La Cosa 1982 vs The Thing (2011)

OLTRE LA DEFICIENZA

Tra le cose di cui non sentivo il bisogno in nessun modo, c’era sapere cosa fosse accaduto ai norvegesi che vogliono sparare al cane all’ inizio de La Cosa di Carpenter. Davvero, non me poteva fregar di meno. Io i produttori degli studios me li immagino un po’ come Morla, l’ essere millenario de La Storia Infinita: “abbiamo avuto un’ ideona, facciamo il prequel di The Thing, che ne pensa? Li sgancia i finanziamenti?” E Morla, capo della Universal: “Non che ciò interessi granché, però sì”. Poi starnutisce, si ritira nel suo guscio montagna e lascia le cose in mano a un tipo dal nome buffissimo, che copio-incollo adesso per non farlo mai più: Matthijs van Heinjningen jr.

Ci vuole stomaco per mettersi a dirigere un film del genere senza avere le vertigini ogni giorno di riprese. Stai rifacendo Carpenter. Ed è inutile che il tutto sia mascherato dalla storiella del prequel, perché la parola remake associata a La Cosa, avrebbe portato inevitabilmente a isteria collettiva e scoppi di violenza di massa. Ci si è rifugiati dietro il voler raccontare gli avvenimenti precedenti all’ arrivo dell’ husky nell’ avamposto di MacReady e compagni, dato che il coraggio di rifare uno dei più importanti film della storia del cinema fantastico, non ce l’ avevano neanche le facce da culo di Hollywood. Eppure il susseguirsi degli eventi è più o meno identico al prototipo, come del resto le dinamiche di paranoia e sfiducia nell’ altro riprendono in maniera quasi pedissequa l’ originale del 1982.

Prequel: roba successa prima, di cui sappiamo già il finale e che serve solo a dare spiegazioni non richieste. La fiera dell’ inutile. Nel caso di The Thing poi, la faccenda assume sfumature di idiozia adamantina. Cosa c’era da chiarire che Carpenter non ci avesse detto all’ epoca? E quali preziose informazioni in più ci fornisce il prequel, di cui non disponevamo all’ inizio della visione? In che modo questa versione 2011 cambia la nostra percezione della forma di vita aliena con capacità mimetiche? E soprattutto, vedere questo film aggiunge qualcosa alla percezione di orrore cosmico trasmessa da Carpenter trent’ anni fa?

Perdonate la sfilza di domande retoriche. Sapete già che la risposta è no e che non potrebbe essere altrimenti, perché quando un film è davvero grande (e La Cosa lo è) basta a se stesso.

Questa non sarà la solita recensione comparativa: del film del 1982 ne parlo in maniera approfondita qui e vorrei evitare di ripetermi come l’ anziana che sono. Sapete tutti che qui John Carpenter è il sinonimo di Dio e anzi, se Dio seguisse un po’ più spesso i consigli di Carpenter, questo sarebbe un mondo migliore. Quindi, sì, siete liberi di accusarmi di avere pregiudizi aprioristici e privi di fondamento e anche di credere che io abbia visto il rem…ehm…prequel del 2011 del tutto offuscata da questi pregiudizi. E avreste anche ragione, perché se proprio decidi di confrontarti con il sacro, devi dimostrare di esserne all’ altezza e devi essere in grado di disintegrare i leciti e normali preconcetti che uno spettatore può avere nei confronti di un signor nessuno che, foraggiato da una Universal in crisi creativa, pretende di dirci qualcosa di inedito sull’ entità mostruosa di cui hanno già parlato, nell’ ordine, Scott W. Campbell, Howard Hawks e John Carpenter. Ma non c’è neanche da prendersela col signor Heinjningen (ho incollato di nuovo, fosse una volta che mantengo le promesse): è un esordiente e la colpa non è sua, se ha accettato di partecipare a questo stupro cinematografico di gruppo. La possibilità di mettersi a giocare con 35 milioni di dollari (quattro film indipendenti, circa, e nemmeno una cifra da capogiro, a dirla tutta) senza aver mai diretto niente altro che un paio di corti, farebbe gola a chiunque. E il dramma devastante alla base di questa accozzaglia di lanciafiamme e mostrazzi brutti che del film di Carpenter porta solo il nome, non è neanche la regia. Il problema di The Thing è che non è un film.

non è un remake, è un prequel, questo è solo un omaggio

Un film dovrebbe essere composto da una serie di elementi: sceneggiatura, regia, recitazione, montaggio e, nel caso di un horror, o di un prodotto sci fi, effetti speciali. Quando ognuno di questi elementi è subordinato alla sovraesposizione di una pessima CGI che invade il campo e diventa la sola cosa che lo spettatore è forzato a guardare, non siamo in presenza di cinema. La regia non esiste, perché la macchina da presa è messa solo in posizione tale da favorire le sempre più frequenti apparizioni della cosa; la recitazione va a farsi benedire, perché la Winstead e soci stanno lì costretti a fare l’ espressione spaventata e paranoica davanti a un nulla che verrà aggiunto (male) in post produzione. “Liz, daje de lanciafiamme!” “Dove dove?” “Lì, vedi, dov’è c’è la X, per la miseria, e fai vedere che c’hai un sacco de paura”; La sceneggiatura si limita a infilare dialoghi gridati (la cosa sei tu!!!! quattro punti esclamativi. No, la cosa sei tuuuuuuu!!!!!! Non sono ioooooo!!!! Bruciamolooooo) tra un’ apparizione e l’ altra. E tutto, dal montaggio, all’ uso del sonoro, alla direzione della fotografia viene ridotto in schiavitù di fronte ai signori e padroni visual effects. Il risultato è una gran caciara, con queste figure tentacolari che emettono urla da alieni che dopo un po’ vorresti randellare le casse e chiedere pietà in ginocchio, una colonna sonora (firmata purtroppo da Beltrami con la mano sinistra) divisa in archi paranoici (quelli sottili), archi che preannunciano lo sbalzo di volume (un po’ più sinistri), sbalzo di volume (tutta l’ orchestra impazzisce), commento alle scene d’azione (Beltrami lascia i suoi musicisti a fare un po’ come cazzo gli pare che c’aveva judo), e un montaggio iperveloce che no, non aiuta a far crescere la tensione e a dare ritmo, ma aumenta soltanto la spiacevole impressione di venire bombardati che è poi tutto ciò che rimane dopo aver visto The Thing 2011.

omaggione!

