The Walking Dead – Terza Stagione

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E anche per questa stagione abbiamo avuto la nostra dose di chiacchiere con qualche zombie intorno. Sedici episodi, di cui almeno dodici del tutto inutili e ininfluenti e nel mezzo un paio di puntate in cui per qualche secondo gli sceneggiatori ci hanno illuso che sapessero cosa stavano facendo. Per poi smentirsi immancabilmente la settimana successiva, in una specie di corsa a rotta di collo verso il suicidio narrativo.
Ma tant’è, The Walking Dead ha i suoi estimatori, anzi, ha il suo fandom che la ritiene una serie intoccabile. Perché? Perché ha portato lizzzombi in tivvù, cosa già fatta molto meglio solo qualche anno prima, cosa rifatta infinitamente meglio di recente, e sempre nella cara vecchia Inghilterra. Non proprio zombie, ma sempre tornati dalla morte, sono quelli di The Revenants e anche lì, per quanto riguarda personaggi e situazioni messe in scena, il livello è tutt’altro. Incomparabile. Quindi, caro sceriffo Rick, anche i mangiarane ti spernacchiano a tutto spiano, mentre tu sei preso a occuparti di stuff and things.
Ma entriamo nei dettagli. Sigla.

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OCEANI DI SPOILER, SIETE AVVISATI

L’inizio della nuova stagione aveva fatto ben sperare: il gruppo di sopravvissuti più mattacchioni d’America che trovava il carcere, Andrea dispersa con un nuovo personaggio dalle grandi potenzialità, una strage, al quarto episodio, che aveva fatto fuori uno dei caratteri principali (l’altro, T-Dog, nonostante la storica battuta di Glenn, “era il migliore tra noi”, neanche lo prendo in considerazione) e, soprattutto, la minaccia dei walkers finalmente resa in maniera molto più esplicita, forse per l’aumento del budget, forse perché gli sceneggiatori devono essersi resi conto che a un certo punto, in un’apocalisse zombie, arriva il momento in cui i suddetti zombie devono farsi vedere. Anche il tasso di violenza era aumentato, con dei tocchi gore davvero pregevoli, che avevano dato la possibilità a Nicotero e soci di sbizzarrirsi un po’ in make-up, nonostante gran parte degli spruzzi di sangue fossero comunque in digitale.
Ottima la fattura dei ritornanti, bella fotografia, regia sempre professionale.
Addirittura, sembrava quasi che, a mattanza ultimata, si fosse deciso di mettere ordine tra i personaggi, da sempre punto debole della serie.
Il ritorno in grande stile di Merle poi, suscita addirittura ovazioni da parte della sottoscritta, che lo aspettava con ansia, perché bruciarsi una figura del genere era da mentecatti.
E infatti.
Ma poi gli sceneggiatori decidono, di punto in bianco, di far prendere alla serie una deriva soprannaturale semi lostiana, di cui nessuno aveva il bisogno. E come se non bastasse, eliminare  questa stessa deriva come un ramo secco dopo solo un paio di episodi.
Nel frattempo a Woodsbury, Andrea annienta mezzo secolo e più di storia del femminismo con un comportamento che sarebbe inspiegabile. Se non fossimo in presenza di The Walking Dead. E il Governatore, che tutti quanti speravano riuscisse a dare una scossa alla serie, è reso come una macchietta parodistica del villain pazzo e maledetto, ma con passato traumatico. Che poi, poveraccio pure lui, è cattivo perché gli autori della serie hanno deciso che deve essere cattivo. Ma non fa nulla di male, considerando che è a capo di una cittadina abitata da pecore e molluschi, in un contesto apocalittico e con quelle insopportabili zanzare degli abitanti della prigione che gli rompono le palle a buffo, almeno fino a quando gli stessi autori non lo fanno sbroccare, sempre all’insegna del perché sì. E noi stiamo lì attoniti e non ci capacitiamo del fatto che certa gente è pagata per scrivere. Profumatamente.
tumblr_mklq8ldnJP1r09pdzo1_1280Perché il problema alla base di The Walking Dead, il dramma vero e proprio che affligge questo prodotto a partire dalla terza puntata della prima stagione, è la pessima e disgraziata scrittura. Non tanto nello sviluppo della trama in sé, quanto nel determinare le azioni e le motivazioni dei personaggi. Mi spiego, o almeno ci provo: dovrebbero essere i caratteri coinvolti a modificare il corso degli eventi. Coerenza narrativa vorrebbe che, fatte salve le contraddizioni che sono comunque insite in ognuno di noi, un personaggio si comporti in un certo modo e dal suo modo di agire scaturisca e si dipani la storia. A maggior ragione se parliamo di un telefilm di stampo corale e quasi del tutto basato sulle interazioni tra i vari superstiti all’apocalisse.
In The Walking Dead funziona al contrario: dobbiamo far progredire la storia? Sì, e allora prendiamo i personaggi e li facciamo agire a casaccio, a seconda di dove gli sceneggiatori vogliono portare il pubblico. Esempio: bisogna redimere Merle. Ore e ore di estenuanti sessioni di scrittura di gruppo (a culo di scimmia, come direbbe Giordano), in cui gli autori si spremono le meningi fino a fare uscire il fumo e l’unico neurone che condividono rimbalza impazzito da un cervello all’altro, per partorire cosa? Il balletto di indecisione di Rick che prima vuole consegnare Minchonne al Governatore, poi però no, però forse, ecco, facciamo una riunione perché this is a democracy, again. E nel frattempo Merle se la svigna e, nel tragitto, arriva la tanto sospirata redenzione. E il sacrificio di un personaggio riuscito. Perché quando fanno tanto di creare un carattere interessante e ben definito, lo fanno secco, ribadendo il moralismo d’accatto della stagione precedente. E ripetendo lo schema punitivo che aveva già subito Shane.
Altro esempio emblematico è Andrea, forse lo scempio peggiore rispetto al fumetto, dove il suo personaggio era un piccolo capolavoro di equilibrio tra fragilità e durezza. Nel telefilm Andrea diventa una banderuola in balia degli sbalzi d’umore di chi questa serie la scrive, suppongo, di puntata in puntata, senza preoccuparsi punto di darle una struttura omogenea, ma procedendo alla come capita. E quindi la vediamo tubare col Governatore neanche avesse quindici anni e fosse in piena tempesta ormonale, non capire un cazzo dei suoi loschi piani, continuare a credergli e a fidarsi di lui perché sì, cadere poi dal pero quando si accorge che l’intento del suo fidanzatino è quello di far secchi tutti gli abitanti della prigione e infine crepare come una deficiente, dicendo addirittura che lei voleva solo che non morisse nessuno. Complimenti.
Questo accade solo perché il personaggio del Governatore è scritto con due piedi sinistri e se gli si fosse dato quel briciolo di spessore (o se ci si fosse limitati a farlo essere un figlio di puttana spietato e senza umanità, andava bene uguale), non ci sarebbe stato bisogno di affiancargli Andrea come spalla femminile, per farci esclamare costernati: “Oh, che uomo malvagio!”.

