2000: Pitch Black

Regia – David Twohy

Not for me! Not for me!”

Ci voleva un outsider in questa piccola cronistoria del cinema della paura attraverso i decenni. Il film che all’ apparenza non c’entra niente, che non è un horror, ma rientra nel calderone di un certo tipo di fantascienza. Eppure, lo sappiamo bene, l’ horror contamina e gli piace essere contaminato. A volte mostra la sua faccia migliore proprio quando si acquatta in agguato nelle stanze buie di altri generi e spunta fuori all’ improvviso, dove non dovrebbe essere e dove non ti aspetti che sia. Un film come Pitch Black ha una serie di meriti indiscutibili: il primo è quello di aver portato alla ribalta internazionale un attore come Vin Diesel, al suo terzo film (più il televisivo Into Pitch Black, in cui vestiva per la prima volta i panni di Riddick), affidandogli un ruolo per cui sembrava essere nato, cucito addosso alla sua fisicità prorompente, in grado di renderlo uno dei pochi degni eredi dei mostri sacri dell’ action anni ’80. The Fast and The Furious sarebbe arrivato solo l’ anno successivo. Prima di essere Dominic Toretto, Vin Diesel è rimasto scolpito nella nostra memoria come l’ assassino Richard B. Riddick, bloccato su uno strano pianeta insieme al mercenario che ha il compito di riportarlo in galera e a uno sparuto gruppo di sopravvissuti. Inoltre, Pitch Black riporta l’ horror adulto (il fanta-horror, o lo sci-fi horror, per chi ama catalogazioni ed etichette) su grande schermo, dopo che l’ era post Scream aveva riservato questo privilegio solo a gruppi di adolescenti. Era un oggetto anomalo allora, e lo è rimasto anche adesso, con un seguito uscito nel 2004 e un terzo capitolo in preparazione. Anomalo rispetto all’ anno in cui è apparso, s’intende, che prodotti di questo tipo pullulavano in un passato recente, per poi sparire nell’ oblio, e ogni tanto riaffacciarsi. La storia del cinema di genere è così: si muove e cambia in fretta. Spesso le cose avvengono in contemporanea e i grossi cambiamenti non sono percepibili all’ istante. E’ la natura commerciale dei prodotti di cui discutiamo a generare questo caos di balzi in avanti e bruschi passi indietro. Alla fine, si realizza quello che si crede possa incassare di più.

Per chi avesse la memoria corta, o non conoscesse il film oggetto del post, Pitch Black parla di un’ astronave che trasporta civili (40, per la precisione) e che precipita su un pianeta desertico dopo un brutto incidente. In pochi rimangono vivi e, tra loro, Riddick e il suo carceriere. Sul pianeta fa buio solo ogni 22 anni e sfiga vuole che i nostri si schiantino lì proprio al sopraggiungere dell’ eclissi che allinea i tre soli e precipita tutti in un’ oscurità popolata da tremendi mostri carnivori che temono la luce ed escono allo scoperto solo la notte, quando vengono fuori dalle fottute dune. Riddick il criminale, Riddick l’ assassino, Riddick, la macchina di morte e l’ uomo da temere, ha la capacità di vedere al buio e, come le creature, non sopporta la luce. Ed è anche l’ unica persona a cui il gruppo di superstiti può affidarsi per sopravvivere. Una vicenda e dei personaggi che sarebbero piaciuti a Carpenter, tanto profondamente carpenteriana è l’ essenza di questo film,  la sua atmosfera da assedio western, con la cittadella abbandonata e il deserto da attraversare, circondati da mostri nascosti nel buio. In questo senso, Pitch Black si avventura nei territori dell’ orrore puro, del senso di minaccia costante  che si scatena in una serie di aggressioni violente e di morti atroci e spesso inaspettate. Perché in Pitch Black si muore spesso, si muore molto male e ogni personaggio è sacrificabile. Te ne accorgi quando la prima vittima delle creature è un bambino. E capisci: Pitch Black riserverà delle sorprese.

Un gioco a depistare lo spettatore e a frustrare le sue aspettative. Niente è come sembra in Pitch Black. Gli alberi sono scheletri di enormi animali da tempo divorati, il pianeta dove non può mai essere notte nasconde creature che nella notte prosperano e solo nella notte rivelano la propria esistenza, il cattivo è la sola ancora di salvezza, i buoni non esistono, il pilota della nave non avrebbe esitato un secondo a scaricare tutti e 40 i passeggeri per salvare la propria vita e più si crede in un qualche tipo di divinità, più questa divinità si accanisce contro di te e ti porta via ogni cosa. E’ un mondo cupo e disperato, quello ritratto da Twohy per questo suo secondo film da regista, dopo una interessante carriera da sceneggiatore.  E che Twohy sia per prima cosa uno sceneggiatore e solo in seconda battuta regista, è cosa importantissima per la riuscita di Pitch Black, grazie a un’ ottima gestione dei personaggi, tutti credibili e coerenti, e a una storia che è di base molto semplice, ma impreziosita da tanti piccoli particolari e sfumature, come il rapporto che si viene a creare tra Riddick e il pilota Carolyn (interpretata dalla meravigliosa Radha Mitchell), fatto di reciproche diffidenza e rispetto, mai scontato, mai prevedibile e dalla conclusione del tutto inaspettata. Riddick non è il solito duro dal cuore d’oro. Lui non si redime, non cambia, non subisce nessuna conversione improvvisa. Rimane un delinquente e un assassino, e che oltretutto è obbligato a portare sulle spalle il peso del sacrificio di chi è morto per salvargli la vita.

Dinamiche abbastanza complesse per un semplice B-movie, quindi, ma che non mettono in secondo piano il lato puramente action e adrenalinico della pellicola, dove anche il Twohy regista si esprime al meglio e dove Vin Diesel viene fuori in tutta la sua potenza da spaccaossa, soprattutto nei duelli molto fisici e violenti col suo antagonista Johns (Cole Hauser) e nei faccia a faccia con i mostri, che diventano lotte all’ ultimo sangue tra creature molto simili fra loro, predatori notturni e spietati assassini.

Fotografia e uso dei colori assumono un ruolo preponderante in un film che deve molto del suo impatto a una forte caratterizzazione cromatica del pianeta, illuminato da una calda luce arancione da un lato, e da una livida luce blu dall’ altro, come se si vivesse sempre a metà tra un tramonto infinito e un’ alba perenne. La ricostruzione dell’ ambiente è maestosa, piena di fascino e al tempo stesso inospitale e aliena, a rappresentare un luogo in cui l’ umanità non è benvenuta. Il momento dell’ eclissi, con l’ allineamento dei soli e la discesa rapida delle tenebre, mette davvero i brividi  e il buio diventa un qualcosa di solido, un essere vivente che brulica di mostri.

Ottimi anche scenografia e costumi: un insieme composito di oggetti dall’ aspetto futuristico ed elementi che appartengono al passato. L’ insediamento umano trasmette un reale senso di abbandono, il cimitero con le ossa di bestie enormi e sconosciute rimanda a una sorta di preistoria perduta tra le pieghe del tempo, un segreto racchiuso nella memoria del pianeta deserto, le armi sono poche, rovinate dall’ uso, non spiccano come gioielli tecnologici o giocattolini cool, ma uccidono e basta, gli interni sono privi di quella patina asettica e luccicante di tanta fantascienza contemporanea. Si respira la polvere, si sentono la mancanza di aria, la sete e il caldo soffocante.

Un’ ultima annotazione per il design delle creature, davvero originale, a metà tra dei pipistrelli giganti e degli squali martello. L’ uso della CGI, per quanto riguarda i loro movimenti, è piuttosto limitato, mentre è preponderante nella ricostruzione dei fenomeni atmosferici del pianeta, e nei momenti in cui i mostri attaccano in massa. Ma è ben realizzata, non fastidiosa e funzionale, soprattutto se si pensa che il film è di dodici anni fa.

Se esistesse un manuale delle istruzioni su come realizzare un moderno fanta-horror con le palle e privo di banalità e idiozie assortite, lo avrebbero scritto pensando a Pitch Black. E se siete stanchi di personaggi e situazioni stereotipate e fatte con lo stampino, rivedetelo anche voi, che ne vale la pena.

50 commenti

  1. Fu il primo film che vidi con Vin Diesel e anche se lo vidi per caso, una sera d’estate, giusto per passare il tempo insomma, mi è rimasto impresso. 😀

    1. Rimane impresso infatti. E’ un gran bel ricordo di cinema di fantascienza/horror di ottima fattura 😉

  2. Ottima scelta , Lucia ! Ed è anche vero che è un film molto Carpenteriano !

    1. Sì, perché ha alcuni momenti in cui sembra davvero un western. E non ti stanchi mai di rivederlo.

  3. “vengono fuori dalle fottute dune”… e l’intero isolato è scoppiato in un applauso…

  4. Dio bono, uno dei miei film preferiti in assoluto.
    Ma io non dico “Carpe…” o arriva qualcuno e mi taglia la gola… 😉

    1. Infatti, spacca di brutto! E il look di Riddick è indimenticabile!

  5. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Bellissimo, come ho sempre scritto, fin dai tempi di “SFX”, questo è il film più carpenteriano degli anni 0, realizzato non da Carpenter. Mi è piaciuto molto anche “Chronicles of Riddick”, specie nella Extended Cut, e pensare che al cinema non mi piacque perchè troppo diverso, troppo “mainstream”, e gonfiato con gli estrogeni delle scene d’azione ad accumulazione di culminazione,perdipiù in CGI…
    Bellissimo il lungometraggio d’animazione che venne distribuito esclusivamente in dvd, sempre con Riddick…Il più grandioso personaggio di “eroe anti-eroe” fantascientifico-carpenteriano, dopo Jena Plissken, al qiuale evidentemente si è più che ispirato, e con il quale ha tantissimi tratti in comune…Assieme a Desolazione Williams/Ice Cube di “Fantasmi da Marte”(2001). Splendido Vin Diesel, in questo che è “IL” personaggio della sua carriera… E’ in lavorazione il terzo capitolo della trilogia, intitolato semplicemente, “Riddick”, uscita prevista per quest’anno. David Twohy regista/sceneggiatore da seguire sempre, gran “artigiano” ben più “autore” e riconoscibile della quasi totalità degli insulsi “shooter” di oggi, confezionatore di “B-movie” geniali di gran raffinatezza e classe, dotatitissimo. Bello suo anche “Below” (’06), adoro poi i film di sommergibili ben fatti, e non è malaccio anche il suo ultimo psycho-thriller movie con Milla Jovovich…

    1. Grazie Napoleone!
      Chronicles of Riddick mi è piaciuto moltissimo, anche se è un po’ troppo patinato, rispetto a questo, che mi è sembrato più grezzo, nel senso buono del termine.
      Below è un altro gioiellino imprescindibile. Io adoro i film sui sottomarini.
      E anche il thriller con la Jovovich, un’ interessante variazione sul tema delle coppiette in vacanza.

  6. Visto al cinema.Davvero un gioiellino di tensione,partendo dal fatto che sono impressionabile eh?Questo è grande artigianato di lusso,roba seria che non scherza con lo spettatore,ma allo stesso tempo lo rispetta,lo tratta come persona adulta e non un ragazzino sciocco.
    A me è piaciuta assai la morte di uno dei sopravvissuti.Quello che al buio accende l’accendino e si ritrova circondato dalle bestie.
    Vin Diesel non mi dispiace,qui è bravissimo come anche in film dove deve recitare e non menare,ad esempio :prova a incastrarmi di sidney lumet.Ese ti chiama a lavorare un regista di sifatta importanza vuol dire che sei molto di più che un semplice micio macho da menare,no?
    Thowy ha anche diretto un film bellissimo come Below,fantasmi su un sommergibile durante la seconda guerra mondiale.L’hai visto?

    ciao buona giornata da me e dagli orsi polari che han trovato rifugio nella mia edicola,mortacci alla protezione civile che fa nevicà per fare dispetti a san alemanno!^_^

    http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

    1. Vin è stato bravissimo anche in Un KM da Wall Street, che è un film molto sottovalutato, ma interessantissimo. E hai ragione quando dici che Lumet non chiamava i deficienti per i suoi film.
      Quello che dice: “In Francia, avrei voluto morire in Francia”, l’ occhialuto della situazione insomma. Mitico 😀

      1. vero un km da wall street è un gran bel film.Mi è piaciuto abbastanza il primo fast and furious che vidi al cinema.Non male,non mi esalta,ma diesel è forte altro che.Non dico quali suoi film mi abbiano fatto pietà,posso solo dire che c’era asia argento.
        Rimane il fatto che sia un attorone coi controcazzi altro che,deve scegliersi registi tipo marshall o tohwy,a mio avviso.Pensa con Carpenter o con Friedkin,due vecchi bastardi simili,cosa potrebbe fare.Tutto questo per dire che sono fan di Diesel,okkeio?

        1. La presenza di Asia rende spazzatura quasi ogni film.
          A parte quando c’è Romero alla regia, ovviamente

          1. si,asia è garanzia di disastri-povero dario mio.
            Oh,non ti aspettavi che mi sarebbe piacciucchiato il primo fast and furious,eh michelle…

            aspettiamo il terzo,spero invece fallisca ghostbusters 3,ma come si fa?

            ps:lucia ma sei tu che suoni la chitarra in una band punk-rock o ti ho confusa con un’altra?

          2. Io? No no no, io punk neanche se mi obbligano sotto tortura 😀
            E non suono la chitarra!

          3. molto bene,perchè il punk mi fa pena in modo illimitato.
            Ps.in edicola oggi è uscito Max,indovina chi c’è in copertina?Amber!da The Ward a Max,che passo e che foto!^_^

  7. ci manca un filino per essere PCC, comunque un gran bel fottuto film!

    1. Mancano le chiappe infatti, ma Radha Mitchell è bellissima e quindi ce lo facciamo rientrare di un soffio, dai! 😀

  8. Bè, povero Alemanno…lui è solo il sindaco e che ci pò fà ? Se nella protezione civile scrivono a mano in maniera incomprensibile lui che colpa ne ha? 😉
    Tornando al film mi è piaciuto di più di Chronicles, l’ho trovato un piccolo gioiellino di quelli da conservare e tenere da conto.
    P.s
    Lucia da me c’è un post che credo ti piacerebbe molto.

    1. Sì, ho commentato 😀
      Come dicevo più sotto a Napoleone, anche io lo preferisco a Chronicles, che forse è un tantino troppo patinato per i miei gusti, ma anche quello è un buon film. In attesa del terzo capitolo 😉

  9. Film tostissimo e decisamente debitore del Carpenter migliore,un autentico gioellino che tutt’ora adoro.Discorso diverso per il seguito che secondo me rovinava certi elementi del primo film in favore di certe dinamiche da blockbuster.Ma Pitch Black è ancora oggi una buona visione.

    1. Tostissimo è la parola esatta! Il seguito sì, era forse un po’ troppo tendente al commerciale, ma restava comunque un bel vedere.

  10. Bravissima. Questo film lo adoro, l’ho sempre adorato. E mi è piaciuto parecchio anche il criticatissimo seguito, che è l’esatto contrario di questo, ma che mi ha divertito ugualmente. Sto aspettando il terzo episodio praticamente dal 2004, avevo perso le speranze, ma tu ora mi dici che è in preparazione e quindi io ti voglio bene.

    1. Bè, il seguito ha il suo perché
      http://www.imdb.com/name/nm1111968/
      No, vabbè, seriamente, è divertente sul serio. Me lo rivedo sempre con piacere.
      E comunque ci sono già in giro le foto di Vin Diesel vestito da Riddick, ed è, ovviamente, bellissimo

  11. Helldorado · · Rispondi

    Mi ricordo di averlo visto dopo il successo di quella ciofeca di “Fast&Furious” e avevo fortissime riserve a causa della presenza di VIn Diesel…e invece mi piacque assai. Lo rivedo con piacere quando capita…

    1. Ma…ma…ma.. Fast amd Furious è così bello!!! Perché non gli vuoi bene?

      1. Helldorado · · Rispondi

        Non mi piace per tanti motivi primo fra tutti il disinteresse estremo per le automobili, ma a causa di un amico fissato li ho visti tutti fino al 3. 😉

        1. Ma sono cinque!!!! 😀 😀

          1. Helldorado · ·

            Per fortuna due li ho schivati… 😀 😀

  12. Fa piacere trovare altri estimatori di “Pitch Black” in giro! 🙂 Un film assolutamente da recuperare, e il collegamento con la filmografia carpenteriana è azzeccato. Il sequel non mi è piaciuto per niente, ma questo lo riguarderei volentieri.

    1. Il sequel è tutta un’ altra storia. E’ un film fatto per lo sfruttamento commerciale del personaggio, però, davvero, secondo me diverte e fa il suo sporco lavoro.
      Questo era un film più indipendente, costato meno e più rude e cazzuto, di sicuro 😉

  13. Lucia, io adoro le tue recensioni, poi, capirai hai parlato qui di un film che praticamente, è diventato un cult per caso, nel senso che nessuno si aspettava di punto in bianco un film così, semplice ed affascinante nel suo racconto, con un’atmosfera semplicemente cucita come una abito da sera su misura…, che ti devo dire, brava? Ma tanto tu già lo sia che quando scrivi queste cose susciti un lovvamento protonico, risvegliando il mio IO fantascientifico

    1. Grazie Andrea!Il lovvamento è reciproco e poi comunque il film si merita di essere trattato con i guanti 😉
      E hai ragione, all’ epoca nessuno se lo aspettava e fu una sorpresa per tutti

  14. LordDunsany · · Rispondi

    Bella scelta Lucia! 😀 3 osservazioni velocissime: 1 – L’ho visto al cinema e in sala non si arrivava a 10 persone 🙂 2 – Chronicles of R. m’è parsa una porcheria confusa, una roba alla Mutant Chronicles.. 3 – Non solo Carpenter, anche il mio amato Heinlein avrebbe gradito 😉

    1. E’ vero, sarebbe piaciuto al buon Heinelin.
      Anche io ho avuto la tua stessa esperienza in sala, solo che dove l’ho visto io non eravamo neanche in 10 😀

  15. Visto al Festiva del Cinema di Torino 2000, proiettato all’ora di pranzo, quando metà della sala si alzò inorridita e uscì imprecando perché “è una cazzata di fantascienza” (come disse una altera signorina impellicciata andandosene con lunghe falcate sui suoi tacchi 12).
    Ah, il meraviglioso, colto, elegante pubblico dei festival.
    Perché poi, oggi, la signorina, quando si trova con le amiche per l’aperitivo prima di andare a sbattersi in disco, le battute sul culo di Vin Diesel le fa, ridendo sguaiatissima, ma al Festival… un film di fantascienza… cielo, quale ovvove…

    Peccato per chi se lo volle perdere.
    Pitch Black è un film con una buona sceneggiatura e che gioca molto bene con il cast di volti sconosciuti – per cui non sappiamo cosa aspettarci dai personaggi, non sappiamo prevedere chi vive e chi muore.
    Un buon film di fantascienza che rispetta l’intelligenza degli spettatori (quelli rimasti in sala, per lo meno, una intelligenza ce l’hanno), con un tema quasi darwiniano (storto, ma divertente) ed una struttura assolutamente centripeta (non sappiamo nulla dell’universo, della cultura, del setting a parte ciò che vediamo).
    Bello e cattivo al punto giusto.

    1. Ovvove! Un’ astvonave in un festival! Ma dove andvemo a finive!! 😀
      Si nota tanto che, prima di essere regista Twhoy è uno sceneggiatore di classe, soprattutto perché non ti spiega niente e ti sbatte insieme ai protagonisti su un pianeta sconosciuto e su cui possiedi le stesse (pochissime) informazioni dell’ equipaggio e dei sopravvissuti all’ incidente.
      E anche il contesto in cui la storia si svolge, al di fuori del pianeta desertico, ci è del tutto ignoto. Credo funzioni soprattutto per questo.

  16. E La folla si alzò, esultando di fronte alla maestosità di una recensione così ben fatta e potente!

    Pitch Black… uno dei miei film preferiti… se solo gli alieni avessero avuto un briciolo d’intelligenza in più, si sarebbero guadagnati un posticino d’onore al fianco degli Xenomorfi…
    Cmq hai pienamente ragione: il Vin che si ammira qui è forse il migliore di tutti!

    1. No, vabbè, dai Paolo, adesso esageri e io non sono degna 😀
      Però io spezzo una lancia a favore degli alieni di questo film: magari mancano in personalità e non sono nulla in confronto agli xenomorfi (che li lovviamoabbestia) però hanno una bestialità non indifferente e mi piace quando cominciano a mangiarsi tra loro mentre volano. Proprio come un branco di squali incazzati neri 😀

  17. Giuseppe · · Rispondi

    Ottima scelta per rappresentare il 2000…davvero un film duro, asciutto, “sporco” e molto carpenteriano, decisamente tanta cinematografia di serie A dovrebbe prendere più di qualche lezione da Twohy (ottimo anche il suo spettrale -nel senso migliore del termine- Below). Ambientazione e personaggi assolutamente azzeccati, dove si evita molto abilmente la divisione stereotipata e manichea fra buoni e cattivi (e, tocco di cattiveria aggiuntiva, dopo averci inizialmente illuso sull’apparente positività di alcuni come Radha Mitchell e Cole Hauser ad esempio) e Riddick l’assassino mercenario prova una sorta di ammirazione -trovando affascinante la loro uscita di massa in seguito all’eclissi- per i mostri che sciamano nell’oscurità, a riprova che i predatori fra di loro si riconoscono…all’incirca come il Conan howardiano sentiva la primitiva e selvaggia affinità fra sè stesso e i mostri che combatteva, e qui penso alla sequenza in cui Vin Diesel si confronta con il mostro ripetendone le movenze. E quando ci si trova in mezzo ai predatori non ci sono occhi di riguardo etici o morali per un cazzo di nessuno, a mò di reminiscenza di Alien…
    Chronichles of Riddick l’ho trovato un film riuscito -a parte alcuni personaggi all’apparenza solo di contorno e non sfruttati al meglio, come quello di Judi Dench- nel tentare di estendere l’universo di cui Riddick fa parte, e il suo “barocchismo” e le ascendenze alla Dune e Star Wars non li ho trovati fuori contesto, una volta che si vede il tutto mirato ad allargare il pessimismo senza speranza del capostipite ad un livello “cosmico” tramite l’apparente -comunque gelida- patinata “eleganza” dei fanatici Necromongers (alla fine, anche qui, non c’è nessuna redenzione per Riddick nel diventare il loro “sovrano”). Adesso spero di vedere il terzo Vin “Riddick” Diesel il prima possibile (tra l’altro mi manca ancora da vedere la sua versione “anime” Dark Fury)…

    1. Grazie Giuseppe!
      Fai bene a sottolineare la mancanza dei dubbi etici o morali di fronte alla minaccia dei mostri. E’ un survival spietato e feroce, Pitch Black, e non ce n’è per nessuno. Tutti nascondono qualcosa, tutti hanno un fardello di sensi di colpa e meschinità.
      Ed è per questo che i personaggi sono così ben riusciti.
      Sono contenta che anche questo film riscuota consensi 😀

  18. Enrico Bulleri · · Rispondi

    Giuseppe, ” Dark Fury” bellissimo lo consiglio. Splendida Radha Mitchell, australiana brava bellissima, e anche arrapantissima, com’e giusto che sia. Cile Hauser avrebbe meritato ben di piu’, bella faccia e grinta, da “has-been” come il padre a cui somiglia tantissimo, il grande Wings Hauser. A suggellare l’ineludibile omaggio-citazione-collegamento, la presenza nel film di Twohy del grande nero carpenteriano Keith “The Thing”/”They Lived” David..

    1. Giuseppe · · Rispondi

      In effetti di Dark Fury ne ho sentito parlare un gran bene, Enrico, cercherò di vederlo il prima possibile…e sì, Keith David è proprio una presenza carpenteriana “doc” 😉

  19. Ma ma come mai non l’ho mai visto? Dov’ero? Che pomiciavo nel cinema? Insomma..:! Meno male che vengo qui a istruirmi!!!
    Devo rimediare al più presto..:!
    (anche a me piace Fast & Furious..nel suo genere è ben fatto! E’ divertente!)

    1. Bè, dai, se pomiciavi al cinema non hai buttato via il tuo tempo 😀 😀
      Io adoro Fast and Furious: macchinoni che corrono a palla di cannone, belle signorine che spaccano culi, Vin Diesel…cosa potrei desiderare di più dalla vita?

      1. Per i torinesi, il protagonista di Fast & Furious, Dominic Toretto, ha una dimensione in più… 😀

  20. Mi hai fatto venire voglia di rivederlo. Ricordo che mi è piaciuto moltissimo quando l’ho visto ma non mi è più capitato di riguardarlo pur avendolo nella mia videoteca. Potrebbe essere l’occasione buona. E Vin Diesel l’ho cominciato ad apprezzare proprio da questo film 😉

    1. Vin Diesel, in questo film, è gigantesco. E dimostra di essere un attore vero 😉
      Pitch Black è più o meno rimasto nel cuore di tutti quelli che lo hanno visto, almeno una volta.

  21. Un film di fantascienza, come non se ne vedevano da anni. Il mio “amore” per Vin Diesel, nasce da qui. Ho pensato più volte anch’io di uccidere, di finire in galera e, grazie ad un pacchetto di sigarette, di farmi trapiantare un bel paio di occhi con visore notturno.

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