The Hitcher (1986) vs The Hitcher (2007)

VS

Sono molto stanca, così stanca che neanche voglio mettere la locandina del film di Dave Meyers, un uomo che se leggete il suo curriculum, la prima cosa che penserete sarà: ma sì, questo è nato per fare cinema, nella vita. Non potrebbe fare altro. Noto per aver diretto videoclip di Britney Spears e Jennifer Lopez (vi capisco se dopo i due nomi non siete sopravvissuti e avete chiuso per sempre la pagina), viene cooptato dal solito Michael Bay per dirigere l’ omaggio 2.0 del classico di Robert Harmon. Il marchio di infamia realizzato da Giordano è l’ unico simbolo in grado di rappresentare l’ essenza profonda del cumulo di spazzatura tossica e maleodorante che si riversò nei cinema nell’ anno del Signore 2007. Non che Harmon abbia fatto in carriera cose egregie, per carità, ma The Hitcher (1986) è uno di quei film a cui ognuno di noi pazzi che si diletta a sognare di cinema, spera di poter lavorare, almeno una volta nella vita. Merito forse di un certo Eric Red  alla sceneggiatura, o di uno stato di grazia generalizzato che scese sul set durante le riprese. Fatto sta che se mi porti in sala un The Hitcher, io ti perdono qualsiasi cosa.

Non ti perdono, e anzi se poco poco ti pizzico da qualche parte comincia a correre perché non rispondo delle mie azioni, se vent’ anni dopo non sei neanche in grado di narrare una storia (apparentemente) semplice senza coprirti di ridicolo ogni minuto. Che poi, uno come Meyers, insieme al suo padroncino Bay, si copre di ridicolo appena si sveglia la mattina e mette un piede giù dal letto. E’ la memoria di The Hitcher a venire infangata da uno stupro così furibondo e privo di coscienza, che davvero, aridatece Nispel e le sua sua motosega vs maglietta bagnata. Non ti perdono se sfrutti in maniera indecente un ottimo attore come Sean Bean e lo obblighi a strabuzzare gli occhi e a fare le faccette da matto per un’ ora e venti. Perché sei un cane che mi ha appena pisciato sul tappeto buono. E io ti prendo a giornalate fino a quando non chiedi pietà.

lo chiamavamo cinema

Partiamo dall’ incipit, perché l’ incipit è importante. Se ricordate il film dell’ 86, tutto cominciava con un accendino e una sigaretta che andavano a illuminare il volto di un ragazzo da solo al volante. Di notte, in una di quelle strade desolate che esistono solo in America. Una solitudine così estrema, una sensazione così forte di essere dimenticati da tutto il resto del mondo, che viene naturale caricare la prima anima persa come te che tende il pollice al ciglio della carreggiata. Per non rischiare di avere un colpo di sonno e andarti a schiantare, per sentire il suono di una voce, una qualunque, basta che non sia quella impersonale e distante della radio, per non restare l’ ultimo uomo della terra. E il viaggio è lungo, la California è lontana e quella bella macchina che stai guidando neanche è tua.

Meyers, che a queste sottigliezze non bada, fa iniziare il suo film con uno sbalzo di volume. Non scherzo, record assoluto. Dopo neanche due secondi, c’è già il primo BUU! A farne le spese è un povero coniglietto che attraversa la strada, a simboleggiare quanto sia ingiusto e cinico questo mondo cattivo. E poi ci trasferiamo in uno dei soliti college statunitensi, assistiamo alla solita panoramica del cazzo sul cortile della scuola, e conosciamo la solita coppia di ricchi rampolli della borghesia medio alta, in viaggio verso le vacanze, che si fanno millemila chilometri attraverso il New Mexico perché lui deve conoscere le amiche di lei e fare una buona impressione. Lei non fa neanche in tempo a salire in macchina che si spoglia, badando bene a esporre le grazie a favore di Mdp (giustificazione narrativa: le donne sono ritardatarie e la fanciulla non fece in tempo a cambiarsi d’abito nella sua cameretta, giuro). La prima linea di dialogo è: “devo fare pipì”. Già, perché oltre che ritardatarie, le donne sono anche incontinenti e lei non poteva farla prima di uscire di casa, doveva rompere le palle al nostro simpatico fustacchione con la faccia a patata lessa che sembra stia lì che pensi guarda che cosa mi tocca subire per una scopata. Ma finalmente i due, si possono lanciare a mordere la strada con il bolide fiammante di lui. Una Oldsmobile 442 del 1970, il cui specchietto costa più o meno quanto casa mia. Al che parte questa canzoncina qua (penitenziagite!!!) e noi già vorremmo essere morti. Ma quando la canzoncina da chiodate nelle orecchie viene interrotta da una libellula in CGI che si va a schiafantare contro il parabrezza e fa anche SPLAT, capiamo che la morte è poco. E che solo per esserci accostati allo scempio, meriteremmo una lenta e agonizzante tortura.

Forse perché coscienti del fatto che i coglioni girano sempre in coppia, le penne stillanti estrema creatività dei due, dicasi due, sceneggiatori all’ opera per questa gigantesca vaccata, hanno pensato bene di mettere l’ adorabile coppietta al centro del racconto. Non più un uomo solo e privo di altra connotazione se non quella di essere un poveraccio che sta consegnando una macchina, non più quindi quell’ abbandono quasi cosmico, quell’ essere un atomo alla deriva in mezzo al nulla che rendeva così speciale il film del 1986 e che faceva sembrare ovvio e naturale l’ incontro con un altro fantasma, un’ altra solitudine che in quel nulla ci era addirittura impazzita. No, troppo complicato, che poi il pubblico si perde e non capisce. O può addirittura pensare a un’ attrazione omosessuale repressa e lasciata intendere tramite qualche sguardo e inquadratura. Qui abbiamo i due piccioncini che trangugiano schifezze acquistate in una stazione di servizio dove il commesso di neanderthal non fa altro che fissare l’ illibato culo di lei. Non c’è spaesamento, non c’è neanche un briciolo di minaccia derivante da un ambiente alieno dove ogni elemento sembra essere lì solo di passaggio, e nessuno si ferma mai sul serio. Soprattutto manca la solitudine, elemento essenziale, marchio di fabbrica e chiave di volta del film del 1986. Senza quella solitudine, condivisa da tutti i personaggi, non esiste The Hitcher. E’ solo Jim (C. Thomas Howell) che non sa nemmeno a chi telefonare per verificare la propria identità, è sola Nash (Jennifer Jason Leigh), dalla vita buttata in una tavola calda che sembra l’ ultimo avamposto della civiltà sull’ orlo dell’ abisso, e dal destino segnato in maniera irrevocabile. Ed è solo, disperatamente solo, John Ryder (Rutger Hauer), presenza quasi soprannaturale, gigantesca e implacabile, proprio perché portatore di un’ infelicità che gli strazia le viscere. Se prosciughi il film da tutti questi significati, che cosa resta?

questo è un momento intenso

Resta una fotografia filtratissima e monocromatica in cui tutti gli esterni sono arancioni (che sia giorno o che sia notte) e tutti gli interni sono bluastri, con quel delizioso effetto di un bisturi che lentamente ti deorbita l’ occhio.

Resta la scena copiata pari pari dall’ originale dell’ allegra famigliola che carica l’ autostoppista e viene macellata. Solo che. Solo che Meyers che doveva essere in vena di sfrenate provocazioni, ci piazza i disegnini biblici dei bambini macchiati di sangue e l’ uomo morente che recita il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Perché come può esistere Dio in un mondo in cui esiste Sean Bean che fa le faccette da matto?

Resta la nostra incontinente ritardataria che si trasforma in wonderwoman e nell’ ordine:

sfonda con un calcio il portellone di un blindato

salta fuori dal suddetto blindato a ralenty e con capriola

usa un fucile a pompa come se non avesse mai fatto altro nella vita.

Il tutto dopo che ha frignato e rotto il cazzo per due ore, dimostrandosi inetta a ogni cosa, tranne che mostrare il fondoschiena sotto la doccia. Empowering femminile a palla di cannone. Bravo Meyers.

Restano dei dialoghi che non sai se invocare il Caos Strisciante a spianare a calci ogni partecipante di questo ciofecone (anche quello che portava i caffè a Sean Bean), o metterti a ridere illudendoti che si tratti di intelligentissima e consapevole parodia e destrutturazione del genere. Volete un esempio? Lo volete davvero? Eccolo, ma mi avevo avvertiti: “Così mi fai eccitare” disse lei prima di girarsi e trovare Sean Bean nel letto. Ah, lo sbalzo di volume è telefonato, non c’era bisogno ve lo dicessi.

Resta, soprattutto, il ricordo di un grandissimo film, macellato e calpestato da quello che è forse uno dei peggiori remake a memoria d’uomo.

Perché davvero, The Hitcher sarà anche finito nel dimenticatoio, per quel procedimento di damnatio memoriae su cui i remake prosperano e proliferano, ma basta rivedersi la famosissima scena dei camion, e nell’ originale e nel suo idiota rifacimento, per rendersi conto di cosa perdiamo, ogni volta che un Michael Bay a caso mette mano a un pezzetto del nostro passato.

70 commenti

  1. Ti ho già commentato passo per passo in Base. Impavida Lucy, devi riprenderti da questa ciofeca. La mia “cura” la sai, per un po’ di tempo niente Lammerda per te, eh. Disintossicazione pura. Ritiro spirituale. 🙂 Se no ci toccherà dire “era una ragazza normale, non ha mai fatto del male a nessuno”, quando gli inquirenti del caso della morte di Meyers e Bay ci faranno delle domande. ^^

    Ciao,
    Gianluca

    1. Sì, devo correre a ripassarmi l’ intera filmografia di Ti West per purificarmi e tenere a bada gli istinti omicidi che stanno prendendo il sopravvento.
      Ma…che la galera in fondo sia un piccolo prezzo da pagare pur di liberarsi per sempre da certa gente?
      😀

  2. thriller87 · · Rispondi

    Sapevo che il remake doveva far schifo. Ma non pensavo fino a ‘sto punto ! E comunque Bay e Meyers vado a prenderli a giornalate in faccia anch’io !

    1. Nascondendo magari un sasso nel giornale, così per non farsi mancare niente 😀

      1. thriller87 · · Rispondi

        Buona idea ! 😉

  3. te li pago io gli avvocati,eh?Ma vai in america a prendere a bastonate Bay.Sarebbe un atto di salvezza per il mondo.
    Peraltro il povero The Hitcher è stato massacrato due volte.Perchè il secondo capitolo non l’hai visto?Torna Jimmi ,stavolta con la morosa,e c’è un autostoppista che non ho mai compreso se è sempre johnny o no.Jimmi muore,la tipa diventa rambo+ eden sinclair e ammazza il cattivone
    Mi sa che Bay ha fatto il remake del numero due e che non conosca il primo capitolo.

    Harmon per sfiga ha diretto in seguito solo minchiate,Red invece passando alla regia ha fatto quel bel filmone che è “Strade di paura” con Roy schneider.Ti piacque?
    ciao

    1. Mi piacque moltissimo. Voglio bene a Red!
      No, ecco, il seguito non l’ avevo mai visto ed ecco spiegata la trasformazione della bella pannolonata in ramba de noantri.
      Che bruttura, mamma mia…

      1. si,me lo rammento .Vidi il remake,ma non tutto eh?Una parte,su iris.
        Red è un genio perchè qualche tempo fa ha investito con il suo suv ,uno di quei fighetti che lavorano a hollywood ,un produttore o roba simile,perchè non gli faceva girare un film.Entrò nel locale ad alta velocità con la sua macchina,te capì?Almeno questo mi disse un amico.Gli voglio bene anche io.
        Perchè ha descritto benissimo IL MALE,Hauer è l’incarnazione assoluta e crudele del maligno condannato all’eterna caccia.
        ps:ma chi è che muore squarciato dal camion nel remake?Cioè in teoria la ragazza interpretata dalla leigh non dovrebbe esserci,c’ha la tipa il manzo ammmereggggano.E fanno vedere che si taglia in due?Quella sequenza mi fa stare malissimo:hauer calmo,howell talmente sotto pressione che non riesce ad urlare e l’inquadratura sulle mani..brrrrrrr

        1. Muore il bamboccetto con la faccia patatosa, mentre la tipa incontinente sta sul camion e fa anche lei le faccette insieme a Sean Bean e continua a dire: “ti prego, ti pregooooo, non ucciderlooooo, sei cattivooooo”.
          Poi ci mettono un pessimo effetto in CGI in cui il bamboccetto viene tranciato in due. Ed è l’ unico momento di gloria del film

          1. oh,signur…si l’ho visto!E me lo ero dimenticato.Maronna il festival della cazzata.
            Ormai tutti i film degni di nota li hanno toccati e maltrattati,non solo pure i filmetti hanno massacrato.Per fortuna però ci sono i West,Marshall,Mackee ,insomma ci sono ancora quelli su cui puntare.Prima che Bay si accorga di loro!^_^

  4. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Mi piacerebbe molto postare un commento -ce ne sarebbero tante di cose da poter aggiungere- in merito a Eric Red e i due “The Hitcher”originale e “remake”, come anche a “Strade di paura” bellissimo, e pure “Highwaymen” con Cavieziel, ma non interesserebbe a nessuno nè verrebbe letto, purtroppo quindi, niente.

    1. E perché mai dici così?

  5. Fra Moretta · · Rispondi

    The Hitcher è uno dei miei film preferiti e guardà un pò che razza di schifezza hanno combinato quellì…Ma Cthulu li punirà!

    1. Tu fa solo che Cthulhu li becchi e faranno una pessima fine 😀

  6. Pare strano ma non ho nemmeno mai visto l’originale, anche se ci terrei molto.
    Però ho visto passare sul digitale pezzi del remake e anche solo quei pezzi mi avevano fatto alzare gli occhi al cielo e chiedere pietà.

    1. L’ originale è un filmone. Lo consiglio a chiunque, splendido.
      Il remake vabbè, è lammerda senza possibilità di appello.
      Alla fine i miei post comparativi hanno il solo scopo di far riscoprire gli originali a chi se li era persi 😀

  7. Centottanta minuti di applausi!!!!!!!!! 😀
    Quand’è che organizziamo la spedizione punitiva nei confronti di Bay?
    Aridatece Rutger Hauer!!!!
    Scherzi a parte, l’Olandesone era perfetto per quel ruolo.

    1. Grazie Grazie 😀
      Guarda, per me possiamo partire anche adesso!
      E già che ci siamo andiamo a salvare Hauer dai brutti film di Argento, va’ 😀

  8. The hitcher è un filmone. L’originale, ovviamente.
    Quell’altra cosa non la considero neppure.

    1. Quell’ altra cosa lì è un’ esperienza che non consiglierei neanche al mio peggior nemico.
      E a questo punto, tu prova a consigliarla calorosamente al cannibale 😀

      1. NIente male questa.
        Quando prepariamo la nostra epopea australiana!?!?

        1. Ehilà Mr Ford! Prossima settimana, che ne dici?

          1. Si può fare. Vediamo di accordarci bene via mail, per i titoli. E poi partiamo.

  9. Ho schivato questo remake come la peste, vedo che la mia scelta si è rivelata azzeccata 😀
    Michael Bay: braccia rubate all’agricoltura… che vada a produrre altro, và :p

    1. ma secondo me quello pure se si dedica all’ agricoltura combina disastri ambientali dopo un paio di giorni 😀

      1. No dai, non può far esplodere anche le verdure 😀

        1. sì, sì: pomodori esplosivi in 3d!

  10. Ho visto il remakeaccio e concordo.
    Ho amato moltissimo l’originale, visto con un’amica in un cinema parrocchiale di periferia, ed ho sofferto nel vederne lo scempio…veramente tremendo. Lei poi, che da protoidiota si trasforma in rambo è il massimo…

    1. Sì, quella scena è quasi sublime nella sua idiozia. E tu pensa che, in un impeto di masochismo, questo dannatissimo film l’ ho anche visto al cinema 😀

  11. Bel post, come sempre, ma…
    Il remake non esiste – una cosa così brutta te la sei inventata tu per farci capire che non esiste limite al peggio.
    È per questo che non metti neanche la locandina – il remake non esiste…

    Detto ciò – è noto che The Hitcher è un film maledetto.
    Nessuno degli attori coinvolti ha più avuto un ruolo degno delle sue capacità.
    Tutto lo staff tecnico è stato per anni marchiato a Hollywood peggio che gente che fa snuff movies.
    C’è un caso di omicidio-suicidio con fucile a pompa in tavola calda che coinvolge uno degli sceneggiatori.
    E non dimentichiamo che “The Hitcher” è il titolo di un film sperimentale progettato e forse girato da Jim Morrison quando era studente di cinema.

    Nota di colore locale – la scena del coltello a scatto e della lacrima venen improvvisata da Hauer, come gran parte delle altre stranezze (il fazzoletto dal finestrino, ad esempio), e come gran parte del dialogo dell’autostoppista.
    Hauer mise un tale sano e onesto terrore al povero Thomas Howell, che quello si rifiutò per anni di stare nella stessa stanza con l’attore olandese, e quando si rividero, finalmente, anni dopo, gli strinse la mano tremando ed ammise balbettando di essere nel panico più assoluto.

    1. No, infatti, è che stanotte ho avuto un incubo in cui Michael Bay produceva un remake di The Hitcher, affidandone la regia al regista dei videoclip della Spears e non ho resistito a condividere la cosa con tutti voi.

      Non esiste, non è mai stato girato.

      Sì, conoscevo (o meglio, mi sono andata a leggere in questi giorni) la maledizione legata a The Hitcher, che poi ne aumenta il fascino in maniera esponenziale.
      E Hauer è davvero, in questo film, il simbolo di un terrore difficile da dimenticare.
      Povero Howell, pure la sua carriera è finita alle ortiche

      1. Uno degli elementi più straordinari di The Hitcher è la scena fantasma – che tutti ricordano di aver visto, ma non c’è.
        Nel momento in cui la Leigh viene uccisa, lo schermo è nero e c’è solo l’audio.
        Il montaggio delle inquadrature precedenti e successive suggerisce la scena, ma la scena non venne mai girata.
        Solo un paio di secondi di schermo nero.
        Ma – a detta di uno dei tecnici (non ricordo se sound designer o tecnico della fotografia) – la tensione è tale che in quel momento tutti chiudono gli occhi, e pensano che la scena ci sia, e successivamente la ricordano.
        Al punto da domandarsi come un film del genere non sia stato censurato.
        Come dici tu, lo chiamavano cinema.

        1. E’ vero. Non si vede assolutamente nulla. Giusto il dettaglio delle mani legate, le urla e il rumore. E’ appena suggerito. Si sta sul primo piano di Hauer che dice al povero Jim di essere solo un inutile spreco e poi lascia andare la frizione e si stacca a nero.
          Nel remake invece si vede il poveraccio che si strappa in due, con tanto di intestino volante. Perché noi siamo nel 2000 e siamo duri e cattivi.
          Ma non mi ci far pensare, lo hai detto anche tu: il remake me lo sono inventato, non esiste

  12. Giuseppe · · Rispondi

    In pratica si dimostra come sputtanar…ehm, destrutturare il lavoro originale di Harmon e Red (nonchè le prove attoriali di Hauer, Howell e la Leigh) in ogni singolo dialogo e inquadratura…vuoi davvero dirmi che hanno ridotto la scena in cui “John Ryder” sorprende la Leigh a letto nell’originale in qualcosa che avrebbero rifiutato pure a livello di parodia -e giustamente- anche in Scary Movie? Per non parlare del resto…mi ritengo fortunato a averne evitato la visione (con tutto il rispetto per l’ottimo Sean Bean e con nessunissimo rispetto per quel rompicoglioni di Bay, ce lo chiuderei io in quel tappeto buono dopo la pisciata del cane, naturalmente, che si meriterebbe i migliori bocconcini e le più grandi coccole per l’occasione 😀 ).

    1. Sì, Giuseppe, hai fatto benissimo a evitarlo, e come la peste bubbonica superinfettiva e pandemica, per la miseria!
      Io purtroppo sono masochista e l’ ho visto non una, ma due volte. La prima al cinema, la seconda per ripassare cotanto schifo e scrivere il post

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Lucia, il tuo più che masochismo è eroismo perchè ti fai carico delle sofferenze che vuoi evitare a noi 😉

  13. Che siccome che io cio’ le sensazioni alla pancia, e per il remake di The Hitcher la sensazione era un misto di voglia di vomitare e crampi, per sicurezza non sono andata a vederlo. Alla luce dei fatti, e’ stato un bene :-p

    1. Le sensazioni di pancia vanno seguite…sempre!
      Magari lo avessi fatto io!

  14. Me lo ricordavo orrido, ma non così tanto… brrrrr, col cavolo che lo riguardo 😀

    1. Nel ricordo le cose si addolciscono sempre un po’ 😀

  15. Rutger non si tocca. Mai. Soprattuto quando non ci vede. O ti taglia in due con la spada!
    O va a finire che ti manda su Tannoiser… 🙂
    Il post mi ha fatto sbellicare e se vuoi mi unisco con gli altri a fare la crociata contro maicolbei!
    Il primo (e unico) Hitcher è indimenticabile. Il remake… ma è un remake? LOL

    1. No, è una presa per il culo! 😀
      Sono contenta che ti abbia fatto ridere, perché se non sghignazziamo su certe schifezze, smettiamo direttamente di vedere film

  16. Ciò mi ricorda qualcosa…

    1. Eravamo insieme, indomiti e invincibili

  17. Confesso di ricordarmi poco l’originale, ma il resoconto che hai fatto del remake – con la coppietta insopportabile, lei che diventa She Hulk senza preavviso, il cattivo sopra le righe eccetera – ricorda troppo da vicino un milione di altre cavolate giovanilorride che chiamare horror sarebbe come dire che i Teletubbies sono hard-core. Quello che sembra a me è che di fare un remake alla fine non gliene freghi più di tanto. Vogliono un titolo di richiamo per girare qualcosa che risponda alle regole di mercato attuali e alle richieste di un pubblico superficiale, perché tutto quel cinema lì troppo telefonato che non showa e non tella o fa male entrambi – vabbè, adesso sono ancora traumatizzato da quella lagna di Solstice, visto in settimana – non spaventa neanche le cimici (che poi sono l’unico pubblico in sala che meriterebbero ‘ste sòle).

    1. La coppietta è devastante. Ti vengono i crampi allo stomaco dopo tre minuti tre di visione. Una cosa che neanche nel peggior episodio di Gossip Girl.
      No, infatti, non vogliono fare davvero dei remake, vogliono sfruttare i titoli e puntare sul fatto che la memoria storica dello spettatore medio è quella di un criceto rincoglionito. O di una cimice che va al cinema. A seconda 😀

  18. Helldorado · · Rispondi

    Il coraggio non ti manca diciamocelo… 😀

    1. Sono davvero al di là del bene e del male 😀

  19. Ma sai che credo di averlo visto? Il remake, intendo. Ma che, finiscono fuori strada e… ok, continuiamo il viaggio come nulla fosse? È quello? :O

    Comunque, The Hitcher è uno dei pochi film in cui mi piace vedere i sottotesti: arrivai a ipotizzare che a) Rutger Hauer fosse la rappresentazione della Morte. E b) che addirittura lui e il ragazzo fossero in realtà la stessa persona, in una sorta di conflitto di personalità multipla. Pensaci. Non ti pare plausibile? 😀

    1. Concordo :hauer è la rappresentazione dell’es malvagio di Howell,il quale uccidendolo rinasce a nuova vita ,una persona meno divisa e vabbè,il freud der tufello ve saluta,se vedemo!

    2. Sì, è esattamente quello. Finiscono fuori strada con tanto di testa coda, sotto la pioggia e lui: ehi, non avevo mai fatto un testacoda, che figata. Per dirti il livello.
      E sì, The Hitcher spinge a sottotesti a tutto spiano, e fa bene inserirceli, perché è un film così aperto a una miriade di significati che sta allo spettatore trovare i suoi, quelli che lo rispecchiano in misura maggiore. Ed è forse proprio per questo che è un grandissimo film.
      L’ idea della personalità multipla mi piace assai. Ma da morire, e spiegherebbe tantissime cose. E’ un’ ipotesi affascinante e che mette anche tanta paura.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Del resto Howell diceva allo sceriffo “non riuscirete a fermarlo” e DeMunn gli rispondeva “c’è qualcosa di strano tra voi due” sottintendendo un inspiegabile (e inspiegato, secondo logica) legame…certo è che Hauer costruisce davvero un personaggio quasi metafisico tanto da mettermi a disagio, il suo John Ryder non ha identità, non ha passato, non ha motivazioni, vuole solo essere fermato (dal giovane sè stesso, come in un gioco di specchi della mente? forse…). Hell ha ipotizzato anche che Hauer rappresentasse la Morte…e devo dire che, rivedendo il film, ho in qualche modo avuto quasi un sentore di qualcosa di “soprannaturale” come se il suo personaggio cominciasse di fatto a esistere nel momento stesso in cui Howell si ferma a dargli un passaggio, mentre pochi attimi prima lì avrebbe potuto trovarsi solo il nulla…come nulla è ciò che sappiamo (e sapremo) di tutto quello che riguarda il fittizio Ryder, e forse la sua morte è solo il preludio al prossimo autostop, tornare per essere fermato di nuovo…

        1. Ma infatti non è (volutamente,e vivaddio) chiaro cosa rappresenti la presenza di Ryder. Ed è per questo che ancora fa paura e il film è invecchiato molto, molto bene. Perché non si limitano a dirci: è un pazzo schizzato, o è la Morte, o la proiezione inconscia di Jim. Potrebbe essere ognuna di queste cose o nessuna di esse. Potrebbe essere la solitudine della strada stessa. POtrebbe essere che Jim è morto all’ inizio quando ha avuto ll colpo di sonno. The Hitcher si presta a una miriade di interpretazioni. Ed è questo che ne fa un grande film

  20. “Ed è solo, disperatamente solo, John Ryder (Rutger Hauer), presenza quasi soprannaturale, gigantesca e implacabile, proprio perché portatore di un’ infelicità che gli strazia le viscere.”

    Ho letto questa frase qua e ho pianto. Non come quando ho visto il remake, ma lì era disperazione.

    1. La disperazione deve tramutarsi in esemplare furia distruttrice.
      Insomma, è arrivato il momento di dispensar mazzate e spaccare culi.
      E sì, a me Ryder fa piangere…sempre

  21. meno male che non l’ho mai visto!
    ci sono andato vicinissimo tante di quelle volte che manco te lo immagini 😀

    il primo, comunque, è un capolavoro assoluto.

    1. Cultone della Madonna. Un monumeto al cinema

  22. Ho amato l’originale un bel filmetto !! Devo recuperare la nefandezza qui descritta giusto per farmi due risate ! Ne ero rimasto al largo , giustamente, perchè visti i nomi coinvolti sapevo che sarebbe stata una schifezza !!

    1. Guarda, se lo vedi col solo intento di ridere alle spalle due suoi realizzatori può anche essere divertente 😀

      1. visto ieri sera !! Con l’originale in comune ha solo il nome …… tipico filmettino con molta azione e poca logica. Sicuramente se avessero scelto un’altro titolo ,forse, ci sarebbe anche piaciuto !! Dico FORSE ….ahahahaha
        Però almeno un bel pò di risate me le son fatte. Mi dispiace solo per l’unico Attore presente nel cast (Sean Bean) ma come si dice in gergo “Sà da ppagà le bollette a fine mese!”

        1. Er mutuo!!!Oddio Er Mutuo 😀

  23. Io credo di aver visto addirittura prima il remake dell’originale, ma non so perché sono caduto in questo tranello…

    1. perché Michele Baia è subdolo e malvagio

  24. Questa volta ti sei arrabbiata sul serio, e sai perché lo dico?
    Perché non hai usato la parola maicolbey 🙂

    1. Sì, questa volta ho dato completamente di matto 😀 😀

  25. Anche se sembra dogmatico mi espongo: i remake sono il MALE, segnano la carenza di idee e di sceneggiatori nel cinema dell’utimo decennio.

    P.s.
    come fai a sapere che il culo della tipa che viene ammirato cosi tanto è illibato? 😉

    1. Il culo della tipa è evidentemente illibato in quanto ella è giovane rampolla della media borghesia americana e il suo culetto lo riserva per dopo il matrimonio

      1. Però almeno un lato buono nel matrimonio c’è.

        1. Non ha poi questo gran bel culetto

  26. giancarloibba · · Rispondi

    “The hitcher” e’ uno di quei capolavori semisconosciuti che capitano poche volte nella vita, dove tutto concorre a renderlo memorabile. Non si sa come, nonostante il budget, tutti sono in stato di grazia, come dici tu. All’epoca, dodicenne, mi innamorai di questo film… e anche di Jennifer, lo ammetto. La adoravo. Quello scenario quasi apocalittico era fantastico. Roba tipo: nel deserto nessuno può sentirti urlare. Il remake e’ diretto a un pubblico diverso. I giovani degli anni 2000 non sono quelli degli ’80. Noi eravamo meno “civilizzati”, abituati a una violenza non stilizzata, alla solitudine pre-cellulari, non ci aspettavamo di vedere donnine nude al cinema, ma situazioni al limite della sopravvivenza umana.

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