Upside Down

lammerda

Chi è Juan Solanas? Bella domanda. Da quel che si legge in giro è un regista e sceneggiatore argentino a cui, un bel giorno, hanno dato in mano una sessantina di milioni di dollari, evidentemente colpiti da una sceneggiatura così forte e ricca di spunti (o degli sputi che ci avrei tirato sopra io) che proprio non si poteva fare a meno di realizzare un filmone wannabe visionario e pieno di sentimento e commozione.
Upside Down è un prodotto di fantascienza solo nominalmente, e solo come ambientazione e contesto. Il che significa che lo si può definire con due semplici parole: devastante spreco.
La produzione franco-canadese si appiattisce su un modo tipicamente statunitense di svuotare il genere e svilirlo a misura di adolescenti che vogliono sedersi in sala e smaniare per le peripezie dell’eroe idealista che cambia il mondo (e sconfigge la forza di gravità) tramite l’amore. 
Adesso, io non ho nulla contro le storie d’amore. Mi piacciono le storie d’amore, anche quelle a lieto fine. Mi rassicurano. Lo sappiamo tutti benissimo che l’amore non vince manco per il cazzo su nulla, ma almeno al cinema ci possiamo credere per cinque minuti. Solo che vanno sapute scrivere. Non basta mettere in campo due bei musini che si scambiano sguardi languidi e casti bacetti al contrario per 100 minuti. E avere la faccia tosta di impostare tutta la narrazione su quello, buttando alle ortiche una delle idee più affascinanti degli ultimi anni e sacrificandola sull’altare del romance a ogni costo.
video-recensione-upside-down-13449Upside Down si svolge su due mondi gemelli a gravità opposta, il mondo di sopra e il mondo di sotto. Gli abitanti del mondo di sopra sono ricchi e sfruttano i poveracci del mondo di sotto. Passare da un mondo all’altro è quasi impossibile, perché si è sottoposti alla gravità del proprio mondo anche quando ci si trova a transitare nell’altro. Ci sono dei piccoli accorgimenti per poter stare per un tempo brevissimo dall’altra parte, ma si rischia, in pratica, di bruciare vivi, dato che la cosiddetta “materia inversa” che serve a non venir scaraventati verso l’alto, ha un periodo di resistenza bassissimo e va letteralmente a fuoco. Vietatissima qualsiasi interazione tra le genti che popolano i due mondi, pena l’arresto, o l’impiccagione, o non si capisce. Quelli di sotto sono buzzurri con le pezze al culo e infatti la fotografia è sempre blu. Quelli di sopra sono spocchiosi e razzisti, e infatti la fotografia è sempre ambra, con delle esplosioni di luce modalità ho visto la Madonna che invadono lo schermo da finestroni giganti piazzati per ogni dove.
Adam ed Eden (sì, non è colpa mia, rivolgetevi a Solanas) si conoscono da bambini. Adam è un abitante del mondo di sotto, Eden di quello di sopra. I due si innamorano e un tragico evento li separa. Egli la crede morta, ma ella è in realtà viva.
Adam riesce a ottenere un lavoro per mettere a punto una crema antirughe sperimentale (rivolgersi sempre a Solanas) in una grande multinazionale, la stessa in cui lavora Eden e che ha sede in un palazzone che attraversa entrambi i mondi.
Solo che il tragico evento di cui sopra ha fatto perdere a Eden la memoria e quando il povero Adam riesce a intrufolarsi nel mondo di sopra, facendo fumo dai vestiti, Eden non lo riconosce e lui ci resta di merda.
Ma lo sappiamo: l’amore vince su tutto. E figuriamoci se una piccola amnesia da botta in testa basta a fermare i tumultuosi sentimenti che legano i due.
Upside DownA fronte di un’estetica non del tutto disprezzabile (se non si tiene in considerazione il monocromatismo e la patina da videogioco), Upside Down soffre, e noi soffriamo con lui, di una mancanza di idee, in fase di sceneggiatura, che lascia sconvolti e attoniti. Perché frutto di  semplificazione estrema, di  riduzione ai concetti più banali e immediati, a partire però da una struttura che vorrebbe essere complessa e all’avanguardia. Ma puoi avere anche l’idea più stramba e originale del secolo. Se la sfrutti in questo modo, sei da prendere a bastonate fino a quando non chiedi pietà. E questo non perché io sia una purista del genere, tutt’altro. A me che un film abbia solo l’etichetta di fantascienza e poi si occupi d’altro non dà nessun fastidio.
Mi viene invece l’orticaria quando ci si vergogna della propria ambientazione fantascientifica e la si sporca in tutti i modi: tranquilli ragazzi, in realtà stiamo giocando con sfondi in CGI e gente a testa in giù. Ma questa è solo una storia d’amore. Potete vederla anche voi. Mica quei nerd rompicoglioni che pretendono addirittura una trama e dei personaggi muniti di spessore.
Una storia che in teoria dovrebbe parlare di un sentimento così grande da andare contro le leggi dell’uomo e dell’universo intero necessita di due protagonisti forti, prima di ogni altra cosa. Se Adam è il classico e stereotipato eroe romantico, idealista, positivo e buono in modo assurdo, Eden è carta velina. Non ha nessuna caratteristica che la distingua in qualche modo. Semplice oggetto di un amore all’insegna del perché sì. Si amano e basta. Non c’è nessun dialogo tra i due, nessun gesto, nessun momento che ci faccia comprendere la nascita e il consolidarsi di questo sentimento. Il loro primo incontro, da bambini, viene risolto in cinque secondi. E li ritroviamo subito adulti e già innamorati. Un rapporto che si subisce passivamente, che va accettato e basta, perché ehi, guardate quanto sono carini. Come ci si può non innamorare delle fossette di Kirsten Dunst o dell’aria da sfigato tenerissimo di Jim Sturgess?
Non si può proprio, signora mia. Bisogna essere dei veri insensibili per non sciogliersi in tanti sospironi.

Upside Down transworldE così il riscatto sociale di un intero pianeta, la perfida multinazionale che schiavizza i popoli, i bellissimi scenari, sia naturali che urbani in cui si svolge il film, tutto insomma, si trasforma in un mero pretesto per mettere la coppietta di piccioncini a confronto con la maggiore difficoltà possibile. Risolta in un nano secondo dalla forza dell’ammmore. Già, perché, come dice l’odiosa, insostenibile, da colpo in fronte immediato, voce fuori campo di Sturgess che ci fracassa le palle per un’ora e quaranta minuti, è l’amore che cambia il mondo. E straccia senza che venga fornita neanche una motivazione plausibile, le tre temibili leggi della gravità inversa, enunciate nel corso dei titoli di testa e ignorate bellamente a partire dalla prima scena del film.
Tanto è un’opera di fantasia, no?

38 commenti

    1. Io ne sono uscita a pezzi

      1. Che spreco però

        1. Un inutile e stupido spreco.

  1. il trailer lasciava ben sperare sulla rivisitazione delle tematiche sociali. Poi mi è bastato leggere “Sturgess” e “voce fuori campo” per capire che al cinema non gli ci vado.
    Mi piace come hai scritto la recensione, darò un’occhiata in giro 🙂

    1. Grazie!!! E benvenuto da queste parti, spero ti piaccia il posticino.

  2. Adam ed Eden?
    Tanto valeva chiamarli Barbie e Ken…:(
    È un po come fare una storia su due fratelli che combattono tra loro e chiamarli Kenshiro e Raoul!

    1. ahahahahaha
      Adam e Eden, sì.
      Non mi capacitavo. Ho ricontrollato anche più volte su imdb, magari avevo sentito male io.
      Si chiamano proprio Adam ed Eden

  3. Max_Headroom · · Rispondi

    Bella recensione, come sempre, del resto.
    Quindi, questo è il secondo film in cui la Dunst bacia un tizio a testa in giù?

    1. Pare che non le facciano fare altro 😀

  4. Sinceramente, a me nemmeno l’idea mi sembra buona o particolarmente accattivante. Quella dei due mondi intendo.
    Vabbé, circa l’amore a prima vista, che scaturisce da bambini, mi viene in mente Dante ragazzo che incontra Beatrice bambina… Ma quella è un’altra storia. 😄

    1. Ma a me non dispiaceva. Magari (e sì, mi ripeto come un’anziana), la davi a Tarsem e ti tirava fuori una bella cosetta.
      Il problema non è l’amore a prima vista, il problema è quando questo amore non viene in nessun modo motivato dalle caratteristiche dei due personaggi.
      Se non sono personaggi, ma figurine, il fatto che si amino deriva solo dai reciproci bei visetti.
      Quindi non c’è spessore.

  5. Basta Adam ed Eden a farmi desistere….

    1. Infatti avrei dovuto spegnere dopo cinque minuti, una volta appresi i nomi dei protagonisti.

  6. l’amore è più forte di tutto, ma non di Mike Tyson (cit guzzanti)

    ero tentato,perchè innamorato perso di Kristen,ma il tutto già dal trailer non mi convinceva e se non mi convince quello hai voglia. Peccato,perchè l’idea è bellissima,originale.

    ps:ho visto e recensito sul mio blog The Inkeepers. Mi ha ridato fiducia nel cinema,negli esseri umani,e anche nell’inter ^_^
    se ti va di leggerla e dire la tua,se ti va.. ^_^

    1. E’ merda purissima e senza possibilità di salvare neanche mezza cosa. Le poche caratteristiche estetiche pregevoli annegano in un mare di melassa pucciosa e io mi sento male.

      1. la colpa più grave è di aver dato lo stesso nome della nostra Dea ,cioè di quella macchina di mazzate che è la nostra Sinclair,a una tipa che pare uscita da trottolino amoroso e dudu dada ..
        Che oltraggio,c’è solo una Eden uè

  7. Giuseppe · · Rispondi

    L’idea di fondo effettivamente non mi sembrava male, ma a quanto hai scritto vedo che si è scelto di intraprendere ampiamente la strada della melensaggine sentimentale scambiata per sentimento (con la science fiction altamente depotenziata nel ridurla a semplice cornice del grande ammore…e quando c’è sto grande ammore a una cornice almeno decorosa poi chi ci bada più)…bah, mi sa che stavolta passo.
    P.S. Fossi Eden invece non gliela farei proprio passare liscia 😉

    1. Non se ne può più, dico solo questo, di questa gente che prende il genere (qualunque esso sia) e lo rovina col romance adolescenziale.
      Ha già fatto diventare moribondi fantasy e horror. Mancava solo la fantascienza.

  8. Menomale che ho letto la tua recensione, perché il trailer mi aveva anche incuriosito. Non ne posso più di amori posticci scritti senza talento ma con tanti dogmi del cavolo. Dici bene, si amano perché sì, ormai fanno tutto perché sì. Una motivazione, una ragione logica… macché, poi puzza di trama e la gente si innervosisce, che magari la deve capire o googolare il titolo per farselo spiegare. Due palle. Una cosa simile l’ho vissuta questa settimana riguardandomi – chissà poi perché – quella merda di Jumper, indigeribile.

    1. E pare che sia tutto così. Adesso è appena piombato nelle sale, o piomberà a breve, non ricordo, Beatiful Creatures.
      E poi toccherà al secondo capitolo di Hunger Games.
      E poi chissà quale altra vaccata.
      Perché non si possono lasciare soli i fan orfani di tuailait.
      Bisogna dargli in pasto nuovi amori posticci appiccicati col vinavil.

  9. Allora io il film non ho intenzione di vederlo, ho visto il trailer e mi ha dato noia e fastidio, quindi con la scusa della mancanza di tempo, preferisco vedere qualche Film di John Ford piuttosto che questo,tra l’altro l’idea “originale” dei due mondi contrapposti è stata da poco sfruttata proprio per quel corto animato che ti ho passato su faccialibro.
    Però una domanda te la devo fare, dimmi tre titoli di film romantici che ti sono piaciuti, sono troppo curioso! 🙂

    1. ahahahah!
      Allora, elenco presto fatto:
      Titanic (lo amo)
      I Ponti di Madison County (lacrime come se non ci fosse un domani)
      Mi sa che the eternal sunshine non conta, vero?
      Ci vuole qualcosa di più sputtanato e adolescenziale, tipo Pretty Woman?

      1. Ma qui ci vuole un espressione vernalcolare:
        Minchia! Non mi sarei mai aspettato cosi tanto romanticismo… Titanic!!!! Concordo sulla qualità dei titoli, cinematograficamente parlando: notevoli.
        Butto giù un titolo, da tagliarsi le vene: P.s. I love you (girato in parte in Irlanda…)

        .

        1. Vero! P.S. I Love you mi ha fatto piangere come se non ci fosse un domani

  10. Non osavo infatti vederlo, questo film…

    1. Io ho un coraggio da leone 😀

  11. Un classico, lo si capisce dal trailer: ottimo potenziale totalmente sprecato. Ormai di film così ne ho piene le scatole. Lo vedrò presto anche io, ma prima si va a vedere l’ultima fatica di Sam Raimi, che se sgarra vado a prenderlo a calci nel sedere.

    Ritornando a noi… sul serio, crema antirughe?

    1. Assolutamente, vai a vedere Oz, non pensare neanche di avvicinarti a questo scempio 😀
      Sì, crema antirughe che sconfigge le rughe sconfiggendo la legge di gravità

  12. LordDunsany · · Rispondi

    Io invece i film di ammmore non li tollero e più sono melassosi più li odio.. Mi sa che questi sono partiti dal bacio alla rovescia in Spiderman con la Dunst e ci han costruito sopra sta roba!
    Comunque ti sono debitore Lucia, mi era attivato con gli amici per andarlo a vedere al cinema DOMANI SERA!!! (Ovviamente speravo fosse more SF less love)! G – R – A – Z – I -E! Shifterò sul potente Oz 🙂

    1. Lo vedi, l’utilità sociale de Il giornodeglizombi! 😀

  13. Mi hai salvata! Stavo per andarlo a vedere. Ci ho creduto pure io 😦 Mi sembrava ci fossero tutti i presupposti per farne un buon film. Meno male ho titubato e poi ti o letta!

    1. Ho salvato un sacco di gente a quanto pare 😀 😀

  14. Magari “ti HO letta” ché la grammatica non è un’opinione! 😉

  15. E io che pensavo di andarlo a vedere… Grazie per il salvataggio in extremis!

    1. Sono felice quando scrivo questi post di pubblica utilità 😀

  16. Concordo in pieno! E penso che le categories del post, “cinema, merda”, siano quanto di più esplicativo ci sia al mondo!

    1. Cinema demmerda, infatti 😀

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