Storia di un Fallimento – The Walking Dead

E anche la seconda stagione di TWD è giunta al termine. Ma tranquilli, la terza è già stata confermata. Non solo 13 episodi, addirittura 16, per non farsi mancare niente. Insomma, questi crescono in maniera esponenziale, pare quasi che abbiano fatto un così bel lavoro che ogni anno gli aumentano il numero di episodi. E la ragione è molto semplice: The Walking Dead è una soap opera con qualche zombi intorno che pare capitato lì per caso, con l’ aria sbigottita di uno che si è ritrovato alla festa sbagliata. Il povero zombi imbarazzatissimo fa un paio di versi, tira qualche mozzico per far vedere che si guadagna la pagnotta anche lui e poi sparisce, a pascolare nel bosco. A meno che la sua presenza non serva agli sceneggiatori per farli uscire da uno dei buchi pucciosi in cui sono precipitati a forza di dialoghi ai limiti dell’ umana demenza.

Quindi uno non si deve stupire se la serie ha un grandissimo successo, ché se fosse una serie dell’ orrore, avrebbe chiuso i battenti dopo le prime tre puntate della prima stagione. E in un certo senso lo ha fatto, perché ciò a cui abbiamo assistito è tutto tranne che The Walking Dead.  Il fumetto da cui il pasticcio televisivo appena concluso trae ispirazione è un’ epopea di violenza e cinismo che si gonfiano fino al disgusto per l’ umanità tutta, di numero in numero, diventano nauseanti, ti soffocano. Il fumetto è un’ esperienza dolorosa e cattiva, in cui non ha scampo nessuno.  Adesso, io non pretendo nessuna aderenza al testo, non pretendo neanche che un prodotto per la tv rispecchi le atrocità che Kirkman e soci hanno messo su carta. Però non posso concepire che per vedere un tizio sbranato dagli zombi si debba aspettare il terzo episodio della seconda stagione. In una serie che si chiama The Walking Dead.

E non è un problema di splatter, o del fatto che io voglio frattaglie e sbudellamenti e non mi interessa del resto. Sapete tutti che non è così. E’ che si parla di zombi, per la miseria, gli zombi. Sono dei cadaveri putrefatti che camminano e che vogliono solo farti a pezzi per mangiarti.  In TWD la minaccia dei morti viventi non si avverte mai. Si chiacchiera per 40 minuti di amenità varie, viene posto un dilemma esistenziale neanche fossero puntate a tesi, dilemma di solito risolto in modo molto schematico, privo di approfondimento, ma con la pretesa del fedele spaccato d’ umanità perduta sull’ orlo del collasso, e alla fine si inserisce un colpo di scena per guidare il pubblico all’ episodio successivo, dove non cambia nulla. Si ricomincia a chiacchierare per altri 40 minuti, su un altro dilemma esistenziale, che comunque viene risolto sempre alla stessa maniera, dando la colpa all’ outsider del gruppo, che è cattivo per definizione e deve essere odiato, perché mette in discussione l’ identità sociale dei sopravvissuti.

Da qui in poi sono presenti spoiler

Non sono permessi dubbi, non sono permesse domande: gli sceneggiatori (tra cui figurano lo stesso Kirkman e anche il signor Darabont che non hanno scuse) hanno deciso già quale direzione far prendere al pensiero di noi che guardiamo. Ogni svolta è pilotata verso una determinata e precisissima scala di valori che non può e non deve essere messa in discussione. Mai. In questo modo, anche i presunti dilemmi morali che vengono proposti un tanto al chilo, sono posticci, o meglio, non sono tali, dal momento che sappiamo già la soluzione. Il risultato è che ogni episodio sembra il sermone di un predicatore quacchero. Ubriaco. E con le visioni.

Ciò che interessa agli sceneggiatori è prendere lo spettatore per mano e portarlo sulla retta via. Anche i personaggi non sono che pedine con la funzione di illustrare nei dettagli (e con abbondante uso di spiegoni) ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Caratteri costruiti con questo scopo non possono avere né coerenza, né approfondimento psicologico. E infatti li vediamo comportarsi nei modi più assurdi e contraddittori: Rick che rischia la sua vita e quella dei suoi compagni per salvare un ragazzo che fino a quattro secondi prima gli stava sparando addosso. Solo che poi questo ragazzo bisogna ucciderlo perché è una minaccia. Però ci deve pensare una notte, perché non deve essere così facile uccidere qualcuno. Ma poi non lo uccide, ché i bambini ci guardano. Andrea, in potenza un personaggio straordinario, ridotta a fare la spalla a Shane, salvo poi pugnalarlo alle spalle alla prima occasione, in nome del nostro caro e amatissimo perché sì. E anche per condurci senza troppi rimorsi di coscienza alla morte del vecchiaccio col cappello. Lori è una pazza schizofrenica scriteriata senza alcun aggancio con la realtà. Quando rimprovera Andrea di non fare il bucato dà vita a un momento di comicità surreale, provocando una serie di lolloni involontari, misti al desiderio inconsulto di vederla divorare da uno zombi grasso che le si siede addosso. In tutto questo, è anche un personaggio in grado di scatenare attacchi di misoginia compulsiva.  E si potrebbe andare avanti per ore a elencare i comportamenti al di là di qualunque concetto di basilare coerenza narrativa.

Sembra però che non se ne accorga nessuno, che vada tutto bene, che The Walking Dead sia un delicato dramma umano sull’apocalisse e che, in questo contesto fatto di dialoghi e rapporti tra personaggi, quello che dovrebbe stare al centro del racconto (l’ apocalisse, appunto) non sia necessario. Non è che sia un’invenzione della AMC, eh…c’era il signor Romero, tanti tanti anni fa, che faceva una cosa del genere senza ammorbarci con nessun pistolotto moralista messo in bocca ai personaggi. Lui, la fine del mondo te la faceva vedere, non si limitava a far dire ai suoi attori che non c’è più posto per i bambini che devono nascere. Quando in Dawn of the Dead Francine rimane incinta, non se ne parla, ci si limita a prenderne atto. Lo sappiamo da soli che è difficile mettere al mondo un figlio in una terra infestata dagli zombi. Non siamo cretini, grazie.

Cosa è cambiato dal ’78 a oggi? Per quale motivo in una serie televisiva messa in onda nel 2012 c’è la necessità di spiegare ogni passaggio e ogni stato d’animo con un dialogo di venticinque minuti? Non basta come spiegazione la riduzione del budget, e non bastano neanche i tempi propri del mezzo televisivo, per definizione più dilatati.  E’ evidente che in un telefilm le parti parlate abbondino. Solo che in TWD il livello dello spiegone raggiunge vette di imbarazzo estremo. Quasi a voler giustificare le mosse disperate (poche, a dire la verità) che un gruppo di persone in una situazione del genere si troverebbe costretto a compiere. Come se ci fosse bisogno di una giustificazione, come se le condizioni estreme fossero sufficienti a farci capire che sì, ogni tanto è concessa una delega al nostro essere uomini e che forse è lecito comportarsi come bestie che vogliono solo sopravvivere. Ma tutto questo sarebbe chiaro, se si fossero degnati di dare un minimo di spazio alla cornice, se la minaccia del morto vivente che viene a morderti il culo e ti assedia, e ti riduce come lui, oppure (peggio) ti divora vivo, fosse sempre presente. Così è solo un girare a vuoto, in una cazzo di fattoria, dove gli zombi compaiono solo quando servono, dove si passa il tempo a fare processi di inaudita idiozia, a regalarsi orologi appartenuti a vecchi antenati, a parlare del ruolo degli immigrati coreani nel costruire gli Stati Uniti, a farsi i problemi sul fare sesso o meno con la donna di cui si è innamorati, a cercare  random una ragazzina su cui si poggia tutta la prima parte della stagione.

Non è casuale che il solo personaggio che pare aver capito in che buco di merda sono finiti tutti quanti, e che non è più il caso di appellarsi a un concetto di umanità tramontato nel momento in cui il primo morto si è svegliato, sia dipinto come il Male assoluto. Shane, il cattivo, Shane l’ esempio da non seguire, Shane che fanno prima rasare, poi impazzire e poi escogitare un piano che finisce con una bella craniata contro un tronco d’albero, per costringerci a odiarlo e a isolarlo da un gruppo che, senza di lui, potrebbe restaurare il giardino dell’ Eden nella valle senza zombi.

Spesso tendo a perdonare tante cose alle mie amate apocalissi a suon di morti viventi e abbuffate cannibali, arriverei anche a passare sopra agli zombi che seguono un elicottero tipo mandria bovina attratta da un rumore e che, guarda caso, arrivano in massa proprio alla fattoria. Ma queste voragini logiche si spalancano su una serie di stereotipi che già erano vecchi trenta e passa anni fa,  tutto questo avviene dopo il tremendo (non in senso buono) confronto tra i due galletti sotto la luna gigante, con Rick che deve ancora, di nuovo, in un loop che fa venire un’orchite fulminante, giustificare l’ uccisione del suo ex amico gridando come un coglione: “me l’ hai fatto fare tuuuuuu!!!”. E allora mi sento presa in giro. Quando la linea di demarcazione tra buono e cattivo, giusto e sbagliato, simpatico e antipatico è tracciata con una nettezza così priva di sfumature, allo spettatore non è permesso di scegliere. E’ costretto a subire moralismo d’accatto e precetti dispensati dall’alto. E alla fine si torna sempre lì: alla restaurazione dei valori del buon americano, anche in mezzo al disastro, anche in mezzo alla desolazione più totale, anche quando l’ assoluto dovrebbe fare spazio alla completa incertezza. La famiglia, gli affetti, il gruppo, la comunità, la proprietà. The Walking Dead è tratto da un fumetto che disintegra tutti questi valori con precisione chirurgica. E da una cosa del genere sono riusciti a tirare fuori uno dei prodotti più reazionari mai apparsi su uno schermo televisivo.

E’ questo che non perdono, perché significa che dell’ epopea zombesca di Romero non hanno capito un cazzo. O forse è anche peggio: lo hanno capito e lo hanno buttato nella spazzatura. Per nobili motivi educativi e pedagogici.

Qui trovate l’ analisi di tutte le puntate fatta da Hell

Ma famosela una risata

Con molte grazie a Mr Giobbin che ha scoperto questa chicca

78 commenti

  1. Ecco, rpoprio quello che serviva, il fallimento fatto zombie. Dilettantesco/amatoriale, sotto ogni punto di vista, per un telefilm che voleva essere troppe cose e non è riuscito a essere niente.
    Vergognoso. Osceno. Inguardabile. Tristissimo. Patetico nel suo tentativo (palese) di manovrare il pubblico.
    E poi qualche altra robina, se mi viene in mente te la dico.
    (Ciao, Lucy ❤ Bentornata. )

    1. Caaaaaaap *___*
      mi credi se ti dico che mentre scrivevo mi tremavano le mani da quanto ero incazzata?

      1. Adesso sì. 😀
        Ma non ne vale la pena, lo sai. 😉

        1. E’ quell’ 8.7 di media…grrrrr

  2. Quel voto su imdb, Lucy, è pura e semplice moda, come dicevo da Hell. Perché TWD è moda, va visto perché sì, perché lo guardano tutti. Perché, lasciatemelo dire, da quando Lost ha avuto quel c***o di successo, la gente, se non va in svena per una (o anche due-tre contemporaneamente) serie tv in massa, per poterne parlare a scatafascio e potersi sentire superiori a chi non la guarda, non è contenta. Perché sì, secondo me lo guardano solo per questo motivo qui. Il voto così alto si può spiegare solo in questa maniera. Terribile e triste, come spiegazione, ma viviamo in un mondo che fa acqua da tutte le parti, si sa.

    Io sono orgoglioso di averlo abbandonato a metà della terza puntata della prima stagione, quando ancora non era una moda. E, come ha detto Hell da lui, arriverà la moda del “Ve lo avevo detto!”, e tutti quelli che lodano TWD poi lo rinnegheranno. Perché il gregge lo rinnegherà. Schifo a vomito cosmico.

    Ciao,
    Gianluca

    1. ma infatti il parallelo con Lost è azzeccatissimo. Anche lì c’erano le legioni di fan sfegatati.
      Guarda, c’ero anche io, all’epoca. Poi è diventato lammerda. Non l’ho rinnegato: è stato un capolavoro fino a un certo punto e non mi pentirò mai di averlo visto, come continuo a dire che le prime tre puntate della prima stagione di TWD sono bellissime.
      Poi, il diluvio.
      E tutti sono andati in esaltazione cosmica proprio mentre il telefilm degenerava.
      Una roba da pazzi.
      E’ una moda, hai ragione tu, solo una moda.

      1. Sai, io Lost non l’ho mai guardato proprio perché era una moda. Tutti a dirmi “guardalo!” e l’unico risultato è stato che non l’ho guardato affatto. 😉 Fare una cosa “perché sì” è da cretini, e il mondo ne è pieno purtroppo. Speriamo solo che si accorgano presto che TWD è lammerda, così evitano di rompere ancora i maccharoni con questo serial. Che si guardino “Dead set”, se proprio vogliamo parlare di zombi su televisione, per Nyarlathotep!

        PS: Io ho abbandonato TWD proprio alla terza della prima stagione, chiedendomi perché stessi sprecando il mio tempo. xD

        Ciao,
        Gianluca

        1. Lost mi ci hanno incastrato. Non lo avevo mai visto, poi una persona a cui ero molto legata mi ha detto dai vediamolo da capo insieme e ne sono rimasta agganciata.
          E’ andata così, non rinnego nulla, è stato bello finché è durato.
          TWD ho continuato a vederlo per le ragioni che spiega Giordano nel suo commento.
          E hai ragione, Dead Set è un’altra categoria, per Azathoth!

          1. No, mai fai benissimo a non rinnegarlo, per Shub-Niggurath! È cosa buona e giusta rimanere agganciati a un telefilm, io mi riferivo ovviamente al gregge di quelli là fuori. 😉

  3. Sì, tira una brutta arietta di moralismo e di: adesso ti spiego come stanno le cose, a costo di contraddirmi. No, perché la coerenza narrativa qui è più morta dei viventi svantaggiati che pascolano nella palude. Infatti tutta la serie, agli occhi di uno spettatore appena più smaliziato di un ebete, risulta confusa e mal condotta, così quando ho letto: «Il risultato è che ogni episodio sembra il sermone di un predicatore quacchero. Ubriaco. E con le visioni», sono morto dal ridere, gli hai fatto la fotografia! I personaggi – come naturale conseguenza – sono idioti quanto lo sviluppo della trama. Io poi non reggo lo sceriffo, sua moglie e il bambino, e leggendo: «Lori […] desiderio inconsulto di vederla divorare da uno zombi grasso che le si siede addosso», sono crepato un’altra volta dal ridere condividendo la speranza nella sua dipartita. Oh, e gli zombie? Mah, si fanno vedere ogni tanto, giusto per dare un senso al titolo. Un po’ poco per una serie che dichiarava di occuparsi di quello e non delle menate sentimentali di un gruppo di sfigati (altrimenti guardavo una teen-comedy, con lo stesso livello d’idiozia e meno prese per i fondelli).

    Eppure va detto che sono riusciti a introdurre un elemento che ha zombificato noi come pubblico, basiti e incuriositi dalle continue svolte cretine, dagli improbabili dialoghi e dalle minchiate che piovono a grandine su tutta la serie. Ammettiamolo, di queste puttanate non ne abbiamo mai abbastanza, è come guardare Mai dire Banzai o le scimmie che si tirano la cacca allo zoo, ti rendi conto che è una cagata (sic) ma la follia di quel che stai guardando ti ipnotizza come un balletto tra cobra e mangusta. Io per primo sono curioso di vedere dove andranno a parare con Rick duro e puro (a meno che non ridiventi Jekyll al primo episodio, dopo questa improvvisa svolta alla Hyde) e cosa ne sarà di Andrea che è finita in un videogame giapponese gotico salcazzo. Ecco, il contagio è questo che prende noi, più che quell’altro che gira nella serie. Basta saperlo.

    1. Ma perché tu stai lì, tramortito e paralizzato e pensi che non potrebbero spingersi oltre lungo la strada verso il centro di igiene mentale più vicino. E invece loro, ogni santissima puntata, ti sbalordiscono con un’ ennesima minchiata.
      Ma vogliamo parlare di T-Dog che ha l’ occasione di spingere Lori fuori dall’auto (magari facendole grattugiare il bel faccino sul brecciolino) e non lo fa, non si sa perché?
      E il cinese e il suo ti amo detto alla cazzo di cane?
      Sono cose che nemmeno il peggior sceneggiatore di una fiction italiana di quarta categoria tirerebbe fuori. E’ che vengono dette con una seriosità tale che sembra quasi di assistere a un teatrino dell’assurdo.
      E allora si continua a guardarlo, diventa una droga, non ne riesci più a fare a meno.

      1. T-Dog mi ha fatto incazzare in un modo… era il momento perfetto, invece niente! Glen ha detto alla tipa che l’amava solo per tamponare l’attacco di panico, e si vedeva. Non puoi vendermelo per momento romantico e comunione tra i personaggi, perché per farla andare avanti le avrebbe detto qualunque cosa. Oh, e Rick che se ne esce con “io so che esiste un posto sicuro dove potremo costruire un futuro insieme” pare Mosè! No che non lo sai, non lo sa nessuno. Puoi solo vivere alla giornata cercando qualcosa di meglio, oppure farti un aerosol di piombo e chiuderla lì. Sì, diventa una droga, una ricerca della cazzata più grossa… è come sfogliare un libro di barzellette nella convinzione che le più belle siano verso la fine. Oh, speriamo bene!

  4. nocturniano · · Rispondi

    Come già detto da Hell poc’anzi, quello che mi fa più incazzare sono i giudizi entusiasti sui siti anglosassoni, che poi fanno il paio con quelli che all’epoca considerarono quella boiata di ZOMBIELAND un capolavoro.
    Maddechè ???????
    E’ stata una continua discesa verso il peggio, e non credo che guarderò la terza stagione, sarà che amo il comics, ma mi fa male vederlo così rovinato.
    Lasciamo perdere va…. 😦
    P.s anche se mi firmo Nocturniano so o sempre il Buon Vecchio Zio Nick di Nocturnia.
    Ciao

    1. Perché stai scrivendo con l’ account de Il futuro è tornato anche tu, come Gianluca?
      Zombieland…un giorno ci farò un post delicatino dei miei su quel filmaccio.
      Anche io amo molto il comics. La serie televisiva è uno stupro.
      E perpetrato dal suo stesso autore.
      Che brutta fine

  5. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Gianluca, Lucia, Germano, mi dispiace fare il cane che si introduce furtivamente nella vostra “chiesa”, avevo garantito che non mi sarei mai più introdotto da queste parti perchè sempre inascoltato a prescindere, e quindi forse elemento “disturbante”; ma devo arginare per quanto mi riguarda personalmente come sentire, quello che avete scritto e state scrivendo su “The Walking Dead”, del quale non approvo una singola riga, e se si potesse, neppure una lettera.
    Da parte di un qualcuno che non ha mai visto una singola puntata di “Lost” in vita sua, e che considera “Dead Set” un capolavoro, diversissimo, ma al pari di questa famosissima e riuscitissima serie -tutta, non soltanto i suoi primi tre, strepitosi, episodi- che tanto vi affannate a cercare di demolire.

    1. Come ha già scritto Hell: questa non è una chiesa. Non capisco perché tu non dovresti più introdurti da queste parti e continuo a non comprendere il motivo per cui tu ti senta inascoltato. A me non pare, io rispondo sempre, magari non subito ma sempre.
      Quindi, dimmi per favore, spiegami in che modo tu ti senta elemento di disturbo, grazie.
      Per quanto riguarda TWD, a me pare di aver argomentato a sufficienza i motivi per cui la ritengo una serie fallimentare e una presa per i fondelli allo spettatore, ma evidentemente non è abbastanza.

  6. Allora, dato che mi hai tirato in ballo, rispondo.
    Questa non è una chiesa. E le opinioni sono libere. Non sta certo a me dirlo. Lo farà Lucia.
    TWD è solo un telefilm. E finché ne posso parlare, ne parlo come mi pare e come credo sia giusto farlo.

  7. Diciamo pure che twd è una merda spacciata per nutella. E il bello è che parliamo di horror, quindi preferivo la merda… 😉
    Ho lasciato la visione di questa soap opera alla prima serie perché il pilot era una figata. Al secondo episodio si capiva dove si voleva parare, al terzo ho continuato per fare un favore al mio abbonamento a sky…
    Non dimentichiamoci le preghiere a Nostro Signore che tutto il gruppo recita nella chiesetta prima di uscire e divertirsi nella valle incantata. Ah, naturalmente infestata di zombini, ma chi se ne incula, tanto c’è gesù che ci protegge!
    Non riesco più a sopportare questo puritanesimo e bigottismo da anni ’50. E’ spregevole mettere in campo ancora questo tipo di cose, e per di più in una serie proclamata horror. Ma di orribile, qui ci sta solo la serie in se stessa.
    Sempre sul filone di questa immensa cazzata, ci sono pure le ultime produzioni sf che fortunatamente non hanno avuto grande successo (terranova e falling sky). Ma vuoi mettere vedere un bel cadavere putrefatto rompere le balle a un gruppo di bravissime persone? Per tutto il resto c’è mastercard.

    vomito

    1. ah! E la sigla in coda è uno spettacolo. Non l’avevo notata e, maledetta! Ho ancora le lacrime agli occhi… XDXD

    2. Ecc, bravo Eddy, per la miseria, appunto!
      Te la spacciano per nutella e tu devi anche dire che va bene, perché tanto è la prima serie sugli zombi.
      Ma che mi frega che è la prima se è fatta male?
      E come dici tu, è Terranova e Falling Sky, però non gli zombi, ché la formula è quella…

  8. alla restaurazione dei valori del buon americano

    Eh no! eh no!Sopporto davvero di tutto,ma la propaganda ammmeregggana casachiesapatria,e che loro sono buoni perchè hanno inventato il brevetto della Bontà e ne detengono il copyright non lo reggo.Nonostante che mi piacciano i film di mera propaganda e di regime,ma più cazzuti.
    Mi sa che allora nemmeno scarico una puntata su emule e mi dispiace quindi avere una copia della serie da vendere in negozio se poi è così brutta.Non so..magari una puntata però..

    Anche perchè l’idea di film sugli zombi senza zombi potrebbe essere una genialata,una riflessione sui limiti dell’umanità e anche per qualche tenera speranza.La complessità di questo animale chiamato uomo,ma se questo dovesse servire per il semplicismo yankee del buono e del cattivo non mi interessa.

    ps;chiedo venia..ehm..a me Zombieland non era dispiaciuto la prima volta che lo vidi.Non ho gridato al miracolo miracoloso in salsa miracolosa ripiena di miracolo con i controcazzi come per Shawn,ma mi aveva un po’ divertito-il cameo di murray- tuttavia aspetto di leggere la tua recensione per vedere cosa mi è sfuggito.Non sono l’esperto del genere!^_^

    1. ma non è nemmeno propaganda, è proprio idiozia spacciata per profondità filosofico-esistenziali. Fanno ridere.
      Guarda, io ho adorato i primi tre episodi della prima serie. Poi sono rimasta delusissima da tutti gli sviluppi della trama. Eppure una bella storia ce l’avevano lì, pronta…e l’hanno accantonata, facendolo apposta. Che imbarazzo e che vergona.

      Zombieland: sì, ho sorriso anche io vedendolo, ma anche lì la restaurazione del valore americano medio è bella forte, eh? E poi fanno diventare Zombi Amber Heard e la cosa non s’aveva da fare

      1. si,Zombieland è un’opera di restaurazione del valore americano medio al 100 %,oltretutto mi è parsa caricaturale e che mostrasse troppo la corda,la rappresentazione filmica.Non mi ha coinvolto come Shaun of the dead ad esempio,che ti pare di stare lì con Simon Pegg.Ecco Shaun è un po’ un mezzo sfigato che si incontra spessissimo-io lo vedo pure nello specchio,pensa un po’!- il nerd di Zombieland mi pare un nerd da film,poi il cowboy…
        ps:amber heard zombi è sempre sexy allo stato brado,mi farei un po’ mangiucchiare eh?

  9. Giuseppe · · Rispondi

    Temo di far parte anch’io della schiera di spettatori che si è fermata praticamente agli inizi di TWD senza aver nessuna voglia di continuare oltre e la tua recensione fa capire cosa NON è stato fatto per renderlo un prodotto interessante (e almeno ci si ride un po’ sopra, anche se amaramente 😉 )…due cose mi dispiacciono sopra tutte: che ci sia coinvolto anche Darabont e che -una volta di più- l’adattamento di un fumetto si sia risolto nel suo stravolgimento (nel passaggio da un “media” all’altro qualcosa si perde comunque, e se può anche essere non condivisibile ma comprensibile la scelta di ammorbidire -diciamo così- una tantum a livello televisivo l’originaria fumettistica crudezza Kirkmaniana, risulta molto meno comprensibile l’infarcitura di stereotipi -che a ‘sto punto per fortuna mi sono risparmiato- in grado di facilitare il passaggio dall’eversivo al reazionario con il concorso dell’autore stesso, poi).
    Bah, alla fine ci si trova di fronte a un altro esempio di quanto le produzioni americane abbiano da imparare da quelle inglesi (e in questo caso oltre a Dead Set mi viene in mente anche Survivors, se non altro perchè pur in presenza di una tematica diversa la questione della sopravvivenza -con la sua “destrutturazione” dei rapporti umani e relativo scardinamento di leggi e morale comune- viene trattata con ben altra classe, credo)…

    1. ma infatti hai perfettamente ragione, Giuseppe, si perde sempre qualcosa, è un passaggio necessario, ma non così. Darabont ha avuto problemi grossi con la produzione, mi pare sia uscito dalla serie a metà stagione, ma non ne sono sicurissima.
      Era impossibile restituire in maniera fedele la crudezza kirkmaniana, è ovvio, ma almeno cercare di rispettare i contenuti e lo spirito dell’opera di riferimento, non gli avrebbe fatto male, no? 😉
      Ecco, io devo assolutamente vedere il vecchio Survivors: non sei il primo a dirmi che è bellissimo

      1. Giuseppe · · Rispondi

        E nemmeno quello nuovo è fatto male, devo ammetterlo, perlomeno fino a dove sono riuscito a vederlo…del resto si sa come i britannici sappiano bene trattare (e ri-trattare) le loro storiche creazioni, vedi un certo Doctor Who di cui si celebreranno i 50 anni nel 2013 😉

  10. TWD non l’ho mai visto. Ma da quello che leggo se avessero scelto di fare una parodia sarebbe stato meglio. Più del risultato finale ! (L’intro mi sa che è quello vero !)

    1. Hai fatto bene a non vederlo, Roberto. Ti sei risparmiato dei colpi di sonno senza precedenti

  11. Ahaha vabbé, io non faccio testo.
    Ammetto che sta serie ha mostrato troppi punti deboli, uno su tutti “la Cerca di Sofia”, che ci ha sfrantecato los marones per la prima metà di stagione, ma l’ultima puntata (anzi, le ultime, schiaffoni di Scéim a parte) ha spaccato e non vedo l’ora di vedere la terza serie.

    1. E’ che a me le ultime due puntate mi sono sembrate un po’ tenute in piedi con lo sputo, del tutto prive di una sceneggiatura un minimo coerente. Il piano di Sceim è concepito in maniera tale che lui passi per coglione, Daryl segue le tracce al buio, il confronto finale tra i due sembra scritto al volo per metterci qualcosa che ricordasse vagamente il fumetto.
      Però anche io vedrò la terza, ci mancherebbe 😀

  12. Voglio andare controcorrente e non parlare male di TWD.
    Perchè tutto sommato nel panorama televisivo è unat grande serie,ma non per la trama o perchè si “ispirata” all’omonimo fumetto. Ma semplicemente perchè ha portato in tv una storia inusuale e degli effetti speciali davvero piacevoli anche se li vediamo raramente.
    La trama fà schifo? Assolutamente si.
    E’ lenta e pallosa? Indubbiamente.
    Ma in questo modo si applica la regola di Lost (come hai giustamente citato) ovvero il prodotto vende e quindi lo allunghiamo in più possibile e cerchiamo di aumentare il margine di guadagno riducendo le location e sopratutto gli effetti speciali.
    E quale è il modo migliore per allungare il brodo?
    Ovvio, la socialità in un gruppo chiuso, in una situazione estrema tensione,tutto in stile grande fratello, insomma nulla di nuovo ma vende e siccome il principio è far soldi, è un successo.
    Vedrò anche la terza seria, ancora una volta la registrerò e la vedrò in differita perchè se è vero che la serie è lenta vederla con la pubblicità è mortale, d’altrode il fenomeno del successo smorza le più innovative idee,basta confrontare la prima stagione di Misfits con l’attuale terza stagione.
    In definivita TWD sta agli zombie come True Blood sta ai vampiri.

    P.s.
    bellissimo il video di youtube.

    1. No, aspetta, io il paragone con True Blood non lo comprendo. True Blood è una serie che fa dell’ironia la sua arma migliore. E funziona perché rifugge da qualsiasi forma di moralismo, anzi se ne prende gioco in ogni modalità possibile. I vampiri di True Blood ammazzano e sbranano in continuazione, non mancano le scene forti, c’è sesso, violenza e mazzate come se piovesse, battute al vetriolo, comicità surreale. Non ha nulla a che vedere con l’ attitudine anni ’50 di TWD.
      E non credo che TWD vada giustificato solo perché ha portato in tv una storia inusuale. Ce l’ha portata male e non è una buona serie, se ce l’ha portata male. Se la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, allora non posso dire ma sì, è caruccio comunque perché alla fine parla di zombi in tv.

      1. Il punto in comune delle due serie è la contaminazione, TB parla di vampiri in modo classico nei primi 5 minuti nel s01x01 poi diventa tutt’altro e tiene in piedi la storia basandosi appunto su sesso,violenza e situazioni a limite in questo modo è più facile portare a casa buoni ascolti sopratutto con una certa fascia di pubblico. In entrambe le serie manca l’ortodossia del genere, proprio a causa della contaminazione, insomma Lee in Dracula faceva il sensuale più di Lugosi, ma si sarebbe imbarazzato davanti a TB, è anche vero che TWD sembra un qualcosa che difficilmente si può inserire nel filone zombie accanto a Romero (e qui ci sarebbe da aprire un discorso apparte per spiegare cosa Romero rappresentava con i suoi morti viventi).
        Ma il punto è l’idea di base di entrambe le serie: TB punta a una certa visione della vita, volendo fare una trasposizione politica TB è la parte più estrema delle idee democratiche americane, mentre TWD con tanto di protagonista con pistole e cappello alla John Wayne, l’idea di famiglia,gruppo e casa dalle robuste mura, è esattamente l’opposto,più repubblicano di cosi si muore.
        Perchè difendo TWD?
        Semplice pur facendo acqua come trama, è girato bene (almeno per me) ha delle belle scene ampie, di largo respiro e gli zombie sono fatti decisamente bene e senza CGI, e visto il panorama televisivo è la meno peggio rispetto a tanto altro, questo non la fà un capolavoro o una serie notevole o da conservare (oltre Star Trek mi viene difficile pensare a serie da conservare di filone horror o sf , se parliamo degli ultimi anni) ma almeno c’è qualcosa di cui parlare, moralismo a parte.
        Per me il problema è tutto li, è il tipo di “ideologie” che c’è alla base a fartela piacere di meno, oltre alle pecche che sono indiscutibili.
        Parlando di serie ma Misfits l’hai vista?

        1. Forse io non mi sono spiegata, è possibile, spesso scrivo le risposte di corsa e non riesco a dire esattamente quello che penso.
          Non mi urta la contaminazione. Non mi urta il fatto che ci siano pochi zombi e non mi urta il fatto che non ci sia lo splatter. Mi urtano i buchi di sceneggiatura e i dialoghi penosi. E’ una serie televisiva, si basa su sceneggiatura e dialoghi. Se cadono quelle, cade ogni cosa.
          Per quando riguarda la regia, sì, era girata bene, ma negli ultimi episodi ho visto anche un graduale deterioramento nella qualità delle riprese. Una certa sciatteria: la scena in cui Shane e il prigioniero camminano nel bosco è atroce, per esempio.
          Comunque no, Misfits non l’ho mai vista. Ma prima o poi le darò un’occhiata, giuro!

          1. Ma il problema della sceneggiatura è IL problema delle produzioni audiovisive degli ultimi anni, la sceneggiatura è riscritta (male) dal fumetto e a sua volta l’idea del fumetto nasce da un idea di un certo George (che amiamo tanto) e a sua volta la storia nasce dalle legende voodoo.
            Ovviamente mancando la sceneggiatura mancano i dialoghi che nascono da essa, ammetto che dovrei rivederla in inglese per sentire effettivamente la qualità degli attori.
            Ma vedrai che nella terza stagione, con (l’unica) location del carcere saranno bei momenti 😉

  13. Ahimè, devo dare ragione a te e a Nick di Nocturnia.
    Inizialmente ero stracontenta di vedere gli zombie in tv in una serie televisiva. E la prima puntata mi era piaciuta tantissimo. e la prima stagione l’ho seguita, faceva ben sperare.
    Ma la seconda è stata una lunga discesa verso la noia.
    Lori che parla di “uomini che vanno ad uccidere gli zombie e donne che restano a casa a fare la calza” non si può sentire, concepire, sopportare.
    Diamogli la clava a sti uomini e non se ne parlì più.
    Ma anni e anni di donne cinematografiche cazzute Sarah Connor, Ripley, Buffy a questi qua non hanno insegnato nulla?
    Joss Whedon si è ammazzato per togliere le donne dagli stereotipi e loro ce le rimettono?
    Andrea, come dici giustamente tu, poteva essere un personaggio interessante, ma qui diventa una pecorella semi smarrita dietro al testosterone avariato di Shane.
    Lo devo ammettere, il mio entusiasmo iniziale era assolutamente infondato.

    1. Ecco, parliamo di Lori che rimprovera Andrea perché sta tutto il giorno a prendere il sole col fucile mentre lei fa il bucato. Ma siamo seri, o ci prendete per il culo?
      I personaggi femminili di questa serie ti fanno tornare indietro di 50 anni. La madre di Sofia che vuole un uomo d’onore. Ma che davvero davvero?

      1. Orsù Lucia, domani è un altro giorno (di zombie)…non imbracciamo le armi, ma i mestoli, cosicchè i maschi tornando dalla caccia alle oscure creature siano confortati dal nostro calore casalingo e dal cibo in tavola.
        Non preoccupiamoci di faccende di cui, in quanto femmine deboli e fragili tranne che per aprire il “portagioie” (una vera signora non è mai volgare), non possiamo occuparci.
        Tutte a lavare i panni dunque!!!

  14. Eppure Lucia, ormai sappiamo che non c’è limite al peggio. Fossi in loro virerei davvero verso i toni alla Zombieland. Ci guadagnerebbero un sacco.

    1. Un’ autoparodia dici? Ma magari Marco!
      Già così fa ridere tantissimo, se elimini le parti noiose diventa la sit com del decennio 😀

      1. Glielo mandiamo come suggerimento in busta chiusa? Magari l’idea piace e ci becchiamo anche qualche soldino 😉

  15. tukulka · · Rispondi

    Che dire ? ORmai penso che sia stata tutta una manovra degli “sceneggiatori” per farla così la serie: volutamente polemica nel generare negli spettatori NON morti dementi un sacco di incazzature !!
    Se stiamo a vedere sono di più quelli scontenti di quelli che la difendono a prescindere, a spada tratta.
    Sul voto alto su IMDB io credo valga la storia del vestito del RE: tutti si rendono conto che fa schifo ma per non passare male si/ci ripetono “Ma no !! E’ un CAPOLAVORO !! sei tu che non capisci nienteeeeeee ehhhhhh!”
    PEr chi conosce il Fumetto si chiede come sia possibile che non siano riusciti a fare meglio o almeno uguale;
    Per chi ha visto “Dead Set” & “Survivors” sa quali siano gli Standard di riferimento per fare una serie SERIA senza presa per i fondelli.
    Purtroppo il vero personaggio di questa serie è la Propaganda, como è già successo in passato con altri film/telefilm.
    PS: il vecchiardo che spara a manetta senza parole ! E la corrida con le macchine ?!?!? Dalla serie se se ne stavano chiusi in casa in silenzio non sarebbe morto nessuno !!!

    1. Già, il fumetto.
      Io non ci credevo. Magari ecco, Kirkman è colpevole di aver allungato un po’ il brodo anche su carta, però lì a ogni numero era un cazzotto allo stomaco, orrore fisico e orrore psicologico dispensati a piene mani. Non è una questione di splatter, è una questione di angoscia. E nel telefilm non ce n’è mai neanche un grammo.
      Il vecchiardo e la corrida sono una cosa pietosa. Pietosa

      1. tukulka · · Rispondi

        Esatto! per Carità pure il fumetto non è esente da forzature e/o brodo allungato però con la serie si esagera !! E mi sconvolgono i posts/articoli che difendono questo tipo di TRUFFA mediatica. Ma veramente in caso di una orda di zombi ci si mette a fare la corrida con la macchina ?!?!? Ma che senso ha? Nemmeno in “Zombiland” sono arrivati a tanto…… senza contare la serie di HeadShot da sniper dei NavySeals…….. Purtroppo , per me, è più una serie comica da seguire più per le risate che per il senso di ansia, paura ecc che un genere come questo dovrebbe suscitare in ogni spettatore.

  16. Ciao non-morti dementi! Anche io non faccio testo, perchè trovo la serie ben fatta, proprio perchè sceneggiata anche “come una soap”. Mi pare che molti giudizi negativi nascano dall’aspettativa di una serie sugli zombi, di genere, horror, e invece TWD è un’altra cosa, sicuramente un prodotto per il grande pubblico, sicuramente moraleggiante, ma sicuramente avvincente e ben costruita nei personaggi. Il fumetto l’ho letto e l’ho trovato un capolavoro (la serie no), e la presenza dell’autore nella produzione della serie è un’ulteriore riprova dell’ampiezza di vedute e del “mestiere” del buon Kirkman. Cià

    1. No, in realtà le mie aspettative non nascevano dal desiderio compulsivo di horror. Io speravo che TWD fosse una buona serie, con una bella sceneggiatura. Il problema, secondo me, al di là degli zombi o meno (e comunque sempre The Walking Dead si chiama), è proprio la totale mancanza di spessore dei personaggi e i loro comportamenti ai limiti della schizofrenia che servono a spararci il pistolotto moralista.
      Questo è ciò che non perdono.

      1. Non mi ritrovo nella descrizione di uno Shame come “cattivo assoluto”, così come nella quadratezza d rick&family; forse non saranno sconvolgenti e imprevedibili come dei personaggi di Sion Sono, ma hanno la loro rotondità, le loro ambiguità e il loro spessore. Shame solo nell’ultima parte, quella in cui non ce la faceva più a convivere con Rick, è diventanto il “cattivone” che trovi così stereotipato, prima ha mostrato molti altri lati. Forse nella delusione generale per una trama molto incentrata sulle dinamiche relazionali del gruppo le sfumature sono un po’ passate in secondo piano, questo lo riconosco anche io…

        1. Io ho visto la degenerazione del personaggio di Shane sin dall’arrivo nel bunker del CDC nel finale della scorsa stagione. Da lì in poi è stato tutto un fargli fare le cose più improbabili per rendercelo insopportabile. Non a caso, uccide Otis per salvarsi. Per me fa benissimo, non c’era altro modo, ma per tutti gli altri pare che chissà che ha combinato.
          Diventa una minaccia, travia Andrea e la porta sulla cattiva strada. E infatti le tocca redimersi all’ultimo istante, quando si schiera (senza motivo e senza che la svolta sia stata un minimo approfondita) dalla parte di Dale, mentre due minuti prima stava progettando l’ammutinamento con Shane.
          Sono queste le cose che mi mandano ai matti, gli errori marchiani sui caratteri.
          Poteva essere una bellissima serie, anche senza troppi zombi, anche col budget basso.

          1. emmeggì · ·

            Per me, sono contraddizioni assolutamente umane e plausibili, anzi, proprio in questo c’è una buona fedeltà alla realtà e a personaggi non certo macchiettistici e tutti d’un pezzo. Altrimenti tutto sarebbe prevedibile…Sì, perchè comunque, il personaggio di Andrea, per come è reso nella serie, non è mai completamente inumano o negativo, anche quando si avvicina molto a Shane non ci sono segnali reali (poi le interpretazioni e le sensazioni dei singoli spettatori sono altra cosa, personale) che sia pronta a rinunciare al “senso” della civiltà, cioè il nucleo della parte relativa alla discussione-processo su cosa fare del prigioniero. Del resto le situazioni che hai citato come esempio sono anche molto diverse, è trascorso del tempo e ci sono stati scambi e fatti che, normalmente e plausibilmente, possono portare a un’idea diversa: cambiare idea e smentire i preconcetti su se stessi è coraggioso e Andrea è un personaggio coraggioso e libero, che fa scelte con tutta se stessa.

          2. Ma infatti l’ho scritto che Andrea, in potenza, è un personaggio stupendo, straordinario. Ma a mio parere o hanno gettato alle ortiche.
            Cerco di spiegarmi:
            io non contesto i cambi di opinione, contesto il modo in cui vengono proposti, perché sono immotivati.
            E sono dei voltafaccia (Lori, per esempio, è tutta così) talmente eclatanti che se non me giustifichi, diventano dei semplici perché sì.
            Non so se sono chiara. TWD ha tutte le potenzialità per poter diventare una serie che è una bomba. Ma le ha sprecate.
            Poi, te lo ripeto, è una mia opinione e non voglio convincere nessuno del contrario.

  17. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Su”The Walking Dead” mi dispiace ma siete quasi tutti veramente di fuori, o comunque molto lontani da centrarla, rispetto a qualsiasi suo vero contenuto, e “intenzione”. Ma tutti. Anche chi utilizza un tono e delle argomentazioni meno fanzinare. Ecco precisamente cosa vuol dire inscoltar/si. E da come scrivete non avete visto l’ultimo strepitoso episodio della seconda stagione, programmato ca. 2 giorni fa negli Stati Uniti, “Beside The Dying Fire”: Che sembra essere stato programmato proprio ora apposta per chi sostiene che mancano nella serie gli smembramenti e i divoramenti, alla Romero, o i pezzi di collo strappati a morsi, con fiotti e cascate di sangue fuoriescenti alla Fulci. Episodio che contiene delle battute e dei dialoghi tra Andrew Lincoln e il grande Scott Wilson, che minano ogni concetto esso stesso di fede o redenzioni evangeliche e quant’altro in cui osservo molti sproloquiano vedendole/i ovunque, nella serie. Come toni, e con delle linee di dialogo che non ascolterete mai, in qualsiasi prodotto italiano, ma non solo di “televisione”, anche di cinema. E meno male che Andrea secondo quello che leggo in molti commenti, è stata troppo descritta e utilizzata dagli autori della serie infine come “mammoletta”, si è vero è proprio chiaro in questo ultimo episodio.

    1. Vedi, io non è che non ti rispondo, è che di fronte alla spocchia mi cadono le braccia per terra e non riesco neanche a formulare una frase di senso compiuto.
      tu esponi una verità inconfutabile, senza motivarla.
      Dici che non troveremo mai certi dialoghi da nessuna parte, ma non dici perché.
      Dici che l’ultimo episodio era splendido (gli zombi che seguono gli elicotteri) e non dici perché.
      Dici che Andrea è un bel personaggio e non spieghi perché.
      E’ così e basta e chi la pensa diversamente sbaglia.
      Allora non c’è dialogo, ma solo parlarsi addosso.

  18. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Perchè chi ha visto l’episodio, o lo vedrà, non è “spocchia”, si renderà esattamente conto di ciò a cui mi riferisco. Non posso riportare qui intere linee di dialogo,nè soprattutto ne ho purtroppo il tempo, o il venir fuori del personaggio di Andrea in quest’episodio, in tutto il suo carattere e centrale importanza. E anch’io non capisco certe argomentazioni, da avere difficoltà a controbatterle. “Gli zombi che seguono l’elicottero”, come fosse chissà quale amenità. E quelli romeriani di “Land of the Dead” che si lasciano distrarre dai “fiori del cielo”, i fuochi d’artificio, idea bellissima, mica dico niente, allora sì anzi, capolavoro di genio. Cosa c’è però di sbagliato,nella prima trovata?

    1. Tu credi che io l’ultima puntata non l’abbia vista e che scriva qui a cazzo senza aver completato la serie?
      I fiori nel cielo erano una cosa diversa, non erano strumentali, erano un simbolo.
      Qui abbiamo una mandria di zombi che di punto in bianco si mette a seguire (in massa) un elicottero. Perché agli sceneggiatori serviva portarli nella fattoria, dove erano del tutto assenti (salvo poi spuntare a uso e consumo).
      Sono queste le cose che mi fanno credere che gli sceneggiatori abbiano proceduto random, senza una direzione, inanellando scenette un po’ a caso, tanto per tenere viva l’attenzione.

  19. Napoleone Wilson · · Rispondi

    …Ma se è da tutta la seconda serie che non si parlava e non aleggiava altro di un “branco” o di “predoni”, o di “Camminanti”, che avrebbero potuto arrivare affamati fino lì alla fattoria, dato che in città non c’erano più prede/cibo…Kirkman è sempre presente fra i produttori associati, non mi pare affatto “complice” nè qui, nè che lo voglia, di una navigazione narrativa ” a vista”, che non vi ravviso affatto.

