1975: Il Demone Sotto la Pelle

Shivers Poster

Regia – David Cronenberg

He tells me that even old flesh is erotic flesh. That disease is the love of two alien kinds of creatures for each other. That even dying is an act of eroticism. That talking is sexual. That breathing is sexual. That even to physically exist is sexual

“You Should Know How Bad this Movie Is: You Paid for It”. No, non è uno spettatore indignato dopo essere uscito da un cinema dove proiettavano Dracula 3d. È il titolo di un articolo apparso sulla rivista canadese Saturday Night, a firma del giornalista Robert Fulford, all’indomani dell’uscita di Shivers, finanziato anche coi soldi del National film Board of Canada.
L’attacco, durissimo, ricevuto dal film sulle pagine del Saturday Night, rese a Cronenberg molto difficile reperire fondi per i suoi film successivi. Il regista ha anche dichiarato che fu colpa dell’articolo di Fulford se venne sfrattato dal suo appartamento a Toronto.

Persino il parlamento canadese si mise a dibattere sul valore artistico e sociale de Il Demone Sotto la Pelle (titolaccio italiota che fa tanto possessione).
Tutto questo non impedì al vero e proprio esordio ufficiale di Cronenberg (prima pellicola ad avere una distribuzione internazionale, dopo Stereo e vari lavori per la tv) di vincere lo Stiges Film Festival del ’75 e di diventare il più grande incasso della storia del cinema canadese fino a quel momento.

DA QUI IN POI QUALCHE ANTICIPAZIONE

Shivers 2

Il condominio chiamato Arca di Noè è un paradiso autosufficiente in cui andare ad abitare lasciandosi alle spalle la vita caotica e depravata delle grandi città. Mentre una simpatica coppietta visita un appartamento da affittare, da un’altra parte dell’edificio, un uomo anziano insegue e strangola una ragazzina. Subito dopo le apre lo stomaco, ci versa dentro l’acido e si suicida tagliandosi la gola con un bisturi.
L’uomo era uno scienziato che stava sperimentando un parassita in grado di liberare gli istinti. La ragazzina era la sua amante, nonché cavia. Il parassita causa un comportamento un po’ esuberante dal punto di vista sessuale e la fanciulla, scatenata e promiscua con mezzo condominio, diffonde il virus prima di essere uccisa. E così, i tranquilli e noiosetti inquilini dell’Arca diventano una massa di ninfomani all’ultimo stadio. L’unico che tenterà di contrastare gli effetti del parassita è il medico della clinica della struttura, il dottor St. Luc.
Osceno e immorale. Così fu definito Shivers. Non che avessero torto, dato che il film voleva essere proprio questo. Cronenberg ha più volte dichiarato che la sua simpatia è sempre andata agli abitanti del condominio dopo il contagio, mentre i suoi intenti satirici erano tutti diretti al quadretto idilliaco alto borghese rappresentato da questo fantomatico rifugio per ricchi, che fa dell’isolamento dal mondo e della protezione dai suoi pericoli la sua ragion d’essere.
Il film è pieno di ironia nel tratteggiare la vita quotidiana del condominio, con alcuni tocchi di comicità pura, come la scena in cui due vecchiette passeggiano nel parco e un contagiato gli vomita addosso un parassita che si va a spiattellare sull’ombrellino parasole di una delle due.
E quindi Shivers è sicuramente un’opera immorale, oscena, aggiungiamoci pornografica, se vi piace. Un’opera che inaugura infatti il sottogenere osceno per eccellenza: il body horror, quello che avrebbe fatto la storia di un certo tipo di cinema degli anni ’80, che avrebbe avuto un’enorme fortuna grazie allo sviluppo degli effetti speciali e si sarebbe concentrato non più su una minaccia proveniente dall’esterno (il mostro, il deviato, il serial killer), ma dall’interno. Il nostro stesso corpo oggetto di mutazioni e trasformazioni al di là dell’umanamente concepibile, plasmato e deturpato fino a renderlo irriconoscibile a noi che lo abitiamo.
E Cronenberg, si sa, su questo tipo di cose ci ha campato per mezza carriera, e ha infettato, proprio come il suo parassita, una generazione intera di registi.

shivers 2

Yuzna, Gordon, Henenlotter, lo stesso Carpenter, anche se per un solo film e in maniera molto personale, grandi autori e affezionati della serie B da battaglia, tutti, bene o male sono stati influenzati da questo esordio girato in quindici giorni e vituperato a più non posso. Sempre perché il cinema è strano forte e lo splatter, come noi lo intendiamo oggi, non esisterebbe se non fosse stato per la sinergia tra artisti del make up e della schiuma di lattice e visionari dietro la macchina da presa che riuscirono a tradurre in immagini le ossessioni e le paure di una società intera e a tirarle in faccia a un pubblico che non chiedeva di meglio che essere preso a sberle e disgustato.

Shivers è un film povero, che mostra in realtà molto poco, in cui non è ancora il corpo a mutare, ma il comportamento. Eppure contiene, in embrione, tutte le caratteristiche tipiche del genere che avrebbe portato alla luce. Soprattutto la volontà di oltraggiare il comune senso del pudore e della decenza mettendo in scena un gruppo di individui completamente liberi da qualsiasi condizionamento sociale. La trama del film è costituita da una serie di tableaux che mettono in scena il diffondersi del parassita, portando al collasso totale della vita in comune dell’edificio. Una storia molto scarna, che Cronenberg allunga rallentando il ritmo del contagio e facendoci vedere il parassita (un simpatico vermone dall’aria fallica) che attacca e si impossessa, gradualmente, di tutti gli abitanti.
Memorabile il contagio di Barbara Steele, scena ripresa poi quasi pari pari da quella genialata di Slither, uno dei pochissimi esempi di body horror decenti post 2000.

shivers 1

Anche se non privo di lentezze e di momenti ripetitivi, Il Demone Sotto la Pelle è ancora oggi una visione che lascia il segno, in particolar modo per il finale, in cui la minaccia non viene sventata, ma si propaga dall’Arca di Noè in giro per il mondo e in cui lo spettatore si chiede (e Cronenberg non ha nessuna voglia di rispondere) se questo porterà a un’apocalisse orgiastica o semplicemente a un nuovo ordine delle cose, non più basato su un rigido schema puritano e moralistico.
Ancora distanti dalla nuova carne, siamo già in quel regno ambiguo dove la razionalità scricchiola e il corpo diventa il terreno dove germogliano fobie e inquietudini, ma anche un mezzo per spezzare catene imposte dall’alto, e una propaggine che esprime i nostri pensieri più nascosti.

12 commenti

  1. Lo vidi millemila anni fa e non mi ricordavo il finale, che mi sembra ben ispirato a un altro film storico del genere, L’invasione degli ultracorpi, dove se ben ricordo si vedono i camion che portano i bacelloni in giro per il mondo.

    1. Sì, in effetti c’è una vaga ispirazione perché alla fine la minaccia si diffonde nell’indifferenza generale, proprio come succede negli ultracorpi.
      Ci sono riferimenti a questo film, alla notte dei morti viventi e persino (forse, o forse è solo una mia idea campata in aria), al nostro Salò

  2. moretta1987 · · Rispondi

    Lo vidi per la prima volta un paio di anni fa dopo aver recuperato tutto il resto della produzione di Cronenberg e rimasi colpito dalla freddezza chirurgica con cui Cronenberg mostra il collasso del condominio e dal quel finale delirante e orgiastico. Era un esordiente eppure il suo primo film aveva (e ha tutt’ora) delle immagini piuttosto potenti.

    1. Sì, sono immagini forti, soprattutto per la freddezza, tipica del regista, con cui vengono messe in scena.
      Si vede già il futuro genio

  3. Bellissimo post, madre. Tra l’altro la scena finale mi fa venire sempre la pelle d’oca e in un certo senso ha anticipato tanto cinema apocalittico contemporaneo. Cronenberg è un mostro e la sua poetica sulla carne dovrebbe essere studiata nelle scuole.

    1. Grazie FIglio. La scena finale è potentissima, infatti.
      E la Steele…mio dio.

  4. Giuseppe · · Rispondi

    Film che ho visto per la prima volta -assieme a Brood e Scanners- nella mai dimenticata favolosa metà anni ’80 delle tv private (quando ti beccavi Cronenberg, Hooper, Miner, Dan Curtis, Freddie Francis, Roy Ward Baker, ecc.ecc. con grande scioltezza e senza nemmeno eccessive rotture di coglioni censorie)…un Cronenberg giovane ma già capace di picchiare duro e caustico a dovere (la scena dell’ombrellino è impagabile, humour nero e slapstick che vanno perfettamente a braccetto senza far dimenticare il dramma dell’inesorabile mutazione condominiale in atto). E in effetti qui la sua “oscena” e dissacrante ottica antipuritana/antimoralistica forse non è poi così distante dal Salò Pasoliniano 😉

    1. Ho il dubbio perché Salò è solo di un anno prima e non so se Cronenberg abbia fatto in tempo a vederlo prima di scrivere e dirigere Shivers.
      Però la scena coi due bambini tenuti al guinzaglio ti mette la pulce nell’orecchio.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Ecco, appunto…certo che i tempi erano davvero strettissimi, motivo per cui al limite potrebbe esserci stata più una certa affinità di vedute che non un’ispirazione vera e propria (è un’altra possibilità).

  5. L’ho visto al liceo, quel geniaccio di Ghezzi aveva mandato in onda a Fuori orario proprio Shiver assieme a Rabid. Il mio primo impatto con Cronenberg, ero uscita dalla visione disturbatissima e schifata da ‘sto vermone insidioso, stupita dalla “pornografia” dell’insieme. Ovviamente, accompagnato al disturbo è nato anche l’amore per Cronenberg, ma non ho più avuto occasione di rivedere questo film. Uno di questi giorni ripesco il DVD, dovrei averlo da qualche parte!

    1. Io Cronenberg l’ho conosciuto con Inseparabili. Ed è stato traumatico. Una sensazione di viscido orrore che mi rimase attaccata addosso per giorni. Forse ero troppo giovane. Però poi ho recuperato tutto in età più ragionevole, ho apprezzato e adesso amo.

      1. Ecco, questo devo ammetterlo: inseparabili l’avevo cominciato più o meno alla stessa età e non ero riuscita a finirlo, mi sarà fermata per la noia dopo una quarantina di minuti.
        Forse adesso ho l’età giusta per riprovarci, chissà! 😛

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