1980: Maniac

Regia – William Lustig

I know how it is with their hairs and their looks and they… they drive a man crazy! I didn’t mean that. I didn’t mean it that way. It’s just that, they don’t know when to stop. They never know when to stop. That’s why they have to be stopped

Sì, lo so già, e anticipo gli eventuali interventi: Shining è uscito nel 1980, eppure in questa rubrica voglio trattare Maniac. Conosco i miei limiti e non ho né le capacità, né la forza di affrontare un’ analisi seria del film di Kubrick. E poi, seriamente, quante recensioni, articoli, post, dibattiti, saggi e manuali avete letto a proposito di Shining? Parliamo invece di William Lustig, uno che ha dato tantissimo al genere e a cui molto poco è stato restituito. Una carriera strana, la sua, cominciata nel porno e finita producendo piccoli documentari per la televisione, o per l’ home video. Nel mezzo, due film strani e allucinati, che lo hanno fatto entrare, per breve tempo, nell’ olimpo dei registi horror del decennio d’oro. E mi piace cominciare ad affrontare questo famoso decennio d’oro proprio con Maniac, il suo esordio (porno esclusi) dietro la macchina da presa.

Oggetto anomalo, Maniac, a metà fra lo slasher e il ritratto del serial killer che tanta fortuna avrebbe avuto a partire dagli anni ’90, dall’ atmosfera marcia e desolata e dall’ impostazione apparentemente classica. Comincia con una scena che abbiamo già visto  tante volte: coppietta sulla spiaggia e assassino che prima spia e poi attacca, quando il ragazzo si allontana per raccogliere pezzi di legno. Ma Lustig non ha fatto altro che offrirci un semplice depistaggio, quasi volesse prima rassicurarci di star assistendo a un sottogenere già abusato nel 1980,  e poi colpirci alle spalle (proprio come il suo killer), virando all’ improvviso in un territorio diverso.

buontemponi sul set

La storia è quella di Frank Zito, un anonimo e grassoccio individuo che ha un passato (molto poco spiegato) di abusi infantili e violenze subite dalla madre e che uccide giovani donne, per poi decorare dei manichini con gli scalpi delle sue vittime. Seguiamo Frank, interpretato da un gigantesco Joe Spinell, anche produttore esecutivo del film, in un percorso che è una lenta e progressiva discesa all’ inferno, e vediamo il mondo dalla sua prospettiva distorta e sempre più distaccata dalla realtà che lo circonda. Le motivazioni di Frank sono confuse, imperscrutabili. Le possiamo intuire attraverso una serie di schizofrenici monologhi che, in parte, raccontano il vissuto del nostro assassino e in parte, riflettono il modo in cui la sua mente alla deriva giustifica e condanna, allo stesso tempo, le sue azioni. In un universo cinematografico popolato da uomini neri in maschera, presenze silenziose e letali, forme del Male incarnato in terra, un personaggio come quello di Frank costituiva un forte fattore di novità, soprattutto perché inserito in un contesto di puro squallore urbano. Gli omicidi avvengono nei luoghi più disparati: dal triste alberghetto a ore dove Frank strangola la prostituta, fino ai bagni deserti di una stazione della metropolitana. Girato a New York, ma quasi sempre senza permessi, con la paura di essere arrestati, Maniac ha dalla sua una fotografia estremamente realistica e un stile da documentario d’assalto, dovuto, per forza di cose, alla rapidità con cui venivano girate le scene in esterni. Si narra che la famosa sequenza dell’ esplosione della testa di Tom Savini abbia richiesto appena un’ ora di riprese, con Savini pronto a scappare in macchina nel caso di arrivo improvviso di una pattuglia. Savini qui anche attore, per ragioni quasi indipendenti dalla sua volontà: aveva modellato la testa finta sulle sue fattezze e mancavano i soldi per costruirne un’ altra. Capita a volte che le restrizioni di budget, insieme a una lavorazione ai limiti del possibile non siano un ostacolo alla resa finale di un film, ma quell’ elemento in più che gli conferisce un’ identità precisa. In questo caso, la sporcizia degli ambienti e il senso di urgenza che traspare ogni volta in cui Frank si avventura per le strade di New York, in caccia della sua prossima vittima.

Dea

Maniac è un prodotto in cui la struttura schematica dello slasher e la vera anima disperata e realista della sceneggiatura convivono senza contraddizioni. Sono presenti, nel film, quasi tutti quegli stereotipi legati ai bodycount tipici del periodo: le vittime sono quasi tutte donne, spesso uccise in situazioni legate al sesso; c’è anche qui, come in ogni slasher che si rispetti, una final girl (la divina Caroline Munro) con cui il killer instaura un rapporto che assomiglia a una caricatura tragica de la bella e la bestia; il tasso di gore è elevatissimo, anche per gli standard a cui siamo abituati oggi, all’ insegna di una tendenza a superare la soglia del sopportabile tramite l’ uso di tecniche di effetti speciali innovative e artigianali che negli anni ’80 toccarono vette mai più raggiunte. Eppure, come abbiamo detto all’ inizio, si tratta di depistaggi che servono a Lustig per facilitare una visione che, senza quegli espedienti, sarebbe risultata troppo estrema e  disturbante. Manca, per prima cosa, la componente adolescenziale: Maniac è un film adulto, con protagonisti adulti e tematiche adulte. Non troverete ragazzotti da college che giocano a nascondino con un bamboccione mascherato, perché Maniac parla, nella sua essenza più profonda, della miseria e del dolore che ti trascinano a fondo, fino all’ esplosione della follia omicida. Parla di piccole, squallide esistenze solitarie e di traumi che non saranno mai risolti. Parla di un rapporto conflittuale e deleterio con il mondo femminile (e non è un caso se il film, anche questo, fu tacciato di misoginia), in cui il desiderio si mischia al senso di colpa e all’ impotenza, e sfocia in un’ oggettivazione totale della donna, nella forma di un manichino muto cui dormire accanto, possibilmente ammanettato. Parla, insomma, di disperazione quotidiana.

Solo vedendo il film in questa prospettiva è possibile comprendere la massacrante virata nel soprannaturale degli ultimi minuti del film, in cui i manichini si animano e, come scatenate baccanti, fanno a pezzi il loro carnefice. Cambio di registro così forte e repentino che lascia storditi, quasi il delirio di Frank fosse il nostro delirio, e la sua sofferenza la nostra.

Per il 2013 è previsto, neanche a dirlo, un remake di Maniac, per la regia di Franck Khalfoun (-2 Livello del Terrore) e scritto da Alexandre Aja, che come tutti sapete, su questo blog gode della stessa fiducia che darei a uno scarabeo stercoraro. Al posto di Spinell (che ci manca tanto) arriva Elijah Wood che non ci azzecca un cazzo, ma va bene. Li aspetto al varco, tutti quanti. Mi consola soltanto il fatto che, tra i produttori figuri lo stesso Lustig: da tempo il regista aveva in mente di girare un seguito del suo film d’esordio. Non se ne fece mai nulla e forse  questa potrebbe essere la sua occasione per tornare sulle scene. Speriamo bene, William. Torna vincitore, ti prego.

43 commenti

  1. Non ci posso credere! Sono il primo a commentare?
    Maniac è uno di quei film sottovalutati ma fondamentali per il cinema del perturbante, un vero e proprio pugno nello stomaco all’epoca, ma uno di quei pugni nello stomaco in grado di fertilizzare il terreno spingendo molti altri suoi colleghi a sperimentare nuove vie.
    Sul remake di Aja, sinceramente, mi auguro che non riescano a farlo.
    Me lo auguro con tutto il cuore.

    1. Infatti, Maniac è un film seminale, che apre una nuova strada al genere.
      Io, per il remake, spero solo che serva a portare un po’ di soldoni nelle tasche di Lustig che se lo merita.
      Grazie di essere il primo, Nick!

  2. mamma mia che figata che è questo film!!! da quando l’ho visto Spinelli è nella mia hall of fame, inamovibile! 😀
    purtroppo non riesco a leggere tutto, ma se ti conosco sono sicuro ne hai parlato bene. cultissimo da non perdere.

    1. Sì sì, ne ho parlato bene. In questa rubrichetta settimanale, solo bei film e solo cultissimi!
      Grazie Roby!

      1. porc… ho scritto Spinelli con la “i” finale. lapsus, ahah! 😛

        1. Freud ci scriverebbe un trattato! 😀

  3. mi terrorizza ancora oggi solo al pensiero,Da ragazzino mi ha profondamente turbato e sconvolto,vabbè che sono assai impressionabile.Il brutto-che in realtà è il bello anzi bellissimo- di questo film è che non scherza,mortacci sua!Io lo paragono all’altro immenso capolavoro del genere serial killer,cioè Cruising:la stessa nichilista e radicale disperazione,la stessa forza pessimista e crudele.
    Comunque non lo rivedrò perchè mi aveva davvero troppo scosso.Eh,si che l’ho visto a 11 o 12 anni già abbastanza grandicello!

    Joe Spinell è uno di quelli che meriterebbero un post solo per lui,anzi va.lo faccio!
    Ha trovato una morte tristissima soffocato dal suo vomito,come Divine e Bon Scott.Rest in peace!

    Lustig per un certo periodo fu il mio regista preferito,amo moltissimo-e sono l’unico mi sa- il suo Senza Limiti:un serial killer apatico e freddo uccide ,ma vuole essere fermato.Figlio di uno sbirro autoritario.Insomma niente di che ,ma Judd Nelson per me era spettacolare qui
    L’hai visto?

    1. Sì, questo film fa impressione e Spinell è una specie di icona mostruosa. Quanto ci manca. E’ vero anche che il film ricorda per certi aspetti Cruising.
      Senza limiti…ho qualche vecchia reminiscenza. Mi ricordo Robert Loggia 😀

      1. si,quello!Con Loggia ,Leo Rossi e Judd Nelson.Non rammento più se è sua la regia della saga di Maniac Cop.Carini,non fondamentali,ma carini

        1. Sì, è sua. Carini i due seguiti, fondamentale il primo film:D

          1. si,ma per Maniac Cop i nostri distributori hanno usato il metodo Ginger Snaps.Quindi quale cazzo era il primo?(so che hanno distribuito il secondo come fosse il capostipite,ma li mortacci loro)Quello con Skerrit?
            Comunque me li rivedrò a breve,spero.

          2. Nel primo c’ Tom Atkins e in Italia lo hanno distribuito col titolo di Poliziotto sadico. La data di uscita 1988. Non puoi sbagliarti! http://www.imdb.com/title/tt0095583/

          3. si,rammentato!Thanks,e poi scritto anche da Larry Cohen che io reputo un altro nome importante seppure forse minore,esattamente come Coscarelli
            Grande film Poliziotto Sadico,effettivamente

  4. Questa volta vado controcorrente: non ho mai provato tutto questo entusiasmo per sto film, che mi è sempre apparso trattenuto, legato. Per carità, per l’epoca è un’innovazione nel genere ed è certamente un buon film, ma non ci ho trovato quel qualcosa in più che lo elevasse. Questo ovviamente non vale per il finale che è forse il momento più riuscito.

    1. Sì, è un film trattenuto, è un film anche freddo, se vuoi e in alcuni momenti può apparire goffo. Ma per me è un cult imprescindibile, se si vuole fare un’ analisi seria della storia dell’ horror, e anche se la si vuol fare poco seria come la mia 😉
      ciò non toglie che ci lovviamo lo stesso, vero?

      1. Ovviamente un parere discordante su di un film non può incrinare tutto questo lov.

  5. Concordo pienamente Lucia ! In tema di serial killer è uno dei miei film preferiti, Spinell giganteggia su tutti e riesce ad interpretare il suo personaggio in modo viscerale e convincente. Fra l’altro pare che mmolti vedano “Maniac ” come parte di una trilogia tematica sui serial killer ed il degrado urbano assieme a “Lo squartatore di New York” e “Nightmare in a damaged brain”.

    1. Grazie Roberto!
      E infatti Maniac e Lo squartatore di New York hanno tanti punti in comune fra loro. Purtroppo ti devo confessare di non aver mai visto Nightmare in a damaged Brain, però adesso che me lo dici, devo recuperarlo 😀

  6. Questo non lo conoscevo… però da come ne hai parlato mi pare di capire che sia un vero cult, da recuperare ad ogni costo!
    Chissà se lo zio vicino al torrente potrebbe fare qualcosa… vedremo…
    Cmq complimenti, questa tua iniziativa si sta rivelando una miniera di segnalazioni succosissime! 😀

    1. La rubrica nasce apposta per questo.Arriveranno anche un paio di film famosissimi e noti a tutti quanti, ma solo perch hanno segnato in maniera talmente profonda il genere, che ignorarli diventa impossibile.Per il resto, cerco di recuperare cose non troppo note, dimenticate. E sono contenta che queste segnalazioni servano a qualcosa. Grazie!

  7. Anche questo non lo conoscevo e ora è in lista, perché mi sembra molto molto interessante. E manco a dirlo ovviamente il remake è già alle porte. Sigh, meno male che so che sei lì nel varco ad attenderli! *O*

    Ciao,
    Gianluca

    1. MI metto con uno scettro in mano e comincio a gridare: Tu non puoi passareeee!!! 😀

  8. Giuseppe · · Rispondi

    “Maniac” l’ho visto una sola volta diversi annetti fa…di sicuro un film davvero borderline per l’epoca (al di là della sua veste slasher), con un Joe Spinell in un ruolo che richiedeva molto “coraggio” per essere reso in modo così credibile e una Caroline Munro in ottima forma (tra l’altro avevano già lavorato assieme nel Cozziano “Starcrash”), per non parlare del livello di gore garantito da Savini (e penso che la sua “testa” sia rimasta negli annali dell’horror almeno quanto quella della prima sfortunata vittima del cronemberghiano scanner Darryl Revok). E con la tua analitica recensione (senza pretese dirai, io invece ti dico pretendi, cazzo, pretendi 😉 ) in pratica me lo hai fatto rivedere quasi fotogramma per fotogramma 😀 dato che essendo passato un bel po’ di tempo alcuni dettagli cominciavano a sfuggirmi di mente, cosa che non mi è ancora capitata con i due Maniac Cop che ho comunque avuto occasione di rivedere diverse volte (la coppia Lustig-Glickenhaus, che nostalgia…).
    P.S. Ti pareva se qualcuno non voleva fare il remake pure di Maniac, peccato che a mio parere l’unico adatto a rendere giustizia in qualche modo alla figura del serial killer concepita da Lustig sia già andato a fare compagnia a Spinell un decennio dopo la sua dipartita…parlo di Brion James pensando, ad esempio, alla sua caratterizzazione del folle Max Jenke (fermo restando che -attenendoci all’oggi- in mano a certa gente la sola idea di remake mi fa sudare freddo, anche se Lustig dovrebbe poter tenere sotto controllo gli sbarbati)…

    1. EH già, l’ esplosione della testa di Savini è negli annali del cinema gore, ormai. E rimarrà lì per sempre. Voglio vedere l’ esplosione in CGI del remake. Me la sto gustando preventivamente 😀
      Grazie davvero!
      Maniac Cop è un’ altra perla che andrebbe riscoperta, del famoso decennio d’oro, che sarà il più complicato da affrontare, dato che ho davvero l’ imbarazzo della scelta!

      1. Giuseppe · · Rispondi

        E allora ci metteremo nelle mani di Colei Che Sceglie (entità dei miti di Cthulhu da poco scoperta, che raccoglie seguaci tramite un misterioso Blog), e che saprà mettere ordine nel caos 😀

        1. Ecco, come entità dell’ Altrove mi ci vedo abbastanza bene 😀
          Però il caos lo porto, incasinata come sono!

  9. LordDunsany · · Rispondi

    E’ ora che riveda questo flm l’ho visto almeno 20 anni fa e ne ho un ricordo troppo vago 😛 Attendo il remake con curiosità, Aja farà di certo un bel lavoro, gne gne gne 🙂 😛 😀

    1. Ma Aja non dirigere, eh? Lui scrive il copione. E se Aja regista è comunque uno che ha tecnica da vendere, come sceneggiatore ha sempre scricchiolato
      gne gne gne 😀 😀

