You Really Should See These – Day 1: Il Rape & Revenge

Per qualche settimana, al posto della canonica top 5 del sabato, avremo una simpatica top 7, suggerita dal vicino di blog Elio. Si tratta di individuare, all’ interno di un genere (o un sottogenere, o anche una scuola registica) sette film imprescindibili per chiunque voglia cominciare ad affacciarsi al genere.

Le regole sono semplici e io le copio e incollo dal blog di Elio:

1) Essendo difficile scegliere un unico genere o filone cinematografico, non lo  si farà. Se ne possono scegliere 3, ed ogni giorno sarà dedicato ad un genere diverso.
2) Ogni classifica dovrà contare solo ed esclusivamente sette pellicole
3) Il genere dovrà essere introdotto, brevemente o meno, e le scelte dovranno essere giustificate, sì da  rendere ulteriormente utili le singole classifiche.

Chiunque dovesse decidere di farlo, oltre a rispettare le regole appena scritte, dovrà semplicemente riportare l’identificativa e fantastica immagine ad inizio post.
Per cominciare, ho scelto uno dei miei sottogeneri preferiti all’ interno del cinema dell’ orrore, il Rape & Revenge, che impazzava negli anni ’70 e che si basa su una trama a grado zero, senza altro scopo se non quello di mettere lo spettatore in una condizione di disagio e sofferenza assolute. Spesso è robaccia priva di qualsiasi senso di esistere, dalla natura meramente exploitativa e che sembra voler risvegliare gli istinti più bassi e bestiali di chi guarda. Eppure, alcune di queste pellicole, vanno viste, se non altro per comprendere un certo modo di fare cinema brutto, sporco e cattivo (nonché, da certi punti di vista, sperimentale) in un decennio davvero importantissimo per i film di cui si discute in questo blog. E poi sì, la parte revenge mi esalta ogni volta, non posso farci niente. Dentro di me esiste un reazionario giustiziere sadico e violento. Prendetemi per come sono e compatitemi.
Ah, un’ ultima cosa, prima di cominciare: i film saranno elencati in ordine rigorosamente cronologico.
7. La Fontana della Vergine (Ingmar Bergman – 1960)
Come moltissimi dei B movie, anche il rape and revenge ha un illustre e insospettabile progenitore. Bergman porta sullo schermo, nel 1960, questa cupissima e tragica storia di ambientazione medievale, in cui una giovane vergine viene brutalmente stuprata e uccisa nel corso di un viaggio verso una chiesa. Per una strana coincidenza, i colpevoli dell’ omicidio, capiteranno proprio a casa dei genitori. La vendetta sarà atroce, e non risparmierà neanche i bambini. Ovviamente, parlando di Bergman, non si può ridurre il tutto allo schema classico del filone. Il film è ricco di suggestioni religiose, tra un cristianesimo ancora ancestrale, e vaghi rigurgiti di magia nera e paganesimo. Troppo profondo e pieno di significati per discuterne in poche righe e forse anche fuori posto in un elenco che tratta quasi esclusivamente di cinema di genere. Ma è comunque iniziato tutto da qui, che lo si voglia o no. E chiunque abbia intenzione di conoscere le basi di questo sgradevole sottogenere, è da La Fontana della Vergine che deve partire.
6. L’ Ultima Casa a Sinistra (Wes Craven – 1972)
Il film che inaugura ufficialmente il genere e che ha un impatto violentissimo sul cinema di quel periodo. La trama è identica a quella dell’ opera di Bergman, tanto che The Last House on the Left è quasi un suo remake non ufficiale. La differenza è però enorme, e dal punto di vista formale, e da quello contenutistico. Craven, al suo esordio, gira in maniera rozza e schematica.  Non si può neanche parlare di stile documentaristico, il termine non-stile è più calzante. Eppure, queste immagini sgranate e povere hanno ancora oggi una potenza ineguagliabile. Merito dell’ attacco frontale contro l’ istituzione famiglia portato avanti da Craven con la grazia di un carro armato. E merito anche dell’ interpretazione del compianto David Hess, viscido e ripugnante come non mai.
5. L’ Ultimo Treno della Notte (Aldo Lado – 1975)
Da un remake non dichiarato all’ altro, arriviamo in Italia. Anche il nostro paese ha detto la sua in tema di Rape and Revenge e lo ha fatto superando il punto di riferimento craveniano, se non altro dal punto di vista della regia, molto più elegante e studiata rispetto a quella de L’ ultima Casa. Inoltre, Lado inserisce un nuovo personaggio, quello della Signora sul Treno (non ha nome), interpretato da Macha Méril, e se ne serve per mettere in piedi una feroce satira contro i valori borghesi. Gli stupratori e assassini che si accaniscono contro le due ragazze sono come animali. Non possiedono una volontà e un’ autonomia reali. La mente dietro le efferatezze a cui assistiamo è lei, la Signora, ed è  anche l’ unica a uscirne pulita. Forse, oggi, il messaggio può risultare datato, ma questo non intacca affatto la bontà di un prodotto del nostro glorioso cinema di exploitation.
4. Non Violentate Jennifer (Meir Zarchi – 1978)
Eccolo, il Rape & Revenge per antonomasia. Uno dei film più duri e insostenibili della storia del cinema, tanto che persino io lo sconsiglio agli impressionabili, nonostante sia tra i miei  preferiti. E’ qui che il genere raggiunge la sua forma compiuta, non delegando più ad altri (genitori e parenti) la vendetta, ma lasciando che a compierla sia la vittima in prima persona, sopravvissuta e piena di rabbia, furore, nonché coscienza del proprio potere. Distrutto dalle femministe e  massacrato dai critici, I Spit on Your Grave è un nasty movie che ti fa sentire sordido e malato. Un’ opera che ha un legame totalizzante con l’ epoca in cui è uscita, ma la cui ferocia non è più stata replicata. Meravigliosa, fragile, disperata assassina, Camille Keaton al suo meglio, in un’ interpretazione che non si dimentica.
3. L’ Angelo della Vendetta (Abel Ferrara – 1981)
Usciamo una volta per tutte dagli ’70 e dall’ exploitation e affrontiamo il genere da un punto di vista diverso, ma non per questo meno estremo. Ms. 45 (titolo originale del film) racconta la vicenda straziante di una ragazza muta che viene violentata due volte nel corso dello stesso giorno. Riuscirà a uccidere uno dei due stupratori, ma sarà proprio questa vendetta a trasformarla in una spietata assassina, che si ribella contro il genere maschile nella sua interezza. Una serial killer dall’ aspetto dolce e minuto, che si carica sulle spalle la rivalsa di tutti gli emarginati, tutti gli outsider, tutti i deboli della terra. Imperdibile.
2. Hard Candy (David Slade – 2005)
Rape and Revenge molto atipico, e uno dei pochi esempi riusciti di inserire questo sottogenere in un contesto moderno. Mentre quasi tutti i film precedenti utilizzavano come momento topico del film la scena dello stupro, Slade si concentra solo sulla vendetta, a opera non di una vittima, ma di una ragazzina giovanissima che (supponiamo, ma non ne siamo sicuri), ha conosciuto una delle (anche loro presunte) vittime di un pedofilo che adesca le sue prede in rete. Il meccanismo di tortura psicologica orchestrato da Slade ci lascia col dubbio dall’ inizio alla fine e ci rende impossibile uno schieramento certo, da una parte o dall’ altra. Raffinato ed elegantissimo gioco al massacro, firmato da un autore promettente che poi si è perso per strada.
1. Red White & Blue (Simon Rumley – 2010)
Rumley è un regista indigesto. Quando affronta il genere indigesto per eccellenza, esce fuori una cosa che ti tritura tutte le ossicine. Squallore, solitudine, violenza, sfiga cosmica, desolazione urbana per una storia che non ha vie d’uscita, non ha redenzione e in cui persino la vendetta è anticatartica, perché non porta nulla, se non altro dolore. Le vittime e i carnefici si sovrappongono e si confondono, concetti come bene e male e giusto o sbagliato dimostrano tutta la loro assurda inconsistenza e non resta che una foto sbiadita da bruciare. Anche questo film non è da consigliare a cuor leggero, perché fa davvero male. Anche se non si vede quasi niente.

50 commenti

  1. Apprezzo la conoscenza del genere/sotto genere ma devo dire di essere molto distante da questo tipo di film. Nel senso che mi sembrano sempre povere caricature di una realtà decisamente più bestiale / maniacale. In un certo senso si può dire che funzionano dal momento che li trovo disturbanti ma dato che penso che un 9mm alla nuca sia l’unica risposta che la società debba dare a quel genere di criminali il concetto di film mi pare superato.

    1. Sì, sono film (specialmente quelli degli anni ’70) dalla concezione ormai superata. Ma hanno avuto un loro senso preciso nel periodo storico in cui sono apparsi e riproporli adesso sarebbe assurdo. Infatti i remake sono la fiera dell’ inutile.
      Diverso per i due film post 2000 che ho scelto. Lì si affronta il concetto di vendetta su un piano più psicologico e meno brutale e le situazioni narrate vengono inserite in un contesto contemporaneo, dando un nuovo senso all’ operazione.
      Poi, sul discorso della 9mm, la penso anche io come te, figuriamoci. Ma nessuno dei film che ho presentato, tranne quello italiano, ha una valenza strettamente politica o sociologica

  2. Beh, bella idea questa iniziativa, complimenti a Elio! 🙂 Di sicuro non parteciperò, devo ancora riprendermi da quella mia folle idea di fare le top 5 di dieci generi diversi! 😄

    Mi sono segnato alcuni di questi titoli, anche perché non ho mai approfondito molto il R&R. Bergman è una sorpresa, mica lo sapevo che avesse fatto un film del genere. :O

    ciao,
    Gianluca

    1. No, tu hai già dato con le coraggiose top 5 😀 😀
      Eh, Bergman ha cominciato, poverino, neanche poteva immaginare quello che avrebbe scatenato. A dimostrazione di come spesso i grandi autori influenzino anche le cose più di serie B e viceversa 😉

  3. Non l’avrei mai pensato ma non li ho visti tutti… mi cospargo il capo di cenere…

    1. quali ti mancano?
      e perché ti cospargi il capo di cenere? guarda che è un genere che piace a me e ad altre tre o quattro personalità andate ormai al macero e sotto spirito 😀

      1. Nu, piace pure a me, quindi mi fa sentire inadeguato. Comunque non ho visto Red White & Blue e L’angelo della vendetta

        1. Tu col film di Ferrara esci pazzo. Fidati della tua mamma.
          Diventa il tuo preferito in cinque minuti.
          gh

          1. Ok, allora questo sarà il primo… che Ferrara non mi fa impazzire, tranne Addiction

          2. E’ un Ferrara atipico. Vai tranquillo. 😉

  4. Che dire?Bergman è il capolavoro assoluto uno dei miei film preferiti fino alla fine dei tempi e anche oltre.Bestiale la vendetta,con l’omicidio feroce dell’assassino,ma splendido il finale.
    Che a mio avviso va insieme a un altro bellissimo film della serie Revenge,cioè un Borghese Piccolo Piccolo,seppure diverso perchè nel film svedese,c’è una sorta di Perdono Divino-chissà in mano a certi autori meno raffnati cosa sarebbe uscito-dall’altra solo l’inferno della violenza repressa,scatenata e impossibile da frenare.
    Perchè mica il Giustiziere è meglio del giustiziato,almeno la penso così.
    Nel senso che al di là dello scopo,poi è in sostanza il genere umano a incarnare la bestialità animalesca al suo peggio.
    Senza tenere conto che è anche capitato che qualcuno sia stato accusato di violenze sessuali e poi la ragazza si era inventata la storia.Quindi ok va bene il giustizialismo e la vendetta,ma non sentiamoci migliori.Pessimismo cosmico e umanissimo nei confronti dei miei simili
    Bellissimo per me anche L’ultimo Treno della Notte,notevole il fatto che l’istigatrice sia una donna.Per rompere lo schema maschio porco e violento che tortura povera fanciulla.Un attacco alla vigliaccheria e perfidia della borghesia,davvero notevole.Bravissimo per me Franco Fabrizi,viscido e codardo come pochi.Toccante Enrico Maria Salerno,questo è davvero un film di genere girato con i controcazzi.
    I spit on your grave mi sa che non lo guarderò mai,sono impressionabile..anzi mi sa che lo guardo proprio per codesto motivo!Perchè non piacque alle femministe?Non è il massimo della vita per loro castrare i maschietti etero di questo mondo?^_^

    1. Io eviterei però di metterci in mezzo gli stupri inventati e cose del genere, eh…cioè lo eviterei a priori, che soprattutto in questo caso non ci azzecca moltissimo.
      Comunque, no, nessuna pietà e nessun pessimismo umano nei confronti dei giustiziati, non in questo tipo di film, almeno, che non possono prescindere da un’ identificazione totale e completa con la vittima di turno. hanno quello schema, persino il film di Bergman non ti permette di provare pietà per i pastori assassini.
      Poi, nel corso degli anni, anche questo atteggiamento si è evoluto, e sono uscite cose più equilibrate.
      Le femministe, all’ epoca, se la presero col film perché mostrava una scena di stupro lunga 40 minuti.

      1. si,ma non è pietà nei confronti dei criminali.Personalmente però non credo nel giustizialismo,deve essere lo stato a occuparsi di pene e sanzioni.Questo discorso però è un po’ complesso e magari te lo spiego meglio in pvt.
        ciao!^_^

        1. ma no, io non parlavo a livello politico, ma a livello cinematografico, nel senso che questi film devono la loro efficacia a un investimento emotivo totale nei confronti della vittima, che preclude il ragionamento razionale e giustissimo che fai tu.
          questo volevo dire. è ovvio che a livello politico il giustizialismo fai da te sia una stronzata, solo che in questi film funziona così.
          poi, con l’ evoluzione del genere, ci si è anche aperti a riflessioni più profonde, ma nella sua forma rozza ed estrema, il rape and revenge, non ammette razionalità. è un grido di vendetta belluina e selvaggia.

          1. si,hai ragione.Il genere è così,ma per esempio nel film di Bergman l’omicidio del ragazzino mi ha profondamente scosso e insomma mica ho sostenuto il padre.
            Sono però curioso di sapere quali altri generi e sottogeneri abbiano preso dal cinema d’autore,cioè il rape and revenge lo sapevo,ma gli altri?
            L’hai visto tu invece quel film di William Fruet con Brenda Vaccaro Un violento Week End di terrore?Anche quello è un buon rape and revenge.Bè,l’ho visto da ragazzino tanto tempo fa,non mi era dispiaciuto
            ciao!

  5. Red, white and blue fantastico.
    Hard candy, invece, per me fu una delusione piuttosto grossa.

    1. Uh, e come mai?
      Oddio, forse pecca di eccessivo autocompiacimento, in alcuni momenti, ma quando un regista giovane esordisce, più o meno si autocompiace sempre molto

      1. Mi è parso un pò troppo “lancio il sasso e tiro indietro la mano”.
        Peccato, perchè le premesse erano davvero buone.
        Ne ho parlato, tra l’altro, non molto tempo fa.

        1. Ora me la vado a leggere 😉

  6. “I Spit on your Grave” è il top: spietato, scomodo e disturbante. Un pugno nello stomaco vecchio stile.