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E così, sia i nostri eroi che gli antagonisti di Woodsbury annegano nel solito mare di incongruenze atte a spingerci all’episodio (e alla stagione) successivo. Un procedimento che ricorda moltissimo quello delle soap di bassa lega. Il finale di stagione è la summa di tutti i difetti che caratterizzano una serie dal potenziale enorme sprecato dall’imbecillità di chi vorrebbe mettere in scena l’epopea della razza umana al suo tramonto e che invece riesce solo a infilare una quantità impressionante di trucchetti e ricatti emotivi che neanche in Don Matteo si vedono più.
Rick che per tutta la serie oscilla tra la demenza allucinatoria e il suo nuovo atteggiamento da bad ass tutto d’un pezzo, che lascia poveracci agli angoli di strada e poi, una volta che son passati gli zombie per far colazione, gli frega pure lo zaino, all’improvviso prende e trasferisce tutta Woodsbury alla prigione.
L’esercito del Governatore che si lascia intimidire e fugge terrorizzato di fronte a Glenn e Maggie, da soli, contro decine di persone armate fino ai denti.
Il Governatore che li fa secchi tutti senza che nessuno abbia la minima reazione, con i suoi due sgherri che invece di freddarlo perché impazzito senza speranza, se ne stanno lì a guardare la strage, impotenti e inermi come due neonati.
Carl, che è l’unico a compiere un gesto di decenza in mezzo a tutto questo teatrino delle marionette non morte, ma che non risulta affatto incisivo, dato che ci siamo dimenticati di lui a partire dal quarto episodio e, in tutta onestà, di quello che pensa o dice, non ce ne può fregar di meno.
Il Vet che conciona, sostituendo il defunto Dale.
I piccioncini che tubano e, forse, si sposano.
Carol mollata in un angolo, priva di sviluppo, priva di sostanza, priva anche di un ruolo che sia uno lì in mezzo.
E, davvero, potrei andare avanti per i prossimi sei anni. Ma mi fa male il fegato, perché non si può lasciar passare questa merda, farla arrivare alla quarta stagione e sorbirsela beati fingendo che sia cioccolata. Solo perché ci sono gli zombie. Come se la presenza del fattore morti viventi, qualche citazioncina da Romero, un paio di spappolamenti di teste gratuiti e fuori luogo, messi lì giusto per far vedere che ehi, questo è un telefilm adulto e disperato, bastassero a giustificare una tale incapacità narrativa. Roba che se fossimo in presenza di un altro genere di serie, sarebbe stata interrotta dopo mezza stagione.
Una gigantesca presa per il culo basata solo sulla convinzione che il fan medio dell’horror sia di bocca buona e si beva qualunque cosa. E, dati gli ascolti e le critiche, forse hanno ragione gli sceneggiatori. Avanti così, per altre otto o nove stagioni, fino alla maggiore età di Carl e a Rick che diventa nonno. Come Beautiful, per dire.

44 commenti

  1. claudio · · Rispondi

    totalmente d’accordo, su tutto, direi, mal di fegato compreso. Eppure c’è da farsi dei nemici parlando male di TWD. Boh.

    1. E’ verissimo. Ti fai dei nemici e attiri odio a badilate. E io non capisco perché.

      1. claudio · · Rispondi

        fondamentalmente, credo che tutti si rendano conto di trovarsi davanti ad una soap opera dove ogni tanto spunta qualche zombi (momenti noiosi, tra l’altro) e paradossalmente difendono la serie per non ammettere una verità che invece è assolutamente naturale: si guarda perchè la trama è elementare e ci da il già detto e il già visto, e ci “godiamo” i vari odi e amorazzi. Tutto qui.

        1. Eh, ma fosse così me lo godrei anche io. Solo che questa roba passa per una mezza opera d’arte pregna di profondi significati. Il che mi lascia basita.

    2. Io mi sono inimicato un sacco di ggente. Da anni. 😀
      Eppure, la verità è là fuori, come si diceva in un’altra serie famosa.

      Inutile dire che concordo con Lucy.

      1. L’anno scorso l’articolo consuntivo su TWD fu un delirio. I troll calarono come avvoltoi. Vediamo questa volta, col silenzio della rete in corso, cosa succederà

  2. Condivido ogni parola, bravissima. ♥
    Sul successo di TWD io comincio a sospettare che la serie ce l’abbia perché il suo pubblico non è composto tanto da fans dell’horror o della sci-fi in genere, ma da gente che lo guarda per la soap-opera insita e portante di tutta la struttura, e intanto sì, dai, ci sono gli zombie che fanno figo, e anche loro si sentono un po’ badass perché guardano un telefilm “di paura”.

    Un’altra cosa sugli sceneggiatori. Credo abbia ragione Hell che oggi diceva che sembra una round robin fatta male, infatti ho anch’io l’impressione – anzi, la certezza quasi conclamata, dopo aver letto l’intervista alla produttrice – che scrivano di volta in volta per pompare la storia allo scopo di vendere l’episodio.

    1. Grazie ❤
      Sì, alla fine ci si deve sentire molto bad guy a guardare una soap con gli zombie. Urca, guardo anche io le robbe de paura.
      E anche sugli sceneggiatori che procedono volta per volta, come in una round robin, ma brutta però, hai perfettamente ragione.

      1. claudio · · Rispondi

        io ovviamente non pretendo avere la verità in tasca, ma ci sono cose che gridano vendetta a Dio anche in un horror , che di solito già chiede molto alla sospensione di incredulità del lettore o ello spettatore. Ma qui il punto è che pare che questa gente non prenda nemmeno le minime precauzioni che prenderebbe chiunque di noi. Vogliamo poi parlare dell’odore? Decine di zombi spandono un tanfo da svenire, e lì manco si accorgono che ne hanno una trentina in un granaio davanti al quale passano cinque o sei volte al giorno. E perchè sempre le braccia nude quando sai che basta un graffio per contagiarti? E perchè non darsi un punto o due di ritrovo nel caso le cose volgano al peggio? Mi faccio promozione (scusa) e ti consiglio il mio I vivi, i morti e gli altri. Almeno, bello o brutto che sia, ci sono delle idee alla base.

        1. Ma poi si fanno letteralmente il bagno nel sangue degli zombie. E allora, o sono infetti, o non lo sono. E anche se il sangue non ti contagia, di sicuro ti becchi minimo minimo trecento miliardi di bacilli e malattie orribili di varia natura. E invece no.
          Il tuo libro è già in wishlist 😉 Non me ne perdo uno.

          1. claudio · ·

            E’ vero, anche quegli spruzzi di sangue vanno ben al di là del buon senso … Ripeto: soap opera che può anche funzionare, ma che frana all’arrivo degli zombi.
            Grazie per il libro allora, posso chiederti dove ne avevi sentito parlare? (Ne ha parlato anche l’ottimo Girola, in effetti, ma te lo domando ugualmente, se posso)

          2. Ne ho sentito parlare da Alessandro e da Marco, che ha commentato questo post poco più sotto. E poi su Fb 😉

          3. Questi non solo stanno sempre insieme ai cadaveri, ma quando gli piantano qualcosa nel cranio o li decapitano sono sempre lì a gridare con la bocca aperta. Dico, non ti fa schifo mandare giù del sangue infetto di cadavere? Che poi anche sul discorso circolazione sanguigna post mortem ci sarebbe un discorso interessante da fare, ma poi si entra nel magico mondo della pippa mentale nerd e allora pazienza, però cazzo… almeno porta una mascherina o qualcosa davanti alla faccia, o almeno chiudi la bocca.
            L’unica spiegazione è che, come il virus zombie è ovunque e fa risorgere qualsiasi morto lo sono anche gli anticorpi, che devono essere altrettanto cazzuti visto che nessuno di loro di è preso un infezione.

  3. Sì, concordo con Hell e Giuda, e sospetto che usino un sistema alla Troma per mettere insieme le sceneggiature. Non è voler essere pignoli a trovare difetti, perché sono lì evidenti, si è pignoli al contrario nel volerlo giustificare.

    1. O forse hanno un grosso tabellone tipo monopoli, tirano i dadi, ognuno col segnalino di un personaggio e si va avanti così

      1. I due babbei che guardavano il Governatore (voglio sapere chi ha fatto il casting. Poco ci mancava che ci mettessero papà Seaver) far fuori la gente e stavano lì come due ebeti sono da processo.

        1. Porca miseria: mi stai ammazzando tutta la città, magari persone a cui i due personaggi sono legati. Hanno il governatore di spalle, in pieno delirio. Basta una fucilata e se ne liberano e ognuno torna a farsi i cazzi suoi. E invece no. Davvero, da processo e da condanna immediata.

          1. claudio · ·

            ah, grazie Lucia. Eh, sarò rivalutato postumo.

  4. Ragazzi lungi da me voler fare il troll o odiare chi non ama questo telefilm, ci mancherebbe, i gusti sono gusti, però a parer mio mi sembrate troppo cattivi con questo telefilm, che personalmente reputo favoloso, ok non privo di difetti, soprattutto nella seconda stagione, che ammetto fino a metà era noiosissima, ma in questa terza, che diamine, di noioso non c’è stato nulla, ogni puntata era uno spettacolo, inoltre la messa in scena credo sia ottima, parlo di regia, attori, fotografia ecc…Anche i personaggi mi sembrano ottimi, non concordo nella recensione quando dite che il governatore è mal caratterizzato, trovo che sia uno dei villain più belli degli ultimi anni, merito anche del bravissimo attore che lo interpreta. Non so se il telefilm sia fedele o meno al fumetto, quest ultimo non lo conosco e personalmente non mi importa, trovo però che in mezzo a tanta immondizia televisiva, quando viene finalmente creato un prodotto ben fatto beh quest ultimo andrebbe almeno apprezato anzichè voler cercare i difetti (che ce ne sono eh) a tutti i costi pur di denigrarlo 😉
    Però cmq alla fine degustibus 🙂

    1. Aspetta però, io non dico che quelli che apprezzano TWD siano troll o odiatori, dico che spesso se dici di non apprezzarlo vieni spernacchiato.
      Adesso, io ho scritto per quale motivo il telefilm non mi piace e dove ritengo che ci siano errori, anche grossolani, nella gestione dei personaggi. Prendiamo il governatore: in che modo tu lo definisci cattivo? Per le azioni che compie? E che azioni cattive compie, almeno fino a quando non lo fanno sbroccare all’improvviso?
      O Andrea, o Rick, o la stessa Carol che ce la siamo dimenticata in un angolino?
      Questi sono difetti su cui io, personalmente, non passo sopra.
      Però, appunto, de gustibus e magari sono cose a cui altri non guardano. Tutto qui 😉

  5. Beh non nego che nel mondo della fiction parteggio sempre (o quasi) per i cattivi e il Governatore (merito anche dell’attore immenso che lo interpreta) mi affascina, ogni sua azione folle è uno scossone, per me lui sembra veramente l’emblema del Male, subdolo, crudele, spietato e calcolatore, per farti un esempio la scena in cui umilia meggie facendola spogliare mi ha messo i brividi, non succede nulla eppure quella scena è fenomenale. Ripeto non nego che la serie abbia dei difetti, (meggie e glenn sono odiosi e inutili, la prima parte della seconda serie è noiosa e insulsa, le visioni di Rick sono stupide) quindi non dico che sia perfetta però poi la messa in scena è straordinaria, gli attori sono bravissimi, le scene splatter con gli zombi mi gasano come un bambino, sono crude, realistiche, non ci sono scene sborone, gli esseri umani sono umani, non, come spesso accade nel filone zombesco, dei super eroi che splattano gli zombi e ridono mentre lo fanno, in questa serie ci ho rivisto quella analisi pessimista e reale della società che ho visto nei primi film del maestro Romero (per inciso il nome del tuo blog è bellissimo, ritengo Il giorno degli zombi il film più bello mai realizzato sui non morti) con le dovute distanze ovviamente 😉
    Secondo me, di un telefilm come questo, bisognerebbe esaltarne i meriti (che ci sono) anzichè sottolineare sempre i demeriti (ci sono anche quelli) e valutare tutto l’insieme che è di alto livello.
    PS: amando molto il political scorrect ho apprezzato alquanto mostrare un bambino che spara a sangue freddo ad un altro ragazzino, l’idea di togliere l’umanità a Carl mi pare una mossa coraggiosa e geniale.
    Quindi anche se questa serie non è perfetta e ha dei difetti a livello di scrittura io sono pronto a passarci sopra di gusto, visto che tutto il resto funziona a meraviglia e poi correggetemi se sbaglio, ma se siete arrivati a vedere la terza stagione beh proprio schifo schifo non deve farvi 😉 io di solito quando inizio a guardare una serie, appena mi accorgo che fa pena, smetto di guardarla dopo poche puntate.

    1. Per quanto mi riguarda, io vedo TWD per capire dove riescono a spingersi e se ogni tanto, per grazia ricevuta, tirano fuori episodi forti e ben scritti come il quarto e il quindicesimo di questa stagione.
      Solo che io, a parte quelle poche cose (regia, fotografia, recitazione ma non sempre e non in tutto il cast) che sono però il minimo sindacale, oggi, in una serie televisiva americana, non riesco a vederne i meriti. E credo di aver spiegato molto dettagliatamente i motivi per cui non li vedo e, se ci sono, passano in secondo piano rispetto ai demeriti.
      Sul governatore: la sua cattiveria è imposta dall’alto, perché noi alla fine vediamo soltanto che interroga due sopravvissuti che potrebbero costituire una minaccia per la sua comunità. Con metodi abbastanza brutali, certo, ma siamo in un contesto apocalittico e non è che ti metti a fare cortesie per gli ospiti. Quello che fa, prima che i nostri invadano Woodsbury, è perfettamente naturale e niente affatto cattivo.
      Poi giustamente si incazza (MInchonne lo acceca così, senza motivo e lo odia così, senza motivo, tanto che credevo fosse gelosa di Andrea) e a un certo punto qualcuno tra gli autori decide che deve essere un perfido villain.
      Ma tutto ci viene raccontato. Non c’è una scena che sia una che ci faccia vedere il governatore perfido e spietato.
      Io mi sono chiesta cinquanta volte perché ce l’avessero tutti con lui, poveraccio…

      1. Claudio vergnani · · Rispondi

        una vecchia regola dei film o telefilm americani è che se uno si chiama “Il Governatore” deve essere un cattivo. Non ci sono cazzi.
        E in quanto a metodi brutali, anche in Cortesie per gli ospiti non scherzavano 🙂

        1. McEwan mica è una fighetta come il governatore 😀

          1. Claudio vergnani · ·

            🙂

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Quindi l’illusione di una ripresa vera -e certo non intesa in stile Zombiutifùl- alla fine è rimasta solo una pia illusione, vedo…spreco su spreco, e alla via così 😦
    P.S. Riguardo alle palesi incongruenze di cui sopra, ma non potrebbe essere che nel montaggio definitivo -e per non allungare troppo gli episodi- siano state tagliate tutte le scene dove gli zombi venivano profumati e disinfettati prima di essere tolti di mezzo (sorridiamoci su che forse è meglio)? 😉

    1. Sì, spreco di potenziale alla come capita tanto ci sono gli zombie.
      E oltretutto, alcuni episodi (quelli che non fanno involontariamente ridere) sono di una noia devastante.
      😀

    2. Claudio vergnani · · Rispondi

      è una possibile spiegazione

  7. Come ho già scritto da Hell, a me la serie non dispiace, la seguo dalla prima stagione. Però in questo caso non posso essere che d’accordo con voi. Un finale atroce, dopo alcune puntate pessime ed altre discrete. Ad Andrea nemmeno una morte decente han dato e gli altri personaggi ormai si comportano ad cazzium. L’unico costruito decentemente pare Carl.A questo punto ho il dubbio sia solo fortuna…

  8. ah beh Lucia sfondi una porta aperta, io sono completamente, totalmente dalla parte del Governatore, se fossi io lo sceneggiatore farei finire la serie con tutti morti e Philip che se ne va vittorioso magari impugnando un palo nel quale sono infilzate le teste di michonne (la odio a morte), glen e company…. XD quindi anche io concordo nel dire che il governatore ha ragione, ma resta, secondo me cmq un cattivo fighissimo pieno di carisma e che quando si incazza è una furia peggio degli zombi, quando si scontra con Merle gli stacca le dita a morsi, scena epica (anche se ancora piango per il povero Merle).
    Detto questo, ritengo che la terza stagione di TWD sia (per ora) la migliore e la seconda la peggiore, la prima sta nel mezzo, era bella, ma forse troppo sbrigativa.

  9. Sarò sincero: ho ormai smesso di vederla stanco del mare di boiate infarcite dagli sceMeggiatori. L’ esempio calzante è dato dal personaggio di Andrea e non parlo solo del rapporto tra il personaggio televisivo e il suo omonimo della carta stampata, Andrea è proprio l’ esempio sul come non si dovrebbe gestire un personaggio.

  10. Chiuso dopo i sei mer–si episodi della prima stagione. Visto qualcosa della seconda e poi abbandonato dopo le preghiere, i tradimenti e le cazzate immonde.
    Se vogliamo parlare di zombie dobbiamo chiedere agli inglesi: guardati “In the flesh” e piangi assieme a me… 😉

    1. eddy ho letto ora nel tuo blog la tua bella e interessante rece su un altra serie horror che personalmente ho AMATO :Harper’s Island, e ritengo che qualitativamente tra Harper e Walking non ci sia un gran divario, entrambe sono ben girate, ben interpretate, quindi come mai questo odio per TWD???, dire che la prima serie era merdosa lo trovo assai eccessivo, ok può non piacere ma le serie merdose son ben altre, per fare alcuni esempi reputo degli scempi di serie robacce patinate e farlocche come i vari NCIS, CSI e compagnia brutta… 🙂

      1. Scusa per la parolaccia :P, ogni tanto mi faccio prendere la mano e non volevo certo offendere nessuno, me meskino!!
        Harper’s è una serie pulita, autoconclusiva e con una serie di cliché di genere ben rivisti e corretti e con una certa dose di consapevolezza. In pratica sapevano che si stavano buttando in un mare pericoloso e lo hanno fatto con una imbarcazione solida e un equipaggio consolidato.
        TWD è sostanzialmente una soap opera sdolcinata condita da (pochi) zombie. La prima serie l’ho vista perché era corta. La seconda mi sono fermato, credo, al sesto\settimo quando tre su due si fermavano a pregare, a fare gesti insulsi e macinare minutaggio con stupidissimi dialoghi fuori luogo. E’ una mia personalissima opinione, ci mancherebbe! Non sto valutando chi la segue, che per me ognuno è libero di guardare quello che vuole (io mi sono visto PERSINO la prima serie di Revenge… ;))
        Se proprio dobbiamo fare il melò o il drammone zombesco allora ti consiglio di dare un’occhio alla serie che ho detto sopra (In the flesh, 3 episodi ancora da terminare) e potresti capire meglio il mio punto di vista.
        Grazie per il tempo che ti sei preso per leggere la mia rece!

        1. In The flesh è stupendo. Appena vedo l’ultimo episodio, ci scrivo qualcosa, perché mi ha davvero impressionato

  11. Ho recuperato solo la prima, orribile ed indegna, stagione.. E’ come dice Lucia, chi sta lal comando pensa che lo spettatore sia un emerito idiota cui può far vedere qualsiasi cosa certo che non troverà nulla da ridire!
    A programmi come questo si dovrebbe dire: “no grazie”! Lucia, il tuo commento è magnifico; apprezzo molto le tue spiegazioni dettagliate.. 🙂

    PS: mo mi cerco questo “in the flesh” 🙂

    1. Però ti posso assicurare che i primi tre episodi della prima stagione mi son piaciuti. Erano girati molto bene, avevano dalla loro una certa carica di novità. Poi è stato tutto un declinare…

  12. Ho sentito che qui si poteva finalmente parlar male di una serie noiosa e sono subito corso a vedere.

    1. Sì, qui TWD non è molto ben visto 😀

  13. Fiero di essere un idiota allora 🙂 io personalmente preferisco dire no grazie a Don matteo, i cesaroni, grandi fratelli vari e NCIS….

  14. Beefheart · · Rispondi

    Concordo in pieno con Lucia e con chi è d’accordo con Lucia 🙂
    Premetto che sto per scrivere una cosa antipatica ma, francamente, è ciò che penso…
    TWD è un prodotto accattivante, potenzialmente devastante, ma effettivamente annacquato e disinnescato dal malcostume di sceneggiare per i semplici ed i pigri.
    Per spiegarmi meglio parto da due realtà oggettive:
    1- TWD parla di apocalisse zombie e non di bigodini e cucina macrobiotica, ne consegue che immagini e concetti non possono non essere estremi. Se in un contesto di zombie spappolati ti faccio vedere uno zombie spappolato, non sono coraggioso, ne particolarmente bravo; semplicemente faccio il minimo che mi è richiesto e che ti è dovuto.
    2- La sceneggiatura è satura di buchi, incongruenze, forzature, minchiate.
    Ciò detto, appurato che le cosiddette scelte “coraggiose” sono, in realtà, il minimo sindacale, e che il prodotto è quello che è, non rimane che chiedersi come mai le cose, serietelevisivamente parlando, dai e dai, finiscono sempre col prendere la stessa piega di declino.
    La risposta è il mercato. Purtroppo oggi come oggi il target, la vera ragion d’essere, di quasi tutti i prodotti artistico-intrattenitivi è il ritorno economico. E l’unico ambito dove racimolare questo ritorno economico è il grande bacino d’utenza, il grande pubblico. Grande pubblico che in larghissima parte è composto da semplici o pigri; persone che non possono o non vogliono avere a che fare con niente di più impegnativo di uno sbadiglio. Persone che, beati loro, riescono con spiazzante disinvoltura a rinunciare alla credibilità, alla verosimiglianza, come il più ingenuo e soave dei bimbi. Conosco molte di queste persone, che nella vita quotidiana sono assolutamente stimabili, e che ti dicono chiaro e tondo: “chi se ne frega se la sceneggiatura fa pena, a me piace! D’altra parte ho già tanti di quei pensieri che almeno davanti alla tv voglio spegnere il cervello…”
    …Questo gli autori, i produttori, gli sceneggiatori, lo sanno fin troppo bene e quindi si attrezzano per mungere la vacca il più possibile dando al pubblico ciò che il pubblico chiede (quantità) e sacrificando ciò che il pubblico rifugge (qualità).
    Paradossalmente TWD ha avuto la sfiga di nascere come buon prodotto, il chè ha portato successo, il chè ha portato alla spremitura commerciale. Peccato, sarebbe stato meglio farla breve concentrando le energie produttive in una storia corta ma ben congegnata, anzichè dissiparle in mille mila puntate farlocche.

    P.S: sono il solo che trova goffissimo il governatore???

    1. No, lo trovo molto molto goffo anche io.
      Sul discorso a proposito delle serie, hai perfettamente ragione e infatti a mio parere la formula ideale è quella di American Horror Story, che cambia vicenda a ogni stagione e non rischia l’annacquamento.

  15. Pensavo di scrivere una recensione su TWD ma leggendo la tua potrei fare un copia e incolla, mi trovi totalmente d’accordo, il mio lato garantista è del tutto morto e non ha intenzione di ritornare in vita, questa stagione è stata definitiva.
    Come già ci siamo detti si salva proprio Merle a cui si doveva affidare il 50% degli episodi. Ma poi perché mai gli sceneggiatori non hanno fedelmente seguito il fumetto, evitando invece di creare una soap opera?
    Non avrebbero dovuto sforzarsi più di tanto e forse (FORSE) ne usciva un prodotto degno di memoria.

    1. No, ma scrivila la recensione perché più siamo a scassare questa serie meglio è 😀
      Seguire il fumetto per un prodotto televisivo non era una cosa proponibile: troppo cattivo, violento e spietato.
      Certo che lo scempio che ne hanno fatto è assolutamente privo di qualunque giustificazione. E gli sceneggiatori dovrebbero vergognarsi di essere nati.

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