    1. Tutta la serie che si parla di un fantomatico branco, che parte dalla città (credo sia sempre Atlanta, ma non ne sono sicura) e guardacaso arriva proprio a quella fattoria, proprio in quel momento, proprio quando agli sceneggiatori è utile che ci arrivi.
      ma, come ho scritto duecento volte, non è neanche questo il problema.
      Il problema è l’abisso di incoerenza del tutto, che ho tentato di spiegare portando esempi sparsi per tutto il post e che forse non è stato letto, dato che mi stai dicendo da ieri che io non ho neanche visto l’ultimo episodio

  20. Helldorado · · Rispondi

    Ameno abbiamo riso con le vostre reviù… 😀

    1. stiamo qui apposta 😀

  21. Io sono scoppiato quando Glenn e Maggie scopano nella farmacia, con lui che tra le altre cose doveva nascondere chissà perché l'”acquisto” del test di gravidanza per Lori. Lì è stato l’apice, dove le psicologie dei personaggi hanno mostrato l’immenso, immenso, direi immmenso anche con tre m, lavoro di scrittura che ci stava dietro. Anche se i negri buoni che proteggevano i vecchi nella prima stagione non scherzavano, però. Sono indeciso. 😉

    1. Ma perché il vet che spara a ripetizione senza mai esaurire le munizioni e Lori che da donna di casa si trasforma in un cecchino?
      E il prigioniero che forse è sgusciato tra le assi del tetto?
      no, vabbè, senza parole

  22. posso dire di essere d’accordissimo senza avere mai visto la serie? Ho la scusante di avere letto qualche tpb della serie a fumetti e anche lì è tutto un sottolineare ogni 3/4 secondi sconvolgenti atrocità palesi del tipo: “i morti viventi siamo noi!” Miii… non ci posso credere! Che profondità! Ma che ci vogliamo aspettare da uno che si mette a scenggiare una serie sugli zombi dicendo che il problema dei film classici di Romero è che quando finisce il film non sai cosa succede ai personaggi dopo. Insomma, come livello è appena appena sopra a zack snyder che me lo immagino quando vede l’alba dei morti viventi e si dice: bello, ma se gli zombie corressero sarebbe più bello!
    Ad ogni modo, grande post, ennesimo centro!

  23. tukulka · · Rispondi

    XD

  24. Personalmente trovo TWD un telefilm stupendo. Giusto per la cronaca, me ne sbatto altamente della massa o dei voti di IMDB, se un cosa mi piace mi piace e basta, divoro cinema dalla mattina alla sera e non sono certo un pecorone, tanto per dire, nonostante il successo a me Dr.House non piace proprio. TWD è un telefilm, non un film, non potevano certo propinarci in ogni puntata un massacro ad opera di zombie assortiti, quello si sarebbe stato un tritamento di palle e la solita roba già vista nei film di Romero, a mio avviso era più semplice perdersi proprio in una cosa del genere. Il telefilm ha proposto fino ad ora un ottima caratterizzazione dei personaggi e cosa importante, ha colpito duro sempre nei momenti giusti. Raramente sono rimasto soddisfatto guardando qualcosa, come nelle ultime puntate della seconda stagione. Ogni finale di puntata era superiore a quello precedente, il tutto dal ritrovamento di Sophia. Poi che posso dire, i gusti sono gusti…

    1. Ma infatti non ho scritto da nessuna parte che se a qualcuno piace TWD è un cretino.
      Ho solo scritto che, secondo me, e solo secondo me, fallisce proprio nella caratterizzazione dei personaggi. e negli sviluppi della sceneggiatura.
      In tutto questo, la mancanza degli zombi, mi è pesata molto di più

  25. Mah, secondo me i personaggi sono caratterizzati molto bene, e la sceneggiatura fila via liscia e con momenti davvero intensi. Io non ho sentito mai la mancanza degli zombie. Ci sono, vengono usati con sapienza e quando serve, come ho già scritto, lo avrei ritenuto peggiore se fosse stato uno scontro continuo, anche perché in quel caso, per renderlo davvero credibile, avrebbero dovuto far crepare un pg a puntata e allora ciao.

    1. Sì, infatti nel fumetto succede più o meno una cosa del genere, un morto a numero.

  26. Ho capito, ma il fumetto ha altre pretese rispetto ad un telefilm. Un fumetto così di genere, lo compra solo un certo pubblico, consapevole di vedere gente che muore di continuo senza la necessità di “affezionarsi” a qualche personaggio in particolare. Un telefilm inizia con la speranza di andare avanti per diverse stagioni, quindi è anche giusto che tenda a creare un gruppo di personaggi con cui farla campare la serie in questione. Non è che TWD è stato fatto per essere trasmesso alle 00:00 di ogni martedi estivo nel contenitore “notte horror”. Non era facile usare il tema zombie senza cadere nell’horror tanto caro a noi appassionati. Conosco tante persone che TWD non lo guardano proprio per questo, perché non amanti del genere e credono che si tratti di un film di Romero a puntate. Evidentemente il voto così alto su IMDB, che voi dite essere frutto di pecoraggio – e mi trovo in totale disaccordo perché allora la cosa dovrebbe valere per ogni prodotto con una media volto altissima, tipo che Aliens è dunque una merda (cit mio film preferito di sempre) – è frutto proprio del fatto che chi l’ha visto lo ha trovato assai distante dal “solito” film a tema zombie di Romeriana memoria. Io amo i film di Romero, e amo TWD. Non ho mai osato metterli a paragone, sono cose totalmente diverse e va benissimo così 🙂

    1. Forse io non sono stata chiara quando ho scritto l’articolo, magari non mi faccio capire, ed è possibile che l’articolo sia stato scritto male e in modo confuso, ma mi sembra di aver lamentato altro in TWD che non la mancanza di splatter. Anche perché, poi, quando gli fa comodo e non sanno come procedere, lo splatter arriva.
      Io ho lamentato, anche rispetto al fumetto, dove (credimi) ti affezioni, soffri, stai male con tutti i personaggi e ogni morte è straziante, la mancanza
      a) di una sceneggiatura coerente e complessa
      b) di approfondimento nei caratteri
      portando esempi da entrambi i punti di vista, mi sembra.
      Allora, che mi si venga a rimproverare che a me TWD non è piaciuto perché volevo le budella, fa un po’strano.
      E anche Romero, c’entra fino a un certo punto. Ho fatto il riferimento perché trovo che TWD sia anche un telefilm assolutamente conservatore, cosa che (con o senza zombi) mi fa comunque storcere il naso.
      Tutto qui. Non è un problema se a qualcuno piace, ma è un problema quando una cosa del genere ottiene una media così alta, perché significa che alle persone un certo tipo di messaggio piace

      1. Il “rimprovero” che non sia come il fumetto diciamo che forse è più che altro riconducibile a un “sottotesto”, a una sensazione diffusa nella maggioranza dei commentatori…Io, come già detto ed esemplificato sopra, non trovo la sceneggiatura carente o raffazzonata, perlomeno sicuramente non peggio di tanti altri telefilm di buon livello e commerciali (questo è TWD), e i personaggi risultano sufficientemente approfonditi (il fumetto lo fa in modo differente -si basa meno sulle relazioni e più sulle espressioni e le immagini e le azioni, ad es- essendo anche uno strumento differente, ma il “livello di profondità” è del tutto paragonabile.
        Anche io dovrei capire bene cosa intendi per “conservatore”, anche perchè qui il rimando all’aspettativa romeriana sembra abbastanza evidente. Se ho intuito bene, manca l'”assalto sociale”, la rivolta nella sua accezione più creativa e ribelle. E’ vero! Ma 1) sono tempi diversi e prodotti diversi (serie tv da prima serata con tutte le cose che conseguono, come diceva più che giustamente mr. pop); 2) sono “teste” diverse e narrazioni diverse, e ognuno poi può giudicare secondo i suoi valori culturali, politici, ecc. Personalmente apprezzo anche la resistenza organizzata di questo gruppo di comuni cittadini, padri e madri di famiglia, vecchietti piuttosto fragili, ragazzotti spaventati. Forse dipende dal punto di vista. Forse dipende dal fatto che come padre di famiglia con un certo carattere e profilo, una situazione come quella di Rick la “empatizzo” molto (!). E devo dire che una delle cose che in particolare mi prende, è proprio la “forza tranquilla” (che metafora politica che viene fuori così!) di Rick, alle prese più che con gli zombi con il gruppo di cui è parte e di cui è leader..

        1. Non è un rimprovero che sia diverso dal fumetto. E’ un rimprovero che ne abbia del tutto stravolto il senso e lo spirito. Non per i sottotesti, ma proprio per le azioni dei personaggi.
          No, non manca l’assalto sociale. e l’ho anche detto nell’articolo. Manca il crollo dei valori, anzi, di quei valori fondanti la società americana, che invece resistono alla grande e sembrano essere del tutto indistruttibili.
          E allora la proprietà
          E allora la famiglia
          E allora il matrimonio
          Ma io devo ancora assistere alla consegna dell’orologio degli avi nel 2012?
          E comunque tutto questo, lo ripeto, ci potrebbe anche stare. Io ho scritto che il problema di TWD sono i personaggi che hanno comportamenti al di là di ogni coerenza. Nessuno che mi abbia dimostrato il contrario.

          1. Io ho provato a evidenziarlo! Per quanto riguarda il tradizionalismo, a volte è quello il vero anticonformismo (oltre che realismo). Trovo molto più scontato e pecoresco la ribellione a tutti i costi. Ma non mi sembra che il telefilm sia il monumento alla “famiglia tradizionale” (basti pensare alla sopravvivenza del “triangolo” shane-rick e moglie di rick), semplicemente, come accade in qualsiasi gruppo umano, c’è varietà di esperienze e aggregazione.

  27. Spiega meglio cosa intendi per “conservatore”. Che è troppo dalla parte del “famo la cosa giusta”?

    1. Scusa il ritardo nella risposta, ho avuto qualche piccolo problemino
      No, intento (e mi pare anche di averlo scritto) un conservatorismo che ribadisce, ancora e sempre, i classici valori di stampo tipicamente americano.
      Oltre a vabbè, il ruolo della donna, ma lì apriamo un paio di voragini e non mi va di affrontare l’argomento.

  28. Gulbash · · Rispondi

    Carissima Lucia sono d’ accordo con tutto quello che hai scritto, solo che hai dimenticato una cosa……. Molti di noi (almeno io di sicuro) hanno BISOGNO di un telefilm sugli zombie esattamente come Mark Renton in train spotting ha bisogno dell’ eroina. é ovvio che mi piacerebbe un ottimo telefilm ma se quegli spaccini (gergo del nord ovest che sta per spacciatori da 2 soldi) dell’ amc mi propinano solo quelle cacchio di supposte di oppio…. io magari mi incazzo, protesto ma alla fine mi infilo le supposte perchè… non cé altro. E a tutti quelli che potrebbero dirmi ma “dead set”? Allora “dead set” é una delle cose più belle che abbia mai visto solo che é una miniserie e quindi é finita (sigh!). IN conclusione in attesa di qualcosa di meglio preferisco le supposte piuttosto che andare in rota, e non vorrei fare pazzie tipo buttarmi sui vampiri che di questi tempi non é proprio il caso

  29. io non sono d’accordo con nessuno di voi.
    io non ho guardato The Walking Dead per moda, non lo ho guardato perché volevo parlarne con qualcuno o sentirmi superiore. Mi sono imbattuto in questa Serie Tv cercando informazioni su alcune Series americane, ed è spuntato questo -secondo me- ottimo prodotto, sicuramente non sarò al vostro livello, non mi intenderò come voi di sceneggiature, di storia delle Serie tv e dei Film come voi – cosi sembra – ma a me è piaciuto, e vi dirò di più è una delle serie tv che più mi è piaciuta, ho guardato puntata dopo puntata una dopo l’altra percependo tutto quello che c’era da percepire in ogni singola parola di ogni singolo personaggio e errori o orrori di sceneggiature per me twd rimane un ottimo lavoro da parte dei registi. Soprattutto non mi metterei a criticare i dialoghi, si a volte sono forse leggermente sforzati, ma direi che se pensiamo a quello che stanno vivendo i protagonisti sono più che giusti ed è ovvio che un po’ di pazzia in ogni dialogo è giusto che ci sia, come fareste voi a stare tranquilli in una situazione del genere?
    Immedesimarsi nel personaggio è fondamentale per carpire a fondo ogni dialogo e ogni azione che lo stesso compie.

    Saluti Fabio.

    1. Beefheart · · Rispondi

      Innanzitutto buongiorno a tutti 🙂
      Ho letto alcuni dei commenti precedenti e mi pare di capire che la platea protenda per il pollice verso e penso di trovarmici daccordo.
      Premetto che non ho mai avuto sky, non ho letto il fumetto originale e che non avevo mai sentito parlare di questa serie tv sino ad una 15ina di giorni fa, quando, casualmente, vengo a sentire di una “serie sugli zombi”… Incuriosito mi cerco lo streaming ed inizio a guardare la prima serie…
      Ebbene, se i primi episodi non mi sono dispiaciuti devo dire che andando avanti la qualità decade e il problema non è tanto l’inaspettato(?) tono soap o il consueto taglio propagandistico a stelle-e-strisce, quanto il dilettantistico/infantile sviluppo della vicenda in termini di dialoghi e, soprattutto, sceneggiatura, che, in maniera evidente e grossolana, deragliano nell’inverosimile se non nell’idiozia pura.
      In particolare l’ultimo episodio della prima ed il primo della seconda serie (per ora sono fermo lì) sono infarciti zeppi di scemate improponibili il che, sinceramente, mi ha sconfortato.
      Vuoi farli pomiciare? Va bene. Vuoi farli pregare? Va bene. Vuoi farli suicidare? Va bene. Va bene tutto, purchè lontano dal non-sense, altrimenti più che una “serie sugli zombi” diventa una “serie PER gli zombi”
      Ciao ciao

    2. Ah, ma quindi per apprezzare TWD occorre avere il dono della luccican… oh wait! Volevo dire *immedesimazione*, pardon. Se non ce l’hai sei fottuto, non puoi apprezzare tutte le piiiccole sfumature della sceneggiatura.

      Ad averlo saputo prima 😦

  30. Mary Nefasta · · Rispondi

    Io ho visto oggi la prima puntata perché il mio ragazzo lo ama… e per vedercelo insieme dovrei arrivare ai suoi passi. A me non piacciono gli splatter e lui quasi mi prendeva in giro… Vista la sfida con tanti altri telefilm e libri che al momento dovrei leggere. L’ ho visto e non se ne parla più. Ho visto più azione e coinvolgimento in Buffy l’ ammazzavampiri. Gli zombie sono scemi e non sanno combattere al posto dei vampiri! Detto questo l’ ho trovato noioso, e anche se devo ammettere che gli zombie facevano impressione, ma non tanto terrore… mi annoiavano proprio i discorsi di cui tanto critichi. Si noioso per tutte quelle cose tipico dei film drammatici strappalacrime. E’ un film squallido, città devastate e continueranno sempre ad essere devastate. Gente devastata… gente nervosa ed esaurita… Che palle!!! xD

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