Le Colline hanno gli Occhi 1977 vs Le Colline hanno gli Occhi 2006

CUGINI DEFICIENTI – NONA PUNTATA

Nel 2006 il torture porn si portava un casino, che era chic e non impegnava. Un capo indispensabile per un look da ragazzo cattivo, ma che all’ occorrenza sa anche comportarsi in società. Magari nei salotti buoni non era visto benissimo, ma mandati  a letto i bambini e fatta tacere la nonna, verso la fine della serata ci si poteva divertire senza offendere veramente nessuno.  Poi è arrivato il signor Laugier e li ha messi tutti a cuccia, facendoli scappare a piangere dalla mamma. La cosa bella è che il buon Pascal non ha girato un torture porn. Perché parlo di cioccolata quando devo affrontare la merda? Perché, nel caso specifico, entrambe vengono dalla Francia. Facciamo un passo indietro che sono già andata in confusione. Nel 2003, Alexandre Aja dirige il suo secondo film, uno slasherino nella struttura, con debiti grossi come case nei confronti del cinema di Dario Argento, un finale alla cazzo di cane che non sta in piedi nemmeno se gli metti dei piloni di cemento armato sotto, e un tasso di violenza e gore più alti della media. Haute Tension lancia il giovane Aja nell’ olimpo delle promesse del cinema dell’ orrore. Nel frattempo, dall’ altra parte dell’ Oceano, furoreggia il torture porn, sulla scia del ciofecone massimo denominato Saw (a cui fanno seguito tanti ciofeconi massimi, in una gara  a superare il limite consentito della ciofeca che sfracella tutti i record mondiali conosciuti). I due fenomeni collidono, grazie all’ intervento dello zio crapulone Craven, che fiuta l’ affare e decide che è arrivato il momento di lucrare per davvero sui classiconi del suo passato da angry young man. Aja viene accolto a Hollywood e il remake de Le Colline hanno gli Occhi è l’ origine del Male che lo ha visto trasformarsi da promessa a markettaro nel giro di un paio d’anni. Amen.

Fino a oggi, tenere questa rubrica è stato abbastanza facile. Ho quasi sempre parlato di remake universalmente accettati come brutti, tranne rarissime eccezioni. Le Colline hanno gli Occhi passa per un buon film, migliore dell’ originale, addirittura, leggo strombazzare a destra e a manca. Questo sì che è un film brutale, cazzo, ci vuole stomaco per sedersi e assistere alla scena dell’ assalto alla roulotte. All’ epoca della sua uscita andai addirittura a vederlo in sala, ad agosto, in anteprima, tutta speranzosa, convinta come molti del fatto che il prototipo di Craven sia uno di quei prodotti segnati dal tempo in maniera impietosa e con ben poco da salvare, al netto del valore storico e una volta estrapolato dal contesto degli anni ’70.  Uscita dal cinema, in mezzo a una torma di sedicenni che ridevano come cretini, mi è capitato di chiedermi cosa ci fosse di così brutale e insostenibile. Eh, ma tu non hai visto la versione unrated. Vero, che scema. Otto minuti di trippa e mazzate in più cambiano del tutto la prospettiva. Alla fine, oltre a rivedere il film del ’77, sono riuscita a mettere le mani sul film integrale e, non paga di ciò, mi sono sottoposta anche alla visione del seguito, uscito nel 2007.

Ricredersi fa sempre piacere: nonostante scricchioli sotto la polvere dei decenni passati, il film di Craven mantiene ancora un fascino sinistro e una carica di rabbia e selvaggia anarchia che recentemente sono riuscita a ritrovare solo in un film come Offspring. Craven si concentra sulla famiglia, allo stesso modo del suo precedente L’ Ultima Casa a Sinistra, e sullo scontro tra due nuclei familiari in contrapposizione. Questa volta però, aggiunge alla lotta per la sopravvivenza,  l’ostacolo di una natura ostile, silenziosa e indifferente, fotografata, tra le altre cose, in maniera splendida e realistica. I cannibali che si nascondono nel deserto e assaltano i Carter vivono nelle caverne e nei cunicoli e si adattano alla perfezione a un ambiente in cui la civiltà non si è neanche affacciata. Il distributore di benzina è l’ ultimo avamposto prima di sprofondare in un nulla di rocce e sabbia. Regredire a uno stato primordiale e quasi ferino è l’ unica possibilità di restare in vita. Diventare quindi come i mostri che ci danno la caccia. L’ ultimo fotogramma del film, quel fermo immagine rosso sul primo piano di un Doug stravolto e inferocito, era sufficiente a farci comprendere come fosse facile perdere per sempre il sottile strato di vernice che la società ci ha attaccato sulla pelle. E non c’era bisogno di ulteriori spiegazioni.

Aja e Craven (produttore e quindi in concorso di colpa), nel 2006 stravolgono in maniera troppo evidente per non essere voluta, il senso del film originale. Al posto di una famiglia composta sì da cannibali, ma umana in tutto e per tutto (anche nelle dinamiche e negli scontri generazionali), si inventano i mutanti nati dalle radiazioni.  Il deserto in cui i Carver si smarriscono, ci viene detto nel prologo, è stato teatro di esperimenti nucleari voluti dall’ esercito americano. Non contento, Aja ci mostra, nei titoli di testa, una serie di mostruosità e deformità da lezione di anatomia vittoriana. La contrapposizione tra i due nuclei diventa quindi per prima cosa un fatto fisico, trasformando la dicotomia tra due modi diversi di intendere la vita sociale, in un facile e grossolano dualismo di bellezza contro bruttezza, pelle liscia contro bubboni, corpi normali contro corpi anomali e grotteschi. Più semplice da accettare per il pubblico, la natura mostruosa dei cannibali rende  meno spinosa la questione di distribuire le colpe (com’era cattivo l’ esercito negli anni ’50, signora mia) per regista e sceneggiatore e, soprattutto identifica immediatamente la minaccia come un qualcosa di alieno, di altro da sé in maniera radicale e irriducibile. Non c’è possibilità di specchiarsi o riconoscersi nella galleria di orridi aborti della natura messa in piedi da Nicotero e soci del reparto make up. La loro è una devianza talmente estrema che non permette neanche di provare pietà nei loro confronti, nonostante un timido tentativo nella parte finale del film di far esprimere a uno dei mutanti le loro ragioni. Sono esseri orrendi e si gode tantissimo a vederli crepare in maniera atroce uno dopo l’ altro.  Nel film del ’77 la tribù era una scheggia impazzita di America che rifiutava consapevolmente la civiltà e sceglieva di vivere nelle caverne e cibarsi degli incauti che invadevano il loro territorio. Nel suo aggiornamento in salsa videoclip, hanno perso ogni caratteristica umana e con la società americana non hanno più nulla a che vedere. Il cinema politico anni ’70 che diventa sadico intrattenimento.

Sadico intrattenimento perché, anche in questo caso, rifare un vecchio film a uso e consumo del pubblico contemporaneo, significa estremizzare la componente grafica e portare all’ esasperazione il dettaglio violento fino a sconfinare nella pornografia. Ed ecco la lunga sequenza dell’ attacco alla roulotte di famiglia, identica in tutto e per tutto a quella del prototipo (Aja copia di sana pianta intere inquadrature, perché anche lui si prodiga in omaggi), se non per un’ insistenza sui particolari più ripugnanti e sanguinolenti. Il pappagallino succhiato tipo uovo da uno dei mutanti, fa la stessa  fine anche nel 1977, solo che Aja può permettersi un effetto speciale più realistico. Lynn (Vinessa Shaw nel film di Aja, Dee Wallace in quello di Craven) muore nel 2006 come moriva nel ’77. Ma Nicotero può far saltare la sua testa per aria, con gran tripudio di spruzzi di sangue e materia cerebrale. E non è che Brenda non venisse stuprata in maniera brutale. Anzi, forse la sequenza dello stupro era ancora più forte nel film originale. E sì, Pluto faceva a pezzi la roulotte, furioso per non essere riuscito a violentarla lei, la figlia più piccola dei Carter. E’ la stessa scena, con gli stessi avvenimenti e quasi le stesse angolazioni di ripresa. Solo che nel ’77 non c’erano i soldi. Nel 2006 li si spende in un bagno di sangue. Però, vuoi mettere vedere Marte che succhia il latte materno dal seno della povera Lynn che momento di cinema alto e irraggiungibile, quale vetta di poesia della carne che ci ha regalato Aja. Un genio.

Il tutto pensato e studiato per un pubblico mainstream (che il torture porn è un sottogenere mainstream) in cerca di trasgressioni splatter da raccontare agli amici a cena. E davvero, basta un fotogramma, uno solo, di Buio Omega per seppellire di pernacchie tutto il dispiegamento di trippa e budella del ligio compitino di Aja.

Poi certo, non è tutto da buttare: la città fantasma abitata dai manichini è una bella intuizione, come anche il cratere col cimitero delle auto (che Craven racconta ma non può mostrare per motivi di budget). Ma non c’è il tempo di godersi questi sprazzi di regia, perché si annega subito  in un mare iperveloce di picconate in fronte, dita tagliate, congelatori traboccanti parti anatomiche e occhi cavati. Il tutto virato in arancione mi raccomando e con i flash bianchi tra uno stacco di montaggio e l’ altro che altrimenti manca la patina cool e i giovani non vanno al cinema.

Non dimentichiamo poi le repentine trasformazioni di sedicenti pacifisti che odiano le armi (e quanto viene gridata, sottolineata e ribadita questa cosa) in improvvisati giustizieri della notte provvisti di forza bruta e gusto per far morire male i propri nemici. D’ altronde Aja lo ha detto che per questo remake si è ispirato a Cane di Paglia. No, non è il terremoto, tranquilli, è Peckinpah che si rivolta nella tomba.

34 commenti

  1. Purtroppo non ho visto ancora l’originale – anche se è in lista -, e ovviamente nemmeno il remake, però una puntata di Cugini Deficienti non me la potevo perdere per nulla al mondo! 🙂
    Bell’articolo, comunque! 🙂

    PS: Magari un giorno approfondiamo il discorso Saw, perché boh, a me il primo era piaciuto, poi vabbè gli altri sono tutti grossomodo evitabili.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Grazie Gianluca! Io su questo film vado del tutto controcorrente. So che piaciuto a molti e magari mi sbaglio io. Su Saw, che dire, anche l vado controcorrente. Da certi punti di vista un thriller dignitoso, ma secondo me prende in giro il pubblico con tutta una serie di espedienti disonesti che mirano esclusivamente a quel finale a sorpresa che non mi ha mai convinta. Magari un giorno ci faccio uno specialone 😀

      1. Per fortuna che si può andare controcorrente, sai che noia altrimenti… 😉 E sì dai, se ci fai uno specialone su Saw lo leggerò ben volentieri. 😀

        Ciao,
        Gianluca

  2. Mi hai ricordato una delle più grandi barbarie del mondo civilizzato. E dico una delle più grandi perchè di peggio ci sono i sequel. Ovviamente parolo del remake. L’originale invece l’ho sempre adorato, per quel modo tutto Craven di prendere/prendersi in giro.

    1. Aja è il male e noi siamo la cura.
      Il sequel è talmente brutto che davvero non saprei cosa scrivere. Volevo parlare anche di quello nell’ articolo, ma ho rinunciato per imbarazzo. 😀

      1. Tra l’altro lo dice il nome stesso: Aja… come fidarsi di uno con un nome così?

        1. Io ero rimasta a se c’ aia c’ gioia…

          1. la gioia credo sia tutta di Aja quando riesce a fregarci i soldi del biglietto…

  3. Cristiano · · Rispondi

    La rubrica e’ un appuntamento fisso, come le paste la domenica!

    Voglio anche io lo specialone Saw 1,2,3 ecc ecc ecc

    1. Giuro che prima o poi lo faccio, però va a finire che mi chiudono il blog perché gli tiro contro tali e tanti bestemmioni in babilonese che mi trollo e mi flamo da sola 😀

  4. io mi ricordo che quando ero un giovine bimbo mongoloide avevo comprato per sbaglio il seguito dell’originale perché oh loggiuro il due fatto a stanghette era ingannevolissimo e sembrava facente parte della copertina, quindi niente bon, era per dire che le radiazioni fanno male. haute tension fa bagnare tutti perché mette in combo gore + lesbo dure + feticismo dei piedi + ricchi e poveri creando un potenziale bacino d’utenza infinito.

    1. e soprattutto chi sel’è mai inculato il seguito dell’originale? manco io che l’ho comprato l’ho visto, per dire.

      1. Il seguito dell’ originale è talmente brutto che si potrebbe arrivare anche ad amarlo e a difenderlo contro tutto e tutti.
        EH sì, Haute tension aveva tutte quelle compomenti e infatti nel bacino d’utenza ci sono finita anche io e l’ho visto e mi è pure piaciuto fino agli ultimi dieci minuti in cui Aja mi perculeggia e non mi devi perclueggiare perché poi mi incazzo e ti perseguito sul mio blog

        1. ma infatti se fai finta che gli ultimi dieci minuti non esistano il film è molto bellissimo, però vista la fine che ha fatto aja non si merita la nostra amnesia quindi sticazzi.

  5. a me i due film di Aja mi son piaciuti… e pure più degli originali di Craven -.-

    1. ma il secondo non è mica di sor Aja…è di un regista tedesco, quello che diretto Grimm Love e poi lo hanno chiamato in America e non ha più fatto un cazzo.
      MA io nella mia premessa sono molto chiara: Le Colline hanno gli occhi 2006 è un buon film per molte persone. Io vado controcorrente.

      1. ah è vero 😛
        si avevo letto la tua premessa, io volevo appunto dare voce a quella premessa, una piccola testimonianza. e pensa che il secondo l’ho trovato pure più bello del primo.

  6. LordDunsany · · Rispondi

    Concordo con Frank!! Uno che ha diretto “Alta tensione” non poteva far un brutto lavoro, infatti il remake delle colline m’è piaciuto; però “a me mi piace” Aja! 😀 Il seguito è un pò meno riuscito.. L’originale di Craven invece a differenza tua l’ho trovato gradevole ma non superiore al suo remake; dai diciamo sostanziale pareggio ma per motivi diversi! Per me la differenza principe sta nella “patinatura” che ha il remake rispetto all’original! 😀

    1. Tu pensa, Lord, che io è quella patinatura che non sopporto in nessun modo. Patinatura che in Haute tension non c’era, tra le altre cose.
      Diciamo che mi aspettavo di meglio da Aja, qualcosa di più interessante che tre remake uno dietro l’ altro.
      E questo è sicuramente il suo film migliore da quando lavora negli stati uniti.

      1. LordDunsany · · Rispondi

        No dai Luciaaaaa!!! Patinatura forever!!! 😀 😀

        1. No, non ce la faccio, la roba patinata e arancione (o bluastra) non fa proprio per me 😀

  7. è da un po che ci penso: mi piacerebbe leggere una tua analisi sulla “trilogia dell’appartamento” di polanski (e chi altri?). è ancora aperto l’angolo delle richieste, right? eddai soddisfa questa mia richiesta, e giuro che non ti scoccio più 😛

    1. Tu non scocci mai.
      L’ angolo delle richieste è sempre aperto, però io soddisfo solo le tue (scherzo) 😀
      E su Polanski ho paura di non essere abbastanza dotta. O di diventare logorroica, che sono tre film su ognuno dei quali ci sarebbe da scrivere sei trattati.
      Ecco, tipo Repulsion…io ho già i brividi a doverne parlare. Però ti prometto che ci penso e se ho il coraggio lo faccio.

      1. va bene. non preoccuparti per il livello di erudizione (più che idoneo), e mi accontento anche solo dell'”inquilino” :3

  8. Aho, ah impunito lassa perdè er sor Peckinpah!
    Povero Sam, un sacco di ridicoli cattivisti in libera uscita con la loro violenza da happy hour e brunch dei poveri,non devono nemmeno sussurrare il nome di un mito.Oltretutto diciamolo una volta per tutte,basta acquistare i dvd di PAT GARRET e BILLY THE KIID o del MUCCHIO SELVAGGIO,Peckinpah era affezzionatissimo a film come L’ULTIMO BUSCADERO e LA BALLATA DI CABLE HOUGHE,due commedie amarissime,e ha lottato per non farsi togliere le parti più liriche da Pat Garret,visto che i produttori volevano più violenza una sorta di Mucchio selvaggio 2.
    Quindi prima di omaggiare un Dio del cinema,pensateci cari registucoli cattivicattivicattivi in modo assurdo come direbbe ZOOLANDER

    Potessi fare copia e incolla ti metterei la mia recensione scritta due anni fa mi pare sul capolavoro Craveniano.Non ho visto niente del regista francese,per cui non posso dire nulla.
    Tu comunque come al solito hai scritto una ottima recensione che spiega assai bene,(è proprio un doppio spiegone carpiato degno di fishbourne),
    tutto l’ambaradan.
    Dico solo:nell’originale si punta molto sulla natura indifferente che assiste alla violenza tra uomini assolutamente soli,(il tema della solitudine e smarrimento è ben accentuato:soli e smarriti in un tempo che non è loro,i cannibali,e soli e smarriti perchè senza contatti con le regole della civiltà i cittadini),ma è anche vendicativa e crudele:uè ci dimentichiamo del
    mitico Bestia.Un animale che vendica la morte della sua compagna e la carneficina dei suoi padroni.Una vendetta altissima e potente che fa a pezzi gli animali incivili e trascina anche il più mansueto dei civili che nel finale diventa un ferocissimo e crudele giustiziere.
    Credo sia la nostra natura,il richiamo della foresta sia per il lupo che per l’uomo.
    Craven ha diretto a metà anni 80 anche un seguito,ma io non l’ho visto come salterò anche i due remake

    1. E bravo Davide! Cattivisti da happy hour.
      NOn c’è mai del vero disagio nel film di Aja. Troppo patinato e modaiolo per creare un vero senso di angoscia e solitudine, come faceva Craven.
      Però è un cinema morto e sepolto, ormai. e ci dobbiamo tutti accontentare di questa roba qui.
      E tra un po’ arriva il remake di Cane di Paglia.
      Sto già affilando i coltelli.

      1. NOOOOOO!!!
        Ma allora è un progetto diabolico della Spectre:distruggere i classici perchè il popolo più giovane non scopra che si possa fare ottimo cinemaù
        davvero disturbante o comunque valido.Un piano per far lavorare i
        videoclippari più sciocchi spacciandoli per registi,dove con una citazione ,(in realtà plagio),un dialogo monologo del cazzo,un personaggio bizzarro e cool si riesca a fare passare codesta roba per cinema
        Il remake di cane di paglia è veramente l’atto di guerra definitivo!

          1. bè,mi auguro che vi sia una soundtrack southern rock con i controcazzi
            visto che amo quel tipo di musica.
            Poi,sono davvero nell’inferno dei cinefili li mortacci loro!

            ps:se ti va e hai voglia e tempo,ovviamente vale per tutti i commentatiori,sul mio blog ho scritto uno special:i film che avrei voluto fare io.

  9. L’originale non l’ho visto , questo remake invece sì. Però concordo in pieno su una cosa. Anch’io lo vidi al cinema fresco di commenti che lo definivano “insostenibile” e “brutale”. Per poi domandarmi a fine visione : ma quando mai ? Non era più sanguinolento di altre cose già viste. Inoltre speravo che la caratterizzazione degli hillbillies mutanti ( detto così sembra il titolo di un b-movie !) fosse più colorita , un pò alla Lansdale. Aspettative alquanto esagerate ,no ? Alla fine di Aja mi è piaciuto solo per “Alta tensione”. Il resto lo si dimentica facilmente.

    1. Diciamo che Aja è partito incendiaro (Alta tensione) ed è finito pompiere (piranha 3d). Una parabola discendente che mi preoccupa moltissimo, dato che anche Laugier ha appena finito di dirigere il suo primo film americano.

  10. Aja (ed altri suoi colleghi) ha avuto uno esordio sfolgorante. Ha avuto una partenza con tanto di squilli di tromba. Per poi finire in pernacchie !

  11. confesso, pur adorando Craven, di non aver visto quello del 1977. Ho visto quello del 2006 e mi ha disturbato parecchio. Troppo splatter gratuito. Che stia diventando sensibile?

  12. Premesso che a me Alta tensione era piaciuto da morire e che fino all’arrivo del maledetto A’ l’interieur non avevo mai trovato un horror che mi facesse stare così male… questo Le colline hanno gli occhi remakato non lo ricordo affatto pur avendolo visto, quindi come pellicola vale sicuramente poco.
    Per quanto riguarda l’originale l’ho visto due volte. Alla prima ero con gente che non apprezzava, e l’ho guardato quindi con poca attenzione, trovandolo noioso e datato. La seconda volta invece mi sono fatta prendere dall’atmosfera e l’ho rivalutato, è sicuramente innovativo e bastardissimo per l’epoca, oltre che carico di significati che in un horror moderno ci sogniamo.

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