Hansel & Gretel – Cacciatori di Streghe

Hansel and Gretel poster

Regia – Tommy Wirkola (2013)

Bisognerebbe fare un discorso serio, una volta ogni tanto, sul cinema cosiddetto di puro intrattenimento. Perché spesso questa parola è usata o in un’accezione totalmente negativa, o come scusante per giustificare qualunque porcata. È solo intrattenimento. Frase che può essere detta con sussiego da chi disprezza la sola idea di usare il cinema come mezzo per divertirsi. Ma che può anche avere la funzione un po’ più subdola di stroncare sul nascere qualsiasi critica: siediti, sta zitto, divertiti e non rompere i coglioni.
In realtà io credo che il cinema d’evasione sia una nobile cosa. Forse perché è un tipo di cinema che mi ha accompagnato nella mia infanzia e che non ho mai smesso di amare. Forse perché dall’evasione sono passata ad altro, ma devo ringraziare proprio quelle pellicole create e strutturate con il solo scopo di far passare al pubblico un paio d’ore di spensieratezza, se sono diventata un’appassionata di cinema.
La roba con gli occhiali è arrivata dopo.
Ma non ho mai pensato che ci fosse una linea di demarcazione così netta tra il film d’autore e quello commerciale. Anzi, non c’è nessuna linea. L’unica linea che accetto è quella tra i film belli e quelli brutti. Anche quella molto sfumata, a dire la verità, ché è molto facile entrare nel regno del soggettivo, dei gusti, delle opinioni.
Tutto questo per farvi capire che se dico che Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe è una nobile cosa, nessuno si deve scandalizzare o levare scudi. 

Hansel

No, non cela significati profondi e non nasconde sottotesti con cui sbizzarrirsi a cercare inedite formule interpretative.
No, non ha la pretesa di rivisitare il mito fiabesco in chiave postmoderna tramite ardite destrutturazioni.
Si limita a raccontare la storia di due fratelli che, dopo essere stati abbandonati dai genitori e aver sconfitto la strega della casa fatta coi dolci, diventano cacciatori di streghe per mestiere e per soldi. Ci sono le perfide fattucchiere che rapiscono i bambini, del tutto prive di qualsiasi tentativo di umanizzazione (il cui capo è Famke Jansenn, presenza che alza di dieci punti, da sola, il valore del film), ci sono le armi anacronistiche ma tanto belle da vedere in azione, ci sono gli orchi e i villici cretini dal rogo facile. Ci si mena tanto e il quantitativo di emoglobina e gore è elevato. Ci sono scene di lotta e di azione ben realizzate, ottime scenografie, costumi di pregio e una regia professionale dotata di qualche spunto interessante e superiore alla media. La colonna sonora, a firma di Atli Orvarsson è tra le migliori che mi sia capitato di sentire ultimamente, la fotografia di Michael Bonvillain predilige i colori sgargianti e i toni caldi e tutti gli attori coinvolti sono in parte e affrontano i rispettivi ruoli con scanzonata disinvoltura. Difficile chiedere di più a un film di questo tipo. Ma, se vogliamo approfondire l’argomento, c’è anche di più.

Gretel

Wirkola, anche autore della sceneggiatura, è un regista interessante. Gira una splatter comedy notevole in patria, si fa notare e sbarca a Hollywood con le idee molto chiare.
Hansel & Gretel è una fiaba, sì, ma non è un film per famiglie, non gli pesa quindi addosso quel perbenismo di molte produzioni simili (il ciofecone di Tim Burton, tanto per fare un esempio, dark quanto me col pigiamone con gli orsacchiotti) di stampo statunitense. Ampio spazio, quindi a volgarità assortite (i fratellini parlano come scaricatori di porto), nudità e, soprattutto tanto tanto sangue. Tra gente fatta a pezzi, teste schiacciate sotto i passi degli orchi, streghe smembrate, decapitate e bruciate, ce n’è per tutti i gusti. Wirkola mette tutto in campo e se ne frega altamente del target a cui andrebbe rivolto un film di questo tipo.
Forse il motivo per cui in America è andato male, mentre in Europa si è difeso è proprio questo. Hansel & Gretel sfugge alla deriva edulcorata e scialba del fantasy cinematografico degli ultimi anni e si attesta invece in una zona in cui sono l’irriverenza e la scorrettezza a farla da padrone. E di questo va dato merito solo ed esclusivamente a Wirkola, che porta un po’ della sua vena dissacrante anche in questa prima esperienza fuori dei confini della Norvegia. Strano che lo abbiano lasciato libero di agire come credeva e non gli abbiano messo una bella museruola.

Altro elemento di differenziazione rispetto al ciarpame fiabesco in voga oggi, è il modo in cui vengono caratterizzati i personaggi principali. Se ad Hansel (lo interpreta l’uomo della mia vita) spetta il ruolo un po’ smargiasso di quello che prima mena e poi pensa, la vera sorpresa è Gretel (splendida Gemma Arterton). Come fa notare anche l’amico Mr Giobblin nella sua recensione , Gretel è un’eroina che ci piacerebbe vedere molto più spesso: scevra da ogni forma di romanticismo, dotata di intelligenza, femminile ma non svenevole, brava a usare le armi, ma abbastanza realistica da non gonfiare di botte quindici aggressori più forti e grossi di lei a forza di piroette, è un figura femminile da prendere a esempio per scrivere futuri action con signore impegnate in ruoli un po’ più dinamici e meno mortificanti del solito.
I suoi duetti a colpi di battutacce con Hansel sono uno spettacolo e l’alchimia tra i due personaggi  davvero perfetta.

Hansel 2

Se la CGI lascia un po’ a desiderare (il budget di 50 milioni di dollari non è altissimo), è invece molto curato l’aspetto delle varie streghe che si scontrano coi nostri eroi. Sono tutte diverse tra loro, ognuna con un dettaglio che le distingue, che sia nel trucco o nel modo di vestirle, cattive senza compromessi e a volte mostruose (vedere le due streghe siamesi. Da applausi), emettono versi che ricordano quelli dei crawlers di The Descent e hanno delle movenze storte e dinoccolate che suscitano anche una leggera inquietudine. Questo per sottolineare il confine netto tra buoni e cattivi, che è privo di sfumature e senza compromessi o ambiguità di sorta.

Insomma, non è che Hansel & Gretel sia un film memorabile, intendiamoci. Eppure possiede delle caratteristiche che gli permettono di far mangiare la polvere ai colleghi young adult e di svettare sulla spazzatura che circola oggi. Un’ora e mezza appena che passa rapida e a un ritmo indiavolato. Come dicevamo all’inizio, nobile intrattenimento. E non è una cosa semplice. Bisogna avere mestiere, tecnica e intelligenza. Tutte doti che Wirkola ha dimostrato di possedere.

Segnalo anche la recensione di Plutonia Experiment

Musica.

40 commenti

  1. Amen sorella, amen!

    1. Mi sono divertita tantissimo! 😀

  2. esatto film belli e film brutti,questa è la divisione.Certo che poi è soggetta alla nostra formazione e quindi tutto molto opinabile. Io ero già occhialuto da bambino e il massimo di evasione erano i film di eastwood e dello zio arnold- che il dio del cinema lo benedica sempre- però tu fai notare benissimo due elementi negativi assai nella critica di oggi,uno molto comprensibile e l’altro quello del: ma si dai,è solo un film,intrattiene diverte stai lì e non rompere i coglioni , che è un modo di fare da vacanza gulag per tre anni ,minimo.
    La sincerità,passione,rispetto per l’intelligenza del pubblico questo conta per cui Dead Snow è un bel film, (la seconda visione mi ha gasato alla grande,mentre la prima mi aveva solo divertito), Piranha 3dd fa schifo ed è odiosissimo perchè non intrattiene,devasta e prende a calci lo spettatore normodotato intellettualmente,non parlo delle mandrie oligofreniche.
    Ecco,il punto iniziale di questo post qualora volessi farlo diventare uno speciale molto interessante che leggerei più che volentieri
    Chiaramente dopo i nazi zombi questo regista per me è diventato un mito,anche se preferisco la strada più autoriale e disturbante anche nel campo di genere. Sono nato Occhialuto oh !

    ciao

    1. Ma anche io tendenzialmente preferisco l’horror più cupo e disturbante. Certo che da un film che si chiama Hansel & Gretel cacciatori di streghe non mi aspetto né di essere scossa, né che sollevi riflessioni profonde. Mi aspetto che sappia divertirmi. E che lo faccia con un certo grado di intelligenza e di competenza cinematografica.
      E Wirkola possiede entrambe.
      E Dead Snow è davvero un gioiellino.

      1. si,infatti. Meglio lui o un rec 3 che quella robaccia-accia-accia di come out and play con il tipo che fa tanto il personaggio e poi mi esce con un filmetto senza nerbo,ad esempio.
        E concordo anche su Remar,grande attore,grande presenza eh ^_^

        ps:il Grande Inverno oltre alla famiglia stark ci ha da sempre dato grande cinema in tutti i campi. Io li adoro sti scandinavi.. dai tempi degli Europe 🙂

        1. Io di Come out and play ho parlato molto bene. Mi è piaciuto davvero tanto e credo sia anche meglio dell’originale perché è più breve e diretto e taglia quell’introduzione lunghissima che oggi non ha senso di esistere.

          1. no,no dissento completamente.Rivisti entrambi,devo dire che l’atmosfera malsana,inquieta,dolorosa del primo nel remake è completamente assente. Un filmetto che ricalca tutto quello che ti aspetti da un horror,ma senza nerbo e intendo:guarda come sono usati i bambini in the children,va che spavento creano.
            A me il remake non è piaciuto per niente sia in confronto al film originale,che ai prodotti odierni,poi mi fai il manifesto ,fai il personaggio con il passamontagna e mi giri una cosa simile?E allora Smith dopo Triangle e Black death che dovrebbe fare?

            Detto questo guarderò un altro film di questo autore ,giusto per aver una visione più completa. Poi è anche vero che non sono un addetto ai lavori e quindi ne sai più di me,quindi la mia è un’opinione da spettatore..ma non mi è piaciuto questo film

            ciao! 🙂

          2. ma che The Children sia un film migliore, nessuno lo mette in discussione. Mi pare di averlo anche detto nella recensione, anche se non mi ricordo perché l’età avanza e a stento mi ricordo cosa ho mangiato a colazione…
            Solo che Come out and Play è un bell’esordio di un giovanissimo che fa tutto da solo con un budget bassissimo.
            E non è un fatto di essere addetti ai lavori. A me è piaciuto, a te no.
            Io non credo fosse possibile fare di meglio con una storia che mette già a dura prova di suo la sospensione dell’incredulità

  3. Sinceramente ho trovato i due fratelli poco caratterizzati, la presenza di alcuni personaggi altamente discutibile e in generale un film che intrattiene solo in alcuni momenti. Non voglio fare il saputello o lo stronzetto di turno, ma ci sono cose di questo film che mi hanno lasciato basito. Simpatica la cosa del diabete, ma si capisce da subito che servirà per creare il momento pathos nella battaglia finale. Scene di combattimento ben fatte, ma velocissime, mentre per i momenti “lovelove” sprecano minuti preziosi. Gli ultimi 2 minuti di film rovinano tutto il resto. Per quanto riguarda me l’unica soddisfazione è stata vedere Gemma Arterton stretta in vestiti di pelle nera.

    1. Non è che dico che ci sia stata una caratterizzazione approfondita. Non credo neanche sia richiesta in questo tipo di film. Ho solo detto che entrambi sono scritti meglio rispetto alla media delle produzioni analoghe. Mi viene in mente quella porcheria con Lincoln cacciatore di vampiri, tanto per fare un esempio.
      Però davvero, i momenti love non è che ci siano. C’è una scena che è una di pseudo sesso e poi sono solo botte per tutto il resto del film.
      Il romance è completamente trascurato.

      1. Non lo so. La scenetta nel lago, quello con la Arterton nella capanna che fa la dura (mentre il ragazzino inutile gli sbava dietro). Non è che sono tante queste scene, ma sono lente.
        Sinceramente questo film mi è sembrato un Van Helsing venuto meglio (concordo sulla questione Lincoln). Non è un film inguardabile, ovviamente il genere è quello e non ci si può aspettare il capolavoro, ma avrei voluto che i personaggi fossero caratterizzati meglio, invece mi sono sembrati solo stereotipati.

        1. Ma in un altro film, dal rapporto tra la Arterton e il ragazzino sbavante sarebbe uscita una love story squallidissima e invece Wirkola ci sta attento a fare in modo che ciò non accada. Già il film dura appena un’ora e mezza, qualche riempitivo ci sta.
          La scenetta al lago a me è piaciuta, nel senso che con il finale l’ho rivalutata. Dà quel tocco di dramma e rimpianto che, anche se non ci si calca troppo la mano, un briciolo di spessore riesce a conferirlo al tutto.

          1. D’accordissimo sulla prima cosa, un altro film ne avrebbe tirato fuori una love story, ne convengo.
            Non lo so, forse avevo aspettative un po’ troppo alte, ma come dicevamo il genere è sempre quello. E’ che non so perché mi viene di paragonarlo a Grosso Guaio a China Town (genere completamente diverso) che dura sempre sugli 88 minuti eppure da quanto è pieno sembra duri 3 ore. Non voglio mettere a confronto Carpenter con Wirkola, non ci penso neanche…ma forse mi mancano un po’ film come quelli e, non so perché, speravo di ritrovarne un po’ in questo.

          2. Ma su questo io ti do perfettamente ragione. Quei film non li fanno più ed è già tanto che sia uscita fuori una cosetta gradevole come questa. Non so come definirli, action-fantasy-sbruffoni?
            😀
            forse io mi accontento, però qualcosina di quello spirito nel film di Wirkola l’ho ritrovata. Non tantissimo, ma qualcosina…

  4. Io amo Wirkola, quindi non faccio testo. Me lo guardo con calma e magari ci scrivo sopra pure due righe.

    1. Wirkola è un adorabile cazzone 😀
      Lo amo tanto anche io

  5. Lucy, una domanda: com’è il doppiaggio?
    O l’hai visto in originale?
    Lo chiedo perché una delle cose che più mi trattiene dall’entrare in cinema è il doppiaggio in caduta libera a cui assistiamo da una decina d’anni a questa parte, specie in produzioni non di grido. Quelle che non beccano almeno quattoridici nomination agli Oscar, per intenderci.

    1. Doppiaggio nella media. Non mi sono scandalizzata più di tanto, ecco. Pensavo molto peggio.
      Purtroppo sul doppiaggio all’amatriciana sono d’accordissimo con te: rovina una buona percentuale di film non superpompati che escono in sala.
      Però qui almeno hanno fatto un lavoro dignitoso.

  6. Più Wirkola Meno Burton!!!

    (ora mi tocca modificare il post che ho scritto e non ho ancora pubblicato… è maledettamente identico al quo 😛 )

    1. Anche tu fai riferimenti al ciofecone di Tim Burton? 😀

      1. eccerto!
        wirkola ora può pretendere le pippe da burton… 😀

  7. E’ una vita che lo aspetto, insieme al remake di “La casa”, e domani finalmente vado a vederli entrambi, approfittando della settimana del cinema ♥

  8. bradipo · · Rispondi

    con il discorso che fai sul cinema d’intrattenimento con me sfondi una porta aperta: bisogna sempre giudicare un film per quello che è il suo scopo e non scandalizzarsi quando a uno piacciono allo stesso modo Fantozzi e Tarkovski che sono epocali entrambi anche se magari non per gli stessi motivi. Da questo Hansel e Gretel non mi aspettavo nulla, anzi ne avevo letto anche malissimo e quindi le aspettative erano sotto zero, ma non è riuscito a piacermi fino in fondo: nel senso che il design delle streghe nel sabba è da urlo, mi è piaciuto che Wirkola non abbia cambiato di una virgola ( ah ah ah! la batttutona!) il suo stile non cercando compromessi con le major, ma ci sono alcune cose che proprio non ho digerito: tipo la strega bianca che si immerge con hansel nella fonte miracolosa giusto per far vedere le sue terga perfette, il ragazzotto insulso che conta meno del due di picche e soprattutto Wirkola si è scordato di scrivere una sceneggiatura cercando di legare alla meglio i vari combattimenti….come dire alcuni particolari mi sono piaciuti ma il film complessivamente un po’ meno….

    1. Sì, infatti come ho scritto anche da te, la sceneggiatura non è proprio il massimo.
      Però io lo preferisco ad altri film dello stesso stampo, magari con maggiori pretese e minore efficacia anche sul piano visivo.
      Concettualmente, ovvio, niente di che. Ma non mi sono annoiata un secondo e lo rivedrei immediatamente.

  9. Giuseppe · · Rispondi

    Credo che nemmeno a me dispiacerà vedere i fratellini Gemma e Jeremy in azione in questa favola action/splatter… purtroppo, salvo rare eccezioni, è innegabile quanto il fantasy e il fiabesco siano sempre più a rischio del fottutissimo “politically correct” man mano che il tempo passa (e quanto stia passando se ne dev’essere accorto anche Burton, se per rinverdire i fasti del sé stesso che fu ha pensato bene di riprendere in mano il suo vecchio Frankenweenie), ragion per cui vado sempre con i piedi di piombo quando sento parlare di favole rivisitate e affini. Va detto che se non altro, con Wirkola saldamente al timone, il rischio famiglia era scongiurato fin dall’inizio…e comunque ben venga il nobile cinema d’intrattenimento, sempre, alla faccia di chi gli vuol male.

    1. A tale proposito, io Frankenweenie ancora non l’ho visto, perché con Burton ho chiuso da un pezzo. Però se mi dici che non è male, io mi ci fiondo.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Guarda, se vuoi recuperare il Burton degli anni migliori un’occhiata ti consiglio proprio di darcela…perché -piaccia o meno la cosa- credo che solo ricollegandosi alle idee avute nel glorioso passato possa ancora dare il meglio di sé (e, magari, farsi anche perdonare seriamente almeno una parte dei prodotti più recenti).

  10. Mi sto convincendo a vederlo ma… boh, non lo so… mi voglio fidare di te

  11. Dopo Dead Snow (di cui aspetto il seguito) , vedrò sicuramente questo film. Wirkola inizia a starmi simpatico. Piccola digressione Frankenweenie è un bel film, tanto carino da far pensare che Burton sia riuscito a farlo per sbaglio. E tieni conto che per me il suo Batman è qualcosa di sublime da vedere almeno 4 volte l’anno eppure sono arrivato ad evitarlo per gli ultimi film orribilmente noiosi.

  12. E io penso che andrò a vederlo, grazie a questa e ad altre recensioni positive che sanno calcolare il giusto “peso” di una pellicola. E grazie anche alla festa del cinema. 🙂

  13. Non m’aspettavo di trovare la recensione di un film del genere! E brava Lucia! 🙂 L’ho visto sabato, devo dire che sono rimasto sopreso: film ellittico, senza smancerie, con molto sangue e tanta ironia; citazioni o/e sberleffi per mille
    cose: Matrix, Van Helsing, Harry P., Il gladiatore, ecc.
    Ho tifato moltissimo per il troll Edward 🙂
    Divertentissimo, m’è piaciuto tanto. Veramente qualcosa di diverso rispetto alle solite produzioni ammmmericane 😀
    L’animazione sui titoli introduttivi e i titoli finali notevoli!
    L’unica cosa che non ho gradito è J.Renner, l’ho sempre trovato sgradevole a vedersi, pare un minorato..
    Magnifica invece Pihla Viitala/mina 🙂
    E’ già in programma un seguito 😀

    PS: Lucia devi assolutamente vederti Frankenweenie, delizioso! L’apparizione di “Colossus” vale tutto il film 😉

    1. Perché Wirkola è una personcina intelligente e credo in futuro ci darà tante soddisfazioni 😉
      e siete già in due che mi dite di tornare ad avere a che fare con Burton.
      Va bene, lo farò 😉

  14. Io invece mi sono inspiegabilmente annoiato e probabilmente, se Gretel non fosse stata così figa, non sarei arrivato fino alla fine. Eppure di solito con queste tamarrate ci vado a nozze, per questo non so dare una spiegazione.

  15. Mi avevi messo la pulce nell’orecchio, visto ieri sera e non mi sono affatto pentito. Concordo su tutta la linea. Molto gradevole e divertente, quasi, quasi voglio il sequel.

    1. Sì, quasi quasi lo voglio anche io. Con nuove armi ancora più caciarone 😀

  16. […] se l’ho dovuto recuperare di nuovo), e Hansel & Gretel cacciatori di streghe (qui è tutta colpa di Lucia). Ho scribacchiato, ma decisamente meno di quanto avrei voluto, perché, come noto, io sono la […]

  17. Alberto · · Rispondi

    Lo danno stasera su rai4 e pensavo di saltarlo allegramente ma poi mi sono detto, e se la mia zombi preferita ne ha parlato bene? Appunto.

  18. Alberto · · Rispondi

    Uno spasso (anche se Renner è troppo vecchio per il ruolo, e quando fa il timido con la strega buona non c’è spospensione dell’incredulità che tenga).

    1. A me Renner piace sempre. Certo, nella sottotrama sentimentale fa un po’ ridere, ma alla fine dura poco 😀

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