1985: Phenomena

Phenomena Locandina

Regia – Dario Argento
Sappiamo che nella bibbia il demonio veniva chiamato col nome di Belzebù, che significa Signore delle Mosche. Eccola là, la Signora delle Mosche

Eh, ma non ti piace Argento, eh, ma non parli mai di Argento.
Non è che non mi piaccia Argento, almeno prima che gli alieni lo rapissero e mettessero al suo posto un replicante diversamente regista. In realtà non sono mai stata una sua fan sfegatata. Apprezzo qualche film, altri meno e anche nel cosiddetto periodo d’oro della sua carriera ci sono alcune sue opere che continuano a non convincermi (quasi tutti i gialli precedenti a Profondo Rosso, per fare un esempio, anche il blasonatissimo Quattro Mosche di Velluto Grigio). Penso che sia arrivato, dopo tanti anni di intoccabilità, il momento di operare un certo ridimensionamento del maestro dell’horror italiano. Ridimensionamento che è però impossibile, dato che molti appassionati sono incapaci di ammettere che un regista che da una ventina d’anni non incappa neanche per sbaglio in un film decente, forse non era poi il genio che tutti credevano. Ma a parte queste considerazioni, che lasciano il tempo che trovano, è giusto inserire almeno un film di Argento nella galleria di prodotti che hanno influenzato il genere. 

Phenomena è il film preferito dallo stesso regista. Non è difficile immaginarne il motivo. Si tratta di un’opera selvaggia e anarchica, ancora più visionaria di Suspiria e con nessun riguardo nei confronti di intreccio o logica. Paradossalmente, questa mancanza di riguardo aggiunge valore al film. Perché Argento non è mai stato un grande sceneggiatore, anzi. E la coerenza narrativa gli è sempre mancata. Era davvero unico e sì, geniale, quando si trattava di infilare una dietro l’altra sequenze dall’impatto visivo sorprendente e quando doveva costruire un’atmosfera maligna di orrore puro, quella che è propria delle fiabe. Phenomena è una fiaba, violenta e brutale, ma sempre di fiaba si tratta. La favola della ragazza che comunica con gli insetti, perché loro la amano. Di questa facoltà che Jennifer (Jennifer Connelly, all’epoca quindicenne) possiede non viene fornita spiegazione. È così e basta e allo spettatore va bene, non ha bisogno di chiedersi il perché.

Devo ammetterlo: ho una fortissima passione per Phenomena e un paio di debitucci nei suoi confronti. È uno di quei film che fa parte della mia formazione cinematografica e che esercita su di me un fascino intramontabile. Forse perché l’ho sempre interpretato come il canto del cigno di Dario Argento, il punto in cui un artista arriva a esprimere il picco massimo della propria creatività, quasi fosse conscio da quel momento in poi qualcosa sarebbe cambiato per sempre.
Fa uno strano effetto rivederlo adesso e leggere i nomi coinvolti: Stivaletti agli effetti speciali di make – up, Luigi Cozzi a quelli visivi, Soavi aiuto regista, i Goblin (insieme a Simon Boswell) alla colonna sonora. E pensare al declino, a un passato che, col filtro della nostalgia, diventa leggendario. Ed è sempre più remoto.

Phenomena 2

Un’altra cosa a cui penso è a quanto può essere bello il cinema dell’orrore quando è realizzato bene. Valori estetici elevatissimi, prima di tutto: dai colori, ai movimenti di macchina, alla disposizione di persone e oggetti nell’inquadratura. Ma non si tratta solo di bellezza tecnica e formale: ogni volta che guardo Phenomena (che mi faccio risucchiare e avvolgere da questo film come se fosse un abbraccio caldo e confortevole) capisco perché amo così tanto l’horror e perché la paura sia una cosa che vado cercando sin da quando ero piccola.
La trasposizione dei nostri incubi su pellicola, questo è Phenomena, un sogno, una suggestione, un rumore che non ti fa dormire. Confuso e imperfetto, ma così potente che suscita delle emozioni primitive e fondamentali.
Ho sempre preferito il Dario Argento soprannaturale e quello più orientato verso il thriller, perché la carica onirica che era in grado di imprimere ai suoi film si scatenava con una forza furibonda soprattutto nelle sue storie più assurde e paradossali. Sebbene lo schema di Phenomena possa essere assimilato a quello di un giallo (c’è un assassino, un’indagine e la sua soluzione), l’impianto classico viene scardinato da una serie di cadute a precipizio nell’irrazionale.

Quello che non gli era stato permesso in Suspiria, ovvero prendere delle attrici giovanissime, quasi delle bambine, Argento riesce a concretizzarlo in questo film, quasi che Phenomena fosse un prolungamento ancora più cupo e surreale di Suspiria. In fondo ci troviamo sempre in un collegio, ma se in Suspiria tutto veniva sacrificato al terrore arcano della presenza malefica della strega, qui si lascia spazio a una riflessione sulla diversità che è singolare da trovare in un regista “superficiale” come Dario Argento. Tuttavia la carrellata di outsider che vengono messi in campo, sia in ruoli negativi che positivi, non può essere casuale. E se il male assoluto esiste sempre e come tale viene trattato (la fine del bambino deforme è senza pietà ed estremamente crudele), l’attenzione che Argento riserva al personaggio di Jennifer è comunque un’anomalia per lui che non è mai stato tenero con i suoi personaggi e non si è mai posto nei loro confronti in una prospettiva empatica.
Invece con Jennifer avviene una specie di miracolo. Da un lato la Connelly ci mette del suo e si rivela una scelta di casting azzeccatissima, dall’altro è proprio la sceneggiatura che si concentra su di lei e sul suo dono e ce la fa sentire vicina.

Phenomena 2

Phenomena è un film unico, e nella filmografia di Argento, e in quella dell’horror italiano in generale. È come se ogni elemento concorresse a formare un’opera irripetibile, un poema macabro e cupo da cui è sempre un piacere farsi travolgere.
Dalla sequenza del primo omicidio, con Fiore Argento che cade a ralenty contro la finestra, a quella della crisi di sonnambulismo di Jennifer, con la camminata sul cornicione, passando per lo sciame di mosche che attacca l’edificio del collegio (in realtà caffè macinato), fino ad arrivare ai venti minuti finali, con il tunnel, la vasca ricolma di cadaveri e il viso di Daria Nicolodi su cui si accanisce il rasoio brandito dallo scimpanzé Inga. Una collezione di momenti che potrebbero sembrare scollegati tra loro, ma che in realtà hanno una coesione data non tanto dalla sceneggiatura, quanto dalla forza espressiva della regia di Argento.

Phenomena 3

C’è stato un tempo in cui il cinema dell’orrore era un’esperienza totale, in grado di coinvolgere tutto lo spettro delle emozioni umane. Perché Phenomena non è solo spavento meccanico (in un’ora a cinquanta minuti di film ho contato solo un salto sulla sedia), non è solo disgusto e non è neanche solo paura. Phenomena commuove, intenerisce, ti riempie lo sguardo e il cuore. E la bellezza e il raccapriccio convivono a volte nella stessa inquadratura.
Sarebbe bello trovare ancora in giro film puri e incontaminati come questo, dove il cinema basta a se stesso e si autoalimenta. Dove la macchina da presa ti prende per mano e ti trascina con lei all’interno di un universo parallelo, dove la logica perde significato e restano solo le immagini che si susseguono e ti rapiscono.
Ma per questo ci vogliono i visionari veri. O quelli che, per una manciata di film lo sono e poi magari si perdono per strada, proprio perché con opere come questa, hanno dato fondo a tutto, prosciugando il loro talento, imprigionato per sempre nel loro ultimo capolavoro.

Un po’ di musica, ché forse quella di Phenomena è la miglior colonna sonora mai composta per un film di Dario Argento.
Flash of the Blade
Tema principale

38 commenti

  1. Phenomena, in sostanza , è la vera terza madre per me. Film-teorema purissimo, tipo: vuoi fare un film horror?Guarda è così.- Non ci sono nemmeno pipistrelli di gomma che mangiano mani,come succede altrove,ma una cura assoluta e totale per ogni particolare.
    Un buon film horror poi deve non solo spaventarti attraverso la visione,ma tormentare anche quel pezzettino di anima,trascinarti all’inferno …E cazzo,quella vasca piena di cadaveri! Senti il marcio,l’odore insopportabile della putrefazione,’tacci tua Dario!
    E mi viene rabbia e dolore a pensare come sei finito, ‘tacci tua dario 2!
    Nondimeno,io, non mi pento di nulla. Per me sei stato Il Maestro,ma no ..è poco e riduttivo..Un Amico, il Caronte della mia metà oscura. Si ti ho voluto bene e ancora te ne voglio,perchè c’è genialità nel rovinarsi.
    E poi una certa sara che comunica con i pesci ti deve moooolto

    ps:Lucia,ma te la recensione a Triangle l’hai fatta?La volevo mettere come link nella mia recensione che ho scritto,però non l’ho trovata..L’ho sognata?

    1. No, non l’ho mai scritta una recensione di triangle. Dovrò farlo, prima o poi, perché è un altro film che mi ha segnato non poco.
      Phenomena è semplicemente il mio Argento preferito, ma da sempre, per quanto io non ami particolarmente il regista, so che è stato importante.

      1. e allora sai che io vivo in una dimensione parallela,perchè mi sembrava che tu l’avessi scritta.
        Ero intenzionato a scriverti una mail perchè volevo porti una domanda che a me interessa molto,ma te la faccio qui.
        Perchè punti tanto , come giudizio, sull’Empatia che un autore ha per i suoi personaggi?Perchè per te è importante che li ami?
        Non ti pare che sia un limite?Cioè,se esistesse Dio,perchè dovrebbe provare simpatia per quelli che sono suoi esperimenti?Non credi che l’horror dia il suo meglio assoluto proprio quando diventa una specie di “denuncia e condanna morale”,come appunto Triangle.E quindi perchè,sopratutto nel genere horror si debba avere empatia,quindi giustificare le azioni dei personaggi.
        Io invece amo molto quegli autori che si mettono al di sopra dei loro personaggi e li usano simbolicamente per tirare sberle in faccia agli spettatori
        Poi va da sè,che amo anche la tenerezza quando necessaria,ad esempio quel bellissimo film di Be Kind Rewind,è la pausa necessaria,respirare amore e tenerezza per una cosa come i film che dovrebbero unirci e non creare inutili guerre e antipatie.Cioè,ok non ti piace lars e a me non piace spilby,prendiamone atto,ma leggendoci e confrontandoci impariamo sempre qualcosa l’una dall’altra.
        Poi vabbè son volenteroso ma poco equilibrato fratellastro occhialuto e che dio ce la mandi buona

        1. ps: dimenticavo!L’aspetto come i bimbi aspettano babbo natale,la tua recensione di Triangle che secondo me farai sicuramente un gran lavoro
          ciao

  2. Helldorado · · Rispondi

    Complimenti per l’articolo Lucy, anche io amo questo film moltissimo. Devo dire però che gli preferisco Suspiria, forse perchè mi spaventa in un modo assurdo ogni volta che lo vedo.
    😀

    1. Suspiria è vero che fa più paura. In Phenomena ci vedo un grado maggiore di poesia e di emozioni.
      E io sono una sentimentale 😀

  3. Spendido, il vertice di Argento insieme a Suspiria e Profondo Rosso. In quanto fan totale di Dario (il Dario 1, come dice Viga, e non la sua versione 2.0 che ha sostituito l’originale, che come dici giustamente è stato rapito dagli alieni), non sono molto d’accordo sul discorso di un suo “ridimensionamento” (Profondo Rosso è un film perfetto dal punto di vista registico: ogni inquadratura è fatta nel modo giusto, il montaggio è innovativo e rigoroso, l’uso delle musiche straordinario), ma concordo quando dici che Phenomena si fa apprezzare perchè è il suo film più anarchico ma anche il canto del cigno di un regista che di lì a poco cadrà nell’oblio.

    1. Per ridimensionamento intendo rivalutare la sua carriera nel complesso e facendo un bilancio tra opere riuscite e non riuscite. Dato che le seconde superano di gran lunga le prime, credo sia arrivato il momento di ammettere che con Argento abbiamo tutti preso un piccolo abbaglio. Se ci pensi, molti registi (mi viene in mente Ridley Scott) sono stati ridimensionati per molto meno

      1. uhhhhhhhhhhhhhh.uhhhhhhhhhhhhhhhhh,vabbè ti lovvo lo stesso.
        Ciao Mons,tu si che mi capisci

      2. Giuseppe · · Rispondi

        E’ che come ho già detto io mi sono trovato più di una volta di fronte al classico equivoco da fanboy (Argento=horror italiano) capace di gonfiare e perpetuare il mito argentiano oltre misura…quando io invece lo consideravo un grande fra i grandi ma non IL grande per eccellenza, tanto che già all’epoca cominciava a infastidirmi come questo atteggiamento avesse l’effetto di mettere in secondo piano il lavoro di Bava e Fulci. Di sicuro rimpiango il quindicennio di cui Phenomena rappresenta una degna conclusione ammettendo di avere anch’io una maggior preferenza verso la vena soprannaturale rispetto a quella thriller, tanto che da parte mia l’averlo difeso negli anni a venire -ma dopo quella raggelante cazzata de Il Fantasma dell’Opera non ce l’ho fatta più- è dipeso principalmente dalla speranza che al soprannaturale decidesse di tornarci prima o poi (in effetti in Masters of Horror c’è anche tornato, ma questo è un altro discorso)…purtroppo poi l’ha fatto con quel “capolavoro” in 3D 😦 😦 😦

        1. Ma anche io rimpiango quel periodo, e rimpiango il vecchio Argento come lo rimpiangiamo tutti quanti.
          E devo dire che io non ho comunque perso un film di Argento, mai, anche le peggiori cagate, animata dalla speranza che tornasse ai vecchi tempi.
          Ma ciò non è mai avvenuto e quindi, facendo un bilancio…bè, i film di merda superano quelli buoni 😀

  4. Probabilmente Phenomena è stato l’ultimo film in cui Argento veramente credeva in quello che faceva, sicuramente è stato l’apoteosi e il canto del cigno de suo talento, quello che è venuto dopo è stato solo un blando fantasma.
    Rivedere oggi Phenomena fa quasi male pensando a tutto quello che abbiamo perso.

    1. Sì, è stato abbastanza doloroso rivederlo oggi.
      Però non credo che abbiamo perso molto. Forse sono spietata, ma penso anche che il picco creativo sia questo e poi avrebbe potuto tranquillamente smettere.

  5. gargaros · · Rispondi

    Non c’è bisogno di ridimensionare Argento: ci pensa già lui XD

    Ridimensionare i vecchi film? E perché? Sono dei capolavori che vanno visti tenendo presente il contesto del loro tempo. Stessa cosa che bisogna fare con ogni grande film del passato.

    Non sono d’accordo quando dici che Argento non era un grande sceneggiatore. Profondo rosso e altri film degli inizi sono disseminati di genialate, e di belle trame. Non era per volere della sceneggiatura che l’assassino in PR venisse inquadrato subito, e abilmente occultato?

    Comunque, bello Phenomena. Anche a me piace un botto. Io salvo anche Opera, un film oniricissimo, atemporale, aspaziale (ammesso si possa dire)…

    1. Non voglio ridimensionare i suoi vecchi film, voglio ridimensionare il suo ruolo che secondo me è stato gonfiato all’esagerazione, nel contesto del nostro cinema.
      Ci sono stati registi di genere migliori di lui e da sempre sottovalutati, come Fulci.
      Per quanto mi riguarda, dei vecchi film di Argento, oltre a Phenomena e Suspiria, il solo realmente valido è Profondo Rosso.
      Gli altri, rivisti e anche contestualizzati, non mi convincono. E proprio perché, a parte la genialata del particolare dell’assassino in Profondo Rosso, Argento non è mai stato un grandissimo sceneggiatore. O un direttore di attori, che per carità aiutami.
      Ma oltre a questo, vedo maggiore profondità e una concezione più intensa di horror in gente come Bava o Freda.
      Sono opinioni, ovviamente.

  6. gargaros · · Rispondi

    PS
    Orpo, stavo dimenticando anche l’episodio in Due occhi diabolici. Anche quello memorabile.

  7. Anche io lo ritengo l’ultimo Argento di qualità e non siamo gli unici a pensarla in questa maniera, il che rafforza il fatto che in seguito non ha proprio più prodotto nulla ai livelli di quello che sapeva fare agli inizi. Phenomena è particolare, un mondo tutto a sé, leggendo questo articolo mi hai fatto venire voglia di rivederlo. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    1. Un film assolutamente unico…
      E purtroppo irripetibile.
      Dovevano farci un seguito, pensa, ma per fortuna fu bloccato da un contratto di Argento con la Medusa.
      Pensa te…
      😀

      1. Non sapevo del sequel… beh, meglio così. 😀

  8. “La trasposizione dei nostri incubi su pellicola, questo è Phenomena, un sogno, una suggestione, un rumore che non ti fa dormire.”
    Letteralmente, visto che dopo averlo guardato, penso a undici anni, non ho dormito per tre notti e il mio rapporto con l’horror ne è uscito modificato radicalmente.
    Un film perfetto, ma questo lo hai già detto, e concordo sul fatto che Argento, o perlomeno la visione che si ha di lui, vada ridimensionata. E non parlo solo degli ultimi scivoloni, ma dell’intero personaggio.

    Ma Phenomena, questo rimane un capolavoro, senza mezzi termini.

    1. Infatti, capolavoro senza mezzi termini.
      Che poi un regista sapesse girare film come questo e si sia trasformato in quello di Dracula 3d, resta un mistero senza soluzione.

  9. Lucia, mi hai fatto venire voglia di rivederlo, anche perché mi sono reso conto di aver dimenticato quasi tutto. ♥ Una volta Argento mi piaceva, adesso non azzecca un film neanche per sbaglio, e va avanti così da quando andavo ancora a scuola. Ormai la sua carriera è suddivisibile in un 25% di genio e un 75% d’inetta cialtroneria. Maestro mi pare un termine eccessivo, o quantomeno da rivedere a tavolino facendosi una bella pinta di buon senso ghiacciato.

    1. Ecco. Basterebbe un minimo di buon senso. Poi non è che il mio intento è dire che non è mai stato capace. Solo di rivedere un secondo la sua carriera alla luce di successi e fallimenti.
      Però, bò, pare non si possa fare.

  10. bradipo · · Rispondi

    bellissimo! contiene tutti i difetti endemici del suo cinema che però sono oscurati da una visionarietà sublime! appena reduce dal suo Dracula, pensando a Phenomena è come far incontrare un oasi a uno perso nel deserto del Sahara…

    1. Sì, tu sei uno di quelli che si sono sottoposti alla tortura casalinga. Io a quella cinematografica.
      E mi viene ancora da piangere…

  11. moretta1987 · · Rispondi

    Il mio Argento preferito nonchè il primo che ho visto. Bella recensione Lucia!
    P.S.Su Argento sceneggiatore non eccelso concordo le sue sceneggiature migliori erano spesso scritte a quattro mani,mentre quando le scriveva da solo qualche svarione lo piantava eccome.

    1. Verissimo che scriveva molto meglio in collaborazione con altri.
      Poi prendeva gli svarioni perché credo a lui interessasse soprattutto creare angoscia con la macchina da presa e non per mezzo della storia in sé. Non aveva molta cura per la trama o i personaggi.
      Adesso non ha più cura di nulla.

  12. Phenomena è un gran film, la trama (come spesso accade con Argento) è una specie di puzzle e a volte qualche pezzo si perde, però l’impatto visivo è stupendo e riesce a far saltare sulla sedia,poi c’è quel lato artigiano che rendeva quel cinema cosi corposo, oggi arte dimenticata.
    E visto che nessuno lo dice, la Connelly era di una bellezza virginale (questa è manzoniana…) che calamitava gli occhi (non dico altro prima di essere accusato di berlusconismo trasversale). Spulciando l’IMDB penso che l’ultimo film gradevole del nostro, sia stato (per me) “la chiesa” che mi riporta alla mia gioventù (la scena della testa per suonare le campane, bei ricordi) eppoi con orrore vedo un possibile remake di Suspiria (eccheccazzo…).
    Ma le email le leggi? 😉

    1. Sì, i pezzi del puzzle se li perde lui stesso, ma in Phenomena, in maniera piuttosto miracolosa, tutto torna e ha una sua bella coerenza.
      La chiesa…mmmmh.
      Io trovo mediocre (e sono buona) Tenebre. La Chiesa è già in declino pieno.
      Mail? Oddio, mi hai scritto? Ma io sono rincoglionita 😀

    2. gargaros · · Rispondi

      La chiesa non di Argento.

      E a me me gusta.

      1. La chiesa è di Soavi.
        E a me di Soavi piace tantissimo Dellamorte Dellamore.
        però la chiesa non ce la faccio proprio.
        però non so che dire, io tutto quel nostro cinema anni ’70-’80 lo sto un po’ rivalutando in senso negativo. Soprattutto l’horror.

  13. Pensare che io ho sempre considerato Phenomena come l’inizio della fine Argentiana. Sicuramente ancora evocativo per certi aspetti, ma anche qualche gradino sotto le opere del passato. Trovo che da qui parta la fase discendente che condurrà questo regista nel baratro di un qualcosa che nessuno è in grado di spiegarsi del tutto. Già il successivo Opera è una discreta ciofeca. Secondo me, ovviamente.

    1. Ma è l’inizio della fine. L’ho detto anche io. Poi per me è uno splendore di film, l’ultimo di Argento (poi non è più stato lui). Anche per me Opera è una discreta ciofeca. Anzi, non discreta. Proprio ciofeca e basta.
      io la fase discendente la faccio partire addirittura da Tenebre, o forse da Inferno…

      1. Inferno è un film che mi ha sempre lasciato perplesso: se dopo averlo visto, qualcuno mi avesse chiesto, di cosa parlasse non avrei saputo cosa rispondere. Eppure esteticamente è talmente ricco che non può non affascinare nonostante tutto.
        Tenebre mi piace ancora, anche se personalmente preferisco l’Argento più prettamente horror.
        Però quello che intendevo dire non era tanto che dopo Phenomena Argento non è stato più lui, quanto piuttosto che già in Phenomena non è più lui, laddove invece nei precedenti riesco ancora a vederlo nel pieno delle forze. Di Phenomena ricordo una discreta scena iniziale e poi un faticoso strascicarsi verso un finale che non è per niente all’altezza dell’idea di quello che vorrebbe essere.
        Perché sai che c’è? Che secondo me lui di fatto è sempre stato un pessimo regista, ma ha avuto la fortuna di avere dei collaboratori coi controcazzi (sceneggiatura, fotografia, colonna sonora… non il montaggio, che quello è sempre stato orrendo), capaci di tenere insieme tutta la baracca e di dar vita ai film memorabili che tutti conosciamo. Non ne ho la certezza, ma è l’unica spiegazione che sono riuscito a trovare per spiegare il suo triste ed inesorabile declino. Mi sovviene che devo ancora vedere Dracula 3D. Sto volontariamente prolungando l’attesa per rimandare la delusione.

        1. Guarda, ci ho pensato anche io al fatto che fosse molto più merito dei suoi collaboratori che suo. In fondo Suspiria è musica e fotografia.
          Però è anche vero che Argento aveva la capacità di inventarsi delle sequenze davvero memorabili.
          E poi, di punto in bianco, ecco che neanche più questo è stato in grado di fare.
          E allora che cosa è successo?
          Non vederlo Dracula 3d, non farlo, risparmiati il dolore.

  14. difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

    1. Grazie a te 😉
      In realtà sono sola soletta su questo blog, ma mi fa piacere essere considerata competente

  15. Ebbene Lucia ho visitato il tuo blog…sbirciato in qua e in la…
    Sei molto competente…scrivi molto bene… complimenti!
    e con molta passione: hai i tuoi idoli (Carpenter è anche il mio) e la tua nemesi, il cui nome è Dario Argento. Ognuno ha le sue idee, le sue divinità da venerare e gli usurpatori da demolire….ci mancherebbe. .ma se cerchiamo di ragionare e mettere da parte le emozioni, facendoci guidare da un sano spirito critico, non si può negare a Dario un posto di primissimo piano nella storia del cinema horror. Ridimensionarlo mi sembra impresa impossibile se mai ce ne fu una. Il problema non sono gli appassionati che non capiscono che il loro idolo non ne azzecca più una da 30 anni, non sono loro che hanno costruito la sua grandezza. Il suo stile, il suo cinema ha influenzato prepotentemente il genere negli anni settanta e ottanta, e la sua presenza incombe ancora sul cinema horror attuale. E generalizzando: tutto il cinema di genere italiano, nato come imitativo, ha finito per essere modello in tutto il globo terracqueo.
    Non puoi certo ridimensionare l’importanza di un Caravaggio nella storia dell’arte: la sua maniera ha dominato la pittura per un secolo intero dalla sua morte.
    Mi è capitato, durante diverse edizioni del festival del cinema horror di Ravenna (la mia città), di udire le parole di giovani autori come Lucky Mckee e Andreas Marschall, che presentavano i loro film di esordio, parlare di Argento con una tale stima e venerazione che la cosa mi colpì e non poco. Qui in Italia abbiamo sempre avuto il brutto vizio di tirarci il fango addosso, incapaci di riconoscere la statura dei nostri talenti. Mario bava in patria era considerato meno di zero, mentre in Francia i giornalisti di Cahiers du Cinema (che hanno inventato la critica moderna) lo consideravano autore a pieno titolo…e stessa cosa per Margheriti.
    Tornando al cinema horror attuale…in quanti film si può notare l’influenza di Argento..di Bava..di Deadato, di Fulci…persino di un Sergio Martino? Impossibile contarli tutti.
    Berberian sound studio, Amer, Lost in the River, The Neon Demon sono tutti film recenti che oscillano dall’omaggio dichiarato al plagio spinto dello stile visionario di Dario Argento.
    We are still here di Geoghegan a quello di Fulci…
    Per non parlare poi di James Wan…di Eli Roth…che pescano sempre a piene mani..
    Le nuove edizioni dei DVD dei suoi classici degli anni settanta, negli Usa, si vendono meglio di Via col vento. Suspiria è sempre nella top ten di qualsiasi lista che rispetti, e se vai sul sito Taste of Cinema, troverai che se non è il film più citato, quasi ci manca. (E’ anche il mio horror preferito, poi vengono Repulsion e The haunting).
    Un argomento centrale della tua tesi è questo: dopo Phenomena non ha fatto più un film valido, degno, e continua ancora a propinarci le sue schifezze. Non può certo essere un genio dopo tutto questo ciarpame, e deve essere ridimensionato.
    Indubbiamente dopo Opera (a mio avviso ancora in parte valido) ha fatto in gran parte film brutti, a volte bruttissimi, inguardabili, se non per farci sopra due risate (si salvano solo Non ho sonno e Jennifer). Ma questo non dimostra nulla se non che, ad un certo punto, ha perso il talento, la grazia, il tocco magico. Cosa per altro non rara, tra artisti musicisti e registi: il crollo creativo è molto comune. Semmai potremmo chiederci perchè questa “sindrome” colpisca in maniera così preoccupante i registi specializzati nei film horror/thriller. Che ha fatto Tobe Hooper dalla metà degli ottanta in poi? De Palma fa cose improponibili da diversi decenni. Yuzna? E Carpenter? Qui capisco che sia materia di fede…e devo andarci cauto…ma il signor Carpenter è anche uno dei miei idoli…e non posso nascondere la delusione di fronte a Mission from mars…ai due brutti brutti remake. Evidente è la parabola discendente a partire dagli anni novanta. (Il seme della follia è però splendido…e l’ultimo The ward…non male..devo dire). Certo..non così netta, drastica come quella di Argento, ma John non ha avuto la sfortuna di avere una figlia così clamorosamente fuori strada in fatto di scelte di vita.
    Ma poi questa benedetta crisi quando è giunta? Per argento dopo 10 lungometraggi, di cui quasi la metà sono pietre miliari. Quanti registi specializzati possono vantare due decenni di carriera al top? Dei giovani registi Ti west dopo una decina di anni scivola pesantemente con The sacrament…e decide con giudizio di passare al western. Rob Zombie dopo una manciata di buoni horror fa Le streghe di salem… e stendiamo un velo pietoso.
    A mio avviso il nostro cinema di genere morì anni fa, a metà degli anni novanta…ma continua a rivivere in diverso modo nell’opera di altri registi, e questo ancora oggi, più che mai.
    Qui in Italia però le cose stanno cambiando: lo scorso anno due grandi sorprese: Non essere cattivo e Jeeg. Poi c’è Sollima…che è un grande.

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