You Really Should See These – Day 3: Il Mockumetary Horror

Continuo a parlare di cose che, sulla carta, non mi fanno impazzire. Lo faccio per spirito masochista e perché questa serie di classifiche proposte da Elio mi ha dato lo spunto per riflettere su quanto alla fine siano inutili suddivisioni o etichette. Quello che conta è il film, punto. Può essere un falso documentario, il sequel di un prequel di un remake, un film tratto da un romanzo, un rape & revenge o un survival, o far parte della miriade di generi, sottogeneri, diramazioni e deviazioni che si utilizzano per catalogare le cose. Alla fine resta solo la resa del prodotto, quello che trasmette ai nostri occhi e al nostro cervellino sotto spirito. Quindi parliamo dei muckumentary, saliti alla ribalta internazionale come macchina da quattrino facile alla fine del secolo scorso, grazie a un’ idea dei due registi Sanchez e Myrick, ma già presenti come piccolo gruppo sparuto di opere radicali ed estreme, basate su un feroce realismo e sul crollo della finzione filmica e miranti a mettere lo spettatore in una condizione di disagio assoluto, in cui fosse quasi impossibile distinguere il vero dal falso. Col passare del tempo, il mockumentary si è commercializzato e adesso è la forma privilegiata di intrattenimento facile e a basso costo, tanto che gente di malaffare che invece di fare il regista e il produttore dovrebbe passare le sue giornate spurgando fogne, ci ha costruito una fortuna sopra. Complicato quindi capire dove finisca il cinema e inizi la turlupinatura. Ma siamo qui apposta. Procediamo, sempre in ordine cronologico.

1. Cannibal Holocaust (Rugger Deodato – 1980)

Si parte subito a razzo, con quello che è considerato, ancora oggi, il nasty movie per eccellenza. In realtà, certe polemiche, a distanza di 30 anni e passa, dovrebbero essere sopite, ma quando si nomina Cannibal Holocaust ecco che tutti oscillano tra lo sdegno isterico e il grido estatico di capolavoro assoluto. Raramente un film è stato oggetto di vituperio così esasperato, di accanimento da parte dei distinti signori e dei critici tutti. Rivisto oggi, ha ancora un impatto emotivo che lascia storditi, grazie agli ottimi effetti speciali  e alla regia lurida di Deodato. A una prima parte più “professionale” in 35mm, ne segue una in 16mm (il vero nucleo del film) in cui l’ illusione di assistere a delle vere riprese amatoriali raggiunge la perfezione assoluta. A differenza di quanto accade spesso in molti mockumentary moderni, Cannibal Holocaust non richiede alcuno sforzo per sospendere l’ incredulità. E il merito va anche a una sceneggiatura che  evita le voragini logiche e ti spinge a credere per forza a quello che sta accadendo. Pietra miliare, a prescindere da quello che si pensi sulle effettive qualità del film.

2. Il Cameraman e l’ Assassino (Rémy Belvaux, André Bonzel – 1992)

Se Cannibal Holocaust punta più su un effetto shock fine a se stesso, in cui gli spunti di critica alla società e al mondo dei media appaiono lievemente pretestuosi, Il Cameraman e l’ Assassino picchia durissimo, su tutti i fronti. Parliamo di un capolavoro, uno di quei film che ti restano dentro per tutta la vita e non abbandonano mai i tuoi incubi, neanche se ci provi in tutti i modi a dimenticarlo. Perché è un vero e proprio viaggio nello squallore e nella disperazione e perché il personaggio di Ben (Benoit Poelvoorde), ti affascina e ti conquista. E tu detesti per questo, per tutta la durata della atroce discesa all’ inferno rappresentata da un film che è un caso più unico che raro, in tutto il panorama cinematografico, di genere e non. Non consigliabile a tutti. Materiale esplosivo che fa male, sul serio. Attenti.

3. The Blair Witch Project (Daniel Myrick, Eduardo Sanchez -1999)

Sapevate che vi sarebbe toccato. E non sarà l’ unica volta in cui sarò costretta a parlare di questo film. Perché è un colosso, anche involontario, ha segnato un’ epoca e ha dato il via alla prolificazione di falsi documentari che adesso spuntano come funghi per ogni dove e sbancano i botteghini. Un successo senza precedenti, un botto stratosferico per un filmetto girato come le vacanze al campeggio di mio zio Egisto, ma preceduto da una campagna pubblicitaria di estrema furbizia. Solo che c’è un piccolo problema. Magari pare brutto dirlo che non è affatto chic, ma The Blair Witch Project funziona ancora alla grande e raggiunge in pieno il suo obiettivo, che è quello di far cagare sotto lo spettatore. Visto al cinema, all’ epoca della sua uscita, fu un’ esperienza estenuante.

4. Il Mistero di Lovecraft – Road to L. (Federico Greco, Roberto Leggio – 2005)

Meraviglioso falso documentario tutto italiano che ipotizza un viaggio in Italia del caro H.P. di cui resta testimonianza in un misterioso manoscritto. Una troupe si mette alla ricerca delle tracce lasciate dallo scrittore e finisce per scoprire cose che forse era meglio non sapere. Un’ Italia tutta gotica, che nasconde presenze oscure e inquietanti, un’ atmosfera che diventa, di minuto in minuto, sempre più pesante. Leggende locali e mostri dell’ Altrove per una creazione davvero potente che affonda nel lato più oscuro del nostro paese, quello di cui a molti non piace parlare e che invece è parte integrante della nostra cultura. Se non recuperate Road to L. siete dei gaglioffi.

5. Behind The Mask – The Rise of Leslie Vernon (Scott Glosserman – 2006)

Dopo Scream, continuare a destrutturare lo slasher sembrava cosa del tutto impossibile, e invece arriva il signor Glossermann e dimostra il contrario, portando alle estreme conseguenze la lezione di Craven e creando un prodotto di rare intelligenza e raffinatezza. Ironia, conoscenza enciclopedica del genere e una riflessione non banale sulla mitologia che si crea intorno a certe figure di assassini e Uomini Neri entrati di prepotenza nell’ immaginario collettivo. Certo, non sono novità, ma l’ idea di presentarle sotto forma di un falso documentario rende il tutto molto originale. Il film ci mostra i soliti stereotipi sotto una nuova luce e fingendo soltanto di riderci sopra. Perché dopo un paio di risate liberatorie, trapela lo sconforto. Forse il mockumentary più interessante tra i sette presentati in questo post.

6. [Rec]  (Jaume Balaguerò, Paco Plaza – 2007)

Found Footage puro, non mediato da una rielaborazione a posteriori, privo di montaggio, di musiche aggiunte, di post produzione, che mostra lo svolgersi degli eventi così come sono accaduti e che quindi si fregia di un assenza totale di filtri. L’ ultima frontiera del realismo al cinema. Volpone di un Balaguerò, ti voglio bene. La piccola apocalisse condominiale messa in scena in Rec è come un macchinone corazzato spinto verso un precipizio con l’ acceleratore a tavoletta. Un film che non dà tregua, che parte a razzo con l’ ingresso nel condominio e finisce in un tripudio di orrore puro. Ecco, fossero tutti così i mockumentary…

7. Cloverfield (Matt Reeves – 2008)

Mi piacerebbe poter dire che chiudiamo questa mini rassegna in bellezza. E invece non è così, non del tutto, almeno, perché Cloverfield è un film strano, che non è mai riuscito a convincermi del tutto, per quanto lo consideri imprescindibile per chiunque voglia conoscere il mondo dei mockumentary. Cloverfield è un monster movie realizzato con un impiego di capitali e uno sforzo produttivo impressionante (25 milioni di dollari per un falso documentario sono una cifra spaventosa), utilizzando mezzi e criteri puramente cinematografici. Eppure l’ azione è ripresa da una misera telecamerina che uno dei personaggi non molla neanche se il mostro gigante gli spiana il culo a calci. L’ effetto è coinvolgente, se si ha la forza di passare sopra a tutta una serie di incongruenze più o meno fastidiose, ma l’ approccio a un prodotto come Cloverfield non prescinde dallo spegnimento totale del cervello, perché al primo interrogativo, tutta l’ esperienza (lo ripetiamo, molto intensa) crolla come un castello di carte. Per questo Cloverfield rappresenta l’ apice del falso documentario cinematografico, lo specchio di tutti i suoi pregi, e di tutti i suoi difetti connaturati all’ essenza stessa del genere. C’è da dire che cinque minuti di Cloverfield spazzano via tutti e tre i Paranormal Activity messi insieme. E bisogna dare atto a Reeves (e soprattutto al produttore e mente dietro l’ operazione JJ Abrams) di aver saputi miscelare la ricchezza del film di mostri alla finta povertà del mockumentary con una fluidità invidiabile.

58 commenti

  1. Rec è stata davvero una sorpresa. Di solito non amo i mockumentary, dopo che sono rimasto deluso da BWP, che non mi piacque un granché all’epoca e forse dovrei rivederlo. Rec invece, caspita, mi ha angosciato. E in modo positivo 😀

    1. Rec mi spaventa come se avessi cinque anni 😀
      E neanche io apprezzo molto il genere, però questi filmettini hanno tutti il loro perché 😀

      1. La prima signora che vedono mi ha messo un’inquietudine addosso…

        1. E anche l’ ultima apparizione è da mettersi a strillare 😀

          1. A me sono andati di traverso i popcorn, quasi. Hai presente la stretta alla gola?

          2. io il giorno dopo avevo paura di girare gli angoli nello stabile dove lavoravo, che era tutto scale e corridoi 😀

  2. Ma pensa un pò… ho appena postato una rece su un mocku. Cmq tra tutti i miei preferiti sono BWP e Cloverfield. Rec l’ho rivalutato in negativo dopo i sequel veri e… ‘mmerigani :).

    1. Nooooooo!!!! hai postato? Ma ben tornato!!!! mi precipito a leggere allora 😀
      Guarda, il sequel di Rec è brutto che miosignoreaiutami, quelli ammerregani non li ho voluti vedere, quindi serbo un ottimo ricordo del gioiellino 2007

  3. Blair witch project l’ho visto due volte al cinema e mi ha sottilmente terrorizzato entrambe le volte,rivisto ora in dvd ha ancora un suo certo fascino.
    Cloverfield a me gasa assai,certo quella cazzo di telecamerina è indistruttibile e ci sono delle cose un po’ campate in aria,ma ha una potenza,un mostrare la paura e lo smarrimento così vividi e forti-e poi io mi ero affezzionato ai personaggi e mi ero innamorato della tipa a cui esplode la testa pensa un po’-che mi fa passare sopra ai suoi difetti.Per me è bellissimo.
    Cannibal non lo guarderò mai,troppo gore per me.
    Il cameraman e l’assassino mi interesserebbe ,ma è splatter o no?Mah!
    In sostanza questo approccio mi piace:massimo realismo,crudo,senza fronzoli.Tuttavia l’eccessiva democratizzazione del mezzo -che ci vuole a fare un film con la telecamerina e due amici-ha anche rovinato la magia del cinema e la sua forza di creare suggestioni,di fare insomma spettacolo.

    1. Ma infatti l’ impatto di Cloverfield è grandioso, proprio perché c’è stato un dispendio di mezzi altamente professionale. E’ una truffa perfetta, che non ha nulla, ma proprio nulla della natura amatoriale dei mockumentary che siamo abituati a vedere.
      Però quella cazzo di telecamerina…

      1. cade l’elicottero e quella riprende,senza che si rompa.Viene raccolta e accesa sempre,si è la falsificazione mainstream del genere.Però lo vedo come una serie di strizzatine d’occhio complice con lo spettatore:un guarda però che è tutto cinema e finzione,perchè dal momento che riprendi interpreti la realtà,la filtri e la trasformi

        1. E allora crolla completamente il concetto di mockumentary. non che a me dispiaccia che crolli, per carità, anzi, sono contenta. Solo che Cloverfield avrebbe dovuto essere la morte del genere. E invece hanno continuato 😀

          1. eh,già concordo.Un bel modo per concludere,invece pare che non facciano altro.Paronormal activity lo salto e lo evito come la peste,invece volevo chiedere:ma yellow brick road è un mockumentary o no?Mi pare interessante

            ps.ho visto lesbian vampire killers,c’era una Divina ma non rammento quale,anche perchè il fattore divine trionfa nella pellicola.Sciocchino,leggero,divertente.Poi l’ho visto in inglese sottotitolato in portoghese!^_^

          2. MyAnna Buring, la donna Gatta 😀

  4. Funkcesco · · Rispondi

    Buongiorno a tutti,
    Cannibal holocaust fantastico.
    vi rendete conte che c’era Luca Barbareschi ad interpretare il cameraman e poi il “megadirettore galattico” di Fantozzi che faceva il giornalista mi sembra.
    Il film fu attaccato dai “bacchettoni” etichettandolo “snuff movie” (per la scena della punizione all’indigena adultera credo) e in seguito dissero che le scimmie a cui venne fatto lo scalpo erano vive e vegete (a questo ci credo, che malato di mente Ruggero)

    1. Sì, in realtà gli animali vennero ammazzati sul serio. Ma all’ epoca non è che ci si ponesse molto il problema, quindi anche quella polemica è datata. Altrimenti dovremmo stare tutti qui a condannare Apocalypse Now 😀

  5. Una “bella” sfilza di nomi più o meno conosciuti e che a più o meno tutti piacciono.
    C’è qualcosa in me che non va?
    Sono sbagliato?
    Come sai io odio i mockumentary, ne ho visto parecchi e seriamente ne salverei due.
    “Cannibal Holocaust” non sono mai riuscito a recuperarlo, però ho visto il “seguito” “Cannibal Ferox” che vabbè non era un mockumentary (solo un po’ all’inizio).
    “Il cameramen e l’assassino” un’altro film sulla lunga lista dei film da recuperare.
    “Blair witch project” sono relativamente giovane e non lo ho visto al cinema, quindi non mi sono beccato tutta la pubblicità che passava, ma sono riuscito a recuperarlo e vederlo.
    La mia opinione?
    E’ noioso e ridondante, insomma non mi è piaciuto per niente, almeno per me non c’è tensione, ci sono solo passeggiate nei boschi, urla stridule e primi piani folgoranti.
    “[REC]” si salva per qualche scena, ma nel complesso non mi è piaciuto, forse sono solo un eretico di questo genere.
    “Cloverfield” se dovessi scrivere in maniera diretta di cosa penso di questo film, penso che sarebbe un tripudio di parolacce e di bestemmie, io i monster-movie li adoro alla follia, ne ho visti un centinaio, ma questo lasciamo perdere va’ e sento ancora gente osannarlo come il miglior monster-movie di sempre. Ovvio che per me questa è bestemmia. Migliore? Sul serio? Mi stai prendendo per i fondelli (autocensura)? Stiamo parlando di un film che è costato un fottio di soldi e di cui non si vedono i risultati, come hanno speso quei soldi? In cosa? Un “film” di niente assoluto, di urla isteriche, di telecamere mosse letteralmente alla c***o di cane.
    Recupererò “Il mistero di Lovecraft” che mi ispira per i motivi che tu sai, spero che non sia una delusione come “Apollo 18”.
    Come hai detto te qualche post fa’ i film si fanno con la macchina da presa e non con la telecamera.

    1. Epperò i Mockumentary (oggi) si fanno con la telecamera 😀
      Neanche a me è un genere che piace particolarmente.
      In realtà, il discorso su Cloverfield è proprio quello: i soldi spesi non si devono vedere, perché l’ illusione di un filmato amatoriale deve essere assoluta. E allora significa che il gioco di prestigio è perfettamente riuscito, perché sembra un filmatino a basso costo girato durante una catastrofe. E’ il finto documentario portato alle sue più estreme conseguenze. Con tutto che non lo considero un capolavoro, devo però ammettere che Abrams e Reeves sono riusciti nel loro intento.
      Purtroppo il mockumentary ha un suo stile preciso e se non piace, c’è poco da fare. Le urla stridule, le inquadrature traballanti, i primi piani zoomati e tutto l’ armamentario di stereotipi tipici non si possono eliminare. Sono parte integrante del genere in sé. O almeno questa è l’ opinione che mi sono fatta guardandone parecchi. Io credo che la riuscita o meno di un found footage stia nella tenuta della sceneggiatura. Se si riesce a far credere allo spettatore nella realtà di quello che sta accadendo, allora il film può dirsi ben realizzato.

      1. Stranamente il mio commento è scomparso fra i mari digitali del cyberspazio, o forse sono io che non ho premuto il bottone sotto (che niubbo).
        Comunque cercando più o meno di ricordare quello che avevo scritto prima, ho detto che:
        Uno dei pochi mockumentary, che mi è piaciuto è stato “District 9”, però è di fantascienza e quindi ci azzecca poco qui, comunque mi è piaciuta molto la storia, sopratutto per il fatto che ti faccia riflettere.
        La seconda parte del film si perde un po,’ andando a finire dalle parti dell’azione sfrenata e abbandonando la componente socio/politica che caratterizzava il film.
        Di mockumentary ne ho visti parecchi, ma è proprio un genere che non mi piace, non riesco proprio a digerirli (poi con quelle telecamere traballanti) secondo me fra i peggiori oltre la saga di “Paranormal Activity” (io mi sono fermato al 2, voglio dimenticare quel maledetto pulisci piscina!), c’è anche “L’ultimo esorcismo” (spero che sia proprio l’ultimo) e anche “Cloverfield”.
        Dal punto di vista tecnico sono rimasto impressionato da “Apollo 18” e “Troll Hunter”.
        Di “Apollo 18” ne abbiamo già parlato, io ho apprezzato l’incredibile ricerca storica e tecnica (il LK Proton sovietico identico a quello reale, mi ha fatto quasi piangere dalla commozione) sopratutto per il fatto che sono un appassionato di astronautica, peccato che poi il film scada nella mediocrità/banalità più totale.
        Io non so cosa abbiano in mente i norvegesi, hanno delle bellissime idee, un sistema cinematografico che li permette di fare praticamente quello che vogliono, ma le mandano a p*******e.
        Come per esempio “Troll Hunter”, bella l’idea di un film incentrato sulle leggende norvegesi, interessante il fatto che i troll si vedano spesso e volentieri nonostante sia un mockumentary (sappiamo bene che nella maggior parte dei casi, in questi film la minaccia non si vede/intravede), ma alla fine rovinano tutto infarcendo il film di cliché triti e ritriti e con buchi di sceneggiatura grandi come dei troll di montagna.
        E mi sa che andrà a finire così anche con “Thale”, più o meno come è successo per “Dead Snow”.
        Comunque “Road To L.” lo recupero per gli ovvi motivi, che tu sai.
        Non so dove lo ho letto, che vorresti fare un film con i mostroni giganti, se ti serve una mano chiamami pure, io sono sempre disponibile per i monster-movie.
        Che bei tempi (nostalgia time) quando si riprendevano animali veri in piccole città in miniatura, sovrapponendo poi la scena con gli attori in carne in ossa, altro che “Cloverfield”, quelli sì che erano bei film.

        1. A volte succede. Persino a me che dovrei essere l’ amministratrice, scrivo un commento e quello svanisce nel nulla 😀
          Comunque District 9 è un mockumentary solo a metà, è un prodotto ibrido, che alterna riprese amatoriali ad altre più professionali, quindi non me la son sentita di inserirlo, ma grandissimo, grandissimo film.
          Di Apollo 18 ne abbiamo già parlato e la penso più o meno come te. Grande ricostruzione storica, brutta sceneggiatura, pessima resa finale.
          Per me Troll Hunter è un piccolo gioiellino, e anche lì, certo, c’è un problema di sceneggiatura, e i soliti difetti di logica che fanno parte del mockumentary stesso. Hai per caso visto l’ Australiano The Tunnel? Quello non è affatto male.
          Sono tendenzialmente nostalgica anche io, solo che è un dato di fatto: gli effetti speciali si evolvono e cambiano. E non è un male in sé, dipende sempre da come li utilizzi e da quanto permetti che invadano del tutto il film.
          Grazie del commento!

          1. Prego, grazie a te per questo bel blog e scusami per i miei commenti lunghissimi, dovrei imparare a sintetizzare.
            Ecco come al solito sto divagando, comunque “The Tunnel”? No, non mi sembra di averlo visto, adesso mi hai messo la pulce nell’orecchio (ahia mi ha punto!) e mò me lo recupero.
            Devo dire che sono davvero un nostalgico (per non dire necrofilo cinematografico), pur essendo pessimi (almeno per i nostri occhi moderni) quegli effetti speciali mi danno un senso di realtà, che quelli moderni e digitali non mi sanno dare e poi mi ricordano che il cinema è anche sperimentazione visiva ed artigianale, come il buon Georges Melies insegnava.
            Altri tempi ed altri stili, insomma.

          2. Sì, alla fine, da un punto di vista emotivo, fanno lo stesso effetto anche a me: more real than real, no?
            La CGI mi dà sempre l’ impressione plasticosa, eppure in alcune circostanze è realizzata alla perfezione. Mi viene in mente proprio District 9.
            Però ti capisco, gli effetti dal vero sono ancora insuperabili, da molti punti di vista

          3. L'Internauta Digitale · ·
  6. Allora, ho visto solo Rec e Cloverfield di questi. Un paio li ho messi in lista dopo aver visto questo articolo (devo smetterla di frequentare questo blog, ogni giorno mi consigli qualcosa di bello!).

    Su Cloverfield mi piacerebbe parlarne. A me è piaciuto, ma ha delle incongruenze grosse, soprattutto la scena finale. 🙂 Però come atmosfere… come atmosfere mi aveva preso di brutto… :O
    Idem per Rec, mi era piaciuto molto. Non ho mai voluto vedere il seguito, non so perché: un brutto presentimento forse 😀

    Ciao,
    Gianluca

    1. Ma anche a me Cloverfield, tutto sommato, è piaciuto. Tutto sta nel non vederlo più di una volta, perché a una prima visione, ti cattura completamente, ma se lo rivedi con un minimo di distacco, ecco che tutte le incongruenze vengono fuori e non riesci più a togliertele dalla testa.
      Su Rec, hai fatto bene a non vedere il sequel e il remake (con relativo seguito) americano. Però nutro qualche piccola speranza per il terzo 😀
      Grazie del commento, come sempre 😉

  7. Completamente daccordo, alla fine hai messo anche Cloverfield. Soprattutto concordo con il primo posto a Cannibal Holocaust e per il giusto commento su TBWP.

    Però è per un film in particolare che ti amo.

    1. Fammi pensare…
      Quello del ’92, per caso?

      1. No, quello del 2005

        1. E allora dillo che sei davvero, insindacabilmente, mio figlio

          1. Lo sono

  8. Helldorado · · Rispondi

    Cannibal è fuori scala tra questi, ma condivido in pieno il pensiero su “The Blair…”. Io mi cagai addosso, quando si arriva alle ultime scene il lavoro sporco di atterrire e coinvolgere è stato fatto a dovere.

    Grande Lucy!

    1. Helldorado · · Rispondi

      Scusa la confusione, ma il gatto passa davanti allo schermo di continuo…

      1. Uh, che bellezza il gatto che ti cammina sulla tastiera e si struscia sullo schermo 😀 e che non lo so? 😉
        Comunque è vero, Cannibal è abbastanza fuori scala, ma io credo che l’ unico, grande capolavoro che il genere ci abbia mai riservato sia Il Cameraman e l’ Assassino e te lo consiglio col Quore in mano 😀

        1. Helldorado · · Rispondi

          Urgh…altro film da aggiungere!! 😀 😀

          1. Dagli la priorità 😀 😀

  9. thriller87 · · Rispondi

    Ah , Cannibal Holocaust ! Mi viene in mente che un paio di miei amici lo affittarono per una serata di gruppo. n

    1. thriller87 · · Rispondi

      Ah , Cannibal Holocaust ! Mi viene in mente che un paio di miei amici lo affittarono per una serata di gruppo. Insieme a loro c’era una ragazza che non sapeva di cosa parlasse il film. A quel punto i due gli spiegarono brevemente la trama , dicendole anche che le morti degli animali erano vere. Lei capì ,però , che tutte le morti del film erano vere. E quindi più andava avanti la visione più rimaneva scioccata ! Solo terminato il film fu chiarito l’equivoco !

      1. Sì, in effetti è un equivoco in cui un occhio poco esperto potrebbe cadere tranquillamente. Lo accusarono addirittura di essere uno snuff, all’ epoca. Povero Deodato, quante ne ha passate per colpa di questo film 😀

  10. Visti tutti, da bravo cinefilo. CH mi ha colpito in maniera letteralmente viscerale… Blair Witch è ormai un classico, sia per la realizzazione tecnica che per la campagna pubblicitaria furbetta: un gioiellino del marketing pre-Internet.
    Cloverfield non mi è piaciuto proprio per niente, invece. Avrei preferito un monster movie diretto e onesto, il PoV ballerino mi ha fatto venire la nausea stile montagna russa 😄

    1. Bè, sì, i Monster Movie diretti e onesti son sempre meglio dei mockumentary. E l’ effetto mal di mare è tipico del genere, solo che in Cloverfield è più accentuato del solito.
      Stranissimo quello che è successo in questo post: credevo che mi avrebbero tirato le pietre per aver apprezzato Blair Witch e che mi avrebbero scannato per non essere troppo entusiasta su Cloverfield, e invece noto che sta accadendo l’ esatto contrario 😀

  11. Eccola. Come previsto anche qui mi manca un fottìo di roba, che non so se recupererò per ovvi motivi. Anche se, attenzione attenzione, forse ho deciso di rischiare REC per estrema curiosità e con esso rischiare anche la mia vita. Ovviamente sarai la prima che contatterò, se non dovessi morire 😉 – E questa classifica me la salvo e la conservo con cura. Non sono d’accordo con l’incipit, ma eviterò, ché dopo l’altra discussione rischio di diventare un troll in piena regola. Del resto dopo le immagini di Riddick non scriverò più niente con cui tu non sia d’accordo, gh.

    1. Sì, ma tu devi recuperare Il Cameraman e l’ Assassino. Io lo so che diventi matto dopo tre minuti e mezzo di film. E’ che sta lì con su scritto “Elio, ti aspetto”.
      LO so che non sei d’accordo, ma anche se volessi discuterne, mai e poi mai mi sognerei di etichettarti come troll.

  12. LordDunsany · · Rispondi

    Bella classifica! 😀 Di “Cannibal Holocaust” possiedo una versione deluxe in Dvd 🙂 😀 Devo dire che “Cloverfield” (American Kaju Eiga dal vivo!! 🙂 ) m’ha dato il voltastomaco più di altre pellicole; a me sta telecamera a mano da nausea e giramenti di testa, c’è poco da fare 😀 🙂

  13. Giuseppe · · Rispondi

    Della tua lista me ne mancano solo due, Behind the Mask e Il Cameraman e l’Assassino…nemmeno io mi appassiono molto ai mockumentary tranne che in casi particolari tra i quali alcuni di quelli che hai elencato nel post come Rec, che davvero non ti da scampo come spettatore tanto che alla fine una parte di te rimane in quel condominio, e Il Mistero di Lovecraft – Road to L. che è un piccolo gioiello capace di tessere attorno a te una ragnatela della quale ti accorgi quando è troppo tardi, nonostante gli indizi che ti erano stati dati (per fare degli esempi, l’inquietante filastrocca e la ripresa video che rivela per un solo istante mostra i “veri” occhi di chi -o cosa- la sta cantando, le testimonianze “autentiche” come quella di Lucarelli) e ovviamente è mio da anni, altrimenti non avrei potuto più guardarmi allo specchio senza vederci ogni volta riflesso un gaglioffo 😀 tanto che per scongiurare il rischio ho pure il suo adattamento a fumetti (che comunque si sviluppa in modo molto diverso rispetto al film).
    Cannibal Holocaust lo vidi parecchio tempo fa, ma non sono per niente sicuro che si trattasse di una versione integrale, quindi non mi esprimerei prima di rivederlo senza tagli…per quanto riguarda The Blair Witch Project non mi è mai sembrato granchè, come sotto altri punti di vista Cloverfield (alcuni post fa ti parlavo di “mal di mare” per via delle riprese) il cui problema principale però si inquadra -per me- in una prospettiva più ampia che comprende anche titoli che rispetto a Cloverfield stanno agli antipodi come -di nuovo- il famigerato Godzilla di Emmerich, dato che sia il mockumentary che il kolossal tradizionale cercando di appropriarsi del monster movie nipponico (o di omaggiarlo) non fanno altro che riproporne una fotocopia sbiadita nonostante il grande spiegamento di effetti speciali (e forse anche per questo, visto che uno dei punti di “forza” del Kaiju Eiga era individuabile in una certa rozzezza e ingenuità, mantenuta in una qualche misura anche nelle spettacolari produzioni relativamente più recenti come Godzilla Final Wars o Gamera the Brave) quando invece in America si può disporre di una propria tradizione di monster movies con titoli quali Il Risveglio del Dinosauro, Il Mostro dei Mari o A 30 Milioni di Km. dalla Terra tanto per citarne qualcuno (e ricordare il grande Ray Harryhausen)…da parte mia, beninteso, non sento proprio il bisogno di nessun loro remake in salsa mockumentary “ricco” o altro.
    P.S. Se lasciamo quello lì nelle fogne senza togliergli la telecamerina della prima comunione che nasconde di sicuro da qualche parte è capace di girare Paranormal Activity 4 – il fantasma dello spurgo , quindi occhio 😉

    1. Mi credi che ti dico che ancora non ci credo che una cosa così bella come Road to L. sia stata realizzata qui da noi (e ovviamente passata del tutto inosservata)? Però mi hai surclassato perché non ero a conoscenza dell’ adattamento a fumetti,e a desso voglio averlo a tutti i costi.
      Sì, il mostro gigantesco di Cloverfield può in effetti assomigliare a un’ operazione simile a quella fatta Emmerich per Godzilla, eppure non credo che fosse proprio quella l’ intenzione di Abrams e Reeves, anche se poi nei risultati c’è più di un “sentito omaggio” ai monster movie giapponesi. Eppure, io continuo a difenderlo, nonostante non ami il genere e nonostante non mi faccia impazzire il film in sé: è stato davvero un tentativo di dare nobiltà cinematografica al falso documentario, e quindi da queste parti la cosa trova terreno fertile.
      Su The Blair Witch Project: è sicuramente un film involuto e pieno di difetti, ma è stato realizzato con il solo intento di spaventare, una specie di racconto da campeggio con mal di mare annesso, e alla fine, raggiunge il suo scopo.
      P.S.
      Per me il miglior monster movie moderno è The Host. Lo adoro!

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Vero, The Host è molto ben fatto e contavo di rivedermelo da qui a un po’ 😉
        Per quanto riguarda l’adattamento a fumetti di Road to L. (che è davvero un mockumentary di cui dobbiamo andare fieri, cazzo) e il suo esatto titolo è “Il Mistero di Lovecraft” ed era l’albetto allegato allo Speciale Martin Mystere “L’anno della Cometa” dell’agosto del 2005, non dovrebbe essere difficile reperirlo…

        1. Perfetto! Mi metto in caccia!

  14. stezio · · Rispondi

    C’est arrivé près de chez vous è un film clamoroso! Io per un errore di valutazione ho coinvolto la mia dolce metà nella visione e in più di una scena è stata quasi male (che bestia che sono! Me lo dico da solo). Quoto quasi tutto il resto, a parte Road to L. che mi ha un pochino deluso… posso rilanciare con qualcosa di totalmente non correlato? Exit through the gift shop a mio avviso porta il discorso del vero/falso alla base del mokumentary a un nuovo livello in cui è impossibile scindere realtà e presa per i fondelli (anche perchè diverse cose che si vedono sono vere).

    1. Ecco, io evitai di coinvolgerla, all’ epoca perché la persona di fiducia che mi aveva dato il dvd (francese, con sottotitoli in inglese) mi aveva avvisato, ed ebbi l’ ottima idea di vedermelo da sola 😀
      Però è clamoroso.
      Come è anche clamoroso Exit through the gift shop e lo avrei inserito sicuramente se avessi ampliato il discorso

  15. tukulka · · Rispondi

    Mi segno questi tre che non ho mai visto :

    Man Bites Dog [C’est arrivé près de chez vous]
    Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon
    Il Mistero di Lovecraft – Road to L.

    Cannibal H. è un Classico che non può mancare nella nostra horror-teca;
    BWP visto al cinema FA CAGARE sotto ! Nonostante sia in debito sul film di Deodato, ha degli spunti molto interessanti che però oggi in pochi hanno ripreso nel filone falso documentario. Peccato !
    REC mi è piaciuto molto, poi è chiaro ad ogni sequel/Prequel la qualità scende. Comunque ce ne fossero di film così;
    Cloverfield è un film che visto al cinema rende molto bene, poi ad ogni visione (Come molti hanno sottolineato) cominciano a venir fuori gli “errori” …….

    Grazie per i consigli !!!

    1. Ma figurati, si sta qui apposta, e anzi, spero che i film che ti sei segnato di piacciano!

  16. Il Blair Witch è un po’ che non lo vedo, ma mi aveva fatto morire il finale, sono sincera.
    E non hai idea, all’epoca (si era alle superiori, l’idiozia che non mi ha mai abbandonata allora era all’apice!) di quante foto con la faccia rivolta contro muri di case diroccate mi sono fatta, piuttosto che segni della strega sui banchi delle mie compagne di visione!

    Ma Rec si becca il mio voto 11.
    Sono uscita dalla sala terrorizzata e con una voglia di vomitare pazzesca.

    Anche Cloverfield mi è piaciuto, uno dei migliori che hanno girato ultimamente!

    1. Io sono un po’ più gradicella, ma comunque abbastanza idiota all’ epoca di BWP e anche io sul finale, al cinema, sono quasi morta 😀
      Rec è una bomba nucleare. Una specie di condensato di ogni paura possibile e immaginabile e funziona da dio.
      Mentre Cloverfield io ti giuro che devo ancora inquadrarlo. E’ il caso che lo riveda 😀

  17. Rec è stupendo, una meraviglia assoluta anche per la sottoscritta a cui i mock fanno venire travasi di bile.
    Su Blair Witch dissento a piene mani (se hai voglia di passare da me ho scritto qualche cosina a proposito) ai suoi tempi, al cinema, mio marito si addormentò, io avevo un misto di nausea per gli sfarfallamenti del filmino delle ferie di mio cugino e voglia di prendere a roncolate i registi.
    Cloverfield, ma sono una delle poche, non mi è piaciuto per niente.
    Gli altri mi mancano.

    1. Blair Witch scatena sentimenti contrastanti. Io non nascondo di far parte del partito che lo ha apprezzato, senza gridare al capolavoro.
      Rec è un’ altra cosa, si vede che c’è un professionista, un regista vero, alle spalle e quindi è più “film” rispetto agli altri.
      Cloiverfield è sicuramente quello che mi piace di meno, ma non era possibile non inserirlo!

  18. Dirotti la mia perché dei film che hai citato un po’ ne ho visti. Parto da fondo.
    Cloverfield a me è piaciuto un bel po’. Sarà per l’affetto nei confronti del papà di Lost o per la paura che sempre mi suscita una minaccia sconosciuta fatto sta che visto al cinema quel film ha una potenza ed una forza notevoli. Ci saranno pure incongruenze e il mostro sarà deludente (come spesso ho sentito dire in giro) ma secondo me è un film che riesce totalmente nell’obiettivo che si prefigge, vale a dire quello della tensione.
    Rec è uno di quei film il cui ricordo mi fa paura ancora adesso. Dopo la visione cinematografica non ho più avuto il coraggio di guardarlo. Ce l’ho, me lo sono procurato subito ma di rivederlo neppure se ne parla! Prima o poi verrà il momento giusto ma non adesso. E, anche in questo caso, direi che lo scopo del film è perfettamente raggiunto. Il luogo chiuso da cui è impossibile uscire, le urla, i rumori, il mistero racchiuso nel palazzo sono tutti elementi che ti tengono incollato alla poltrona e rendono efficace la scelta della telecamera a mano e del finto documentario.
    Infine The Blair Witch Project. Anche quello visto al cinema dove a stento sono riuscita a sostenere la visione! Sarà stata anche un’operazione di marketing, non avrà neppure grandi qualità tecniche, la sceneggiatura si ridurrà pure in una bolla di sapone ma sfido chiunque a dire che non fa paura!
    Detto questo voglio assolutamente recuperare Il Cameraman e l’Assassino! Se non altro per vedere Benoit Poelvoorde in quel ruolo. Dopo averlo visto in Emotivi Anonimi deve essere un bello choc!

    1. Tu pensa che io, masochista de noantri, l’ho visto tre o quattro volte, Rec, e ogni volta passo il giorno successivo a guardarmi alle spalle. Per me è terrore puro, e mockumentary perfetto perché sfrutta ogni mezzo a disposizione del sottogenere e ne usa ogni potenzialità.
      Il Cameraman e l’ assassino è altra cosa. Quello è cinema puro all’ ennesima potenza, ed è un’ opera durissima e feroce. Ecco, quello, per gli effetti emotivi che ha su di me, sono riuscita a vederlo solo una volta, ma non l’ho più dimenticato.

  19. Dimenticavo. Cannibal Holocaust non lo prendo neppure in considerazione sebbene sia un cult. Non ce la potrei proprio fare a vederlo. Impossibile. E’ fuori discussione.

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