Cabin Fever 2 – Spring Fever

Regia – Ti West (2009)

Ancora lui, ancora il nostro Ti, in un film che però gli appartiene fino a un certo punto. Un film dalla storia travagliata e difficile, che ha dovuto aspettare ben due anni per vedere la luce dopo le riprese, bloccato da controversie tra regista e produzione, rimontato, in parte addirittura rigirato e poi disconosciuto da West, che neanche ha potuto togliere la sua firma alla release finale, perché non era membro della Directors Guild of America e non poteva utilizzare lo pseudonimo di Alan Smeethe.  Le dichiarazioni di West dopo l’uscita tardiva, e solo in DVD, di Cabin Fever 2, non lasciano adito a nessun dubbio: il film non è suo, è dei produttori. Lui con questa roba non ha nulla a che spartire.

Eppure, anche in Cabin Fever 2, la mano di West si avverte. Al netto di tante imperfezioni, momenti risibili, un prefinale che non c’entra quasi niente, appiccicato lì con lo sputo e che fa crollare tutto quel che di buono era stato costruito in precedenza, questo secondo capitolo dedicato all’orrida malattia che ti trasforma in poltiglia, batte quindici a zero l’originale senza neanche faticare troppo. Perché? Ma perché comunque dietro la macchina da presa, a tenere sotto controllo la messa in scena, a costruire personaggi credibili e a barcamenarsi tra commedia, dramma, umorismo di grana grossa e splatter ai limiti del sopportabile, c’è sempre lui. C’è Ti che, nonostante i produttori abbiano fatto di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote, dimostra come al solito di essere parecchie spanne sopra a molti suoi più famosi e acclamati colleghi.

Cabin Fever 2 comincia con Paul, unico sopravvissuto alla mattanza del primo film, che si aggira perdendo pezzi per i boschi. Arriva in strada e viene spiaccicato da uno scuola bus di passaggio. Il collegamento col predecessore si ferma qui, se si esclude il personaggio, piuttosto inutile e quasi avulso dal contesto dell’agente Winston, che in realtà ci serve soltanto per ammirare il solito Fessenden che spruzza sangue ovunque in una tavola calda, in una di quelle scene da ovazione immediata, gioia, gaudio e tripudio.

La mano di Ti West viene fuori dai primissimi minuti di film, con una sequenza animata, sulle note di questa canzone, che ci illustra nei dettagli come avviene la contaminazione, facendo uso di un’ironia macabra e scanzonata, e che ci porta dritti dritti nei corridoi del liceo dove è ambientata la vicenda.  Un liceo, sia chiaro, molto diverso da quelli che siamo abituati a vedere nella maggior parte dei teen horror (e anche delle commedie) americani. Un luogo squallido e grottesco, in cui West sembra divertisti a disseminare piccoli indizi destabilizzanti, scegliendo, come nel resto dei suoi lavori, un ritmo rilassato, lento, scegliendo di accompagnarci alla notte del ballo della scuola tramite la conoscenza approfondita dei tre protagonisti principali. Ma pur sempre di Cabin Fever si tratta, e allora questa serie di dettagli non sono lì per generare inquietudine, come in The House of the Devil e The Innkeepers. L’eleganza non appartiene a un progetto del genere. Ti West allora preferisce calcare la mano su disgusto e sul grossolano. Ma lo fa, come sempre, a suo modo.

E allora ci si ritrova, di fronte ad alcune scene, in quello strano limbo in cui non sai se buttarti per terra e ridere, o correre al bagno a vomitare. L’atmosfera rimane, fino a quasi metà film, quella della commedia adolescenziale, con i soliti stereotipi di emarginazione sociale, ormoni impazziti, ragazze bellissime e irraggiungibili, bulli che ti prendono e ti sbattono contro gli armadietti perché hai rivolto la parola alla loro fidanzatina e via così. Il tutto però descritto con una patina di malinconia, empatia, desiderio di non trattare quei ragazzi come fossero pedine e macchiette da macellare e da dimenticare, che è cosa rara in tipologie di film simili a questa.  Ed ecco che particolari come un’unghia che si stacca e viene riattaccata con la colla, il sezionamento di una rana in laboratorio,  una scena di sesso orale nel bagno della scuola, con contagio allegato e tanto di rigurgito di sperma in primo piano, un ponch raccapricciante (non vi dico perché) hanno la funzione di strapparci al senso di sicurezza e tranquillità che l’ambientazione scolastica si porta dietro.

E per comprendere come West abbia preparato ogni cosa con intelligenza sopraffina, basta assistere ai minuti precedenti all’inizio del ballo, che rimandano (è un percorso obbligato con cui bisogna sempre fare i conti) a Carrie, sia per certe soluzioni fotografiche e cromatiche adottate, sia per alcune inquadrature che sembrano prese di peso dal film di De Palma. Un momento di sospensione, prima che West ci faccia precipitare nell’incubo a base di arti staccati, feti abortiti e geyser di sangue che si scatena nel corso del prom.

Splatter. Cattiveria. Violenza. La comedy finisce e lascia il campo libero a questi tre elementi. Non si risparmia niente, non c’è più pietà per nessuno. Le grida di aiuto, mentre i corpi imputridiscono in un doloroso e irreversibile disfacimento, rimangono inascoltate. Interviene un gruppo di militari che comincia a massacrare tutto ciò che si muove, mentre i protagonisti, chiusi nella palestra, cercano una via di fuga. Ci si aspetta un climax delirante ed estremo, un’ulteriore accelerazione. E invece, quasi per magia, il film diventa una stronzata. E non ci si stupisce che West lo abbia rinnegato, perché l’impressione è quella di una rovina premeditata e voluta da una produzione che a un certo punto è impazzita e ha scelto di massacrare un piccolo gioiello di B-movie che avrebbe potuto restare negli annali. La frattura è così netta, marchiana e repentina che Cabin Fever 2 non sembra neanche lo stesso film. Il rimpianto è davvero grande, se si pensa a come Ti West aveva impostato il racconto, e se si riesce a immaginare cosa avrebbe potuto essere il finale, se solo al regista fosse stato lasciato il controllo assoluto.

Ascoltate il bellissimo dialogo tra John (straordinario  Noah Segan) e Cassie (Alexi Wasser, tra le prossime divine) e troverete tutta la poetica di Ti West nel tratteggiare i personaggi e i rapporti tra loro. Inserire una scena del genere, mentre all’interno della palestra la gente vomita sangue e i soldati sono sul piede di guerra, non è da tutti, renderla credibile e commovente non è da tutti, farci percepire come naturale e giusto un sentimento così puro che si tramuta in rabbia, nel contesto di un sardonico e truculento filmaccio a base di frattaglie, necessita di una capacità di scrittura, direzione degli attori e costruzione dei caratteri che solo Ti West e un gruppetto ristrettissimo di autori possiedono. Quell’attimo in cui usciamo all’improvviso dal genere ed entriamo in un’altra dimensione cinematografica.

Sì, è davvero un peccato che Cabin Fever 2 abbia perso il suo regista. Ma voi guardatelo lo stesso. Magari, ecco, spegnete dieci minuti prima della fine e riaccendete per i titoli di coda che sono fenomenali.

52 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Questo non l’aggiungo al listone, approvi?

    1. ahahaha!
      dipende da quanto ti piace lo splatter da voltastomaco

      1. Helldorado · · Rispondi

        Poco, sono impressionabile ricordi 😉

        1. sì, sì, mi ricordo 😀
          depenna, depenna subito!

  2. Premetto che odiando profondamente Eli Roth, avevo lasciato volentieri da parte il seguito di una delle peggiori porcate che mi siano mai capitate per mano… però Ti è Ti. Quindi potrei anche fare questo sforzo 😉

    1. Io con Roth ho uno strano rapporto di odio/amore.
      Nel senso che mi sta simpaticissimo e mi fa ridere. Mi piace quando si mette a fare l’attore.
      Solo che davvero, avesse fatto un film decente in carriera.
      Oddio, secondo me Hostel 2 non era male. Mi sono divertita.
      Sì, fallo lo sforzo. Con tutti i limiti del caso, è un bel bmovie 😉

  3. è il classico Metodo Richard Stanley:scommetti?

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

    1. Sì, una storia simile, solo che Ti è stato più fortunato di Richard, perché ha incontrato il signor Fessenden che lo ha lasciato libero di fare il cazzo che gli pare 😀

      1. e allora auguriamo a questo validissimo regista-del quale ho visto solo una pessima copia del suo ottimo debutto-di trovare una pellicola che sappia valorizzarlo al meglio e gli dia anche una maggior visibilità.Nel frattempo aspetto giugno per andare a vedere il film spagnolo ,mentre dormi,che ho deciso sarà il capolavoro di mezza stagione e poi vorrei vedere pure Romanzo di una strage,sperando che sia fatto come Volontè e Petri comandano!

  4. sto subendo una lotta interiore, che va ormai avanti da mesi, a causa di questo film.
    la disputa sta nel fatto che ho veramente odiato Cabin Fever di Roth (lo considero addirittura inferiore a La croce dalle 7 pietre), ma al contempo sono curioso di vedere questo perché dietro la macchina da presa c’è West che però ha disconosciuto il film. ora però tu mi dici che nonostante tutto una sbirciatina la si deve dare e mi riaccendi la forze di attrazione, mentre in contemporanea quella di repulsione si è attivata e continua a ripetermi “verrai stuprato di nuovo, verrai stuprato di nuovo…”
    e la mia psichiatra ha pure cambiato continente!

    1. Il mio psycho invece è direttamente stato ricoverato al manicomio dopo un paio di sedute in compagnia della sottoscritta.
      Una sbirciatina la merita, e anche io sono interiormente scissa tra l’amore che nutro per Ti e l’odio profondo che nutro per il primo Cabin Fever che, per dirla fantozzianamente, è una cagata pazzesca 😀

  5. Io e Roth non ci vogliamo molto bene…e ultimamente sono deboluccia di stomaco.Quindi passo.

    1. Sì, fai bene, passa, se sei deboluccia, che qui si va decisamente oltre.
      Ma Roth non c’entra niente, te lo assicuro. Siamo anni luce da Roth.
      E questo potrebbe essere l’antidoto a robaccia come Piranha 3d

  6. Ehmm…depenna il commento di prima, quello sensato (più o meno) è questo qui:
    Io e Roth non ci vogliamo molto bene, ho detestato cordialmente il primo Cabin Fever per non parlare del secondo Hostel, ed in più ultimamente sono deboluccia di stomaco. Non ho ancora visto “The Innkeepers” (ce l’ho lì, in attesa di un momento buono senza bimbetti attorno) ma questo lo passo sicuramente nonostante la presenza di West, di cui sento parlare bene ovunque, dietro la macchina da presa.

  7. Partendo dal fatto che io il primo Cabin lo adoro perchè mi fa tanto tanto ridere (e sì, anche perchè dietro c’è Lynch), questo non l’ho visto proprio perchè rinnegato dal regista. A sto punto uno sguardo però glie lo do, anche solo per sapere cosa c’è nel ponch.

    1. Sì, sì, sì, di quel ponch bisogna parlare. Gesùsantissimo il ponch. Per fortuna che non l’ho mai bevuto in vita mia.

      1. Io pensavo fosse qualcosa che si trovasse solo in America, il ponch. Come le ragazze pon pon.

        1. suppongo di sì, che esista solo in America, per nostra immensa fortuna.
          Neanche so cosa sia esattamente. E alla fine non ho molta voglia di saperlo.

        2. Ma no! Il ponce (dall’inglese punch) è una bevanda tipica livornese. Quindi c’è anche da noi anche se la composizione è leggermente diversa da quella britannica e ha il caffè invece del tè come base.

          1. Ma dai!
            Livornese?
            e io che pensavo fosse solo robaccia da prom night americano 😀

  8. Hai scritto una recensione talmente appassionata che mi hai fatto vedere questo lavoro con l’occhio di un innamorato che tutto perdona. Molto presto farò una visione confidando, inoltre nel fatto che ultimamente soffro di una carenza da horror e di horror nuovi… Capisco che il genere è in crisi, chi osa gli stroncano le gambe e le produzioni sono zombies famelici però non posso continuare a guardarmi e riguardarmi ogni volta Non Aprite quella Porta, Reanimator e Breed… tanto per fare qualche titolo. Sono dell’idea che lo Splatter, quello sozzo, vomitevole e puzzolente stia all’horror tanto quanto la pornografia sta all’erotismo. Ognitanto si cede all’istinto più cioccolataio dei nostri sensi! Mi sa che alla fine mi diverto pure… e te lo dice uno che è andato a vedere Pirana 3D e malgrado il buon Aja spiattelli le americanate più americanate che non si può (e mi viene perfino il sospetto che questa accelerata a stelle e striscie fosse un implicita pernacchia a quel modo di mostrare gli USA)mi ha divertito… quasi applaudivo alla gran mangiata di carne “all american girls” che sulla fine ci propina.

    1. stasera Piranha 3d lo fanno su SKY, quasi quasi organizzo una visione…

    2. Ecco, io di solito per recensire i film più splatter, uso proprio Piranha 3d come termine di paragone in negativo.
      A me è sempre sembrato che la violenza messa in scena da Aja fosse un po’ troppo plasticosa, priva di reale e sostanziale cattiveria.
      A me Aja non piace, esordio a parte, non ha mai detto niente. Certo, il ragazzo ha stile e potrebbe fare qualcosa di buono se soltanto la smettesse di mangiare nel piattino dei Weinstein e si decidesse a fare qualcosa di originale.
      Un pochino ci spero ancora 😉

      1. Beh, è giovane, potrebbe anche mettere ancora sale in zucca… Una curiosità, se pirana 3D è il termine di paragone negativo, quel’è quello positivo, per te?

        1. Feast, di Gulager, per il periodo post 2000.
          From Beyond per quello precedente 😉

          1. Feast mi è piaciuto veramente molto. Penso sia l’unico vero splatter girato con l’ottica “post 2000” a non uscirne snaturato. Devo dire che nel suo mix di violenza, girls, mostri e motociclette, mi ha ricordato un cocktail tra Hershell Gordon Lewis e Russ Meyer!
            From Beyond si commenta da solo… ci accoppierei ovviamente Reanimator e il primo Jackson.

          2. Feast è stratosferico. Si mangia i piranha di Aja senza colpo ferire 😀
            Sì, insieme a quei due, ci sta da dio From Beyond. Io gli voglio un po’ più bene perché ha dalla sua una morbosità che trova terreno fertile nel mio cervello all’ammasso

  9. Il ponch incuriosisce anche me, non sono debole di stomaco(non me lo potrei permettere, tengo famiglia!) e poi c’è Ti scoperto grazie ai tuoi post illuminanti. Approvato quindi! All’epoca a me Cabin Fever non mi era dispiaciuto ma forse lo dovrei rivedere, forse è una schifezza come dici tu …mi sa che ce l’ho anche in vhs , addirittura…

    1. No, no, se ti era piaciuto conservane un buon ricordo 😀
      Io sono abbastanza snobbetta quando si tratta di splatter, me lo devi saper fare, e oltre allo splatter mi devi raccontare qualcosa che io possa ricordare oltre l’effettaccio immediato.
      Però è una mia deformazione. Ci si può godere un bello splatterone senza chiedere altro e di sicuro Cabin Fever, da quel punto di vista, raggiunge lo scopo 😉

  10. Premetto che non ho mai visto il primo Cabin Fever (e neppure ci tengo veramente…) ma questo lo vorrei vedere. Primo perché è di West e, ormai, mi sto facendo una cultura su quest’uomo. Secondo perché lo splatter estremo lo adoro. Me lo posso guardare anche senza aver visto il primo? O non ci capirò nulla?

    1. Lo puoi guardare tranquillamente. I riferimenti al primo sono pochissimi e anche trascurabili.
      Vai con lo splatter estremo! 😀

  11. Bangorn · · Rispondi

    Il mio dispiacere è che non riesco a starti dietro con i film e per cui non posso mai commentare. Come sai non leggo per timore degli spoiler, che per me uno spoiler è già il nome dei personaggi… sigh… Lucia, me li segno tutti però 😉

    1. Lo so, lo so, tu e gli spoiler proprio non andate d’accordo. Ma mi fa piacere che te li segni. Poi magari se ne discute in Base, quando li vedrai 😉

      1. Bangorn · · Rispondi

        Una di queste volte arrivo e dico: ho visto il film X e ora è mio diritto parlarne! 😀

        1. Ma tu puoi parlare di tutto ciò che vuoi, andare OT, insomma, libertà assoluta e immunità da basista 😀

          1. Bangorn · ·

            A tradimento mi metterò a parlare di TWD… ah, lo facciamo già dici? 😉

  12. moretta1987 · · Rispondi

    Devo recuperarmelo e lì nella mancolista e va sempre a finire che me ne dimentico…

    1. Però tieni presente che West lo ha comunque disconosciuto, e che arriverai a fine film incazzato come una biscia 😀

  13. Il primo Cabin Fever mi era piaciuto, ma sono di parte perché amo Eli Roth, è un cialtrone nerd come Quentin, non posso non volergli benissimo.
    A priori, avevo evitato la seconda “parte” perché il buon Eli non era coinvolto, ma dopo aver letto la tua recensione cospargo il capo di cenere e lo recupero.
    Tanto, è una scusa come un’altra per rivedere il primo e rifarmi due risate con l’introduzione al DVD!

    1. Ma infatti, come dicevo in qualche commento più giù, anche io ho voglio bene a Roth. Non mi piacciono i suoi film, ma gli voglio bene lo stesso perché è simpatico.
      E presto rivaluterò Hostel II. Ebbi parlato!

  14. io invece amo lo spoiler e anzi lo reputo educativo,tipo:non guarderò mai codesto film e allora perchè non scrivere anche il finale che sicuramente e ci scommetto pure quello che volete,in questa pellicola muoiono tutti,magari con il colpino finale che uno pare salvarsi e poi viene ammazzato dall’esercito.
    In ogni caso w lo spoiler,saper il finale in anticipo ti aiuta a visionare meglio il film.

    A parte quelli che non ho compreso lo stesso come sleepway camp!^_^

    1. A me gli spoiler sono indifferenti, nel senso che non mi infastidiscono, però dipende molto dal film in questione.
      Però mi piace arrivare impreparata alla fine di un film e mi piace essere stupita.
      se la conosco in anticipo non c’è gusto

      1. si..poi ti arriva un finale come quello di The Mist e mi devasta per una settimana,me l’avessero detto prima non avrei penato straziato come quando l’ho visto!^_^
        Comunque più splatter de l’aldilà o splatter gli schizzacervelli mi sa che sto cabin 2 non sarà,dai un ‘occhiata,ma c’è sub it o in italiano?

        1. Più disgustoso de L’Aldilà, sicuramente. In confronto a Jackson non ha la componente slapstick, o comunque ne ha poca…
          ma il finale di The Mist lo devi vivere fino in fondo e stare male 😀

          1. il finale di the mist l’ho vissuto talmente intensamente che per un istante son diventato emo!

            ps:cosa cazzo è sto breaking down che in edicola tutte le ragazzine mi chiedono?Avevo 4 copie e me le han comprate una dietro l’altra,tu sai che film è?
            Oh,domani nelle edicola esce Conan il distruttore ,godibilissimo seguito de conan il barbaro..compratelo!

          2. Breaking Down è il penultimo film dell’infame e diseducativa saga di tuailait.
            in quando commissario del popolo alla CUL-tura, ti proibisco di smerciarlo.

  15. thriller87 · · Rispondi

    In effetti questo film è piaciuto a quelli che di solito odiano il primo Cabin fever… Sarà la mano del regista che si vede comunque ? (Personalmente il primo Cabin fever non mi dispiace , essendo il lavoro di un esordiente perdono anche le mancanze.Solo che Roth non è migliorato col secondo film ! )

    1. E’ vero, ho notato anche io la cosa: se ti piace il primo Cabin Fever, questo lo odi e viceversa.
      Roth è rimasto sempre uguale. Eppure Hostel II…mmmh

  16. Grande regista West. Peccato davvero perchè se gli avessero lasciato spazio, sai che filmone sarebbe venuto fuori?

    1. Sarebbe venuto fuori uno dei migliori splatter dello scorso decennio, senza rivali 😀

  17. Giuseppe · · Rispondi

    Il primo Cabin Fever non l’ho visto, non per questioni di splatter ma per via di un soggetto che non mi sembrava particolarmente originale (l’ennesima variante di un virus letale, magari un tantino -d’accordo, parecchio- “esplicito” nell’agire) e a dirla tutta non è che i film di Roth proprio mi attirino in generale (se dovessi scegliere tra lui e Tarantino il mio favorito sarebbe Quentin)…ma se qui c’è lo zampino di West la cosa si fa interessante, potrebbe scattare quella curiosità che con il primo capitolo mi è mancata del tutto 😉
    P.S. Sei poi riuscita a trovare il fumetto de “Il Mistero di Lovecraft” ?

    1. Puoi vedere tranquillamente il secondo senza aver visto il primo. Sono slegati l’uno dall’altro, a parte un personaggio.
      Purtroppo non ancora, non ho cercato con la dovuta cura perché sono un pochino incasinata, in questo periodo, ma rimedio al più presto 😉

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