1984: La Notte della Cometa

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Regia – Thom E. Eberhardt

“C’mon Hector, the MAC-10 submachine gun was practically designed for housewives”.

Mi sono accorta che in questo piccolo excursus sulla storia del genere, abbiamo parlato pochissimo di apocalisse, incrociandola appena di sfuggita nel post su Hardware. Night of the Comet è un prodotto che affronta il tema della fine del mondo in maniera piuttosto peculiare, preferendo i toni da commedia rispetto a quelli plumbei e disperati a cui il filone ci ha abituato. Non ne sono certissima, però credo che Ruben Fleischer abbia saccheggiato più di qualche spunto da questo film per il suo Zombieland, senza però riuscire a restituire l’atmosfera ironica e scanzonata di un B movie del 1984, girato con tre milioni di dollari uniti a una buona dose di intelligenza.

La Notte della Cometa ci racconta di due sorelle alle prese con un evento straordinario che ha cancellato l’uomo dalla faccia della terra. La notte del 13 dicembre, una cometa passa vicino al nostro mondo e riduce gli esseri umani a un mucchietto di polvere rossa. I pochissimi superstiti, che non si sono esposti direttamente alla cometa, si trasformano in zombie, mentre chi invece è rimasto protetto da uno strato d’acciaio, riesce a sopravvivere. Regina (Catherine Mary Stuart) e Samantha (Kelli Maroney) si ritrovano così quasi del tutto sole ad affrontare i pericoli di una Los Angeles post apocalittica infestata dagli zombi. Come se non bastasse, un gruppo di scienziati rinchiusi in un bunker, ha dimenticato di chiudere i condotti di areazione e adesso sta cercando di rallentare il processo di trasformazione, usando il sangue di chi è rimasto immune.

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Da un plot del genere, si potrebbe tirare fuori una storia cupa e drammatica. Due sorelle, il mondo che finisce, gli zombi, gli scienziati cattivi. E invece Eberhardt tira fuori una piccola perla piena di umorismo, all’insegna del divertimento spensierato, che mai scivola nel demenziale, ma mantiene per tutta la sua (breve) durata, un equilibrio sorprendente tra commedia adolescenziale e fantahorror, entrambi così tipicamente anni ’80 che i nostalgici che ancora non hanno messo le mani su questo adorabile gioiellino, si ritroveranno coi lucciconi agli occhi dopo appena un paio di minuti. Garantito.
Eberhardt, autore anche della sceneggiatura, imbastisce la sua storia basandola tutta sul rapporto tra le due sorelle. Un rapporto molto stretto e intenso, sebbene sia descritto con leggerezza. Ed è proprio la leggerezza la chiave di un film come La Notte della Cometa. Non stiamo parlando di spacconaggine fracassona. Parliamo invece di un’impostazione ironica, ma tenuta sempre sul filo di un’inquietudine sottile.
In una scena, Regina e Samantha si trovano sul tetto di un grattacielo a contemplare la loro città deserta. Il cielo è rosso, come la polvere che ricopre le strade e che è tutto ciò che hanno lasciato milioni di abitanti svaniti nel nulla. Le due ragazze hanno un piccolo litigio: “Mia sorella si scopa tutti i ragazzi che piacciono a me, e adesso si scopa anche l’ultimo ragazzo rimasto in una terra devastata” dice la più piccola alla più grande.
Ci si aspetterebbe un proseguimento a base di melodramma familiare. E invece, dopo qualche secondo di silenzio, le due si guardano un attimo negli occhi e scoppiano a ridere.  È un momento perfetto in cui la solitudine e la desolazione si mischiano a un affetto profondo. E non ci serve altro per capire i personaggi.
Cinque minuti dopo le vediamo entrare in un centro commerciale a provarsi i vestiti, sulle note di questa canzone.
Centro commerciale che non può mancare, non nel 1984 parlando di zombi e apocalisse. Ma Eberhardt non ha la presunzione di mettersi a giocare sullo stesso terreno di Romero e ce ne offre una versione molto meno angosciosa. Non potrebbe essere altrimenti, data la vitalità delle due protagoniste, la brillantezza dei dialoghi e le scelte musicali, che stanno a sottolineare, in ogni momento, la mancanza di pretenziosità della pellicola.

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Non uno splatter slapstick (le scene violente sono pochissime) e neanche un dozzinale sottoprodotto trash, La Notte della Cometa è un gradevolissimo film d’intrattenimento che non rinuncia a una propria poetica dell’apocalisse, filtrata attraverso la caparbietà sfrenata dei suoi personaggi, la loro voglia di vivere, sorridere e prendersi in giro anche in mezzo allo sfacelo. E tuttavia non c’è neanche traccia di sentimentalismo. Per questo funziona così bene. Guidato da un gusto per la battuta quasi surreale, pieno zeppo di citazioni prese di peso dal cinema di genere più impegnato e inserite in un contesto giocoso e un po’ folle, La Notte della Cometa ci racconta la fine del mondo in forma di sberleffo. Pochissimi film sono riusciti a farlo, senza cadere nel ridicolo o senza perdersi in una sfilza inutile di siparietti slegati gli uni dagli altri e privi di una qualsiasi coerenza narrativa.
La Notte della Cometa, pur con tutti i limiti che un prodotto con il marchio anni ’80 impresso a fuoco su ogni inquadratura possiede per forza, almeno prova a raccontare una storia. Una bella storia, aggiungerei. E originale, per di più.
In un periodo in cui le figure femminili, nel cinema dell’orrore, erano dipinte come vittime, o come corpi da esporre, La Notte della Cometa ci presenta due giovani donne forti e indipendenti. Il padre delle ragazze, un militare, le ha educate e addestrate a sapersi difendere e a usare le armi. In questo modo Eberhardt giustifica la loro abilità. Ma, al di là dell’essere in grado di maneggiare un mitragliatore e di sostenere un corpo a corpo con uno zombi, le due sorelline hanno carattere. Ognuna a suo modo: più svampita e apparentemente superficiale Samantha, più dura e razionale Regina. Insieme, aiutate da un ragazzo incontrato in una stazione radio abbandonata, fanno l’unica cosa che in un contesto apocalittico conta: sopravvivono.

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Eberhardt ambienta la parte più interessante e suggestiva del suo film alla luce del giorno. Bellissime le panoramiche e le inquadrature fisse su una Los Angeles interamente disabitata e tinta di rosso. Il tragitto in moto di Regina per tornare a casa, con la sua progressiva presa di coscienza di quanto è accaduto, è un piccolo pezzo di storia del cinema di genere.
Non è un caso se La Notte della Cometa è un cult negli Stati Uniti e se Regina e Samantha vengono nominate ogni volta che si parla di ottime caratterizzazioni di personaggi femminili all’interno del cinema dell’orrore.
Le parole di uno degli scienziati, nel momento in cui scopre queste due superstiti, suonano come una sardonica provocazione: “Di tutte le menti geniali che potevano sopravvivere alla catastrofe, ecco chi è rimasto”.
Sì, appunto: due ragazze che vogliono solo divertirsi. E il mondo da loro deve ripartire.

Postilla aggiunta in coda, perché mi vengono in mente cose quando l’articolo è già pubblicato. Recuperate a ogni costo la colonna sonora perché è strepitosa.

22 commenti

  1. *O*
    Segno in lista, non dico altro.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Mai l’apocalisse al cinema è stata così divertente 😀

  2. la scena del doppio sogno,ma vogliamo parlarne?Mi spaventa solo a pensarci,dannato sbirro!
    Un cultissimo,un film che mi ha divertito e poi Samantha e in particolare Regina,sono proprio le amiche che uno vorrebbe avere mentre il mondo è andato perso.
    Anzi,come amici in un mondo apocalittico vorrei loro due,eden, Jena e il grandissimo Bub che mi faccia il saluto militare eh , ti piacerebbe una compagnia simile?

    1. Bè, sì, è il giusto dream team apocalittico, sicuramente 😀
      ci sarebbe da divertirsi un mondo.

  3. thriller87 · · Rispondi

    Tu pensa. Il trailer non mi ispirava granchè. Ma da come ne parli sembra da recuperare !

    1. No, davvero, è un film delizioso. Molto anni ’80, ma questo non dà fastidio 😉

      1. E avendolo visto più di una volta (a suo tempo -circa una ventina di anni fa, mi pare- le tv private lo replicavano anche con una certa regolarità) non posso che confermare…e condividere totalmente la recensione 😉
        Gli anni ’80 ne hanno prodotti eccome di titoli di genere interessanti (con budget non sempre altissimi)…e rimanendo in quest’ambito Catherine Mary mi era piaciuta in The Last Starfighter nonchè qualche anno dopo pure in Nightflyers…

        1. C’è stato un periodo in cui le tv passavano questo film almeno due o tre volte l’anno. D’estate era un must. Poi è praticamente sparito dalla circolazione e non credo neanche che esista un dvd italiano.

  4. Uh, questo non lo conoscevo proprio, subito da recuperare!

    1. Sì, sì, recuperarlo, tenendo in considerazione il fatto che è piuttosto sgangherato e molto anni ’80, ma ne vale la pena.

  5. do you remember Steel Down directed by Lance Hool ,starring Patrick Swayze ?
    Varda l’era ‘na ameriganada che bagai..però non era male.Un mondo post atomico completamente desertificato,dove l’acqua chiaramente vale come oro E sto spadaccino che difende una vedova e il figlio.Moooolto anni 80,te lo ricordi?
    No,più che altro per valutare quanta memoria occupiamo con i films ,anzi i B movie e togliamo a cose che i nostri reputano importanti eh! ^_^

  6. Un film che merita.
    Non aggiungo altro.:)

    1. Merita tantissimo 😉

  7. francamente ignoravo l’esistenza di questo film…ora mi hai messo voglia di andarlo a cercare….

    1. Questo blog è nato per riportare a galla film come La notte della cometa 😉

  8. LordDunsany · · Rispondi

    Grazie infinite Lucia, conoscevo di nome il film e sapevo avesse a che fare col post-apocalittico o simili, ma l’ho sempre snobbato pensando fosse robetta.. Procedo al recupero.. 🙂

    1. Sì, è un postapocalittico anomalo, ma pur sempre postapocalittico. Umoristico e molto divertente.

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Lo dico e scrivo piccolo piccolo, però non odiarmi 🙂 Credo d’essere abbastamza purista 😀 Soprattutto sulla fantascienza che è un genere che amo 😉 PEr me comunque basta saperlo prima, una volta che i patti sono chiari, va bene anche la comicità! Mi spiego con un altro esempio: occorre vedere il trailer di “Pearl Harbour” di Michele Baia, è fuorviante, pare un film di guerra; poi vai al cinema a vederlo e ci sono 2 ore e 05 di melma assoluta e 20 minuti di spettacolo, peccato siam quelli finali, sennò uno, magari, esce prima! Ah, Lucia, hai posta, devi solo scrivere una parola in risposta (qualunque essa sia 😀 )

        1. Letto ora, Lord! Procedi! 😀

  9. Me lo ricordo, bel filmetto degli anni 80, ripudiato dai puristi della fantascienza ma amato dagli amanti del matinee moderno, però una foto del poliziotto dovevi metterla è un classico

    1. ah, io non sono purista di niente e, anzi, ho una certa idiosincrasia per i puristi, quindi adoro questo filmetto.
      Sì, il poliziotto zombi è un classico. Ma le due sorelline lo sono di più

  10. Visto ieri sera (sì, l’ho avuto in lista per quattro mesi! 😀 )
    Che, dire, grazie per la dritta. Ho passato un’ora e quaranta di puro piacere e giusta tensione (e pistacchi, molti pistacchi) 🙂

    Il film è talmente anni ’80 che si potrebbe ammodernare con un remake, ma poi penso che se ne perderebbe lo spirito, che le due sorelle verrebbero trasformate una in una zoccoletta sgallettata e l’altra in una nuova Alice Abernathy (o come la si vuol chiamare), e mi convinco che è meglio che rimanga solo questa piccola perla.

    Robert Beltran che fa il redneck fa sbellicare 😀

    La colonna sonora, tolto il titolone pop del centro commerciale, è una sequenza di gemme AOR che suggeriscono bene anche il pubblico a cui potrebbe piacere oggi (e forse anche allora) questo film.
    E comunque il bano dei Revolver suona di Hysteria quattro anni prima di Hysteria 😉

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