Cinema degli Abissi: Deepstar Six

DEEP STAR SIX POSTER

Regia – Sean S. Cunningham (1989)

Continuiamo a occuparci di quell’anno magnifico in cui a un certo punto sembrava che tutte le produzioni hollywoodiane, da quelle più blasonate a quelle più povere, venissero ambientate migliaia di metri sott’acqua.
Lewis Abernathy, lo sceneggiatore, vendette il copione nello stesso periodo in cui il suo amico Cameron stava cominciando a lavorare a un altro progetto abissale, ben più famoso e importante. Cameron gli chiese di aspettare, Abernathy non gli diede retta, i due litigarono e non si parlarono fino al 1997, quando Abernathy partecipò alla realizzazione di Titanic. Deepstar Six e The Abyss uscirono in contemporanea. Il secondo incassò 90 milioni di dollari in tutto il mondo. Il primo otto. Forse ad Abernathy sarebbe convenuto aspettare un po’. 

Se The Abyss è un filmone di fantascienza di serie A, per cui non mi vergogno di usare la parola che comincia con la C e finisce con apolavoro, e  Leviathan è una stramba via di mezzo tra action muscolare, horror e sci-fi basata sulle mutazioni della carne (sì, lo sovrastimo, leggete l’articolo a lui dedicato e capirete perché), Deepstar Six è uno scoppiettante B movie col mostro sottomarino, che si vede poco perché il budget è quel che è, ma che quando si vede fa la sua figura, questo crostaceo gigante che dovrebbe essere un’eurypterida di dimensioni esagerate e che si pappa un palombaro con tutto lo scafandro proprio mentre lo stanno tirando fuori dall’acqua. Adorabile, gommoso, pare uscito da qualche produzione cormaniana degli anni ’60.

DEEP STAR SIX 2

Il regista di Deepstar Six (titolo italiano, Creatura degli Abissi) è una vecchia conoscenza del genere horror e affini: Sean Cunnigham. Non tanto come regista (anche se ha diretto Venerdì XIII, il primo, e scusate se è poco), quanto come produttore, ha lasciato il segno nell’universo della serie B degli anni ’70 e ’80, per poi sparire dalla circolazione e riaffacciarsi nel circuito in concomitanza con l’avvento dei remake. Sua la produzione dietro al rifacimento di Venerdì XIII di Nispel e dietro a quello de L’Ultima Casa a Sinistra, di cui aveva prodotto anche l’originale.
Insomma, l’uomo che si è inventato Jason e che ha fatto esordire Wes Craven produce e dirige questo monster movie. A suo modo, come sempre, col suo stile rozzo ma efficace nel costruire la tensione e nel creare un senso di aspettativa e paura dal nulla e col nulla.

Deepstar Six è il nome di una base militare e scientifica situata a circa 5000 metri sotto il mare. L’equipaggio ha il compito di installare una piattaforma di missili nucleari e di compiere delle ricerche per un’eventuale e futura colonizzazione. Proprio sul sito dove deve essere impiantata la piattaforma, viene scoperta una caverna molto profonda. Si decide di imbottirla di esplosivo. Ed è una pessima idea, perché proprio in quella caverna vive una creatura enorme e ferocissima che, giustamente, si incazza. Prima fa sparire due tecnici in ricognizione nella fossa su un batiscafo. Poi attacca un avamposto della base, sul sito della costruzione causando la morte di altri due membri dell’equipaggio.
Si decide di tornare in superficie, ma bisogna mettere i missili in sicurezza, ma l’addetto all’operazione Snyder (Miguel Ferrer) sbaglia procedura e fa esplodere uno dei missili, danneggiando la base in maniera irreversibile e contribuendo così all’ingresso della creatura all’interno della Deepstar.
Va tutto storto nel modo peggiore in cui le cose vanno storte, il granchio gigante pasteggia con un altro paio di personaggi, qualcuno cerca di risalire nella capsula di sicurezza senza decompressione e diventa una lattina di coca cola prima agitata e poi stappata, e i pochi superstiti devono fronteggiare la bestia e sbrigarsi a tornare in superficie prima che i missili restanti (attivati durante l’incidente) li facciano saltare per aria.

DEEP STAR SIX 1

Una corsa contro il tempo con in più la variante impazzita di una cosa che vuol fare di te uno spuntino. Questo è Deepstar Six. Non aspettatevi caratteri di spessore, una sceneggiatura brillante o qualche significato recondito, a parte che per significati reconditi non intendiate la solita solfa della tracotanza umana che va a ficcare il naso non dovrebbe e porta alla luce forze che sarebbe stato meglio lasciare nascoste. Semmai quello è il pretesto per farci vedere il mostro in azione.
E Cunnigham, prima uomo d’affari genialoide e con un grande fiuto per ciò che era di sicura presa sul pubblico, questo lo sapeva e quindi crea, con i pochi mezzi a disposizione, un bel giocattolone che si lascia guardare con estremo piacere. E non con quel piacere colpevole con cui a volte ci accostiamo alla spazzatura. Si tratta di altro, è quasi come tornare a casa e godersi il codardo petulante che fa una pessima fine, l’eroe muscoloso e aitante che salva la sua bella, la scienziata che si sacrifica e i caratteri secondari che vengono fatti fuori senza pietà. Ci piace prevedere la prossima aggressione del mostro, il momento in cui salterà fuori dall’acqua e sapere in anticipo anche chi si salverà e chi morirà.

DEEP STAR SIX 3

A differenza di Leviathan, Deepstar Six non ha cadute di ritmo, tempi morti o momenti involontariamente comici. Va spedito e dritto come un treno senza freni fino alla fine, simile a quella del suo collega gemello, ma molto più sbrigativa e quindi efficace.
Anche la creatura, rispetto a quella di Leviathan, è tutto un altro vedere. Animata in maniera decisamente migliore, risulta addirittura credibile quando interagisce con i protagonisti. La scelta vincente è quella di farla vedere molto poco: per la sua prima apparizione a tutto schermo dobbiamo aspettare l’ultima mezz’ora di film.
Colonna sonora perfetta, a opera del fedelissimo Manfredini, cast di facce giuste, grande crudeltà per ogni morte in campo, una scenografia a base di boccaporti, paratie e pannelli pieni di tasti e lucine colorate. Mescolate il tutto e avrete un piccolo grande film di serie B che sa muoversi con disinvoltura tra fantascienza, orrore e film d’avventura.
Avrebbe meritato forse una fortuna maggiore, Deepstar Six. Ma la concomitanza con The Abyss deve avergli rovinato la piazza. Ovvio che tra i due film ci sia un abisso qualitativo, eppure il prodotto di Cunningham è di quelli in grado di suscitare un piccolo impeto di amore e un sorriso nostalgico in chiunque lo abbia visto.

25 commenti

  1. Confesso che aspettavo la tua recensione su Deep Star six perchè è il classico film di mostri che mi ha sempre divertito. Giustamente osservi che è un prodotto senza pretese e in questo non disattende. Merita sicuramente una rivalutazione con simpatia!

    1. Perché il cinema, senza questi film, sarebbe una cosa molto più triste 😉

      1. Assolutamente! Adesso, c’entra poco, se non per il fatto che è uno splendido monster movie ma ricordi quanto spasso a vedere Tremors?

        1. Dio, Tremors devo rivederlo almeno una volta l’anno, altrimenti sto male 😀

          1. Sì, è tra i titoli che devono sempre ritornare tra le mie visioni. Ultimamente ho rispolverato anche Blood feast 2

  2. Helldorado · · Rispondi

    Questo l’ho visto un sacco di tempo fa…non è malaccio 😀

    1. Questo è un gran divertimento 😀
      anche io lo avevo visto eoni fa. Poi l’ho rispolverato e me lo sono goduto come se avessi otto anni

  3. Ciao Lucia,come stai?
    Torno dopo una piccola pausa a commentare il tuo blog e che devo dire?Ma sai che a me questo film non è piaciuto moltissimo.Però ,ammetto, che ne parlo attraverso il ricordo della mia passata gioventù.Più che altro lo avevo visto dopo Leviathan che preferisco assolutamente,questo mi era sembrato un po’ povero,senza scene epiche o da rammentare,a parte la morte di Ferrer.Ecco avevo visto questa pellicola proprio per la presenza di un attore che ammiro tanto come il buon Miguel.
    In quel periodo effettivamente era una moda fare film ambientati sotto il mare. Il film di Cameron rimane il Capolavoro,davvero notevole.
    Questa pellicola è migliore de “La Cosa degli abissi”,ma a mio parere nettamente inferiore rispetto a un film rozzo e però potente come Leviathan

    Nondimeno io Sean voglio bene assai:il papà del mio amico del cuore Jason! E di tante altre pellicole che vedevo da ragazzino.

    Ciao e stammi bene eh!

    1. Ciao!
      Io lo preferisco, di poco, a Leviathan, per l’atmosfera e per la resa del mostro che mi sembra più professionale rispetto a quello del film di Cosmatos.
      Anche l’idea di fondo, la storia insomma, è più intrigante, con quella caverna che chissà cos’altro nasconde.
      La faccenda un po’ complottistica della vodka avvelenate che ti trasforma in un uomo pesce è un po’ tirata per i capelli.
      Ma voglio bene a entrambi i film.

      1. si,Leviathan ha diverse cose campate in aria, è un film rozzo. Però lo lovvo a manetta perchè, praticamente, è il primo film horror visto al cinema. Avevo 14 anni ero già facilmente impressionabile e insomma..Sono le famose prime volte che non scordi eh 🙂

        anche perchè ti lascio immaginare …sembravo mr bean in quel famoso episodio quando va con la tipa a veder il film de paura !

  4. Mamma mia questo l’avevo dimenticato proprio! E come per gli altri che nomini in questa sezione del sito mi tocca recuperarlo perché di mostri marini (e non) c’è sempre bisogno (sarà l’età ormai 😀 ma ricordo la visione del film con la mantide gigante nella galleria – Mantis, può essere? – con mio padre, appassionato di fantascienza, come uno dei momenti di più puro fascino per il cinema).
    Di mostri così non se ne vedono più molti 🙂

    1. Era questo forse?
      http://www.imdb.com/title/tt0050294/?ref_=sr_1
      Il mostrone di Deepstar Six è da amare incondizionatamente. Questo crostaceo enorme con bocche multiple e tutte zannute che si pappa la gente in un boccone. Adorabile

      1. Non so se era quello, per sicurezza… controllo 😉

        1. scusate se mi intrometto,ma son felice che anche altri abbiano visto questa pellicola che io ho tra i miei film. Un delizioso prodotto degli anni 50,risposta alla Tarantola di Arnold e alle formiche giganti di Attacco alla Terra. Ingenuo anche ,ma a mio avviso entusiasmante come molta sci fi dei quel periodo.
          ciao!

  5. Proprio caruccio, un b-movie pasticciato e artigianale ma godibilissimo e a suo modo indimenticabile. 🙂

    1. E spassoso. Il sub tagliato a metà che rimbalza per tutta la sala allagata è da standing ovation e tifo da stadio 😀

  6. I b-movie li trovo essenziali, proprio perché permettono di esplorare storie come questa senza troppi rimpianti e zero spazio per la pietà e i buoni sentimenti. E’ vero che sono a tratti ingenui e che la mancanza di mezzi tarpa le ali in alcune sequenze, in compenso “costringono” ad inventare e a cercare di creare l’atmosfera per la sospensione dell’incredulità. Non sono cose da poco.

    1. Sì, e poi c’è anche un altro elemento importante, per quanto riguarda i B movie: spesso sono obbligati a sperimentare un linguaggio “nuovo” proprio per colpa della mancanza di fondi, linguaggio che poi viene cannibalizzato dalle grandi produzioni e poi anche dagli stessi autori “seri”.
      E’ il triste destino del B movie.

      1. mi faresti un esempio sul linguaggio innovativo dei b movie cannibalizzato dagli autori “seri”?
        ciao

        1. Zoom e macchina a mano esasperati che hanno fatto il cinema degli anni ’70, vengono dalla serie b e dal fatto che non c’erano i soldi per i carrelli.

          1. esatto,effettivamente mi è venuto in mente pensando al dogma ad esempio e appunto alla macchina a mano
            Grazie e ciao

  7. ma lo sai che non ricordo se l’ho visto o no? cioè il titolo mi è familiare ma non quello che citi del film, ma lo sai che ho avuto modo di vedere Sean Cunningham in Face off , un talent show per tecnici degli effetti speciali e truccatori e sembra veramente un contabile inoffensivo non un regista di horror…

    1. Eh, ma lui è un contabile 😀
      Prima di essere un regista (che ha comunque diretto pochi titoli) è uno che ha fiuto per ciò che può vendere. E che si districa da sempre nel territorio dell’horror più commerciale.
      L’icone di Jason credo sia una macchina da quattrini ancora oggi ineguagliabile

  8. Giuseppe · · Rispondi

    In effetti fra Leviathan e Deepstar Six anch’io ho sempre preferito il primo, pur con i suoi già sviscerati difetti…non che il secondo non ci faccia la sua porca figura, intendiamoci (oltre a ricordarmi i bei tempi di quando mi vidi l’intera tripletta “oceanica” al cinema).
    Povero (in senso nobile) e senza pretese ma capace di fare il suo lavoro fino in fondo, con il realistico bestione di Nicotero e soci a mo’ di affettuoso omaggio dei mostri anni ’50…azione serrata e splatter dosato con criterio -cazzo, quel povero sub dimezzato 😀 – assieme a personaggi stereotipati ma non banali (con una piccola frecciata allo stereotipo dell’eroe affidata proprio al codardo Ferrer, quando chiede a Greg “Truck Driver” Evigan se abbia mai avuto paura) ed effetti speciali più che dignitosi visto il budget a disposizione. Ecco, forse l’ultima foto che hai postato rende bene gli unici momenti in cui non si riesce ad ovviare del tutto alla relativa povertà di mezzi a disposizione, con la fisicità del mostro (e l’ottima esplosione finale) in contrasto con un “cielo” di sfondo palesemente finto…

    1. Verissimo, gli sfondi son quelli che sono, in effetti.
      Io preferisco Deep Star Six a Leviathan perché mi sembra che la vicenda scricchioli di meno e mi piace un pochino di più l’idea del mostro che si nasconde in una fossa oceanica da secoli, una minaccia naturale e antica.

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