[REC]³ Génesis

Regia – Paco Plaza (2012)

Quando una saga parte alla grande con un primo capitolo in grado di fare quasi epoca, quando il seguito della suddetta saga è una roba piena di imbarazzo che lascia interdetti e con il desiderio di essere morti, quando il remake americano copiato inquadratura per inquadratura del primo film è brutto, ma così brutto che ti chiedi come sia possibile rifare un prodotto identico e riuscire a trasformarlo ne lammerda, alla notizia che questi insistono con un terzo film, il minimo è la gocciolina di sudore lungo la fronte. Poi decidi di non vederlo perché basta per pietà. Poi invece, nel tuo girovagare senza meta per le lande desolate di internet, ti imbatti nella locandina. Sposa con sega elettrica pucciata nel sangue. Non puoi dire di no. Il film deve essere tuo, a ogni costo. Seguono due buone notizie: Rec 3 non fa schifo e forse mette una pietra tombale sul mockumentary che, con tutta sincerità, ci ha fracassato le palle nel 1999.

Balaguerò, quello intelligente, si sgancia dall’operazione e lascia tutto in mano a Paco Plaza. Plaza comprende che l’unico modo per salvare la baracca fatiscente è quello di buttarla in farsa, nell’autoparodia più o meno consapevole, nello splatter dissennato a base di abbuffate zombesche, facce segate in due, sposini in armatura medievale e geyser di sangue. Bravo Paco. Hai capito tutto della vita. Il risultato sono 80 minuti di gran divertimento. Rapidi, spensierati e anche ben girati e fotografati. Il che ci porta dritti alla questione pietra tombale. L’inizio di Rec 3 infatti è scoraggiante. Assistiamo alle riprese amatoriali di un matrimonio: chiesa, taglio della torta, balli di gruppo, parentame assortito, con tanto di vecchio zio che lamenta di essere appena stato morso da un cane. Quando il vecchio zio si trasforma, com’è prevedibile dopo 20 secondi di visione, continuiamo con la telecamera a mano che ballonzola di qua e di là procurando nello spettatore quel familiare senso di nausea a cui tanto siamo tutti affezionati. Solo che Paco Plaza dimostra di possedere, anche lui, un certo grado di intelligenza e fa sfasciare la telecamera a calci dallo sposino imbufalito con l’operatore che vuole continuare a riprendere, perché “la gente deve sapere”. Solo a quel punto partono i titoli di testa e comincia il film. E dico film non a caso, perché Plaza, dato per disperso o considerato un fake di Balaguerò dal 2002 , dimostra di essere perfettamente in grado di allestire una messa in scena elegante e del tutto cinematografica, mandando al diavolo il genere di appartenenza della saga di Rec e regalandoci anche delle sequenze da ricordare, come quella ambientata in un garage, o il bellissimo finale su cui torneremo.

Se il primo Rec era una macchina da guerra perfetta, costruita con l’unico intento di fare paura, e il secondo una stanca e fiacca riproposizione delle atmosfere del predecessore, ma naufragata in un mare di approssimazione e confusione (visiva e di sceneggiatura) il terzo mette da parte qualsiasi velleità di apparire come un prodotto serio. Abbiamo un castello dove si svolge il ricevimento, gli infetti, i due neo sposi che vengono separati non appena scoppia il finimondo, e i loro tentativi di ricongiungersi. Lui, bardato come San Giorgio e armato di un frullino da pasticcere, lei col vestito ridotto quasi a brandelli, una giarrettiera rossa in mostra, una motosega in mano e un povero disgraziato vestito come Sponge Bob al seguito. Persino i riferimenti alla religione, presenti nei primi due capitoli, virano sui toni da commedia e stanno lì soltanto per giustificare il titolo (perché Genesi non significa affatto che Rec 3 sia un prequel) e spingere i nostri protagonisti verso la scena conclusiva. Semplici espedienti quindi, ché ciò che interessa veramente è l’allestimento del festino di gore apocalittico che Plaza ci piazza in bella vista, senza risparmiare quasi nessun dettaglio. Da un certo punto di vista Rec 3, a parte il titolo e qualche appena percepibile riferimento, non ha nulla a che spartire con i due film che sono venuti prima di lui. E anzi, sceglie di rompere la tradizione del filmato amatoriale dichiarandone l’inutilità e l’idiozia dopo i primi 15 minuti, quasi volesse dirci che la riproduzione fedele e senza mediazioni della realtà non è più una cosa possibile, che il trucchetto del mockumentary è superato e bisogna tornare a fare cinema, finalmente.

Logico che qui su ilgiornodeglizombi un’operazione del genere riscuota una gran simpatia. Io voglio bene a Rec 3, voglio bene a Plaza e voglio bene al film, perché nonostante non sia nulla per cui strapparsi i capelli, è il classico prodotto di genere medio, con tutte le cosine messe al posto giusto, tanta professionalità in campo, qualche guizzo da tenere in un posticino speciale nel nostro cuore e una scelta di cast azzeccatissima. Leticia Dolera è uno splendore di donna, soprattutto quando la ricoprono di sangue (e io ne avrei voluto un pochino di più, Paco) e le si incastra la lama della sua sega nel torace di un infetto. Adorabile e maldestra, ma grintosa al punto giusto. Una scoperta. Classe 1981 e una filmografia molto nutrita alle spalle. C’è da innamorarsi, sul serio. Plaza ne è perfettamente consapevole e quando in campo c’è lei, ecco che il film decolla e cattura l’attenzione. La storia d’amore tra i due sposini non è affatto scontata o zuccherosa e, tenendo sempre ben presente la natura semi parodistica di Rec 3, sono entrambi personaggi a cui viene facile affezionarsi.

Per questo motivo il finale del film, dopo tanto scanzonato divertimento, è quasi un cazzotto in faccia che trasuda cinismo e cattiveria e un certo malato e morboso romanticismo che non guasta mai. Girato coi colori lividi di un’alba macchiata di sangue, tra labbra strappate, braccia mozzate e corpi crivellati dai proiettili, ti riconcilia col mondo e ti lascia con un sorriso grosso così stampato in faccia. Perché è sempre bello quando si riesce a concludere un film che non vuole essere preso sul serio, troncando qualsiasi forma di speranza o sentimentalismo d’accatto. E no, non è affatto prevedibile chi sopravviverà e chi no.

Un’ultima, breve considerazione piena di sconforto: Rec 3 è un film costato molto poco, un film europeo, che non può permettersi il budget delle produzioni americane. Non solo, non può permettersi neanche il budget del nostro Dracula 3d. Eppure è stato realizzato e solo a vedere fotografia, colori e recitazione straccia l’ultimo capolavoro der maestro de noantri in una frazione di secondo. Ma è così difficile fare una cosa del genere qui da noi? Poi magari un giorno la smetteremo di produrre commedie che non va a vedere nessuno e daremo un piccolo spazio anche a un altro tipo di cinema che, ehi, in Spagna incassa e funziona. E alimenta l’industria. Ma che parlo a fare, tutti di corsa al cinema che esce Ultima Spiaggia e c’è Bandiera che fa tanto ridere. Mortacci.

Recensione di Hell

39 commenti

  1. moretta1987 · · Rispondi

    Questo cambio di stile dopo le brutture del secondo film è una buona notizia!Non avevo intenzione di vederlo ma la tua recensione mi invoglia parecchio invece:-)

    1. e chi se lo sarebbe mai aspettato da plaza?

  2. Aah, ecco cosa stavi tramando 😉
    Devo dire che questo REC mi ha un pò spiazzato. Non ha praticamente nulla in comune coi primi due capitoli, persino gli infetti sono diversi… e il tono è molto più comico. Però l’ho trovato gradevole, soprattutto per l’abbandono degli espedienti da mockumentary. Non ho mai digerito quel tipo di film, è più forte di me 😀
    Poi si, vedere cosa si può fare in Spagna con un budget striminzito, e il livello delle nostre produzioni tipo Mantula… eh, la lacrimuccia scende.
    Brava Lucy! 😀

    1. ha spiazzato anche me! ma in maniera piacevole. se uno pensa film europeo, subito gli viene in mente la commedia occhialuta o becera se il film italiano. e invece no, gli spagnoli fanno rec … dovremmo imparare qualcosa da loro

  3. Helldorado · · Rispondi

    Io Rec lo devo ancora vedere, la cosa che mi frena è il mockumentary, sempre mal sopportato…Lo recupero comunque e mi vedo questo. P.s. stasera dovrei riuscire a vedere Doomsday X o.o X

    1. anche per me il mockumentary come il fumo negli occhi, ma il primo rec un’esperienza che va fatta. questo, visto con zero aspettative invece un filmetto piacevole assai! poi appena vedi doomsday io pretendo un rude venerd metallico a esso dedicato!!!

      1. Helldorado · · Rispondi

        Ahahaha!! Ci sta…ci sta!

  4. thriller87 · · Rispondi

    Sembra succoso !

    1. molto succoso!!!

  5. non potevi essere più tempestiva di così. ho finito di vederlo tipo 3 minuti fa… cioè ancora lo devo assimilare, ma tutto sommato mi son divertito. che poi qui lo dico e qui lo nego, a me rec 2 non mi era dispiaciuto 😛

    1. Io devo ammettere di aver visto Rec 2 addormentandomi a più riprese…ma questo mi ha davvero tenuta incollata allo schermo, un po’ per l’incredulità e lo spiazzamento, un po’ proprio perché rapido, spumeggiante e splatteroso 😀

  6. Leticia Dolera…
    L’ho vista in Mad Dogs e mi ha convinto parecchio. Dopo aver letto la stroncatura da parte dell’Uomo di Midian mi hai fatto tornare la curiosità di vedere questo film. Credo basti vederlo con lo spirito giusto (nella fattispecie immagino una cosa alla Armata delle Tenebre).

    A chi lo desidera consiglio REC in lingua originale. La carica emotiva è centuplicata e si possono scorgere meglio le qualità recitative della Velasco, che è capace di far maturare alla grande il suo personaggio nle corso del film. Lo stile mockumetary qui non stona per nulla, anzi, la presenza di un cameraman professionista fa sì che si evitino per la maggior parte tutti quegli antipatici sfarfallii che di solito ti fanno tornare su la cena durante la proiezione 🙂

    1. Sì, la Velasco è straordinaria. Ho visto il primo Rec al cinema e poi in lingua originale, come cerco di fare sempre, con tutti i film. E devo ammettere che il primo Rec è uno dei pochissimi mockumentary che non mi hanno annoiata, proprio perché più ricercato da un punto di vista estetico rispetto alla norma.

  7. totalmente d’accordo con te, è una parodia volontaria che vuole seppellire il genere mockumentary.E Leticia Dolera è uno splendore! A me è garbato parecchio come ebbi modo di scrivere a suo tempo..

    1. E speriamo lo seppellisca del tutto perché ci ha frantumato tutto il frantumabile 😀

  8. Io come gradimento sono rimasto fermo al primo -eccellente- REC e del secondo ho un ricordo tanto sbiadito quanto poco entusiasta, ma la tua recensione m’incuriosisce alquanto, poichè vedo che il terzo capitolo si discosta dai predecessori permettendosi di perculare il mockumentary style (che se pure, a essere obiettivi, raramente qualcosa di anche molto buono l’ha prodotto e REC ne è un esempio -come lo è stato Road to L. a casa nostra 😉 – ormai ha fatto il suo tempo e la sua plausibilità sta dalle parti dello zero assoluto)…quanto all’ottusa perseveranza di casa nostra nel non recuperare il buon solido cinema di genere horror e non solo -a basso, medio o alto budget che sia- nemmeno per sbaglio, dire che ne ho pieni i coglioni è un eufemismo (orchite cronica renderebbe meglio l’idea) ma del resto, come hanno detto di recente in quel di Venezia, noi italiani non prendiamo lezioni di cinema da nessuno, no? Che cazzo, non vorremo mica correre il rischio di ricordarci quanto eravamo capaci di farlo, una volta, quel cinema che lorsignori mazziati e offesi hanno sempre snobbato… 😦

    1. Il problema è che secondo me abbiamo perso la capacità di farlo quel cinema. Non siamo più aggiornati e se ci fai caso, i pochi che tentato di cimentarsi nel genere, ricalcano il cinema degli anni ’70, col risultato di stare anni luce indietro rispetto ai colleghi europei.
      A parte rarissime eccezioni, certo…
      Non credo ne usciremo mai 😦

  9. Apprezzo questo tuo vertice di osservazione del film, pur non condividendolo. Non abbiamo gli stessi gusti cinematografici in questo periodo, vedo. E perchè poi dovremmo avere gli stessi gusti? Quello che ho visto io in questo film, non è tanto il suo essere una “parodia volontaria”, ma uno sfregio al primo REC, una specie di masochismo del regista, che non sono affatto riuscito a spiegarmi. REC3 sembra infatti un vecchio film in stile Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, non produce nello spettatore nessunissima emozione, figuriamoci poi se “perturbante”, ed è scritto coi piedi. Io credo che, come detto anche rispetto alla tua recensione a “Prometheus”, che un film vada visto come prodotto artistico in sè, cioè in relazione alla sua coerenza interna, al suo allestimento, alla sua “credibilità” rispetto alle opere precedenti. Questo REC3 è come un figlio che sputa nel piatto in cui ha mangiato e che i suoi amorevoli genitori gli hanno servito con dedizione per anni. Inoltre lo trovo assolutamente inutile, anche come “parodia”, nel suo viraggio splatter che, come anche tu noti, tanto splatter poi non è neanche. La sequenza finale della motosega alla Leatherface poi a me non è sembrata particolarmente efficace e/o innovativa, anzi, l’ho trovata decisamente tirata per i capelli, come quei cuochi che inventano il “gelato al gorgonzola” per fare i fighi. No, no. Non ci siamo.

    1. uè,il gelato al gorgonzola è buonissimo nè!^_^

    2. Non capisco però solo una cosa: in che senso intendi sputare nel piatto di Rec?
      Secondo me, anzi, discostandosi in maniera così totale dal prototipo c’è quasi l’ammissione di aver realizzato, nel 2007, qualcosa di irripetibile e che se per forza si doveva continuare, era meglio cambiare registro, toni e stile.
      Non credi?
      E’ ovvio che un film che ha avuto così tanto successo generi una saga, o almeno ci provi. Se ricalcare l’originale, come è stato fatto in Rec 2, non ha portato a nulla, è stato meglio mettersi proprio a fare altro.
      Che poi questo altro possa non piacere, lo sai…va benissimo. Io mi sono divertita 😉

      1. “Sputa nel piatto in cui ha mangiato”, nel senso che questo REC3 è la continuazione della saga, ne usa il “logo” nella locandina, cioè non si pone come cosa altra dai due precedenti, e, pur mettendosi quel vestito, poi, sotto mostra carni differenti, opposte, direi. Voglio dire: se vuoi fare una parodia, dillo chiaramente, non far finta di scrivere e girare un sequel.E’ un atteggiamento ipocrita, e ambiguo, direi.

  10. Funkcesco · · Rispondi

    il primo REC dico solo: Spettacolo! il secondo manco l’ho visto perchè non se lo merita, il remake americano l’ho visto e volevo morire di cose brutte e adesso il terzo… lo guarderò Lucia te lo prometto, si trova in homevideo o devo cercarlo nei meandri polverosi della rete?
    Saluti

    1. Ehhh…meandri polverosi per forza 😀

  11. Ehm… qui devo affiancarmi a psiche. L’ho trovato piuttosto brutto. Anche peggio del secondo, se possibile 😉

    1. Noooo, peggio del secondo no, ti prego…il secondo è una cosa da infilarsi spilloni negli occhi per non voler vedere 😀

  12. ale55andra · · Rispondi

    Il primo è fighissimo, il secondo mi ha fatto cagare. Il terzo volevo evitarlo, però leggendo da te mi è venuta voglia di vederlo. Però mi chiedo: può una saga iniziare in maniera seria e finire a tarallucci e vino? Lo so che ogni film va giudicato a sè, ma se parliamo di una saga parliamo sostanzialmente di un prodotto unico. Non saprei, pur potendolo apprezzare come divertissment splatteroso (roba che adoro di solito), non saprei come accingermi al giudizio generale poi…

    1. Bè, in realtà io credo che dopo il secondo Rec, sarebbe stato molto complicato ripetere lo stesso schema. Alla lunga stanca e allora si è optato per cambiare radicalmente direzione. Per me è stata una scelta azzeccata, però posso capire che si possa anche storcere il naso, perché non è neanche più Rec, ma un’altra cosa.

  13. io chiaramente ammiro quello “intelligente”,perchè con Bedtime mi ha regalato uno di quei film indimenticabili,ed è poi il cinema che amo alla follia.Sto Plaza….Che cosa ha fatto di suo?Rec 3 …ma non ne avevi già scritto,no?Oooooopssss si scoprono gli altarini,ti ho confusa con un’altra donna!Perdonami!^_^
    Lei è bellizzima,ma talmente bellissima che la bellezza,anzi :la bellessa,come ci rammenta il poeta Vasco,è ‘na cozza da tragenda greca in confronto.Dico:motosega,sangue,giarettiera,vestito bianco strappato…wow!

    Perchè mi hai rammentato di Bandiera?????Perchèèèèè?????Mi volevi punire in modo sadico e far impallidire i torturatori di hostel?Come è possibile che uno si presenti con un copione del cazzo,e trova i soldi per fare il film?Ma come si ragione nel mondo del cinema?

    1. Non si ragiona, semplice. O almeno si ragiona in maniera tale da considerare il pubblico una mandria di imbecilli.
      Plaza da solo non ha una gran carriera, anzi…però questo è un filmettino davvero divertente e pieno di gioia di vivere

      1. lo guarderò perchè poi il genere horror,come l’action,è un genere anche semplicemente fisico.Mazzate,fughe,sangue,un “attento!”per il personaggio che ci sta a cuore.Ogni tanto una dose di divertimento caciarone non è da condannare,vabbè..io lo guarderò solo per la leticia…ahhhh!!!!

  14. Visto ieri (o l’altro ieri? boh) in ogni caso bel film, ormai sono diventato un vecchio cinefilo incattivito e rancoroso verso quasi tutti i generi in particolare quelli più amati (horror e sf) e quando trovo qualcosa che mi stupisce mi viene una sorta di commozione da anziano che guarda foto sbiadite e infatti questo film ha smosso quella parte la.
    L’inizio mi incuriosisce ma avevo anche qualche inquietudine pensavo al solito film con camera a mano, ma poi le cose cambiano e come se cambiano, personaggi che attirano subito l’attenzione (riferimenti ad altri film del genere in abbondanza,anzi si potrebbe aprire un quiz su chi scopre più citazioni), tutto il film cammina sul filo dell’ironia e della tragedia , per un finale, come hai giustamente detto, veramente cattivo, evviva il buon cinema!!!

    P.s.
    ma la scena del tunnel non è splendida per un film a basso costo?

    1. Sì, anche io sono una vecchia bisbetica e rancorosa…
      però questo davvero mi ha divertito talmente tanto che sono riuscita a passare sopra a tante cose.
      La scena del tunnel, ecco, quella mi ha conquistata definitivamente.
      Quello che spesso si tende a sottolineare è che l’unica saga zombesca degna di questo nome post 2000 non è americana, ma spagnola…e questo dovrebbe far riflettere.

  15. Oh, stavolta rischio di essere proprio l’unico ad aver apprezzato Rec 2.
    Devo dire non mi era dispiaciuto l’esperimento di “rivivere” l’infestazione del condominio spagnolo da un’altra ottica e con altre coordinate temporali, spingendo ancor più il pedale sul binomio possessione demoniaca – zombificazione. Certo era inferiore al primo per novità e coinvolgimento, ma ad un amante di film “demoniaci” e zombeschi era una vera festa. Oltretutto gia lì non si lesinava affatto in ironia.
    Confesso che mi sarebbe piaciuto che l’esperimento continuasse, magari riportando qualche altra esperienza e vista laterale al mainstream mostrato nei primi due episodi, fornendo colpi di scena e nuova luce sull’intera vicenda (come secondo me il finale del secondo episodio riusciva a fare).
    Qui abbiamo divertimento, sangue ma davvero poche novità…
    Una parentesi che mi ha divertito ma spero sia chiusa per tornare alla roba seria.
    Poi la distruzione della telecamera, concordo con psichetechne, non mi ha convinto. E’come il fallimento di “The Blair Witch Project 2” dopo l’esplosione del primo episodio (e meno male che con Lovely Molly, Sanchez torna alle origini offrendo allo spettatore un grande spettacolo perturbante).
    In ogni caso, viva la Spagna…
    Almeno loro ci provano (e incassano!!!).

    P.S.:su Leticia siamo comunque d’accordo, personaggio ben costruito e interprete straordinario.

    A presto

    Jena

    1. Mi trovo sulla linea di Jena. Anche rispetto a REC2, da tutti così bistrattato, non si è ancora capito bene perchè (lo script è ben costruito, mi pare, tra l’altro, e il film inquieta: ricordate la sequenza finale?). Cioè, si stronca REC2, che quanto meno cerca di proseguire decorosamente, coerentemente, il discorso precedente, per poi cantare l’Alleluja a questo insipido REC3, che di “REC” non ha neanche il sapore. Mah.

  16. Visto ieri. Nonostante dissenta in parte su Rec2, certo è un tantino sconclusionato ma a me non ha fatto poi così schifo, su Rec3 concordo in pieno. Dopo 20 minuti di noia Plaza parte in quarta e non molla fino al bellissimo (e cattivissimo cavoli….) finale.
    Non ha certo la raffinatezza del primo episodio, ma ha il merito di dare una sferzata un pochino alla saga, paradossalmente tagliando i ponti con i suoi predecessori e non generando, per l’appunto, nessun sequel. E poi meriterebbe un applauso soltanto per aver finalmente messo una pietra sopra all’insopportabile mockumentary

    1. Infatti la mia simpatia per il terzo capitolo dipende proprio da quello, dall’aver detto basta al falso documentario che davvero, non ne potevo più. Sembrava a un certo punto che l’horror fosse solo quello. Almeno qualcuno si è deciso a farla finita 🙂

  17. Finalmente ho potuto leggere la recensione! 😀 Sono freschissimo di visione (Natale Horror) 🙂 Un paio di considerazioni (la rece la preparerò nei prox gg): non capisco perchè critica e pubblico l’abbiano massacrato! Il fatto che non c’entri coi primi due non significa necessariamente che sia brutto! 😦 Pare un incrocio tra come avrebbe dovuto esser “Resident Evil” ed un film della “Sushi Typhoon”, quindi ho gradito assai! 🙂 Sai che mi sono garbati anche i primi minuti del matrimonio? Poi ci sono pure diverse citazioni, proprio piacevole! 🙂

  18. Christian · · Rispondi

    Boh secondo me in questa recensione del film si sfrutta sfrontatamente la sottile arma della relatività . Smettiamo di raccontarci frottole . De Plaza non voleva salvarsi facendo una parodia del genere di appartenenza, è un regista e come tale ha una dignità e un modo di girare il film , che può piacere o meno a tutti – In questo caso piace solo a lui . Rec 3 non è un horror, è un guazzabuglio appena sfornato , uno splatter sbiadito con contorni di serietà . Se non altro De Plaza si è preso in giro da solo ha ammesso la sua incapacità nel fare film horror e si è abbandonato ad un commerciale puerile. Diciamocelo avrebbe fatto una figura magistrale non facendo dei seguiti al rec 1 magico che tutti ricordiamo . Un film che mi ha tenuto col fiato sospeso a differenza degli ultimo 2 che l’unica cosa che mi han sospeso è la voglia di vedere il film stesso . Non cerchiamo di salvarlo in calcio d’angolo – in verità tutti speriamo che sia l’ultimo . E che magari De Plaza in futuro ci regali in cllaborazione con Robert Rodríguez un seguito di Planet Terror . O di Futurama . Buon sanguinamento a tutti !!!

  19. Una recensione orribile. E non la condivido per niente. Rec 3 non è una novità che rinvigorisce la serie. E’ veramente orribile. E’ il tramonto del terrore “adrenalinico” dei suoi predecessori. Di Rec non ha nulla, se non il nome, e sinceramente chi ha veramente apprezzato i primi due, che sono dei capolavori assoluti, non può approvare quest’ultimo capitolo veramente osceno. Innanzitutto l’abbandono dell mockumentary è stato un errore: si tratta di una tecnica che aumenta paurosamente la suspense e la tensione, che sono la chiave del successo di Rec a mio avviso. Il terrore sta nel non avere la situazione sotto controllo, nel non sapere cosa succede fuori dai margini della telecamera; la simultaneità dell’azione spezza questa claustrofobica atmosfera di cui i primi due film si sono nutriti come parte essenziale e quel che è peggio è lo scenario che si presenta davanti ovvero un horror mitigato volutamente da una banale e impropria comicità, da prevedibilissimi avvenimenti e da momenti privi di senso, così come le reazioni dei personaggi. Il finto spongebob, lo sposino con l’armatura di san giorgio, la sposa con la motosega, lo zio sordo, personaggi costruiti su una serie di cliché e scaduti nel ridicolo per le situazione in cui sono stati immersi. Nei precedenti film nulla è stato prevedibile, fino all’ultimo era impensabile ciò che l’istante successivo ci avrebbe regalato, mentre in Rec 3 siamo inondati da una marea di situazione tipiche assurde. La festa, il momento di turbamento, la separazione dei due amanti che si ricongiungeranno solo verso la fine – espediente tanto vecchio che risale ai romanzi erotici greci – la notizia della maternità – che non c’entrava una beata minchia – e così via. Ogni grigio terrore dei due Rec precedenti è stato letteralmente fatto a pezzi, ma del resto abbiamo visto tutti che è questa la specialità del terzo film: splatterate qua e là, teste segate in due o recise, sangue a non finire, tutti elementi che creano disgusto e non paura, cosa sbagliata in un film concepito come classicamente Horror. E le reazione umane? Nei gli altri Rec il terrore faceva andare di testa i protagonisti che perdevano davvero lucidità, fattore reale ed avvincente, cosa invece presente solo parzialmente in Genesis, fatta eccezione per la sposa che forse più di tutti ha saputo impersonare il terrore che chiunque proverebbe in una situazione del genere, ma tutti gli altri sembravano solo degli automi che fuggivano in maniera automatica, come se sapessero cosa fare e non lo sapessero allo stesso tempo. In più nei capitoli precedenti ogni personaggio cercava di fare di tutto per salvare le persone care, accecate dalla speranza che potessero essere ancora “salvabile”, cosa comprensibile dato che essi si trovavano in situazione che non riuscivano ad immaginare; nel terzo capitolo regna l’egoismo e un’incomprensibile consapevolezza: insieme ai due protagonisti si muovono una serie di personaggio che moriranno in diverse circostanze e nessuno mai per tutto il film, pur conoscendo la persona, pur avendola a cuore, tenta di salvarla di cambiare la situazione, nessuna esitazione, solo “ah è morto ormai o è stato infettato vabbè”. Non sta né in cielo né in terra per dio!!! L’unica scena che ha senso è quando la sposa incontra la madre, ma per il resto zero. L’unica cosa che può essere salvata di questo orrore è il finale, che tuttavia per quanto macabro e romantico diventa quasi ridicolo e disgustoso nel momento in cui strappa completamente la lingua a lui. Ma ancora più assurda è la radice del finale, ovvero il fatto che lei venga morsa dallo zio sordo, l’unico che non può sentire le parole del prete! Trovata fantasiosa non c’è che dire, ma veramente oscena e ridicola. Come tutto il film che non ha nulla da spartire con i due capitoli precedenti. Dunque se v’è piaciuto Genesis, non v’è piaciuto Rec. Del resto ho visto che molti di voi non hanno apprezzato REC 2, una continuazione perfetta del primo, capace di mantenere quegli elementi di terrore e orrore del primo e volgerli in una chiave di imprevedibilità che conferisce uno spessore al film che spero sinceramente con tutto il cuore sarà recuperato nel quarto capitolo.

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