1986: Aliens – Scontro Finale

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Regia – James Cameron
I say we take off and nuke the entire site from orbit. It’s the only way to be sure

Perdonate l’assenza. Ho ripreso a lavorare e sarà un po’ complicato per le prossime settimane aggiornare quotidianamente, nonché rispondere ai commenti. Ci provo, ma non garantisco palinsesti stabili o articoli tutti i giorni. Procediamo a improvvisazione, come del resto è sempre successo su questo blog e che Cthulhu ce la mandi buona.

Vi dico subito la verità: questa rubrica è nata con il solo scopo di arrivare al 1986 e parlare di Aliens. Sì, non è propriamente un film dell’orrore, sì non è neanche una piccola perla dimenticata. Ma è un film che ha un’importanza capitale, una di quelle opere che lasciano un segno indelebile nella storia del cinema di genere. Pensate solo alle citazioni di Aliens in quasi tutti i film che mischiano il bellico al fantastico. Imprescindibile, per sempre. 

Dare un seguito al lavoro di Scott non era una cosetta facile facile. La Fox commissiona a Cameron una sceneggiatura che è pronta nel 1983. Solo che in mezzo c’è Terminator. In maniera piuttosto incredibile, considerando la fretta con cui di solito a Hollywood si mettono in cantiere i sequel per portare il pubblico in sala sull’onda dell’entusiasmo per il capostipite, la produzione aspetta che Cameron abbia finito di girare Terminator, prima di far partire la lavorazione di Aliens. C’è stato anche il rischio concreto che il personaggio di Ripley venisse fatto fuori dallo script. Al suo posto c’era pronto Arnold in persona. Chissà cosa sarebbe uscito fuori.
La Weaver non aveva tanta voglia di tornare a combattere xenomorfi. Temeva che Ripley sarebbe diventata una macchietta e che il film sarebbe stato un seguito-spazzatura dal valore unicamente commerciale. Il copione di Cameron la convinse e, risolto qualche problema contrattuale che ritardò ancora l’inizio delle riprese, si ritrovò a vestire di nuovo i panni che l’avevano resa famosa.

Aliens

Cameron è un regista e sceneggiatore molto intelligente. Replicare le atmosfere rarefatte e angosciose del primo Alien non era possibile e quindi compie la scelta giusta stravolgendo completamente l’impostazione del film. E così, se Alien ha ritmi lenti e dilatati, quelli di Aliens sono frenetici; se Alien si concentra su un meccanismo che ricorda molto i film dell’orrore classici, con la minaccia nascosta nei corridoi della nave spaziale che fa fuori uno a uno i membri dell’equipaggio, Aliens la butta sull’azione pura, sul fragore di fucili ed esplosioni, su un gruppo di marines che devono soccorrere una colonia che si scoprirà infestata da centinaia di creature. Con il bonus della Regina, quasi un boss finale.
Del film di Scott resta pochissimo: la Compagnia, il design dei mostri, il personaggio di Ripley che però si evolve e cambia. Il resto è un prodotto completamente diverso, da guardare anche se si sa poco o nulla del suo predecessore. In questo, Aliens fa storia a sé, è autonomo, non contrae debiti con la leggenda e sceglie una strada propria: quella in cui Cameron si trova più a suo agio, quella dell’action puro. Con gli alieni, certo, con ambientazione fantascientifica e le astronavi. Ma resta comunque un film d’azione, “the greatest pure action movie ever”, secondo Entertainment Weekly.

E non dipende soltanto dalla presenza di più alieni. Non è un fatto di quantità: metto millemila orride bestiacce sul set e mi godo la mattanza. Cameron non scrive e non dirige così. Non si tratta nemmeno di esaltazione del militarismo e bisogna davvero avere qualche meccanismo inceppato nel cervello per voler dare ad Aliens un contenuto politico. Aliens è cinema nella sua forma più pura e incontaminata, un esempio di riuscitissima mescolanza di generi che però confluiscono in una forma coerente, dove è l’azione che prende il sopravvento su tutto il resto.

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Tanto per essere il più chiara possibile, per quanto mi riguarda, Aliens è il capitolo migliore dell’intera saga. Superiore al capostipite, anche se di poco, e in grado di stracciare i film di Fincher e Jeunet con minimo sforzo. Credo sia il film che rivisto più volte in tutta la mia vita e ancora oggi non mi stanco di guardarlo, sia nella versione uscita in sala che in quella estesa, col director’s cut di Cameron. Il motivo è semplice: Aliens ha tutto. E tutto ciò che ha funziona. Come un enorme contenitore che trabocca di ogni cosa si possa desiderare di vedere su pellicola.
Tensione, scene di inseguimenti e fughe che ti attaccano allo schermo e non vorresti finissero mai; sequenze di battaglie con una messa in scena che riesce a essere elegante e rocciosa allo stesso tempo, in un miracolo di equilibrio e stile da mettersi a piangere; paura, anche quella, dosata alla perfezione, inserita nei punti giusti, a sottolineare la natura quasi mitica degli esseri con cui i protagonisti si vanno a scontrare (la piccola Newt e il dialogo sui mostri); e poi sì, ci sono anche i sentimenti che a me non fanno schifo e tutto il discorso sul ruolo materno di Ripley. Molti hanno criticato proprio questo aspetto, ma io sono convinta che dia un grande spessore a un personaggio che altrimenti sarebbe rimasto una donna guerriera senza altre caratteristiche. Il carisma di Ripley (che qui raggiunge il suo culmine) sta proprio nel saper dosare elementi di forza, fragilità, determinazione e umanità, in un modello che sarà poi imitato centinaia di volte, quando si tratterà di portare sullo schermo eroine femminili.

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Un po’ western, un po’ war movie, un po’ fantascienza muscolare e adrenalinica, un po’ horror, Aliens è una macchina perfetta lanciata al massimo della velocità su un rettilineo e guidata da uno che sa usare la macchina da presa in certi contesti come pochi altri sulla faccia della terra.
Dittatore, accentratore, stakanovista, un po’ matto, Cameron imprime sempre il suo marchio su tutti i suoi film. Anche qui, comanda il set come un sovrano, caccia assistenti, attori, direttori della fotografia, litiga con James Horner e gli stravolge la colonna sonora (i due non collaboreranno più fino a Titanic), rifiuta la collaborazione di Giger perché, affanculo, la Regina aliena me la disegno da solo e, tanto per non farsi mancare niente, gira in tempo reale i quindici minuti finali del film. Da quando parte il conto alla rovescia per l’autodistruzione, sono davvero quindici, lunghissimi minuti.
E arriva Ripley nell’elevatore e “get away from her, you bitch” e Aliens entra nella leggenda.

Un impatto difficile da quantificare sull’immaginario collettivo. Ma d’altronde, quando c’è il signor Cameron dietro la macchina da presa che fa uscire gli alieni dalle fottute pareti (erano solo sei stunt in costume, sembrano un esercito), la leggenda è il minimo sindacale.

22 commenti

  1. sono contento che tu abbia ripreso a lavorare,come ti ho già scritto.Questo conta.
    che dire di questo film Escono dalle fottute pareti !

    mi perdoni se ti dico che preferisco il terzo,meramente per una questione di stile,atmosfera,io sono l’unico pirla al mondo che non impazzisce per questa pellicola,comunque come sempre ottima recensione la tua

    ps: vado ot, ho visto scream 4 l’ho trovato davvero godibilissimo,diciamo che ha benedetto bene la tua partenza come innovatrice blogger eh 🙂

    1. Sì, mi ricordavo che tu non eri un grande fan di Aliens, ma tu non lo sei di Cameron in generale 😀
      E Scream 4 è davvero grazioso e simpatico.

      1. ma amo alla follia la sua ex moglie e tanti attori che spesso recitano con lui 🙂
        ad esempio Hendricksen e Paxton quanto sono straordinari in Il Buio si avvicina?Perchè Kath hai sposato lui? (tutta una scusa per far venire gente sul mio blog a commentare near dark ihihihihih)

    2. concordo anch’io! il terzo è superiore, ma complimenti per avermi invogliato a dare un’altra possibilità al film di cameron

  2. E mi pare che, per quanto sembrino centinaia, in realtà Cameron aveva in dotazione solo cinque o sei costumi da xenomorfo. Quando non c’era la CGI le palle venivano fuori.

    1. Sei costumi perché comunque il budget non ne permetteva di più.
      E per forza lì è tutta regia e montaggio. E palle, soprattutto palle.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Un cast stellare e palle talmente granitiche da far fruttare al meglio quei diciotto milioni e mezzo di dollari a disposizione, riuscendo a creare un vero e proprio film di culto per ogni appassionato di horror/scifi che si rispetti. 😀
        A proposito della director’s cut devo dire che mi era sembrata anche un tantino meglio strutturata rispetto alla pur ottima versione cinematografica…trovo che tutte quelle sequenze tagliate avessero una loro ragion d’essere all’interno del film, allungandolo certo ma senza rallentarlo o indebolirlo (prendiamo ad esempio l’antefatto sulla colonia, la scena delle mitragliatrici automatiche nel corridoio, il dialogo tra Ripley e Burke o ancora Hudson che “spacconeggia” sulla potenza di fuoco dei marines). Stesso apprezzamento invece non potrei proprio farlo per la director’s cut di Alien, il quale mi va benissimo così com’è senza incoerenze palesi con il lavoro successivo di Cameron…tra l’altro, di Aliens ho conservato uno di quei rarissimi speciali a cura del famoso Starlog Magazine che uscivano tradotti -quando uscivano- per il mercato italiano in concomitanza con le prime dei film (ho anche quello di Terminator 2), autentici cimeli da vero collezionista 😉

  3. “E arriva Ripley nell’elevatore e “get away from her, you bitch” e Aliens entra nella leggenda.”
    Applausi a mano aperta!

    Credo di avere le tue stesse opinioni su questo film, differenti forse solo sul fatto di considerarlo il migliore (il primo, su di me, ha un fascino tutto suo). Però rimane che assieme, sono il fulcro della fantascienza e dell’horror di quegli anni.
    E sapere che abbiamo rischiato di vederci il buon Schwarzy… brrrr…

    1. Diciamo che è un dittico che ha avuto un’influenza pazzesca sul cinema a venire. Alien per un verso, Aliens per un altro.
      Io preferisco il secondo forse per un fatto più affettivo che puramente cinematografico. Ma in effetti la scelta è ardua.

  4. Di Aliens non mi stufo mai,da bambino mentre i mie coetanei giocavano a calcetto io e i miei amici sparavamo orrendi mostri che uscivano dalle fottute pareti di casa mia.Per me Aliens e un piezz’e core 🙂

    1. Sì, è un film da vedere centinaia di volte facendo il tifo ed esaltandosi.
      Io volevo diventare un colonial marine come Vasquez

      1. “Sei siempre stato un estronzo Gorman”Vasquez Rules!

  5. Non amo i personaggi delle superdonne ma Ripley ci sta meglio di Arnold. E Vasquez, cosa sarebbe stato il film senza Vasquez?

    1. Vasquez spacca. Era uno dei miei idoli da bambina 😀

  6. “Not bad, for a human.”
    Il film è zeppo di citazioni citabili e di set-pieces memorabili.
    E poiché oggi mi gira così, dico un’eresia, e sostengo che per quanto il personaggio di Ripley sia ben sviluppato, credibile e interessante, e la Weaver sia immensa, il vero capolavoro di Aliens, in termini di personaggi e recitazione, è il Bishop di Henriksen.
    In assoluto il personaggio più fantascientifico, e probabilmente il più umano.
    Senza dimenticare la famosa scena del coltello, che dovette essere ri-girata quando ormai le riprese erano chiuse, e il cast stava festeggiando.
    Per cui il buon Lance Henricksen, alticcio e stanchissimo, tornò sul set col resto degli attori storti almeno quanto lui, e rifece la scena in una sola sessione, senza stuntman.
    Così nascono le leggende.

    1. E, tra le altre cose, Paxton non era stato informato che avrebbe dovuto subire lui il giochino del coltello.
      Bishop è anche lui leggendario.
      Personaggio scritto benissimo, in testa a tutti gli androidi della saga. Il buon Lance ebbe anche una bella intossicazione alimentare dopo aver girato il finale. Pare yogurt avariato

  7. Aliens è sicuramente il migliore della saga e uno dei miei film preferiti in assoluto. Adoro la caratterizzazione dei personaggi, l’ambientazione e, strano in un film dell’epoca, la trama. Ancora oggi rimane in cima alla classifica!!

    1. Sono contenta che in tanti apprezzino questo film. MI fa sentire meno sola 😀

  8. claudio · · Rispondi

    D’accordo, su (quasi) tutto. Nulla da dire sul regista, anzi, però mi lascia freddo il solito cliché delle forze speciali – in questo caso Marines – che sono coraggiosi, fisicamente forti ma stupidi e ottusi a tal punto che li vedrei bene insediati nel nostro parlamento. La rappresentazione in film dei soldati scelti li deve sempre in qualche modo sminuire al rango di minorati mentali. Per non parlare del sergente sboccato con l’immancabile sigaro in bocca. Perdipiù sembrano non prendere mai sul serio la minaccia, quando invece qualunque soldato – anche il più incompetente – farebbe di tutto per poter immagazzinare quante più notizie possibili su misteriosi mostri assassini su una base che non da più segni di vita. Ovvio che se questo fosse accaduto, il film avrebbe perso quell’atmosfera di sfiducia e di isolamento intorno a Ripley che angoscia ben bene lo spettatore. Sarà che il soldato l’ho fatto, sarà che si esaminava tutto fin nei dettagli più irrilevanti, ma una tale immagine – probabilmente utile alla rappresentazione cinematografica – mi pare monodimensionale e fondamentalmente disonesta.
    Poi, ma qui si entra nell’area “i gusti sono gusti” non mi piace la Weaver. riconosco le sue indubbie qualità recitative, ma non mi piace. Per il resto, un film che si può guardare anche cento volte senza mai provare noia. E sicuramente, come si dice, un’indiscussa pietra miliare.

  9. Helldorado · · Rispondi

    Meraviglioso, visto e rivisto da quando facevo le elementari. Amore incondizionato!

  10. Evidentemente appartengo ad un gruppo ristretto di poveri grulli ma a me questo film proprio non mi è mai piaciuto! Complimenti per il blog passa da me se ti va, anche io parlo di cinema (a modo mio)
    http://lovedlens.blogspot.it/
    M.

  11. Stupendo articolo per una stupenda pellicola! 😀
    Io alla fine preferisco Alien, ma Aliens è il caso più eclatante di sequel di ottima qualità, in effetti la lotta tra i due è sempre accesa. Aliens è ricchissimo di citazioni e momenti storici, però. 😀

    Ciao,
    Gianluca

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