Un’ altra obiezione che potrebbe venirmi mossa è che io ce l’ abbia a prescindere con l’ impiego di CGI. Non è così, la CGI non è il Male in sé. Come il 3d, se ne può fare un buono o un cattivo uso. In questo caso specifico, i mostri e le mutazioni del corpo umano che tanto avevano fatto scalpore nel film del 1982 per il loro realismo, sono realizzati con una sciatteria quasi televisiva. Soprattutto, non c’è una sola inquadratura (sì, prima che me lo diciate voi, la primissima apparizione del  mostro, sotto una delle costruzioni fuori dalla base norvegese è un animatrone, ma solo quella) in cui la Cosa sia un oggetto fisico e presente sul set. Soprattutto, non sembra mai una reale minaccia e non fa mai paura. Neanche disgusta e lascia orripilati. Un povero spettatore ignaro si aspetta di vedere grottesche trasformazioni della carne, assimilazioni, sofferenze atroci e invece si trova di fronte al boss di fine livello di un Doom a caso. Io poi vorrei timidamente far presente, così, tanto per essere il più chiara possibile, che l’ alieno inventato da Campbell non è un mostro che spunta dagli angoli e fa BOO. E’ un essere dall’ intelligenza sottile che usa come leva per farsi strada nel nostro mondo, la sfiducia che nutriamo gli uni nei confronti degli altri. Carpenter lo aveva capito bene. Il suo film avrebbe funzionato anche senza quegli effetti di make up così strabilianti, all’epoca e oggi. E avrebbe funzionato perché, prima ancora che per il massaggio cardiaco con braccia tranciate, La Cosa si fa ricordare per la sinergia perfetta tra regia e sceneggiatura. Mancando del tutto queste componenti, resta solo il mostro. Realizzato coi piedi, gestito come un elefante scappato dallo zoo, e che salta fuori dal blocco di ghiaccio facendo bubusettete. In CGI, che pagare un artista del make up decente pareva brutto. Tanti oggi ci abbiamo li compiuter. E, mi raccomando, smarmella tutto che alla fine è stato ‘sto cazzo.

88 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Un film del genere non merita un post così…dovevi massacrarlo a parolacce!

    1. Ma io l’ho massacrato a parolacce 😀 Giuro, ho usato un sacco di brutte parolacce

  2. Helldorado · · Rispondi

    Non vale se le hai usate mentre scrivevi… 😀

    1. In realtà avevo pensato di mettere titolo, locandina e poi scrivere: annatevene affanculo.

  3. Helldorado · · Rispondi

    Sarebbe stato più bellissimo, ma dopo aver sofferto nel guardarlo hai tutto il diritto di scriverci un post lungo. Non che aiuti a smaltire le tossine, ma sai sfogarsi fa bene 😉

  4. sì ma in un mondo giusto la tartaruga universal, starnutendo, dovrebbe ricacciare tutti sti mongoplettici a soffocare nella merda fanghigliosa e invece no.

    1. In un mondo giusto sarebbero tutti morti nelle paludi della tristezza prima di arrivare da Morla.
      E invece no.

  5. Grande citazione finale.
    Comunque non lo vedrò mai, semmai ripasso il film di Carpenter che è sul pc da parecchi mesi, ormai (da quando lessi la tua recensione!).
    Che pena…

    1. No, non vederlo, perché il dolore che ne deriva è straziante. Te lo assicuro.
      Pena infinita. Una delle cose più tristi a cui abbia mai assistito.

  6. Io ho già deciso di non vederlo, tanto diciamocelo chiaramente: questa mania degli studios per il remake-reboot-fintoprequel-vero sputtanamento ha ormai rotto i cosidetti.

    1. Ma continuano, eh, mica di fermano. Nonostante gli incassi di questa monnezza siano stati deludenti, hanno in cantiere millemila omaggi, reboot, prequel e remake.

  7. Non leggo il confronto visto che sto cercando da tre giorni di finire il primo (visto anni e anni e anni fa e schifato) per mancanza di tempo, nell’attesa che esca il re-remake al cinema. Già il fatto che ci sia una donna di mezzo, comunque, mi fa sperare male: l’alienazione e la paranoia nascono anche dal fatto che i coinvolti erano tutti uomini, almeno nella base.
    Tornerò a farmi sentire quando avrò visto entrambi.

    1. Noooooo!!! come schifato? perché? Che ti ha fatto di male, povero?
      Però l’ inserimento di una protagonista femminile gli ha evitato il confronto con Kurt Russel e l’ effetto Naso di Adrien Brody che invece c’era in Predator 😀

      1. NUO, l’effetto naso NUO!!!! XDXDXD
        Non posso ricordarlo quel Predator!
        Comunque ero piccolotta, non mi era piaciuto perché troppo cupo e lento. Adesso lo sto riguardando e, diamine, apprezzo!!! Ti farò sapere quando lo avrò finito!

  8. L’ho recensito a suo tempo, qui (http://matteoporopat.com/?p=1721) e come vedi condivido in tutto quello che dici.
    Davvero non sono riuscito a digerire questa pellicola, mostri cartonosi compresi.

    Però non concordo su “se Dio seguisse un po’ più spesso i consigli di Carpenter, questo sarebbe un mondo migliore”. Probabilmente finiremmo tutti in un cinema a vedere la fine dei nostri giorni.
    Ancora.
    Ancora.
    Ancora.

    Oddio… magari sta già succedendo in tv?

    1. No, ma in realta’quella scena rappresenta appunto un mondo in cui Dio non ha mai seguito i consigli di Carpenter 😀
      Aggiungo subito il tuo blog alla lista qui a fianco!

      1. Ah, e hai ragione anche quando dici che il il videogioco e’un ottimo sequel del film. mi ricordo di aver avuto davvero paura in moltissime sezioni.

  9. Cristiano · · Rispondi

    questi sono i casi un bel vaffanculo può evitare il compiersi di reato efferato, quale l’ inseguimento del cast con una motosega o l’ utilizzo di armi da taglio sul corpo del regista

    1. E’che il vaffanculo non risulta liberatorio, ma ti fa incazzare il doppio

  10. Vorrei poter aggiungere qualcosa. Ma hai già detto tutto quello che si poteva dire !

    1. No, ma puoi aggiungere tutte le parolacce che vuoi 😀

  11. Cosa rende immortale e leggendaria La Cosa di Carpenter?Il fatto che fosse un remake,e particolare non trascurabile il remake di un film di
    Howard Hawks,il regista preferito di John Carpenter.
    Il quale ci ha messo :passione,rispetto,impegno, e alla fine a parere mio
    il suo Omaggio ha addirittura superato il maestro.
    Il tipo con cognome da invasore vichingo cosa sa di Carpenter-no,mica gli chiedo di Hawks non son sadico fino a sto punto-cosa conosce delle regole ,della passione e sopratutto del rispetto che si deve :all’autore che ti ha preceduto e al pubblico che non deve essere trattato come dei pirla,ma da persone pensanti?
    Si,la copa non è sua o perlomeno solo sua,tuttavia è un atto di odio nei confronti del Cinema,una -per dirla alla fantozzi-“cagata pazzesca!

    1. Ma queste sono tutte cose del secolo scorso…quella generazione di registi ha perso (mezza cit.)

  12. avanti così, che ora ci aspetta il reboot di evil dead.
    dio povero.

    1. scritto da quella minus habens di diablo cody, vorrei sottolineare, tanto per infliggerti una bella coltellata al cuore

      1. i know. davvero inappropriata, ma tanto non lo guarderò MAI.

        1. come il remake di Evil Dead?Scritto da quella..vabbè da Diablo Vattelapesca?
          No,ma dai è uno scherzo!Perchè ancora non mi son ripreso dal sapere che esiste il remake di Cane di Paglia,mo pure de La Casa!
          Proprio gente che gli sta sul culo il Cinema,questi che sfornano remake e roba simile.
          Vabbè allora giro il remake de L’aldilà va…

          Poi c’è già il reboot de la casa…E’il Bosco 1!^_^

          1. purtroppo, è tutto vero. hanno violato l’ultimo dei tabù. è la fine…

          2. ehi,si l’ultimo tabù!Perchè mi son rammentato che hanno pure fatto il reboot/prequel di Amici Miei.L’internazionale del crimine,questi!
            Bè,visto che ho citato Amici Miei.Oggi è un anno che manca
            Monicelli,sempre i migliori se ne vanno!

  13. “Tra le cose di cui non sentivo il bisogno in nessun modo, c’era sapere cosa fosse accaduto ai norvegesi che vogliono sparare al cane all’ inizio de La Cosa di Carpenter.”
    Esattamente quello che penso anche io.Cosa ce ne fregava?Niente.Eppure ho conosciuto gente che quando ha saputo del remake (non lo chiamero mai prequel perchè è solo una scusa idiota) si è messa farsi le seghe mentali del tipo “Oh ma che bello,vedremo cos’era successo ai Norvegesi,oh ma che figo vedremo la forma originale dell’Alieno oh ma quanto ci godo”.Roba da pazzi.

    1. E’il maledettissimo completismo che affligge l’umanita’, per la miseria. Hanno bisogno di sapere tutto quanto, per filo e per segno, hanno perso il sacro senso del mistero.

  14. Cavoli, Lucia, ogni puntata dei cugini deficienti è sempre meglio! 😀 E trattandosi de La cosa fa ancora meglio, dal momento che come sai la penso come te sul film del 1982 e su Carpenter in generale.

    Io credo proprio che non lo vedrò. Cioè in realtà mai dire mai, però sono fermamente fermo ( O_O ) a non cedere a questa operazione. Mi devo tra l’altro ancora riprendere dagli ultimi due di Non aprite quella porta.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Conoscendo il tuo amore per Carpenter, io ti supplico di non guardarlo. Avresti mal di fegato per giorni interi. Io, ti giuro, ancora ho male agli occhi.
      Grazie per i complimenti, Gianluca 😀

  15. Ahah, lo aspettavo proprio ‘sto post, davvero 😀 Pensa che io l’ho visto domenica (il rem… ehm, prequel) e m’è pure piaciuto. Ahah, non ci capisco davvero nulla, eh? xD Però voglio vedere anche l’originale, così magari cambio idea 😀

    1. No, ma che dici…se non hai mai visto l’originale magari ti deve essere sembrata una buona storia. Io ti consiglio di dargli un’occhiata, e ti assicuro che gli effetti speciali di Bottin stracciano questi senza neanche troppo sforzo

  16. Sì, beh, ho visto qualche scena su youtube e ammetto che, per essere solo l’82, erano davvero ben fatti e raccapriccianti come pochi, al giorno d’oggi 😀

  17. Come mi aspettavo, non mi hai deluso. Sei stata anche troppo buona (io non l’ho visto e non intendo farlo, ma credo che ci fossero ben più cattiverie da dire).
    Come si fa a definirlo Prequel… per cosa poi? Tanto non fregava niente a nessuno di conoscere un prima che in verità era già stato detto, e se anche a qualcuno interessava, gli sarebbe bastato rivedersi quello di Carpenter e leggere fra le righe, sforzandosi di utilizzare le poche sinapsi che ancora gli rimangono.
    Rimango fedele ai vecchi fasti 🙂

    1. No, non sono stata buona, per niente. Ho sparato a zero con tutta la cattiveria di cui sono capace 😀
      e ne vado molto, molto fiera 😀

  18. Lascio anch’io un commento qui, avendolo già fatto altrove e in altre discussioni su questo film. Concordo con quanto scrive Lucia. E’ tutto vero, ma si sapeva a priori. Non c’è sorpresa, novità, suspance, senso, logica e motivazione. Però su alcune cose dissento: questo regista dal nome impronunciabile ha dimostrato invece molto rigore nella messa in scena filologica del tutto, con un rispetto maniacale per l’opera di Carpenter. Certo, non frega a nessuno di questo film, non ce n’era bisogno. Ora però c’è, ed è consigliabile vederlo, quantomeno. Il tizio mostra di aver amato il film di Carpenter, senza mezzi termini. Lo ha rifatto uguale e non ha arrecato danno al capolavoro. Pensate quanti prequel, sequel, reboot invece danneggiano i loro capostipiti, anche solo a livello visivo, quando non contenutistico (Highlander 2, 2010, Matrix 2 e 3 e così via)… qui almeno non si incappa in tutto ciò. Poi, per il resto, condivido appieno, dall’alto del mio talebanesimo, tutto quanto finora esposto. Ah, un’ulteriore postilla, piccola bomba. Carpenter non è un Dio. E’ stato un buon regista negli anni Settanta e Ottanta, con almeno un paio di grandissimi film al suo attivo e almeno un capolavoro. Poi è morto e ha fatto solo cagate. Tragica verità. Come Dario argento.
    OK, fate pure fuoco sul Taeter.

    1. No, ma quale fuoco, figurati! Qui non si fa fuoco su nessuno.
      POi per te Carpenter è un buon regista, per me è altro. Ma non è che mi metto a spararti addosso per una discrepanza di gusti.
      Detto questo, io non posso sapere se ricostruzione filologica c’è stata o meno, perché, come ho scritto, la regia è del tutto subordinata all’ effetto in CGI, quindi per me non è pervenuta.
      E’ proprio questo il problema, non tanto l’ inutilità alla base dell’ operazione.

  19. Cioè, applausi a scena aperta per una mezz’ora abbondante… e io che non sono masochista fino a questo punto vedrò il film proprio perchè ho voglia di applaudirti per un’altra mezz’ora buona…

    1. Non c’è bisogno che tu lo veda, a meno che tu non sia preso dalla necessità impellente di scriverne qualcosa, risparmiatelo e guadagna in salute 😀

      1. Forse hai ragione… mi sa che mi rivedo l’originale 😀

  20. Bè, questa tua recensione merita molta attenzione. Me la tengo in caldo per domani, che ho più tempo, poi commento (e che, scrivo i commenti in rima, adesso? Giuro che non era pensato. E’ venuto così) :))

    1. Belli però i commenti in rima. 😉
      Siamo piuttosto d’accordo sul film, mi sembra. Anche tu evidenzi il problema della preponderanza dell’ effetto fine a se stesso su tutto il resto

  21. ho sempre meno voglia di vedere sto film…

    1. Oh, Ric!
      Che bello averti da queste parti.
      Ma infatti, non lo vedere. Te ne pentiresti e basta.

  22. Che dormita! Aaaah! 😀
    Ok, che ce lo diciamo a fare?

    1. Ancora mi devo svegliare 😀 e non neanche cos brutto da riderci sopra

  23. Visto l’originale. In effetti è molto più incentrato sulla paura dovuta al non sapere chi sia la Cosa, alla mancanza di fiducia nei compagni, che sulle apparizioni vere e proprie (che, almeno in metà dei casi, viste oggi lasciano alquanto a desiderare). Tuttavia è un bel film e poi adoro Kurt Russel sin da piccolo, quando vidi “Grosso guaio a Chinatown”, film che adorava anche mio padre e che avrò visto almeno 5-6 volte xD

  24. Giuseppe · · Rispondi

    A dire il vero qualche curiosità riguardo a quello che era successo a quei poveri cristi dei norvegesi e all’ipotetico aspetto “originario” dell’alieno ammetto di averla sempre avuta, solo non pensavo ci avrebbero fatto un film intero…ma visto che è successo, e SENZA fare paragoni con l’originale (so che è dura), devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Ripeto, non lo paragono al predecessore…il senso di minaccia, di paranoia, le “cose” di Rob Bottin e il “cagnetto” di Stan Winston, l’arrivo dell’astronave prima dei titoli di testa, tutto concorreva ad un unicum difficilmente ripetibile (ma credo che, molto coscienziosamente, Heinjningen non volesse ripetere alcunchè a quel livello)…la ferocia “teratomorfa” dei vari Norris, Palmer e Blair mutati conserva intatta la sua forza ancora oggi, almeno per me.
    Comunque, CGI a parte, non me la sento di spargere merda sul lavoro di Tom Woodruff Jr. e Alec Gillis, le cui creature ho apprezzato sin dai tempi di Aliens (d’accordo, qui si stava ancora nel solco della solida tradizione costume e/o animatrone) e poi…è verissimo che i due magnifici John (Carpenter e Campbell) ci hanno magistralmente delineato un extraterrestre astuto e subdolo, ma qui bisogna avere un tantino di comprensione perchè se dopo un letargo di centomila anni ti svegliano a trapanate…capisci che prima di dare il meglio di te, fra l’incazzatura e il rincoglionimento di tempo ne passa un pochino eh 😀

    1. Ma se Heinjningen non voleva ripetere niente a quel livello, per quale motivo hanno girato questo film? Ecco, è questo che non riesco a capire in nessun modo. Motivazioni (a parte quelle economiche) alla base di un prodotto del genere.
      E infatti, all’ inizio, quando la Cosa è un animatrone e non una roba in CGI è molto ben realizzata. Dopo, non c’è niente oltre alla CGI. Non volevo neanche che l’ alieno fosse astuto e subdolo, e capisco fosse incazzato, ma non si può veicolare lo spavento solo col riflesso pavloviano dello sbalzo di volume. Significa ricercare il mezzo più facile e meno efficace.
      Il problema è che noi lo sappiamo cosa è successo ai norvegesi: sono morti. Tutti. E quindi guardiamo un film sapendo già tutto, sapendo anche che il vero fulcro della storia è al di là da venire. Assistiamo a una specie di palliativo filmico, insomma.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Guarda, se parliamo di motivazioni per quanto riguarda prequel, remake e reboot vari è difficile trovarne di diverse da quelle economiche, quando anche fossero ammantate di “nobili” intenti come l’omaggio a Tizio e a Caio ecc.ecc. (e detto senza ironia non escludo che qualche volta possa pure essere sincero, risultati a parte)…infatti in questo caso non mi sono addentrato nell’analisi delle motivazioni visto che nemmeno me lo aspettavo davvero un prequel (ai rumors che poi non prendono una forma concreta, tra ritardi, rimaneggiamenti e cancellazioni ci sono abituato), tutt’al più credevo -o temevo, forse- sarebbe stato stato realizzato un eventuale sequel (magari prendendo spunto anche dal gioco)…di sicuro non avrei tollerato in nessun modo un remake LETTERALE riguardante MacReady e i suoi, nemmeno se la cosa (ops) avesse coinvolto Ronald Moore, che è uno dei motivi principali (lui, non Heisserer) in assoluto ad avermi spinto a dare almeno una possibilità a una pellicola dove il finale è già scritto. Certo non posso fare a meno di chiedermi cosa ne sarebbe stato se Carpenter avesse preso parte al progetto, ma qui mi sa che mi sto prendendo a bottigliate sui maroni da solo…

        1. Ecco, a proposito di omaggi sinceri e sentiti: il videogioco. Quello sì che è davvero realizzato rispettando lo spirito dell’ originale. Mi ricordo di aver provato freddo e paura mentre me ne stavo in poltrona davanti al pc.
          Heisserer è un mezzo pupazzo, ammettiamolo, nonostante mi sia piaciuto final destination 5, è pur sempre il responsabile del remake di NIghtmare.
          Non sapevo che Moore (ma parliamo del creatore di BSG?) avesse partecipato a The Thing…su imdb non risulta niente. Mi si è anche appena spezzato il cuore.

          1. Giuseppe · ·

            Sì, Lucia, parlo proprio del Moore di BSG in riferimento al prequel, ed è probabile che imdb non lo riporti per via delle significative “riscritture” che Heisserer ha apportato al lavoro del collega, il che a conti fatti francamente mi fa girare le palle visto che mi appellavo fiduciosamente (e in special modo) al buon Ronnie per dare quel tanto di credibilità all’operazione, una volta che qualcuno avesse voluto condurla in porto…se non avesse dovuto dividere il suo script con nessun altro forse avrei mostrato ben altro apprezzamento che un semplice “non mi è dispiaciuto affatto”, e guarda che non avevo nessuna intenzione di spezzarti il cuore, che John Carpenter in persona mi fulmini 😉
            Tra l’altro John appare anche nel gioco nei panni di uno scienziato che viene freddato dal colonnello Whitley, ricordi? Grandi atmosfere quel gioco, con creature niente male (dell’aspetto mi pare fosse responsabile -tra gli altri- niente meno che il make-up artist Bob Keen di Hellraiser, Cabal e quant’altro)…e la sorpresa finale poi…

          2. Eh, ma adesso capisco il perché del disastro: prendono un bravo sceneggiatore e poi fanno riscrivere il tutto da uno sceneggiatore pessimo. No, adesso che so che Moore non è responsabile dello scempio, il mio cuore si è ricucito 😀
            Sì, mi ricordo il faccione di dio…ehm…di Carpenter nel videogioco. Aveva davvero delle grandi atmosfere e hai ragione anche sul design dei mostri…mi hai fatto venir voglia di reinstallarlo e rigiocarci 😀

  25. Andate in culo Universal e compagni! Ultimamente si preoccupano solo di fare soldi facili col minimo sforzo, anzi come in questo caso con sforzo pari a ZERO dato che il film non è altro che un misero remake travestito da “prequel”…… e x l’ennesima volta tu, appassionato di cinema medio, entri in sala carico di aspettativa con l’eco di un titolo che ti interessava, e te ne esci come al solito alleggerito di 7 euro e rotti (se ti va male 10,grazie all’inutile quanto dannoso 3D) e di 2 o 3 orette della tua esistenza…. Produttori e registi di ogni categoria vi faccio un appello: fatela finita di dare la proirità alla stramaledetta idea onnipresente di far soldi e ridateci l’ARTE! Eh sì, perchè questo è DA SEMPRE ed è quello che sarà PER SEMPRE il cinema: ARTE

    P.S.: Altrimenti dovete sapere che se siamo costretti a vedere film mediocri, allora tanto vale scaricarseli e tenersi i SOLDINI IN TASCA!!! Poi come fate eh?? Furbacchioni!

    1. Infatti, non dovremmo più dargli una lira a questa gente. Certo che questo The Thing è stato un bel fiasco al botteghino. Forse anche il pubblico americano che di solito queste operazioni le premia, ha cominciato a capire

  26. ma infatti, di quello che era successo ai norvegesi a chi gliene fregava? Io credo non lo vedrò per principio, tanto sono legato allo splendido film di Carpenter…

    1. Infatti, non guardarlo 😉
      A meno che tu non voglia sacramentare in assirobabilonese per un paio d’ore 😀

  27. immaginavo una cosa del genere. vabbè, non lo andrò a vedere.
    il vero epico scontro fu durante il 1982. questo:
    http://papibulldozer.wordpress.com/2011/03/01/papibulldozer-incontra-e-t-in-realta-e-la-cosa/

    1. Bello l’ alieno crossover! complimenti 😀

      1. immaginavo il tuo spirito sarcastico avrebbe apprezzato.

        1. con tutto che io a Spielberg e a E.T. voglio un sacco bene, eh…

  28. corvo4791 · · Rispondi

    Bah… sembrate davvero un bel club… tutti d’accordo. Quello che noto però è che ci sia un pregiudizio di fondo che rasenta quasi l’intolleranza. Io tutto questo accanimento verso i remake o i prequel o sequel o quello che vi pare, a prescindere dalla validità del film in oggetto, non riuscirò mai a capirlo… eppure è un sentimento diffuso.
    Ogni volta che sento qualcuno dire “Vogliono fare un remake di …., speriamo non esca mai” mi viene sempre da pensare si tratti di un deficiente. Poi faccio leva sulla mia tolleranza e razionalità e cerco di interpretare il sentimento della suddetta persona e… non lo capisco.
    Il fatto che si voglia fare il remake di un film bellissimo non è un atto deprecabile. Lo è se il film lo si fa MALE.
    A me sembra sempre che ci si accanisca contro l’operazione in se e non verso il risultato finale.
    Se un personaggio ha delle potenzialità è giusto che lo si sfrutti. Se il film viene male vabbè… si passa oltre o si torna a vedere l’originale. Ragionando così si vive meglio e ci si rode meno… a meno che non esista gente che a rodere ci gode e che poi ne va a scrivere sul proprio blog.
    LA COSA di Carpenter è un capolavoro assoluto. Il miglior film horror di sempre, secondo me, e proprio per le indubbie potenzialità della creatura io credo fosse giusto farci un altro film. Un remake sarebbe stato assurdo e l’idea del prequel l’ho trovata perfetta.
    Credo che un film in più ( che può piacere o non piacere ) sia sempre cosa ben gradita. Il problema è che il più delle volte l’operazione è fallimentare proprio perché le aspettative sono troppo alte e bisogna solo essere un James Cameron per riuscire a fare un sequel migliore del prequel.
    Una creatura come PREDATOR stava, per esempio, troppo stretta in un solo film, così come ALIEN. Perché LA COSA dovrebbe far differenza ?
    Non vi è piaciuto ? ok… pazienza. Ma dire che gli sta bene che abbia incassato poco, o denigrarlo per partito preso, magari senza averlo nemmeno visto, mi sembra davvero da cretini. Nessuno toglie un pezzo a nessuno se il film è brutto. LA COSA non ne perde e non ne perde Carpenter. Ci guadagnano invece gli studios, ci guadagna chi apprezza il film o l’operazione in se e ci guadagnano anche quelli a cui piace lamertarsi sui blog. Alla fine siamo tutti contenti perché la regola è:

    DUE FILM SEMPRE MEGLIO DI UNO FILM.

