Colour From The Dark

Regia – Ivan Zuccon (2008)

Accadono cose strane da queste parti. Bizzarri movimenti distributivi che portano a riesumare un film del 2008 e a farlo uscire in sala soltanto adesso, con quei quattro anni di ritardo. Ma è normale: in Italia ci si accorge delle cose sempre quando è troppo tardi e un regista come Zuccon, che all’ estero ha la sua schiera di seguaci ed è giustamente considerato come una delle più importanti voci del cinema di genere italiano, qui non se lo è mai cagato nessuno. A parte un ristretto gruppo di appassionati che cercava di reperire i suoi film con metodologie esoteriche e con l’ invocazione di demoni dell’ Altrove che gli consegnassero almeno l’ edizione polacca de La Casa Sfuggita. Qualcosina ha cominciato a muoversi, negli ultimi tempi e quasi tutti i film di Zuccon sono reperibili con una certa facilità in dvd. Un po’ di anni fa era davvero una piccola impresa riuscire a trovarli. Il problema non è tanto la rarità delle opere in questione, ma la loro assoluta invisibilità. A meno che non siate alla continua e costante ricerca di film horror indipendenti, il nome di Zuccon vi sarà del tutto sconosciuto. Ed è un peccato, ve lo assicuro. Perché stiamo sempre tutti qui a lamentarci dello stato pietoso in cui versa il nostro cinema (io in prima fila che faccio da portabandiera) e invece qualcosina a cui aggrapparsi esiste. Certo, se si ostinano a tenercelo nascosto, a farlo lavorare con budget ridicoli, a distribuirlo in sala quattro anni dopo la sua realizzazione, mal pubblicizzato, magari in quattro sale in tutto il territorio nazionale e mortificato da un doppiaggio fatto coi piedi, è ovvio che questa ancora di salvezza rischierà di affondare sempre di più. O magari, e lo spero per Zuccon, se ne andrà in posti migliori, dove il suo talento potrà essere valorizzato come merita, invece che galleggiare in questa fogna.

In occasione quindi della sua tardiva distribuzione nell’ italico suolo, ripesco dalla videoteca Colour From the Dark, trasposizione cinematografica del bellissimo racconto di Lovecraft, Il Colore Venuto dallo Spazio. Non è la prima volta che Zuccon affronta lo scrittore di Providence. E anzi, è uno dei registi più lovecraftiani che esistano sulla faccia della terra. L’ Altrove, Maelstrom – Il Figlio dell’ Altrove e La Casa Sfuggita (a mio parere l’ opera migliore di Zuccon) sono infatti tutti ispirati all’ opera del caro H.P. Questa volta però, Zuccon non trae semplicemente spunto dalle atmosfere e dalle tematiche care a Lovecraft, ma si occupa di portare sullo schermo un racconto che è tra i più famosi (e complessi) di tutta la produzione letteraria dello scrittore. Un progetto ambizioso, quasi incosciente, e che per questo ci piace assai, perché è importante voler mirare alto, avere il coraggio di confrontarsi col mito, e la forza di uscirne a testa alta.

Zuccon ambienta la sua storia nel 1943, in Italia, in una piccola fattoria abitata da un invalido, sua moglie (Debbie Rochon, signori, Debbie Rochon) e la sorella minore di questa, muta e con gravi disturbi psichici. La guerra in corso viene appena sfiorata dalla sceneggiatura. C’è un soldato al fronte di cui tutti aspettano il ritorno, i vicini di casa dei protagonisti nascondono una signora ebrea nella stalla, aerei tedeschi sorvolano la zona. Il tutto resta sullo sfondo, perché a Zuccon interessa (vivaddio) raccontarci altro: l’ irruzione improvvisa e selvaggia del Male con la Emme maiuscola, che trova terreno fertile nella religiosità ancora ancestrale delle campagne italiane, un rapporto col divino semplice e diretto, una fede che è inattaccabile e mai messa in discussione, neanche di fronte agli orrori cosmici che i personaggi saranno costretti ad affrontare. Il pozzo della fattoria rilascia una specie di gas, una luce intermittente che colpisce uomini, animali e campi, che si insinua nel corpo della moglie del fattore, Lucia, e nella mente della sua sorellina  Alice (Marysia Kay). Una forza che dapprima guarisce Alice dal mutismo, cura la gamba zoppicante di Pietro e fa crescere in maniera prodigiosa le verdure coltivate nell’ orto, ma che poi si impossessa in maniera brutale di Lucia e non la lascia più andare, tanto che persino il prete del paese, venuto a tentare un esorcismo, non potrà opporsi in nessun modo.

Colour From the Dark è un prodotto indipendente, nel senso più estremo del termine. Non può essere giudicato con lo stesso metro di giudizio che si usa parlando di film che costano i fantastilioni. Lo sforzo produttivo che sta dietro a un lavoro del genere è immenso e ingrato e di solito il risultato finale grida povertà a ogni fotogramma. Nel caso di Colour From the Dark non è così.  Non siamo di fronte a un film patinato e ricco, questo è certo, ma la professionalità, in ogni settore è comunque elevatissima, sebbene ogni tanto si avverta, soprattutto negli effetti digitali, quanto sia stato scarso il budget a disposizione. E tuttavia, in questo caso specifico, il problema del basso costo passa in secondo piano, perché a dominare la scena non sono né gli effetti speciali, né il dispendio di capitali ingenti. A dominare la scena è la regia di Zuccon, che è bravo da far paura, che ha un’ idea chiarissima di come impostare un discorso approfondito e mai banale sui meccanismi del Male, della possessione e del terrore che viene da una dimensione altra e totalmente aliena. Già a partire dal prologo, Zuccon ci ipnotizza con una serie di immagini potentissime che evocano la presenza di una cattiveria così antica e paziente, così enorme, così spietata, che ne veniamo schiacciati. In maniera ancora più forte rispetto ai suoi lavori precedenti, Zuccon dimostra di essere  l’ erede privilegiato del pessimismo cosmico fulciano. E non è cosa da poco, soprattutto considerando il sistema contro cui un regista come Zuccon è obbligato ogni giorno a combattere. In un paese che ci vieta l’ immaginazione neanche fosse un peccato mortale, Zuccon si dedica al fantastico e lo fa con passione, con rispetto e con un amore nei confronti della materia trattata che è visibile in ogni istante del suo film.

A vedere l’ uso che Zuccon (anche direttore della fotografia e montatore) fa dei colori nel suo film, ci si chiede cosa potrebbe combinare se gli dessero la possibilità di lavorare con un budget adeguato. Una fotografia che muta e si modifica a seconda dello svolgimento narrativo della storia, i cui colori svaniscono gradualmente, come se fossero risucchiati, anche loro, dall’ entità malevola che fa marcire la casa e i suoi abitanti. Ogni cosa si spegne e avvizzisce, persino le albe e i tramonti che scandiscono la successione cronologica degli eventi, diventano sempre più monocromatici, e nei minuti finali, ci si avvicina pericolosamente al bianco e nero, fino a precipitare in un buio assoluto e annichilente. Questo è l’ orrore. Che vi piaccia o no. Il 9 marzo arriva nei nostri cinema, l’ orrore, quello che scaturisce dall’ Altrove. E ce lo porta un regista italiano. Passate sopra ai difetti tipici di un’ opera a budger ridottissimo e date una possiblità a questo film. Fate i bravi, dai.

Modifico il post per delle informazioni che ho recuperato grazie all’ intervento di Distribuzione Indipendente:

“Colour from the dark” di Ivan Zuccon esce con Distribuzione Indipendente in 12 regioni italiane, in oltre 20 sale, e in contemporanea on demand sulla piattaforma Own Air  a soli euro 3,99. Le sale coinvolte, che programmeranno il film, fanno parte del circuito alternativo di distribuzione creato proprio da Distribuzione Indipendente. Sul sito ufficiale potete trovare l’ elenco di sale in cui il film sarà proiettato.

Fortunatamente Colour From the Dark non sarà sottoposto all’ onta del doppiaggio, ma lo potrete vedere in originale e sottotitolato.

67 commenti

  1. Zuccon è fantastico. Questo qui me lo devo beccare a breve.
    Io ho cominciato ad amarlo con Nympha che è davvero un lavorino invidiabile!

    1. Uh che bello Nympha, con la Sephis!
      Nel prossimo film ci sono entrambe le attrici, la Rochon e la Sephis. E’ ora che sfondi finalmente il buon Ivan

  2. passare sopra i difetti del budget ridotto non è possibile.Perchè pesano moltissimo per questo tipo di film,però zuccon mi incuriosisce moltissimo e infatti sto cercando le sue opere attraverso le consuete vie.
    Mi sembra che sia un tipo non da montaggio frenetico,ma alla Ti West-ti ho ringraziato per avermelo fatto conoscere The House of devil è struggente nella sua bellezza essenziale-e questo me lo rende simpatico
    Poi esci con la frase “pessimismo fulciano” che per me ha lo stesso effetto che provoca su di te la frase “fotografia reale del paese”,e insomma…Il pessimismo è il fratello svogliato del realismo,nun me piace!^_^

    Dai,scherzi a parte,diamo spazio a chi da indipendente e con tanta serietà cerca di fare film di genere e di spessore in italia:forza zuccon!^_^

    1. No, in realtà è possibile, perché il problema del budget in questo caso riguarda solo gli effetti in digitale che sono fatti malino. Non è vero che non è possibile, altrimenti non esisterebbe il cinema indipendente a basso costo, che è la culla dell’ horror, da sempre. E non solo, anche di ogni altro genere. Mica ti fanno esordire con 50 milioni di dollari, quello viene dopo!
      Il montaggio frenetico sta a Zuccon come il realismo sta a me 😀 non ci azzecca niente, e anzi, persino io avrei tagliato qualcosina per aumentare un po’ il ritmo del film, figurati!

      1. ma si..infatti poi ho pensato ai film di corman ad esempio,ogni tanto scrivo delle grandissime pirlate!
        Per non dire che avevo confuso Zuccon con quel regista che fa film in dialetto friulano,film horror eh?
        Mo vedo di convincere un mio amico ad andar a vederlo al cinema,già mi son perso la fuga di marta!

  3. Mmmhh…
    Ok, sogno (?) di ogni regista è essere distribuito al cinema. Almeno credo. E già qui posso avere qualche dubbio, visto che io scrivo, ma di essere pubblicato da una casa editrice non me ne frega più nulla. E si di cosa sto parlando. 😉
    Sono uno di quelli che Zuccon, dato anche il mio disinteresse per il cinema horror in generale, non l’ha mai sentito nominare prima di ieri sera. Mi trovo d’accordo non tanto con l’analisi del film, quanto col modo di approcciarsi ai film a budget ridotto, che deve per forza differire da quello solito, sorvolando magari su difetti che in questo caso sono solo apparenti, per forza di cose.
    Però… conosciamo, questo è il guaio, anche gli spettatori. E gli spettatori sono, tra gli altri, quelli che cercano in rete “il finale di”, proprio come ho scritto ieri. Per cui, mi domando se farlo uscire nelle sale, ‘sto film, sia la mossa vincente.
    Qualcuno ci ha creduto, in Zuccon, infatti è andato a ripescarlo dal 2008. Ma la domanda è sempre la stessa: perché non dargli soldi nuovi e fargli produrre un film come Dio comanda?
    Ah già, persino la risposta è implicita…
    Che palle…

    1. Sai, io credo che anche per quanto riguarda la distribuzione dei film, come per l’ editoria, stiano cambiando le cose e che la sala non sia più (o non solo, ecco) il luogo privilegiato. Certo che quando arrivi nei cinema hai sicuramente una fetta più larga di pubblico a cui destinare le tue opere, ed è sempre un fatto positivo.
      Ecco, parlando di pubblico e spettatori, ci ritroviamo a sguazzare nella solita merda. E hai ragione, lo vedranno in tre e quei tre il giorno dopo saranno tutti qui a chiedersi del finale 😀
      Distribuzione e produzione sono due settori diversi, non sempre coincidono. Magari se il film viene distribuito in sala qui da noi, qualcuno si accorge che Zuccon esiste e forse, dico solo forse, gli consegna un budget decente per girare un film. Ma non ci credo.
      E ribadisco: che palle.

      1. @elgraeco @Lucia ho appena visto che il film Colour from the Dark è uscito contemporaneamente anche online sul sito di Own Air. Per quanto le vie della produzione siano sempre più impervie, penso che la distribuzione online può offrire una possibilità in più per rendere la vita di un film. Il download legale può essere un modo alternativo per sostenere i giovani registi! <a href="http://www.ownair.it/fuel/?gallery=colour-from-the-dark&quot; Colour from the Dark online" .

        1. Sì, hai ragione. La distribuzione on line potrebbe rappresentare, in futuro, uno sbocco indispensabile per giovani registi di genere.
          Speriamo bene e teniamo incrociate le dita 😉

  4. Ricordo quando alcuni anni fa(sarà stato il 2004-2005) su HORRORMANIA ed altre riviste di genere uscivano le interviste alle Attrici americane che dichiaravano che presto avrebero lavorato con Ivan Zuccon, di quanto fossero contente, di quanto lo rispettassero.
    E in Italia nessuno se lo cagava…. 😦
    Come si dice? NEMO PROPHETA IN PATRIA?
    Chissà quanti Zuccon ci sono in Italia e noi non lo sappiamo.

    1. E infatti adesso lavora solo con attori stranieri, perché col cavolo che prende i nostri cani arrabbiati 😀
      La cosa veramente sconfortante è che forse non lo sapremo mai…

  5. Anche io non sapevo chi fosse, fino a ieri. Questa recensione mi è piaciuta, e sicuramente lo guarderò. Magari convinco il mio solito amico con cui guardiamo i film ispirati alle opere del Solitario cercando di farlo entrare nella forma mentis del film indipendente (io non credo di aver questi problemi, a furia di vedere roba a basso budget). Ti farò sapere. *O*

    Ciao,
    Gianluca

    1. Sì, dai, per completezza, e se arriva dalle tue parti, dagli un’ occasione e non credo te ne pentirai, perché trasuda amore sconfinato nei confronti di H.P. da ogni inquadratura *O*

  6. In controtendenza, le opere di Zuccon le ho viste quasi tutte. Iniziai a sentirne parlare quando avevo una fanzine horror, Memorie dal buio 😀 uscita per soli tre numeri. Indagando sull’orrore nazionale Ivan saltò fuori prepotente con le sue fantasie lovecraftiane. Ho però ricordi vaghi delle sue opere, se non di quell’Altrove, con una scena tratta da The statement of Randolph Carter reinventata in salsa bellica.

    Più che la povertà di budget applicata a scenografie & C io la soffro nella scelta degli attori, che difficilmente sono all’altezza delle più minime aspettative, e parlo in generale, non nei suoi film. La recitazione nostrana è, per i miei gusti, accettabile solo ad “alti livelli”, e quando si scende nell’underground si vedono (ma sopratutto si sentono) cose terrificanti.

    1. Io adoro a livelli estremi La Casa Sfuggita. Mi spaventa da morire, anche al netto degli effettacci.
      Sulla recitazione è impossibile darti torto. Abbiamo un problema di attori grosso come una casa qui in Italia. E infatti Zuccon, a partire da Nympha si avvale quasi esclusivamente di attori stranieri, una scelta che condivido per forza di cose

  7. Bella recensione, e bellissimo l’occhio sulla guancia xD, di sicuro lo guarderò 😀

    1. Eh, l’ occhio sulla guancia mi ha fatto prendere un mezzo infarto. Non potevo non metterlo 😀

  8. Sai già cosa penso di Zuccon… e se non fosse stato per te non lo avrei mai scoperto.

    1. Sì, purtroppo il giovane ce lo tenevano nascosto, maledetti!

  9. Helldorado · · Rispondi

    Io non l’avevo mai sentito prima…ma io sono un ignorante!!

    1. Nooooo!!! non sei tu a essere ignorante, sono loro che sono cattivi e ci occultano Zuccon

      1. Helldorado · · Rispondi

        Beh facciamo 50 e 50… 😀

  10. datrani · · Rispondi

    Bisognerebbe ringraziare anche festival lungimiranti come il “Science plus Fiction” di Trieste, probabilmente tra i più importanti del genere in Italia che, nonostante sia passato qualche anno da quando ho segnalato alla loro attenzione Zuccon, nn se lo sono cagato mai di striscio (e come Zuccon anche altri validissimi, penso a Bianchini per esempio); pensare che viviamo tutti nel nord-est e non sappiamo neanche cosa (cinematograficamente) ci succede attorno…

    1. Ma è il paese in cui viviamo, no?
      Io ho smesso di stupirmi da tempo immemore. Ciò però non mi impedisce di incazzarmi.

  11. Premetto che il genere horror mi piace un casino e sopratutto quelli indipendenti.
    Di Zuccon ne ho sentito parlare molto tempo addietro, ma poi la mia mente lo ha in qualche modo cancellato non si sa bene perché, forse sarà per la mia quasi totale diffidenza per il cinema italiano.
    Comunque qualche settimana fa ho visto il trailer e devo dire che sarei curioso di andarlo a vedere, però da fan di Lovecraft mi chiedo: perché nessun regista non è ancora riuscito a fare un film tratto (e per tratto intendo proprio tratto e non largamente ispirato ma anche no) veramente dai racconti del Solitario?
    Perché Harry Potter/Twilight sì e non Lovecraft?
    Certo la scrittura è difficile da trasporre in immagini, ma niente dovrebbe fermare un possibile appassionato dl realizzare un film paro paro.
    Certo l’atmosfera potrà essere la stessa del racconto, ma ogni cosa è “sbagliata” dall’ambientazione, ai personaggi, alla storia.
    Insomma per concludere io questo film se passa dalle mie parti (la cosa non è così scontata) lo vado a vedere, ma il mio cuore di Lovecraft maniac sanguina di fronte alle “imprecisioni”.

