Hostel: Part III

Regia – Scott Spiegel (2011)

Ah, che meraviglia, il natale è andato, il blog riapre, bisogna solo sopravvivere al capodanno e poi l’ isteria collettiva legata alle feste sparisce per altri dodici mesi e possiamo tornare a respirare. Non c’è niente di meglio, per tornare alle vecchie abitudini, di un bel film di merda. La monnezza per antonomasia.

Hostel: part III, che esce solo per l’ home video. Roba da far tremar le vene e i polsi. E’ noto ai più che quando una saga trasmigra in dvd, dopo che il suo creatore l’ abbandona e dichiara di non volerci più avere nulla a che fare, dobbiamo tutti temere il peggio. Non che la perdita di Hostel sia una cosa da strapparsi i capelli o stare in lutto. Spesso mi sono chiesta cosa mai ci facessero i primi due capitoli su un grande schermo. E se persino Eli Roth fiuta la cazzata, molla tutto e si dedica ad altro, lui che galleggia nella cacca e afferma, candido, che si tratta di nutella, allora non ci si può aspettare che un fiasco colossale.

Perché l’ hai visto? Che domande, l’ ho visto per voi. No, in realtà ci sono cascata come l’ ultimo degli avventori di un videonoleggio, quando rimesta tra gli scaffali e inciampa in robaccia brutta assai solo perché tutti gli altri titoli erano già stati presi. Due cose mi hanno fatto andare a sbattere contro Hostel: Part III, l’ ambientazione e il nome del regista. Per la prima volta, la saga di torture e vacanze intelligenti  esce dall’ Europa e approda in patria. Non era una cattiva idea, se non altro perché ci risparmiava lo sguardo ignorante e presuntuoso degli americani nei confronti dell’ Europa, che era il marchio di fabbrica dei primi due capitoli (ricordate il treno italiano del secondo?). E poi Las Vegas ha sempre il suo fascino di plastica e lucine colorate, di territorio franco in cui tutto è lecito. Poteva essere la scelta giusta, se non fosse che di Las Vegas si vede poco o nulla, panoramiche dall’ alto a parte, quelle con l’ elicottero a volo radente sui casinò e le strade brulicanti, già mostrate in almeno un migliaio di film, oltre che in ogni episodio di C.S.I. per riempire i buchi tra una scena e l’ altra. Il regista, Scott Spiegel, oltre ad essere stato un fake shemp in Evil Dead II, ha diretto uno slasher che io adoro e che brilla per violenza e inventiva nei vari omicidi, Intruder, nel lontano 1989.

E così, mi sono accomodata, piena di buoni propositi e con la convinzione che a fare meglio del primo capitolo non ci voleva poi tanto, ci era persino riuscito lo stesso Eli Roth con Hostel: Part II. Ti pare che uno che sguazza nella serie B da tutta la vita, che ha lavorato con Raimi, che è libero da qualsiasi censura perché tanto il film sbarca direttamente in dvd, non è in grado almeno, dico almeno, di regalarci un’ oretta e mezza di torture decenti?

No.

Il torture porn è un genere nato già morto, che non ha mai avuto senso di esistere e che camminava tra noi come uno zombi solo in virtù del superamento costante della soglia del sopportabile (per la vecchietta al piano di sotto), già superata nelle decadi passate dai pionieri dello splatter e del tutto sradicata dal cinema orientale. Qualche film usciva dall’ anonimato grazie a trovate pubblicitarie in grado di far presa sul grande pubblico, o di scandali montati ad arte. Sull’ orlo della putrefazione definitiva, il torture porn trova casa in Serbia con risultati imbarazzanti e in Olanda, col risultato di far ridere anche i polli. Ma pare che l’ idea di assistere a danni cospicui inferti a corpi indifesi sia ancora in grado di raggranellare qualche soldino. E allora si raschia il fondo del barile e arriva Hostel: Part III, ove assistiamo alle gesta di quattro amiconi che vanno a festeggiare un addio al celibato in quel di Las Vegas. Lì, in mezzo a mignotte, gioco d’azzardo e alcol gratuito, finiscono nella rete dell’ organizzazione di ricchi torturatori.

La struttura è quella classica di Hostel: per metà film i protagonisti si divertono, per l’ altra metà vengono puniti, in un meccanismo moraleggiante che non avrebbe sfigurato in uno dei vecchi fumetti della EC comics. Il tutto, però, senza un briciolo di ironia, almeno presente in dosi massicce nel secondo capitolo della saga. A differenza dei film precedenti, questa volta i clienti dell’ organizzazione assistono da dietro a un vetro alle torture, non le perpetrano direttamente. Scommettono su quanto resterà in vita la vittima, su quanto supplicherà di essere risparmiata, sull’ arma utilizzata dai carnefici, in una specie di lotteria chiamata “ruota della sfortuna”. Sì, non fa neanche ridere. Urta il sistema nervoso e insinua in noi la sgradevole sensazione di essere presi per i fondelli, accentuata anche dal fatto che

a) le torture sono edulcorate e quasi sempre fuori campo

b) quando si vedono sono in pessima cgi

c) si capisce dove il film voglia andare a parare sin dalla prima apparizione del protagonista

Sottoprodotto a basso costo e privo di elementi perturbanti, Hostel: Part III spaventa solo per la concezione biecamente bigotta di fondo, per cui le punizioni più estreme e terribili vengono inferte alla escort e al marito infedele. Si cita Martyrs a sproposito e con la presunzione di essere ancora più cattivi, scatenando quindi matte risate e istinti omicidi nei confronti dell’ arrogantello dietro la macchina da presa. Si lancia un’ orda di scarafaggioni digitali in faccia a una povera crista vestita da cheerleader sperando forse di operare una destrutturazione satirica del mito americano e  facce ride che ne abbiamo bisogno. Tutto questo per dimostrare il noto teorema per cui tira più un pel di fica che una mandria di buoi. Giuro. Hanno costruito un intero film intorno a quel vecchio proverbio e ci hanno anche speso soldi.

Per il resto, c’è gente che viene investita da un’ esplosione mostruosa e sopravvive con qualche piccola bruciatura, c’ è quello che sembra un pacifico bravo ragazzo e che, esarcebato da cotanta violenza e da quanto la vita sia perfida e cattiva, si trasforma nel giustiziere della notte parte 123esima, ci sono personaggi messi lì non si sa perché, che pare abbiano un qualche ruolo nello sviluppo della trama e invece crepano in un nanosecondo senza colpo ferire, dopo aver sbraitato per ore ore una sequenza infinita di fuck you I’m gonna fucking kill you son of a bitch, ma tanto sono ucraini e son carne da macello, giusto?

SEGUE SPOILER

Alla fine si salva quello che non ha voluto tradire la moglie con la escort. Perché lui è stato tanto bravo.

Almeno Eli Roth non ce la menava su che cosa sconveniente sia l’ adulterio.

29 commenti

  1. Il tipo nella locandina con la cuffia da piscina da solo vale tutto il film!!!

    P.s. spettacolari tag

    1. E l’ espressione serissima con cui indossa la cuffia?
      “venti vasche…dio venti vasche” 😀

  2. Mazza che schifo!Io a suo tempo vidi la seconda parte e ti confesso di essermi sentita una psicopatica un pochino imbecille oltretutto presa per i fondelli. Penso di aver visto raramente qualcosa di più brutto ed idiota. Questo salto, of course!Buon paurosissimo 2012….

    1. E tu pensa che la seconda parte è forse il capitolo migliore, se non altro per la presenza della Matarazzo che è sempre una garanzia di recitazione di qualità.
      Salta, salta che davvero non ti perdi nulla.
      Buon 2012 anche a te e grazie!

  3. Helldorado · · Rispondi

    Ho troncato a metà il primo perchè la scene di tortura non le sopporto fisicamente…figuriamoci i sequel!
    Quello che mi inorridisce stavolta è l’intento moraleggiante che hai così ben descritto…

    1. ma infatti il torture porn (a parte rarissime eccezioni) è un genere che esiste perché sì.e ha sempre, sempre, un intento moraleggiante. E’ la sua natura di genere mainstream. pensa a saw.

  4. Inizio a pensare che non si debba più parlare di soglia di sopportazione dello splatter e del torture, ma della monnezza che ci propinano. Anzi, che ci propiniamo da soli, come in questo caso. E hai tutta la mia stima per esserti cimentata consapevolmente ne lammerda. 🙂

    Comunque “A serbian film” lo avevo visto pure io. Ed ecco “risultati imbarazzanti” mi sembra anche troppo positivo come giudizio… 😄

    Ciao,
    Gianluca

    1. Sì, sono stata troppo buona: al posto di imbarazzanti avrei dovuto scrivere osceni. Che pessimo film, tra l’ altro con velleità. Non ho neanche avuto la forza di farne una recensione 😀
      Grazie Gianluca, sempre indomita e pronta a rimestare 😀

  5. Sono arrivata a leggere anche lo spoiler tanto sono sicura che questo film me lo perderò 😉
    D’altra parte sono di quelle che non ha apprezzato neppure un po’ il primo Hostel che ho trovato scialbo e, a tratti, irritante. Se però mi dici che il secondo episodio merita quasi quasi lo recupero.
    P.s. Sto sempre aspettando la tua recensione di Martyrs. Eddai, trova il coraggio, supera la paura e buttala giù senza pensarci 😉

    1. Perditelo in tranquillità 😉
      Il secondo è un pochino meglio del primo, ma da qui a dire che merita ci passa l’ Atlantico in mezzo 😀 diciamo che si può guardare senza aver voglia di prendere a roncolate Eli Roth, ma è meglio se ti dedichi ad altro.
      La recensione di Martyrs arriverà con l’ anno nuovo, è una promessa 😉

  6. cavolo, non sapevo avessero fatto una boiata del genere. secondo me, qui siamo ai livelli di saw 4,5,6 almeno a vedere come ne parli! Anche a me il secondo hostel non era dispiaciuto, ironico e divertente al punto giusto, mentre il primo era una semi-cazzata.

    1. Il primo era un esempio perfetto di millanteria. Ancora ho le pupille offese. Sul secondo hai ragione, lo salvava l’ ironia. E comunque Roth non è un cattivissimo regista. Io adoro Cabin Fever, per esempio. Sulla saga di Saw stenderei un velo pietoso, ma il livello è più o meno quello.

  7. il moralismo in salsa yankee poi non è nemmeno quello di chi ha davvero un rigoroso sistema di vita.Perchè ci sguazzano nella erotizzazione forzata,nella trasgressione facilona,nel vizio da mentecatti,poi :sorry,for god and family,a morte i peccatori.Che contraddizione clamorosa.
    Per me la trama è interessante,(i ricchi che scommettono sulla vita degli altri è una buona e potente metafora per rappresentare la società liberaldemocratica e anche il fatto che si punisca chi pecca e chi è la causa del peccato potrebbe essere interessante perchè apre l’interrogativo: tu che torturi un peccatore non stai facendo lo stesso?Con quale diritto ti permetti di fare questo tipo di giustizia malsana?),è resa di mmmerda perchè non c’è un occhialuto dietro la sceneggiatura.Grossissima pecca,perchè si sa qualsiasi cosa venga toccata da un occhialuto brilla.^_^

    ps:ma che vuoi che ti dica questo natale l’ho passato vedendo roba da 4eyes assai snob,(L’Idiota con Albertazzi e Volontè,vecchio sceneggiato rai.Io amo questi sceneggiati,si sono vetusto),classici,(Furore di Ford e Cincinnati Kid con Macqueen),E poi due film ddepaura:Fenomeni paranormali incontrollabili che per me è valido e la cazzatona Holocaust 2000 di De Martino con Kirk Douglas e lenin mi perdoni per questa caduta nell’indefinibile cinematografico!
    Li hai visti ?

    1. Sì, ma a parte lo spunto della trama non c’è davvero altro in questo film. Anche perché non si cerca nessuna metafora alla Society, tanto per capirci. Sugli occhialiuti io non parlo perché poi litighiamo e sono ancora intrisa del buonismo natalizio 😀 sai che per me l’ unico occhialuto buono è l’ occhialuto morto (o almeno messo in condizione di non nuocere al prossimo). gh. scherzo.
      Holocaust 2000 l’ ho evitato come la peste, mentre Fenomeni paranormali è un filmetto che rivedo sempre volentieri e mi diverte tanto. Anche se il romanzo è su un altro pianeta.

      1. ma sai ti potrei dar ragione se dovessi pensare a Soderbergh.
        Firestarter è un buon romanzo,ma che ho apprezzato successivamente.Quando stefano sapeva scrivere,ci pensi?

        ps:su Holocaust 2000 ho scritto una recensione che te la farò leggere per correggere il romanesco made in brianza.
        Oggi mi capita Bakterion…mamma mia!

        http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.com

  8. Helldorado · · Rispondi

    Lucia, della orrenda serie di Saw ho visto solo il primo e alla famosa scena del piede più che inorridito stavo morendo dal ridere… comunque mi ha fatto veramente ribrezzo.
    Meglio il porn senza torture…(ba-dum-tssss!)

    1. La scena del piede è un momento di comicità involontaria adamantina!

  9. Madonna del cielo… avevo gia detto a psichetechne che ammiravo il suo masochismo ma anche tu non scherzi!
    Fin dal primo episodio si cadeva da un’altezza tale che era impossibile non farsi del male. Il secondo l’ho visto come te, per causa “noleggio-esaurito”, ma il terzo davvero non riuscirei ad affrontarlo. Non per le torture (torture, si, lasciami questo eufemismo), ma perché rischierei di rovinare il tappeto nuovo lanciando il braccio destro, birra-munito, in aria nel tipico gesto del “mavaffa…” 😉
    Buon Natale in ritardo e che l’anno nuovo porti consiglio…

    1. Io devo prendere la sana abitudine di legarmi mentre guardo certa roba, perché poi faccio gesti inconsulti!
      Buon natale in ritardo anche a te Eddy 😀

  10. Mai piaciuto Hostel e questo ovviamente non lo vedrò. Grazie per il sacrificio, ma tanto lo sai che è a buon rendere 😉

    1. Lo so, lo so, ci sacrifichiamo volentieri, noialtri…
      come se non bastasse anche nel reparto bellezze questo film vola molto molto basso.

  11. Gesù Krispies.
    C’è quella faccia di mmm…… di John Hensley, che odio fin dalla prima puntata di Nip/Tuck.
    Dimmi che crepa e, merda o non merda, COMPRERO’ Hostel III!!! 😄

    1. Crepa! crepa anche male, quindi vai, acquista, ma poi quanto la bruttezza diverrà insostenibile e tornerai qui a insultarmi, io farò finta di non esserci 😀

      1. Crepa pure male?
        Gli sta bene… quando ho visto il finale di Denti ho fatto la ola, giuro!!! Bene bene lo cercherò…

  12. LordDunsany · · Rispondi

    Mah, ti dirò, stavolta non mi trovi d’accordo.. 😀 Non è un capolavoro ed ha tanti difetti, questo è chiaro, però si lascia guardare (giusto per citare n esempio che fai tu, a me Cabin Fever è piaciuto molto molto poco, meno di questo..). Ne fanno a quintalate di film del genere, però negli ultimi 15 anni ho visto decine di film peggiori (secondo me, parlando di materiale proveniente dall’America, questa saga è una delle poche cose decenti degli ultimi anni). Infatti non concordo sulla saga, i primi due episodi non erano male (ammetto che sono andato a veder il secondo al cinema solo per il cameo di Miike :D) eran un tentativo di portare qualcosa di diverso; la saga di Saw è molto peggio e molto irritante..

    1. Ma ti dirò, per me tra Hostel e Saw non c’è una grossa differenza. Non ci vedo grosse novità. Poi mi sta simpatico Eli Roth e tendo a perdonargli un pochino tutto.
      Però, se mi devi fare Hostel III, mettimici lo splatter, miseria nera. Almeno quello, che cazzo. Qui non c’è niente, scarafaggioni in cgi a parte.

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Mah, non so Lucia, la storiellina sciocca dell’addio al celibato si faceva seguire; sarò tonto e poco scaltro, non m’aspettavo che l’amico tanto amico non fosse e questo m’ha impressionato positivamente! L’evoluzione con scommesse è un tentativo carino di apportare novità a questa saga. Il finale è gradevole, pazienza per il sangue.. “Saw” no, è solo una mostra delle atrocità gratuita, dopo il primo (che m’ha irritato ed ha un buco di trama enorme, spiegato solo nel quarto capitolo..) non si sono nemmeno più sforzati di metterci un minimo di trama..
        Il letame puzza a varie gradazioni man mano “invecchia”, ma questo capitolo non m’è parso così puzzolente 😉 (e io come te tendo ad esser ipercritico su certi prodotti).

        1. Nooo, ma quale tonto o poco scaltro! E’ che non sei malizioso come me!
          Su Saw (anche sull’ irritazione suscitata dal primo) siamo d’amore e d’accordo. Fuffa.
          Però, a mio parere, del tutto soggettivo, Hostel è un prodotto che si regge sulle torture (e già questo mi fa un po’ storcere il naso). Se ci toglie pure quelle cosa resta?

  13. Paolo1984 · · Rispondi

    i primi due Hostel sono film interessanti e attraverso il registro dello splatter movie invitano a riflessioni non banali, non è solo una accozzaglia di torture e scene truculente messe senza costrutto..è solo la mia opinione
    e non si reggono sulle torture più di quanto un Venerdì 13 si regga sugli adolescenti assassinati. Parere mio.

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