Jeff Grace e compagnia bella

Settimana un po’ movimentata. Oltre a spalare neve, sto preparando una cosina un po’ impegnativa e spero di riuscire a proporvela per venerdì. Quindi non ho visto molti film. O meglio, ho visto un’ intera filmografia, e sto ancora portando a termine l’ operazione. Questo per dirvi che oggi non ho recensioni nuove da proporvi, e allora ho pensato di rispolverare una rubrica a cui non mi dedicavo da tempo, quella delle colonne sonore. 

Conoscete tutti la mia passione estrema e partigiana per Ti West e sapete bene quanto sia importante, per me, che un film abbia una soundtrack in grado di rimanere impressa. Quella di The House of the Devil è perfetta, per come riesce a miscelare ottimi brani di repertorio con delle composizioni originali a opera di Jeff Grace, che conosce il genere si diverte a simulare suoni tipici di una stagione dell’ horror passata, eppure ancora attuale. Nel ricreare filologicamente gli anni ’80, la musica ha un ruolo preponderante e ci cala subito nell’ atmosfera del periodo.

Grace non è però l’ unico compositore della colonna sonora. La traccia dei bellissimi titoli di testa è di Mike Armstrong, musicista di cui non riesco a trovare notizie in giro. Ed è un peccato. Se la ascoltate capirete il perché.

Brani di repertorio, dicevamo. Qui Ti West compie un lavoro impressionante di selezione, andando a pescare pezzi abbandonati e quasi dimenticati nel decennio in cui è ambientato il film, e incastrandoli alla perfezione nel suo meccanismo narrativo che funziona a orologeria, come nella scena che vado a postare e che segna il momento esatto in cui non si può più fare a meno del film.

Tornando al buon Jeff Grace, era inevitabile che West lo richiamasse per scrivere le musiche del suo film successivo. Questa volta, però, quasi tutta la colonna sonora è sulle spalle del compositore. Grace compie un lavoro enorme, proprio perché, a una prima visione, impercettibile. La musica non prende mai il sopravvento, accompagna le immagini con discrezione,  non te ne accorgi, non ci fai quasi caso, ma è lì, a generare inquietudine. E una volta finito il film, te la vai a cercare e la riascolti a ripetizione.

Grace ha alle spalle una filmografia molto nutrita, al servizio dell’ horror indipendente e di quella vecchia volpe di Larry Fessenden. Vi lascio con una bonus track, tratta da The Last Winter, film di cui, prima o poi, parleremo anche qui.

20 commenti

  1. Correggimi se sbaglio. L’equazione è: Ti West sta a te, come Guy Ritchie sta a me 🙂

    1. Esatto! 😉
      Me lo sono adottato!

      1. E guai a chi controbatte!

        1. Chi controbatte lo sputo 😀

          1. Giuseppe · ·

            Beh, Ti è un ragazzo in gamba (che si sa anche scegliere musiche e musicisti, a quanto ho visto), se la meritava l’adozione… in caso contrario avresti sputato LUI senza pietà 🙂

          2. Giuseppe · ·

            Tra l’altro la traccia di Armstrong oltre a reminiscenze carpenteriane mi richiama alla mente anche alcune colonne sonore dei Tangerine Dream anni ’80, nello specifico quando -dopo l’uscita di Johannes Schmoelling, mi pare- il gruppo era composto da Edgar Froese, Christopher Franke e Paul Haslinger (qualche tempo prima che lui e Franke si mettessero in “proprio”) …sempre a proposito dei Tangerine ricordo che mi piacquero molto le loro musiche per Near Dark della Bygelow. Tornando ad Armstrong, fra omonimi o quasi omologhi di riferimenti precisi a lui non ne trovo nemmeno io…

          3. Sì, ricorda molto i Tangerine Dream. Da quello che ho letto in giro, dovrebbe essere un amico di Ti West. Ma di più non so

  2. Ok, hai messo pure la mia scena preferita. Non ti manca niente. 😀
    E poi, voglio vedere riconosciuta la mia parte di adozione! Tzé!

    1. Bè, essendo mio marito, lo abbiamo adottato insieme 😀

      1. Sì, ma meglio mettere le cose in chiaro. Ché i padri vengono sempre messi in secondo piano. 😀
        Comunque Grace lo chiamiamo quando toccherà a noi, per quel progettino…

        1. E certo, Grace rappresenta il giovane compositore ideale. Bravo come pochi e non riempie ogni istante del film di musica assordante. Bravo ragazzo. 😉 No, no no, la paternit tua e non te la toglie nessuno!

  3. Non l’avevo mai preso in considerazione ma devo dire che è una scoperta moolto interessante. Grazie.

    1. Stavo pensando di adottarmi un po’ di compositori e di dedicargli un post settimanale. Che ne dici? 😉

  4. ho trovato house of devil sub it.Wow,così anche io posso far parte dei lovvatori abbestia di Ti.
    Ottime musiche,davvero.La canzone dancin-cioè quella che ascolta e ballala tipa- di chi è?

    1. Oh, e così aumentiamo le schiere!!!
      La canzone si chiama One Thing leads to another ed è dei Fixx

      1. i fixx li conosco pure!Sto invecchiando se non capisco le canzoni di gruppi a me non sconosciuti
        Si,non vedo l’ora di conoscere il cinema di questo West
        ps:visto che mi piace assai placid lake di miner o minner che sia,il secondo capitolo è carino o meglio lasciar perdere?

        1. Uh, non l’ho visto! Ma anche a me piace tantissimo Lake Placid 😀

  5. Napoleone Wilson · · Rispondi

    I Tangerine Dream, mio gruppo preferito in assoluto, non solo della “Elektronische-kraut-rock.musik”. Devo assolutamente quindi vedermi questo “House of the Devil”, per ascoltare tutte queste “assonanze” e reminiscenze. I Tangerine non hanno mai fatto, tra l’altro, una colonna sonora che fosse solo semplicemente “piatta”, o “banale”, top del top forse, delle tantissime che hanno composto, quelle di “Sorcerer/Wages of Fear”(’77) per il capolavoro “Il Salario della paura” di William Friedkin, e per l’altro stupenderrimo capolavoro “Strade violente”, “Thief”, del 1981, di Michael Mann.

  6. Napoleone Wilson · · Rispondi

    La composizione iniziale dei 05’e 50” da Youtube, ricorda abbastanza la magistrale o.s.t. di Carpenter per “The Fog”, titoli di testa in particolare.

    1. Sì, tutta la colonna sonora è giocata sui richiami alle famose colonne sonore anni ’80, dai Tangerine Dream a Carpenter. Grace ricrea quelle atmosfere e quei suoni, perché la ricostruzione deve essere estesa a ogni settore creativo.

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