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Appunto, sceneggia, quindi CERTEZZA ASSOLUTA 🙂 😀 Tanto peggio de “La nuova cosa” e “Non avere paura degli gnomi al buio” non può fare, no? 😀

        1. Al peggio non esiste limite. 😀 Ma credo che con Lustig alla produzione metteranno un freno alle cazzate, a meno che non sia rincretinito del tutto. E, riflettendoci, no. Peggio de La nuova cosa quasi un’ impresa impossibile

  10. evocuoco · · Rispondi

    Alexandre Aja ha diretto Alta Tensione, film copiato da Intensity di Koontz e che sfoggia uno dei finali più ridicoli, pretestuosi, e orrerrimi che io abbia visto in vita mia. Quindi il remake è già fallato in partenza. Signore (delle tenebre?) salvaci dai registi che vagolano nella notte cerebrale profonda….

    1. Però, finale a parte, Alta Tensione era un gran bell’ esordio, soprattutto se paragonato a quello che il francesino ha diretto dopo. In realtà io ce l’ho a morte con Aja perché un po’ ci credevo, in lui, all’ epoca. E spero sempre che, quando si deciderà a staccarsi dai remake, potrà fare qualcosa di davvero buono.

  11. Come avete già detto, film seminale, c’erano già stati altri slasher, ma qui si è consolidata una strada al marcio, campeggiatori 14enni e pantaloncini corti.
    Ci sta benissimo nella tua rubrica, perché è un “secondo classico”, nel senso che è non fra i conosciutissimi ma fra gli utili per un percorso.
    Neanche io scommetto su Aya e co., ma come deve venire il remake di uno slasher così nel 2012, suvvia! Il bello del film era proprio il contesto storico, ora è quasi certo un debosciamento stile rifacimento di Venerdì 13.

    1. Mi piace il termine debosciamento, perché rende l’ idea alla perfezione, Luigi 😉
      Sto cercando, poi magari non ci riesco, di dare un minimo di senso a questa rubrica. Non so se si intravede una specie di disegno, perché non ce l’ho chiaro neanche io. Sono tanti i registi e tantissimi i film che hanno segnato, anche se per poco e in maniera marginale, la storia del genere. Ma forse è il genere stesso a essere marginale. E quindi va bene così, continuiamo a scavare

  12. Capolavoro slasher, necessario! Poi Lustig veniva dal cinema hardcore (con lo pseudonimo di Billy Bagg) e in questo film inserisce alcuni camei di attrici che avevano già lavorato con lui in Hot Honey (1978) e in The Violation of Claudia (1977), come Sharon Mitchell che in Maniac interpreta la seconda infermiera. La scelta forse non fu dettata dal caso visto che la Mitchell aveva già avuto esperienze col maniaco dei… clisteri (!) in Water Power tre anni prima. 😛

    Vedremo cosa riuscirà a combinare Khalfoun col suo remake previsto per il prossimo anno. Certo è che Elijah Wood nei panni di Joe Spinell mi lascia un “pochetto” perplimuta, ma se va bene a Lustig… buona camicia a tutti!

    1. Sì, il suo passato nell’ hardcore secondo me lo ha aiutato non poco. Alla fine, spesso, soprattutto a quell’ epoca, erano generi di confine 😀
      A Lustig va bene per forza perché finalmente lo pagano! No, scherzo…sarà inguardabile, io già me lo immagino.

  13. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Capolavoro, avrai letto la recensione sicuramente, anche di Robydick, come pure quella del successivo, grande, “Vigilante”(’81), sempre di Lustig, il regista indipendente newyorkese, per eccellenza, di quel periodo. Altro che, Paul Auster.

  14. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Lo sa ma lo leggerai anche da molte parti, che questo grande film “malato”, (come il coevo eccezionale “Exterminator”(’80)di James Glickenhaus), entrò a far parte nel dibattimento del primo processo Pacciani per i delitti del Mostro di Firenze, nell’Aula Bunker di Santa Verdiana a Firenze, nel 1994. Udienze che seguii bene come allora cronista de Il Tirreno. Ti spiego il perchè: Siccome questo film uscì a Firenze nel febbraio del 1981, secondo Mario Spezi per primo e anche per altri dopo, doveva essere stato visto dall’autore/dagli autori dei delitti, per le troppe impressionanti somiglianze -ed è vero- del vero modus operandi degli omicidi di coppiette, con quello della sequenza -ancora oggi assolutamente impressionante e disturbante, e totalmente insuperata, anche grazie al montaggio, e allo splendido effetto di esplosione della testa di Savini- di omicidio con il fucile a canne mozze, della coppia appartatasi sotto il ponte del N.J. Proprio nel 1981 ci furono i due delitti famosi del Mostro di Giovanni Foggi e Carmela de Nuccio il 6/6, e Stefano Baldi e Susanna Cambi il 22/10 -e nei quali la tecnica di esecuzione degli omicidi andò raffinandosi, diventando quella di poi quasi tutti gli omicidi successivi, che ricollegati con quello del 1974 della Stefania Pettini-Pasquale Gentilcore a B.go San Lorenzo, fece “nascere” la serialità e l’enorme clamore degli omicidi del cosìddetto “Mostro di Firenze”.
    E’ da dire però, che l’omicidio terrificante della coppia nel film, si ispirava già a quelli di coppiette uccise a revolverate dal “Figlio di Sam”(Sam Dershowitz), compiuti sempre a N.Y. nell’estate del 1977, e portati sullo schermo nel miglior film di Spike Lee, “S.O.S.-Summer of Sam”(’99), e prima ancora dal più famoso e precursore killer dei delitti di coppiette,il mai identificato “Zodiac Killer” di San Francisco, tra gli anni sessanta e settanta. Anche qui, magistralmente trasposto/i sullo schermo da David Fincher in “Zodiac”(’06).

    1. Sì, ho letto la recensione di Roby, tempo fa. Accuratissima come sempre 😉
      Questa storia del mostro di Firenze non la sapevo invece. Molto interessante. Io sapevo dell’ ispirazione che aveva preso Lusting sia dallo Zodiac Killer che dal Figlio di Sam.

  15. Napoleone Wilson · · Rispondi

    Il bellissimo manifesto originale americano, che si vede all’inizio della tua rece, e in copertina anche al dvd R1 della Blue Underground -la famosa e imprescindibile compagnia di H.E. in Blu-ray7DVD di film di “genere” di Lustig- fu quasi mandato al rogo insieme al film, soprattutto dalle scatenate femministe dell’epoca nei picchetti davanti ai cinema in cui veniva proiettato questo film, perchè ed è vero, se noterete, nei jeans dell’assassino dalla testa mozzata di una donna in mano, affiora un’evidente erezione.

    1. Sì, il manifesto fa ancora il suo effetto adesso, è potentissimo, e lo è proprio per quel particolare che fai notare tu. Che poi non si capisce cosa avessero da incazzarsi le femministe…

  16. LordDunsany · · Rispondi

    Rivisto oggi, con occhi adulti.. Spettacoloso! 🙂 E’ un misto tra “Henry pioggia di sangue” e “I dismember mama”, ma più cupo ed efferato.. La scena nella metropolitana è magnifica di grande intensità, il montaggio che la precede (l’inseguimento) di gran livello.. E’ resa magnificamente la pulsione del Serial Killer il quale non riesce, non può fermarsi, è un predatore, sempre affamato. Prego i giovani che dovessero vederlo che non stiano a notare i “particolari” difettosi (la sirene della polizia mentre van a predere Frank; i due poliziotti che stan 3 secondi e manco controllano se il cadavere lo è a tutti gli effetti; Caroline che, come Frank le suona dicendole che gli ha fatto una foto al parco, non si domanda come faccia ad aver l’indirizzo, Caroline che esce immediatamente a cena con Frank manco fosse Brad Pitt o Dirk Diggler 🙂 ), sono mero contorno, non è quello che conta!

    PS: vedendo il trailer del remake Frodo fa impressione, sembra un malato terminale! 😀

    PS2: “Maniac Cop” invece è finito nelle sapienti mani di Refn 🙂 😉 Non sto nella pelle.. 🙂

    1. Refn si da al remake?Mah..speriamo bene…non so…

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