Remake: Il punto della situazione

Evil Dead Remake

Ultimamente ho deciso di essere buona, di odiare di meno, di non lanciarmi subito a capofitto nelle invettive contro le brutte persone che rifanno i film con cui sono cresciuta e di valutare ogni cosa con un briciolo di lucidità. Perché, piaccia o meno, la pratica del remake è un dato di fatto a cui non si può sfuggire. Loro li girano, noi ce li dobbiamo tenere. Ed è anche dovuto, se ci si vuole occupare con qualche pretesa di serietà del genere, analizzare e comprendere il fenomeno e non liquidarlo con la semplice accusa di mancanza di idee, che non è sufficiente a spiegare un quello che è diventato ormai quasi l’unico approccio possibile, da parte delle produzioni più o meno grandi, non solo all’horror, ma al cinema non d’autore in toto. Anzi, non è proprio esatto anche quello che ho appena scritto: c’è l’esempio di Cane di Paglia a dimostrare come nessun film sia completamente immune dalla minaccia di un rifacimento. 

Facciamo un piccolo elenco: ci sono almeno una cinquantina di progetti in corso, tra remake, reboot e prequel. Alcuni saranno accantonati strada facendo, altri vedranno sessantacinque cambi di registi, ottocentoventisei stesure di sceneggiature una peggio dell’altra, prima di approdare al set, altri ancora piomberanno in sala a brevissimo.
Evil Dead, Carrie, Robocop sono quelli più prossimi. Il sequel in 3d di Non Aprite quella Porta è in sala proprio in questi giorni, mentre Oldboy di Spike Lee (sì, quello che non gli sta bene si usi la parola con la enne in un film ambientato in un’epoca in cui si usava proprio quella parola) è in dirittura d’arrivo e la sua uscita da noi è prevista per l’ottobre 2013.
Ma, a fianco di questi prodotti che ormai hanno visto la luce e da cui non c’è scampo né salvezza, esiste tutta una pletora di film annunciati, che non sappiamo ancora se saranno effettivamente mai girati, e che è divertente andare a spulciare: Alexandre Aja dovrebbe dirigere Pet Sematary; per il 2014 è previsto un rifacimento di Un Lupo Mannaro Americano a Londra, scritto dalla mirabile penna che ci ha deliziato con Number 23; la Universal si barcamena da anni col remake de La Bambola Assassina, in cui si dà solo per scontata la presenza di Brad Dourif; altre penne delizianti, quelle di Thor e di X-Men: First Class, ci stanno preparando un gioioso Starship Troopers, mentre Frank Marshall deve aver evidentemente deciso di uccidermi, dato che si vocifera ci sarà lui al timone de La Storia Infinita versione 2014.
Potrei andare avanti per ore. A rischio di remake ci sono anche, in ordine sparso, Akira (serie di film live action), Commando, Il Mostro della Laguna Nera, War Games, Il Giustiziere della Notte, Fuga da New York, Highlander e Arma Letale.
the birds

E ringraziate, qualunque essa sia, la divinità benevola o malevola in cui credete, perché l’annunciatissimo remake de Gli Uccelli di Hitchcock, prodotto dalla Platinum Dunes e diretto da Dennis Iliadis, si è arenato ormai dal lontano 2011. Il motivo? Le morti procurate dagli uccelli non sarebbero abbastanza cool. Parola di Bradley Fuller, che guardate di cosa è stato responsabile in carriera, così per farvi due risate.
Accanto a questi film in fase di sviluppo che immagino vi abbiano fatto venire più di un’orticaria, abbiamo anche un ritorno al concetto di remake “d’autore”, nel senso che si chiamano dei registi blasonati per dare una patina rispettabile al tutto. Un esempio? Refn, accostato non a uno, bensì a due remake, quello de La Fuga di Logan (in preproduzione) e quello di Barbarella (ancora da stabilire se si farà o meno).
Ma non finisce qui, perché l’impressione generalizzata è quella che i progetti originali, nel cinema americano contemporaneo, stiano diventando una merce sempre più rara.
Cerchiamo di entrare in un’ottica di idee diversa da quella della critica a ogni costo. Lo so che è difficile, ma facciamo un piccolo tentativo, tanto per non star sempre qui a frignare.
Partiamo dall’uscita nei cinema di Non Aprite quella Porta 3d: il film è costato 20 milioni di dollari e ne ha incassati 21 solo nel primo fine settimana di programmazione. Quindi ha coperto, in due giorni, i costi di produzione. E questo solo negli Stati Uniti.
Intorno a Evil Dead, di cui io agevolo il trailer all’arancia sanguinella (questa è di Giordano, non mia) c’è un senso di aspettativa che neanche l’arrivo del nuovo Messia.
Per non parlare di quello che si sta scatenando intorno a una prossima ventura installazione di Star Wars a firma J.J. Abrams.
Zombieland che già faceva schifo di suo, sta per diventare una serie televisiva e tutti applaudono.
Stanno già mettendo in cantiere un sequel di Sinister, mentre pare sia quasi pronto quello di Insidious.
Insomma, se i fan chiedono di andare al cinema a vedere sempre la stessa storia, perché non accontentarli?

Non richiamerete mica Adrien Brody?

Non richiamerete mica Adrien Brody?

All’interno di una crisi devastante, com’è quella che sta vivendo il cinema mondiale in questo periodo storico, l’industria cinematografica è obbligata  a incassare il più possibile. Se il pubblico chiede sequel, remake, riproposizioni all’infinito di saghe di supereroi, reboot e franchise, se sono quelli i film che portano la gente a pagare il biglietto, è evidente che si continuerà, per molti anni, a investire sempre più in questo senso. E a dare sempre meno spazio a progetti a rischio.
Perché, se il film d’autore avrà sempre la sua nicchia di prestigio in cui rifugiarsi, e se il grande cinema hollywoodiano potrà contare, in qualunque momento, su due o tre titoli di forte presa (gli incassi di Zero Dark Thirty sono stati ottimi, così come quelli di Lincoln), è il cinema di genere a farne maggiormente le spese e a pagare il prezzo di una situazione che sta sfiorando il dramma. Horror, fantascienza, fantasy, action, sono i settori che, più di tutti gli altri, sono sottoposti al termometro del pubblico, nascono ed esistono in funzione del pubblico. E sono costruiti a immagine e somiglianza del loro pubblico.
Un pubblico che è stato educato e forgiato dalla serializzazione televisiva esportata su grande schermo. Pensate a Saw e alla sua sterminata serie di seguiti. Pensate a Michael Bay e al suo ruolo, non tanto di regista, quanto di produttore.
Se vogliamo vedere film adulti, di registi competenti e non tenuti alla catena dal guardiano di turno, dobbiamo rivolgerci al cinema più indipendente. E dobbiamo rassegnarci alla sparizione di questo cinema dalle sale cinematografiche.
robocop 2013Forse è per questo che un film che solo dieci anni fa avrei liquidato con un pernacchione, come Sinister, è stato in grado di suscitare in me una reazione positiva: non è un direct to dvd, non è girato con tre lire in digitale, non è esclusivamente rivolto alla cerchia sempre più ristretta (quasi una setta) degli appassionati.
E va sempre ricordato che sono queste eccezioni a mantenere in vita il circuito intorno a cui gravitano i vari McKee o West. I film più commerciali alimentano quelli che è rischioso produrre, quelli che non si sa se andranno a coprire i costi o finiranno in perdita. E basta dare un’occhiata agli incassi di The Innkeepers o di Triangle, tanto per fare un paio di esempi, per capire che con un certo tipo di opere, andarci a rimettere è quasi matematico.
Questo non significa accogliere a braccia aperte tutti i remake più atroci e osceni, ma solo fotografare la realtà senza troppi piagnistei.
Che sì, c’è mancanza di idee, c’è il vuoto da entrambi i lati dello schermo, ma non è il rifacimento in sé il problema. Come al solito, il problema è il modo. E tuttavia, se questo modo è costantemente premiato da un ritorno economico, forse dovremmo cominciare a porci domande più complesse su chi siano veramente gli appassionati di cinema di genere. E non credo che ci piacerebbero più di tanto le risposte.

37 commenti

  1. io però non credo che sia il pubblico,questa fantomatica entità, a dettare le leggi di mercato,ma sempre i produttori
    Se ti occupo,con la scusa che la gente vuole vedere quello,sette sale su dieci- come capita nel mio multisala-della pellicola di salemme,siani,o del remake der kazoo è chiaro che la mandria andrà in quella direzione. Se ricopro facebook,i giornali,le radio,della pubblicità del mio prodotto è chiaro che la mandria andrà da quella parte
    Se decidiamo per mille ragioni che deve andar di moda una cosa,vedi che ti ritrovi la mandria che ti segue eh.
    Che poi lo stesso discorso lo puoi usare per tante altre cose,l’educazione alla semplificazione seriale , del piattume che razzisticamente tanti dicono televisivo,ma in tv talora si vedono anche cose di spessore,però si…dai televisivo.
    Lo noti anche guardando le nostre commedie,ieri sera stavo rivedendo un vecchio film di monicelli con sordi e poi un pezzettino di benvenuti al sud,capisci ..il secondo non è cinema.
    La gente si è abituata al conformismo rassicurante del prodotto che precede il tg.
    Per me è tutto collegato a un discorso di educazione delle masse,(dando anche l’illusione che siamo individui liberi ecc..).un voler imbruttirci con la merda riscaldata,cucinata con tante spezie e via a mangiare
    Bruttissimo che si scelga di vedere un piranha 3dd e non the inkeepers eh.Anche perchè io non sottovaluto l’intrattenimento caciarone e fine a sè stesso,perchè abitua i ragazzini a vedere quella roba,ad abituarsi.
    Ecco,se permetti, va bene dire : è così,incassa quindi….Però almeno noi che scriviamo sui blogs o in maniera indipendente sui mezzi di comunicazione:rompiamo a loro i coglioni e anche tanto,sempre e comunque.Cioè,lottiamo e combattiamo per noi stessi,per quei tre su un milione che ci ascoltano,vabbè.. lo so è tempo sprecato,ma io ne ho tanto e non mi voglio assolutamente mai e poi mai e poi mai abituare.
    D’altronde come dice giustamente Silvestri,mi taglino la lingua,tanto canto anche a bocca chiusa

    scusa per il comizio,ma è quello che penso eh ^_^

    ti posso augurare buon 8 marzo?Per tutto l’anno

    1. Sai, io credo che oggi, con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione, scegliere sia molto facile.
      Il punto è che il fan è una razza abbastanza infame, che vuole vedere e rivedere i propri beniamini fino alla morte.
      La ripetitività è insita nel genere, è vero, ma mai come in questo periodo e mai a questi livelli.
      Io non mi sento di incolpare più di tanto chi produce queste cose, sarebbe anche ora che il pubblico cominci a venire responsabilizzato e non sempre considerato massa bovina.

      1. giusto responsabilizzarlo,come dar coscienza di sè in altri campi,però io son parzialmente convinto- tenendo conto anche dei margini di errore che si fanno- che sta responsabilità non caschi dal cielo. Si,io me la son creata da solo,ma grazie al cippirimerlo ,ho vissuto con una zia che amava un certo tipo di letture e cinema e mi ha educato a un certo modo di vedere le cose,ma non sempre è così.
        L’educazione è la madre della responsabilizzazione,il pubblico smetterà di essere fans idiota se potesse davvero aver il potere della scelta ,ragionata e appunto responsabile,non essere solo la parte finale.
        Insomma mica si educano da soli i bambini no?

        1. Sì, ma io sono sempre più convinta che esista un cinema di merda per un pubblico di merda che incassa e che serve a finanziare opere più di nicchia per un altro tipo di pubblico.
          E quindi va bene. Ognuno si tenga ciò che preferisce. Se poi ogni tanto capita che esca anche il blockbuster decente, tanto meglio.

          1. ah,certo!Su questo punto concordo:il pubblico di merda che vuole film di merda è una composizione trasversale sociale che ha buon numeri dalle nostre parti.
            Vorrei però salvare il ragazzino che si avvicina a piranha 3dd, maddo se mi ha fatto incazzare quel film,e dargli la possibilità di veder anche altro
            Mi son diplomato maestro elementare,che vuoi farci ho il pallino del rieducare ^_^

            per il resto concordo:due isole diverse

  2. Non è esattamente un omaggio per questo giorno, ma aggiungo tra le scelleratezze, la notizia (prego ogni giorno che sia un fake) di un progetto di remake di (udite udite) 2001 Odissea nello spazio a opera (orrore orrore) Michael Bay. Immagino che tenterà di inserirci un monolite-transformer e qualche sparatoria alla John Woo sulla Discovery. Raccapriccio.

    1. Si tratta quasi sicuramente di un fake, possiamo tranquillizzarci. Non accadrà mai, anche perché sarebbe un progetto economicamente fallimentare in partenza.
      Almeno spero…

      1. Suona troppo blasfemo!

        1. è un fake,lo hanno svelato

    2. Pare fosse uno scherzo di pessimo gusto. In ogni caso ho vissuto attimi di vero terrore.

  3. No. Tutto ma non rifate Un lupo mannaro americano a Londra!

    1. Non andrà mai in porto, vedrai 🙂

  4. Helldorado · · Rispondi

    Che realtà desolante…il post la fotografa in pieno, ottima analisi Lu.

    1. Grazie Max! 🙂
      Non so se sia sempre stato così o meno, forse filtriamo solo attraverso la nostalgia…Non saprei dire.

  5. Come sai, odio profondamente il remake per due motivi che hai già citato: mancanza di idee e debolezza mentale del pubblico.
    Cerco sempre di non fare di tutta l’erba un fascio e di distinguere il bene dal male e quindi, a priori non si può parlare di cacca avendone solo annusato l’odore. Ma se puzza di cacca, probabilmente è proprio cacca.
    L’unico remake che degnerò di sguardo sarà quello de La Casa, ma solo perché dietro c’è ancora Raimi e quindi magari, ci grazierà con qualche buona nuova? Speriamo.
    L’unico, ad oggi, che per me è riuscito a rifare un film meglio dell’originale è stato Haneke col suo Funny Games. Ma, pensa un pò, era suo anche l’originale 😉
    Finché la gente paga per mangiare minestre riscaldate non andremo mai fuori da questo circolo vizioso. Le major non possono permettersi di perdere lo staus quo e quindi la situazione rimarrà in stallo fino a quando il sistema crollerà su se stesso. Hanno dato l’Oscar come miglior film ad Argo che, splendido film percaritàdiddiomenevoglia, è una esplicita celebrazione di un cinema che non esiste più da 2000 anni o poco più… se non è un segnale questo! L’apocalisse è vicina 😉

    1. Sai, per un’appassionata di cinema classico come me, Argo è una boccata d’ossigeno. Celebra il cinema, ma lo fa anche usando un linguaggio moderno. Poi lo sai, per me è il miglior film del 2012, quindi per una volta concordo con l’Academy.
      Per quanto riguarda il problema remake, seguiti e reboot e chi più ne ha più ne metta, le major devono sopravvivere.
      Ed è giusto che sopravvivano, perché i soldi stanno lì. Spariscono loro, sparisce tutto, in una reazione a catena.
      La Fox, per esempio, con le sue diramazoni Searchlight e Atomic, gestisce filmonzi da grande pubblico, alternandoli a quelli indipendenti,

  6. Marshall che dirige La Storia Infinita?
    Mi sto sentendo male. 😦

    1. Non Neil, eh…
      Frank Marshall!

  7. Desolante… ma giusto. Hai fatto una buona analisi della situazione, brava. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    1. Grazie Gianluca! *O*
      Io spero solo che tutti questi film ad alto incasso portino a investire in futuro su progetti più interessanti.
      Forse è una speranza vana…

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Io spero che ne rimangano abbastanza in grado di ricordarsi ancora quanto possano esistere progetti interessanti -e non circoscritti prevalentemente al circuito indipendente- da agganciare all’ incasso sicuro di questi remake/reboot/prequel “ad libitum” …solo che per ora la situazione è esattamente come la descrivi, e il pubblico da accontentare continua ad aver ben poco in comune con quello degli appassionati veri e propri (non necessariamente gggiovani, e comunque un ragazzino con la roba che gli propinano oggi non si può avvicinare nemmeno al semplice concetto di passione per il genere) 😦
        P.S. Io penso che Bay avrebbe potuto pure andare bene per 2001…sì, nella parte del tapiro 😉

        1. O nella parte di una delle scimmie 😀
          Però il ragazzino ha a disposizione tutti gli strumenti che vuole per vedere altro.
          E’ questo il punto, secondo me. Lo sanno tutti che non esiste solo quello, ma continuano a chiedere solo quello.

  8. C’è anche un altro fattore che secondo me incoraggia a girare remake. I film “originali” hanno una buona idea, hanno avuto un buon successo ma… le generazioni odierne non li guardano perché sono “vecchi”. Quindi si prende l’idea, il concetto, lo si attualizza per servirlo bello riconfezionato ai ragazzi che non guardano nulla che sia stato girato prima degli anni ’90. Parlo di una parte di pubblico, ovviamente.

    1. Certo. La memoria cinematografica delle nuove generazioni non arriva a 20 anni fa.
      E quindi è molto facile rifare un film che sai avere una bella idea di fondo e “attualizzarlo” per un pubblico di ragazzini,.
      Che poi, e anche questo andrebbe analizzato, sembra che l’unico pubblico possibile siano i ggggiovani.
      Il resto del mondo non esiste.

      1. Appunto. Che poi, diciamocelo, vedere film che alcuni definiscono “vecchi” ha il suo senso. Ne dico uno a caso, che se venisse girato oggi non avrebbe lo stesso impatto (al di là del gusto personale): La Vita è Meravigliosa. È perfetto così, non sa di vecchio, ricalca divinamente la società americana dell’epoca. Cosa servirebbe rifarlo? A nulla.

        1. Ma perché i film “vecchi” ricalcano il contesto in cui sono stati girati e giudicarli con parametri moderni è assurdo.
          E anche attualizzarli, perché sono storie nate e cresciute in un determinato momento storico.
          E questo discorso quante volte lo abbiamo fatto anche in Base?

          1. Io per dire devo ancora comprendere il senso del remake di Nightmare, perfetto nel periodo in cui era ambientato. Rigirarlo, ha reso solo il personaggio una macchietta da telefilm (nonostante l’attore a me piaccia)

          2. Eh,ma Micheal Bay non ne azzecca una neanche per sbaglio.
            In quel film non c’è una cosa che si salvi. Il povero attore, che piace tanto anche a me, sepolto sotto tutta quella CGI fa tenerezza.

  9. Solitamente sono tra quelli che i remake li odiano a prescindere.
    Tuttavia, siccome pare appunto che in futuro ci aspetteranno al 90% quelli, sto cominciando anch’io ad ingoiare rospi e a guardarli per mancanza di altre cose migliori distribuite nelle sale cinematografiche. E alcuni non sono nemmeno malaccio, vedi Fright Night o Blood Story (fermo restando che gli originali sputano loro addosso!), però mette sempre tristezza vedere come il genere stia cannibalizzando sé stesso.
    Adesso spuntano Carrie e La Casa. Non riesco a trovare un termine di paragone, è come se decidessero di rigirare Arancia Meccanica o il citato 2001 Odissea nello spazio, appunto. Parliamo di due film che il tempo non ha fatto invecchiare, che erano perfetti così, che non necessitavano di essere “spiegati” al pubblico americano per differenze di cultura o simili, quindi non capisco davvero perché ci si sia imbarcati in quest’impresa.
    Che dire, cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno: spero che i remake invoglino le nuove generazioni a recuperare ed apprezzare gli oldies, altrimenti ci infiliamo nel pessimismo cosmico e non ne usciamo più.

  10. Intanto ti prego di non togliermi il piacere personale che ho nel
    perceperire il tuo odio, ne sarei afflitto.
    Leggendo l’elenco dei remake ho avuto problemi tachicardici arrivato a : Fuga da Los Angeles, Commando (e chi ci mettono al posto di Arnold?)
    Il giustiziere della notte (follia…) , Highlander e Il mostro della laguna nera (niente
    remake dei classici anni 50/60 è male, è brutto ed è triste e affondo dicendo
    che la Guerra dei mondi e Ultimatum alla Terra remake erano orridi), il cuore
    si è fermato ad Arma Letale e su questo titolo noi dobbiamo fare qualcosa
    per impedire che nasca un remake di qualsiasi genere.

    Sul motivo dei remake, sono lapidale nascono dalla mancanza di idee , l’industria cinematografica
    vuole fare soldi , il copione conta poco purchè porti soldi, ah ci tengo a precisare la mancanza
    di idee non è solo degli sceneggiatori ma anche del pubblico che vive in un torpore 3D pieno
    di luci, suoni e fighette tettone, il resto è solo silenzio (và che poetico…).

    p.s.
    Perchè Zombieland non ti è piaciuto, è divertente, cattivo, sarcastico e ci sono i twinkie!

    1. Zombieland non mi piace perché è un film di una superficialità imbarazzante, ma spacciata per ironia sagace.
      E’ come se gli sceneggiatori e il regista avessero preso Shaun of the Dead, lo avessero svuotato da tutto e ne avessero fatto una versione grossolana e disneyana, per tutta la famiglia.
      E’ uno di quei film che ha il potere di irritarmi ogni volta che ne vedo anche una sola scena 😀

  11. oh,voglio darti una bellissima notizia,pronta?
    Faranno il remake di Poltergeist ….anche questo è andato.

  12. A me i remake non dispiacciono. Ovviamente un remake è anche (e prima di tutto) un film che deve comunque camminare con le proprie gambe, perciò non basta il suo essere remake a procurarmi un non-dispiacere. A parte questo, come dicevo, i remake non mi dispiacciono: primo perché, almeno per quanto riguarda me, non vanno ad intaccare quella vasta gamma di sensazioni che scaturiscono dal ricordo dell’originale (che comunque è sempre lì dove l’avevo lasciato l’ultima volta); secondo perché mi diverte constatare le possibili riletture di un classico in tempi diversi e fatte da mani (o da piedi, a seconda dei casi) diverse. D’altronde capita che l’originalità si celi proprio dietro a un remake, così come non è raro che il già visto emerga prepotentemente da opere originali, che poi a ben vedere di originale hanno solo il nome degli attori. Tra l’altro, per quanto la media dei remake sia cresciuta notevolmente negli ultimi anni, non mi pare che il quadro sia ancora così tragico da dover correre ai ripari con le mani sul capo. Si trovano ancora opere più o meno originali, più o meno riuscite, più o meno in generale. A me almeno pare così, poi non so.

    1. Ma infatti io non mi sto lamentando dell’esistenza o dell’affollamento dei remake. Il senso del mio post era un po’ diverso: volevo dire che i remake alimentano semplicemente un’industria in crisi e che non se ne può fare a meno.
      Il problema, legato al remake, secondo me, è che intacca l’originale, nel senso che non è mai accaduto che un originale venisse riscoperto grazie al suo rifacimento. Semmai gli originali sono caduti nel dimenticatoio.

      1. Si, il senso del tuo post è chiaro, sono io che in effetti ho risposto agganciandomi anche ad alcuni commenti precedenti che davano, qualcuno più qualcuno meno, addosso alla pratica del remake. Per quanto riguarda la riscoperta dell’originale è una cosa che non può avvenire a livello di cinema in generale, che guarda inesorabilmente avanti e vive secondo le sue regole. Sta alla sensibilità del singolo decidere se andare a ripescare qualcosa che per lui valga la pena. Poi senti… se ancora oggi esiste qualcuno che non conosce Evil Dead o Carrie (tutti editi e ben distribuiti) beh… mi dispiace per lui, ma non vedo perché debba io privarmi del moderato piacere di assistere ad una rilettura di due opere immense come queste per paura che qualche pigro cinefilo dell’ultima ora si dimentichi che ci sono anche gli originali.
        Quello che invece tollero meno, tanto per divagare, sono le operazioni di restauro estremo tipo L’Esorcista versione integrale. O meglio le tollererei se poi non fosse più facile uscire a cena con Satana che trovare in DVD la versione originale. Ecco, passino le cover, ma i remix mi stanno un po’ sullo stomaco. Lo so che si tratta di un fenomeno alquanto circoscritto, ma voglio dire… è del film horror per eccellenza che stiamo parlando, possibile che non si trovi la versione originale, restaurata come si deve, anche nel negozietto dietro l’angolo? Dovrebbe crescere sugli alberi, io dico.

  13. Un filosofo diceva “A Frame keeps us captive”: c’è un sistema che ci circonda, e che ci piaccia o no condiziona i nostri gusti e le nostre scelte. Se tutto deve diventare fonte di profitto, allora per prima cosa deve diventare “Brand” destinato al maggior numero di persone possibile e per questo spesso – direi i produttori più che i registi – tendono a limare quello che magari è il seme di una novità che però appare ancora rozza e magari incompleta. Ecco allora che questi remake magari sono molto belli dal punto di vista della fotografia ed effetti (con le tecnologia che abbiamo oggi ci mancherebbe pure), ma che spesso sono “patinati” e senza un’anima.

    1. A volte sono anche girati di merda, però.
      Prendi un regista come Nispel che videoclippa e non sa fare altro. Pensa a Conan, e allo scempio che ne è stato fatto.
      Il linguaggio è talmente semplificato che non c’è più neanche sperimentazione a livello di regia.
      Per il resto sì, hai ragione, è un problema non creativo, ma commerciale.
      E io ripeto sempre, fino alla nausea che il cinema è prima di tutto un’industria e poi tutto il resto.

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