Society

Regia – Brian Yuzna (1989)

You were right Billy, I am a butthead!

Buttiamo giù la maschera in maniera definitiva e irrevocabile: l’ horror è, da sempre, un genere politicizzato. Che lo si voglia o no, che  si decida di interpretare i film come semplici film coi mostri e gli assassini, o che si vadano a cercare dei sottotesti a volte anche inesistenti, la critica sociale, e l’ analisi politica della situazione di un determinato momento storico, anche se svolte in forma di metafora, sono connaturate al genere stesso, specialmente se si parla dell’ horror americano. Non è stato sempre così, certo, e non tutto il cinema dell’ orrore ha dei rimandi politici o sociali. Prendiamo proprio quello è che considerato il decennio d’oro del cinema della paura, gli anni ’80. A differenza dei feroci survival del periodo precedente, imbevuti di satira e con un  metaforone politico annidato in ogni angolo, negli anni ’80 (o all’ inizio di essi, a voler essere molto pignoli) prevale lo slasher, il sottogenere disimpegnato per eccellenza. Ci sarebbe da fare un lungo discorso sul disimpegno presunto di questi filmetti apparentemente da tre lire, ma rimandiamo che vi ho già fracassato le palle a sufficienza. L’ importante, in questa sede, è che allo slasher si affianca il cosiddetto Body Horror, in cui il fattore scatenante la paura non è più (o non è solo) la lotta per la sopravvivenza, ma le deformazioni e le mutazioni del corpo umano, in tutta la sua fragilità. A voler essere molto, ma molto schematici, si potrebbe dire che la natura politica dell’ horror torna a venir fuori con prepotenza proprio attraverso i ripetuti attacchi e oltraggi che la carne subisce in questo gruppo di opere estreme uscite tra il 1975 (Rabid) e il 1992 (anno in cui viene distribuito Society, girato però nel 1989).

Society è l’ esordio alla regia di Brian Yuzna, già produttore di Re-Animator e From Beyond, di quell’ altro matto di Stuart Gordon, losco figuro di cui abbiamo  parlato qualche mese fa. Yuzna si muove da sempre nell’ ambito della serie B che non si vergogna di essere tale, per budget e libertà creativa. Stare lontano dalle grandi produzioni, all’ epoca, garantiva la possibilità di esprimersi senza freni inibitori; il progresso degli effetti speciali permetteva di mostrare cose un tempo impensabili e di scatenare l’ immaginazione di registi e tecnici. Per Society, Yuzna si avvale del talento straordinario di Screaming “Mad” George, responsabile del make-up della sequenza finale, ma evita di mostrare troppo per quasi tre quarti di film, mantenendosi sui toni di una commedia adolescenziale con qualche tocco di surrealismo dosato con cura, per spiazzare lo spettatore e immergerlo in un’ atmosfera paranoica, che Yuzna stesso ci dice essere derivata da film come La Scala a Chiocciola e Rosemary’ s Baby.

Society si concentra sull’ ansia e le paure del giovane Billy, adolescente della borghesia dorata di Beverly Hills. Billy proviene da una famiglia molto ricca, eccelle a scuola e nello sport, ha una ragazza bellissima (e non molto intelligente) e una sorella perfetta che sta per “debuttare” in società. Eppure si sente estraneo a questo mondo ed è in cura da un analista perché ha cominciato a temere i suoi stessi genitori. Per quasi 80 minuti Yuzna ci descrive nei dettagli la vita favolosa di questi ragazzi, tanto che sembra di essere capitati in uno di quei serial televisivi molto teen esplosi qualche anno dopo. Tra feste prestigiose, giornate in spiaggia, partite di pallacanestro nel cortile di casa, qualcosa comunque non torna. Billy sembra preferire amicizie meno altolocate rispetto a quelle della sua famiglia (il grassocio e goffo Blanchard) e si percepisce, nella strettissima unione tra i suoi genitori e sua sorella, che lui è l’ escluso, per motivi imperscrutabili, diverso, quasi appartenesse a un livello sociale più basso.

Yuzna semina indizi, inserendo minuscoli dettagli shock in alcune scene (la doccia, la ragazza “rivoltata”), facendoci sospettare strane fantasie incestuose che fanno immaginare a Billy cose inesistenti. Il nastro con la registrazione di un’ orgia che vede coinvolti padre, madre e sorella di Billy, si trasforma nell’ innocuo e noioso chiacchiericcio di un party esclusivo. Alcuni personaggi spariscono, altri muoiono e poi, semplicemente riappaiono dal nulla mandando in confusione totale il nostro povero protagonista. Allucinazioni? Incubi? Paranoie? Follia? Mentre tutto intorno a lui sembra procedere in maniera del tutto normale, il mondo interiore di Billy si disintegra, ma è da questa spaccatura tra realtà e immaginazione che si sviluppa una nuova consapevolezza, e finalmente, la rivelazione dell’ orrore che si nasconde tra ville e limousine.

E si arriva, con apparente lentezza e accumulo di scene che a una visione poco attenta potrebbero sembrare inutili, alla famosa scena finale. Dieci minuti di gore estremo senza una goccia di sangue, giocati esclusivamente sulla deformazione e la fusione dei corpi, mutati fino a diventare forme irriconoscibili e astratte, un’ orgia in cui al sesso si unisce l’ assimilazione e il nutrirsi di forme di vita inferiori. Dieci minuti che sono davvero, e non in accezione negativa, pornografici, ove per pornografia si intende il non lasciare nessun dettaglio fuori campo e il voler mostrare tutto nella sua disgustosa oscenità.

Screaming “Mad” George si fa influenzare dalla pittura surrealista e realizza un grottesco ammasso di carne umana  che muta, si adatta, striscia come una lumaca (ecco spiegata un’ altra scena “inutile” dell’ inizio del film), viscida e sudaticcia, ma col sorriso sulle labbra (deformate) e la battuta sempre pronta. Con una comicità che è quasi nello stile di Mel Brooks, Yuzna si scatena in una ferocissima satira nei confronti della classe dirigente (in questo caso digerente, perdonatemi, ma sogno di dirlo da tutta la vita), prendendo come bersaglio proprio quel corpo (o meglio, la sua estetica) sulla cui perfezione e bellezza si basava lo status sociale di molti individui. Ricchezza, salute, forma invidiabile. Maschere dietro cui celare una mostruosità esibita però con fierezza e sarcasmo alle proprie vittime. Gli esseri ripugnanti di Society non sono alieni, sono esseri umani tanto quanto Billy e il povero Blanchard che viene risucchiato in un’ atroce parodia di un atto sessuale estremo, tra le risate degli astanti e sotto lo sguardo sbigottito di Billy, a cui spetta la stessa fine, ché è stato allevato come una bestia da macello, con l’ unico scopo di diventare cibo e giocattolo della sua famiglia e dei suoi amici.

Nessuna metafora, non più. Yuzna ci sbatte in faccia i contenuti politici del suo film, senza dare spazio ad astruse simbologie per iniziati. La verità è lì, in ogni dettaglio e sotto gli occhi di tutti, altro che sottotesti o riferimenti velati e inconsapevoli e non è così strano che a raccontarcela sia un B movie. La visionaria ed estrema scena finale di Society ci parla di una realtà che si perpetua da sempre e continua a perpetuarsi ancora oggi, che nulla è cambiato e mai nulla cambierà.

Ma possiamo stare tranquilli, tanto è solo un film.

54 commenti

  1. Se non ricordo male Yuzna ha sempre affermato che la prima parte del film fosse stata realizzata proprio come una parodia dei serial per adolescenti del periodo. Ah , i vecchi tempi in cui si pensava che l’horror avesse bisogno di introdurre lentamente l’orrore per poi sciocare lo spettatore ! (Il film piacque tanto a me e mio fratello da averci persino spinti a farlo vedere a un amico sinistrorso, che infatti apprezzò molto il lato “politico” !)

    1. B, la lenta preparazione serve e come, anche perch ti deve cuocere a fuoco lento e prepararti allo shock del finale. Society il modo migliore per iniziare all’ horror i cinefili impegnati di sinistra. Tu li freghi col lato politico e loro si dimenticano che stanno apprezzando un film di serie B. Ah, che tempi! 😀

  2. Meraviglia. Non ci sono parole. Yuzna è un geniaccio. Però devo ancora vedere le sue ultime cose. Se ne hai vista qualcuna, sai consigliarmi?

    1. Eh…diciamo che le sue ultime cose fanno un pochino di imbarazzo. E’ che oggi difficilissimo girare B movie e basso budget. E’ cambiato tutto e quello spirito che portava alla realizzazione di roba come Society ha cessato di esistere. Per io Faust me lo sono goduto…oddio, vergognandomi anche un po’, ma me lo son goduto lo stesso. Poi non so se hai visto i vari Dentist, che sono carinicarinicarini 😀

      1. Si, i Dentist li ho visti tutti e spaccano… e cazz! Faust è suo e non me ne ricordavo, però è una 3/4 ciofechina 😉

        1. No, dai, diciamo che per metà ciofechina e per metà un’ idea interessante realizzata con pochissimi mezzi. Siamo più buoni!

          1. Ma braaava! Con Terminator distruggi ma con Yuzna c’hai l’occhio di riguardo… e non si fa mica così, eh!? ihihih…

          2. Perché Yuzna non è mai stato attratto dal lato oscuro della forza 😀

  3. Bellissima recensione, compreso il cappello iniziale, di un film che adoro.
    Il senso di “sbagliato”, di morbosità che pervade tutto il film da adolescente mi ha turbato più del freak show finale.
    Comunque l’atmosfera di Society è qualcosa che non ho quasi più trovato in altri film o romanzi. Chissà se rivedendolo ora..l

    1. La paura che una re-visione del film potesse compromettere l’ impatto che aveva avuto su di me anni fa, stata per fortuna del tutto scongiurata. Il film valido ancora oggi e ancora oggi ti prende a mazzate sulle gengive. Almeno cos stato per me. Grazie Ale 😀

  4. Gran bel film, si avvicina alle atmosfere onirico patinate di The Dentist, ma guadagna nel soggetto, che al secondo un po’ manca. Yuzna è un regista particolare, di sicuro talento ma spesso incompreso per l’incapacità (ma è incapacità?) di incanalare la sua arte in canali percepibili dal pubblico, non solo il grane pubblico, ma spesso anche quello degli appassionati.
    Bell’articolo, molto interessante.

    1. Grazie!
      Hai ragione quando lo paragoni a The Dentist, che l’ ambiente è più o meno quello, ma The Dentist è più un film di puro intrattenimento, mentre la forza del soggetto di Society resta ineguagliata.
      Yuzna è un regista di serie B, il che non è affatto un insulto, o un voler sminuire quello che fa. Al contrario, anzi.
      Ed è troppo particolare, a volte, anche per chi mastica horror quotidianamente. Si è un po’ perso per strada, credo perché fare cinema oggi, con lo stile e lo spirito di tre decenni fa, è quasi impossibile, ma io continuo ad amarlo moltissimo.

  5. citando randy “the ram” da the wrestler: “gli anni ’80 sono imbattibili.
    poi è arrivato quel frocetto di Cobain e ha rovinato tutto”..

    grande, grandissimo film.

    1. Randy the Ram ha sempre ragione. E pure tu 😀

  6. society, eh.

    1. S, s, ebbi a capirlo!

  7. Secondo me il film è meraviglioso, ma fatichi ad apprezzarlo pienamente la prima volta se non hai abbastanza conoscenza del mondo di cui parla Yuzna o se, come me, quando lo vedi hai 17 anni e ti aspetti more blood. Mi piacque anche la prima volta, ma solo dopo ho capito la genialità nella scelta di costruire l’orrore poco alla volta mentre tutti gli altri film te lo spiattellavano dopo due minuti. Adoro questo tipo di film e questo tipo di horror, Yuzna non è arrivato successivamente agli stessi livelli ma ha continuato almeno con un altro paio di film a dosare bene storia e violenza e a tenere un’ottima coerenza narrativa di fondo, penso a The dentist, che a me è piaciuto tanto. E’ quel tipo di serie b che mi piace, che non va di moda, ma ha la sua cerchia di appassionati. E poi lui attacca la classe dominante, la stessa su cui sputava Philip Dick (definendoli “i fascisti di Orange County), con una rabbia che oggi nessuno avrebbe le palle di sfoderare, in quegli anni solo lui e Carpenter, e mai dimenticherò Roddy Piper che prende a fucilate in faccia gli yuppies reaganiani in Essi Vivono. Che cazzo, aveva finito le gomme da masticare.

    Io mi feci fare la maglietta con la scritta Screaming Mad George, la sfoggiavo a scuola e nessuno capiva chi fosse, ovviamente. Ancora ce l’ho.

    1. ah e poi quello di Society è orrore vero.

  8. me scurdavo… la recensione è scritta benissimo

  9. La voglio anche io la maglietta di Screaming mad george, per la miseria.
    Infatti oggi gli attacchi alla borghesia sono sempre fiacchi e con l’ ironia moderna che li smorza sul nascere.
    Yuzna, fottendosene altamente di qualsiasi reazione di pubblico o critica, la borghesia la prende a calci in faccia.
    Io mi ricordo che all’ epoca le mie amiche guardavano Berverly Hills e io gli dicevo che stavano guardando la vita di mostri antropofagi e loro ridevano e non capivano.
    Orrore vero.

  10. Non ho mai creduto alla teoria della purezza filmica,avulsa da ogni riferimento politico o di messaggio.Prima di tutto per fare crollare questa ripeto teoria- e se ci mettiam a fare teorie,si intellettualizza ragazzi miei,ah se si intellettualizza-è un fatto semplice:il puro disimpegno è di per sè una presa di posizione che segue certe regole e che vuol dare un suo chiarissimo messaggio:sono solo canzonette,tipo.
    Poi è la strada semplice e comoda per deresponsabilizzare il regista e lo sceneggiatore di fronte a pellicole magari un filino scorrette o in altri casi di fronte al disastro,(eh ma non vedi che è un film disimpegnato,cosa gli chiedi questo e altro),rimane comunque questa difesa del cinema di serie b,anzi cinebis come piace a molti,un’operazione degna dei migliori occhialuti nerd prodotti classici dell’opinionismo selvaggio e intellettualizzatori a loro volta.
    Detto questo invece risulta evidente e chiarissimo che il cinema di genere e serie b ha una sua funzione sociale e politica profondissima:spiegare le cose alle masse,indicare quale è il pensiero dominante,sostenerlo o criticarlo,ma è pur sempre un qualcosa che riguarda l’arte popolare per eccellenza,cioè il cinema-che rammentiamo deve la sua gloria per le maestranze,perchè i Geni senza i Biascica di questo mondo,senza i gloriosi operai della settima arte che possono fare?Raccontare Antichrist al bar,al massimo-e il pubblico.
    Entriamo nel merito:finisce la guera,c’èil controverso periodo del boom,come narrare al popolo questa speranza rinata,questa superficialità raggelante nella sua scomposta allegria?Con il disimpegno dello Spiaggerello.Amorazzi ,battutacce,robe così.Toh scoppia il 68!Manifestazioni,contestazioni,la nostra classe sulle barricate.Per i militanti i film di Petri e Rosi,al popolo,ai proletari che diamo?Vamos a matar,companeros,Il mercenario,Tepepa.Attraverso storie di rivoluzione messicana,zaaac parli di rivoluzione all’operaio che era mio padre e mia madre.Bombe di stato,anni di piombo,crisi internazionali ed energetiche:famo er poliziottesco.
    Raccontare al medio-più che al piccolo-borghese quel periodo,dare soddisfazione attraverso i commissari al suo desiderio di giustizia sommaria e spicciola.Insomma il cinema di genere ha sempre un suo sottotesto,e quando lo nega ce l’ha pure lì.Ecchecazzo!

    Il film Society è un Carpenter folle e crudele,un feroce ritratto che trova nel suo essere surreale una potenza visiva,di metafora,di riflessione assai tagliente e memorabile.Me lo devo rivedere assolutamente.Un classico esempio di come deve essere,a mio avviso,un film di genere.
    Anzi,a me Faust è piaciuto parecchiotto.Non era affatto male!^_^

    Son felice che la mia email ti abbia ispirato questo,come il tuo post sulle colonne sonore ha ispirato un mio post sulla musica!^_^

    1. Bè, ma in rari casi questa cosa è voluta. Io non credo che ci fosse, nel cinema di serie B, la reale intenzione di parlare d’ altro. Si faceva intrattenimento popolare e basta. Se ci scappava anche qualcosa in più, spesso era del tutto non intenzionale. E altrettanto spesso, si tratta di sovrainterpetazioni postume della critica. E anche questo fa parte di quel processo di rivalutazione che a te (e a me) non piace.
      Society, come molti film di Carpenter che tu giustamente citi, è caso a parte, perché la critica sociale è evidente, voluta, senza nessuna possibilità di fraintendimento o di reinterpretazione a posteriori.
      Che poi l’horror sia un genere politicizzato, l’ho detto in testa all’ articolo. Il più delle volte, magari siamo noi a dare un’ interpretazione politica ai film, però. Pensa a L’ Invasione degli ultracorpi, che Siegel non ci pensava neanche per sbaglio.

      1. si,ma è anche vero che nelle opere che diventano pubbliche spesso
        scappa dalle mani del suo autore.Esempio mi metto a scrivere un
        racconto di sbirri,mia intenzione è quella di fare una cosa alla spara che ti passa.Non posso però evitare che involontariamente possa toccare
        corde che nemmeno uno sospetta.Io trovo odiosa la rivalutazione anche del cinema pessimo,fatto alla cazzo di cane,ma che è figo perchè fatto alla cazzo di cane.Lo chiamano mi pare cinema altro,maddeche?Però
        credo anche che ogni volta che metto in scena qualcosa non si tratti solo di mettere in scena qualcosa,bella ripetizione è?^_^
        Chiaramente è il mio modo di vedere il cinema e le cose in generale,son pur sempre una persona seria con gli occhiali!

  11. viga 1976 son sempre io viga,ma wordpressizzato!
    Mi sa che porterò qui il mio blog di politca e quello di musica,anche se è un po’ un casino rispetto alla semplicità di splinder.

    1. no, dai, che anche wordpress è semplice, alla fine…un po’ bastardo, ma semplice

  12. Non lo conoscevo, ma mi hai incuriosito parecchio! 🙂

    1. E’ un gioiellino degli ’80, Gianluca. Per un appassionato come te, è imprescindibile 😀

  13. Ti regalo la mia. Ho anche quella di Tom Savini, ma non l’ho mai lavata. Da bravo nerd che puzza mi facevo chiamare Screaming Mad Matt. Poi sono cresciuto, e ora mi faccio chiamare Robert Orso Maria Frickerton, finalmente un nome serio e rispettabile, perdio, che quando scendo in strada tutti devono sapere chi è il ràs del quartiere.
    Vabbè.
    Comunque tu avevi capito tutto, Yuzna sarebbe stato molto fiero.

    1. succede quando uno non preme il tasto “Replica”. Perdonatemi.

      1. Se il mondo fosse tutto cresciuto come noi due sarebbe migliore.
        O forse no.

  14. Vidi questo film a dodici anni, periodo in cui mi divertivo a saccheggiare la videoteca più fornita della città alla costante ricerca di un nuovo horror da gustare. Society mi piacque subito, forse proprio per quella metafora che raccontava e che, comunque, ero ancora troppo piccolo per capire appieno.
    Yuzna è un marchio di fabbrica, un nome che raramente mi ha deluso negli anni.
    Ottimo post 🙂

    1. Grazie Paolo! 😀
      sì, lo vidi anche io che ero piccola e saccheggiavo videoteche come se non ci fosse un domani. Esperienza illuminante, all’ epoca, magari non del tutto compresa, ma abbastanza forte da farmi riflettere su quello che avevo visto.
      E non è poco…

  15. Splendida analisi, hai colto in pieno il senso del film. Sarei curioso di sapere la tua teoria sul messaggio degli slasher, perchè raramente mi è capitato di sentire qualcuno che riesce a cogliere certi dettagli dietro al muro di cafoneria dietro cui vengono nascosti.

    1. Sto preparando qualcosa (ci vorrà un pochino di tempo, perché ho l’ energia di un bradipo in letargo, però arriverà) sullo slasher e sui ruoli femminili all’ interno di quei film. Ne discuteremo lì.
      Grazie per i complimenti 😀

  16. Non posso fare un commento costruttivo perché ho sempre voluto vederlo ma non ho mai avuto l’occasione.
    In compenso, se vogliam parlare di horror NELLA carne, Cronenberg è il guru, e anche il Seme della follia di Carpenter non scherza. In generale, per quanto mi inquieti più di tutti, è questo il tipo di horror che mi piace di più!

    1. Sì, Cronenberg è l’ inventore e il guru assoluto 😀
      Se quello è il tipo di orrore che ti attira di più non puoi in nessun modo perderti society. Ma proprio per niente! 😀

  17. Bellissimo,uno dei miei horror preferiti ancora oggi.Visto per la prima volta in una vecchia VHS affittata al noleggio (che aveva alcuni tesori nascosti) e poi comprato in Dvx.Tra l’altro come attacco alla ricca borghesia è molto più efficace di altre pellicole.

    1. E’ tra i film satirici più efficaci, a mio parere. E, ripeto, ancora oggi è un attacco talmente feroce che è difficile trovare altri film successivi a questo con la stessa potenza

  18. Dopo questa ti lovvo illimitatamente. Il film della mia adolescenza. Il lato oscuro di Beverly Hills 90210

    1. Mappoi (lovvandoti imperituramente) quanto erano brutti i protagonisti di beverly hills? che cessi a pedali? e poi uno si stupisce che si trasformino all’ improvviso in mostri

      1. ah, perchè non sono mostri allo stato naturale che poi si trasformano in buffe creature?

        1. Sono doppi mostri: da buste di fave a gomme da masticare nello spazio di un battito di ciglia.

          1. Amerei Yuzna per questo film, se non avesse girato Faust…

  19. Che dici, mi tocca? ^^
    Non la leggo. Prima scrivo, poi confrontiamo. 😉

    1. Sì, Hell, te tocca! 😀 mapperforza!

  20. Neanche un commento in opposizione, strano, forse è una tattica, non è che tra poco scatta l’orgia freak? 😀
    Scherzi a parte, si è parlato di videoteche, un bene per questo film è stata la sua capillare distribuzione, c’era sempre, e la copertina del tempo, da buon ottantone, traeva in inganno. Per questo molti si sono ritrovati a fare il percorso della ricerca dell’horror di un tipo per poi ritrovarsi un’altra struttura; e meno male!

    1. E’, vero, la locandina italiana era fuorviante assai!
      E qui su ilgiornodeglizombi ci impastiamo tutti e ci assimiliamo l’ uno con l’ altro che è un piacere! 😀

  21. sai che non l’ho mai visto?Ne ho sempre sentito parlare ma non ho mai avuto il coraggio di una visione. Ho temuto mi facesse troppo schifo….che dici, ci provo??

    1. Massì! Però lontano dai pasti 😀

  22. LordDunsany · · Rispondi

    Mmmm, questo l’ho rivisto di recente, messaggio politico o no (bel commento Lucia!), m’è parso “invecchiato male”, m’è sembrata una roba tipo “Cronenberg minore”! Ma forse è una mia impressione oppure la mente obnubilata dagli horror thai 😉

    1. No, non è invecchiato male, povero… 😀
      e con Cronenberg in realtà non ha poi moltissimo a che spartire, poi è ovvio, appartiene allo stesso filone, e i primi lavori di Cronenberg erano film di serie B anche quelli.

      1. LordDunsany · · Rispondi

        Posso avere un’opinione mia cara? 😀 😉

  23. Un horror di critica sociale che ci costringe a fare a meno del comodo alibi dell’alieno in mezzo a noi al quale attribuire la diversità, la mostruosità, in modo da tranquillizzarci sul nostro essere “altro” da lui…il mostro in questo caso è il meschino, ipocrita, amorale, miserabile, laido borghesuccio arricchito che tanto bene rappresenta un discreto numero di esemplari UMANI (sì, perchè questo sono -anche se non ci piace ammetterlo- anche in Society) e tutte queste siffatte “qualità” alto-borghesi Yuzna e Screaming Mad George le condannano trasformandole in carne viva, mutante e oscena al limite del tollerabile (con caratteristiche diverse, effettivamente, dalla “poetica” di Cronenberg)…il tutto -come fai notare- senza mai sacrificare il lato umoristico della questione (vedasi, ad esempio, papà “facciadiculo” o il tizio che nella “ri-solidificazione” post-orgia si trova in faccia un neo non suo) , anzi usandolo per rafforzare il messaggio, particolarmente condivisibile se solo si ripensa a quanto avrebbero rotto le palle Beverly Hills 90210 e soci di lì a poco (e infatti credo di essermi rivisto Society in quel periodo come valvola di sfogo, 😀 ). Vabbè, non ho resistito a fare un ultimo commentino prima delle feste… 😉

    1. E’ l’ uso migliore che si possa fare dell’ umorismo: renderlo spaventoso, costringerti a ridere per non impazzire. Yuzna è così. In pochi ci riescono. E oggi nessuno si azzarda più a fare cose del genere.

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