2003: Alta Tensione

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Regia – Alexandre Aja
Non permetterò più a nessuno di mettersi tra noi

Non è facile per me parlare di film che non amo particolarmente. E Alta Tensione se ne sta lì, tra i prodotti importanti, anzi direi fondamentali, ma che non sono mai riuscita ad apprezzare del tutto. Aja e io non andiamo d’accordo. Forse perché le promesse del suo esordio in campo horror si sono andate a schiantare con fragore contro le marchette che è poi andato a girare in America: tre film, tre remake, e in parabola discendente. Detto in parole povere, uno peggio dell’altro.
Ma nel 2003, nessuno si aspettava che sarebbe andata così. Nel 2003, Hostel ancora non era uscito e se nominavi a qualcuno Cabin Fever finivi annegato dalle pernacchie. Nel 2003 i film francesi erano quella cosa dove la gente parlava con lunghissime pause di riflessione tra una battuta e l’altra mentre tu ti addormentavi. Nel 2003 la definizione torture porn neanche esisteva e si era così fortunati che nessuno aveva ancora sentito parlare di un certo enigmista. Oddio, riflettendoci bene, forse si stava meglio quando si stava peggio.

Quando mi vennero a dire c’era un film francese che dovevo assolutamente vedere, croce sul cuore che io possa morire, se non lo vedi entro tre giorni peste ti colga, io pensavo a Woody Allen e al suo Hollywood Ending, quello in cui lui gira un film da cieco e i francesi impazziscono e gridano al capolavoro. Ma nel trailer di Haute Tension c’era il vocione tipico che metteva un sacco di paura. E questa sagoma gigantesca in tuta da meccanico che entrava e ammazzava a casaccio la gente con tanto sangue. Calibro da dodici: lo aveva girato un mio coetaneo, che era già alla sua opera seconda. Eh sì, perché Aja e io, nel 2003 avevamo 24 anni.

haute-tension-3

Alta Tensione esce al cinema persino in Italia, d’estate, mi sembra di ricordare. Doppiato ovviamente all’amatriciana. Vado a vederlo in sala. Cinque minuti dopo i titoli di testa parte questa canzone. Altri dieci minuti e un losco figuro non ancora identificato si fa praticare del sesso orale da una testa mozzata. Iniziamo bene.
Ma facciamo un altro passo indietro. Il 2003 è anche l’anno in cui il Signore de Male inizia la sua opera poco meritoria di “aggiornare” e “omaggiare” i classici del passato. Arriva, quasi in contemporanea con Haute Tension, il Non Aprite quella Porta di nispeliana vergogna. Non so se a voi si sta delineando un quadro. Ma se non si è delineato, lo agevolo subito: il 2003 è uno spartiacque importantissimo. Segna il vero inizio del decennio da poco concluso in campo horror. È il momento in cui si delinea la struttura di ciò che determinerà l’evoluzione del genere per gli anni a venire. E Alta Tensione è una specie di bomba che esplode in uno stagno calmo calmo dove persino le ranocchie si annoiavano a morte.

Non che Aja abbia compiuto questa piccola rivoluzione consapevolmente. Anche perché sono bastati quattro secondi netti a normalizzare e a rendere inoffensivo il tutto. Almeno negli Stati Uniti, dove infatti lui è corso subito scondinzolando. Non che ci sia nulla di male in questo. Chiunque lo farebbe. Cavolo, se qualcuno mi offrisse di girare un film a Hollywood scondinzolando, comincerei a esercitarmi sin da ora. Mi farei crescere una diavolo di coda.  Solo che c’è chi lo ha fatto molto meglio di Aja. Per esempio Xavier Gens. E no, tranquilli, non parlo di Hitman.
Quello che ha fatto il buon Alexandre, coadiuvato dal suo amichetto Levasseur, è stato di plagiare in maniera spudorata tutta la prima parte di Intensity di Koontz, aggiungere abbondati dosi di erotismo morboso, condire il tutto con violenza brutale sempre in campo ed effettacci artigianali, aggiungere un finale che resta tra le più grosse turlupinature mai perpetrate da un regista (e sceneggiatore in concorso di colpa) ai danni dello spettatore, e scatenare un’onda lunga che avrebbe portato, di lì a qualche anno, la Francia a diventare la nuova terra promessa per gli appassionati di cinema horror in ogni angolo del globo.
Non male per un ventiquattrenne cresciuto a pane e slasher che voleva soltanto girare un film omaggio alla sua cultura cinematografica.

Alexandre Aja filming Mirrors

Adesso che il filone splatter francese sembra essersi esaurito, con molti registi emigrati negli Stati Uniti e incapaci di riprodurre in altre opere l’anarchia selvaggia ed estrema che aveva caratterizzato i loro esordi, resta comunque la consapevolezza che, se Aja non avesse girato Haute Tension, difficilmente avremmo visto rinascere l’horror europeo così come lo conosciamo oggi. Non film realizzati nel cortile di casa, col cuginetto che fa la comparsa e le scenografie di cartapesta. Grosse produzioni, budget considerevoli, distribuzione mondiale, remake istantanei hollywoodiani.
Haute Tension è stato un apripista in grado di esercitare la sua influenza anche oltreoceano. Quel tipo di violenza, nel 2003, in un horror occidentale, era una cosa nuova. Da un lato, il film di Aja ci faceva tornare dritti negli anni ’70, dall’altro, spalancava nuove prospettive, soprattutto nella rappresentazione grafica della violenza su schermo. Perché, se la storia era derivativa da tutta una serie di slasher e survival horror del periodo d’oro, il modo di mettere in scena di Aja era moderno in tutto e per tutto e l’ostentazione del dettaglio anatomico, ributtante e osceno, servito in primo piano, senza distogliere lo sguardo, quasi con gusto pornografico, era ancora appannaggio di piccole produzioni indipendenti. Roba che in sala non si vedeva.
Da lì in poi, quello stile sarebbe diventato un marchio di fabbrica. Filtrato attraverso le diverse sensibilità dei diversi registi, ma già così definito, da essere subito oggetto di citazioni. Basta pensare a Gens che nel suo Frontière(s) riprende la scena con la sega proprio da Haute Tension, o anche all’immagine, tipica dell’orda gore d’oltralpe, dell’eroina ricoperta di sangue.

Haute_Tension_ht01

Personaggi femminili al centro della scena, accenni più o meno marcati all’omosessualità (presenti in Martyrs e in A’ L’interieur); rielaborazioni di contesti e stereotipi provenienti dagli Stati Uniti (home invasion per Ils, famiglia disfunzionale per Frontiers); sempre attraverso uno sguardo e un approfondimento, anche politico e sociale, di marca europea; storie cupe, sporche e senza vie d’uscita. Tutti elementi che fu Aja per primo a portare alla ribalta proprio con il suo Haute Tension.
Splatter cervellotico, mi verrebbe da definirlo. O, meglio ancora, cerebrale, quasi geometrico. Un’estetica della violenza e delle ferite inflitte alla carne spietata, gelida e brillante, nella sua lucida perfezione. E al centro di tutto, le evoluzioni tecniche di registi dotati di un talento indiscutibile, messo al servizio del genere.
Già, proprio come accadeva negli anni ’70 e l’horror era una palestra per esercitarsi a girare. Corsi e ricorsi, come vedete.
Postilla musicale: Aja con le colonne sonore ci sapeva fare. Questo brano, messo sull’inseguimento tra il camion del killer e la macchina guidata dalla bravissima Cecile De France, è tanto, tanto efficace.

54 commenti

  1. si,il finale….Lo so,lo so..D’altronde sono risorto dalle mie ceneri,cara la mia savonarola e quindi anche su Alta Tensione ho praticato il mio hobby preferito.Hai voglia di mandarmi al rogo.
    Io il film l’ho visto,ma in modo pessimo come spesso capita con emule.Immagini rallentate e così via.Dovrei rispescarlo.Però,boh….a me sti francesi- e attenzione che sto scrivendo uno dei miei tanti pregiudizi,ne ho molti e ne vado fiero- non mi hanno mai convinto. Li detesto, tu hai spiegato benissimo le ragioni citando quel genio del mio Woody. Nondimeno dovrei vedere Martyrs,ma ho paura,una fottutissima paura,cioè mi terrorizza il solo pensare a quella pellicola
    Di questa rammento alcune scene sicuramente coinvolgenti ,un buon modo di usare la colonna sonora,mi piace anche l’attenzione ai personaggi femminili,mi par anche che all’epoca puntare l’attenzione su una lesbica fosse un passo in avanti Mi pare,ma a essere sinceri il vero colpo di fulmine in campo horror europeo è legato alla perfida albione.Mi pare che i loro autori abbiano una costanza che le fighette francesi non hanno.Mi pare,magara è una cazzata e io ne dico tante.

    ps:io voglio scrivere sceneggiature per lars o i dardenne,ecco farei il cane a quattro zampe solo per questi. E ma sono snob e i bovari non li ho mai sopportati! ^_^

    nevica…wow!

    1. I francesi in campo horror hanno fatto delle ottime cose. Poi si sono un pochino persi. Però è strano che tu non li apprezzi perché sono i più argentiani sulla faccia della terra.
      Io giudico e valuto da film a film. Alta Tensione non è tra i miei preferiti, ma è importante.
      Martyrs è un capolavoro inarrivabile. Ma anche Laugier si è perso.

      1. si lo so che sono molto argentiani. Io devo ancora vedere Calvaire,mi sa che mi piacerebbe. E l’orda lo zombie movie …
        No,io però dicevo che pareva una scuola ben più robusta e proficua capace di durare negli anni.Mi sembra che si sia esaurita anticipatamente,ma se non è così e te sicuramente te ne intendi di più dimmelo eh.
        Martyrs è li che lo devo scaricare,lo so che sarà bellissimo e già temo gli effetti che avrà su di me.Devo trovar il coraggio.

        ciao e ti auguro un buon inizio settimana a te e ai tuoi commentatori

  2. Non avendolo visto non entro nel merito, però ovviamente me lo sono letto tutto perché questa rubrica è un appuntamento obbligato! E questa frase, “con molti registi emigrati negli Stati Uniti e incapaci di riprodurre in altre opere l’anarchia selvaggia ed estrema che aveva caratterizzato i loro esordi”, dà molto su cui riflettere…

    Ciao,
    Gianluca

    1. Perché il modo di fare cinema in Europa è molto diverso da quello americano e credo che questi registi vengano risucchiati da un meccanismo più grande di loro.
      Non è facile per uno che viene dalla Francia, trovarsi a combattere con la macchina hollywoodiana. Aja, da un punto di vista meramente commerciale, ci è riuscito alla grande. Da quello artistico un po’meno.

      1. La macchina hollywoodiana sa che combattere contro di lei è difficile, per questo credo attiri a sé i registi che sono riusciti a far bene in Europa. Essendo un nuovo modo di fare horror e sapendo in partenza che un contrasto la vedrebbe sfavorita, li risucchia, in modo che non possano più nuocerle. Così mi hai fatto riflettere con quella frase. 🙂

  3. Helldorado · · Rispondi

    Mai visto, recupero come sempre. Lento ma inesorabile 😉

    1. Come il vento che erode le montagne 😀

      1. Helldorado · · Rispondi

        😀

  4. thriller87 · · Rispondi

    L’esordio di Aja mi era davvero piaciuto , peccato per gli altri suoi film…

    1. L’orrore…l’orrore… 😀

      1. dicono che il remake di maniac sia ottimo,non l’ha scritto lui ?O prodotto..che ne pensate se l’avete visto.Merita?

  5. Per me Aja è morto e sepolto. Uno che entra, bene o male, nell’olimpo dell’horror francese che spakka il kulo, poi va a morire dissanguato tra gli yankee, per me è un pirla. Aja v…….o.
    E adesso speriamo che anche Pascal non faccia la stessa fine, che con l’ultimo, seppur tecnicamente meraviglioso, si sta buttando a braccia aperte nel precipizio… 😦

    1. Ma infatti Aja è morto e sepolto. Oddio, io spero ancora nel suo prossimo film, in realtà che per una volta tanto non è un remake, ma perché io sono buona, voglio bene a tutti, persino a lui e sono convinta che se uno ha talento può sprecarlo per anni e anni, ma a un certo punto torna a venire fuori.
      L’ultimo di Laugier…io non ne ho scritto, perché io a parlar male di Laugier non ce la faccio. Ma è vero…hai ragione tu. A parte l’estetica meravigliosa, per il resto c’è poco.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        C’è chi avendo molti dollari a disposizione progressivamente perde la testa, e c’è chi nelle stesse condizioni cerca di usarli al meglio tenendo la testa sulle spalle…a quanto pare Aja ha mostrato di far parte della prima categoria. Bah… 😦

        1. Giuseppe · · Rispondi

          Intendiamoci, non mi dispiacerebbe per niente essere smentito alla prossima occasione…ma purtroppo le delusioni mi hanno insegnato a essere un tantino diffidente…

          1. Ma infatti io confido in Horns. E spero anche nel remake di Maniac scritto da lui, di cui tutti stanno dicendo un gran bene 😉

  6. A me non dispiacque poi molto. Aja ebbe il merito di chiamare un attrice da Teatro impenato come Maiwenn Le Besco, inserire la Cecile De France che veniva dalle commedie ( l’ anno prima aveva girato un bel film come L’ Appartamento Spagnolo) aggiungervi un maestro come Giannetto de Rossi agli effetti speciali e poi mixare il tutto.
    Magari sarà stato un caso fortunato magari dopo si sarà perso per strada ma Alta Tensione non era male. E poi come si fa a non amare uno che ti mette i Ricchi e Poveri n un film Horror?
    Che poi il 2003 sia stato l’ inizio di una fase delicata per il cinema horror, questo è indubbio.

    1. Ah, meno male Nick ha fatto un commento piu’ equilibrato e ragionato. Viga mi dispiace dirlo ad un “compagno d’armi”, ma sul cinema francese come tutto quel che e’ transalpino dai giudizi emessi sei pieno anche tu di italiota livore e pregiudizi “invidiosi”. E anche tu Lucia, liquidare con la fraseologia che hai utilizzato un cinema comequello d’oltralpe che attualmente e in tutti i generi, non lo vede neppure il cinema italiano oltrepassato, mi pare davvero scusa, ma becero e disinformato. Ma lo sapete si’ e non dovrei/devo di certo dirlo io, che i migliori polizieschi, i migliori film di gangster e d’azione metropolitana – Hong Kong e l’Asia a parte- non si fanno di certo piu’ negli Stati Uniti, ma in Francia?
      Non so se vivete di solo horror, ma film come “Le Lyonnais” di Olivier Marchàl, “36 Quai des Orfevrès”(uscito pure da noi), “L’Ultima missione” sempre di Marchàl con Daniel Auteil, “Ny’a dit’ pas a personne”(2006) di Guillaime Canet, con l’adesso famoso anche qui Cluzet, “Le Derniere cercle”(2007) con Jean Reno, Benoit Magimel, e Gaspard Ulliel, e potrei continuare con decine di altri buoni e eccellenti film recenti e recentissimi, come fate a parlare cosi’? Melville, Corneau, Granier Deferre, Sautet, Truffaut, Chabrol, Labro, Rouffio, Boisset, Verneuil, Lautner, Genovès, ma anche Noè, sono dunque nomi che non vi dicono proprio alcunche’?
      L’antifrancesismo greve e”d’inferiorita’” nascosta e’ uno degli aspetti piu’ ottusi e perniciosi dell’italiotismo, stiamo attenti anche qui.
      E “Alta tensione” e’ molto bello, solo il finale non e’ altrettanto convincente, sono
      d’accordo in questo. Comunque, il cattivissimo e molto radicale remake di ” The Hills Have Eyes” fatto negli Stati Uniti da Aja nel 2006, genialmente con Billy Drago, non mi pare affatto cosi’ brutto e non riuscito.

      1. Napoleone,
        io credo che tu sia troppo occupato a sciorinare una sfilza di titoli a sfoggio della tua cultura cinematografica per leggere con attenzione quello che gli altri scrivono.
        Quando tutti quelli che mi seguono sanno quanto io apprezzi l’horror francese, e quanto io abbia scritto svariate volte in difesa di Laugier e di tutta la truppa che ha seguito Aja.
        E mi sembra di essere estremamente chiara anche in questo post che, con ogni evidenza, tu non hai letto, ma non ti astieni dal commentare.

        1. Napoleone Wilson · · Rispondi

          Perchè dici questo, io leggo sempre quello che gli altri scrivono, e non ho detto se rileggi il mio commento che te hai parlato male di “Haute Tension” (bellissimo il manifesto originale in alto), mi riferivo ma, a: “Nel 2003 i film francesi erano quella cosa dove la gente parlava con lunghissime pause di riflessione tra una battuta e l’altra mentre tu ti addormentavi.[…]
          Quando mi vennero a dire c’era un film francese che dovevo assolutamente vedere, croce sul cuore che io possa morire, se non lo vedi entro tre giorni peste ti colga, io pensavo a Woody Allen e al
          suo Hollywood Ending, quello in cui lui gira un film da cieco e
          francesi impazziscono e gridano al capolavoro.

          1. Napoleone Wilson · ·

            Se apprezzi così tanto l’horror francese tanto meglio, ma innanzitutto c’è pure tanto altro non solo l’horror, in Francia si continuano a fare 150-200 film all’anno, con il record per la stagione 2011-2012 di biglietti venduti nelle sale dal 1966(nelle sale, oggi nell’era di Internet!), c’è da sempre da parte dei diversi Governi una seria e costruttiva politica di finanziamento e sostegno all’industria cinematografica -senza le solite distinzioni fra cinema “d’autore” e di genere-, come fiore all’occhiello della cultura francese, che qui neanche ci sogniamo, con 40 film prodotti all’anno se lo sono, dei quali almeno 25 sono di raccomandati che non sanno nemmeno tenere un’inquadratura e sono poi proiettati solo per gli amici e i familiari, mentre del restante almeno 15 sono commedie e commediacce dei Soliti Idioti o di Checco “superterrone” Zalone le poche che sbancano i botteghini ma ci vorrebbe anche reclamato l’intervento di un antropologo, o su impiegate al catasto nevrotiche di Roma Nord girate dalla Comencini e interpretate dalla Buy, immancabilmente. E poi prendiamo per il culo i francesi? Ma con quale coraggio, di che?

    2. No, ma non è dispiaciuto neanche a me. Non ho scritto da nessuna parte che è un brutto film, Ho scritto che non lo amo particolarmente, ma che riconosco la sua importanza come spartiacque e come apripista per il futuro del cinema dell’orrore, che nel decennio scorso, è passato quasi sempre dalla Francia.

      1. puntualizzo : il cinema francese polar, i classici,molte commedie,certe opere di dramma borghese mi piacciono assai. Sul genere horror,boh questo non mi h fatto impazzire,e poi ho trovato un po’ esagerato da parte della critica pompare tanto un fenomeno che pensavo più duraturo o perlomeno con un seguito migliore.Visto che ad esempio Marshall non ha fatto Hitman eh.Poi mi capita di scrivere anche delle immani cazzate,ma questo capita a tutti e tra i tanti commenti magari oggi mi è sfuggito uno particolarmente sbagliato,ma son i francesi a considerare il film di un uomo cieco e quindi incapace d capir che stia facendo un capolavoro assoluto,Allen ha scherzato su un vizio francese che loro stessi hanno preso con leggerezza.
        Comunque ciao! ^_^

      2. Ciao Lucia, ciao Napoleone e ciao Viga.
        çLucia lo so che Haute Tension ti è piaciuto pur non essendo uno dei tuoi preferiti e comprendo benissimo la natura delle tue obiezioni sulla carriera di Aja – che in parte condivido.
        La mia era solo un fornire ulteriori dati su alcuni aspetti del film che mi sembravano importanti ai fini della discussione.
        Per il resto: grande articolo come sempre! 😉
        @ Viga: comprendo anche le tue obiezioni.
        E’ un piacere parlare con te.
        @ Napoleone
        Grazie del complimento

        1. Ciao Nick!
          Ma figurati…è che io ho sempre paura di non scrivere con sufficiente chiarezza e quindi specifico nei commenti, se magari non sono stata in grado di far capire quello che avevo in mente 😉

  7. Ottimo fino al finale, che però manda in vacca tutto. Gli effetti speciali poi erano puro artigianato made in Italy e infatti, con De Rossi a confezionarli, le sequenze più efferate hanno il respiro del Fulci degli anni d’oro. Comunque è vero che Aja si sia un po’ perso… per carità, i remakes de Le Colline e di Mirrors non sono malvagi, ma non sono neanche il salto di qualità che ci si sarebbe aspettati da un “talento” simile. Piranha 3D poi è un caso a parte, sembra lo sfizio di un regista a fine carriera che si permette di buttare tutto in caciara… solo che Aja c’ha poco più 30 d’anni @_@ È divertentissimo, ma fa strano vedere un europeo sporcarsi le mani con bikini, tette al silicone e cafonate… sempre che non sia un sottile atto di protesta, visto come va a finire il film 🙂

    1. Per non parlare poi delle serie tv. Datevi un’occhiata a “Braquo” con Auteil e sempre di Marchàl, e paragoniamola alla pompatissima “Romanzo criminale”, va’.
      Paragoniamo un capolavoro come “Nemico pubblico/L’Istinto di morte”( L’Ennemi public N’1/ L’Istinct de mort) (2007), il monumentale dittico in due parti di Jean- Francois Richet, con Vincent Cassel enorme nel ruolo del grande Jacques Mesrine, e paragoniamolo ad una sciatta cialtronata strombazzatissima come “Vallanzasca – Gli angeli del male” di quel pallone gonfiato di Placido, e qui, ma solo qui in Italia, bisognerebbe correre a nascondersi.

      1. romanzo criminale è una bellissima serie e rossi stuart fa benissimo il milanese eh! ^_^

    2. Guarda, io credo che il suo film migliore in terra americana si Mirrors. Le colline hanno gli occhi mi è parsa un’operazione commerciale in mano al crapulone Craven e Piragggnnna 3d una specie di rigurgito senile a base di tette e culi 😀
      Quindi Aja mi lascia molto perplessa, pensando alla sua carriera. Però, l’ho già detto in un altro commento, ho grosse speranze per il suo prossimo film, perché sono convinta che abbia un talento visivo eccezionale

  8. io amo il cinema francese in praticamente tutte le sue espressioni, Nouvelle Vague, polar e anche gli horror. Alta tensione all’epoca mi era proprio piaciuto ma purtroppo Aja si è svenduto per il solito pugnetto di dollari hollywoodiani e quindi il talento che faceva intravedere questo film ce lo siamo giocato….

    1. Anche io vado pazza per l’horror francese. Mi dispiace molto infatti che il filone si stia esaurendo e che i registi se ne vadano a lavorare in America con risultati altalenanti.
      Ma Aja ha davvero subito una trasformazione che ha dell’inesplicabile.

  9. Premettendo che apprezzo molto l’idea di cinema di Lucia e che mi troppo sovente concorde con buona parte delle sue recensioni, si Aja devo fare outing. E’ un regista che apprezzo e che( spero di non scatenare un vespaio) non mi dispiace nemmeno in salsa americana. In Pirana 3D c’ho visto uno sberleffo e una volontà di “splatterare” il cinema horror che gli americani, schiacciati da majors e politally correct, hanno perso. Che poi si sia perso per strada irrimediabilmente, è una tesi che alla fine posso anche condividere.
    Questo premettendo sempre poche ma onorevoli eccezioni. Haute Tension mi era piaciuto. Non avevo urlato al miracolo ma ci vedevo qualcosa di inedito e finalmente l’horror ritornava a “puzzare di sangue”, che poi, come sempre si siano verificate derive o spegnimenti dell’ “amour fou” per il genere, beh, era da mettere in conto. Frontiers, ad esempio è un film che mi ha deluso. Che parte bene nel primo tempo e si banalizza miseramente fino alla fine.

    1. Sì, con Frontiers, che mi è comunque piaciuto, ho avuto la tua stessa impressione.
      Ma io non ho mai detto Haute Tension è un brutto film. Ho detto che è girato bene e che, finale a parte, è un prodotto che lascia il segno.
      Poi non apprezzo il proseguimento della carriera di Aja e per me Piranha 3d è un film deleterio, in cui non sono riuscita a cogliere l’intento satirico che invece hai colto tu.
      Haute Tension è un film importante, direi seminale. Ha aperto le porte e ha dato inizio al periodo d’oro dell’horror francese.
      E di questo va reso merito ad Aja.

      1. …E su questo, alla fine concordiamo.

  10. Un Post scrittum riguardo a Martyra: ecco quello è un capolavoro e di fronte ad esso m’inchino umilmente!
    Post post scrittum, parlando di produzioni un po anarchiche e coraggiose, vorrei segnalare il caso dell’italiano Morituris, sul quale magari, dedicherò un post appena avrò tempo e lucidità necessari.

    1. Martyrs non è solo un horror. Martyrs è un capolavoro e basta, non c’è storia. Andrebbe studiato nelle scuole. E’un film che ti devasta e ti riduce a pezzettini. Va oltre qualsiasi tentativo di classificazione.
      Morituris non sono ancora riuscita a vederlo. Spero di poter rimediare presto.

      1. La vedo dura. Ho conosciuto personalmente il regista, Raffaele Picchio al Torino horror film festival, dover avevano proiettato il film in anteprima. Mi ha raccontato di come la commissione censura glielo ha silurato in pieno, additando le scene di stupro e tortura (come se fosse la prima volta che vengono mostrate) e dell’accanimento assurdo che ha subito il suo piccolo film. Produzione totalmente indipendente, dura e pura. Roba tosta per parlare chiaro e al quale ho dimostrato tutta la solidarietà di noi horror maniaci. Sto cercando di seguire il decorso della vicenda ma la vedo dura. P.s. ho anche qualche timore per The lord of salem di Zombie. Hanno acquistato i diritti per la distribuzione nazionale ma temo sforbiciate senza ritegno.

  11. LordDunsany · · Rispondi

    🙂 Ricordo quando lo vidi al cinema, eravamo in 4 🙂
    Cultissimo, ma a me Aja piace, persino con le Colline e i Piranha 😀 Oddio Lucia, se proprio devo dire, mi pare sia “Mirrors” il peggiore! Paragonato a “Into the mirror” è proprio pochissima cosa 😀

    PS: ho poi visto “Martyrs”, enorme, raramente ho visto qualcosa di (per me) così insostenibile (e sorprendente), forse solo la serie dei “Guinea Pig” 😀

    1. Sì, mi ricordavo che tu apprezzi Aja, anche con i Piranha.
      Mirrors, non volendo fare il paragone col film di riferimento, a me non era dispiaciuto. C’erano un paio di scene splatter ben confezionate (quella di Amy Smart nella vasca da bagno mi piacque moltissimo).
      Poi io devo anche ammettere di aver chiesto pubblicamente scusa ad Aja dopo aver visto il seguito dei suoi piranha, il che mi rende, se non altro, coerente con me stessa 😀
      Martyrs è altra cosa rispetto a tutto il filone dell’horror francese. Con Martyrs non ce n’è per nessuno

  12. Lucia,ma tu l’hai visto L’Horde ?Quello degli zombi contro spacciatori e poliziotti corrotti?O almeno qualcuno sa dirmi se vale la pena sca..ehm..guardare?Ho da vedere ,da un po’,anche un film ora vado a memoria si chiama Saint Ange..qualcosa di simile.
    Frontiers mi ha infastidito,ma non scosso come ad esempio Black death o altro, cioè mi è rimasto tutto a pelle,senza però quella paura che mi ha messo ad esempio un film come Strade Perdute,la sensazione di perdermi all’inferno.
    The tall man invece mi sa potrebbe piacermi,chi l’ha visto cosa mi sa dire?Grazie mille

    1. A me La Horde ha divertito tantissimo. E oltre a divertirmi, ha anche i suoi momenti di inquietudine ben gestiti.
      The Tall man è problematico: girato alla grande, ma con qualche sviluppo nella trama che fa storcere il naso. Per quanto mi riguarda una mezza delusione.
      Saint Ange a me piace da morire, ma mi sa che sono l’unica che lo difende.

      1. no,ma saint leggendo la trama mi interessava e quindi siamo in due,ok allora scarichiamo la horde e guardiamoci tall man va !

        1. LordDunsany · · Rispondi

          Se posso permettermi/intromettermi: a me La horde non è mica piaciuto tanto, anzi, soprattutto la parte finale ha diverse scene involontariamente ridicole.. 😉
          S.Ange è un altro di quelli che ho visto al cinema con enorme speranza: buona idea, buonissima ambientazione, splendidi colori, ma fiacchetto, spaventa pochissimo, pare più un reportage sugli orfanotrofi.. 🙂

          Facci sapere!! 😀

          1. ok,oggi vado a portare il computer per eliminare i virus che ho preso scaricando anti virus alla cazzo di cane,poi vi faccio sapere ! ^_^

            ps:sant ange mi piace mi sa ,perchè adoro questi film ambientati in orfanatrofi e simili..Ma Tall Man in italia come l’han tradotto: i bambini di….l’ho visto di sfuggita all’uci cinema di desio-lissone

      2. Napoleone Wilson · · Rispondi

        A me “La Horde” è piaciuto, e anche “Saint Ange” seppur in tono minore. E poi, c’è Catriona MacColl. Sempre avvenente seppur segnata e suora.
        Hai visto i miei altri post sopra, perchè non ho avuto tua risposta…

    2. La Horde è una cafonata ma è divertente da morire… ci sta anche una piccola invettiva sociale, ma credo sia più indotta dall’ambientazione che voluta. Saint Ange è tecnicamente un gran film, ma ha una storia un po’ ballerina e un finale che all’epoca mi fece un po’ bestemmiare (vorrei rivederlo comunque, è passato tanto tempo)… oh, e poi c’è la Ledoyen nudissima per metà film, basta quello 😀
      Tall Man è uno dei migliori film dello scorso anno, spacciato per uno slasher e invece con una trama interessantissima… non dico niente per non rivelare dettagli, ma è da vedere a tutti i costi 🙂

  13. Con chi devo parlare per iscrivermi al forum? Ah, ho sbagliato…

  14. Un film non privo di pregi, che mi ha però profondamente disturbata. Ma forse io e l’horror francese non ci siam presi molto bene, ho detestato profondamente persino la Horde. Aja l’ho ritrovato dopo con il remake de “Le colline hanno gli occhi” e l’immonda porcheria di Piranha. E lo odio profondamente.
    p.s. Mi son una piccola citazione dalle mie parti, recensione di “The Day”, se hai voglia passa!

    1. Aja mi spaventa, perché un talento simile potrebbe essere impiegato in cose egregie, e invece eccolo a giocherellare con tette al silicone e umorismo da caserma.
      Ho sempre trovato il suo un cinema piuttosto superficiale, a partire proprio da Haute Tension che però è la sua opera migliore.
      Vado a leggere 😉

  15. il finale è l’incubo descritto ne “il ladro di orchidee” fatto realtà: “ho scritto un giallo in cui l’assassino, il detective e la vittima sono la stessa persona! che idea geniale!” Qui non è compresa la vittima, ma la fine della pellicola è così implausibile che rovina tutta la visione.

    1. Sì, ci ho pensato tantissimo anche io a quella scena del ladro di orchidee quando ho rivisto il film.
      😀

  16. Condivido perfettamente il post, ho visto Alta tensione più volte ( quando qualcosa non mi piace ma è osannato mi violento con più visione masochistiche) ma il mio giudizio non è mai cambiato, non ho apprezzato per nulla il finale e alcuni passaggi. Poi che sia importante posso capirlo, ma degli horror francesi preferisco nettamente altro (mentre ho seria difficoltà al cinema ‘normale’ francese, mio grande limite).

    1. alta tensione è un film fondamentale. però un pochino sopravvalutato, anche alla luce di quello che ha combinato aja dopo…

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