Silent Night, Deadly Night

Regia – Charles E. Selliers Jr. (1984)

Per la serie film che oggi non potrebbero mai essere girati, spunta dalle nebbie del tempo questo Silent Night, Bloody Night, oscuro slasher natalizio proveniente dal 1984, costato due lire e mezza e che ha addirittura generato quattro seguiti. Leggendo in giro, mi rendo conto che negli Stati Uniti è una specie di cult, oltre a essere considerato uno dei migliori horror natalizi mai realizzati.  Il che non si discosta poi troppo dalla verità, perché, pur nella sua demenza che è tipica del sottogenere a cui appartiene, Silent Night, Deadly Night, è un film molto onesto, ben diretto e con qualche guizzo creativo e un paio di invenzioni in sceneggiatura davvero interessanti, cose che oggi mancano al novanta per cento dei B movie contemporanei.

Il film di Selliers Jr. si configura quasi come un prequel apocrifo di Black Christmas (a proposito, nella settimana a ridosso del natale vi aspetta in regalo un bel cugino deficiente): ricordate le telefonate del film di Clark, in cui veniva spesso nominato un certo Billy? Ecco, Billy è il protagonista di Silent Night, Deadly Night, un bambino che perde i genitori proprio la notte di natale, assassinati da un rapinatore vestito come Santa Claus. Finito in un orfanotrofio gestito da una madre superiora che è la summa di tutte le figure femminili castranti della storia del cinema, Billy cresce terrorizzato dalle festività natalizie e dalla figura di Babbo Natale in particolare, che ai suoi occhi assume l’ aspetto di uno spauracchio dispensatore di tremende punizioni a chi non si comporta bene. Diventato adulto e magazziniere in un negozio di giocattoli, perde la ragione e comincia a massacrare, abbigliato con tanto di barba bianca e vestito rosso, chiunque gli capiti a tiro la notte del 24 dicembre.

E il terzo giorno Dio disse: sia fatta Linnea Quigley

Silent Night, Deadly Night è uno slasher che possiede tutte le caratteristiche che abbiamo imparato a conoscere e amare vedendo e rivedendo la robaccia anni ’80 che piace tanto a noi: violenza e nudità gratuite, schizzi di sangue addosso a innocenti bambini, suore cattive, un assassino bamboccione con la mentalità di un catechista impazzito e la faccia da cicciobello, decapitazioni sulla slitta, lucine di natale usate per impiccare stupratori, poliziotti imbecilli che ammazzano il Babbo Natale sbagliato e, in tutto questo, un’ immagine del natale brutta sporca e cattiva, in cui non c’è nemmeno l’ ombra di una famiglia felice,  ci si ubriaca fino all’ instupidimento e si fa sesso sui tavoli da biliardo sperando che quella piccola stronza al piano di sopra non rompa le palle con i regali. Ah, e poi c’è Linnea in un piccolo ruolo, sempre nuda per tutta la (troppo breve, ahinoi) durata della sua presenza sullo schermo. Chiedere di più sarebbe davvero troppo.

Eppure, in mezzo a tutto questo marasma di puro divertimento neanche troppo intelligente, Sellier Jr. inserisce qualche tocco di classe che eleva Silent Night,  Deadly Night un po’ (non troppo) al di sopra della media del genere. La sezione dedicata all’ infanzia di Billy, per esempio, è una critica diretta e molto poco metaforica ai metodi educativi basati sulla punizione e sulla repressione. La perfida strega in tonaca e cinghia è la vera responsabile del crollo psicologico di Billy, dato che cura il trauma natalizio del ragazzino a suon di sganassoni, reclusioni in camera mentre gli altri bambini giocano, e privazioni di ogni tipo.  Il senso di colpa sviluppato da Billy sfocia infatti in un atteggiamento autopunitivo e sessuofobo. Qualsiasi pulsione provi il ragazzo, deve essere tenuta a freno e, nell’ uccidere le sue vittime, ripeterà, come un ritornello la frase che la madre superiora diceva a lui prima di picchiarlo o rinchiuderlo: “la punizione è una cosa buona”.

Niente di nuovo o eccezionale, per carità, e tutto derivato dal caro, vecchio Psycho e da altre centinaia di film basati sulla sessuofobia imperante e sul moralismo gretto e da tre lire, se non fosse che la rappresentazione dei fatti è molto cruda, senza autocensure, priva di qualsiasi filtro. Cose che oggi, come abbiamo detto all’ inizio, non potrebbero essere messe in scena senza la didascalia sociologica piazzata a dare spiegazioni non richieste. E invece, in un filmettino del 1984 che parla di un Babbo Natale assassino, non ci si faceva scrupoli nel mostrare un bambino brutalizzato da una perfida suora, dopo averlo obbligato ad assistere al massacro di tutta la sua famiglia. Materiale sicuramente exploitativo, in un genere che prometteva e tette e sangue e questo manteneva, ma con un coraggio nel non risparmiare quanto di sgradevole e meschino ci sia nella vita quotidiana di ognuno di noi, che ai giorni nostri è sempre più raro.

Da sottolineare anche la colonna sonora a base di pianoforte e improvvise dissonanze, firmata da Perry Botkin e la fotografia coloratissima e calda di Henning Schellerup, già operatore in Nightmare on Elm Street. Insomma, se si vuol passare un natale all’ insegna della violenza e della dissacrazione di un’ icona come Babbo Natale, Silent Night, Bloody Night è consigliato a grandi e piccini.

Un’ ultima, nostalgica nota personale: ma quanto erano belli i negozi di giocattoli negli anni ’80? Vedere esposto in vetrina il modellino di Jabba The Hut, insieme a quasi tutti i giochi che hanno accompagnato la mia infanzia, mi ha fatto scendere più di una lacrimuccia.

25 commenti

  1. metto in lista…devo aspettare che se vadano i parenti che vogliono giocare a tombola

    1. Ovvove la tombola! Ovvove! 😀

  2. Ne ho sentito molto parlare (per via della storia del Babbo Natale assassino) ma non l’ho mai visto. Vuoi vedere che adesso me lo recupero proprio per Natale ? (Ma è vero che nel sequel salta fuori un fratello deciso a vendicare il killer del primo film uccidendo chi ritiene responsabile della sua rovina ?)

    1. Sì, nel secondo è il fratello più piccolo, mentre mi pare che in non so quale seguito spunti addirittura una sorella, mentre nel quinto abbiamo i gioccatolai cattivi che costruiscono giocattoli malefici con cui uccidono i bambini cattivi. Me li riservo per l’ anno prossimo 😀

  3. hai capito te?Tutto preso a occuparmi di attrici italiche spesso nevrotiche, mica lo sapevo che nel mondo del cinema c’erano anche le tette di linnea!Wow
    che magnifica scoperta.Quindi credo che sto film me lo andrò a cercare.
    Invece ci tengo tanto tanto tanto,come stonerebbe jovanotti,dire che per uno sbaglio madornale mio ho salvato su dvd il terrificante remake di Black Christmas,nel senso di film di tale bruttezza da fare paura e scatenare bestemmie in tutte le lingue maledette dell’universo.
    Quindi se lo stronchi,mi raccomando :lo devi corcà!

    1. bè, ma Linnea è un monumento alla Donna…una bellezza che davvero fa star male.
      Non preoccuparti per Black Christmas, sarà una mattanza

      1. si,come no!
        Sono andato a vedere altre scene dove è presente lei,ebbè….ebbè..

        L’ho aggiunta al magico trio dei miei sogni:marion,amber,linda roomey-insomma quella che ha fatto il film di Jesus Franco she killed in ecstasy

        1. Che ti avevo detto? Guarda che io ho ottimi gusti in fatto di donzelle!

          1. certo,oltre che nel genere horror mi fido anche sul gusto per le puelle!
            Poi dicono che i blog non servono a niente!^_^

  4. UHm, sì, però preferisco Black Christmas e le sue attrici. Per carità, tutt’altro piano sequenza, ahahaha, però lo sai, mi piace certo cinema. Che poi, anche questa non è un’affermazione esatta, visto che apprezzo anche filmacci come Hell comes to Frogtown, al di là delle semplici assonanze.

    😀

    1. Black Christmas (che affronterò all’ antivigilia per chiudere in bellezza) è su un altro livello, ma proprio anni luce distante da questo filmetto.
      Black Christmas non è neanche serie B, è raffinato, colto, sottile e comunque mantiene sempre un livello di tensione da alta scuola.
      Qui siamo di fronte al classico horror/slasher anni ’80, girato da un regista che poi sarebbe caduto nel dimenticatoio, con attori (Linnea a parte) sconosciuti e una trama che è mero pretesto. Però queste cose ti fanno capire come sia cambiato in peggio il genere.

  5. Già, non il solito slasher, in più concordo con il sottotesto.
    Classico, da trasmettere in una TV di fianco l’albero, rigorosamente anni Ottanta (l’apparecchio).
    Bellissimi i negozi di giocattoli, vero, riflettevano il colore del tempo.
    Slasher che rivedo volentieri, a livello di più blasonati.
    Uscirà fuori anche Christmas Evil?

    1. Sottotesto però messo lì con una certa eleganza, senza farlo strillare. Interessante, una bella (ri)scoperta.
      Christmas Evil è difficile da recuperare, già per questo ho dovuto fare i salti mortali, ma ci proverò in tutti i modi.
      Intanto è in arrivo Don’t open till christmas

  6. Linnea la conosco bene 😀 (era stata pure a un Dylan Dog Horror Fest anni e anni fa, mi sembra) ma il film ora come ora non riesco a ricordarlo, anche se è probabile che l’abbia visto molto tempo fa…mentre mi ricordo che i negozi di giocattoli degli anni ’80 erano belli proprio perchè ci trovavi ancora i giocattoli, gli stessi che adesso trovi malinconicamente esposti nei mercatini o nelle mostre collezionistiche e magari Jabba, Boba Fett, i piccoli Jawas e compagni ci guardano proprio da lì, dalla vetrina del tempo…e le lacrimucce sono un omaggio a quella vetrina dove la nostra immagine riflessa è ancora quella dell’infanzia (ci ho dei sentimenti anche io, ci ho) 😉

    1. Non vorrei dire una corbelleria, ma mi pare sia inedito in Italia, oppure esiste in una vecchissima versione in vhs.
      Eh, io ci incollavo il naso in quelle vetrine, e ancora mi ricordo quando mio papà ogni tanto tornava a casa e mi portava un pupazzo dei Masters da aggiungere alla mia collezione 😀

      1. He-Man, She-Ra, Teela, Man-at-Arms, Skeleton, il pianeta Eternia…sì, è passato un po’ di tempo effettivamente 😀 Ho addirittura vaghi ricordi del pupazzo di uno dei Doctor Who classici (credo il quarto, l’unico parzialmente trasmesso in rai nei primissimi ’80 e quindi il solo con cui avrebbe potuto anche aver senso tentare -da noi- uno straccio di merchandising) con tanto di sciarpa lunghissima e mini cacciavite sonico…

        1. E’ preistoria, ormai, porca miseria. Non mi ricordo come si chiamava la pantera viola che cavalcava Skeleton…

          1. i masters!
            Nel lontano 1984,avevo 8 anni,me li ritrovai quasi al completo sotto l’albero di natale.No,ma forse è due anni prima,mah!
            Ci ho giocato a lungo,quando venivano i miei amichetti a casa mia mi beccavo sempre skelaton e gli altri cafoni.Chiaramente dovevamo perdere perchè sto palestrato fru fru di he man era il bello e buono,e sti kazzi!
            La panetera viola era bellissima.,cosi come quello che cambiava le faccie o quello con le braccia tecnologiche che potevi mettegrli il mitra e così via.
            Siamo invecchiati precocemente visto che a nemmeno 40 anni soffriamo di nostalgia,e se gli altri hanno fatto la resistenza o le grandi lotte popolari,noi che rimpiangiamo?I cartoni e robe simili.
            Come cazzo è che nel mondo felicissimo,liberissimo,fighissimo,occidentale, ci si senta profondamente vecchi nonostante a livello di super io e di io continuiamo a mostrarci strafatti di felicità manco fossimo john travolta che balla in saturday night fever?Mah

            Aò,so filosofo e intellettuale occhialuto che ce posso ‘ffa?

          2. Giuseppe · ·

            Wikipedia la riporta come Panthor…da solo non ci sarei arrivato di sicuro 🙂

  7. Lo sapevo che avrebbi tirato fuori una roba del genere dal cilindro. Te vojo bene, uno dei miei preferiti. Io ho il Dvd Quinto Piano, orribile e pure la Vhs Antoniana Video, credo, non mi ricordo bene. Una saga assurda, dopo ci rimestò pure Yuzna, Cazzo i Masters of The Universe, mè cojoni, quanti ricordi,l’altra notte mè sò sorbito pure er filme che fecero negli eighties con Dolph Lundgren e Frank Langella. Aspetto con trepidazione er resto della rassegna, però te devò confessà che er remake de “Black Christmas” reloaded o risputed che dir se voja l’ho visto 3 volte. Quando vedo quel gineceo nun capisco più un cazzo. Però Margot Kidder sempre e per sempre nel mio cuore. Ciaaaaoo!

    1. E vabbè, nel remake ce sta Katie Cassidy insieme a Elizabeth Winstead che sono un gran bel vedere e ti capisco per questo 😀
      Però che film brutto che è, nonostante loro siano bone assai!
      E comunque, come dici anche tu, quando appare la Kidder se le magna tutte a colazione.
      Il film dei Master con Lundgren da bambina me lo guardavo a ripetizione 😀
      M’ ero pure fatta regalare il castello di Skeleton a natale, quello con il ponte levatoio che era la bocca del teschio. Quanti ricordi

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Perchè hai buttato tutto? 😀 Io sono più grandicello di te e e ammetto di possedere ancora tutti i Masters “cattivi”, i buoni mi paicevano poco ne ho solo 3-4 🙂 (qualcuno doveva pur prenderle da Whiplash e compaghi 🙂 )

        1. Più che altro, ho regalato, oppure sono andati persi in vari traslochi e non mi ricordo che fine abbiano fatto.
          Sì, quelli cattivi erano molto più belli 😀

  8. grande segnalazione Lucia! un saluto :*

    1. Grazie Roby! Un salutone anche a te

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