Alba Rossa

Regia – John Milius (1984)

Qualche giorno fa, il mio amico e Capitano Hell ha scritto questo articolo, parlando di un film maltrattato un po’ da tutti e considerato mera propaganda reganiana. A più di un quarto di secolo dalla sua uscita, e con un remake alle porte, è ancora complicato parlare bene di Alba Rossa. Io mi sputtano immediatamente e dico che adoro questo film, come del resto quasi tutta la filmografia di Milius, e che la collocazione di destra o di sinistra per quanto riguarda un prodotto cinematografico mi interessa più o meno quanto lo studio del comportamento delle lumache nel loro habitat naturale, ecco. Ancor meno, se è possibile, mi frega della patente da intellettuale ottenuta coi punti di antiamericanismo d’accatto che nel 2011 fa ridere polli, galline e fattorie intere. Quello che invece mi preme sottolineare è che la fine della guerra fredda ha mandato in vacca il cinema d’azione in maniera davvero malinconica e dolorosa. Se la riuscita di un film dipende molto spesso dal carisma e dalla potenza del cattivo scelto, c’è da dire che quanto i cattivi erano i sovietici, ci si potevano costruire sopra intere epopee a cui mai mi stancherei di assistere. Non parlo, ovviamente, dell’ U.R.S.S. reale, ma di quella filtrata attraverso l’ immaginario cinematografico americano, ché di quella ci deve interessare in questa sede e di niente altro. Un cattivo che si poteva sfruttare in un milione di modi, a partire da tutta la paccottiglia ad alto tasso iconico di stelle rosse e slogan pseudorivoluzionari. Il cattivo per eccellenza, il Nemico con la N maiuscola, a cui attribuire tutte le nefandezze possibili e su cui imbastire un manicheismo riduttivo e semplicistico quanto vogliamo, ma assolutamente efficace.

Non a caso, è sulla scelta del nemico invasore che il remake si è impantanato: prima i coreani, poi qualche sperduta repubblica sudamericana che rischia davvero di coprire di ridicolo ogni fotogramma della rivisitazione prossima ventura. E anche in epigoni come Tomorrow: When The War Began, ciò che manca è proprio un cattivo da identificare senza dubbi o distinguo. Non è che oggi ci si detesti di meno rispetto al 1984, solo che pare brutto dirlo. A Milius non pareva brutto e, anche se magari la sua visione del mondo non corrisponde alla mia, me ne sbatto allegramente e mi godo uno splendido film di guerra.

La storia di Alba Rossa è risaputa: una mattina, mentre i nostri protagonisti sono a scuola, scoppia dal nulla la terza guerra mondiale. I sovietici (coadiuvati dai cubani) invadono gli Stati Uniti e un gruppo di ragazzini si rifugia sulle montagne e da lì organizza la resistenza. Milius tira fuori un film epico e malinconico, che più che basarsi sulla propaganda anticomunista e sulla retorica del patriottismo e dell’ american way of life, si concentra sul brusco processo di crescita di questi adolescenti, obbligati a un passaggio non richiesto all’ età adulta nel giro di un paio d’ ore. Ed è grazie a questa scelta che Alba Rossa funziona. Come dice Jed (interpretato da Patrick Swayze), in uno dei momenti più drammatici del film, la differenza con i sovietici è una sola: noi abitiamo qui, è casa nostra e la difendiamo. A Milius non interessa neanche dirci chi ha cominciato questa guerra. Quando due teppisti cominciano a picchiarsi, afferma il pilota di caccia precipitato nella zona dove si nascondono i protagonisti, stabilire chi ha iniziato è irrilevante. Solo che ormai l’ invasione c’è stata, i genitori sono morti o prigionieri, le case distrutte, e non resta che combattere. Per chi, o per cosa, ha scarso peso. Lo si fa per noi stessi, per la nostra dignità. Più che una vuota esaltazione del reganismo allora imperante, Alba Rossa promuove un individualismo portato all’ esasperazione, quello sì tipicamente americano, ma che di politico ha davvero poco. A parte un paio di scene (quella dell’ inno che finisce in fucilazione di massa, e il finale che appare posticcio e appiccicato con lo sputo), Alba Rossa si configura come un film di pura azione, ma che grazie all’ età dei protagonisti, assume dei contorni teneri e struggenti, in cui il rimpianto per una giovinezza perduta per sempre, si somma alla vicinanza costante della morte e all’ assuefazione alla violenza. Perché in Alba Rossa si muore spesso e si muore anche male, e si uccide altrettanto spesso, senza avere il tempo di voltarsi indietro e porsi domande o dilemmi morali. Si sta facendo dell’ epica, da queste parti, in caso qualcuno non lo avesse capito. L’ epica è fatta di eroi e se l’ eroe dubita, lo abbiamo smitizzato. Ciò non toglie che, nello sguardo perso e terrorizzato di questi ragazzini, Milius riesca a farci percepire tutta la sofferenza che la loro scelta ha comportato.

Wolverines!!!

Milius è uno dei pochi registi in grado di rendere ogni scaramuccia come una battaglia campale, senza usare ralenty, o altri mezzucci di enfatizzazione: gli scontri a fuoco, le cannonate, i carri armati minacciosi, gli elicotteri a volo radente sulle teste dei ragazzini in fuga. Ma non solo, anche un semplice camion che lascia cadere una cassa di viveri porta a un momento di tensione quasi insostenibile. E’ la sensazione di essere perennemente in pericolo e in balia di un nemico che è impossibile da sconfiggere, e comunque continuare a combattere a garantire un tasso elevato di epicità alla vicenda. A Milius non resta che giocare con i campi lunghi e gli spazi sconfinati delle montagne americane, col bianco della neve o con il sole che picchia sulle rocce. Immerge i protagonisti in una natura selvaggia, ma che non è ostile a loro, che la conoscono e ne fanno un nascondiglio privilegiato, e che anzi la sfruttano per i loro attacchi mirati all’ esercito di invasori. La sproporzione tra le forze in campo è evidente e mai messa in discussione. La battaglia è persa in partenza e il destino di questi piccoli eroi è di fare una brutta fine, magari addolcita da un ricordo d’ infanzia e da una panchina in un parco, dove si andava col papà.

24 commenti

  1. ok, mi sputtano anche io. Lo adoro!E’ tamarro e grezzissimo, ma tutte le volte che lo passano una occhiatucci ce la do. No, il remake no, vi prego…

    1. Eh, ma ci dobbiamo abituare. Se remakano addirittura Alba Rossa, siamo davvero alla frutta..non c’è scampo nè speranza 😀

  2. Cristiano · · Rispondi

    Ho visto questo film quando ero ragazzino, quando i russi erano brutti sporchi e cattivi come nei film di Rocky.
    Quando la possibilità di avere un atomica sul cranio non era tanto remota e mi aveva affascinato il senso di libertà e di solitudine che trasmetteva la fotografia (anche se allora non lo sapevo che si chiamava così).
    Riguardandolo con distacco si vede tutta la retorica di cui è intriso, rendendolo forse anche affascinante.

    1. Ma io di retorica alla fine nel film ne ho sempre vista poca, nel senso che a parte il finale col bandierone e le lapidi e la scena dell’ inno, non è un film patriottico. Poi sì, è ovvio l’ anticomunismo trito e una certa esaltazione del gesto eroico, però son cose che fanno parte di un certo tipo di immaginario da guerra fredda. Oggi non c’è più immaginario, è sparito e infatti i film d’azione sono noiosi.

      1. Cristiano · · Rispondi

        da quando non ci sono più i rossi non c’è più un nemico credibile, le varie opzioni non sono all’ altezza.
        Non c’è nemmeno più la SPECTRE, tutti in mobilità…

  3. Continuiamo a viscviveve. In bavba ai cvitici. 😀
    Che dire, siamo in rodaggio per un certo posto sperduto tra le montagne e i boschi. 😉

    1. Ovvove i cvitici! Ovvove e vaccapviccio!
      Hai ragione anche tu e me devo pure sbrigà a rivederlo per la n volta 😀

  4. ammetto le mie colpe,ma questo film-seppure giustamente millius faccia notare come i ragazzi combattino come i partigiani di stalingrado-lo disprezzo profondamente.Mi reputo anche colpevole essendo abbastanza involuto,ideologicamente vetusto e altre cose.Per me è pura propaganda anti comunista e nemmeno godibilmente caciarona come una Invasion Usa,che mi ha fatto anche sbellicare,ma pure seria e convinta.
    Insomma amo Millius è un grande ma di questo film ne penso tutto il male possibile,dici:rivedilo.Due volte mi son bastate!
    ciao a tutti

    ma poi è naturale che non mi piaccia sono occhialuto e stalinista li mortacci mia!

    Ecco,Invasion Usa invece mi ha sempre fatto sscatarrare divertuire:che cazzatona terrificante!^_^

    1. Ma vedi, per me il problema non sta nell’ anticomunismo. Potrebbero essere cinesi, cingalesi, svizzeri o anche venusiani. Semplicemente, sono invasori e come tali i ragazzini li odiano e li abbattono senza pietà.
      Finale a parte, non c’è nessun riferimento alla grande patria americana, o al fatto che il modo di vita statunitense sia migliore di altri: è pura e semplice lotta per la sopravvivenza. In questo a me piace, perché è brutale e diretto.
      Era il 1984, in piena guerra fredda, e il nemico era quello e basta. Si nota anche nel film una forte fascinazione per i sovietici e non credo sia un caso se il solo personaggio positivo tra i cattivi, sia il sudamericano.
      Poi è ovvio, a te un film del genere non può piacere in nessun modo. E capisco perfettamente le tue motivazioni.

      1. ma sai..un pregio questo film forse ce l’ha:quando lo vidi da ragazzino
        non ero affatto un sostenitore del comunismo,(leggevo e adoravo
        Feltri e avevo simpatie di destra),tuttavia proprio la schematizzazione
        l’antipatia profonda che provai per i personaggi principali,mi spinsero a solidalizzare con i russi
        Insomma codesto film e feltri mi hanno spinto verso stalin!^_^

  5. Ok , dopo il post di Hell ed il tuo mi sono deciso ! Lo recupero stasera ! Di Milius avevo già apprezzato “Il vento ed il leone” e “Conan il barbaro”.Dubito di venire deluso.

    1. Ma sì, ti piacerà di sicuro: è Milius al cento per cento. Se si riesce a guardarlo senza filtri ideologici di sorta, è davvero un gran film.

  6. inzomma poi mettere tra i cattivi i nicaraguensi,che proprio in quegli anni
    erano sotto l’attacco dei contras,cioè forze reclutate e addestrate dalla cia per abbattere il governo sandinista,mi pare assai di cattivo gusto.
    Oh,proprio non mi piace:ridatemi il Millius de Il Vento e il Leone,Addio al Re,Dillinger,che avevano ottime sceneggiature e regie spettacolari.
    Questo no

    ok la chiudo qui che ho preso già abbastanza spazio.

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Pur conoscendo bene Milius, ammetto di ricordarlo poco, dovrei rivedermelo…forse dico una cazzata, ma fra i cattivi sovietici non c’era anche Vladek Sheybal, ex cattivo della Spectre nonchè dottor Jackson in U.F.O di Gerry Anderson?

    1. Proprio lui! 😀 Bravissimo!

  8. Davvero grandioso ! Mi è molto piaciuto, ed è vero il fatto che si incentra più sulla sopravvivenza che su una ,presunta, propaganda anticomunista(potevano esserci i cinesi ed il film avrebbe funzionato lo stesso !)Interessante vedere gli Stati Uniti in una situazione mai avvenuta : essere invasi (fra l’altro il film oramai può essere visto come ucronico.) Un film così non lo farebbero mai al giorno d’oggi.

    1. Contenta che ti sia piaciuto, Roberto! Ti consiglio di dare un’ occhiata al film australiano basato sullo stesso concetto. Ovviamente è edulcorato e molto più teen, però ha qualche spunto interessante.

  9. Visto una sola volta ma è uno di quelli che lasciano il segno, secondo me. Non saprei dirti perché, ma mi è rimasto impresso e ricordo molto bene la storia, certe scene. Veramente apprezzato, vederlo riletto da te e Hell a distanza di pochi giorni fa venire voglia di ritrovarlo e vedermelo di nuovo 🙂

    1. E perché lo abbiamo visto che eravamo dei simpatici e bellicosi frugoletti pronti a imbracciare il mitra per un nonnulla 😀

  10. Onestamente non lo ritengo un film memorabile, se non per alcune sequenze indovinate. Il punto debole è il casting, il gruppo di ragazzini è credibile per un serial televisivo, non nella parte di ‘partigiani’ duri&tosti. Il remake, operazione di per sè odiosa, è viziato dalla mancanza di coraggio di mettere i cinesi nella parte dei cattivi. Hollywood gira sui soldi e questo dice tutto.

    1. Benvenuto da queste parti!
      Il cast del film però, se ci fai caso, contiene quanto di meglio potesse offrire l’ epoca, da un punto di vista di attori molto giovani, ovviamente. E mi riferisco non tanto a Swayze o a Sheen, che sono i volti più noti, quanto a Thomas Howell e a Lea Thompson. Ma magari sono solo facce a cui sono particolarmente affezionata e l’ occhio velato di nostalgia mi fa vedere cose che oggettivamente non esistono.
      Hollywood gira sui soldi e gira anche a vuoto ultimamente, perché gli incassi di molti remake sono deludenti. E’ proprio carenza di idee e l’ industria si sta avvitando su se stessa.
      Grazie per essere passato 🙂

      1. Grazie a te, scrivi pezzi interessanti. Diciamo che ho fatto un atto doveroso di delurking.

        1. E io ribadisco i ringraziamenti e sono contenta che trovi i miei post interessanti 😉

  11. come è bello Arlington Road!Sopratutto come scelta del nemico ,come struttura della sceneggiatura,il finale spiazzante.
    Uno guarda sempre fuori e poi…

    manca solo il remake dei goonies

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