    1. Io credo che Lovecraft, così com’è, sia irriproducibile al cinema. E’ davvero lo scrittore più anticinematografico che abbia preso in mano una penna. Non c’è nulla nelle sue visioni che possa rendere sul serio su uno schermo. E questo è un bene, perché resterà sempre indipendente da Hollywood e dai suoi marpioni pieni di dollah.
      Ispirarsi a lui è altra faccenda, ma anche quello è difficilissimo, e ci sono riusciti davvero in pochi (Gordon, Fulci, Carpenter, non mi viene in mente nessun altro).
      Del Toro voleva trarre un film da Le Montagne della Follia, ma glielo hanno impedito perché non c’era il lieto fine e mancava la storia d’amore. E insomma, Lovecraft e cinema non vanno d’accordo.

      1. A proposito di “Le montagne della Follia” è ufficiale che non lo fanno? Perché trovo ancora notizie in giro, che dicono tutt’altro.
        Sì, effettivamente trasporre Lovecraft non è di certo facile, ma mi piacerebbe se tentassero di farlo, sinceramente sono un po’ stufo di vedere film con titoli “lovecraftiani” che però dell’essenza dello scrittore non hanno proprio nulla.
        Come per esempio “Cthulhu” http://www.youtube.com/watch?v=uKEl0kM9p58 , che a me non è proprio piaciuto.

        1. Avevo letto su BD che fosse ormai un progetto archiviato, o che comunque Del Toro ne fosse definitivamente fuori, a causa dei litigi grossi con la produzione che voleva cambiare il romanzo original. Se mai si dovesse fare, sarà proprio uno di quegli stravolgimenti che non piacciono a te, quindi augurati che non si faccia mai e poi mai 😀

  12. E poi mi chiedono “perché sono sempre arrabbiato?”…
    Non sapevo nulla di questo film, ne tantomeno conoscevo il nome di Zuccon. L’Italia è un paese che funziona strano, non lo capisco e penso non ci riuscirò mai… Perché continuare a sfornare cinepanettoni tristi come una puntata del grande fratello, quando si potrebbe puntare su cose del genere e magari, dico magari per non sbilanciarmi troppo, avvicinarsi a quello stile americano che frutta tanti bei soldoni?
    Cmq recupererò questo filmetto, visto anche che il racconto di HPL è uno dei miei preferiti!
    Grazie Lucia, se non ci fossi tu a rischiarare questa valle desolata sarebbe davvero tutto molto scuro… 🙂

    1. Io sono incazzata come una iena, più passano i giorni, più mi occupo del blog, più scopro cose nuove, più divento matta. E’ davvero dura mantenere il controllo.
      Ho anche paura che l’ uscita nelle sale sarà limitatissima. Io proverò ad andare a vederlo da qualche parte, che alla fine a Roma una sala si trova sempre.
      E grazie a te, invece, se non ci fossero persone come te a leggermi, questo posto non avrebbe senso di esistere 😀

  13. thriller87 · · Rispondi

    L’avevo sentito nominare , ma l’attuale panorama del nostro “bel paese” mi ha reso parecchio diffidente verso qualunque cosa sia italiana. (Lo so , è un brutto vizio !) E da quanto leggo , invece, il risultato è di tutto rispetto !

    1. Ma fai bene a essere diffidente. Io Zuccon lo seguo da molto tempo, e di solito, lo sai, sono molto restia a parlare di cinema italiano. Ma lui è un talento, uno con cui sarei orgogliosa di lavorare

  14. Di Zuccon non ho ancora visto nulla, ma è da parecchio che mi piacerebbe provarlo. Un altro bravo è Bianchini, di cui ho invece visto tutto quello che ho trovato. 🙂

    1. datrani · · Rispondi

      Bianchini forse è il mio preferito; la cosa scandalosa è che il suo ultimo film, “Occhi”, produzione portoghese (!!!!) non è mai uscito; ed è un vero peccato, perchè si tratta di un capolavoro, di gran lunga il migliore che ha fatto!

      1. Preferisco Zuccon, ma anche Bianchini è bravo.
        Occhi, se non sbaglio, è passato al fantafestival qui a Roma, o ho detto una corbelleria?

      2. datrani · · Rispondi

        Si, si, l’altr’anno! E’ stato proiettato anche al Roma 3 mi sembra, un minimo è stato visto, ma veramente molto poco e una distribuzione vera e propria in DVD nn l’ha mai avuta; ed è un peccato perchè potrebbe essere tra i migliori horror italiani degli ultimi anni, tecnicamente molto più solido degli altri visto anche che un minimo di budget c’era.

    2. Bianchini piace assai assai anche a me, ma preferisco Zuccon, perché è più vicino al mio modo di intendere l’ horror.

  15. Giuseppe · · Rispondi

    Io Zuccon lo conoscevo già di fama prima ancora di riuscire a recuperare alcuni suoi titoli (tranne La Casa Sfuggita e Nympha) e francamente mi fa girare le palle vedere quanto ancora sia ignorato a casa nostra…e non posso fare a meno di pensare cosa potrebbe realizzare con budget adeguati alle sue idee, perchè capire Lovecraft e ricontestualizzarlo senza tradirne lo spirito come lui riesce a fare (anche in caso di trasposizione del Colore venuto dallo Spazio come succede per Colour from the Dark) è cosa riservata a pochi, solo che quei pochi vengono regolarmente snobbati e costretti a seguire in un certo qual modo la tradizione del grande Mario Bava, compensare i pochi soldi con l’inventiva (proprio partendo dai cromatismi di Bava qui penso all’uso del colore in Zuccon oltre al tentativo di rendere perlomeno accettabile un digitale ridotto all’osso per forza maggiore) sperando di poter disporre di attrici e attori all’altezza, e chissà che per Zuccon la Rochon non possa diventare la sua Barbara Steele 😉 …sì, lo so che sto sognando in presenza di un cinema de noantri che i sogni (e gli incubi di classe) li distribuisce in ritardo, quando gli gira di farlo e dopo aver lasciato regolarmente nella merda chi li ha realizzati, perchè l’importante è la “realtà” ad ogni costo e a fare altro non saremmo abbastanza bravi (continuassero a crederle certe stronzate, mi raccomando, poi vedremo dove andrà a finire il nostro cinema a senso unico)…

    1. Ma infatti l’ importante è che ci credono loro, nel realismo a tutti i costi, mentre il resto del mondo li supera a destra senza freccia e gli fa ciao ciao con la manina.
      Zuccon all’ estero sfonderà, prima o poi, io ne sono convinta.
      La Rochon sarà presente anche nel suo prossimo progetto, insieme a Tiffany Sephis. Insomma, si sceglie anche ottimi attrici dedite al genere. E più si allontana da questa landa desolata, meglio è. 😉

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Guarda, per mantenere l’atmosfera lovecraftiana, ti dirò che siamo una landa così desolata che non ci cagano nemmeno i Grandi Antichi 😀 Ho idea che la Rochon e la Sephis faranno scintille in Wrath of the Crows…potrebbe essere l’occasione d’oro per Zuccon, la sua terribile prigione con tanto di Principessa promette bene 😉

  16. Ma tu non sai quanto sia felice di aver conosciuto te e il tuo blog, mia cara, lo ribadisco. Avevo sentito parlare di Zuccon, ma non lo trovavo da nessuna parte, e non pensavo proprio di reperirlo addirittura su Amazon! Grazie dunque delle indicazioni preziose e della recensione come al solito ineccepibile 🙂
    P.S. Ma allora ci vediamo a Roma a fine maggio? Spero di sì 🙂

    1. Ma grazie! Si fa quel che si può per diffondere le cose che ritengo meritevoli di un minimo di attenzione. Amazon è una miniera, quando cerco qualcosa di irreperibile mi rivolgo sempre da quelle parti.
      E certo! io qui sto, così si discute di cinema 😉

  17. Questo film è nel mio hard disk da non so più nemmeno quanto tempo.
    Chissà che non sia la volta buona.

    1. Benvenuto ReRatto!
      Dai, vedilo, dai dai dai!

  18. Cazzo che recensione! Grazie!

    1. E grazie di cosa? Grazie a te che l’ hai letta!

      1. Grazie a te che l’hai scritta e che hai visto il nostro film 🙂

        1. MI sembrava infatti di aver letto un nome visto tra i credit 😀
          E non c’è da ringraziarmi, sul serio…anzi, è il contrario, perché lo avete realizzato e ci avete fatto un bel regalo

  19. Giovanni · · Rispondi

    Il film uscirà in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Le sale le trovate su http://www.distribuzioneindipendente.it o lo troverete on demand su ownair.it
    Grazie per l’appassionata recensione. Confermo tutto. Ma l’indipendente sta crescendo e già dal prossimo ottobre ci saranno belle sorprese 🙂

    1. Grazie delle informazioni! Il fatto che esca in originale coi sottotitoli è un enorme sollievo, per me. Temevo un doppiaggio all’ amatriciana e soffrivo immensamente 😀
      Adesso però sono curiosa riguardo alle sorprese!

      1. Giovanni · · Rispondi

        E per queste bisognerà attendere un po’. Quello che ti posso dire è che il divario di vetrina tra i film “dipendenti” e quelli “indipendenti” sarà molto ma molto inferiore e che, finalmente, potremo auspicare ad una crescita vera del nostro cinema e ad un’offerta migliore per il nostro pubblico. Ancora grazie e meravigliosa giornata. G.

  20. mea culpa, confesso di non conoscere questo regista, però questo post mi ha incuriosito non poco e se avrò modo andrò a vederlo al cinema (tra l’altro il racconto originale di lovecraft era uno dei miei preferiti!). Cercherò di recuperare anche i suoi film precedenti (da quale consigli di cominciare?).

    1. Io ti consiglio La Casa Sfuggita e Nympha, che sono due film uno più bello dell’ altro, sempre nell’ ottica di cinema indipendente a basso costo.
      Zuccon ha stile da vendere. Ma lo conoscono in pochi, purtroppo.
      Non c’è da fare nessun mea culpa, perché certe cose ce le tengono nascoste apposta

      1. grazie mille, vedrò di recuperarli!

  21. LordDunsany · · Rispondi

    Ho appena visto Zuccon in studio a “Cloud” su Comingsoon parlare del suo film e questo fatto m’ha fatto apprezzare ancor di più la tua rece Lucia! Hai scritto molte cose giustissime che erano anche nell’intenzione del regista! Brava 😀 (lasciamo stare la co-conduttrice, diversamente abile ed incapace al posto della quale dovresti esserci tu!!!) Poi ha parlato del debito nei confronti di Mario Bava per quanto riguarda la fotografia di questo film; ha detto che il suo cinema si rifà per certi tratti a quello di Avati ed ha negato qualsiasi paragone di questa sua pellicola con l’Esorcista (del quale ha detto, facendomi sorridere, mittico, che non ritiene un gran film) 😀 anzi dice che è stato l’ultimo dei suoi riferimenti! 🙂 M’ha fatto specie sentire che per lui sino al 2000 il signor Lovecraft fosse sconosciuto, poichè leggeva tutt’altro! 😀 Dopo che lo conobbe “gli si aprì un mondo” (benvenuto tra noi! 🙂 ), come si fa a non volergli bene dopo una dichiarazione così? 😀

    1. Sì, è un bravo ragazzo Zuccon e ha le idee molto molto chiare 😉

  22. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

    Segnalo a tutti i lettori, e alla responsabile del blog, che ci sono diverse inesattezze in questo post. Spero di fare cosa gradita, sgenalando di seguito l’effettiva modalità d’uscita e reperibilità del film.
    “Colour from the dark” di Ivan Zuccon esce con Distribuzione Indipendente (www.distribuzioneindipendente.it) in 12 regioni italiane, in oltre 20 sale, e in contemporanea on demand sulla piattaforma Own Air (www.ownair.it) a soli euro 3,99. Le sale coinvolte, che programmeranno il film, fanno parte del circuito alternativo di distribuzione creato proprio da Distribuzione Indipendente: il film non lo vedrete nei “classici” multisala, schiacciato dopo un giorno, o due, dalle solite logiche di mercato, ma in Circoli, Cineclub e Cinema d’essai. Inoltre, il film non uscirà doppiato (male, come dice l’autrice) in italiano, ma d’accordo con Ivan Zuccon abbiamo scelto di lasciarlo “intatto”, lingua originale con sottotitoli in italiano.
    Da questo link (www.distribuzioneindipendente.it/news/colour-from-the-dark-dove-vederlo) che rimanda direttamente al sito della distribuzione, trovate tutte le sale che lo proiettano in questa prima settimana d’uscita, ovvero da venerdì 9 Marzo a giovedì 15 Marzo. Per le successive proiezioni del film, potete tenervi aggiornati sempre sul nostro sito.
    Zuccon esce soltanto ora, perché Distribuzione Indipendente è nata da pochissimo, esiste da Novembre 2011. Siamo nati proprio con l’intento di scuotore il sonnolento mercato distributivo del nostro paese. Il nostro primo catalogo, conta già 30 opere rimaste sino ad oggi invisibili.
    Rassicuro inoltre l’autrice del post che Ivan Zuccon non esce mal pubblicizzato, anzi, poiché abbiamo garantito al film ampia visibilità sulle maggiori testate web, cartacee, televisive e radiofoniche. Ci spiace aver scoperto soltanto ora questo blog. E a tal proposito, per chi ama Ivan Zuccon, segnalo anche con piacere che il regista sarà presente in studio sabato notte a Cinematografo (Rai 1). E martedì in diretta radiofonica su Radio 2 Rai, programma Effetto Notte, che va in onda a mezzanotte. Potete tenervi aggiornati sulla nostra Pagina e Gruppo Facebook, basta cercare Distribuzione Indipendente.

    Grazie a tutti per l’attenzione.
    Distribuzione Indipendente

    1. Prima di tutto ciao e grazie per le precisazioni.
      I miei riferimenti alla mancata pubblicizzazione del film non erano una critica a Distribuzione Indipendente, ma una critica, in generale, all’ attenzione che i film indipendenti, nonostante lo sforzo dei coraggiosi come voi che ci provano, ricevono di solito in Italia.
      Il fatto che siano passati quattro anni tra la realizzazione del film e la sua prima uscita nel paese del suo regista, non dipende certo da voi che esistete da poco, ma dipende appunto, dalla, per usare un eufemismo, scarsa capacità dei canali ufficiali di comprendere quanto siano importanti certi nomi che qui vengono immancabilmente dimenticati.
      Non criticavo affatto chi distribuisce il film, qui e ora, criticavo la disgrazia di aver dovuto aspettare anni, cosa che resta valida, pur se indipendente dalla vostra volontà.
      Non siete voi che vi siete accorti adesso, cadendo dal pero, dall’ esistenza di Zuccon. Voi appena nati, avete fatto la cosa migliore che si potesse fare: dare uno sbocco al film e ve ne sono grata.
      Il mio era un discorso più ampio, che coinvolgeva tutto il sistema distributivo italiano e di cui ho solo preso Colour From the Dark a esempio.
      Sul doppiaggio invece, mi fate davvero felice. Anche scegliere di distribuirlo in lingua originale è molto coraggioso e apprezzatissimo da parte mia.

    2. Ho modificato il post. Ti ringrazio per le informazioni.
      Ho aggiunto il link di distribuzione indipendente all’ home page del blog, se non ti dispiace.

    3. LordDunsany · · Rispondi

      Ringrazio Distribuzione Indipendente per aver linkato il sito, molto interessante (anticipo che probabilmente lo inserirò anche nel mio forum, magari in un post decdicato, se non è un problema).. Noooo, ho visto che non lo mandano in Liguria!! 😦 Lo vedrò on demand! 😀

      1. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

        Ci dispiace, purtroppo la sala che abbiamo attiva, su Genova, non riesce a lavorare in maniera stanziale. Se conosci, o frequenti, sale off liguri (anche circoli arci dotati di proiettore digitale), contattaci pure, o facci contattare dal referente sala, su info@distribuzioneindipendente.it Sarà nostra premura tentare di giungere ad un accordo il prima possibile, così che possiate godere del film anche voi su grande schermo.

        1. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

          Ovviamente puoi inserire il tutto dove vuoi, grazie mille!

  23. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

    Ma tranquilla Lucia, ci mancherebbe, non erano critiche neanche le nostre, anzi. E’ solo volontà di dare informazioni corrette e complete, anche perché non specificando questi dettagli sulla distribuzione effettiva del film, si correva il rischio di scoraggiare i lettori a reperirlo nelle sale (dubbio sul doppiaggio, dubbio sulle sale…). Invece, cosi, è tutto più chiaro. Nel bene del film e di Ivan, che come giustamente sottolinei tu, merita davvero tanto! Grazie dunque per lo spazio che hai dedicato al film, e per la causa (nobilissima) che porti avanti con il tuo sito.

    1. Grazie a te, davvero.
      Non le ho prese come critiche, assolutamente. Anzi, mi ha fatto piacere poter inserire nel post delle precisazioni.
      Spero davvero che il film vada bene e abbia una buona risposta di pubblico.
      IN bocca al lupo per tutto e a presto

      1. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

        Crepi Lucia! Grazie. Ci sentiamo anche per le prossime uscite se ti fa piacere.
        Buon lavoro!

        1. Magari! MI farebbe molto, ma molto piacere!

  24. Distribuzione Indipendente · · Rispondi

    Grazie ancora! Buon lavoro e buone visioni a tutti!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: