Lovecraftiani di tutto il mondo, giocate!

Autore – Matteo Poropat

Prezzo – 0.99 Euro.

“Io sono uno che odia l’attuale, un nemico dello spazio e del tempo, della legge e della necessità. Bramo un mondo di misteri fastosi e giganteschi, di splendore e  terrore, in cui non regni alcuna limitazione, tranne quella dell’immaginazione più sfrenata”

 Dovete sapere, anche se non vi interessa, che quando si parla di H.P. mi vengono gli occhi a cuore, mi spuntano i tentacoli e comincio a emettere strani versi che suonano più o meno così: “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl Cthulhu fhtagn”. Perché Lovecraft è stato il mio migliore amico per anni. Mi ha mostrato la via dei mostri giganti e degli orrori cosmici da cui non si fa più ritorno. Quantificare l’influenza che un autore come lui ha avuto sull’immaginario collettivo tutto, in ogni ambito o settore, è un’impresa quasi disperata. Ma già limitarsi semplicemente ai giochi ispirati alle sue opere, è un lavoro enorme e complicato. Eppure Matteo Poropat ha scritto un saggio breve, agile, veloce, piacevolissimo da leggere e che riesce a soddisfare ogni curiosità di voi lettori affezionati di Lovecraft, che siate accaniti giocatori o che vi siate divertiti occasionalmente ad addentrarvi a Dunwich o a Innsmouth in lunghe serate passate davanti a uno schermo o a un tavolo. 

L’influenza di H.P.  Lovecraft sul mondo ludico analizza in maniera esaustiva e dettagliata una mole gigantesca di opere ludiche ispirate direttamente agli scritti di Lovecraft. Si comincia coi giochi di ruolo, a partire dalla prima edizione di Call of Cthulhu della Chaosium, fino ad arrivare ai videogiochi come lo splendido Dark Corners of the Earth, che mi è costato una quantità innumerevole di notti insonni, con cuffia, luci spente e ginocchia tremolanti.  E se ve la siete fatta addosso anche voi impersonando Edward Carnby nel primo, indimenticabile Alone in The Dark, sarà con un sorriso nostalgico e una lacrimuccia sulla guancia che leggerete le pagine del saggio a lui dedicate.

Ma non finisce qui: giochi da tavolo? Ecco Arkham Horror, insieme a tutte le sue espansioni. Carte? Call of Cthulhu  Collectible Card Game è presente.  Curiosità e bizzarrie varie? Abbiamo anche Cthulhu 500: Mythos Motorsport Madness. E se non dovesse bastarvi, c’è anche un capitolo dedicato alle action figures dei Deep Ones e di tutta l’oscura progenie partorita dalla mente più folle, geniale e visionaria che abbia mai calcato il suolo terrestre.

lo voglio. adesso

Dopo la panoramica sui diversi ambiti ludici in cui si è allungata, nel corso dei decenni, l’ombra di H.P. il saggio passa ad analizzare il diverso grado di fedeltà e la capacità dei vari giochi di rispettare le atmosfere tipicamente lovecraftiane e di “portare il lettore/giocatore al confine tra i mondi, al limite oltre il quale ribolle l’abisso senza senso che rappresenta la verità cosmica, della quale noi non percepiamo che una piccolissima e insignificante frazione“. Ed è qui che l’appassionato di Lovecraft si innamora e si ritrova con la bavetta alla bocca, perché Matteo Poropat dimostra una conoscenza davvero profonda della materia trattata e una comprensione dell’universo messo in piedi dallo scrittore di Providence che, in tutta sincerità, gli invidio anche un pochino. E alla fine ciò che conta in un gioco ispirato a Cthulhu e ai suoi simpatici colleghi, è che sappia farci sentire inermi, indifesi e sull’orlo della follia. Ma con una possibilità di salvezza che i protagonisti dei racconti non potranno mai avere. In un gioco, possiamo anche illuderci di averla vinta noi. Che quel carico di orrore insostenibile possa addirittura essere sconfitto dalla nostra abilità.

Soprattutto, la dimensione ludica ci offre l’opportunità di prendere parte attiva e, in alcuni casi creare addirittura, quel mondo di splendore e terrore che Lovecraft aveva in mente e che ci ha regalato.  Forse questo è anche il motivo per cui i giochi sono riusciti dove altri media (cinema in primis) hanno fallito, ché lo sappiamo tutti quanto sia difficile far uscire Lovecraft dalle pagine e inserirlo in altri contesti. E a chi continua a credere che il concetto di gioco, in ogni sua forma, non sia una cosa “seria”, io posso solo consigliare di andarsi a leggere queste 76 pagine. E poi di precipitarsi a fare in culo, già che ci si trova.

Info varie di servizio: il saggio è riccamente illustrato e acquistabile in varie edizioni e formati.

Per il mobi andate qui

Per l’epub qui

Versione inglese (tradotta da Davide Mana) qui.

E se volete, c’è anche una bella intervista all’autore

Per concludere un po’ di musica

15 commenti

  1. Nyarlathotep è bellissimo *O*

    1. Da coccolarselo tutto 😀

  2. moretta1987 · · Rispondi

    Quello di Matteo è un libro con i controbaffi,quasi un acquisto obbligato per il lovecraftiano DOC.

    1. Infatti. E’ imprescindibile

  3. Beh, mi era sfuggito e ti ringrazio per avermelo fatto scoprire in questo lungo momento di distrazione dalle questioni lovecraftiane.
    Motivo in più per rafforzare l’identità oscura del web-calderone in cui convergono le mie farneticazioni quotidiane!
    Un saluto da L.

    1. Benvenuto da queste parti e un saluto anche a te.
      E’ davvero un libro che vale la pena di essere letto. Parola di cultista

  4. Comprato due anni fa in versione cartacea, non posso che consigliarlo a tutti.

    1. Ciao Nick! Io arrivo sempre in ritardo sulle cose, purtroppo 😀

  5. Giuseppe · · Rispondi

    A proposito di nostalgia, mi ricordo di quando giocavo a Prisoner of Ice nei panni del tenente Ryan…un gioco dalla trama tutto sommato semplice ma intrigante al tempo stesso. E comunque a me interessa sapere che quando si parla del Solitario di Providence ti vengano gli occhi a cuore, ti spuntino i tentacoli e cominci a emettere strani versi che mi suonano familiari 😉

    1. E devi vedermi quanto sono carina mentre tentacoleggio in giro per casa 😀

  6. ” E poi di precipitarsi a fare in culo, già che ci si trova.” LOL

    Ottima recensione, Lucy! 🙂

    1. Grazie Gianlunca!
      E il vaffa è linguaggio universale 😀

  7. tukulka · · Rispondi

    WOW !! Grazie della segnalazione e complimenti all’autore !!!

  8. Eccomi finalmente!
    Ho letto il post con calma e ti ringrazio ancora per le tue buone parole.
    E viva Nyarlathotep! 🙂

  9. LordDunsany · · Rispondi

    Preso un anno e mezzo fa, molto carino e interessante! 😀 Da appassionato dell’autore e da assiduo giocatore di “Arkham Horror” non potrevo esimermi! 🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: