Mirror Mirror

(Regia – Tarsem Singh, 2012)

Tarsem è un tipetto ambizioso, con dosi abbondanti di presunzione. Qui, lo sapete, i tipi così ci piacciono tanto e spesso ce li adottiamo. Solo che adottarsi uno come Tarsem è da pazzi furiosi e masochisti che non aspettano altro se non di essere sbeffeggiati a destra e a sinistra. Tarsem chi? Quello di The Cell, con Jennifer Lopez? Sì, lui. Quello di Immortals (mio Dio aiutami tu)? Sì, ma anche quello di The Fall che abbiamo visto forse in cinque e non sapevamo se applaudire per un talento visivo che è fuori dal comune, o dare capocciate contro i muro per come questo talento andasse sprecato nell’incapacità assoluta di condurre una storia in porto. Però Tarsem non è il Richard Kelly della situazione (un altro che mi adotterei volentieri, non fosse per come mi ha stuprato Matheson). Non è un problema di pippe mentali d’autore, il suo. Credo si tratti di più di mettere il morso a una creatività straripante, che è una specie di cavallo selvaggio a cui nessuno ha mai insegnato a camminare in linea retta. Quando si va a vedere un film di Tarsem si ha la certezza di assistere a immagini splendide. Ma così squinternate che ti chiedi chi ha avuto il coraggio di finanziare l’osceno e coloratissimo, kitsch fino al parossismo, guazzabuglio che si agita sullo schermo.

Ci sono alcuni registi che hanno bisogno di una produzione forte che sappia mettergli un freno, che gli impedisca di rovinarsi con le loro stesse mani. Forse Tarsem, per uscirsene finalmente con un buon film, doveva solo essere obbligato a lavorare a una sceneggiatura ben definita, con una struttura forte, che gli impedisse di ridurre il tutto a un delirante videclip in cui a un certo punto il cattivo gusto ti sommerge a ondate e tu ti chiedi che cazzo ci stai facendo seduto su una poltrona del cinema a guardare quella merda. Tanto, piccolo Tarsem, ti facciamo sfogare nei titoli di coda (ah, sì è uno spoiler, il filmato, ma tanto lo sapete come finisce Biancaneve, vero?).

Quando sono andata al cinema a vedere Biancaneve, non mi aspettavo nulla. O meglio, mi aspettavo una cagata. E invece Tarsem prima mi ha stupita con un prologo animato di rara bellezza, poi mi ha fatto ridere caratterizzando una regina cattiva (Julia Roberts) con degli accenti di ironia e sottile perfidia da applausi a scena aperta. E ancora, mi ha entusiasmata stravolgendo completamente lo schema classico della fiaba, ma in maniera originale e diversa rispetto a quello a cui siamo abituati in questi tristi tempi di falso empowering femminile, ralenty un tanto al chilo, fotografia cupa e livida e seriosità da far calare la palpebra. Tarsem dirige un baraccone colorato e sfarzoso, con scenografie e costumi (della compianta Eiko Ishioka, qui al suo ultimo lavoro, a cui il film è dedicato) da togliere il fiato, sempre in bilico tra farsa grottesca e melodramma, dosando alla perfezione i momenti di genuina commozione (è una favola, per Cthulhu, che si pianga) con quelli in cui l’umorismo prende il sopravvento, senza mai permettere che tutto questo materiale gigantesco gli sfugga dalle mani.  Bravo ragazzo.

Lo stile è sempre quello tipico di Tarsem e se non vi piace lo digerirete con qualche difficoltà. Solo che questa volta è più trattenuto, meno portato all’eccesso. Basta guardare la prima scena di battaglia e la sua ridicola (in senso buono) conclusione, per rendersi conto di quanto il regista sia maturato. La macchina da presa si muove fluida, celando i virtuosismi, che pure sono numerosi, dietro la necessità prioritaria di raccontare. Viene evitato, credo in maniera consapevole, l’abuso del ralenty,  che anzi è quasi del tutto assente, così da togliere qualsiasi elemento enfatico a una fiaba che non ha bisogno di essere caricata  ulteriormente. Al contrario, Tarsem la svuota della retorica e ne fa una narrazione moderna che, pur mantenendosi nei limiti di un prodotto per bambini, permette anche qualche piccolo spunto di riflessione su argomenti che in questo blog interessano parecchio.

Da qui in poi qualche anticipazione

Si parlava poche righe più in alto di falso empowering femminile. Prima di cominciare a discuterne, guardate questo trailer, grazie.

Visto? Bene, a me viene l’orticaria solo a sentire quella musica di merda piazzata lì sotto col procedimento furbettino alla Snyder. Odio a valanga. Scommetto tutto quello che volete che quel Biancaneve lì sfracellerà incassi  a tutto spiano e andrà molto meglio di quello del mio nuovo pupillo Tarsem. Biancaneve in armatura che mena al rallentatore non è, ripeto, non è empowering femminile. Un principino sciocco e confuso che si trova di fronte una Biancaneve che gli tiene testa in tutto, che non è lì per essere salvata ma semmai è lì per salvare lui, lo è molto di più, soprattutto all’interno di una cornice che la butta spesso sulla commedia e ti fa passare il senso di smarrimento che prova un uomo alle prese con due figure femminili soverchianti, attraverso la risata liberatoria e una serie di scene che rimandano allo slapstick.

E ci sarebbe da discutere per ore sul povero principe trasformato in cagnolino adorante, preso a mazzate dai nani e alla fine riportato alla ragione dal bacio di Biancaneve, per il modo in cui Tarsem ribalta la prospettiva e scambia i ruoli, con leggerezza, ironia, rispetto per i personaggi e, ancora una volta, senza un briciolo di enfasi o retorica. Alla fine, il confronto è tra le due donne, escludendo tutti gli altri personaggi. E no, non sarà un confronto a suon di botte, saltelli, mossettine, gente lanciata contro il muro e bullet time. E ancora, no, Biancaneve la mela, questa volta, non la prende. Non siamo cretine, grazie.

E così, tra colori vivaci, burattini che si animano e distruggono tutto, trattamenti di bellezza ai limiti della tortura, balli in maschera da stropicciarsi gli occhi per lo splendore di ogni elemento messo in scena, uno specchio magico che è un’invenzione visiva straordinaria, Tarsem dimostra che è ancora possibile raccontare una favola dandone una versione moderna, ma senza perdere lo stupore fanciullesco, l’ingenuità tipica che un prodotto del genere deve portarsi sempre dietro e anche una certa dose di buoni sentimenti che, lo ripetiamo, non hanno mai fatto male a nessuno. E se in tutto questo circo divertentissimo, si riesce persino a regalare un modello positivo alle ragazzine che andranno  a vederlo, tanto di cappello.

Ti voglio bene, Tarsem.

31 commenti

  1. mmmmmm…. ai don nou…
    Tarsem è per un 6,5\7 per The Cell, 8 per The Fall, S.V. per Immortals e questo proprio non mi ispira.
    Se proprio devo dire la verità, le revisioni delle fiabe le uso come sbloccatori di stipsi 🙂
    A meno che non si parli della serie Once upon a time, a cui non avrei dato mezzo centesimo, ma dalla terza puntata in poi esplode in una originalità inaspettata che lascia di stucco. Tanto Nero-nero-nero e le fiabe vengono trasformate in qualcosa di diverso che ancora devo capire. Questo credo sia il modo giusto di rivedere una fiaba, cioè stravolgerla.
    Questo di Tarsem mi puzza troppo da “I need your money”. Non so.
    E poi me lo devo pure vedere, altrimenti che c…o parlo a fare!? 😉

    1. Guarda, io l’ho detto in testa alla recensione: non gli avrei dato una lira, anzi, di meno. Pensavo di aver buttato i miei soldi in un cagatone mostruoso.
      Invece mi ha stupita. Ma forse perché io sono una bambina, in realtà. Non saprei dirti. A me la solita rivisitazione in “nero” delle fiabe ha cominciato a stufare, ormai è un cliché anche quello. Però pure io parlo a vanvera perché Once Upon a Time ancora non l’ho visto, quindi magari sto dicendo una cazzata

      1. No certo! Allora facciamo un patto: io mi guardo tarsem e tu ti becchi due\tre puntate di OUAT 😉 e poi mi dici la tua…
        vedrai che di cliché ne ha davvero mooolto pochi…

        1. Affare fatto!

  2. Beh, un’interessantissimo articolo che mi spinge senz’altro a recuperare questo film.
    Dico “recuperare” perché so già che dei miei amici nessuno vorrà venire a vederlo al cinema 😦
    Aggiungo due cose che probabilmente non mi faranno guadagnare punti di stima: Biancaneve e il cacciatore a me ispira molto e lo vedrò senz’altro. Come spesso mi capita mi spoglierò di ogni pretesa di analisi, sperando di godermi un film gradevole.
    Seconda cosa, di questo Mirror mirror posso dire che, a parer mio, hanno sbagliato alla grandissima il trailer? Voglio dire, lo spettatore generico, che non s’informa ma che si limita semplicemente a scegliere se vedere o meno un film attraverso la pubblicità, potrebbe non essere molto stimolato a concedere una chance a Tarsem.
    Dette le mie ca**ate, mi riprometto di farti avere un parere sia su questa Biancaneve che su quell’altra. Senza pretese di analisi, che lascio a te, perché ammetto la mia ignoranza in materia 🙂

    1. Ma quale ignoranza! 😀
      Anzi, sulla faccenda del trailer impostato male hai perfettamente ragione. Credo abbia rovinato il film, perché anche io che comunque a Tarsem ho sempre voluto un po’ di bene nonostante tutto, ero molto scettica.
      Su Biancaneve e il Cacciatore, hai ragione, magari sarà una cosa godibile, solo che io comincio sul serio a essere stanca di quel modo di girare. Tarsem ha almeno provato a fare una cosa fresca e leggera. E l’ho molto apprezzato per questo.
      E non hai detto nessuna cazzata, figuriamoci 😉

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Evidentemente si insiste a pensare che il viraggio al nero della narrativa fiabesca -sia originale che creativamente reinterpretata- sia l’unico espediente in grado di garantire un sicuro ritorno al botteghino, quando invece basterebbe capire che come espediente può essere sì molto efficace (in mani capaci e al netto di inutili ralenty allora mi può piacere e molto, vedi Tim Burton o, per altri versi e sotto altri aspetti, il grande Terry Gilliam) ma se spremuto fino all’inverosimile rischia di portare a prodotti fotocopia l’uno dell’altro, di grande virtuosismo tecnico magari ma con un cazzo di anima…e a quanto scrivi Tarsem è riuscito a battere una strada diversa con successo (magari io avrei scelto la Theron al posto della Roberts 😉 ), mettendo a frutto il suo talento immaginifico e -come si vede nei titoli di coda- “bollywoodiano” per cui, non so quando, Mirror Mirror me lo potrei vedere pure io in qualità di infante intrappolato in un corpo di adulto (che siamo in tanti a esserlo 😀 )

        1. Con tutto che sono passati quattro giorni, mi sveglio dal sonno letargico indotto e rispondo con colpevolissimo ritardo 😀
          La cosa che mi ha colpito del film è proprio la volontà di mantenersi all’interno dei limiti della fiaba, pur stravolta, e non volerla mai virare al gotico o al nero.
          Però ti assicuro che la Roberts, per quanto non sia simpatica neanche a me, è perfetta, gelida, cattivissima eppure molto umana. Ti fa ridere di cuore in parecchie circostanze. E’ una sorpresa nella sorpresa 😀

  3. Mirror Mirror è partito bene, ho riso grazie ad una stupenda Julia Robets… ma poi sono arrivati i nani ed è arrivata anche un po’ di noia, alla fin fine sono risultati la parte debole di questa nuova realizzazione di Biancaneve, ed è un peccato perché il film stava procedendo bene. Stupendo il video finale, lo adoro!!

    1. A me son piaciuti molto anche i nani, rivisitati in quel modo. Forse però è vero che nella parte centrale rallenta un po’ il ritmo.
      Solo che con quel finale, come fai a non volergli bene?

  4. E tre!Anche questa volta ho criticato un film confondendolo con l’altro.Povero Tarsem, avevo visto il trailer di snowwhite e huntsman!^_^
    Vedrò di vincere la mia assoluta resistenza al cinema di Mr T,ho visto anche the fall pensa un po’,perchè magara sta volte me piase.
    Richard Kelly- is missing in action?-ha però diretto una grande opera come Donnie Darko,almeno quello!Poi che fine ha fatto?Mah!

    1. Kelly dopo Donnie Darko ha fatto altri due film. Non saprei riuscire a definirli, non saprei neanche come parlarne. Io ancora ci credo, in lui. Risorgerà!
      Su Tarsem: nonostante io abbia sempre pensato che fosse un gran talento, questo è il suo primo film che mi piace sul serio. Però io ricordo a tutti con chi state parlando, la bambina di nove anni intrappolata nel corpo di una 33enne

      1. Anche io spero in Lui,come nel ritorno di un altro Richard…O’Brien ,il Riff Raff di Rocky Horror!^_^
        Scherzo,parlo di R.Stanley,chiaramente.Ok allora non vado recuperare le altre due opere di Kelly,non voglio soffrire che ci pensa già L’inter questo anno.Lo so che parla la ragazzina di nove anni,a un vecchio di 80 anni in un corpo di 35

  5. moretta1987 · · Rispondi

    Mi ispira e poi di tarsem mi era piaciuto parecchio The fall.Sulla storia delle revisioni oscure delle fiabe concordo,hanno decisamente rotto.

    1. Sì, hanno stufato alla grande. Tutto quel blu livido e i ralenty che allungano un film che se non li avesse durerebbe venti minuti!
      Basta per pietà 😀

  6. Curioso, l’abbiamo pubblicato nello stesso giorno, solo che a me ha fatto cagare tantissimo! 🙂
    Non si merita neanche le bottigliate!

    1. Adesso vado a leggere!

  7. bradipo · · Rispondi

    A questo punto sono confuso e non so se andare a vederlo oppure no. I miei pargoli non mi hanno chiesto nulla perchè se me lo chiedessero allora la visione sarebbe obbligatoria.Su Singh la penso esattamente come te: grandissimo talento visivo ma dubbia capacità narrativa.The cell lo vidi al cinema e mi intrigò, The Fall mi ha annoiato mortalmente, Immortals l’ho bypassato.Questo…non lo so.Non c’entra nulla e non so neanche se ti piacciono Maury e Bustillo( A l’interieur il loro esordio).Sono riuscito a vedere (sottotitolato in inglese) il loro nuovo film che si chiama Livide(ne ho parlato stamattina da me).Lo hai visto per caso? e ti era piaciuto A l’interieur?

    1. Ma io un’occhiatina gliela darei a questo Mirror Mirror e porterei i pargoli, assolutamente.

      Su Bustillo e Maury, io ho amato alla follia A L’interieur e non vedo l’ora di gustarmi Livide. Se mi dici che è già disponibile, mi fiondo alla ricerca. Lo guardo e poi leggo la tua recensione perché non voglio essere influenzata.
      No, vabbè, chi voglio prendere in giro, sono troppo curiosa. Mi precipito a leggerla 😀

  8. Mi aspettavo una stupidata anch’io, ma adesso mi hai incuriosita! Lo vedrò:-)
    OT: è una sciocchezzuola ma… ci sei anche tu: http://aislinndreams.blogspot.it/2012/04/beautiful-blog-award-2012.html 😉

  9. thriller87 · · Rispondi

    L’idea del ribaltamento di ruoli mi sembra parecchio stuzzicante…

    1. Sì, lo è, è la cosa migliore del film, te lo assicuro 😉

  10. Helldorado · · Rispondi

    Non ci andrò al cinema, lo recupero su SKy quando e se passerà…
    A me Julia Roberts sta proprio sul gozzo(sì anche su quell’altra parte), quindi va benissimo per fare un personaggio come la Regina, però preferisco non spenderci otto sacchi. 😀

    1. Anche a me la Roberts sta sia sul gozzo che su quell’altra parte. E non so se per te varrebbe il prezzo del biglietto. Quindi sì, aspetta che arrivi su sky, o ovunque dovesse arrivare. Però un’occhiata dagliela perché è divertente 😉

      1. Helldorado · · Rispondi

        Mi hai stuzzicato, non gli avrei dato neanche quella minima possibilità… 😉

        1. manco io gliel’avrei data, mi ci hanno portato quasi con la forza 😀

  11. Oddio mio era sfuggito che questo film fosse di Singh! Che scemo che sono. Corro subito ai ripari per merito tuo. Baci.:)

    1. E’ suo, è suo!
      Corri a vederlo se ti piace il buon Tarsem!

  12. Lucia, ho letto solo adesso! Preziosissima recensione, ero comunque curioso di vederlo, ma leggere quello che hai scritto ha aumentato la voglia. In più ti ringrazio delle rassicurazioni, ero davvero preoccupato per le tarsemate di cui parli. Appena si decideranno a proiettarlo in questo oscuro buco di mondo, vado a vederlo!

    1. Grazie Giordano!!!!
      Vai, perché nonostante abbia molti detrattori, è un film carinocarinocarino.
      E anzi, adesso vado a rispammare la canzoncina dei titoli di coda 😀

  13. LordDunsany · · Rispondi

    Non m’aspettavo questo commento! Brava Lucia! Tra l’altro vedo che hai evidenziato punti in cui concordo con te! Devo però venire allo scoperto, per me Tarsem è quello che Anderson è per te; quindi fichissimo a prescindere da tutto e tutti! 😀 Per me “The fall” è uno dei 3 film più belli degli ultimi 12 anni 🙂

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