Cinema degli Abissi: Allarme Rosso

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Regia – Tony Scott (1995)

Facciamoci accompagnare nel profondo dell’Oceano dal tema scritto da Hans Zimmer per questo ennesimo filmone a firma di Tony Scott. Colonna sonora che vinse un Grammy,  che Zimmer stesso annovera, ancora oggi, tra le sue preferite e che mischia suoni elettronici e orchestrazione classica in maniera magistrale. Un po’ come fa Tony alla regia. Perché Allarme Rosso è forse il film più classico mai diretto da Scott, quello che sicuramente gli permetteva meno di fare il matto, obbligandolo in spazi ristretti. Sui set sospesi per riprodurre in maniera fedele il rollio di un sottomarino, era difficile piazzare diciotto macchine da presa. E infatti Tony si contiene e arriva a usarne solo quattro per volta.
Difficile individuare dei cattivi decenti nei film di guerra girati e ambientati a metà anni ’90. E così lo sceneggiatore Michael Schiffer si inventa un leader nazionalista russo che si impadronisce di una postazione di missili nucleari e minaccia di sforacchiare il mondo intero. Il comandante Frank Ramsay (Gene Hackman) viene mandato di pattuglia col suo bel sottomarino nucleare U.S.S Alabama. Come primo ufficiale, sceglie il giovane esperto di tattica militare, ma mai stato in combattimento, Ron Hunter (Denzel Washington). I due non si piacciono, sin dai primissimi minuti a bordo del sottomarino.
L’Alabama riceve l’ordine di sganciare i suoi missili sulla postazione russa, ma un attacco di un sottomarino nemico Akula, crea un guasto nelle comunicazioni e un messaggio arriva incompleto. Scoppia quindi un conflitto tra i due ufficiali: l’anziano comandante vorrebbe attaccare comunque, mentre Denzel (che ha sempre ragione per definizione) suggerisce di attendere che le comunicazioni vengano ripristinate, perché il secondo messaggio potrebbe annullare l’ordine. Ne segue un ammutinamento al cardiopalma, in cui sui due uomini al comando pesa la responsabilità di scatenare o evitare una guerra nucleare.
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Allarme Rosso (il titolo originale è Crimson Tide, in riferimento alla squadra di football dell’Università dell’Alabama) si apre con una scritta: “The three most powerful men in the world:
the President of the United States…
the President of the Russian Republic…
and…
the captain fo a U.S. nuclear missile submarine
“.
Già, perché (e il regolamento venne cambiato poco dopo le riprese) all’epoca stava al comandante del sottomarino la decisione di lanciare i missili, una volta ricevuto l’ordine di armarli. Al comandante e al suo primo ufficiale.
Per questo film, Scott e la produzione non ricevettero assistenza dalla marina: se volete rappresentare un ammutinamento a bordo, dovete sbrigarvela da soli. L’immersione del sommergibile è “rubata” da Scott con la macchina in spalla a bordo di un elicottero e alcuni dettagli dell’Alabama non sono né accurati, né veritieri (per esempio i sonar), ma interessa fino a un certo punto.
La conversazione a tavola su L’Arte della Guerra, fu riscritta all’ultimo istante, con lo sceneggiatore che dettava le linee di dialogo per telefono a Bruckheimer. A essere lì, c’era da farsi un sacco di risate.

Ci sono svariati motivi per cui ritengo Allarme Rosso un grandissimo film, e per cui lo preferisco anche ad altri suoi colleghi più noti.
Il primo è che Scott evita come la peste qualsiasi forma di retorica. Allarme Rosso è un film asciutto e tesissimo, che si basa sullo scontro tra due forti personalità e non si schiera da nessuna delle due parti. Entrambi potrebbero avere ragione, ed entrambi, a loro modo, hanno delle reazioni perfettamente giustificabili. Se la simpatia del pubblico può rivolgersi con più facilità al comandante in seconda, il vecchio Ramsey ha un atteggiamento forse superato, ma molto coerente, fino all’ultimo secondo. Non è un pazzo che vuole bombardare così tanto per. È un ufficiale esperto che si assume una responsabilità enorme e vuole portare a termine la missione assegnatagli.
Il secondo motivo è la regia di Tony Scott, che si mette lì e dimostra al mondo intero che, quando vuole, riesce a dirigere un robusto film tenendo gli spettatori avvinghiati con le unghie sulla poltrona, senza abusare dei suoi soliti filtri, delle sue solite esagerazioni, e rifuggendo qualsiasi tentazione videoclippara per girare con mano solida e ferma alcune splendide sequenze al cardiopalma. Quella dell’attacco del sottomarino Akula su tutte.
Il che non gli impedisce di divertirsi alla grande con i giochi di colore, tingendo ogni cosa di rosso, investendo i primissimi piani dei suoi personaggi con quei tagli di luce per cui abbiamo imparato a conoscerlo e ad amarlo alla follia.

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Il terzo motivo sono dei dialoghi scritti in maniera divina (zampino di Tarantino, non accreditato tra gli sceneggiatori, ma presente a dare una mano al suo amico). A parte quello, ormai storico, sui fumetti che scatena una rissa tra due marinai, ogni battibecco tra Washington e Hackman è memorabile. Vedere i due ufficiali che, a tre minuti da un probabile attacco nucleare, si mettono a disquisire di cavalli lipizzani, è impagabile.
La solita parata di meravigliosi caratteristi presente in ogni film di Tony, da Matt Craven a George Dzundza, passando per James Gandolfini, fino ad arrivare a un cameo di Jason Robards. Insomma, facce da Tony Scott come se piovesse, a fare da contorno allo scontro tra titani dei due personaggi principali, con Hackman che fa, come suo solito, il mostro e Denzel splendido, sfrontato e arrogante, ma giusto, perché Denzel è l’uomo giusto e basta.

Poi ci sono delle ragioni squisitamente affettive: una citazione quasi invisibile da I Guerrieri della Notte (Tony Scott ha sempre voluto girarne un remake), quando fa ballare all’equipaggio, poco dopo la partenza del sommergibile, questa canzone. Un’altra citazione, questa volta evidente, da Star Trek, nel dialogo tra Denzel Washington e l’addetto alla radio. La scena, all’alba, in cui il sottomarino si immerge, che ogni volta mi fa venire voglia di imbarcarmi e non mettere più piede sulla terraferma.
E, ultima cosa ma non meno importante, con questo film inizia una collaborazione che avrebbe segnato due carriere, quella di Scott e quella di Washington. Prima volta in cui i due lavorano insieme. Dopo Allarme Rosso, ci sarebbero stati altri quattro film in cui Denzel Washington avrebbe prestato volto e corpo agli eroi di Tony Scott. E assistere a questa pellicola, oggi, è un po’ come spiare l’inizio di una grande storia d’amore.

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Anche senza persiane

Vidi Allarme Rosso al cinema. Il mio primo Tony Scott su grande schermo. Neanche lo sapevo, all’epoca, che fosse lo stesso regista de L’Ultimo Boyscout. Poi, tornata a casa, ho collegato ed ecco l’epifania. Avevo scelto il mio fratello preferito.

Per altri film abissali, andate qui.

13 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Grande Lucy, questo mi è sempre piaciuto (anche se non ricordavo il titolo 😉 ), e mi hai fatto venire voglia di rivederlo…

    1. Tony non si smentisce mai 😉
      gli si vuole bene.

  2. L’ho rivisto di recente, tesissimo. E molto bello. E non vorrei sbagliare, ma Last Resort mi sembra che prenda le mosse proprio dal medesimo incipit, tanto per ribadire l’impatto del film. ^^

    1. Ti avevo risposto e WordPress si è mangiata il commento.
      Dicevo che questo film qui in Italia, per colpa del titolo, è spesso confuso e assimilato con Caccia a Ottobre Rosso. Strano, dato che sono diversissimi e, ambientazione sottomarina a parte, non condividono niente.
      Io Last Resort non l’ho visto. Ho letto le tue recensioni e ho visto una qualità calante di puntata in puntata. Allora ho pensato di soprassedere 😀

  3. secondo motivo è la regia di Tony Scott, che si mette lì e dimostra al mondo intero che, quando vuole, riesce a dirigere un robusto film tenendo gli spettatori avvinghiati con le unghie sulla poltrona, senza abusare dei suoi soliti filtri, delle sue solite esagerazioni, e rifuggendo qualsiasi tentazione videoclippara per girare con mano solida e ferma alcune splendide sequenze al cardiopalma.

    Esattamente anche a chi come me, e ti chiedo venia, non ha mai amato il suo stile ,questa pellicola e Nemico Pubblico, sono davvero ottimi.
    Poi se mi metti sweet home alabama dei miei amatissimi Lynyrd Skynyrd ti lovvo e basta.

    la mia classifica sui submarine movies

    1)K-19
    2)Caccia ad ottobre rosso
    3)Allarme Rosso
    4)maddo il film che hai recensito di David..dai quello di Pitch Black,vuoto di memoria
    5)U 96 di Petersem

    concordi ?Ti piacciono anche a te?

    1. Sì, sono sicuramente i film migliori. Quello a cui ti riferisci è Below.
      Però Das Boot di Petersen io lo metterei un pochino più in alto.

      1. si,si,effettivamente è un filmone della madonna.Al 4 perchè la Madre Russia nun se tocca ao!

  4. Lucia,ti ho lasciato una mail con un corto spagnolo che parla di Gesù e Giuda contro gli zombi, è una figata pazzesca. Fammi sapere se è piacuto anche a te,quando puoi ok?

    scusa per l’ot 🙂

  5. Mi sembra che Hans Zimmer riprenda questo tema, o almeno una parte, per quello di Pirati dei Caraibi

    1. Quel diavolo di uno Zimmer che ricicla i temi

      1. da 2:06 è molto simile… ma di pirati dei caraibi forse è meglio che non parliamo 😀 😀 Potrebbero uscire segrete ammirazioni per il primo e il quarto capitolo… forse non tanto segrete però

  6. Non sapevo che la marina avesse rifiutato di fornire qualsiasi consulenza a Tony, anche se penso che l’avrei dovuto immaginare da solo visto il tema scelto e come è stato messo in scena…con due grandi Hackman e Washington che si confrontano duramente -al di là di facili stereotipi militaristi- sulle ragioni dell’attacco e dell’attesa tanto che arriviamo a chiederci più di una volta che faremmo davvero noi, se fossimo al loro posto…

    1. E’ uno di quei thriller che ti tiene in tensione costante dall’inizio alla fine. Alcuni momenti sono davvero al cardiopalma e il confronto tra i due attori è epico.
      E poi i dialoghi sono sublimi 😉

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