Dead End

Regia – Jean-Baptiste Andrea, Fabrice Canepa (2003)

Inauguro oggi una rubrichina dedicata agli horror natalizi, che non sono molti, e il più delle volte sono anche brutti, per cui ne esaminerò il minimo indispensabile, giusto per il divertimento di sporcare un po’ di sangue l’ odiato natale. Cominciamo con un gioiellino semisconosciuto targato 2003 e diretto da due giovani registi francesi, ma prodotto negli Stati Uniti e con cast americano. La storia è quella abbastanza classica di una famiglia che, nel corso di un viaggio per andare a festeggiare il natale dai parenti, imbocca la deviazione sbagliata e si perde nel bosco, capitando su una strada deserta che sembra non avere fine. Ma se l’ idea di base è classica, altrettanto non si può dire dello svolgimento e, soprattutto, dei personaggi che il duo francese mette in scena.

Il nucleo familiare ritratto è infatti sull’ orlo dello sfascio sin dalle prime inquadrature: due coniugi di mezza età che a stento si sopportano, una coppia all’ apparenza innamorata e felice (lei è anche incinta) e che invece sta per lasciarsi, e un figlio adolescente  che dispensa battute di pessimo gusto e cattiverie assortite a ogni membro del gruppo. Non siamo però di fronte al solito cattivismo da operetta, ma a delle dinamiche molto reali e approfondite: nonostante i problemi e le difficoltà di comunicazione, c’ è ( o c’è stato, poco importa) dell’ affetto profondo che lega queste persone, sbiadito dalla convivenza forzata, messo a dura prova dagli anni e dai difetti di ognuno di loro e, più di ogni altra cosa, compromesso proprio dall’ obbligo di festeggiare, dalla costrizione a dover essere felici e a volersi bene, perché è natale ed è giusto che sia così. Non la solita famiglia tutta smancerie e “sono fiero di te”, “sei la migliore mamma del mondo” e neppure la sua caricatura parodistica, ma una rappresentazione di gente del tutto normale, alle prese con eventi straordinari.

Grazie alle interpretazioni di Ray Wise e Lyn Shane, entrambi particolarmente in forma e una scrittura molto attenta e curata, diventa subito facile immedesimarsi in questa famiglia e fare il tifo per loro.  Andrea e Canepa, al loro primo lungometraggio, non hanno fretta di passare all’ azione e si concentrano su ambientazione e dialoghi, prima che gli eventi precipitino con l’ apparizione di una donna vestita di bianco e resa muta da un qualche trauma subito di cui noi non siamo a conoscenza. Se è molto semplice intuire come si svilupperà la situazione e dove il film vuole andare a parare (basta aver visto almeno una volta nella vita Carnival of Souls), questo non toglie nulla al fascino delle suggestioni che i registi riescono a mettere in campo, tra elementi lynchiani e gustosi intermezzi da commedia nera, con qualche ben dosato momento di gore che non guasta mai. Dead End è un prodotto in grado di inquietare senza l’ utilizzo di nessuno dei trucchetti abusati nell’ horror di questi tempi cupi: niente sbalzi di volume, niente fotografia verdognola che grida marciume e pericolo a ogni fotogramma, niente ambienti fetidi e sporchi che non si capisce per quale motivo se devo crepare, e devo crepare male, devo anche farlo in mezzo ai liquami, niente colonna sonora didascalica che ti avverte con un quarto d’ora di anticipo che sta per succedere qualcosa. Cinque personaggi, una strada buia che ti riporta sempre al punto di partenza, un bosco fitto e impenetrabile e un macchina nera che significa morte certa.

Perché, alla fine, sono sufficienti pochi elementi gestiti nella maniera giusta per tirare fuori un buon film dell’ orrore: basta una sceneggiatura coerente, anche se non innovativa e con poche sorprese, il saper creare un’ atmosfera minacciosa partendo dal quotidiano e avere a disposizione un pugno di buoni attori, ben diretti e che possano compiere delle azioni credibili. In più, Dead End riesce a distruggere l’ atmosfera natalizia (posto che un’ atmosfera natalizia esista davvero), evitando i cliché e gli stereotipi tipici del natale. Basta pensare all’ uso che viene fatto di una canzoncina come Jingle Bells, prima tentativo, tenero e allo stesso tempo patetico, di unire la famiglia, e poi indice di follia e disperazione, nonché unico riferimento immediatamente riconoscibile al natale. E così, tra misteriosi omicidi e un lento disgregarsi dell’ unità familiare, mentre vengono fuori segreti nascosti da anni, l’ incubo giunge alla sua conclusione. Il colpo di scena finale è prevedibile, già visto mille volte, non sorprende nessuno e forse è l’ unica cosa di tutto il film a lasciare un senso di delusione nello spettatore, perché si può e si deve pretendere qualcosa di meglio da un prodotto così curato in ogni suo aspetto, e che proprio negli ultimi minuti, perde gran parte del suo potenziale. E tuttavia vale la pena di dare una possibilità a questo Dead End, magari vederlo tutti insieme dopo essersi riempiti di cibo la notte di natale.

22 commenti

  1. Non lo conoscevo e ti ringrazio per avermi suggerito un filmino interessante.
    Però devo dire una cosa: è un piacere leggere le tue recensioni, ma quando scrivi le peggiori cattiverie verso qualche schifezza sei insuperabile 😀
    Brava, brava, brava!

  2. Grazie Paolo! 😀
    In realtà, sebbene mi diverta moltissimo a massacrare lammerda, devo ammettere che sono più felice quando posso recensire un film che mi è piaciuto.

    1. Ci credo 😉
      La mia non voleva essere una critica; quando si recensisce qualcosa di bello entrano in gioco altre sensazioni, ricordi ed emozioni contro le quali le brutture non hanno speranza 🙂

      1. No, ma ci mancherebbe! non l’ ho presa affatto come una critica! 😉
        Era solo una constatazione, dovuta al fatto che è sempre più difficile trovare un horror di cui parlare bene…

  3. indovina un po’ cosa ho fatto dopo aver letto questa recensione e avendo capito che il film mi sarebbe piaciuto,si si si:google.
    E in effetti il tema del destino mi interessa assai,carnival of souls purtroppo non l’ho mai visto accidenti!

    1. Ma nooooooooo!!!!!!!
      Non dovevi vedere il finale!!
      Maledetto gugle!
      😉

  4. Ecco mi sembra interessante.Magarì me lo guardo proprio la vigilia così per levarmi di dosso l’atmosfera natalizia:D

    1. Sì, sì, in questi giorni vi preparo una bella maratona natalizia 😀

  5. E che cazzo, finalmente sò riuscito a recuperare un dè post tuoi, mortacci mia. A me questo me piace molto, concordo su tutto e sono felice che tu l’abbia tirato fuori dar cilindro. Bravaaa. Ora me vojo godè la maratona der Natale, ma che Lucia, te piace quell’episodio de “Tales From The Crypt” con Larry Drake che fà er Babbo Natale psicopatico, remake der film di Freddie Francis, mi pare diretto da Zemeckis? A me piace molto quella cazzata. Sempre mejo,bravissima, ma che te lo dico a fare. Un grande saluto! Ciaooo

    1. Oh, guarda chi si vede! Grande Belushi! Bentornato in mia casa!
      Sì, me lo ricordo quell’ episodio! era davvero un divertimento assicurato! se lo recupero da qualche parte lo recensisco, per la miseria!
      Un bacio e fatte rivedè più spesso! 😀

  6. Niente male davvero Carnival of Souls…già il fatto che Dead End ne segua le orme basterebbe per spingermi a vederlo, oltre alla presenza di Ray Wise. La tua recensione mi suggerisce pure degli echi dei racconti di Ambrose Bierce, sullo stile di “Accadde al ponte di Owl Creek” (e non solo) per intenderci…è una mia impressione s’intende, niente di più.
    Va bene, mi hai convinto a mettere in lista pure questo 😀

    1. Accadde al ponte di Owl Creek (e allucinazione perversa, perché no) è un altro titolo a cui ho pensato mentre scrivevo la recensione.
      Dai, vorrai anche tu vedere un simpatico filmetto natalizio, no? 😉

  7. Ce l’ho da un centinaio d’anni ancora da vedere :(( ma come al solito mi sono rovinato il finale che è sempre la solita solfa, ma ormai non mi importa più: l’importante è che abbia qualche spauracchio ben assestato! Dovresti vedere il film Hellphone scritto dallo stesso regista, ottimo per concedersi una bella regressione infantile! Un caro saluto Lucia 😉

    1. Gli spauracchi ci sono, il finale te lo rovini comunque dopo i primi cinque minuti, che già si capisce ogni cosa. Però merita, Antonio, te lo prometto!

  8. Grande Ray Wise! Uno dei miei attori preferiti dai tempi di Twin Peaks.
    😉

    1. E qui è davvero in forma smagliante! 😉

  9. Bello bello bello, un filmetto piacevolissimo e ben scritto, che gioca bene con l’inquietudine e l’ironia anche a fronte di quel finale telefonatissimo. Scena cult: lei che si gingilla col cervello 😀

    1. Vero, quella scena mi ha fatto piegare in due, che non sapevo se vomitare o ridere. 😀

  10. C’è la medium di Insidious

    1. Sì, Lyn Shane! Brava lei! Questo filmettino ti gusterebbe molto. Smettila di soffrire per dario, orsù!

  11. LordDunsany · · Rispondi

    Questo film l’ho visto ed il fatto che mi ricordi moooolto vagamente trama e finale indica quanto lo abbia trovato poco interessante! 😀 😀

    Aspetta Lucia, ma parliamo di “Carnival of Souls” 1960 (o giù di lì) o di quello del 1997-98 (non ricordo)?

    1. Quello del 1960! Quell’ altro a cui ti riferisci mi pare (ma non ne sono certa) si chiamasse Soul Survivors

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: