American Mary

American Mary LOcandina

Regia – Jen Soska, Sylvia Soska (2012)

Come sapete tutti, l’horror al femminile viene trattato con un occhio di riguardo su questo blog. Soprattutto quando si tratta di film scritti e diretti da donne. Sì, sono di parte, lo sono spudoratamente e non ho grossi problemi ad ammetterlo: ogni volta che una coraggiosa sceglie di dedicarsi al cinema di genere invece che alla commedia o al drammone atto a esplicitare una delicata sensibilità femminile, il mio cuore esulta e mi sento meno sola.
In questo caso le coraggiose sono addirittura due. Sorelle gemelle, poi. Le Soska Sisters, canadesi, nate nel 1983 e con una passione sincera per sangue, frattaglie e amputazioni. Si vuol bene a entrambe. 

Nel 2007 fondano la loro casa di produzione, la Twisted Twins Production e nel 2009 girano, producono, scrivono, interpretano ed eseguono gli stunt del loro film d’esordio, Dead Hooker in a Trunk. Le ragazze fanno tutto da sole, con un budget ridottissimo e riescono a riscuotere un certo successo in ambito indie. Il che ci porta ad American Mary, primo film “ufficiale” delle sorelline, con troupe e cast interamente canadesi e con protagonista la scream queen canadese per eccellenza, Katharine Isabelle.
Il film fa il solito giro dei festival specializzati, mietendo consensi a tutto spiano, viene distribuito in sala, con le solite release limitate, in Australia, Canada e Nuova Zelanda e, soprattutto, ci consegna una coppia di registe da tenere d’occhio, perché le giovani fanciulle picchiano duro, propongono una storia originale e disturbante, hanno un ottimo gusto morboso e macabro e si prendono sul serio. Insomma, non so se avete capito, ma American Mary è diventato il mio piccolo cult da adottare e difendere fino alla morte.

Le Soska Sisters

Le Soska Sisters

Mary è una giovane e squattrinata studentessa di medicina, il cui sogno è diventare un chirurgo. I guai economici la portano a cercare lavoro in un locale di spogliarelli. Solo che, una volta lì, le tocca, per tutta una serie di circostanze, effettuare la prima operazione della sua vita. Il giorno dopo viene contattata da uno strambo personaggio che le offre diecimila dollari in cambio di un piccolo favore: modificare il corpo di una persona che vorrebbe somigliare a una bambola, ovviamente in maniera del tutto segreta e illegale.
Nel frattempo, alla scuola di medicina, un professore la invita a una festa, dove Mary viene drogata e violentata.
Mary diventerà una specie di guru per la chirurgia estetica estrema e utilizzerà proprio il corpo del suo stupratore per esercitarsi a tagliuzzare.

Un po’ rape and revenge, un po’ racconto di formazione, un po’ horror chirurgico che sarebbe piaciuto al Cronenberg di un ventennio fa, American Mary è soprattutto la storia di un personaggio che trova la propria dimensione in mezzo a una galleria di freak, reietti e delinquenti. Mary è una ragazza fredda, che pare priva di qualsiasi empatia nei confronti del prossimo, eppure in questo circo degli orrori si sente a casa. Anche se non ha rapporti di vera e propria amicizia con nessuno di loro e (a parte nelle fantasie che ha su di lei il proprietario del locale) mantiene con tutti un algido distacco quasi asessuato, si confronta con un mondo che, a differenza del cosiddetto ambiente normale, la accetta per ciò che è e non solo. Le riserva anche una tenerezza e una vicinanza che non mi vergogno a definire struggenti, in particolar modo nelle due figure della grottesca Beatrisse e del gigantesco buttafuori del locale.

American Mary 1

Con una trama del genere, era ipotizzabile che le sorelle Soska mirassero a scandalizzare infilando una scena shock dietro l’altra. E invece stupisce l’equilibrio con cui le due registe dosano il fuori campo e il suggerito, inserendo solo in determinati momenti inquadrature fortemente disturbanti dal punto di vista visivo.
Il rispetto che la sceneggiatura ha nei confronti dei suoi personaggi è infatti enorme. Ed è evidente che la simpatia di chi ha scritto e diretto il film va tutta a quelli che, in un contesto sociale rispettabile, verrebbero chiamati mostri, o folli. Tanto che le stesse Jen e Sylvia si riservano un cameo molto particolare.
Non vi aspettate quindi di assistere a sventramenti, operazioni a tutto schermo, laghi di sangue o splatter estremo. Piuttosto American Mary è un film di atmosfera, in cui la protagonista assume quasi una funzione angelica e salvifica per i freak che si rivolgono a lei nella speranza di somigliare all’immagine interiore che hanno di se stessi.

E infatti, chi fa del male a Mary, chi la segna profondamente e la porta quasi sull’orlo della follia, sono i sani, i normali, i buoni e cari professori alto borghesi e perfettamente inseriti. Al contrario, il lurido locale di strip la accoglie e la adotta, regalandole per qualche tempo almeno, quasi l’illusione di una famiglia.