    Tanto siamo liberi di non vederli e nessuno ci costringe alla cura Ludovico davanti a THE THING 2011, quindi… smettetela di frignare.

    Detto questo, visto con gli occhi di una persona obiettiva, il film non è affatto male, dato per assunto che l’originale è su un altro pianeta.
    Il difetto grosso è proprio la CGI, le tattiche molto più offensive della cosa e il fatto che abbiano davvero fatto vedere troppo, sia del mostro che della nave spaziale. Ma, in fondo, anche nel primo c’era quella storia dell’ufetto costruito con i pezzi dell’elicottero che non sta né in cielo né in terra, della quale nessuno ha il coraggio di dire si tratti di una vera e propria caduta di stile inutile di un grande capolavoro. Quindi qualcosa possiamo perdonarla anche a questo prequel che, tutto sommato, si lascia tranquillamente guardare.

    Ora sono curioso di vedere il remake de IL CORVO e di AKIRA.

    1. Perché due film è sempre meglio di un film?
      In che modo la quantità dovrebbe essere un parametro di giudizio cinematografico? E’ questo che io non capisco.
      Io mi accanisco a prescindere contro l’ operazione remake perché trovo assurdo che un personaggio ben riuscito (30 anni fa) possa essere ripescato oggi, attualizzato (non si sa perché) e banalizzato per il pubblico odierno. Poi ci sono anche dei buoni remake, sempre inutili, ma buoni, tipo Fright Night.
      Quello che non capisco è come mai questo discorso di riproducibilità e sfruttamento all’ infinito di un’ idea si applica solo al cinema di genere. Mentre nessuno si sogna di serializzare quello d’autore.
      E poi a me sembra, ma sembra soltanto, che il fenomeno del remake selvaggio sia esploso nell’ ultimo decennio, in una strana coincidenza con una crisi creativa dell’ horror americano mai vista prima. Ci sarà pure un motivo no?
      Io non frigno: avendo deciso di aprire questo blog, vedo i film e scrivo quello che penso.

      1. hanno rifatto anche 8 e mezzo,Nine.C’era bisogno?No.
        Il remake è sempre da condannare?Nemmeno qui si può rispondere
        affermando che esso vada maledetto nei secoli a venire
        La cosa è un remake,lo è anche Manchiurian candidate.Eppure c’è attenzione e passione.
        Qui si condanna l’operazione sterile di rifare classici del genere sputtanandoli.Il senso critico e di gusto mi pare vadano difesi.

      2. corvo4791 · · Rispondi

        Potrei risponderti con la tua stessa domanda: “In che modo la quantità dovrebbe essere un parametro di giudizio cinematografico?” e, a questo punto, sei perfettamente in grado di risponderti da sola.
        È la regola dal mercato: più prodotti favoriscono la concorrenza.

        Il prequel de LA COSA aggiunge qualcosa all’originale ? CERTO. Io sono tra quelli che aveva la curiosità di sapere cosa era accaduto prima. Dire che non aggiunge nulla è una tua visione abbastanza estremista.

        Il prequel de LA COSA toglie qualcosa all’originale ? ASSOLUTAMENTE NO. E qui difficilmente qualcuno potrà smentirmi.

        Per quanto riguarda la mancanza di idee e la questione remake dell’attualità è facilmente spiegabile:
        1) Nel cinema si è detto tutto di tutto ed è ovviamente difficile sfornare qualcosa di veramente originale. Forse è arrivato il momento di entrare nella fase “cubista” del cinema.
        2) L’avvento degli effetti speciali, grazie ai quali ci si è illusi di poter rifare o “migliorare” ( vedi Lucas ) i grandi classici del passato.

        Io non sono contro queste cose a prescindere ( é STUPIDO farlo ) perché, come tu stessa dici, ci sono buoni remake. A differenza di te io trovo che il remake non sia un’operazione inutile. Non vedo cosa ci sia di male nel mettere le persone di fronte alla possibilità di scegliere di vedere un film o l’altro. Poter scegliere tra più prodotto è il fulcro del libero mercato.

        Il fatto di “impedire” di produrre un remake, solo perché a qualcuno non va, mi sa tanto di fascismo.

        Io, per quanto odii il genere, non sono nemmeno contro i cinepanettoni. Essi rappresentano un genere che piace ad una fetta di pubblico che ha pienamente il diritto di guardarselo e goderne. Sono contro il fatto che in Italia si sia disposti a finanziare solo quelli e, dato che sono finanziati in parte dal ministero della cultura, che dovrebbe finanziare la cultura in toto, allora si che mi incazzo. Ma andare a criticare una casa di produzione per le sue scelte commerciali, che sono le scelte legittime di un privato che deve pensare al profitto dei propri azionisti e che, per un solo flop, rischia di finire a gambe all’aria, allora questo sì che mi sembra davvero inutile.

        Piaciuto o non piaciuto THE THING 2011 si può criticare per il suo valore cinematografico ma non come operazione commerciale. Essendo in un mondo libero siete liberi di guardarlo o meno. Non vi cambia la vita.

        1. E’l’ originale che traccia il solco, ma è il remake che lo difende.
          Firmato,
          la fascista

          1. corvo4791 · ·

            ecco… con questa frase legittimi quindi in valore del remake ( anche se è un prequel ) come operazione che legittimamente deve completare l’originale. Secondo te THE THING 2011 lo fa male e su questo mi puoi trovare d’accordo ma, semmai fosse stato fatto veramente bene, sarebbe stata comunque un’operazione inutile ? Anche se si fosse trattato di un film migliore dell’originale ? Da quello che leggo sembra proprio di sì ma poi te ne esci con questa frase e mi spiazzi…

          2. No, veramente era una sorta di goliardica presa in giro riferita la fatto che mi avessi definito una fascista perché non mi piacciono i remake.
            IN realtà, io credo che la pratica del remake danneggi la memoria dell’ originale, ne sono convinta perché certi film alla fine non se li ricorda più nessuno.
            E poi, se spulci bene il blog, c’è persino un remake di cui ho parlato bene, quasi con toni entusiastici.
            La pratica del remake per me è un male in sé perché azzera la cultura cinematografica. E’ ovvio che l’ horror sia un genere commerciale, nessuno qui lo nega, solo che negli anni ’70 e ’80, la commercialità non significa l’ immediata morte della creatività e degli spunti originali. La stessa Cosa di Carpenter è prodotta da una major.
            Oggi è così, perché a tutti va bene che si riciclino idee stantie.
            A te può piacere, o non importare, a me dispiace e importa, soprattutto mi interessa di analizzare come si sia evoluto il genere nel corso degli anni. E’ per questo motivo che ho aperto il blog.
            Il flop de La Cosa è importante, perché forse anche il pubblico comincia a stancarsi, tutto qui.
            Credo di aver motivato in maniera approfondita il perché il film non mi sia piaciuto. Come faccio sempre quando analizzo i remake, e infatti i post più lunghi e approfonditi del blog sono proprio quelli dedicati ai rifacimenti.
            Chiediti perché

          3. corvo4791 · ·

            Non ti ho dato della “fascista”, ma è fascista imporre delle limitazioni alle persone solo in base al proprio preconcetto. Se tu fossi l’imperatrice della terra impediresti di fare i remake dei classici e questo è sbagliato, perché ad alcuni piacciono. Il modo di raccontare di una volta era diverso. Oggi i film hanno un ritmo diverso. Ad alcuni potrebbe non piacere quello stile narrativo e avvicinarsi a un grande classico grazie al remake. Quindi non è un’operazione da bocciare a prescindere. Stop.
            Se certi film non se li ricorda più nessuno è colpa del film che si è fatto dimenticare, non certo del remake che, anzi, lo riporta all’attenzione del grande pubblico. Ma dimmi tu quale ragazzino di 15-20 anni si potrebbe avvicinare a LA COSA, se non per caso ?
            Grazie al prequel magari si potrebbe incuriosire e guardare anche l’originale.
            Come questa cosa potrebbe danneggiare Carpenter ?
            Ovviamente, se il film fa schifo, non invoglia nessuno a vedere l’originale ma qui entriamo nel merito del valore del film e non dell’operazione commerciale in se.
            Non vedo perché il remake dovrebbe poi azzerare la cultura cinematografica. È una frase che suona bene ma se la analizzi non ha un gran significato. La storia del cinema è piena di remake e nessuno se n’è mai lamentato fino ad oggi.

          4. Se fossi l’ imperatrice della terra…ok, abbiamo toccato il fondo.
            No, non impedirei mai a nessuno di girare un remake, neanche se ne avessi la possibilità. Mi riserverei il semplicissimo diritto di stroncarlo, se ne ho voglia e se lo ritengo giusto.
            Azzerare la memoria cinematografica significa dare per scontata la riproducibilità all’ infinito di un’ opera d’ingegno, significa pretendere di poter attualizzare storie che non ne hanno bisogno, perché radicate in un contesto ben preciso, e che infatti, una volta attualizzate, perdono completamente qualsiasi senso.
            La storia del cinema non è piena di remake, lo è diventata ultimamente, in questo decennio. Prima erano operazioni che si centellinavano e quelli che si facevano erano sempre dignitosi.
            Poi, guarda, non voglio convincerti che fare remake sia sbagliato, e tu non devi convincere me che sia giusto.

          5. corvo4791 · ·

            Ma perché non riesci a vederla come una semplice moda o un fenomeno passeggero, invece di interpretarlo come il male assoluto ? Quando negli anni 60 Hollywood sfornava peplum a palate non se ne lamentava nessuno. Adesso c’è la moda del remake. Passerà anche quella.

          6. Perché non è una semplice moda. E’ indice di una crisi profonda del cinema fantastico americano.
            Ma te lo ripeto, non sono qui a convincere nessuno della bontà delle mie opinioni.

  29. La questione dell’ufo “artigianale” nel film del 1982 non la vedo come una caduta di stile…semplicemente la Cosa cercava di sfruttare al meglio la primitiva tecnologia che aveva a disposizione per tentare la fuga, e non sappiamo in che modo avrebbe potuto funzionare, tutto qui…questa è la mia opinione s’intende (basata anche sulla lettura di buoni fumetti sci-fi del passato), ma non credo proprio che un regista capace come Carpenter tralasciasse dettagli come questi (in fin dei conti vediamo un veicolo grezzo, imperfetto, NON finito che esteriormente usa i pezzi dell’elicottero, e la dinamite non gli darà tempo di diventare altro…forse qualcosa che avrebbe potuto sorprenderci quanto il suo pilota).

    1. corvo4791 · · Rispondi

      Sì, sono d’accordo: si può giustificare come vuoi. Si può dire che la cosa può assumere tutte le forme che vuole e quindi anche essere in grado di modellare il metallo etc.etc. …. ma si tratta di costruire una navicella in grado di viaggiare nello spazio con i pezzi di un elicottero…. dai … è davvero un’ inutile forzatura.

      1. Corvo, mi pare di ricordare che la risposta di MacReady alle domande degli altri-una volta scoperta la navicella- fosse che la Cosa “voleva andare in qualsiasi posto che non fosse questo”, non necessariamente nello spazio quindi, le bastava forse trovare in poco tempo qualche area abitata da infettare 😉 Ecco che sto difendendo Carpenter di nuovo…tenendo conto che magari il veicolo -concepito come tentativo in extremis- poi non avrebbe nemmeno preso il volo, facendomi fare una bella figura di merda dopo tutte le mie ipotesi 🙂

  30. francesco · · Rispondi

    Corvo, il tuo commento è vuoto e sterile, non capisci l’arte del cinema fantascienza, era meglio che non scrivevi, facevi più bella figura.
    Inoltre hai offeso le persone del blog ben tre volte, sei un prepotente.
    Non lo capisci che ormai sono passati 30 anni e non sanno più fare la fantascienza? Tranne casi rari come Contact, The Motman ecc, ormai più o meno dal 1990 in poi, sono tutte porcherie commerciali senza stile, arte, anima, mistero ecc, non hanno niente, è come confrontare la fredda plastica con il ferro, il legno, il cristallo, la pietra, materiali nobili.
    Sono tutte zozzerie commerciali vuote e insignificanti come gli ultimi 3 star wars, Avatar, Punto di non ritorno, Matrix, l’ultimo Terminator e cosi via, spazzatura da vedere solo se hai due ore da perdere, ti fai due risate con questo trash commerciale hollywoodiano.
    Montagne inutili di effetti speciali gratuiti, esplosioni e frasi grottesche, niente di teatrale, ti viene da pensare che sia roba fatta al volo da qualche tizio sotto effetto della droga, poi sceneggiature e copioni, mettiamo un velo pietoso, frasi fatte, i soliti luoghi comuni e stereotipi banali.
    Poi ci mettono anche il sesso in modo grottesco, in Alien 79 c’è qualche traccia di sesso, ma almeno è fatto con classe, la scena di Ash contro Ripley quando tenta di ficcare in bocca una rivista.
    No grazie, ormai è finita.
    Ogni tanto esce qualcosa di interessante, ma ormai è rarissimo, e guarda caso non hanno spesso una cifra colossale, ma pochi milioni per creare un filmato interessante.
    É vero che sono anche punti di vista, ma una persona matura con le idee chiare e la relativa esperienza, nota subito un prodotto banale, morto, malato di solo business.

