The Last Winter

Regia – Larry Fessenden

Fessenden è un personaggio molto particolare: eclettico, grande scopritore di talenti (Ti West è una sua creatura), coraggioso produttore, ottimo e versatile attore, e anche buon regista, sebbene non troppo prolifico. O forse proprio per questo. In carriera ha diretto appena quattro film, di cui è arrivato qui da noi soltanto Wendigo, in dvd, a causa dei soliti misteriosi movimenti della distribuzione italica, che fa uscire nei cinema immonde porcate di varia natura, e si dimentica dei gioielli. E allora, che Dio benedica quelli con la benda sull’ occhio, così possiamo vedere anche noi un lavoro come The Last Winter, che perderselo sarebbe un delitto per chiunque voglia definirsi appassionato, non solo di horror, ma di cinema in generale.

The Last Winter si svolge in una base di ricerca in Alaska, dove un gruppo formato da scienziati ed esperti del territorio, sta effettuando delle ricerche, in accordo col governo degli Stati Uniti e la compagnia petrolifera KIK Corporation. In nome dell’ indipendenza energetica, bisogna trovare i luoghi più adatti per trivellare, e spingersi dove mai ci si era spinti prima. Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando il nuovo arrivato nel gruppo, Hoffman (James LeGros) non registra un singolare e progressivo innalzamento delle temperature. Contemporaneamente, alcuni membri della base cominciano ad avere allucinazioni e a comportarsi in maniera strana. Forse c’è qualcosa, nel sottosuolo, che le trivellazioni hanno portato alla luce, qualcosa di potente e selvaggio, un antico spirito vendicativo. O forse sono soltanto dei gas fuoriusciti dal terreno a destabilizzare le persone. Fatto sta che tutto va a puttane con moto accelerato.

Pochissima azione, paranoia a badilate, effettacci dispensati col contagocce, messa in scena elegante e apparentemente lenta. Tutti elementi tipici del cinema di Fessenden, sia da regista che da produttore. Il punto di riferimento, per ambientazione e dinamiche di gruppo, è in maniera abbastanza ovvia, La Cosa (sì la creazione migliore di Dio). Ma Fessenden è un autore originale e non cade nella trappola della citazione un tanto al chilo. Per questo esce a testa alta da un confronto che spezzerebbe (e ha spezzato) le ossa a molti altri. Soprattutto sceglie una strada personale nel rappresentare un universo che si ribella all’ uomo e lo soverchia, mischiando una versione molto raffinata del classico eco vengeance, con echi sovrannaturali presi di peso dal folclore e dal misticismo dei nativi americani (ritorna anche qui il mito del Wendigo, ad esempio).

Rendere questo insieme di suggestioni e influenze, senza produrre un film frammentario e confuso, non è un’ impresa semplice. Fessenden conferisce però una compattezza e una coerenza interna a The Last Winter, grazie a un modo (oggi) inconsueto di costruire personaggi e rapporti umani, sempre sull’ orlo della disgregazione e segnati dall’ incapacità di comunicare se non tramite il conflitto, che sia di interessi puramente economici, o sui metodi di lavoro, o di natura sentimentale. Piccoli uomini, involuti e goffi nel confrontarsi gli uni agli altri e indifesi nei confronti di una natura che non è mai stata così matrigna. In questa situazione, lo spirito delle nevi ha gioco molto facile nel generare caos. Fessenden non traccia una linea di demarcazione netta tra buoni e cattivi. Sì, Ed Pollack (Ron Perlman, finalmente in un film e in un ruolo adatti alla sua bravura) è burbero, dispotico, anche egoista, ma agisce spinto da motivazioni talmente umane, che viene quasi spontaneo identificarsi con lui. Ma anche il suo antagonista Hoffman, per quanto rappresenti la voce della ragione, non è il classico eroe americano tutto d’un pezzo, ma un personaggio molto complesso, con i suoi limiti caratteriali e, anche lui, quasi incapace di relazionarsi al prossimo, come è evidente dal suo rapporto con Abby (Connie Britton). Non è facile quindi, per lo spettatore, scegliere da che parte stare. E la visione richiede così uno sforzo supplementare, una comprensione delle dinamiche, uno sguardo approfondito su ciò che il regista decide di mostrarci e  su tutto un substrato di non detto e non spiegato, che sta solo a noi discernere.

Fessenden evita a priori qualsiasi scorciatoia stilistica, qualsiasi trucchetto che possa consolare chi guarda o rassicurarlo. Utilizza il set innevato in maniera volutamente anti spettacolare, mettendo in evidenza soprattutto il senso di vuoto, l’ impressione di un’ enorme e generalizzata assenza in un paesaggio che è quanto di più alieno e distante dalla civiltà possiamo immaginare. Niente facili giochini cromatici basati sul contrasto. In The Last Winter è tutto bianco, tutto uniforme, tutto ovattato e i cadaveri spuntano dal terreno come tronchi congelati, ricoperti di ghiaccio. Gli spiriti si esprimono attraverso il rumore del vento. Invisibili a tutti, tranne che alle loro vittime. A volte tracciano solchi nella neve, in circolo, come predatori che stanno per tenderti un agguato. E lasciano fare il lavoro sporco agli esseri umani, che bastano e avanzano ad ammazzarsi tra loro.

Tante volte mi sono chiesta che fine abbia fatto, nel cinema fantastico attuale, l’ esistenza di un immaginario adulto, profondo, che non conceda nessuna scappatoia e che non permetta, mai, di spegnere il cervello durante la visione, neanche un istante. Film come The Last Winter alimentano le mie speranze che possa ancora esserci un modo diverso di approcciarsi al genere, scatenando riflessioni e inquietudini che non si spengono coi titoli di coda, ma che proseguono anche dopo che la parola fine è apparsa sullo schermo. Certo, bisogna avere pazienza, stare attenti a quello che accade (o che non accade, che è pure meglio) e avere la forza di accettare le tonnellate di pessimismo cosmico che Fessenden ci riversa addosso, soprattutto perché lo fa senza gridare o estremizzare niente, in maniera sottile, e lascia che siamo noi a tirare le conclusioni. L’ inquadratura finale, apocalittica senza apocalisse, è esemplare in tal senso e agghiacciante, proprio per come Fessenden sceglie di non mostrare nulla e di sommergerci con un’ angoscia superiore a tutto il dispiegamento di CGI di un Emmerich a caso.

Purtroppo, anche The Last Winter ha un difetto, che diventa imperdonabile se si considera la qualità generale del film. Nel momento in cui decide di farci vedere gli spiriti, crolla miseramente con effetti speciali dozzinali e un’ estetica del mostro che in pochi secondi affonda tutte le suggestioni immaginifiche costruite fino a quel momento. Un peccato, dovuto in parte al budget bassissimo, ma soprattutto a una scelta sbagliata, per un film che si basa quasi tutto sul non visto. Forse Fessenden voleva togliere ogni dubbio allo spettatore sull’ effettiva esistenza delle creature venute alla luce in seguito agli scavi nel terreno, e sottolineare la presenza di una forza naturale tangibile e fisica. Ma siamo sicuri fosse necessario?

Tuttavia, ci si passa sopra volentieri, dato che per nostra fortuna, le apparizioni riguardano al massimo un paio di inquadrature e non inficiano la struttura solida e compatta di un film in grado di metterci di fronte alle nostre debolezze, paure e responsabilità, tramite un’ idea di Male antico e inevitabile, ma che scaturisce direttamente dalle nostre azioni e di cui siamo obbligati a pagare fino in fondo le conseguenze.

41 commenti

  1. però c’è Ron!
    e comunque è dai tempi della Cosa che si sà che non si deve andare a ravanare nei ghiacci che poi escono i mostrilli. Studiare un minimo…

    1. Sì, ma questo è davvero originale! e ben fatto, e angosciante. Bello bello bello, se non fosse per i mostrini!

  2. Da come ne parli , grazie a questo film sembra che ci sia speranza per il genere horror. Speriamo, non è che, ultimamente siano usciti prodotti esaltanti.
    Anzi, c’è un piattume deprimente in giro.

    1. Sì, è un film davvero ottimo, almeno secondo la mia concezione di horror. Che è personale e magari non condivisibile, ma se i film dell’ orrore avessero tutti questa profondità e questa capacità di introspezione, il genere ne guadagnerebbe tantissimo 😉

  3. Helldorado · · Rispondi

    Altro post, altro materiale da recuperare. Mamma mia Lù… 😉

    1. Sì, lo so…sono una specie di spacciatore ossessivo-compulsivo 😀
      Vedo troppi film, per la miseria 😀 😀

      1. E il fatto è vedi i film migliori, e quando ce li consigli poi come facciamo a non seguire i tuoi consigli, eh? 😀 Va da sè che anche questo grazie alla tua recensione entrerà nella lista dei recuperi, visto che Fessenden -anche per via dei favolosi criteri della distribuzione italica che hai doverosamente ricordato- fa parte degli autori che conosco più di nome che di fatto…l’idea di un horror “glaciale” con tali premesse e sviluppi mi attira parecchio, carpenterianamente parlando, e credo di riuscire a soprassedere pure io a un relativo “scadimento” finale (se non altro qui nessuno deve aver cambiato il lavoro di sceneggiatori in gamba all’ultimo momento, nè aver buttato alle ortiche sacrosante dosi di make-up effects tradizionali in favore della CGI dopo uno screen test in presenza di un pubblico di espertoni dei miei c…ogni amaro riferimento al mostrone antartico che sai è puramente voluto 😉 )…

        1. Ehhh, maledetti screen test in nome della cgi!
          Fessenden è un simpatico individuo che andrebbe riscoperto, e anzi, portato alla luce del tutto, dato che qui da noi è praticamente sconosciuto.
          Anche come attore è molto molto valido 😉

          1. Giuseppe · ·

            E sul fatto di essere portato alla luce hai usato l’espressione giusta, visto che mi sono ricordato di averlo visto brevemente proprio come attore in un film -The vanishing on 7th street- dove proprio stare alla luce era garanzia di sopravvivenza, mentre lui purtroppo è rimasto “in ombra” anche rispetto al resto del cast…per il resto, diciamo che il suo paparino lo conosco un po’ di più 😉 (Hanno lo stesso sogghigno sardonico Larry e Jack…)

          2. Sì, è vero, fa una piccola apparizione anche in quel brutto brutto film di Anderson.
            Però, magari, lo hai anche visto in un gioiellino recente che si chiama I Sell the Dead

          3. Giuseppe · ·

            Non ancora, I Sell the Dead fa pure lui parte della mia lista di arretrati…nel caso in particolare mi aveva incuriosito la contemporanea presenza nel cast di Ron Perlman e di Angus Scrimm, che qui sembrerebbe fare il verso contemporaneamente sia al “suo” dottor Jebediah Morningside umano che al “Tall Man” vero e proprio…riguardo a Anderson francamente sì, poteva certo fare meglio di così, compreso magari il non relegare Fessenden a una semplice comparsata…

  4. Cito Cristiano: “però c’è Ron!”

    Non conosco né questo né Wendigo, ma mi hai fatto venire voglia di cercare entrambi!
    (e beata te che hai tempo di vedere tutti sti fiiilm!!!)

    1. Faccio dei tour de force della madonna per vederli tutti 😀
      Poi il blocco nevoso di questi giorni mi è stato davvero utile. Ne ho da recensire almeno per due settimane!!

  5. Napoleone Wilson · · Rispondi

    E’ uscito anche “The Last Winter” in Italia, seppur solamente in dvd. Bello, come tutti i film di Fessenden, un vero quasi-“remake” apocrifo di “The Thing”, almeno, come hai detto te, per ambientazione e intenzioni d’atmosfera e personaggi…Non capisco però perchè molti si siano così accaniti e sia stato così un altro “remake” questo sì, di un insuccesso commerciale come quello del capolavoro originale, il sicuramente inutile e superfluo, però veramente ben fatto e in piena sintonia con l’atmosfera dell’originale, “prequel” di Matthias Van Heinijngen di “The Thing”….

    1. Oddio, l’ avevo cercato e non sono mai riuscita a trovarlo. Se mi dici così, cerco più a fondo.
      Io sono tra quelli che si sono accaniti, e anche con violenza, quindi non sono la persona più adatta per rispondere alla tua domanda 😀

  6. eccola la mia spacciatrice di horror d’autore!Dopo may,sick girl,the woman,house of the devil,anche questo film finirà in lista,spero di beccarlo con sottotitoli!^_^

    1. Sì, lo trovi sottotitolato facilmente. Però, dato che mi dicono qui sotto che è uscito in dvd, magari nelle tue losche manovre all’ edicola potresti anche riuscire a reperirne una copia 😀
      Dai!!!

      1. speriamo,mi è arrivato il remake de La colline hanno gli occhi!^_^
        Poi:terrore sotto la pelle,automation transfusion,the hunger.Me li ha presi in blocco una mia cliente punkettina di 15-16 anni

        1. Carino automaton transfusion! Un po’ sconclusionato, ma grazioso! 😀

          1. ho fatto bene allora a venderlo!
            Oggi invece è arrivato il dvd di Conan,ma non quello scemo ok?Il classico di Millius,speriamo che lo comprino.
            Il remake dovesse arrivarmi lo rispedisco indietro subito

          2. Brucialo 😀 😀

  7. Visto un annetto fa e trovato profondamente deprimente (non necessariamente un difetto).
    Sarà che avendo frequentato gente che in base antartica c’è stata, è facile vedere come il film non si discosti troppo dalla realtà nel tratteggiare certe personalità.
    (da cui il flash “Oddio! È tutto vero!”)

    Però i protagonisti sono tutti troppo danneggiati e incattiviti.
    Uno sprazzo di umana compassione non ci avrebbe fatto schifo.

    1. A me ha dato più o meno la stessa impressione deprimente (e per me è un bene). Sono contenta che sia anche accurato nella ricostruzione. Altro punto a suo favore, quindi…
      Sull’ umana compassione, tu dici? Io ne ho vista tanta, da parte del regista, nel descrivere i suoi personaggi. E anche tra loro, qualche tentativo, mal riuscito c’è. Per esempio, il dialogo tra Perlman e l’ ecologista davanti al fuoco, verso la fine. E anche il personaggio della Britton, mi è parso il più “positivo” e capace di empatia.

  8. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Sì è uscito in dvd a basso prezzo mi pare della Stormovie, mi pare e quindi doppiato, lo avevano anche alla MediaWorld. Lo vidi sottot. in spagnolo nel 2008 di ottobre, subito dopo aver visto “Rovdyr”, il primo film dell’autore norvegese di “Prowl”, che ho visto poche sere fa. Suo primo film mezzo “americano”, originale e convincente variazione “rabbiosamente” violenta dell’eterno filone vampirico. Guardalo, non è male. Eh, ne so bene qualcosa anch’io, di cosa vuol dire dover fare i “tour de force” per cercare di vedere più film possibili che interessano, quando tra filesharing, dvd e Blu-ray comprati, rimani anche con cento pezzi ancora incellophanati solamente da aprire.

  9. Fessenden si confronta con Carpenter. E come dici tu riesce a fare un buon lavoro ! Un horror che si ricorda di perturbare per una volta tanto !

    1. Sì, infatti, resta dentro. Non sparisce con una birra e una battuta. E questo, oggi, è importantissimo 😉

  10. Ma dai, ai mostrini ci passiamo sopra! Recupero e poi vediamo cosa salta fuori. Ma da come ne parli credo che ci sia pappa buona.
    Certo che sto Fesseden è sulla scena da una vita. Ho un ricordo molto vago di Wendigo che ha ripreso anche per un episodio di Fear(poca)Itself.
    Devo rivalutarlo… cacchio… 😉

    1. Ma infatti, chissene dei mostrini. Anticipo le critiche e metto le mani avanti. Del tipo, l’ ho visto, ma che schifo quei mostriciattoli in cgi.
      eh, lo so, fanno schifo, ma non è quello il punto 😀

  11. Alaska, La cosa, Ron… insomma, non è che ci sia molto da pensare…

    1. Infatti. vedere vedere vedere 😀

  12. Lucia, Lucia, per una volta posso gridarlo: questo l’ho visto!!! 😀

    1. Ehi! E ti è piaciuto?:D

      1. Sì, molto 😀 L’ho visto un mesetto fa.

  13. Come di consueto una bella recensione, proprio ben scritta. Complimenti. Il film non l’ho visto, ma mi muovi alla visione, che non appena sarà il tempo giusto, cercherò di realizzare. Baci.:)

    1. Ecco, su questo film io sono curiosissima di sentire un tuo parere, sai? mi sembra proprio il materiale adatto a te.
      Grazie, davvero 😉

  14. Un grande film, recuperato solo adesso ma talmente intenso da essere entrato a pieno diritto nella mia personale classifica.
    E poi… un finale che… ommamma, faccio fatica anche a parlarne.
    Bello, bello, bello. Non posso dire altro.

    E anche i mostrini, seppur inutili, alla fine mi sono piaciuti. 😉

    1. Il finale è epico, senza mostrare niente ti tira una mazzata bestiale…
      😀

  15. Concordo, un bel film con un bel finale, che praticamente non ti fa vedere nulla ma che inquieta non poco. Peccato davvero per il mostro finale, francamente ridicolo, sarebbe stato meglio lasciare tutto nel vago. Tu di questo regista hai visto anche altro? Tipo Windigo? Me lo consigli? Saluti!

    1. Wendigo è bellissimo. Forse anche più di questo.
      Lui è un grandissimo produttore, oltre che regista.
      Un bel personaggio.

      1. Ottimo allora vedo di recuperarlo, ovviamente mai distribuito in Italia vero???

        1. Mi pare che in Italia sia uscito in dvd.
          Ma non ne sono del tutto sicura.
          di certo non in sala 😀

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