Mama

Mama Poster

Regia – Andrés Muschetti (2013)

Tutto parte da questo cortometraggio, scritto e diretto nel 2008 da Muschetti. Del Toro lo vede, se ne innamora e decide di produrne un film, affidando regia e sceneggiatura allo stesso Muschetti.
Del Toro è (quasi) sempre una garanzia e se ogni tanto toppa clamorosamente come produttore (Splice, Don’t be Afraid of the Dark), ci ha anche regalato un paio di perle come The Orphanange e Los Ojos de Julia.
Nel caso di Mama tutta la faccenda è di difficile valutazione: il film ha delle intuizioni brillanti, una regia potente, soprattutto quando si tratta di muovere la macchina da presa nell’ambiente ristretto della casa dove si svolge la vicenda, un’idea di fondo intrigante, anche se non sfruttata a dovere, e può contare su un ottimo cast, capitanato dalla splendida Jessica Chastain, che qualcuno ci dica dove l’avevano tenuta nascosta fino a questo momento. Pulizia e rigore nella messa in scena, fotografia dai colori caldi, musiche sinistre quanto basta di Fernando Velàzquez e anche un gusto interessante per le scenografie.
E allora che cosa c’è che non va?

Partiamo dalla trama, cercando di farvela breve, che io detesto i riassunti. Un uomo d’affari andato in rovina strangola la moglie e rapisce le sue due bambine, Victoria di tre anni e Lily di uno. Le porta in una capanna nel bosco dove ha intenzione di ucciderle per poi suicidarsi. Lì, una misteriosa presenza lo aggredisce prima che possa sparare alla figlia più grande. Il papà sparisce dalla circolazione e le due bambine rimangono da sole.
Cinque anni dopo, vengono ritrovate da una spedizione di soccorso finanziata dal fratello gemello del padre, Lucas. Lily e Victoria sono sopravvissute, ma sono due piccole selvagge che camminano a quattro zampe e si comportano come bestioline. Lucas e la sua compagna Annabel (la nostra Jessica) ottengono la custodia delle bambine, aiutate dallo psichiatra che sta studiando il loro caso.
In una serie di sedute con Victoria, lo psichiatra scopre che lei e Lily sono state protette e nutrite da un’entità che chiamano Mama e che pare le abbia seguite anche adesso che sono state affidate a una famiglia vera. Quando Lucas cade dalle scale e viene ricoverato all’ospedale, Annabel, che ha l’istinto materno di uno scarabeo stercoraro, resta da sola con Lily e Victoria. E cominciano i guai seri, perché Mama è gelosa e vuole averle tutte per sé.
Mama 1Questo lo scheletro della storia che però è più ingarbugliata, e anche un po’ confusa, di quanto potrebbe sembrare. La sceneggiatura, a firma dello stesso Muschetti, di Barbara Muschetti e di Neil Cross, va a pescare negli stereotipi più triti della ghost story tradizionale
Abbiamo uno spettro dal tragico passato, una sotto trama investigativa che va a scavare in questo passato e che è di una noia mortale, un’ulteriore traccia narrativa a base di beghe legali per l’affidamento con tanto di zia materna cattivissima e ricca che si vuol portare via le  bambine, una donna sola che deve confrontarsi con l’educazione di due piccoli esserini spaventati e traumatizzati, per cui rinuncia alla sua carriera musicale e alla sua libertà personale e non si sa perché, dato che la vediamo all’inizio del film ringraziare in ginocchio Dio perché il suo test di gravidanza è negativo. Salvo poi trasformarsi nella madre modello in un battito di ciglia, pronta a rischiare la propria vita per salvare e accudire Lily e Victoria. Il tutto narrato senza il minimo approfondimento del personaggio, così tanto per. Si sa che noi donne, di fronte ai frugoletti, ci rincoglioniamo all’istante.
Funziona molto bene, invece, il rapporto tra le due bambine e la misteriosa entità Mama, soprattutto quando Muschetti ce lo mostra attraverso gli sguardi e le reazioni della più piccola, Lily, quella che a Mama è più legata perché altro nella vita non ha conosciuto, a differenza di Victoria che invece conserva ancora il ricordo dei genitori e l’uso della parola.
Da questo punto di vista ci sono delle sequenze molto ben dirette, come quella in cui vediamo Lily giocare nella sua stanza, apparentemente da sola, in un campo lungo che ci mostra la porta e il corridoio. E un’ombra informe stampata sulla parete. Suggestivo, tenero e pauroso allo stesso tempo.
Come dicevamo all’inizio, Mama è un film che vive di queste intuizioni e che se avesse seguito la strada del non far vedere troppo, di lasciare la figura di Mama avvolta nel dubbio, di renderla una presenza fuggevole e ambigua, forse sarebbe diventato un piccolo gioiello horror. E invece Muschetti sceglie la strada più banale: quella dello sbalzo di volume, del salto sulla sedia citofonato quaranta minuti prima e dell’apparizione improvvisa.
In una CGI che giuro mai visto niente di peggio in tutta la mia vita. E io di brutta CGI ne ho vista tanta.
MamaCGI che invade tutto il campo, che da un certo punto in poi deflagra in un finale da non riuscire a credere ai propri occhi e che, sul piano narrativo, sarebbe un vero colpo da maestro se non fosse rovinato da questi effetti speciali dozzinali, che azzoppano la sospensione dell’incredulità e fanno schiantare il film contro il muro di gomma del ridicolo involontario. Vedere per credere.
Sembra che le moderne ghost story non possano fare a meno di questi spettri computerizzati incapaci di far paura a chicchessia. Ed è un peccato, perché quando Muschetti si limita a farcela intravedere, Mama spaventa sul serio. Quando è solo una figura nera e indistinta alle spalle della Chastain, o acquattata in un angolo della camera delle bambine, il brivido di inquietudine ci sale lungo la schiena. Ma poi eccola in campo, in tutto il suo splendore, una specie di spaventapasseri dai capelli fluttuanti e dal muso allungato neanche fosse un cavallo. E poi, abbiate la pietà di smetterla di alzare a palla i decibel ogni volta che questo cavolo di fantasma fa tanto di muoversi. A parte il riflesso condizionato del sussulto e qualche timpano che se ne va alla malora, non ottenete altro effetto.
Mama 3Mama è costato 15 milioni di dollari. Non è quindi un problema legato al budget che sì non è stellare, ma con i mezzi a disposizione oggi permette di realizzare qualcosa di più che un ridicolo equino coi capelli al vento. Il problema sta nel fatto che la ghost story è un genere che vive di sottigliezze e si basa su ciò che non è visibile. Non puoi buttare in caciara una ghost story, annegarla nel rumore e nel fracasso, perché una volta che hai urlato, io posso reagire al primo urlo. Ma già al secondo sono assuefatta e smetto di seguirti.
Per questo un film come Sinister vale quindici Mama tutte insieme. Non mostrare troppo. E mai sforzarsi di essere chiari.

30 commenti

  1. narratore74 · · Rispondi

    Ok, guarderò questo film ma adesso, dopo la tua recensione, sento che partirò prevenuto.
    Ci vorrà un bel pò di volontà per non pensare alle tue parole… 😉

    1. Ma sai, ognuno, quando guarda un film, sceglie di passare sopra certi dettagli. Io su alcune cose, nel cinema, soprattutto quello contemporaneo che ha davvero ogni possibilità dalla sua, non riesco proprio a transigere.
      E quando si tratta di storie di fantasmi così gridate, mi stufo subito 😀

  2. bradipo · · Rispondi

    Come quasi sempre succede sono d’accordo con te:secondo me è un film che visivamente è intrigante( a parte la creatura…non so come altro chiamarla) ma che non riesce ad elevarsi dalla media…diciamo una sufficienza stiracchiata perchè Muschetti con la cinepresa ci sa fare…

    1. Sì, Muschetti ha un ottimo gusto visivo. C’è una scena che esemplifica pregi e difetti del film: la Chastain nel corridoio con Mama alle spalle. Prima la vediamo come una forma confusa e ci fa paura. Subito dopo, ecco il fantasmino in cgi che fa booo! e ci si ammosciano gli attributi 😀

  3. A me, nonostante le due bimbe, ha convinto proprio poco…

    1. Eh sì, convince poco.
      Io ho salvato qualcosa perché Muschetti ha stile, secondo me. Ma non puoi usare quella cgi pietosa, non puoi spararmela a tutto campo. Ma che è?

  4. Giuseppe · · Rispondi

    E ci risiamo di nuovo 😦 Già, perchè non c’è miglior modo di rovinare una ghost-story che esibire il fantasma come maldestro effetto speciale fine a sè stesso -magari potenziato da dolby, dts, ecc.ecc.- con una CGI del cazzo oltretutto (le apparizioni per essere efficaci dovrebbero sempre e comunque essere dosate col contagocce, ovviamente anche in presenza di CGI di alto livello) …più che altro, visti i nomi coinvolti credevo che si potessero evitare scivoloni del genere.
    Nonostante tutto credo che lo vedrò, anche se l’idea di trovarmi davanti a una caduta di stile simile a quella del Boogeyman di Stephen Kay (film che funzionava bene, almeno fino al momento in cui si è deciso di rendere visibile la creatura in quella non eccelsa -nè indispensabile- maniera) smorza di un bel po’ il mio entusiasmo iniziale…

    1. Ecco, il paragone che fai con Boogeyman è abbastanza fedele alla realtà. L’effetto che fa il fantasma, o creatura, è similissimo.
      Ti fa cadere le braccia. Però in Boogeyman lo mostravano moooolto meno rispetto a questo Mama, dove per tutto il finale la presenza della mama del titolo è invadente e totalizzante.

  5. Helldorado · · Rispondi

    Me lo guarderò giusto per guardarmi Jessica col caschetto… 🙂

    1. Che è sempre un bel vedere 😀

  6. Porca miseria lo aspettavo sto film…

    1. Ma guardalo, che ne sai, magari io sono incazzosa e severa e a te invece piace 😉

      1. Ci penserò…

  7. Lord Dunsany · · Rispondi

    Mi puzzava di letame già dopo aver visto il trailer, aggiungiamoci che non amo i film con bambini protagonisti e la tua recensione molto precisa, ed il risultato è pronto! Me lo vedrò giusto se non ci sarà di meglio da guardare 🙂 I fantasmi che preferisco sono quelli dei film d’Oriente 😀

    1. In effetti è bruttarello, non tanto da meritarsi l’etichetta de lammerda, ma bruttarello sì.
      E ti assicuro che è un peccato.
      A me come fantasmi piacciono quelli del cinema classico americano, come gli invasati di Wise o the innocent di Clayton.
      Però sì, anche quelli orientali almeno fanno paura.

  8. Peccato, sembrava un gran bello spunto…. ma più nessuno legge Henry James o Le Fanu??

    1. Figurati…
      magari li leggono pure, ma se fai un film alla Henry James oggi ti spernacchiano dietro.

      1. Viviamo tempi molto volgari. Certo horror vuole dare tutto e subito, come nella pronografia…

  9. Me lo sono visto oggi. Le bambine, soprattutto la maggiore, sono eccezionali. Il resto del film è uno spreco dietro all’altro, perché parte a creare situazioni con grande potenziale, per poi smarrirsi nel nulla. Piuttosto che questo, io salvo Don’t be Afraid of the Dark. E Sinister resta insuperato, a lunghezze di distanza.

    1. Io rispetto a Don’t be Afraid of the Dark salvo questo, però stiamo più o meno allo stesso livello: un gran pasticcio in fase di sceneggiatura e qualche bella intuizione distrutta senza pietà-
      Sinister sì, è un altro livello.

  10. Che poi m’è parso che da certo cinema orientale prendesse pure qualche spunto, ma magari è stata solo una mia impressione. Ad ogni modo posso dire di averlo già dimenticato senza troppi problemi.

    1. Sì, l’iconografia dello spettro ha qualche punto in comune col cinema orientale e anche qualche soluzione della regia di Muschetti.
      Però è vero, poi te lo dimentichi.

  11. L’ha ribloggato su OdeAlDisagioe ha commentato:
    Bell’articolo e bel blog:)

  12. Aspettavo l’uscita di Mama perché mi ispirava molto e il corto faceva ben sperare. Avevo in programma di andare lunedì ma, da quello che dici e dopo Sinister, mi sta passando la voglia… Ma andrò, comunque andrò 🙂

    1. Se vai, portati i tappi per le orecchie, che sparano i decibel come se non ci fosse un domani 😀
      Questo film è uno spreco.
      Dispiace veramente, mentre lo si guarda. Ci resti male…

      1. Hai ragione: ci si resta malissimo! Perché la prima mezz’ora, secondo me, ti fa subodorare il capolavoro. La prima mezz’ora ci regala una regia perfetta e dei personaggi a tutto tondo che restano impressi. Dopo tutto si annacqua. Ma la catastrofe avviene con l’apparizione di Madre. Un essere che trae ispirazione dai tanti fantasmi degli horror orientali ma che non riesce ad incutere né paura né pietà. Penosa! E sorvolo sui decibel…

        1. Non si capisce come abbiano fatto a rovinare tutto.
          La scena in cui la bambina più piccola gioca col lenzuolo, in camera, è da brividi, per come è strutturata e per come è girata.
          Perché poi devono mandare ogni cosa in vacca?

          1. Davvero, quella scena è capolavorosa! Come tutta la parte prima dell’apparizione di Mama. Dispiace un sacco.

  13. Visto questa sera, una favola gotica per teenager e cinefili alla buona, si poteva fare di più e meglio, ma il volemose bene ha colpito i vivi e i morti.
    Scriverò una recensione domani a mente fresca.

  14. brunello · · Rispondi

    A me il film è piaciuto,con riserva per il finale e per gli effetti un pò buttati lì.Ma è girato molto bene ,gli attori funzionano e il manico c’è….

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