Christine – Soundtrack

Questo film piace tanto al mio papà e quando vede Christine che si ripara da sola, si spaventa moltissimo. Considerato da molti un minore del Maestro, ha sempre esercitato su di me un fascino tutto particolare. Carpenter che porta sullo schermo King (con uno dei suoi romanzi meno incisivi), su commissione, stravolgendo del tutto il senso del racconto originale e la natura stessa del “personaggio” della Plymouth Fury (in realtà vennero usati altri modelli per girare il film, una Belvedere e una Savoy). Nel libro la macchina è posseduta dallo spettro del suo vecchio proprietario, nel film di Carpenter, la bellissima Christine nasce cattiva sin dalla catena di montaggio e possiede Arnie, vittima inconsapevole e struggente ritratto di perdente ed emarginato.

La colonna sonora è, come quasi sempre, a firma dello stesso Carpenter. Non è tra i suoi lavori più famosi e celebrati, ma il tema principale è sinistro e minaccioso quanto basta, degno accompagnamento della malvagità implacabile della macchina. La mia auto non è una Fury, ma si chiama lo stesso Christine. Come si fa a non amarla, dico io.

Oltre alla musica originale, per il film è stato fatto un gran lavoro sui brani di repertorio. Indimenticabile la canzone dei titoli di testa, che commenta la nascita di Christine. Bad to the Bone, di George Thorogood and The Destroyers.

24 commenti

  1. Amo questo film. Non ho letto il libro e non credo lo farò mai…

    1. Io pure lo amo particolarmente, con quell’ affetto che dai alle cose che piacciono solo a te ad altre pochissime persone. Il libro un vecchio King, quindi la qualit alta. Certo, se a te King non piace, potresti odiarlo con tutte le tue forze, perch ha tutti i pregi e tutti i difetti tipici dello scrittore (logorrea inclusa)

      1. eh, ormai detesto come scrive (o i traduttori, che purtroppo con l’inglese che mi ritrovo non posso certo scavalcare)… Avrei dovuto leggerlo dieci anni fa…

        1. Eh già, Christine è tradotto abbastanza coi piedi, o almeno, è ormai una traduzione molto antiquata. Però King è piuttosto semplice da leggere in lingua originale. Neanche il mio inglese è perfetto, però con lui non ho mai avuto grosse difficoltà.
          Una cosa che non c’entra un cazzo: ma traslochi da splinder adesso che chiude?

  2. Sarà un Carpenter minore eppure anche per me rimane uno dei miei preferiti.La colonna sonora poi è ottima.

    1. Sì, anche io ci sono molto affezionata, ma come sempre, credevo di essere in schiacciante minoranza. Anche perché quando si tratta di Carpenter io non riesco a essere obiettiva, in nessun modo

  3. Per quanto riguarda questo post concordo totalmente e non concordo affatto.
    Concordo che pur essendo visto come film minore,in realtà è un bellissimo film a tratti commovente,(quando archie morente accarezza la sua macchina,una breve sequenza racconta tantissimo e colpisce,perlomeno gli occhialuti sensibili come me!^_^),inoltre è ben descritta la mania e l’ossessione macchina-potenza sessuale-prestigio sociale-affermazione del mediocre attraverso essa.
    Sul piano meramente del genere:quando rinasce con quei fari che si accendono furiosi,bè signori così si fa un film ,è un minore?Mah,per me giganteggia.
    Dove invece scatta il :manco pe’ er cazzo?Sul romanzo di King.Per me è tra i migliori,anzi al secondo posto direi,dopo la zona morta e prima di It.
    Un grande romanzo sulla società americana,i conflitti tra le classi che nascono tra “vincenti” e “sfigati”un’analisi davvero forte e tagliente.UN grandissimo cattivo,personaggi che sembrano vivere oltre la pagina.
    Un libro che mi commuove sempre ogni volta che lo rileggo.

    1. Sul film ho poco da aggiungere, sono assolutamente d’accordo con te.
      Il romanzo, per quanto io l’ abbia letto più di una volta, mi è sempre sembrato un po’ troppo lungo.
      Ecco, tra i difetti imputabili a King c’è l’ incapacità di sintetizzare. Tutta la parte in cui Arnie non frequenta più l’ amico, dopo l’ infortunio insomma, e la storia d’amore e tradimento, mi sembra un po’ messa lì ad allungare il brodo.
      E poi io preferisco la cattiveria immotivata (Christine che nasce così) alle continue spiegazioni che King vuole darci di ogni cosa. E’ comunque un bel romanzo, per carità, ma non è tra i miei preferiti

      1. no,per me ha senso perchè spiega proprio il cambiamento radicale di arnie,la storia d’amore e tradimento serve come passaggio Morale,nel senso che è l’innocenza perduta di archie,l’impossibilità visto che è posseduto di salvezza.
        Certo il film ha la brillantissima idea di porre al centro il ragazzo e la sua macchina,maligna di natura.

        ps:tramite mail ti ho inviato una piccola idea di collaborazione,guarda te se ti va bene e ti interessa!^_^

  4. Mi batti sul tempo, Lucia 😉
    Comunque anche a me questo film piace molto e concordo sulla qualità della colonna sonora. Ma avremo occasione di riparlarne…

    1. No, vabbè, ma io mi sono solo occupata della colonna sonora. Non ho toccato film e libro, perché attendo la tua doppia analisi 😉

  5. A me piace sia il romanzo sia il film, è il bello è che hanno comunque grosse differenze. È un esempio classico del fatto che non bisogna trasporre ogni cosa per avere un risultato gradevole. Infatti lo reputo uno dei film migliori tratti da opera di King, assieme ai due recenti 1408 e The mist. 🙂

    E la colonna sonora piace anche a me, sì. Carpenter ci sapeva proprio fare. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

    1. Carpenter sapeva fare qualunque cosa 😀
      Il romanzo non è che non mi piaccia, credo però che nella sterminata produzione di King sia tra quelli che mi hanno coinvolto meno.
      Tra le belle trasposizioni ci aggiungerei La Zona Morta.

      1. La Zona Morta libro mi era piaciuto, il film mai visto, ma prima o poi mi toccherà perché sicuramente entrerò in fase Cronenberg! 😄

  6. Leggetti il libro e vedessi il film 😉 Belli tutti e due. Ma il libro è meglio. E poi Stefano Re era ancora uno scrittore.

    1. E’ perché era drogato e alcolizzato. Poi ha smesso ed è successo il patatrac 😀

  7. Mi hai commosso. Grazie.

    1. Ma figurati! Grazie a te, papà 🙂

  8. Film molto coinvolgente, che punta sulla discesa terribile della figura del nerd, nel suo tentativo di diventare più “popolare”. Perché alla fine tutto si riduce a quello, l’auto, la propria ragazza,… ridotto a un omuncolo insignificante, deriso da quelli “forti”, cosa non si sarebbe disposti a vendere, per avere successo e, magari, vendetta?
    Il libro non l’ho letto ma il film ce l’ho tra i dvd, reparto “Io amo Carpenter” 🙂

    1. Che è un reparto fornitissimo e fondamentale in ogni videoteca che si rispetti!
      Grazie per esserti affacciato da queste parti e benvenuto

  9. Ma sì, riversiamo amore su qualcosa a cui teniamo, non qualcuno, proprio qualcosa. Possibilmente non l’auto, quelle sono fin troppo amate, avete già nominato il loro valore di status symbol sexual/societario, l’avere che prevarica l’essere. Dico proprio uno scambio d’amore reciproco, e i Dennis e Leigh di turno si fottano! 😀
    Sempre completo il buon John, anche se ho sentito professionisti contrariad assurgere a più ruoli in una produzione cinematografica.

    1. Bè, ma lui ha cominciato a fare un po’ di tutto per motivi di budget e poi, visto che era er mejo e er più, ha continuato così e ha fatto bene. Non sempre riesce, ma se ti chiami Carpenter puoi fare ciò che vuoi.
      Io riverso tanto amore negli oggetti e ho un rapporto abbastanza morboso con la mia macchina 😀

  10. Giuseppe · · Rispondi

    La Christine reinterpretata da Carpenter è in effetti più personaggio rispetto alla versione cartacea Kinghiana, non diventando certo meno soprannaturale nella sua malvagità, una volta che si venga privati dell’espediente classico quale è quello dello spettro vendicativo…penso alla ferocia con la quale si infila in quello stretto vicolo cieco per eliminare lo stronzo di turno, e ai danni e alla “sofferenza” che si infligge in questo modo -quasi sadomasochisticamente, con il “dolore” (dell’auto e della vittima) come necessario preludio alle sue rigenerazioni- per vendicare il “suo” (ormai senza scampo) Arnie.
    Il pessimismo carpenteriano poi viene espresso -in forma forse meno incisiva rispetto ai suoi titoli precedenti- alla fine per bocca di Harry Dean Stanton, quando a proposito di Arnie afferma che “alcune persone non sono salvabili” e questo è quanto, il povero nerd era segnato fin dall’inizio…quanto alla colonna sonora John riesce a farcela “sentire” la sua Christine, quasi che stia inseguendo noi fuori fuori dallo schermo e forse lo ha fatto visto che adesso la guidi tu (si è fatta furba, non somiglia più a una Fury) 😉 …certo che se ti fanno incazzare non sanno il rischio che corrono 😀

    1. Già, pessimismo cosmico che King non ha mai avuto e che quindi porta necessariamente a delle grosse modifiche di carattere strutturale.
      La mia Christine mi difende e mi protegge dagli stronzi (anzi, per dirla per bocca di Arnie, dai merdosi) e io l’ amo 😀

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