    1. corvo4791 · · Rispondi

      Tu invece avresti fatto meglio a studiare un po’ di italiano prima di scrivere il commento… comunque: io sono il prepotente in mezzo ad un’orda di gente che crede di avere la verità in mano e che boccia a prescindere l’operazione “remake” solo perché “non gli piace”. Ok.
      Sui tuoi punti di vista riguardo ai film che citi sorvoliamo, perché si parla di gusti personali e io, a prescindere da questo, non parlo del valore del film in se ma della critica accanita contro l’operazione remake.
      Il problema non è l’operazione remake ma il sistema che si è creato negli anni. Lucia sopra si chiedeva perché questa cosa “si applica solo al cinema di genere. Mentre nessuno si sogna di serializzare quello d’autore.”.
      La spiegazione è semplice: le major investono milioni e milioni e, se i cazzi girano storti, chiudono. Quindi vanno sul sicuro con plot di sicuro appeal sulla massa o riproposizioni di personaggi di successo.
      Se non vi piace questa cosa basta evitare questi film e concentrarvi su altro. C’è un sottobosco di cinema indipendente anche accessibile con sottotitoli per vie traverse. Internet ci viene incontro anche in questo, fortunatamente.

      In conclusione, se dite che THE THING 2011 è un film di merda va benissimo. Non vi è piaciuto.
      Se ancora prima di vederlo vi eravate già augurati che risultasse un flop o che non uscisse mai, allora è lì che avete sbagliato.

  31. LordDunsany · · Rispondi

    Polemiche a parte, quoto le ultime due, sensatissime, righe di Francesco.

    Ho rivisto recentemente entrambe “le cose” il sia quella di Carpenter che quella di Nyby/Hawks e devo dire che l’originale si lascia preferire (m’è parso più affascinante) 😀 Il remake o prequel in oggetto invece è proprio bruttarello.
    Lucia questo tuo commento è STU-PEN-DO! 😀 Ti seguo dall’inizio e ho, perciò, letto tutti i tuoi post; il presente è entrato nella mia personale Top 3!

  32. Non capisco davvero cosa abbia originato una simile polemica… in fondo qui si sta sostenendo proprio la bontà di un remake (quello di Carpenter) a fronte di una conclamata inferiorità di quello che definirei il suo ultimo clone (quello di Matthijs van Heinjningen jr, al solo pronunciare questo nome m’immagino venir fuori i cavalli che nitriscono impazziti dopo “Frau Blucher!!”) 😛
    E poi – come avrebbe detto John Wayne in Ombre Rosse – il remake è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo 😉

    1. E se proprio lo devi fare, fallo come cthulhu comanda, dico io, no?

  33. Gulbash · · Rispondi

    Ho trovato questo sito per puro caso e mi piace da matti! Complimenti Lucia!! Però devo dire che il commento sulla “cosa 2011” é un pò severo. Se avessi trovato questo sito prima di vedere il film Matthijs van Heinjningen jr di certo non l’ avrei guardato. Ma in fin dei conti non é malaccio….. Ovviamente non é all’ altezza del film di Carpenter ma dopotutto se ti piace l ‘ horror di questi tempi é indispensabile il “sapersi accontentare” e non aspettarsi granchè dalle produzioni di oggi.
    Poi é ovvio che certe cose non si possono minimamente tollerare tipo gli ultimi 3 film merdosissimi di Romero “Teh land of the death” “Diary of the Dead” e il peggiore di tutti “Survival of the Dead”

    1. Oooops, io a parte Survival che non amo particolarmente, adoro tutti i film che tu chiami “merdosissimi” 😀

  34. Gulbash · · Rispondi

    Ma dai! Come si fa a guardare “the land of the death” dopo aver visto quel capolavoro di “dawn of the dead” (film che nonostante sia lungo come la fame mi ha trasmesso un senso di paura e disagio per tutto il tempo). La terra dei morti viventi comincia bene, fighissima l’ idea della città dei ricchi e quella dei poveracci anche dopo l’ apocalisse, il grande Leguizamo che fa di tutto per salire di classe sociale eccetera….. Però dai che cazzo ci sta a fare quel cingolato grosso come un tir? come hanno fatto a rimediare quel coso quando devono fare spedizioni per il cibo ed i medicinali? e ce ne sarebbe da dire ma il vero problema é che Romero si concentra troppo sui suoi “messaggi sociali” che ci stanno bene ma devono essere accompagnati da un ottimo film, Invece Romero cerca di tappare i buchi con scene d’ azione mediocri ed espedienti un pò scontati. Se questo film l’ avesse fatto un pirla qualunque mi andrebbe anche bene ma non se lo ha girato GEORGE ROMERO!!! Ho aspettato mesi che uscisse l’ ultimo film dell’ INVENTORE DEGLI ZOMBIE dopo 20 anni che non ne girava uno e non può propormi una roba del genere… NON LUI!!!

  35. Delusione totale, oltre che utile al cazzo come film. Ho visto molti video dello Studio ADI di Tom Woodruff dove si vedevano animatroni e pupazzi magnifici per realismo e niente, nel film solo CGI (e neanche della migliore per il 2011). Lo davano ieri sera su Italia uno.
    E ora finalmente ricordo come ho scoperto il tuo blog!!! Cercavo una recensione un paio d’anni fa di questo obbrobrio e sono incappato qui per caso. Grazie di nuovo

    1. Ah, perché, hanno pure il coraggio di mandarlo in tv? 😀
      Comunque, se cerchi, ci sono dei bellissimi video in cui vengono mostrati gli effetti meccanici così come dovevano essere nel film.
      Poi li hanno tagliati tutti…

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