    1. sì, è anche il mio preferito. 🙂

  7. Napoleone Wilson · · Rispondi

    I remake di “Last House on the Left” e “I Spit on Your Grave” del 2009/’10, non sono comunque male, anzi, non lesinando certo in pugni nello stomaco, persino oggi. Niente a che vedere per fare un esempio, con il recentissimo orrendo stupidissimo remake di “Straw Dogs”.
    Il “Revenge movie” è uno dei filoni più solidi e importanti, e lo si ritrova commisto e delinabile/replicabile in tantissimo cinema, non solo “di genere”. Ma dallo stile e degli autori più diversi.
    “l’Ultimo treno a sinistra” rivisto anche di recente grazie al dvd della Cinekult, era tanto che non lo rivedevo, film veramente laido, ma per una volta nella vita può bastare.
    Il cinema di genere degli anni ’70 in Italia e non solo ne ha prodotti molti di “Rape n’Revenge” notevoli e interessantissimi. Bellissimo per fare un esempio possibile tra mille, sottogeneri e titoli sconosciuti o di “profondità”, è OVVIAMENTE, il celebre “Thriller – A Cruel Picture”(’73) di Bo Vibenius, con la ben conosciuta da Tarantino, Christina Lindberg.
    Scrissi per una rivista molto nota un lungo studio su “La Fontana della vergine” e “L’Ultima casa a sinistra”, proprio quando il film di Craven uscì nelle sale in Italia, facendo ben rumore, certo non come negli Stati Uniti. Ovviamente, data l’epoca fu subito ostracizzato, e tacciato violentemente di essere un film esibitamente fascista e reazionario. Figuriamoci poi quando divenne anche uno dei film dichiaratamente preferiti dai picchiatori missini.

    1. Sì, quasi tutti questi film sono ostracizzati. E’ una cosa che capita quando ti muovi sulla linea di demarcazione tra mero sensazionalismo e intrattenimento, se di intrattenimento si può parlare quando si affrontano argomenti così duri e spietati.
      comunque io l’ ho sempre trovato un genere interessante, se ridotto a un pugno di film rappresentativi. Alla lunga, lo schemino stufa e quindi ben vengano delle declinazioni un po’ più approfondite.
      Per me i remake recenti non hanno proprio senso di esistere. Sono fotocopie decontestualizzate e, a parte il dettaglio pornografico, non hanno nessuna ragione per essere girati.

  8. Ah ecco, finalmente qualcun’altro a cui è piaciuto Hard Candy.

    Bella top 7. Forse sarebbe stata una forzatura ma io ci avrei inserito anche The Woman.
    Che ne pensi di Thriller – A cruel picture ? Io lo trovo troppo ingenuo.

    1. Dovendone inserire per forza solo sette, ho preferito restare ferma sui capisaldi del genere. E Thriller – A cruel picture non mi è mai sembrato tale. In effetti sì, è un po’ ingenuo e un po’ tirato via. Con questo tipo di film bisogna fare attenzione, perché si scade nel bieco e becero senza neanche rendersene conto

  9. Il rape e revenge è un genere che affronto sempre con i piedi di piombo.
    e infatti mi manca da vedere proprio il più recente.

    L’angelo della vendetta comunque vince su tutti 😀

    1. E’ da affrontare coi piedi di piombo, perché forse è il sottogenere a più alto rischio monnezza sulla faccia della terra 😀
      Per me L’ angelo della vendetta sta subito dopo Day of The Woman, ma di poco.
      Anche se devo ammettere che il film che mi ha più influenzato è quello di Craven

      1. io comunque tra quelli più “horror”, quindi tra craven, lado e zarchi trovo molto più turbante lado.
        è proprio malato 😀

        1. Il film di Lado soffre solo del suo essere la copia di una copia, altrimenti sarebbe perfetto.
          Diciamo che ci sono meno affezionata. però, ecco, questi sette film, alla fine hanno quasi tutti pari valore nel mio cuoricino 😀

  10. Napoleone Wilson · · Rispondi

    finale più bello è certamente quello di “L’Angelo della vendetta”, che tra l’altro è il miglior film in assoluto di Ferrara, il ritorno al palazzo del cane, che Tana -naturalmente- non poteva aver ucciso, è l’attacco dello splendido tema di Joe Delia sui titoli di coda, è di uno sbeffeggiante e di una bellezza plastica, pressochè inarrivabile, difatti lo stesso Ferrara pur avendo in seguito realizzato diversi altri eccellenti film, una chiusa così simbolicamente significativa, non è mai più riuscito a replicarla.

  11. Classifica di tutto rispetto ! Dal canto un film che amo di questo filone è “The beasts” del 1980. Un “rape’n revenge” di Hong Kong dove il regista dimostra di aver studiato per bene le regole del genere… (Ma la vendetta viene compiuta dal padre della vittima come nei film di Bergman, Lado e Craven.)

