Maschere: una top 5

mask

L’horror non sarebbe lo stesso senza le sue maschere. Soprattutto il sotto genere dello slasher deve ai vari look degli assassini protagonisti gran parte del suo successo. Se azzecchi la maschera giusta, ecco che crei un’icona destinata a macinare miliardi e a durare nel tempo. Dietro ogni maschera usata da un killer c’è una storia, un significato, o semplicemente uno sforzo creativo da parte degli addetti ai lavori: registi, sceneggiatori e i costumisti che devono mettere in pratica e rendere concrete le loro fantasie. La maschera deve far paura, deve essere il volto attraverso cui l’assassino si confronta con mondo, nonché il suo nascondiglio agli occhi dello stesso. Quasi la fonte del potere che esercita sulle sue vittime. Non a caso, spesso, la sconfitta del mostro coincide con la perdita della maschera e in molte occasioni, la vera faccia dell’assassino non la si vede mai, tanto che l’identità tra killer e maschera è pressoché assoluta. 

5. La maschera da Hockey 

Jason

Sì, è all’ultima posizione perché non sono un’amante sfegatata della saga di Venerdì XIII. Eppure è una di quelle icone così popolari che sarebbe stato assurdo non inserirla. In realtà, il bamboccione tanto legato alla sua mamma adorata la indossa solo a partire dal terzo capitolo. Fu modellata da un prototipo di maschera da hockey professionale, disegnato da Jacques Plante. Vennero apportate le necessarie modifiche (era ovviamente più leggera e con delle linee più rozze) e la si fece indossare per la prima volta allo stunt Richard Brooker, che interpretava Jason in Friday the 13 Part III. Jason la ruba in un negozio dove fa secche due persone. Da quel momento in poi, non se la toglierà praticamente più fino all’upgrade dell’episodio del franchise ambientato nello spazio. Film, tra le altre cose, preso garbatamente in giro nella prima scena del recente Scream 4.

4. Il teschio cromato chromeskullI due film della mini saga Laid to Rest dovrebbero avere un posto speciale nel cuore di ogni appassionato. Purtroppo non hanno una notorietà eccessiva, forse perché arrivati fuori tempo massimo. Eppure rappresentano la via migliore a uno slasher in chiave moderna. Una delle cose più interessanti di Laid to Rest è l’estetica del killer in generale: questo assassino ricchissimo, che sfrutta tutti i mezzi tecnologici a sua disposizione e se ne va in giro con una maschera di metallo incollata al viso (sfigurato) con dell’adesivo chirurgico. Un killer implacabile e quasi sovrumano, una maschera che davvero è inquietante e trasmette un senso di minaccia e disagio.

3. La maschera in pelle umana

leatherface

Ci vuole un certo grado di genio e follia per inventarsi una maschera come quella di Leatherface. La sola idea della pelle umana applicata sulla faccia è un qualcosa che va al di là del ribrezzo. Osceno nel senso più ampio del termine, in un film che disturba non tanto per quello che mostra, ma per l’atmosfera fetida che lo pervade dalla prima all’ultima inquadratura. Sporcizia che soffoca. Pare quasi, quando si entra in casa Sawyer, di sentire la puzza.
La maschera indossata da Leatherface aggiunge un elemento immediatamente identificabile a questa odissea nello schifo messa in scena da Hooper. Ed è la maschera, l’icona, a rendere Non Aprite quella Porta materia da franchise e da remake a catena di montaggio.
E, nonostante nessuno dei capitoli successivi al primo sia all’altezza del suo predecessore, e nessuno dei remake e prequel usciti a partire dal 2003 possieda una minima dignità, la maschera è sempre in grado di spaventare e far sentire molto poco al sicuro lo spettatore.

2. Ghostface

ghostface

Tutti sono a conoscenza del mio debole per Scream e per tutti i seguiti usciti dalla penna di Williamson e dalla macchina da presa di Craven. Ma non è tanto questo il motivo per cui Ghostface è così in alto in classifica, quanto l’anomalia che costituisce all’interno della galleria di assassini mascherati. Se a indossare la maschera da Hockey è sempre Jason, e l’orrido ammasso di pelle umana sta sempre appiccicato alla faccia del giovane e ritardato Sawyer, in Scream l’identità del killer cambia sempre. E la protagonista, indiscussa, è solo ed esclusivamente la maschera in sé.
Ispirata all’urlo di Munch, faceva parte di un costume di Halloween della Fun World, prima che Craven e la produttrice Marianne Maddalena la notassero e decidessero di usarla nel film.
Creare una nuova icona a metà degli anni ’90, quando quelle vecchie ancora vivacchiavano, o erano entrate nel mito e precedentemente alla loro riesumazione da parte dei remake, non era un’impresa facile.
Non solo ci sono riusciti, ma hanno anche dato nuova linfa vitale al genere e riportato in auge lo slasher. E credo che molta parte di questo successo sia attribuibile proprio all’uso della maschera, che invece di identificare il killer di turno, lo spoglia della propria identità, in un processo di serializzazione di cui il franchise si sarebbe poi preso gioco.
Con Scream, il meccanismo implicito che caratterizza lo slasher diventa palese: la personalità del  mostro è determinata dalla maschera. Il mostro è la maschera che indossa. E chi vive sotto quella maschera è intercambiabile. Come erano intercambiabili i vari stunt che hanno interpretato di volta in volta i vari assassini mascherati.

1. Michael
michael


Sì, è banale quanto volete, ma, a distanza di 35 anni, Michael Myers di Haddonfield continua a essere l’assassino iconico per eccellenza. E la sua maschera una delle più riuscite della storia del cinema.
La maschera viene scolpita sulle fattezze di William Shatner nel 1975 e messa in commercio dal ’76 al ’79. Dato che non c’erano i soldi, sul set, per fabbricarne una apposta per le riprese, viene acquistata in un negozio di carabattole di Halloween. E a Tommy Lee Wallace viene l’idea di dipingerla interamente di bianco. Sul set allargano i buchi per gli occhi e rimuovono le sopracciglia, così da conferire al killer un’inespressività totale.
La maschera ha subito diversi cambiamenti nel corso dei vari film della serie, fino a essere quasi irriconoscibile nei remake di Rob Zombie, che ha voluto che Myers indossasse una maschera rovinata, più simile a quella di Leatherface che all’immacolato candore del primo Michael.
Il terrore che è in grado di incutere quella cianfrusaglia adattata con mezzi di fortuna nel capostipite del 1979 resta però insuperato e Michael Myers non è paragonabile, per potenza estetica, a qualsiasi altro killer mascherato dello schermo.

33 commenti

  1. Bloody Face no? 😀
    Laid to rest ancora devo vederlo, me ne hai fatto tornare in mente 😀

    1. Ci ho pensato, ma è televisivo 😀
      Laid to rest è una figata, soprattutto il secondo.
      E tanti auguri a te!

  2. E’ vero senza le maschere dell’horror questo genere non sarebbe stato lo stesso.
    Scream e Halloween uber alles.

    1. Poi ce ne sarebbero a bizzeffe. C’è babyface di The Hills Run red che è geniale. Andando indietro nel tempo, la maschera da bambola di porcellana di Alice Sweet Alice…
      Sarebbe da farci un altro post…

      1. Si, sarebbe veramente da fare. 😉

  3. La maschera di pelle umana era un trucchetto noto ai sacerdoti aztechi, che scorticavano le persone, oltre a fare altre cosine tipo aprire il torace ed estrarre il cuore. A volte nei riti indossavano vestiti fatti dell’intera pelle di una vittima.
    E per giunta, non si lavavano.

    1. Sì, proprio come il buon Faccia di Cuoio che non ha mai visto una saponetta in tutta la sua vita 😀
      Di solito questi mascheroni rubano, per forza di cose, la loro origine a elementi storici. Il genio sta nel ricontestualizzare, coma ha fatto Hooper, che ha portato la maschera di pelle umana (che è poi una specie di collage di varie facce, a volte) nella provincia americana e l’ha fatta indossare a un killer con motosega.

  4. bradipo · · Rispondi

    Ecco, vedi che c’è sempre qualcosa da imparare? Laid to rest e relativo seguito già me lo sono segnato…devo dire che all’epoca, ma forse ero piccolo, mi terrorizzava anche la maschera della protagonista di Occhi senza volto di Franju, del 1960…rivista da grande era una maschera normalissima ma erano quegli occhi che facevano paura….

    1. Sì, quella maschera era perfetta e metteva un’ansia bestiale. Soprattutto perché il film è ambiguo e il personaggio stesso innocente e pauroso allo stesso tempo.
      Film grandioso. E maschera azzeccatissima

  5. Vado in controtendenza – il Dr Phibes, per cui l’orrore sta sotto alla maschera 😉

    1. Che poi è un po’ il capostipite dei vari sfigurati che si nascondono dietro a una maschera.
      E di solito un viso orrendamente deturpato è alla base del comportamento che poi porta all’omicidio. Solo che questi killer da slasher si mettono maschere ancora più deturpanti per nascondere le loro anomalie (vedi Leatherface). Invece Phibes è più coerente

  6. Oh, Leatherface… *O*
    Devo dire che nonostante tutto il primo posto è ampiamente meritato, la maschera di Michael è qualcosa di totalmente disturbante nella sua freddezza.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Eh, sì, credo che non fosse possibile mettere un altro numero uno.
      Forse Jason al quinto posto è un po’ azzardato, ma alla fine trovo più creatività in altri tipi di maschere horror 😉

      1. Giuseppe · · Rispondi

        In effetti il Myers/Shatner funziona alla perfezione con quella maschera, perché è proprio in quell’immacolato candore che traspare per contrasto il male abissale di chi la porta…e in quest’ottica va bene così, mentre il Myers di Rob Zombie rischia di diventare più un novello Jason con la Faccia Di Cuoio, appunto…più creativo, forse. Più efficace, no di sicuro.
        E riguardo alla Scream-serie è vero…la maschera era l’unica, simbolica certezza, per il resto -evitando con giusto acume di riproporre in quel contesto lo slasher ad assassino unico spalmato su più capitoli- non si poteva far altro che rimanere piacevolmente spiazzati “sapendo di non sapere” 😉

        1. Anche la mancanza dell’immortalità del killer attraverso i vari film era un piccolo colpo di genio, perché rivedere Jason 27 volte che muore e risorge (o Michael) alla lunga diventava stucchevole.
          Rob Zombie ha voluto sporcare tutto nel suo remake. C’è chi lo ha apprezzato. Io non riesco a capire perché abbia perso l’ottima strada intrapresa nella prima parte del primo Halloween per buttarla in farsa.

  7. Aggiungerei le maschere di arancia meccanica, ma anche quella del pupazzo di the saw, se parliamo di costumi interi ci sarebbe il coniglio di Donnie Darko o l’uomo cane di Shining (tutt’ora mi terrorizza…) , ma persino IT (adorabile).
    Ma è la maschera che ci fa paura o quello che non riusciamo a vedere sotto di essa?

    1. Sì, il pupazzo di Saw io l’ho sempre trovato abbastanza privo di carisma. Come tutto il film, del resto, che non ho mai sopportato. Però sul resto siamo d’accordo. Io mi riferivo proprio alle maschere utilizzate dai vari killer degli slasher,
      Io penso ci facciano paura entrambe le cose. La maschera in sé è importante perché toglie espressività all’assassino e lo rende inumano.
      Quello che c’è sotto…non saprei. Una volta tolta la maschera, spesso il killer perde mordente. Pensa al remake di Non aprite quella porta

      1. Fortunatamente il remake di Non aprite quella porta è stato rimosso dalla mia memoria, piuttosto a questo elenco di maschere dovrai aggiungere un nuovo capitolo appena uscirà You’re next.

        1. You’re next lo sto aspettando come l’avvento del messia da circa un anno

  8. anche se il film è stato un po’ “floscio” rispetto al libro la mia maschera preferita resta quella di Cabal/Nightbreed dove la mascherà era la personificazione del lato oscuro che albergava nello psichiatra al punto da assumere una vita propria. All’interno dell’opera serviva a rendere visibile che veri mostri sono quelli che dormono nella coscienza della gente per bene e rispettabile e non quelli additati come tali (i reietti di Midian)

    1. Ed era, anche da un punto di vista estetico, una maschera bellissima 😉
      Il film a me è sempre piaciuto moltissimo, a prescindere dal testo di riferimento. Forse era un po’ pasticciato, ma è anche vero che il director’s cut è ancora tutto da scoprire

  9. Helldorado · · Rispondi

    Io avrei messo Leatherface dopo Myers, ma siamo lì… 🙂

    Il teschio cromato invece mi manca proprio…

    1. Il teschio cromato è bellissimo da vedere. Potrei anche cominciare ad andare in giro così
      e poi è molto metal 😀

      1. Helldorado · · Rispondi

        assai!!!!

  10. Il primo posto di Michael Myers è fuori discussione. L’inespressività della maschera che indossa è da brividi e ben sottolinea l’incapacità di provare emozioni di Michael.

    1. Quella maschera è il vuoto cosmico…
      fa una paura che non si può esprimere

  11. LordDunsany · · Rispondi

    Ma che bellezza le tue Top! 🙂

    1. Mi diverto molto a farle 😀

  12. Cara Laura, quest’articolo è così sfizioso che meriterebbe un allungamento, uno specialone incentrato sulle maschere.

    Comunque, io ho sempre trovato inquietantissima la maschera del film Alice Sweet Alice.

    1. Infatti stavo pensando di espanderlo 😉
      però io sono Lucia 😀

      1. Acc! Scusa, t’ho scambiata con un’altra XD

  13. Sfizioso questo Laid to Rest, non lo conoscevo ma lo recupero subito!
    A me piaceva anche il mascherone antigas di My Bloody Valentine!

    1. Sfiziosissimo! guarda è uno slasher che in tutti e due i capitoli è una vera goduria. Splatter allucinante, botte da orbi. un killer fighissimo e chi più ne ha più ne metta.
      ah, c’è anche Lena Hadey in una particina.
      Sì, il mascherone di My Bloody Valentine in effetti era intrigante e metteva una certa ansia.

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