True Lies

Regia – James Cameron (1994)

Cominciamo, alla maniera di Hell, con un po’ di musica.

Siamo strani, Hell e io. Quando dobbiamo recensire insieme un horror, andiamo sul suo blog, quando invece tocca a un film più alla Hell (qualsiasi cosa significhi, che a Hell le etichette stanno un tantino antipatiche), ci trasferiamo qui. L’ idea di ospitarci a vicenda e di scrivere insieme, sta diventando un’ adorabile consuetudine. Il progetto di riscrittura integrale della storia del cinema va avanti imperterrito, alla faccia di tutti i cvitici e i vecensovi vevi, che infatti una cosa come True Lies, e un regista come Cameron lo schifano per mano di legge perché sì, perché è americano nel senso più pieno del termine, perché è esagerato, perché si trova sempre in condizioni tali da sfruttare ogni mezzo tecnologico a sua disposizione con l’ unico scopo di intrattenere. E perché spesso ci riesce, alla grande. E tutti giù a rosicare, che si sente il rumore fin qui, in questo non luogo dove ci ostiniamo a parlare del cinema che piace a noi, qualunque esso sia e qualunque nomenclatura altri abbiano deciso di dargli.

Quasi tutto il cinema è fatto (anche) perché, a distanza di anni, diventi leggenda. E la leggenda non è nei numeri, ma negli aneddoti spassosi, imprevisti: le cadute sul set, i capannoni bruciati, Arnold Schwarzenegger che balla il tango, Jamie Lee Curtis, la Signora Curtis, appesa per una mano da un elicottero in volo…
Ma la leggenda viene dopo. Contemporanee sono le polemiche sciocche. Film del 1994, True Lies; mesi dopo, nel Giugno 1995, mi sarei diplomato. Circolava la voce, dopo Terminator 2 e i suoi effettazzi speciali, che Cameron fosse ai ferri corti con la Industrial Light & Magic di Lucas, che aveva dato vita al T-1000, implementando il morphing e dando una spinta all’era digitale dello schermo verde, e avesse messo in piedi, coi lauti incassi dello spettacolare sequel, la Digital Domain, compagnia analoga a quella di Lucas, che prometteva meraviglie per gli occhi. E che questa fosse pronta a spaccare il mondo con Spider Man, poi divenuto True Lies. Per l’Uomo Ragno era ancora presto.
Schwarzenegger che fa l’agente segreto e prende a calci un bel po’ di cattivi mediorientali. E allora? Lo Zio ha preso a calci chiunque, senza distinzioni di nazionalità. Ci è nato, col fisico per poter prendere a calci tutti. Poche storie.
True Lies, visto al cinema e goduto, sul momento, con gli occhi del diciassettenne assetato di realtà virtuale, anzi more real than real.
Dopo quasi vent’anni, convintomi di saperne molto sulle storie, se non sul cinema, posso dirlo: questo è un film perfetto, negli scopi e nella realizzazione. Semplice.

True Lies, una spy story virata al comico senza farla però degenerare in farsa per decerebrati (ogni riferimento a Mr and Mrs Smith non è affatto casuale). Ci vuole equilibrio per gestire una narrazione del genere, tocca essere bravi, è persino necessario provare a far recitare Schwarzenegger, in un ruolo un po’ atipico rispetto al solito. Un ruolo in cui ha delle linee di dialogo superiori alle tre righe. Un ruolo in cui, a un certo punto, balla addirittura il tango. Per ben due volte. Ma, sebbene ci tengano in molti a farlo passare per coglione, Cameron è un Regista che possiede una conoscenza tecnica spaventosa, quasi enciclopedica, e che ama usare il cinema come un gigantesco giocattolo generatore di sogni e catalizzatore di emozioni, magari semplici, forse rudimentali, ma terribilmente efficaci.

Vedete, nel ’94 Cameron era solo un nome che compariva sulle riviste specializzate o al telegiornale, e sempre associato alla CGI. Adesso sappiamo la cura maniacale che egli poneva e pone nel suo lavoro. L’ho rivisto l’altro giorno, il film, e non riesco a scrollarmi di dosso la scena della toilette, quando Arnold picchia due cattivi, viene sorpreso dal terzo, capo della Krimson Jihad, che sforacchia tutte le mattonelle con la mitraglietta, per poi dare inizio, con questi, all’ inseguimento a cavallo, il terrorista sulla moto: il tutto mentre un vecchio se ne sta sulla tazza, dove sfogare la paura. Al termine della scena, Arnold e il terrorista andati via, il vecchio si affaccia sulla toilette distrutta, proprio quando cade una mattonella…
Dettaglio voluto? Casualità?
Un film fatto di cadute: Jamie Lee Curtis cade durante il suo spogliarello. È accaduto davvero, e Arnold davvero si muove, sorpreso. Ma James non dà lo stop, quindi Jamie si rialza e ricomincia a danzare, sensualissima e goffa.
Terza caduta, che sa quasi di pre-pensionamento: Arnold che cade da cavallo alla fine dell’inseguimento, perché la bestia si rifiuta di compiere un salto impossibile. Finora, ad Arnold l’impossibile non era mai stato precluso. Ma qui accade, con ironia. Ci leggo quasi una presa di coscienza. Non sono più invincibile, sto invecchiando. Però, pesto ancora duro, e faccio i film più cazzuti che esistano. E riesco a farvi divertire, sorridendo. Grandissimi sia Schwarzenegger che Cameron, ad averlo capito. Altri, famosi, non ci sono ancora arrivati.
Si dice che True Lies sia stato proposto a Cameron proprio da Arnold, innamoratosi, più che dello script, di Harry Tasker, il protagonista. Per lui, ha dovuto imparare a ballare il tango, il più grande effetto speciale del film.

Eliza Dushku, la futura Cacciatrice Faith, s’è rotta le costole, nella sequenza finale, sull’Harrier pilotato dal “paparino”. Jamie Lee Curtis non ha usato stunt per le sue scene d’azione, perché a rischiare la pelle con lei, sull’elicottero, c’era James in persona, con macchina da presa a spalla a riprendere; ed era pure il giorno del suo compleanno, quando l’ha girata.
Tanta avventura reale, per un film con un’altissima percentuale d’utilizzo dello schermo verde. Per inquadrare il jet e dargli sfondo e “vita”, fu allestito lo schermo più grande di tutti i tempi.
Adesso lo sappiamo bene chi erano e chi sono, questi signori. E l’atmosfera da fumetto che impregna questa pellicola, non bastasse la faccia di Charlton Heston, con tanto di benda sull’occhio, che strizza l’occhio al Capo dello Shield.

Bollato all’ epoca come scorretto e razzista, True Lies è invece  una riuscitissima commistione di generi, gestita con classe, in cui l’ azione e la commedia non cozzano l’ una contro l’ altra, ma si compenetrano naturalmente e senza nessun tipo di contraddizione. Il passaggio dai momenti più divertenti a quelli più adrenalinici quasi non si avverte, e anzi, molto spesso convivono risata e tensione all’ interno di una stessa sequenza, o di una stessa inquadratura. Un’ impostazione narrativa, insieme a un gusto per il paradosso e per l’ estremizzazione di personaggi e gesti, che deve molto a James Bond e alle sue spie raffinate, ma ironiche e letali. Al posto però di un agente sciupafemmine, abbiamo un padre con figlia adolescente, moglie annoiata e una doppia vita da mantenere. Di fronte alla sua famiglia, Harry Tasker è un tranquillo e grigio rivenditore di computer, ma quando esce per andare a lavoro, deve vedersela coi terroristi, che sono cattivi sul serio. Non hanno sfumature, non hanno giustificazioni. E non potrebbe essere altrimenti. Lo dice  Schwarzenegger stesso: io uccido solo i cattivi. Schematico? Forse. Oppure è proprio il cinema d’azione odierno che soffre di un deficit di schematismo, in cui i personaggi negativi non lo sono mai del tutto, e bisogna sempre offrire una qualche giustificazione alle loro azioni, in cui anche le peggiori malefatte del peggior figlio di puttana sulla faccia della terra vanno comprese e, per carità, contestualizzate, altrimenti c’è il rischio che qualcuno si indigni. A volte fa bene sedersi tranquillamente e fare il tifo in santa pace, vedere Schwarzy che fa secche 71 persone (il bodycount esatto del film) ed essere contenti, perché sono cattivi. Cattivi veri.

In un film che dura più di due ore e che non annoia neanche un istante, sono così tante le scene cult che, nel ricordarle, non si sa da dove cominciare. Due, soprattutto, restano impresse: nella prima Harry Tasker insegue un terrorista per le strade di Washington. Il terrorista ruba una moto, Schwarzy sequestra un cavallo a un poliziotto. Se l’ aggettivo epico ha ancora un valore, è a questa scena che andrebbe applicato. Anzi, bisognerebbe inserire un’ immagine della sequenza in un dizionario sotto la voce epico, perché Cameron dimostra una capacità sbalorditiva di gestione dei tempi, delle tecniche, della scelta delle inquadrature. Una corsa lunga quasi un quarto d’ora e che si conclude all’ interno di un albergo (in realtà l’ hotel si trovava a Los Angeles, mentre gli esterni sono veramente a Washington) e che sembra trascinare il film verso il paradosso definitivo, per poi frenare all’ ultimo secondo e seppellire il tutto con una risata. Giratela oggi, una scena del genere, datela in mano a un altro regista e non capirete nulla di ciò che accade sullo schermo, non sorriderete nemmeno una volta, non sarete sopraffatti dallo stupore e archivierete la cosa con il termine “americanata”. Ma Cameron non ve lo permette. L’ arte sopraffina dell’ intrattenimento è una materia che lui padroneggia, insieme a pochi altri. Sembra facile, perché è quasi un fatto di percezione subliminale e ciò che differenzia questa scena in particolare, dai miliardi di inseguimenti a cui abbiamo assistito nella nostra vita, è l’ attenzione quasi da maniaco per i dettagli, per le espressioni dei comprimari, per una determinata angolazione di ripresa o per uno stacco di montaggio, che lo spettatore può quasi anticipare emotivamente, ma che a livello cosciente non nota neanche. Come un battito di ciglia.

La seconda scena riguarda Lei. Jamie Lee che finge di essere una prostituta e improvvisa una lap dance di fronte a un presunto trafficante di droga guardone. Dall’ imbarazzo iniziale, si passa a uno dei momenti più sensuali che la storia del cinema ricordi. Sensuale perché anche tenero, perché include la presa di coscienza della propria femminilità, di una capacità si seduzione che si credeva sopita, in un’ esistenza passata dietro una scrivania. E da segretaria dimessa, Jamie Lee si trasforma in una Dea. Che poi a un certo punto cada non fa che aumentare a dismisura il suo fascino. Solo Jamie Lee Curtis poteva fare quel ruolo, avere la sublime intelligenza autoironica di giocare in quel modo con la sua immagine e col suo corpo e la classe di non sembrare mai volgare, nemmeno per sbaglio.

Schwarzenegger era il tipo che poteva permettersi di fermare due dobermann a mani nude, e smargiassate come far scostare il suo collega Tom Arnold, per dargli modo di freddare con colpi singoli i cattivi che ancora gli stavano alle costole. Esatto, lui poteva. Inutile mettersi a fare i critici dell’impossibile, trovare eccezioni, attaccarsi alle polemiche, come fecero all’epoca della sua uscita. Il film resta, voi no.
E infine, il sapiente intreccio: perché Cameron non è mai stato un fesso. Lui può anche presentarvi una trama semplice, universale, ai limiti del plagio (Avatar), ma è vero che, prima di metterla in scena, se l’è ripetuta e studiata con precisione millimetrica. Qui, gli riesce la magia non da poco di ritrarre una storia che è quella domestica, quotidiana, la crisi coniugale, il matrimonio che si raffredda pian piano, perché non c’è più avventura; ci aggiunge la scappatella di Jamie Lee col rivenditore di auto usate, Bill Paxton, uno Schwarzenegger che ai tempi de L’Implacabile gli avrebbe infilato un braccio dove diceva lui per strappargli via le budella (l’avrebbe fatto davvero), e invece adesso si limita a immaginare vendetta, e la contamina con la spy story e con il suo marchio di fabbrica: l’action.
Il risultato sono le vere bugie del titolo. Tutto è reale, e tutto non lo è. Harry Tasker è Harry Rehnquist, Tia Carrere è un’archeologa e un’esperta diplomatica, ma è anche una terrorista, i terroristi fingono di essere operai, Jamie Lee finge di non essere sexy, almeno finché non decide che è ora di smetterla.
Bene, non credo sia il caso di aggiungere altro. Giù il cappello, signori, questo è cinema.

Musica, ancora.

Il blog di Hell

51 commenti

  1. Anche Tia non è mica male…
    Grandissima recensione di un classico action anni 90, forse nei primi tempi non tanto considerato perchè Arnold aveva delle sembianze umane e non si limitava a massacrare cattivoni per tutta la durata del film.. (Commando docet)

    1. No, la signorina Carrere è sempre un bel vedere.
      Questo è il classico film che potrei guardare all’ infinito senza annoiarmi un secondo. Ed è sbalorditivo come non sia affatto datato o superato dalla tecnologia. Come risulti ancora credibilissimo. Cameron è un grande. Punto 😀
      PCC rules

  2. Bella recensione che mi lascia un paio di problemi.

    True Lies è un film che guardo (quasi) sempre quando viene ripassato, soprattutto per la parte comica relativa al viscido Bill Paxton.
    Restano a mio parere dei problemi di fondo che, a mente fredda, mi portano a vergognarmi di apprezzare questo film (non vergognarmi a morte, ma diciamo vergognarmi un tantinello).
    Il primo è la plateale implausibilità di Schwarzenegger che credibilmente si spacci per rivenditore di computer e fotocopiatrici – bisogna essere cretini per crederci.
    Ci crederei se fosse Sean Connery (!), ci crederei se fosse Michael Caine, ma no, Schwarzy no.
    Ma ok, è un fumetto, accettiamo le implausibilità.
    La seconda cosa che non manca mai di urtarmi è l’assoluta mancanza di rispetto per le donne, a cominciare da Jamie Lee Curtis, che è così cretina da credere che suo marito viva riparando stampanti, così cretina da cascare per le balle di Paxton, che viene umiliata in maniera esecrabile durante la scena dell’interrogatorio, eccetera – e che resta abbastanza petulante per tutto il resto della pellicola.

    Insolito, specie considerando che normalmente Cameron tratta donne forti nei propri film (penso ad Aliens, penso a The Abyss).
    È come se qui qualcosa nella sceneggiatura non gli permettesse di gestire il personaggio al meglio (anche il personaggio della Carrere non è esattamente lusinghiero, ma si tratta di uno stereotipo abbastanza diffuso, quindi non lo contiamo).

    Ultima nota, a fare la figlia (altro personaggio femminile intollerabile) del nostro ipertrofico installatore di modem, c’è Eliza Dushku – che essendo cresciuta per diventare una giocatrice di scacchi, una giocatrice di ruolo, una appassionata di fantascienza ed una solida attrice di genere, mi è molto simpatica.

    Ah, e quasi dimenticavo… mai considerata la possibilità di una parentela fra True Lies e la serie “reaganiana” The Scarecrow & Mrs. King?
    Però Scarecrow era più rispettoso della sua protagonista femminile…

    1. Ciao. 😀
      Ecco, alla prima obiezione hai risposto da solo: non credo che si avesse in mente la plausibilità, quando è stata scritta la sceneggiatura. Ma si guardasse più alla parodia, persino, dei film di spionaggio.

      La seconda questione è più delicata, ma solo per chi è abituato a percepirla in questa maniera.
      Mi spiego, io non trovo il personaggio di Jamie Lee Curtis ridicolo, né tanto meno trovo ridicolizzato il ruolo della donna. Va anche detto che sono contrario a questo tipo di estensioni, ovvero una personaggio non deve essere necessariamente simbolo di un’intera classe sociale.
      È macchiettistico e parodistico, questo sì, ma non in quanto personaggio femminile, tanto meno in quanto donna, ma solo come tipo. È macchiettistico anche Simon di Bill Paxton, sono macchiette anche Schwarzenegger e Tom Arnold e i terroristi. La lega araba, all’epoca, s’incazzò per motivi simili a quelli che adduci tu. Ovvero, perché i terroristi rappresentavano necessariamente un’intera cultura. Cosa possibile o no. E non nego che magari alcuni spettatori, americani soprattutto, siamo privi delle basi culturali per fare la distinzione necessaria tra realtà rappresentata e mondo reale.

      Però, però, circa il ruolo di Jamie Lee, il mio pensiero è quello. 😉

    2. Eccola! rispondo anche io, anche se Hell ha già contribuito 😉
      Riguardo al personaggio della Curtis (e il discorso sull’ immagine della donna nel cinema di genere mi interessa), io non sono mai riuscita a vederlo in senso dispregiativo: mi spiego, o almeno ci provo.
      Jamie Lee è una donna annoiata, in gabbia tra un matrimonio non proprio come se lo aspettava e un lavoro molto poco soddisfacente. Farebbe di tutto per sfuggire a questa noia e allora si lascia infinocchiare da Paxton. Il tutto, ovviamente, visto in senso comico e macchiettistico. Che continui a essere petulante anche dopo, mi sembra normale. Viene sballottata in una situazione allucinante e mi sembra (ma è un’impressione) che sia molto più rispettoso dipingerla spaventata e che fa fuori i cattivi per sbaglio, piuttosto che farle subire una metamorfosi da casalinga in virago nel giro di un nanosecondo, come accade in molta cinematografia di genere odierna. Non a caso, quando ci prende gusto, passa un anno e la troviamo a fianco di Schwarzy, spia anche lei.
      Per quanto riguarda la connessione, ricordo pochissimo Top Secret (ero piccina assai), ma c’era una splendida Kate Jackson, vero? che donna meravigliosa…

    3. Ah, dimenticavo una cosa sulla Dushku: sarà oggetto di un prossimo post qui sul blog, perché sta molto simpatica anche a me

  3. Questo lo devo ancora vedere, ma mi da l’idea di essere uno sballo !

    1. E’ uno sballo Roberto! Divertimento a manetta per più di due ore 😀

    2. Cosa per la quale io mi vergognerei. Ma questo è il blog di Lucy, quindi ti insulterà lei. 😀

  4. ce l’ho questo.Si non mi dispiace que birba di arnoldo,dai!Le parti migliori per me sono quelle che la buttano in commedia-vedi la scena di arnold e lo spasimante della moglie-poi le fracassonate non è che mi esaltino più di tanto.Anche se quella dell’inseguimento in moto /cavallo e lo scontro finale sono talmente assurde da rimanere assurde e farmi ridere di gusto,(è un complimento eh!),ah…Orco cane mi è venuto in mente ora:lo spogliarello di jamie lee.Ecco per questo vale la pena di vedere sto filmetto tuttosommato simpatico e gradevole,non il mio genere preferito-amo l’action più radicale e pessimista come potrebbe essere 1997 o i guerrieri della notte o cose di altra classe come 48 ore.
    Per il resto,a me gli arabi ,come i russi,i cinesi e tutti i popoli “terroristi e di stati canaglia” mi piacciono assai.Anche quando li dipingono da cattivi coglioni sono sempre più spiritosi e degni di nota di un bush od obama qualsiasi.

    ps:1)danko
    2)terminator
    3)conan il barbaro
    4)Predator
    5)last action hero

    la top five mia personale del buon e mitico arnoldo,e te?

    1. Ma… ma, in Conan il Barbaro ci sono i terroristi degli stati canaglia? 😀

      1. Ma no!
        sono due parti diverse.In una dicevo che seppure dipinti come massa di coglioni,gli arabi in True Lies mi divertono assai e sono pure ganzi per me.Perchè anche il più pirla dei presunti terroristi è meglio di un bush qualsiasi e qui ci fermiamo.

        Punto secondo:ho scritto quelli che a mio modesto avviso sono i migliori film di arnoldo-questo non lo è per me,che ci volete fare so occhialuto e cvitico ah povero me tapino -quindi ecco conan.

        Ciao!

        1. Certo che Danko al primo posto mi sorprende. Io dico Predator, come miglior film di Arnold di sempre.

          😉

          1. Si,anche predator….No,si un cazzarola sprint!Danko!Danko!Danko!Come sta benissimo arnoldo con la divisa da sbirro sovietico.Poi quando prende in mano la pietra caldissima della sauna?Maronna che ganassa altro che giancludio vandamme!
            Inoltre è un grande poliziesco travestito da western metropolitano.Uè a me Danko esalta,come diceva un notissimo poeta italico:libidine,doppia libidine,libidine coi fiocchi ciaaaao!

          2. Sì, sì, ma anche io lo amo, quel film. Non tanto da metterlo in cima, ma lo amo. 😀

          3. eh,poi per me vabbè…Nostalgie della SSSR,^_^

    2. Io non lo reputo un filmetto, lo sai come la penso. Lo reputo un grande film, nel suo schematismo e nella sua natura di fumetto in live action, senza essere tratto da un fumetto. Mi piacciono le smargiassate, mi piacciono le spacconate, se fatte con classe e con autoironia. E qui abbiamo entrambe le cose.
      Non ho un preferito tra i film con Arnold, a lui voglio bene sempre. Ma un posto particolare nel mio cuore ce l’ ha l’Implacabile.
      Però io cerco sempre di non dare nessuna connotazione politica ai film che guardo e recensisco. Non mi va giù, non è nelle mie corde e non credo sia utile ai fini del risultato complessivo di un film. Quando la critica ci mette sempre l’ interpretazione pro o contro (scegli un oggetto del pro o contro a caso), mi viene il rigurgito capitalista e mi metto a fare il tifo.

  5. si,per carità c’è anche la tua sacro santa visione delle cose,e fino a quando non inizierà una mia personale dittatura è tutto ok!Poi come scrivevo sopra ho detto che a me come vengono descritti gli arabi in questo film non mi fa incazzare o perlomeno True Lies non è un film che odio perchè lo reputi razzista o altro.Trattasi di spettacolone fracassone,che ha delle bellissime parte di commedia.
    Poi sinceramente ce l’ho in camera mia a far bella mostra di sè,ma io personalmente preferisco rivedermi altri film di arnoldo,che son quelli elencati

    Mi son spiegato bene?Ciao e buona giornata

    1. No, ma ti eri spiegato benissimo anche prima. e nella mia risposta non c’era nessun intento polemico, ci mancherebbe 😀
      Era solo per sottolineare, appunto, la mia visione delle cose, e perché mi piacciono certi film. Mi piacciono anche, e lo sai, quelli segnalati da te. Solo che io ho davvero un debole per Arnold e non riesco a trovare un film preferito con lui protagonista

      1. no,ma ho capito che non era una polemica perchè questa è un po’ una comune love and peace,ci mancherebbe!
        Anche a me piace assai Arnold e devo dire che è un grande anche nelle commedie.Non è come Stallone che non mi piace molto,almeno doveva essere risucchiato da chtulu negli inferi dopo il primo ottimo rambo,invece arnoldo mi piace sempre e comunque.Però siccome catalogo,etichetto,divido tutto figurati se non mi mettevo a fare una divisione dei suoi film.

        ps:vabbè,da ragazzino il mio eroe era chuck norris…ma questo fatto l’ho tolto dalla mia biografia autorizzata!

  6. bello bello, il mio cameron preferito, visto almeno 20 volte; ne recito alcune parti a memoria come fa vincent gallo con toro scatenato in arizona dream. come detto in sede di recensione, un film perfetto, mai noioso.
    una considerazione a valle: rivista da poco la quadrilogia di Alien, ho elaborato con disappunto che il secondo capitolo è quello che mi è piaciuto meno, nonostante la strisciante esaltazione che mi è rimasta appiccicata dalla prima visione nella mia infanzia. sarà che l’ho paragonato al primo..

    1. Anche io mi metto a recitare i pezzi di True Lies a memoria 😀 un giorno o l’ altro ballerò pure il tango, cazzo!
      Però, su Alien, lo sai che ho rivisto anche io la quadrilogia da poco, e il mio preferito resta sempre il secondo?

      1. sarà colpa di quella fotografia così ’80, sarà per quelle smargiassate soldatesche così raeganiane, sarà per la cotonatura della povera ripley; ma se azzardo un paragone con la splendida regia e la spaventosa idea del primo film, ogni dubbio sparisce. poi andrà a gusti e sensazioni e archetipi junghiani, probabilmente…

        1. E’ che sono due film quasi antitetici. E secondo me Cameron è stato molto intelligente a fare qualcosa di radicalmente diverso, piuttosto che tentare di clonare le atmosfere del primo.
          E poi, escono fuori dalle fottute pareti!

          1. sei troppo troppa! (*cit)

  7. bel pezzo!
    mi hai fatto venire una voglia di rispolverare la vecchia VHS e spararmelo seduta stante.

    1. Ma sì! Arnold che prende a schiafazzi i dobberman non ha prezzo!

      1. pure arnold che porta a spasso il cagnolino non ha prezzo!

  8. Giuseppe · · Rispondi

    Recensione degna di Cameron, per una sua riuscita versione personale dell’universo Bondiano…davvero unire action e parodia in maniera così calibrata e allo stesso tempo “realistica” oggi sarebbe difficilmente ripetibile, e se per qualcuno James è un coglione (ma non mi risulta che alla scuola di Corman se ne allevassero, sbaglierò io), allora evviva i coglioni perchè hanno molto da insegnarvi evidentemente…compresa l’abilità di mantenere l’esagerazione perfettamente sotto controllo (sempre funzionale a quello che racconta nei contesti diversi in cui lo fa, si tratti di Terminator, Aliens, Abyss, True Lies, ecc. ecc.) e non farla MAI scadere nella baracconata pura e semplice, sfruttando al meglio Arnold -nei suoi anni d’oro- e Jamie Lee…

    1. Infatti alla scuola di Corman si allevava solo gente di livello!
      Grazie per i complimenti, da parte mia e di Hell 😉

    2. Grazie, Giuseppe. ^^

  9. Meno male che esistete voi. 🙂

    1. Grazie Gianluca *O*

  10. Film Meraviglioso! Spassosissimo ^_^

    1. Infatti! Due ore di sano cinema di intrattenimento vecchio stile

  11. Visto solo una volta e cent’anni fa.
    Ma lo ricordo bellissimo.
    Come bellissimi erano loro, Jamie Lee e Arnold.

    1. Belli belli belli in modo assurdo, belli come il sole e come la bomba atomica che gli esplode alle spalle!

  12. LordDunsany · · Rispondi

    Proponete sempre bei commenti, complimenti.. Però, visto che non possiam sempre tutti esser d’accordo, 🙂 ammetto di aver trovato sempre pessimo ed irritante questo film.. Tanto che quando c’è da menzionare un brutto film d’azione occidentale menziono sempre questo 😀 Alla prossima..

    1. Ma questo non è un film d’azione…non solo, almeno
      comunque grazie, Lord 😉

  13. Come dire, insieme spaccate proprio!
    Questo film rientra in quella categoria degli indimenticabili, a suo tempo acquistai anche il vhs, ormai consumato e ridotto a miseri brandelli di nastro magnetico.
    Come si fa a non amarlo?

    1. Grazie Paolo, da parte mia e di Hell!
      Io avevo noleggiato il vhs, me lo ero duplicato e lo guardavo in continuazione 😀

  14. mi son ricordato che la prima volta che vidi sto film a casa di amici mi ero fumato un cilotto intero e ci rimasi sotto con la visione troppo dinamica per i miei standard, manco fossi in acido! bei ricordi.

  15. Helldorado · · Rispondi

    “Siete li mejo”

    Questo è un film che rivedo sempre con grande piacere e la recensione è godibilissima e cazzuta, vi lovvo!

    1. Il lovvamento, come tu ben sai, è reciproco! e questa è una recensione cazzuta per un film cazzutissimo! 😀

  16. ti ho segnalato sul mio blog come fulgido esempio di ottimo sito di cinema!^_^
    versatile blog awards sai una di quelle menate dove devi scrivere 7 cose di te e poi fare l’elenco di altri blog da far conoscere,vabbè il sunto è:anche se ti piace anderson e red dawn,sto blog è gajardo assai in tutto dai post fino ai commenti,(d’altronde ci sono io!^_^)

    1. Ma è soprattutto perché mi piace Anderson e perché mi piace alba rossa, per la miseria, altrimenti con chi ti punzecchieresti? dai che son punzecchiature leggendarie 😀

      1. certamente per questo motivo!
        Che poi faccio tanto l’intellettuale e poi ieri mi commuovevo vedendo Un ragazzo e una ragazza di Risi con Jerry Calà e Marina Suma,pensa un po’

  17. Il tuo blog è diventato un appuntamento fisso.
    Grande Camerun
    Grande True Lies
    Grande Lucia

    1. Grazie Luca! Gentilissimo! Ti giro anche i ringraziamenti di Hell che ha scritto metà esatta di questa recensione.

  18. Giusto, giustissimo! Lunga vita a James che è un regista con la erre maiuscola anche se fa sempre finta di starsene lì a giocare con i soldatini. Ma tanto non ce la dà a bere neppure un minuto. E anche io amo molto questo film soprattutto per l’ironia. Ché metterne così tanta in un film d’azione senza trasformarlo in una parodia non è da tutti!

    1. Infatti è una specie di miracolo di equilibrismo, questo film. E la cosa bella è che è invecchiato benissimo e non dimostra gli annetti che ha

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