The Day

day

Regia – Douglas Aarniokoski (2012)

Da un punto di vista estetico, questo The Day non si presenta molto bene: fotografia desaturata, tonalità livide e tendenti a un grigiastro che uniforma e appiattisce il tutto. Il pensiero va subito a The Road, che pare aver settato lo standard visivo degli anni a venire, quando si parla di ambientazioni postapocalittiche. A questo punto, tirate fuori le palle e girate direttamente in bianco e nero, che sarebbe anche un’idea interessante per rappresentare la fine del mondo. E invece no, ci dobbiamo sorbire l’ennesimo sole sbiadito e gli ennesimi prati marroncini. Ma va bene così, perché The Day, desaturazione un po’troppo invadente a parte, è un signor film. E non è la solita storia di sopravvissuti in cerca di un nuovo Eden da abitare e ripopolare (sebbene i minuti iniziali facciano presagire una cosa del genere). The Day è uno dei più violenti, sanguinari, tesi, disperati e cazzuti film d’assedio degli ultimi anni. 

La trama, estremamente semplice, ci presenta cinque personaggi che si fermano in una casa abbandonata per passare la notte e dare il tempo a uno di loro, gravemente malato, di riposare. Il problema è che sono finiti nel territorio di caccia di un clan di cannibali, in netta superiorità numerica e affamati. Dopo un quarto d’ora di convenevoli, in cui ci vengono presentati i protagonisti e, gradualmente, senza nessun uso terroristico dello spiegone, ci viene svelato lo scenario in cui i nostri sono costretti a muoversi, il film parte a razzo e non si ferma più, in un tripudio di fucilate in faccia, gole tagliate, accettate nello stomaco, bastonate, calci, morsi e pestaggi. Persino il fastidioso flashback che apriva il film, all’apparenza inutile, acquista un senso ben preciso mano mano che le motivazioni e i caratteri dei personaggi escono allo scoperto. The Day non vuole essere un prodotto originale o innovativo, vuole soltanto metterci nel bel mezzo di un inferno, toglierci qualsiasi speranza e farci godere il massacro. Non è poco. Anzi, per quanto mi riguarda, è tantissimo.

the-day-The_Day_Press_Kit_3_Day_5709_rgb

Aarniokoski, il regista, è al suo secondo lungometraggio. Il primo, datato 2000, è il dimenticabilissimo Highlander – End Game. Nel mezzo, una carriera da aiuto regista e regista di seconda unità per gente come Robert Rodriguez e Terry Gilliam. Si è anche incrociato col mio amato Paul W, quando ha diretto la seconda unità di Resident Evil: Extinction di Russel Mulcahy. Per girare The Day, è riuscito a mettere insieme un cast di tutto rispetto. Dominic Monaghan e Shawn Ashmore figurano anche in veste di produttori, Shannyn Sossamon presta il volto a un personaggio insopportabile che vorremmo vedere morto dopo cinque minuti di orologio, Michael Eklund è un cattivo perfetto e gigantesco. Ma la vera sorpresa del film è Ashley Bell, in grado di dare vita a una di quelle figure femminili così ben scritte e approfondite che ci si chiede come mai il cinema di genere americano continui a proporci improbabili guerriere saltellanti, quando invece è possibile portare sullo schermo una come Mary.

Sono tanti gli elementi, in The Day, che me lo fanno considerare un piccolo tesoro da custodire con affetto, tanto da metterlo quasi alla pari con l’altro grande film sull’apocalisse di quest anno, The Divide. E sono elementi che le due opere hanno in comune, quasi che l’uno fosse la naturale propaggine dell’altro, presenza di Eklund in entrambi i film a parte.
Se The Divide affronta gli attimi immediatamente successivi alla fine dell’umanità come noi la intendiamo, mentre The Day ambienta la sua storia ad apocalisse ormai avvenuta da una decina d’anni, nessuno dei due film tenta di fornire spiegazioni. In The Day, l’evento che ha scatenato desolazione e distruzione non viene neanche accennato. E non solo, quasi tutte le informazioni sono presentate come dati acquisiti e sta allo spettatore capire le nuove dinamiche sociali instaurate dalla catastrofe, senza che nessuno  gli serva pronto lo spiegone chiarificatore.

the-day-The_Day_Press_Kit_4_Day_6298_rgb

Altro elemento fondamentale  e comune a entrambi i lungometraggi è l’assenza voluta di qualsiasi forma di citazionismo o ironia. The Divide e The Day sono storie serissime e tragiche, che non si vergognano di essere tali e che non hanno bisogno di mitigare angoscia e violenza con la strizzata d’occhio che ti fa sentire rilassato e al sicuro. E oggi impostare un film di genere in questo modo è un atto di coraggio che non verrà mai lodato abbastanza. Non a caso, la media imdb di The Day è di 5.5, mentre quella di The Divide è 5.9, il che la dice molto lunga sui gusti del pubblico, ormai del tutto assuefatto a un cinema innocuo e autoreferenziale.

La violenza, sia in The Divide che in The Day, è brutale, selvaggia, esplode senza preavviso, permea i rapporti umani e non viene mai edulcorata o lasciata fuori campo: è la cifra della nuova società che si instaura dopo un evento tragico che ha cancellato tutto quello a cui l’uomo era abituato. E se in The Divide, essendo appena all’inizio, è ancora inaspettata e sorprendente, in The Day fa semplicemente parte del quotidiano e i personaggi la subiscono e la infliggono quasi con rassegnazione, ché non è rimasto altro modo di comunicare.
In tutti e due i film, soprattutto, il ruolo predominante e in grado di spiccare sul resto del gruppo, è affidato a una donna. Il che ci riporta dritti dritti a Mary, outsider sia tra gli assedianti che tra gli assediati, vittima e carnefice, spettro silenzioso e letale che aspetta solo di morire, ma che comunque sceglie di lottare, per vendetta certo, ma anche per cercare una qualche forma di espiazione.

the-day03

La bellezza di un film come The Day sta tutta nella bravura di Aarniokoski nel procedere di sottrazione, nel non fornirci né appigli né facili scappatoie. Ci troviamo soli davanti al film e sta solo a noi elaborare quanto abbiamo appena visto. E nel momento in cui il finale ci sbatte letteralmente contro il muro prendendoci a cazzotti, sappiamo che il futuro non è quello di un’umanità rinnovata, che non ci saranno seconde occasioni, ma altre fughe, altre morti, altri assedi. Fino a che di noi non resterà più niente.

Recensione di Hell

15 commenti

  1. sai conosco una giovane- giovane…-blogger che si lamentava con i perchè si.Almeno uno straccio di spiegazione potrebbero darla,tu non la conosci per caso? ^_^

    L’ho segnato e messo in lista.Mi piacciono tanto tanto tanto in modo assurdo i film post apocalittici e d’assedio.E sposo la tua idea.L’ultima spiaggia che è tra i padri nobili del genere- regia di stanley kramer con gregory peck,ava gardner,fred astaire- è girato in bianco e nero,vabbè che è del 59,ma cazzo offre un potenziale emotivo suggestivo davvero potente.E lì poi muoiono tu..ooopss,ma l’hai visto vero?

    ps:se ti va di spendere due parole su un anderson ,ma bravo…questo è il mio articoletto su brad

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2012/12/atto-damore-brad-anderson.html

    1. Eh, ma un conto è far accadere una cosa perché sì, un altro è evitare lo spiegone. Tutto ciò che accade in questo film non accade a cazzo, è perfettamente motivato, solo che non ti attaccano il pippone ogni 3×2. E ci vuole coraggio.
      Sì che l’ho visto l’Ultima Spiaggia…ma ciò non toglie che gli spoiler noooooooo!!!

  2. io ci campo con gli spoiler oh!Anzi mo vado a vedere come finisce sta pellicola ghghghghghghgh!

    ps:te lo copio e incollo sul mio gruppo Eden of Doomsday di facebook che è dedicato proprio ai film di questo tipo ok? ^_^

  3. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Grazie Lucia per avermi presentato un film recentissimo che ancora mi era colpevolmente sfuggito e che subito mi sparo, di uno dei “generi”, sottogeneri o filoni per come vogliamo chiamarli, che più mi appassionano e dei quali sono anch’io pressochè maniacale completista. Credevo che non ti fosse piaciuto “The Divide”, anche per questo non ero intervenuto, nella recensione a riguardo. Io l’ho trovato bellissimo, uno dei più belli nel suo filone degli ultimi anni, se non il migliore della stagione. O.S.T. meravigliosa.

    1. The Divide per me è uno dei più bei film dell’anno…da vedere e rivedere e sì, con una colonna sonora straordinaria 😉
      Questo The Day gli assomiglia per certi versi, anche se si svolge ad apocalisse ormai avvenuta da tempo.
      Devi resistere almeno un quarto d’ora, per dare il tempo al film di carburare. E poi, quando decolla, non lascia davvero scampo

  4. Helldorado · · Rispondi

    E me lo devo vedere sì sì….bell’articolo Lucy!

    1. Si menano come addannati 😀
      Grazie Max!

  5. narratore74 · · Rispondi

    E con questa siete in due ad avermi fatto salire la scimmia per questo film… ora non posso più farne a meno, devo vederlo a tutti i costi!

    1. Quando io e il Cap ci mettiamo d’impegno ad adottare un film, lo spacciamo per ogni dove 😀

  6. dimenticavo,ma è perlomeno sottotitolato?

  7. Giuseppe · · Rispondi

    E a completamento di The Divide mi dovrò vedere pure questo, allora 😀 Avevo tenuto d’occhio la carriera “parallela” di Aarniokoski anche se cominciavo a disperare in un suo ritorno come regista a tutti gli effetti…e devo che il suo Highlander – Endgame mi era pure piaciuto (pur con le sue incongruenze), sicuramente molto di più rispetto ai due film che lo avevano preceduto (oddio, a essere obiettivo, Highlander 2 riesce a salvare la faccia almeno nella renegade version…forse questa avrebbe potuto dare nuova linfa alla saga, chissà).
    P.S. Si torna ai vecchi tempi, un post tira l’altro 😉

  8. ce l’ho da un po’ in rampa di lancio ma fino ad ora non avevo tanta fiducia, ora mi hai fatto salire la scimmia in modo incredibile!

  9. LordDunsany · · Rispondi

    “Violenza brutale”? Grazie per la segnalazione Lucia! 😉 Spero non ci sia un triste e fastidioso bambinetto come in “The road” 🙂 L’avevo messo nelle (molto) future visioni ma senza dargli tanto peso, invece ora lo “avanzerò” tra le prossime 3-4 visioni! 🙂 Intanto è passato a 5.4 su imdb, ed ha pure un 25% su Rotten Tomatoes..

  10. L’ho recensito da qualche tempo anche da me. E siamo perfettamente allineati. Su The Day. Ma non su The Divide. Ma ne avevamo già discusso, ricordo. In ogni caso: filmone!

  11. LordDunsany · · Rispondi

    L’ho visionato nella notata di ieri. Stavolta (ed è raro) devo ammettere di non trovarmi d’accordo con te; l’ho trovato piuttosto “debole”. L’idea attorno alla quale gira tutto sembrava buona, ma avrei fatto diversamente. Per correttezza occorre dire che non succede nulla fino al minuto 51, (e non nei primi 15), ed è un pò tantino; in seguito accadono diverse cose, ma metà degli avvenimenti sono nel buio più totale, non certamente un pregio. Restano una dozzina di minuti discreti con una scena finale “fighissima”. Quel che indichi come uno dei punti di forza, ovvero la figura di Mary, per me è una debolezza, odio quel tipo di eroine-maschie, mi irritano. E’ un PG dai contorni vaghi, dalle intenzioni ancor più nebulose che per di più prende millemila mazzate e ne esce fresca come una rosa, mah.. Oltre sufficienza, risicata non andrei 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: