 ai 4 posti (invece di 2).
    Poi ci sono le auto che agli stop occupano l’incrocio con tutto l’anteriore della macchina e continuano a camminare piano piano e tu non sai mai se ti faranno passare oppure decideranno di accelerare all’ultimo proprio mentre tu sopraggiungi.
    Quelli che negli imbottigliamenti si allargano apposta perché rosicano che tu svicoli o che avanzano chiudendo il varco a te per cambiare carreggiata (per onore di cronaca ce ne sono anche tanti che si spostano per farti passare). Quelli che quando diluvia e ci sono i laghi di Lochness a terra accelerano per aumentare l’altezza dell’onda anomala che ti travolgerà.
    E poi ci sono anche quei particolari pedoni che credono che visto che non sei largo come una macchina possono attraversa quando vogliono perché tanto li schivi…non sanno che deviare anche d 5 gradi la traiettoria di un mezzo di 250kg+ 90kg (del guidatore) che procede alla velocità di 50-60km/h richiede uno sforzo notevole…
    Ok grazie per questo post…mi sento meglio anche io 😀

    PS A marzo quando ho fatto l’incidente e sono rotolata sui sampietrini (per l’odio verso i sampietrini rimanderemo ad altro post) una tenera motorinista si è fermata e ha praticamente bloccato le auto dietro che hanno iniziato a suonare il clacson nervose. La ragazza si è girata e ha urlato: “ma non lo vedi che ha fatto un’incidente???”

    1. Ecco, parlamone dei sampietrini, di quelli che se hai la precedenza comunque ti montano sopra, di quelli che neanche ti vedono e se ti vedono è per suonarti il clacson perché loro devono passare, hanno fretta, non possono neanche fermarsi cinque minuti.
      Città di merda. Punto.
      Poi anche altrove sarà così, ma qui non se ne può più

      1. Cinque minuti? Presente quelli che al semaforo rosso ti suonano un secondo PRIMA che scatti il verde O_o?

  4. bradipo · · Rispondi

    AH AH AH mi sono divertito un mondo a leggerti ma ti capisco! Io sono un automoblista ma sono corretto, sono ligio alle regole, sono civile, non mi scaccolo durante la marcia, non metto il braccio fuori dello sportello, non getto cicche dal finestrino ( anche perchè non fumo) ecc ecc…rispetto i semafori, non schiaccio pedoni o ciclisti anzi cerco di non dare loro fastidio….ma qualche volta vorrei dare una sportellata a tutti quei ciclisti per cui il codice della strada è un dettaglio e il semaforo un attrezzo curioso con le lucine colorate. Qui da me le piste ciclabili neanche ci sono…ma perchè nella settimana che c’è il Giro d’Italia orde di ciclisti escono per la passeggiata in gruppo occupando tutta la strada? DIMMI PERCHE’?

    1. La presenza di ciclisti pirla è una piaga che affligge tutta la categoria.
      Io forse sono un pochino diversa perché uso la bici da automobilista, nel senso che ho sempre guidato, ho guidato tanto, mi piace tutt’ora guidare e so che significa avere a che fare coi ciclisti teste di cazzo. Quindi cerco sempre di dare il meno fastidio possibile.
      Io credo che la mancanza di piste ciclabili sia il vero problema alla base. Finisce sempre che non si dà scelta: all’automobilista di non essere rotto le scatole, e al ciclista di pedalare in sicurezza.
      E poi sì, ci sono i cretini in ogni categoria 😀

  5. Il mio posteriore tra un po’ sarà patrimonio dell’UNESCO.

    Vanitosa! 🙂

    Il problema è la Maleducazione. sorta di dna della razza umanoide che ahimè coabita con noi Eletti,sta tera ‘nfame!
    Li devi corcà de legnate,sono da corcare
    Posso aggiungere che però non mancano nemmeno i ciclisti fra le testine di vitello?Anche tra di loro ci sono dei pazzi.
    Ma comunque sostengo ogni virgola,ogni singola parola .Bravissima

    1. ma come ho già scritto in altri commenti, il ciclista pirla esiste ed esisterà sempre.
      Il punto è che il ciclista pirla, per la sua pirlaggine, ci può rimettere le penne. Un automobilista pirla, contro un ciclista (pirla o no), è difficile che rischi qualcosa in più di una fiancata un po’ graffiata.

      1. e pensa quanto rischiamo noi Pedoni eh!Quando attraverso le strisce per arrivare alla mia edicola c’è sempre il parente brianzolo dell’autista pirla romano che non vede l’ora di investirmi.

        ps:però dai..Roma è splendida,meravigliosa,io ogni volta che la penso mi vien una stretta al cuore perchè non credo di aver visto città migliori e di aver incontrato un popolo migliore,guarda non vedo l’ora di trovarmi lì dal 12 al 18 agosto ..Purtroppo ci sono gli italioti e le pessime amministrazioni,ma son sicuro che tu abbia votato e votato bene quindi speriamo che nei tempi a venire le cose minimamente possano cambiare,ma le voragini romane,mi sa che son specialità locali tipo il colosseo ‘tacci vostra!

        PS:HO PRESO IL DVD DI THE DESCENT ED SPECIALE 2 DISCHI…TIE’ SEI INVIDIOSA EH ! 🙂

  6. Ahhhahhhahhh.:)
    Io la bici la prendo in continuazione per andare al lavoro e devo dire che anche in veneto riscontro gli stessi problemi (sanpietrini a parte).
    A quanto pare quello dell’ autista pirla e maleducato è un male comune.;)

    1. ma almeno da te ci sono delle piste ciclabili che collegano vari punti della città, o anche tu in mezzo alla strada?

  7. È incredibile come l’inciviltà si manifesti in uno dei punti più esemplari della civiltà stessa, il sistema di trasporti. Solo perché la bici è fragile gli altri si sentono in dovere di fare il bello e il cattivo tempo.

    Comunque da quel che so domenica ci dovrebbe essere a Roma una pedalata-manifestazione fino a Ostia, proprio per richiedere maggiore attenzione ai ciclisti e nuove piste ciclabili. Non so molto, dovrebbe chiamarsi Critical Mass. 🙂

    ciao,
    Gianluca

    1. In realtà è stasera, solo che io non ci posso andare, perché prendo la bici e parto 😀
      Purtroppo non esiste un’abitudine a usare la bicicletta. E anche gli automobilisti sono disorientati quando si trovano davanti un ciclista.
      Poi ci sono quelli che proprio lo fanno apposta e andrebbero picchiati forte forte

      1. Ah ok, le mie informazioni erano sbagliate allora… 🙂

        Hai ragione, andrebbe creata la cultura della bicicletta, visto che fino a oggi non è un mezzo ritenuto degno, quando invece merita rispetto come tutti gli altri mezzi che attraversano le strade.

  8. Giuseppe · · Rispondi

    Un capolavoro di post da incorniciare all’istante 😀 (quanto a traffico, buche, gente e mentalità di merda ti garantisco che nemmeno questa cazzo di “grande” Milano scherza e lo dico pur non avendo la macchina)!! In più, ineccepibile anche dal punto di vista cinematografico, direi, visto quanto alcuni passaggi non possano non farci venire in mente situazioni alla Duel, Christine o La macchina nera (e qualcosina anche di Death Race, magari)…e quella bici così lovecraftiana, poi, che pare lì in attesa di Colui che Pedala negli Abissi (mia personale aggiunta al pantheon di zio Howard)… 😀
    P.S. D’accordo che Hell è una garanzia ma tu cerca lo stesso di non dipartirmi per almeno altri cent’anni, che io ci tengo…va bene? 😉

    1. Sì, Death Race è forse il paragone più azzeccato. Sembra di stare in una corsa all’inferno, con tutti che ti vogliono uccidere e tu in mezzo 😀
      Cercherò di non dipartire e di stare ancora più attenta 😉

  9. Max_Headroom · · Rispondi

    Scusa se non mi soffermo sugli altri utenti della strada poco educati perché, invece, io voglio invece farti i complimenti. Insomma, il percorso che porta dalla via Cassia a via Cavour è impegnativo per lunghezza e per i pericoli che comporta, anche solo a farlo con l’auto o con la moto. E’ una tappa da giro d’Italia! Ma a che ora parti la mattina? Per quasi nove anni ho lavorato anche io in via Cavour e, pur abitando a Monteverde, quindi, più vicino rispetto alla Cassia, non mi sarei mai sognato di fare la strada in bici. Complimenti ancora.

    1. Allora, io la mattina esco di casa verso le sette e un quarto, per arrivare a Cavour (che poi è all’inizio di via Cavour, quindi non è poi così impegnativo) in circa 45 minuti, a seconda degli intoppi che trovo lungo la strada.
      Sì, è una bella ammazzata, soprattutto al ritorno, con il salitone di Corso Francia che mi uccide ogni volta, però mi diverto tantissimo.
      Grazie! 😉

  10. Sai che io amo la bici e per anni siamo state una cosa sola. Anche io ho affrontato il traffico di Firenze rischiando ripetutamente la vita. E adesso che sono a lavorare a Prato e la distanza non mi permette più di usarla per andare al lavoro mi manca. Quasi come se mi avessero amputato un braccio! E pensare che tu, quando hai cominciato, eri un’automobilista incallita! Ma la bici conquista, non c’è niente da fare!

    1. Sì, io quando ho iniziato, l’estate scorsa, a usare la bici l’ho fatto per necessità e niente altro…E poi mi sono innamorata. E anche ora, che ho la macchina e tutto, cerco sempre di muovermi in bicicletta.
      Però ti fanno passare la voglia

  11. Helldorado · · Rispondi

    Hai tutta la mia solidarietà e stima Lucy, il traffico romano è insopportabile.

    1. I romani sono una razza tremenda. E te lo dico da romana…
      I romani al volante poi…brrrrr

      1. Helldorado · · Rispondi

        ne so qualcosa…. 😐

  12. Lord Dunsany · · Rispondi

    Hai fatto bene a sfogarti Lucia!! 🙂 Capisco cosa provi, io vado in bicicletta da sempre, se lavoro entro i 10 Km da casa ci vado in bici 😀 Ho visto Roma, le strade sono pessime, rischi veramente di farti del male; l’Italia non ha la cultura della bicicletta succedaneo del mezzo a motore, dovrebbero fare molto di più! Forse Roma ha un problema di arredo stradale troppo vetusto e deve essere congestionatissima, valli a convincere ad andare in Bus, bicicletta, Metro, in giro.. 😀
    Che dici, ci trasferiamo in Olanda o Belgio? 😀

    1. Roma per la viabilità è un disastro su tutta la linea. Si sa che il traffico di Roma è leggendario. E prima di bici ce ne erano davvero poche. Nell’ultimo anno sono aumentate esponenzialmente, ma l’aumento del numero di bici non ha portato a niente per migliorare anche le condizioni di vita di chi rinuncia alla macchina e sceglie di usare la bicicletta.
      Poi considera anche che Roma è tutta salitone e discesone. Faticosissimo. Se ci metti il dissesto stradale, davvero, arrivi la sera che hai dolori ovunque 😀
      Magari Olanda o Belgio, magari…

  13. Hai tutta la mia solidarietà. Avendo la moto soffro della stessa malattia: le macchine non ti vedono, i camion poi se possono ti buttano a terra o suonano perchè devi andare per forza a 200 all’ora se no rompi il cazzo.
    Ma io non demormo e vado alla velocità che mi pare. Effettivamente se mi capita qualcosa devo lasciare il mio blog a qualcuno…

    1. ahahahah!
      sì, i nostri averi vanno lasciati a persone in grado di gestirli al meglio 😀
      Immagino che con la moto sia anche peggio, comunque…

  14. Brava, non mollare ! e viva il patrimonio dell’ Unesco 😉

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