    1. Sì, è vero The beasts è un gran bel film. Molto violento. Me lo ricordo piuttosto bene, mi è rimasto impresso 😉

  12. mh hard candy, si si. mi piace proprio quella roba morbosetta.

    1. Sì, morbosetta e malatuccia.
      carino carino carino 😀

      1. mi è molto piaciuta la seleçao. io ci avrei messo teeth, anche se ficcato nel genere un po a forza, anche se alla fin fine il succo è quello

  13. Ne ho visti un po’ di quelli in lista e magari non sono stato fortunato, perché è già da tempo che evito scrupolosamente qualsiasi film con questa tematica, assai difficile da trattare (in maniera accettabile).

    1. No, è un genere particolare, infatti. Odiarlo è lecitissimo, ci mancherebbe. Diciamo che per un certo periodo è andato alla grande, e poi si è sgonfiato da sé, anche giustamente, da un certo punto di vista.
      Non è obbligatorio che piaccia.

      1. Per me è impossibile (o quasi) fare un film decente con una tematica del genere. Si passa dall’exploitation più odioso, al becerofemminismo, al giustizialismo forcaiolo da vigilantes, violenza compiaciuta praticamente sempre, e tutte le sfumature di ambiguità possibili tra i vari estremi. Aggiungiamo la trama scontata fin dall’inizio in questi tipi di film. Aggiungiamo che (non necessariamente, ma poi va a finire così) quando arriva la punizione e la vendetta c’è quella forma di sadismo benpensante che si sfoga senza sensi di colpa quando si può gioire perché sono i “cattivi” che le prendono – e allora si può ridere della loro sofferenza (un po’ la stessa cosa che abbiamo quando i nazisti vengono mazzolati dagli ammericani, o gli orchi vengono macellati dai buoni).
        Ammetto però dopo essermi spremuto le meningi che esiste un film del genere (non so nemmeno se fa parte esattamente della categoria, ma senz’altro è confinante) che mi è piaciuto, ed è il coreano Sympathy for Lady Vengeance.

  14. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Màh, il film di Vibenius “ingenuo”…,potrei essere d’accordo ma solo parzialmente, tenete di conto che tecnicamente, di montaggio, e di colonna sonora (il finale splendido con i “freeze frame” e i flash-forward sottolineati dalla splendida partitura elettronica, penso che all’epoca Lado e Craven, manco sapevano cosa fossero, e come film in sè è stato enormemente -oltre a Tarantino- più considerato e seminale per il filone che il film italiano), -a parte ovviamente il film di Ferrara, che si mangia letteralmente tutti gli altri della classifica a colazione- e ad esempi se lo straccia, il film di Lado. Forse l’unico che più che altro nella classifica ci può stare soprattutto per la sua considerazione e fama di film laido e sgradevole, che però è soprattutto italiana. Salerno ad esempio, attore e doppiatore che ho sempre adorato in molti ruoli, è qui praticamente servito malissimo da un ruolo con dei dialoghi scritti risibilmente, e non è questione di “datazione”, è così anche all’epoca, lo firmai come “Vice” già nel ’75.
    Forse, poteva prendergli il posto sicuramente senza usurparglielo, l’ enormemente superiore e ben più considerato internazionalmente, Stati Uniti e Tarantino docet in primis, “Female Convict 701: Scorpion” (’72)di Shunya Ito. Anche i sequel “Female Convict Scorpion:Jailhouse 41″(’72) e “Female Convict Scorpion: Beast Stable”(’73), sono poi stupendi.
    A quel punto, sì, nonostante il bravissimo Bucci, in confronto il film di Lado pare solo una pellicola per far passare belle serate al cinema ad Almirante e ai suoi figliocci, dico all’epoca.
    “The Last House on the Left” di Craven intendevo ostracizzato ma maggiormente per motivi ideologico-politici del tempo, più che contenutistici. Gli accadde in maniera molto più pronunciata ciò che ad esempio successe a “Cane di paglia” di Peckinpah, che fu molto attaccato e polemizzato, ma nei paesi anglosassoni d’uscita, più che in Italia.

    1. Il film di Lado non l’ho visto, ma Thriller me lo ricordo scialbo anche tecnicamente. Dopo una prima parte soporifera diventa un clip show di sparatorie, colpi di karate e derapate, poi il finale mi ha dato il colpo di grazia con le fucilate al rallentatore. Non mi ha convinto per niente, lo trovo goffo in tutto.

  15. Non a caso attendevo con ansia le tue classifiche con relativi sotto sotto sotto generi. Sei bellissima. Comunque, sorpresa sorpresa, ho visto di questi ben due pellicole – Bergman e Ferrara – non so se mi spiego. Ed una terza è sulla rampa di lancio da tempo, ossia “L’ultimo Treno della Notte”. Adesso sono ancora più curioso di prima, comunque, non vedo l’ora di leggere le altre due.

    1. Su Berhman non avevo il minimo dubbio 😉
      E che mi dici di Ferrara? è bellissimissimo?
      Ti avverto che le altre due sono singolari anzichenò, che parlo di cose che non mi piacciono, ma vado a trovare il buono in tutto, così la smetto di passare per una scassafilm 😀 😀

      1. :(… veramente Luci’… l’ho trovato un po’ freddino… :(… non che fosse freddo in sé, ma diciamo che personalmente… scusa… mi ha leggermente annoiato. Sono un cattiva persona? No, dillo se è così.

        Ahah ma io mi fido ciecamente. Saranno ottime pure le altre due e poi quando scassi i film dai il meglio di te, quindi scassali pure.

        1. No, sei bellissimo, ci mancherebbe, e sei una bravissima persona. Pensa che a me è piaciuto tanto l’ ultimo Fincher 😀
          Vedremo, vedremo! Per il momento, sono contenta. L’ iniziativa bloggettara piace 😀

  16. Effettivamente il Rape & Revenge può risultare un genere ostico ai più per lo schematismo brutale con cui affronta certe tematiche, il che lo ha esposto al rischio di doversi fare carico di significati non suoi o “messaggi” posticci spesso appiccicatigli a posteriori (si trattasse di politica, di misoginia o altro che andasse comunque al di là dell’intento originario) come a cercare di addomesticare in qualche modo il profondo disagio che un film R&R provocava. Dei titoli in classifica sono assolutamente sicuro di non aver visto Red White and Blue e Hard Candy, invece ho ricordi molto vaghi del film di Lado (tanto che non vorrei confondermi con qualcos’altro)…difficile invece dimenticarsi la performance della vittima Zoe Tamerlis nel film di Ferrara (memorabile quanto quella -dal lato opposto della barricata- del carnefice Hess nel film di Craven) e riguardo a Bergman non direi proprio che si trovi fuori posto, anzi serve per ricordare quanto gli Autori Veri -certo, secondo il proprio stile e sensibiltà- sappiano trattare il tema in questione (magari rendendolo degno di attenzione da parte della critica snob, pronta a stroncarlo -o non capirlo, nel migliore dei casi- invece quando si parla di exploitation nostrana o d’oltreoceano…ah no, cazzo dico, adesso lorsignori nella loro magnanimità “rivalutano” prestandosi magari al gioco di remake insensati…)

    1. ecco, perfetto, è come dici: non puoi addomesticarlo. E, in un certo senso, puoi solo subirlo, metterti lì e assorbire tutte le emozioni negative che il genere offre. se sono potenti e il disagio permane, il film è riuscito, altrimenti è trash puro.

  17. LordDunsany · · Rispondi

    Lucia, ho visto che hai inserito il film di Lado, ma io ti lovverò per sempre ♥
    Non ho visto invece il primo, pensavo fosse letame!! Me lo segno!

  18. Helldorado · · Rispondi

    Non è che sia roba per il mio palato…Bergman a parte. 😉

    1. Eh, sì, è un genere particolarissimo.
      A me piace, lo devo ammettere. Però comprendo perfettamente che non è proprio per tutti tutti.

  19. scusate ma irreversible con la bellucci fa parte di questo genere e non mi sembra male ovviamente in confronto a questi cult non c’è paragone però…..

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