American Mary 2

E così il film non si pone nella condizione di dare un giudizio, morale o sociologico che sia, su chi sceglie di cambiare radicalmente il proprio fisico, fino a raggiungere delle trasformazioni che spesso oltrepassano la soglia del sopportabile. Mary non giudica, si limita a eseguire le operazioni. E le due registe adottano il suo punto di vista. Quando una delle sue pazienti chiede a Mary se non ritiene  ingiusto che Dio abbia deciso l’aspetto che dobbiamo avere, la domanda resta, com’è ovvio, senza risposta. E sta a noi decidere cosa provare di fronte a un disagio simile e di fronte alla sua soluzione, ovvero una trasformazione che in alcuni casi mette addirittura in dubbio l’umanità di chi la subisce (si veda, per esempio, quella richiesta proprio dalle due sorella Soska).

Se è molto interessante e originale tutta questa parte del film, lo è un po’ meno quella più classica, dove prende il sopravvento il rape & revenge con torture annesse. Certo, è sempre godurioso vedere lo stupratore di turno fatto a fette (e qui parla il giustiziere della notte che risiede in me), ma è una situazione abbastanza abusata e, nonostante sia utile come pretesto per spingere Mary ad abbandonare la scuola di medicina e abbracciare la sua vera vocazione, le si poteva dare molto meno spazio. Ma va bene così, in fin dei conti si tratta pur sempre di un’opera prima ufficiale e le ragazze faranno strada. Si spera.

20 commenti

  1. D’accordo quasi su tutto, meno che su quell'”equilibrio” che non ho visto. Il pene trucidato nella parte finale non mi sembra prorprio indice di equilibrio… 😉
    Comunque due ragazzotte da seguire davvero. Una boccata di fresco. Ci voleva.
    E vedo che anche a te ha lasciato pèerplessa la “domandina” della Barbie. Mi ha davvero spiazzato e mi ha fatto cambiare visuale, il ché è davvero importante per questo tipo di pellicole.

    1. Sì, equilibrio nel senso che non tutto tutto viene mostrato. Avrebbero potuto osare molto di più e hanno preferito non farlo.
      E la domanda della Barbie, messa all’inizio del film, ti fa vedere sotto una nuova luce tutto il resto.

  2. Molto interessante. Poi vedere uno stupratore fatto a pezzi è sempre un piacere.
    Ecco mi sa che questo film mi darà quelle “gioie” cinefile che una pellicola come Excision non mi ha dato, (troppo studiata, e fashion..seppure con un ottimo personaggio femminile e un buon scontro madre -figlia,però anche in un certo senso troppo “film”,troppo lezione dal manuale del buon regista)

    1. Ecco, questo American Mary è tutto quello che Excision poteva essere e non è stato.
      Perché mira più ai personaggi che al lato sensazionalistico della vicenda

  3. Helldorado · · Rispondi

    Da vedere anche questo… 😀

    1. E la lista si allunga 😀

      1. Helldorado · · Rispondi

        Ahahahah!!! Sta diventando interminabile…ma non demordo!

  4. Giuseppe · · Rispondi

    Ammetto che non conoscevo le Soska Sisters finché non ho letto la tua recensione, ma a quanto vedo hanno un modo di fare bello tosto…e questo American Mary sembrerebbe disturbante al punto giusto…

    1. Sono realtà estremamente di nicchia, che in questo paese devi essere davvero intenzionato ad andarti a cercare col lanternino.
      Io che entro in fissa, le conoscevo, molto poco, ma le conoscevo.
      Poi, dopo aver visto il film, ho approfondito 😉

  5. La lista dei film da vedere si sta approssimando all’infinito… ma ce la farò a guardarmi pure questo! Grazie della segnalazione!

    1. Ma figurati! è un piacere consigliare nuovi film 😉

  6. me lo sono goduto, non mi è dispiaciuto ma mi è sembrato un Nip/Tuck aq scartamento ridotto! comunque notevole la protagonista e niente male neanche il cameo delle Soska!

    1. Ma io Nip/Tuck lo trovo più cinico. Qui ci ho visto una partecipazione maggiore per i vari fenomeni che di volta in volta si rivolgono a Mary e c’è una vera empatia nei confronti dei personaggi.
      Diciamo che lo preferisco

  7. quando uscira in italia???

    1. Ehm, purtroppo non credo che uscirà mai. Di solito da noi questi film non arrivano. Magari tra un paio d’anni in dvd.

      1. peccato..è possibile trovarlo sottotitolato in web??

        1. sono riuscito a vederlo..mi è piaciuto molto!!

          1. Felicissima che ti sia piaciuto 😉

  8. podnikatel · · Rispondi

    Nel film è stato sincronizzato un brano di Luisa Pepe remixato da Fed Conti. A questi link potete ascoltare sia la versione cantata, che compare nel film, che la versione solo strumentale.
    http://youtu.be/tfTBhpYMkSs —– http://youtu.be/TtKjxZLKt7c

  9. Ciao!
    ogni tanto leggo il blog..complimenti!

    ho visto questo film e lo metto subito tra i miei preferiti

    trovo che sia di una sensibilità unica.. si sente il tocco femminile delle due registe. la scrittura è fantastica (il rapporto Mary-Billy l’ho trovato quasi struggente in quell’ultimo dialogo fatto di detto e non detto..sublime..)
    un film profondo e di grande finezza..insomma, bellissimo!
    ho trovato anche dei punti in comune con Lords of salem di Zombie per il suo essere un film “umanista” e “femminista” ricco di una sensibilità nel rappresentare sentimenti che solo gli artisti sanno cogliere.. molto interessanti queste sorelle Soska
    poi Katharine Isabelle è magnifica.. mi ha fatto quasi affezionare alla sua Mary 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: