Dredd

Dredd-2012-Movie-Poster

Regia – Pete Travis (2012)

Il fatto che al centro della storia di questo nuovo tentativo di adattare per lo schermo il personaggio di Judge Dredd ci sia una droga chiamata slo-mo, è una iattura. Significa che tutte le volte in cui qualcuno assume questa fantomatica droga partono sequenzoni infiniti al ralenty che hanno il compito di accrescere un minutaggio di per sé irrisorio. Il film dura 95 minuti. Al netto dei ralenty lisergici, ne durerebbe sì e no 70. Sarebbe stato meglio, se non altro per porre fine prima a questa tortura. 

Karl Urban, se si esclude la sua partecipazione allo Star Trek di Abrams (che però era un film corale, quindi non conta), non è mai riuscito a ottenere un ruolo decente che sia uno in tutta la sua carriera. Al che regista e produttori di Dredd devono aver pensato che farlo recitare sempre col casco potesse essere una furbata. Sì, lo so che è per maggiore aderenza al fumetto, però permettetemi, fa ridere che il poveraccio ottenga una parte da protagonista e sia obbligato e non mostrare mai la faccia. E tuttavia, l’icona di Dredd è quella, prendere o lasciare. Urban prende e se ne sta per tutto il film a parlare con vocione da bronchite cronica, appesantito da casco e armatura e a sparare a tutto ciò che si muove, a meno che non siano furfantelli adolescenti che pare brutto far secchi giovini virgulti. Pianta un broncio da metodo Stanislavskij e pare davvero convinto di essere riuscito finalmente a partecipare a un progetto serio. Il che ci fa tanta tenerezza.Dredd_11

Dredd (pure con la dicitura 3d nel titolo) è stato un flop negli Stati Uniti. Costato circa 50 milioni di dollari, ne ha incassati appena 15. Guardando l’imbarazzante pastrocchio messo insieme dal regista Travis e dallo sceneggiatore Alex Garland, a cui per premio di cotanto lavorone hanno dato da scrivere il remake prossimo venturo de La Fuga di Logan, viene da pensare che il pubblico americano non sia così scemo come dicono. Eppure, come spesso accade nelle catastrofi colossali, tutto era nato con le migliori intenzioni.

Il film doveva infatti essere un adattamento molto fedele del personaggio, doveva portare nei cinema di tutto il mondo il “vero” Judge Dredd, rimediando agli errori compiuti dalla tanto vituperata trasposizione con Stallone nel 1995 (e io sono tra i pochi a cui quel film piace tanto tanto). Insomma, Garland si mette a lavoro con l’autore stesso del fumetto, John Wagner, scrive addirittura cinque stesure diverse con cinque versioni diverse della storia. All’inizio, si pensava di affidare la regia del film a Duncan Jones che, forse fiutando la monnezza, declina gentilmente l’offerta. Al che si sceglie di chiamare a dirigere il film tale Pete Travis. Pete chi? E io che ne so.
Dei cinque spunti di sceneggiatura iniziati e poi lasciati scendere giù lungo lo scarico del gabinetto, Garland alla fine opta per una specie di film d’assedio, con il nostro eroe Dredd, accompagnato dalla recluta Cassandra Anderson che, prima di essere investita del ruolo di giudice, deve passare il suo training day. Un triplice omicidio li fa arrivare a Peach Trees, enorme edificio in mano alla criminalità e dominato dalla gang di Ma-Ma (Lena Headey), ex prostituta e spacciatrice della slo-mo. Quando si accorge della presenza dei due giudici nel suo territorio, e dell’arresto di un suo complice che potrebbe parlare e mettere nei casini tutta la gang, Ma-ma fa sbarrare  le porte del complesso e ordina ai suoi di uccidere gli intrusi. Fino a quando non saranno entrambi morti, le porte non verranno riaperte e nessuno potrà uscire.

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Non ho intenzione di mettermi qui a far raffronti tra fumetto e film. Non ce n’è bisogno. Non ho mai misurato la riuscita di un prodotto cinematografico in base alla sua fedeltà all’opera di riferimento. E pur se la tanto strombazzata fedeltà fosse un dato reale e non campato in aria, Dredd farebbe comunque pena e pietà da ogni punto di vista. Perché si va a scontrare con una situazione molto complessa da rendere interessante, un’unità di tempo, luogo e azione che, messa nelle mani di Travis, finisce per essere sfruttata malissimo. Il risultato è che Dredd sembra un vecchio videogioco, in cui a ogni piano del palazzo corrisponde un diverso livello, fino ad arrivare all’attico e quindi al boss finale, Ma-ma.
Mi viene in mente il recente (e riuscitissimo) The Raid come esempio di ottima gestione di uno schema molto simile. Ma purtroppo Dredd annega nella noia dopo il primo inseguimento tra la moto del giudice e il gruppo di delinquenti sul furgone, che ovviamente sono strafatti di slo-mo e percepiscono la realtà in maniera rallentata. Il problema è che la percezione è loro, non nostra. E pare che Travis non sappia cosa sia una soggettiva, dato che ci mostra tre tizi dentro a un furgone che imprecano e si vanno a schiantare a ralenty. Stesso identico procedimento per ogni scena in cui la droga entra in azione. L’idea di torturare qualcuno e poi buttarlo giù da un palazzo alto millemila piani, dopo avergli fatto sniffare un quantità ingente di slo-mo, può anche essere gradevole, da un punto di vista estetico. Ma una volta. Già alla seconda mi parte lo sbadiglio automatico.

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Penserete che me la stia prendendo troppo con l’abuso del ralenty a causa di una mia idiosincrasia personale. E forse è anche così, ma quando l’unico tratto stilistico riconoscibile in un film, quello che lo identifica, quello per cui viene ricordato, è di tali banalità e faciloneria, riesce difficile parlare d’altro.
A meno che non si voglia rigirare il dito nella piaga e descrivere scene d’azione a velocità normale montate in maniera così frenetica da renderle del tutto incomprensibili, o farsi due risate pensando a come Ma-Ma, per uccidere due persone, devasta con una mitragliatrice gigantesca un intero piano dell’edificio. In cui tutti muoiono e muoiono male, tranne un bambino nero con gli occhioni.
Oppure domandarsi per quale motivo un’ambientazione affascinante come quella di Judge Dredd viene presentata all’inizio del film (con la classica voce fuori campo) e poi accantonata in favore di un’unica (e anche scenograficamente poco interessante) location.
Si salva solo Ma-Ma, cattiva colossale e fumettistica, esasperata, quasi grottesca nella sua malvagità  priva di senso. E infatti è l’unico  personaggio a destare un briciolo di interesse. Soprattutto grazie a Lena che riesce a essere splendida anche coi denti marci e una cicatrice che le sfigura il bel visino. Ma davvero, anche se siete feticisti della Headey, non ne vale comunque la pena.

27 commenti

  1. Devo recuperarlo, prima o poi, giusto per vedere se fa tanto schifo.
    E, comunque, il primo con Stallone piace anche a me Perchè ne parlano male? (Io ero piccino picciò quando usci, quindi non ho idea delle critiche dell’epoca ^^)

    1. Perché non era fedele al fumetto e Stallone si toglieva il casco e gne gne gne come se non ci fosse un domani 😀 😀

      1. Uno gnegnegne d’epoca, insomma xD

  2. Karl Urban non era a cavallo e con lunga chioma bionda ne “Il signore degli anelli?”
    Una falsa partenza, quindi 🙂
    Ahimè, sei davvero convincente nelle tue critiche: non ho nessuna voglia di vedere il film!!!!!!

    1. Sì, appariva in tre o quattro scene, sempre col broncio 😀
      Ma quando fa il comprimario funziona anche, poverino…
      E non vederlo perché sprecheresti 95 minuti (di cui 20 a ralenty) del tuo tempo!

  3. bradipo · · Rispondi

    quindi è una specie di Robocop di seconda mano….Io il primo se non ricordo male lo vidi al cinema e non rimasi molto contento ma lo dovrei rivedere, ero giovane e insesperto allora, ora sono solo inesperto…che dici se ,quando ci sono le sequenze al ralenty , vado di tasto fast forward? Sarei perdonato o andrei dritto dritto all’inferno dei cinefili? comunque sono curioso di vederlo, il bruttissimo mi incuriosisce quanto il bellissimo…

    1. No, ma il primo dipende moltissimo da come ti poni nei suoi confronti. E’il classico prodotto action di metà anni ’90 con Stallone che mena come un falegname, smargiassate impossibili e battutoni epici come quella della macchina che Dredd distrugge con una granata: “falla revisionare”.
      Insomma, a me piace tanto tanto, però io sono una donna di cattivo gusto 😀

  4. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Forse il bambino nero è l’unico che si salva perchè è talmente basso e piccolo da potere nascondersi più agevolmente e non venire colpito? A me “Dredd 3D” è piaciuto e pure tanto, pur non disprezzando del tutto il precedente Stalloniano ben poco fortunato. Quest’ultimo “Dredd” sarà pure stato un flop al box-office americano, ma dalle rece originali che ho trovato in rete non è stato accolto così male e anzi ha molti sostenitori entusiasti. Pete Travis è sudafricano e aveva realizzato cinque o sei anni fa “Prospettive da un delitto” con Dennis Quaid e Forrest Whitaker, Sigourney Weaver,film di fantapolitica su di un attentato al Presidente americano a Siviglia, che non era affatto male pur se troppo spettacolarizzato, ed è stato lodato per un montaggio particolarmente serrato e riuscito, su diversi piani narrativi e temporali. Urban recita solo con l’espressione disgustata ma inconfondibile della sua bocca, così come in effetti richiede il personaggio di Dredd, che alla pari di Robocop, non si leva mai il casco o quasi. Stallone se lo levava un pò troppo, per esigenze divistiche. Urban si accoda così alla a me pare illustre, fila di attori che hanno interpretato personaggi anche memorabili del cinema degli ultimi anni,nei generi o anche meno, sotto una maschera e senza mai svelare il volto: Hugo Weaving come V/Guy Fawkes in “V for Vengeance”, Tom Hardy/Bane in “The Dark Knight Rises”,Jackie Earle Haley come Rorschach/Walter Kovacs in “Watchmen”, ecc., ecc., Le sequenze d’azione mi sono sembrate tutte eccellenti, e anche nel campo dell’utilizzo del ralenty, introducendo degli elementi di novità stilistica. Peckinpah stesso non sarà mica “a rischio” dei tuoi gusti (vedendo anche che non sopporti la trilogia di “Matrix”), dato che il ralenty proprio non lo digerisci?

    1. Non mi piace il modo in cui oggi si usa il ralenty, con derivazione, appunto, da Matrix. Non ha nessun senso se non quello di creare la scena cool perché non si è più in grado di girare in maniera normale (vedasi, per esempio, la scena d’apertura dell’atroce Sucher Punch).
      Non ho visto nessun elemento di novità stilistica in questo film. Mi è parso un videogioco, privo del tutto una struttura narrativa e con uno spreco enorme di un’ambientazione che poteva essere interessante.

      1. Dai, non me lo avvicinare a “Sucker Punch”…E comunque, seppur avendo gia’ a disposizione una feroce e cazzutissima galleria originale di villains da prendere direttamente dal fumetto, la Ma-Ma di Lena Hadley mi sembra un personaggio reso e caratterizzato mirabilmente. Quasi un Clarence Boeddiker al femminile. Per quanto riguarda poi l’aver tutto risolto in un contesto meramente concentrazionario, sara’ che io ho sempre “carpenterianamente” amato i film d’assedio, come anche per lo strabiliante “The Raid”, m’e’ garbato parecchio come escamotage.

  5. Ho visto quello con Stallone al cinema,mi pare sia uscito lo stesso anno di Demolition Man,entrambi visti il sabato pomeriggio con gli amici.Bei tempi.Non me lo ricordo,ma comunque non mi aveva fatto schifo,era un filmetto guardabile.
    Di questo film che dire’Dispiace che getti via una bella idea, amo i film d’assedio,e sopratutto si:a me i rallenty spesso e volentieri stanno sul cazzo.Li trovo retorici e anzi ci farò una classifica i rallenty più inutili e retorici nella storia del cinema,castellari e kostner con the postman si piazzano benissimo.
    l’unico era peckinpah che sapeva usare benissimo i rallenty.
    La cosa che mi turba è il remake de La Fuga di Hogan.

    1. Che però sarà affidato, molto probabilmente, a Refn, quindi possiamo in parte stare tranquilli.
      Oppure gli stroncherà la carriera. Vedremo.

      1. No,Refn ha il brevetto che ha preso dal Nazareno:lui fa solo miracoli! ^_^

  6. Il povero Karl Urban quando faceva gli Horror nella natia Nuova Zelanda nn se la cavava nemmeno troppo male, probabilmente ha subito anche lui la maledizione del Signore degli Anelli, considerando poi che tra tutti i reduci della Trilogia è anche uno di quelli che sta lavorando di più, il che è tutto dire.

    1. Sì, è vero, sta lavorando tanto, ma sta facendo una serie di porcherie una dietro l’altra.
      Sempre restando nel campo del cast del Signore degli Anelli, io aspetto al varco Frodo in Maniac

  7. Ma sai che sto Dredd è piaciuto parecchio pure a me? 😕
    Forse sto diventando vecchio ma non mi è dispiaciuto per niente…
    Alla luce delle tue critiche, qualcosa me lo sono effettivamente perso, data la visone a “birra e patatine” che mi sono permesso, però non mi si erano abbrustolite le palle degli occhi. Devo rivedere alcune parti.

    1. No, non sei tu che stai diventando vecchio, sono io che su alcune cose non riesco più a far partire la visione birra e patatine. Non so, ma quando mi si presenta Urban col mascellone che dice I’m the law mi sale dal cuore una risata feroce. 😀

  8. Pure a me è piaciuto il vecchio Dredd con Sly, e devo dire che neanche la nuova versione mi è dispiaciuta più di tanto. Sì, costruito malissimo e con potenzialità devastanti del tutto ignorate, ma in fondo divertente e piacevole nella sua seriosità fumettistica. 🙂

    1. Ecco, appunto, hai uno scenario del genere, presentato anche molto bene in apertura, mi prometti un qualcosa di epico e poi ti chiudi in interni tutti uguali per 95 minuti?
      Ma mi prendi per fondelli?

  9. Helldorado · · Rispondi

    Me lo sono procurato, ma ancora devo vederlo… 🙂

    1. Ma no, ma no, ma passa Max, passa oltre 😀

  10. LordDunsany · · Rispondi

    Generalmente non amo i fumetti americani, meno che mai questo; già la prima stalloniana trasposizione non m’era piaciuta, questa magari la passo!! 🙂 Lucia per un attimo m’ero preoccupato, non vedendo l’etichetta infamante che tanto mi piace e che prelude a pezzi divertentissimi, avevo pensato fosse un post d’elogio 🙂 😀 “The raid” capolavorico 🙂 😉 Sto pregando perchè non mi rovinino “La fuga di Logan”!

    1. The Raid è un film che non ci si crede.
      Certe sequenze ancora sto cercando di capire come le hanno girate!

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Tra l’altro girato con un budget che non ci si crede quando lo si legge!! 😀 Con il budget di Dracula 3D ci giravano 6 “The raid” 😉

  11. Giuseppe · · Rispondi

    Questo Dredd ancora mi manca, mentre ricordo quello con Stallone e Assante (vedibile ma non memorabile nonostante i protagonisti).
    Un problema non secondario, per quanto riguarda il giudice mio omonimo 😉 , credo stia nel non sfruttare al meglio anche tutte le potenzialità orrorifiche della sua originale incarnazione fumettistica, limitandosi nell’adattamento cinematografico a un “cupo” e violento -nonchè, tutto sommato, classico- affresco action-scifi (che quando viene reso a dovere rispecchia certo una parte fondamentale dell’universo di Dredd) unito ad una marginale componente horror…ma io provo ad immaginarmi quali risultati si sarebbero potuti ottenere all’epoca con Stallone o -comunque- si otterrebbero oggi con Urban se messi a confronto con un villain inumano del calibro di Judge Death, per dire (e, se vogliamo, pure il videogame del 2003 Dredd vs Death avrebbe potuto dare qualche suggerimento in merito a chi avesse voluto cimentarsi nel riportare oggi il buon Joseph su grande schermo).

    1. E infatti mi sono chiesta per quale motivo abbiano inventato un cattivo di sana pianta (non vorrei sbagliare, ma Ma-ma nel fumetto io non l’ho mai vista, è anche vero che ho letto sporadicamente), o comunque molto marginale, quando avevano a disposizione una galleria di figli di puttana molto interessante.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Già…è che in questi casi, cercando di catturare anche quella fetta di pubblico che non bazzica il mondo del fumetto, secondo me si sottovaluta spesso il rischio di fare terra bruciata attorno a personaggi che avrebbero molto da dire su grande schermo. Che qui poi -fai bene a ricordarlo- di autentici e carismatici gran figli di puttana da contrapporre a Dredd ce ne sarebbero stati eccome…e avrebbero avuto un buon impatto anche sullo spettatore che non avesse mai sentito nominare in vita sua Wagner, Ezquerra e Bolland (ecco, francamente mi sarei aspettato che il coinvolgimento di Wagner servisse anche ad evitare la creazione di un cattivo ex-novo)…prima io ho fatto l’esempio del singolo Death, ma con un soggetto che avesse previsto i Dark Judges al completo in azione pensa che film ne sarebbe uscito fuori.

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