Paul William Scott Anderson

Colonna sonora consigliata per la lettura

Siete pronti per lo specialone più controverso del secolo? Parliamo del mio regista preferito, l’ uomo che, se vivessimo in un mondo migliore, sarebbe ricordato come uno dei più importanti registi action della sua generazione. E invece viviamo in un brutto mondo, pieno di gente invidiosa in cui tutti odiano Paul W. Anderson perché lui è sposato con Milla e voi no. Tiè. Gente che al cinema ci dà del tu lo definisce, a ragion veduta, il Migliore degli Anderson. Io non ho nessun dubbio in proposito che sì, bravi Wes e Paul, e bravino pure Brad (perso per strada negli ultimi anni, a dire il vero), ma Paul Dabliù, lui è quello speciale, è un regista, sceneggiatore e produttore che può essere tranquillamente paragonato a quegli sporchi mestieranti che negli anni ’80 erano la gioia di grandi e piccini, Renny Harlin, George P. Cosmatos, e sì  anche McTiernan, di cui abbiamo parlato da poco.  Lui non fa cinema perché è arte, lo fa perché è il suo lavoro e perché si guadagnano i soldi, ci si diverte e si diverte il pubblico pagante. Un grande e costoso giocattolo. Serie B, ma fatta con un mucchio di quattrini, ché son cambiati i tempi e per far strabuzzare gli occhioni ai ragazzini ci vuole un budget da centinaia di milioni di dollari. Anderson lo sa e lo sappiamo noi (anche se spesso ignoriamo volutamente il concetto e ci riempiamo la bocca, io per prima, con la frase fatta pochi soldi e tante idee) che la serie B non si fa più come trenta e passa anni fa, che oggi ci vuole la patina per incassare quel tot che ti porta a produrre il film successivo. Ma era cinema commerciale allora e lo è adesso. All’ epoca sapevano farlo meglio di quanto non lo facciano oggi. Ma oggi Paul Anderson lo fa meglio di tutti gli altri.

Non a caso, il suo nome rimane sempre in ombra rispetto ai piccoli re del cinema commerciale hollywoodiano. Michael Bay, Zack Snyder, Gore Verbinski, persino Matthew Vaughn li conosciamo tutti. Anderson se ne sta in disparte, a scrivere, produrre e dirigere i suoi film, e ad assumere sempre il controllo totale del progetto in corso. Buoni incassi, ma non faraonici come i suoi colleghi. Nessuna ambizione di veicolare un qualsiasi tipo di messaggio o sottotesto e una cura di ogni fase della lavorazione del film che potrebbe addirittura ricordare Roger Corman. Anderson si muove tra i generi con disinvoltura, nonostante alla fine ogni suo lavoro sia un film d’azione mascherato da altro. Horror, fantascienza, cappa e spada, postapocalittico, film di arti marziali. Il nostro è in grado di fare praticamente qualsiasi cosa e di farla con una padronanza tecnica che un Ellis qualsiasi non avrà nemmeno nei suoi sogni più perversi e che Nispel prega Gesù bambino ogni notte per sperare di ottenerne almeno la metà.

Ma mentre la critica con gli occhiali continua a giustificare questa gente, nei confronti di Anderson si scaglia come se rappresentasse il Male assoluto che possiede l’ obiettivo di una Red Cam. E non si capisce perché. Anzi sì, si accaniscono contro i suoi film come si accanivano contro Cliffhanger e come si sono accaniti contro The Expendables l’ anno scorso. Il genere che non si vergogna di essere tale infastidisce molto di più del genere che si autoassolve con la citazione, la strizzatina d’ occhio, l’ idea di aggiornamento ai tempi attuali di non si sa bene cosa e il recupero dalle nebbie del tempo di qualche stronzissimo sottoprodotto anni ’70. Ma recupero filologico, che cazzo, che qui mica stiamo facendo un film d’azione, qui stiamo mettendo in discussione l’ idea di supereroe in quanto tale e il suo ruolo in un tristo universo disincantato che non crede più nelle fiabe. Sempre di un tizio che se ne va in giro in calzamaglia parliamo, ma ne parliamo seriamente e iniziamo a discettare. Con ironia postmoderna possibilmente, che se manca quella siamo rovinati e non ci viene la battuta cool in odore di tormentone.

ciao invidiosi

Come un altro rispettabile e bistrattato regista di menare che mi è entrato nel cuore e non ne uscirà mai, il Neil Marshall di Centurion, Anderson questo disincanto e questo distacco non li concepisce. Sa essere ironico anche lui, ma in un modo diverso, scrivendo battute che non avrebbero sfigurato se pronunciate da Schwarzenegger o da Lundgren nell’ epoca d’oro. Anderson non è mai sottile. Non è mai furbo.  Usa mezzi e tecniche del 2011 per proporre roba che avrebbe fatto furore negli anni ’80. E lo fa con amore, con passione e quintali di onestà e rispetto nei confronti dello spettatore.

In questi giorni ho rivisto tutta la sua filmografia, da Shopping, l’ esordio dietro la macchina da presa, fino alla sua ultima fatica, I Tre Moschettieri, e ho notato una serie di caratteristiche che accomunano tutti i suoi lavori, che siano riusciti o meno. Questi tratti distintivi, riscontrabili sia quando Anderson è il regista, sia quando si limita a scrivere la sceneggiatura e a produrre e affida la direzione ad altri, lo rendono un caso isolato all’ interno del desolante panorama del cinema action americano contemporaneo. Andiamo a elencarli, per la vostra gioia. Poi mi potete insultare. Non mi offendo. Sono impermeabile come Paul.

1) L’ uso degli attori e le scelte di casting. Oltre ad affidarsi a un gruppo di presenze fisse sui suoi set (a partire dalla Jovovich che all’ epoca di Resident Evil non era ancora sua moglie), come Colin Salmon, Jason Isaacs e Sean Pertwee, ad Anderson piace utilizzare gli attori in quanto Corpi che incarnano l’ essenza meramente fisica dei suoi film. In quanto eroi d’azione, i protagonisti dei suoi film devono apparire come armi di distruzione di massa, spappolare lo schermo con la loro presenza, tanto da rendere credibili le gesta compiute. Se qualcuno, per dire, andasse da Anderson e gli proponesse Adrien Brody come attore principale, il caro Paul gli riderebbe in faccia, lo prenderebbe a scappellotti sulla nuca e lo manderebbe dritto dritto a scuola da Walter Hill. In Resident Evil Anderson intuisce per primo il potenziale di Michelle Rodriguez, la strappa ai brutti film indipendenti sulla classe lavoratrice americana, la veste da S.W.A.T. e la fa sparare contro tutto ciò che si muove, imprigionandola in quel ruolo per gli anni a venire. Milla Jovovich, con il suo aspetto da splendida aliena androgina, diventa sempre meno umana mentre la saga prosegue, strumento di azioni funamboliche e combattimenti al limite del credibile, essenza quasi metafisica dell ‘ eroina da videogioco. Anderson le affianca poi Ali Larter, più concreta e carnale. Le due si esibiscono in una delle scene più cafone della storia del cinema intiero: la lotta nelle docce con il mostro gigante di Resident Evil Afterlife. Tripudio e ovazioni. Anche qualche urletto. Nelle scelte di casting Anderson, a parte una sciagurata occasione di cui si sarà in seguito pentito, non sbaglia un colpo. Brigette Wilson in Mortal Kombat, Jason Statham (dico, Jason Statham) in Death Race, il gigantesco Ray Stevenson ne I Tre Moschettieri (che è il Porthos migliore nei secoli dei secoli). Accanto a questi corpi di menare, Anderson è così intelligente da inserire degli ottimi caratteristi quando ha bisogno di qualcuno che sappia anche recitare. Ed ecco Joan Allen, perfida aguzzina in Death Race e Mads Mikkelsen e Christoph Waltz a spandere eccellente professionalità ne I Tre Moschettieri.

noi ci siamo divertiti tantissimo

2) L’ uso moderato dello spiegone, che porta a una programmatica assenza di spessore. Io lo immagino il giovane Paul che scrive le sue sceneggiature con in testa il cappellino, Milla che gli porta il caffè e i bambini che sgambettano per casa. Quattro pagine in tutto. Tre dialoghi e poi si menano per il resto del film. Pronti a girare. Si punta al sodo. Cos’è Mortal Kombat, un kammerspiel? No, un videogioco in cui si gonfia di mazzate l’ avversario. E Resident Evil? Un altro videogioco, in cui per vincere devi sparare ai zombi. Paul lo sa e non ci prova neanche a fornire il fastidioso e inutile background di traumi pregressi e brutte esperienze ai suoi personaggi. Se è obbligato da fattori indipendenti dalla sua volontà (Liu Kang in Mortal Kombat), cerca di ridurre il tutto al minimo indispensabile e arrivare in fretta alle parti importanti, quelle in cui si picchiano, o esplodono, o fanno le corse coi macchinoni corazzati. Non ha altra ambizione se non quella di fare robusto cinema di intrattenimento e ha una consapevolezza assoluta di quello che sta realizzando.

3) Il cinema di Anderson non è mai citazionista, pur abbondando di rimandi e citazioni, cosa inevitabile, data l’ impossibilità, oggi, di essere veramente originali in un tipo di cinema che forse ha già detto tutto almeno tre decenni fa. Anderson tuttavia, non strizza mai l’ occhio, non si tuffa nel metacinema o nel post vattelapesca, scappatoia ormai abusata da decine di registi che devono la loro fama soltanto a un’ autoreferenzialità esibita per nascondere un imbarazzante vuoto di autonomia intellettuale (chi ha detto Kick-Ass? io? noooo, non mi permetterei mai). In quello che è forse il suo film migliore, Punto di Non Ritorno, riesce dove il signor Io sono un Grande Autore (scritto con le maiuscole, mi raccomando) Danny Boyle fallisce clamorosamente con Sunshine: girare un film di fantascienza filosofica senza tranciare le palle a nessuno. E quando affronta un remake, come nel caso di Death Race, non si sogna neanche alla lontana di ricreare l’ atmosfera scalcinata e tipicamente seventies del prototipo originale. Niente Grindhouse per Paul, no grazie.

a questo uomo ci devo la carriera

4) Potete chiamarlo fracassone, demente, spegni cervello, anche brutto, potete odiarlo e dire che è contrario a qualsiasi forma di intelligenza conosciuta. Eppure, quello di Anderson resta Cinema. Non videoclip, non televisione, Cinema. Anderson le sue sequenze action le costruisce nei minimi dettagli. Non piazza ventisette macchine da presa che riprendono dei robottoni che si prendono a cazzotti in CGI, che tanto poi ci si pensa al montaggio a farne uscire qualcosa di comprensibile (ogni riferimento a Michael Bay è puramente casuale). No, lui arriva sul set, si mette a lavoro e realizza delle scene elaborate e studiate, fatte apposta per essere proiettate sul grande schermo. Ha tecnica da vendere e conosce alla perfezione il mezzo che utilizza. E se decide di utilizzare il 3d, lo fa a ragion veduta, facendo impazzire fino alla saturazione dell’ eccesso ogni fotogramma a disposizione. E’ una scelta precisa, può non piacere, ma si tratta di stile.

Due video per il mio Paul William Scott.

Sogno nel cassetto: Death Race 4 con Milla Jovovich, Jason Statham e Vin Diesel, ambientato in una New York post atomica. Paul, pensaci!

48 commenti

  1. Io considero questo Anderson un incapace. E’ più forte di me. Eppure adoro Mortal Kombat (che comprerò presto in blu ray) e il primo Resident Evil. Sarà che Death “oh, anche Anderson è riuscito a fare un bel film” Race a me annoia da morire mentre a tutti gli altri è piaciuto tanto tanto. Però bello lo specialone. Se non fosse sposato con Milla (sono invidioso, lo ammetto) forse le tue parole mi spingerebbero a rivalutarlo.

    1. Non sei il solo a considerarlo tale 😀
      In realtà io non voglio spingervi a rivalutarlo, voglio solo tentare di dimostrare che incapace non è. Ciò non significa che debba piacere quello che fa, anzi, lo si può tranquillamente detestare e comprendo perfettamente chi lo detesta. Ma incapace non è.

      1. Ma io lo considero incapace perchè mi sta antipatico :D. Forse sono subdolo, ma per me lui è malvagio.

        1. nooooo…ma non vedi che faccetta simpatica che ha?

          1. Sì, ma ha l’occhietto malvagio. Secondo me Von Trier al confronto è Macaulay Culkin

          2. No…lui ha l’ aria guascona di un giovane eroe dei nostri tempi, armato di macchina da presa, uccide tutti gli intellettuali con maestria e al rallentatore, mentre schiva le pallottole 😀

          3. credevo li distraesse con sua moglie

          4. S, Milla li distrae, loro cominciano a invidiarlo e non si accorgono che gli piomba alle spalle e li massacra

          5. vivrò il resto della mia vita con le spalle contro il muro…

          6. No, ma tu non devi temere…ti difendo io, ci dico che sei un mio amico e che sotto sotto sei buono

  2. Qui c’è in ballo una scommessa… secondo me ho già vinto, perché c’ho i poteri, ma resto ad aspettare.
    Anderson lo odio. Perché è un discotecaro che gira film come fossero videoclip. Persino Punto di non ritorno, il migliore dei suoi lavori (almeno così mi pare di ricordare), mi ha lasciato con tanti dubbi e richiami (a proposito di citazioni-non-citazioni), addirittura alla Disney. Però, ehi, The Black Hole era un gran bel film. Potessi, lo copierei anch’io.
    Per il resto, non sono geloso di Milla, ché mi piace un’altra ragazza, meno bella, forse, ma unica per me.
    E poi, lo sai che ti lovvo, nonostante Paul Dabliù.

    A me piace il lagavulin, a proposito. Ma anche la birra chiara e il vino rosso. 😀

    1. E’ proprio sul suo essere videoclipparo che io contesto e mi ergo in sua disperata difesa. Gira film dozzinali, ma non videoclip 😉 Eppoi lo so che a te piace un’ altra fanciulla 😉 Io tendo a preferire weiss per quanto riguarda la birra e un ottimo gewurztraminer per il reparto vini, grazie 😀

  3. Complimenti per la lucida analisi. Ed ammetto che hai ragione. Però dopo Resident Evil afterlife ti confesso che il buon Paul ha decisamente iniziato a starmi sui cosiddetti. Una bestialità del genere è troppo anche per lui.

    1. Grazie 🙂 Per, vedi, ti devo confessare una cosa bruttissima. Per me Afterlife il suo capolavoro. E’ un film che rivedrei all’ infinito e saltellando di gioia a ogni mazzata 😀

  4. Cristiano · · Rispondi

    Grandissima Lucia! …complimenti per la recensione, competenza e professionalità, scritta il giusto grado di ironia.

    1. Grazie Cristiano! Quando si parla di un certo tipo di film l’ ironia obbligatoria. Mai prendersi troppo sul serio 😉

  5. questo te lo devo linkare… ti piacerà.

    1. wow!!!! 😀

  6. Cìè una parte che condivido e un’altra che te posseno!
    Cosa condivido?Pur non amando per nulla il pleonastico e vetusto cinema
    di periferia di Anderson,sono dispostissimo a difenderlo spada in mano
    contro le cafonerie milionarie e cialtrone dei Bay!Altro punto io detesto
    la figura del super eroe,è una delle più grandi minchiate mai create in
    tutta la storia dell’umanità,tipico espediente di un popolo o una persona
    che non si piace e sogna altro.Io sono uno splendido occhialuto felicissimo della sua normalissima vita,che me frega di mettermi un costume e fare il pirla dei pirla:il superoe anti eroe.Concordo quindi

    anche con la tua critica al cine post moderno,citazionista,metacineatografico.
    Cioè:sono cose belle,ma SE fatte da grandi autori.Ce ne sono due in danimarca,ad esempio ch valgono tutto il cinemino di anderson e manico di scopa a presso,(la mila).Però il cinema che tu attacchi è robaccia.Fanno i fighi,quando dovrebbero finire le elementari.Ottimo anche il tuo attacco a Boyle,insomma tutto benen,ma per me c’è un piccolissimo probelma:usi anderson paulino daubliù.
    Eh,no!Mica si può mettere un Cosamtos cioè quello di cassandra crossing,amici e nemici,leviathan,(poi di cazzatone come rambo 2 e cobra),a pari di paul.Lo stesso cliffhanger è nettamente superiore a tutto il cinema di anderson.
    Ma tu li hai visti i suoi film?Si.Tutti.Non mi piacciono nemmeno un po’.Dici:sei invvidioso.Manco per le palle!Avesse sposato letizia Bruni,dicasi Letizia bruni o Angela cerri-dicasi Angela cerri lo invidierei con tutto me stesso,ma ha sposato un manico di scopa.Che me frega a me!
    Detto questo come sempre un otimo post.Anche qunado parli di uno che nonn mi piace e non mi piacerà mai,riesci sempre a creare un interesse che dona dignità all’argomento.Brava!
    Poi se un giorno tu incomincerai a lodare il dio lars,bè saresti perfetta!^_^
    ciao e buona giornate / week end

    1. Epperò scusa ma tu mi cadi nello stesso errore dei rivalutatori e citazionisti a ogni costo (si scherza, eh?). In che cosa differisce un Harlin da un Anderson? Nell’ uso degli effetti speciali, forse? Ma se all’ epoca Cosmatos avesse avuto a disposizione la CGI, credi che non l’ avrebbe usata? Secondo me sì, e in maniera estremamente cafona, aggiungerei 😀
      Io invece Milla la amo molto molto… ed è sempre perfetta per i ruoli che le costruisce addosso il maritino.
      Poi, perché ti vedi tutti i film del nostro? Dai che sotto sotto ti diverti un mondo 😀 😀

      1. Cosmatos ha diretto anche Rappresaglia con Burton e Mastroianni.
        Quindi ha avuto la tentazione di fare grande film storico e politico,parla
        delle fosse ardeatine codesta mediocre pellicola,non si è limitato a fare
        quei film del genere:”Ciao Nì, io te corcherebbe”.La sua regia quando
        era in vena era assai tesa,su quel cazzarola di treno per cassandra crosing mi pareva di starci.Non mi capita mai con i film di anderson.

        Herlin,non mi piace ,ha fatto solo un film che considero riuscito cioè Cliffhanger.Non amando i film d’azione,quella pellicola mi ha assai coinvolto,sarà che ci vedo le mie bellissime montagne ,le dolomiti.Io sono
        un montanaro e insomma che belle gustarmele al cinema mentre il gran bollito italo amerrecano saltella da una parte all’altra.
        Milla:sotto la quarta non è vero amore,e da qui parte il mio disinteresse
        totale per la signorina,(aho a te piacciono i bei manzotti a me le maggiorate,anzi pure grasse ma cazzarola non magre,assolutamente
        non magre è anti femminile ed è una bestemmia contro la bellezza
        naturale della donna che è il corpo paccioccoso e accogliente no?).
        Perchè vedi i film di Anderson?Eh,sarà che pure io son stato adolescente
        e con i miei amichetti da pirletti andavamo al cine di sabato a vedere
        mortal kombat e punto di non ritorno,(la mia disistima nei confronti di
        paul,come sottotitolo),quindi da pischelletto me li son visti.Effettivamente
        mi manca death race.No,poi comunque li vedo perchè li commento con il mio amico Lars.Cazzo che figate potrebbero essere le pellicole di andeson riviste e corrette da Von Trier,(lo so ,lo so,quando parlo di
        lui divento un po’ omosessuale,la platinette degli occhialuti spocchiosi!=)

        Comunque ognuno ha le sue sani passioni,l’importante è che diano
        dei momenti di serenità o di riflessione,ma comunque che non lascino
        indifferente.
        Oh,io sono un patetico sostenitore di tutti i filmetti smielati con cani,maiali e altro…Tu adori anderson,e vabbè..ognuno ha la sua!^_^

  7. ah,dimenticavo:mi piace abbastanza il primo resident.

  8. LordDunsany · · Rispondi

    Gran bello speciale.. 😀 Anche per me Anderson è un cane.. 😀 Ha ucciso la saga di RE infilandoci la Jovovic (che trovo orrenda esteticamente, lo so, per molti ho bestemmiato! 😛 ) ovunque (caro Anderson, nel videogame lei non esiste e sarebbe stato bello non fosse inventata; volevo Claire protagonista, non la signorina Matrix, “calci e pugni uccido lo zombi”! 😀 ). I 3 moschettieri è pessimo.. 😀 AVP non è male, nemmeno MK 😀 Death Race vedibile.. 🙂

    1. Invece secondo me l’ invenzione del personaggio di Alice è la cosa migliore mai partorita da Anderson sceneggiatore, proprio perché così inventa un universo alternativo con riferimenti alla saga videoludica, ma che non è una trasposizione pedissequa della stessa.
      Poi sono opinioni, eh, io non sono mai stata feticista di RE e quindi magari non posso comprendere la delusione dei fan del gioco. Alla fine però tutti i personaggi principali ce li ha infilati in mezzo. Ora torna pure Jill Valentine…

  9. Centosettantasettemila ore di applausi!
    Solo su due cose non sono d’accordo: 1) A me Milla non piace.
    2) I 3 Moschettieri non mi piacciono.
    Per il resto Standing ovation.

    1. Ma no, la povera Milla è uno splendore androgino con gli occhi da gatta e ne I tre Moschettieri raggiunge livelli di bellezza abbacinante 😀
      Grazie Nick, sul serio 😀

  10. Complimentoni per lo speciale Lucia si vede che Anderson ti piace e che l’hai scritto con passione e conoscenza della sua opera.Sul fatto che non sia un videoclipparo concordo,ma ahimè pur avendo diretto Mortal Kombat che ancora adesso apprezzo è un regista che su di me non ha mai fatto colpo.

    1. Grazie Fra!
      Ma io, lo ripeto, non voglio convincere nessuno e anzi, mi aspettavo molto peggio. Ho solo cercato di spiegare per quale motivo Anderson piace a me.
      Evidentemente ci sono riuscita e ne vado fiera 😉

  11. In addition, now that he has a young daughter, he revealed that he’s seen Cinderella III: A Twist in Time “50 or 60 times” and “if anyone from Disney is listening I’d love to do it. I’m not kidding. It’s a straight to DVD movie. It’s a retelling of the Cinderella story. It’s amazing.”

    Cosa ne pensi del desiderio di Paul di dirigere Cinderella III???

    A parte ciò, è la seconda recensione che leggo oggi qui a casa tua (dopo quella su Manhunter), ancora brava davvero!!!

    E’ bello che ci siano passioni così!

    1. p.s.

      Mi piacciono Milla, Event Horizon, Death Race e Michelle Rodriguez (in ordine di preferenza).
      Però è ora che prenda in mano un progetto coi contro cazzi, e quando intendo controcazzi intendo roba seria.
      Se pensa di averlo fatto con i Tre Moschettieri volanti non siamo sulla buona strada.

      1. Penso che se girasse Cinderella III io lo comprerei a scatola chiusa 😀
        I Tre Moschettieri credo sia una specie di film di passaggio, nel senso che si è divertito, ha messo in scena i vascelli volanti che si cannoneggiano e Milla che fa bungee jumping dalla reggia di Versailles. Io mi sono divertita insieme a lui e lo ringrazio tantissimo per questo.
        Io aspetto il quinto RE come un messia. Nel cast tornano tutti, ma proprio tutti.

  12. Appoggio senza condizioni un governo Anderson. Ringrazio Anderson di non promettere nulla di più di quanto possa realmente dare, ringrazio Anderson di non mettere Bob Dylan in un suo film, ringrazio Anderson di non voler fare l’autore visionario, ringrazio Anderson di non voler fare nessun progetto serio, e serio è inteso con messaggi/sottotesti/critiche sociali, ringrazio Anderson di non avere la pretesa di essere, omaggiare o raccogliere il testimone di qualcuno. Se in questo momento dovessi tornare al cinema a rivedere un film già visto sceglierei senza pensarci troppo I tre moschettieri. Brava L.

      1. Un governo Anderson risolverebbe la metà dei problemi del paese.
        ma quando è divertente I Tre Moschettieri? E quando è bello Porthos che strappa le catene dal muro? E l’ introduzione coi soldatini di piombo?
        Grazie esimio professore 😀

      2. Ma poi, no, ma quando è bello con la maglietta degli AC/DC che sorride accanto a Jason Statham?

  13. Vabbè,quello che ha messo Bob Dylan in un suo film era peckinpah.Nel suo capolavoro Pat Garret e Billy the Kid,chissà se Paul riuscirà mai a fare un film come quello o convoy ad esempio..

    1. No, ma l’ amico qui sopra si riferiva a Zack Snyder e Watchmen. Peckinpah poteva mettere anche nella vecchia fattoria nei suoi film e aveva senso. Noi si parlava di registi d’azione presunti autori visionari.

      1. ah,chiedo venia non ho capito un cazzo!Mi metto sui ceci in ginocchio,scusate.
        Bob Dylan lo associo assolutamente al capolavoro di peckinpah.
        Il genere western per me è CINEMA,se poi fatto da Sam…

        1. si intendevo Watchmen, è una furbata paracula, metti Bob Dylan per farlo sembrare un film complesso, ma appunto è una furbata paracula se sotto non c’è coerenza, se non c’è un vero motivo

          1. non ho visto watchmen,quindi ero convinto si parlasse dell’unico
            film con dylan che rammentavo.
            Comunque concordo meglio anderson degli snyder

  14. anderson: troppi demeriti, e poi non sa girare neanche un videoclip senza metterci quel cazzo di bullett time a frantumare i coglioni. è un’ossessione, mille volte peggio di snyder.
    com’è possibile che resident evil game eclissi residet evil film per enfasi drammatica, fotografia, stile, sequenze d’azione, attori, sceneggiatura, capoelettricisti e mensa per il cast?
    imho il lavoro di quest’uomo è sempre stato merda, stesso livello del suo compagno di merende uwe boll ma con qualche soldo in più
    indifendibile..

  15. E’ che nessuno di voi comprende una verità sostanziale: il mondo deve essere salvato dall’ intelligenza.
    Ci pensa Paul Dabliù a farlo.
    Un giorno lo ringrazierete tutti. Dal primo all’ ultimo.

  16. se lo salva lui, lo farà sicuramente con una scena al rallentatore 😀

  17. Questo post è favoloso. Questo tanto per chiarire. Secondo chiarimento con ammissione di colpa: non ho visto nulla di Anderson. Tanto per dire ho Resident Evil sul pc da mesi? anni? e mai che mi sia venuta voglia di vederlo. Adesso ho il dovere morale di rimediare. Ti farò sapere 😉

    1. Sì Sì Sì, vedilo e poi entra anche tu a far parte della schiera dei Paul Dabliù addicted! 😀
      Grazie per il favoloso 😉

  18. Giuseppe · · Rispondi

    E dopo l’applauso per un altro post da antologia del cinema, dico la mia…ho visto i film di Anderson a parte gli ultimi (da Death Race in poi) e Soldier, che dovrei riuscire a recuperare in qualche modo, e a me il buon Paul aggrada. Beninteso, posso capire che soggettivamente a qualcuno possa non andare giù e che non tutta la sua produzione sia di pari livello, ma oggettivamente non credo si possa negare che il mestiere lo conosca…Resident Evil mi piace pur non essendone stato un videogiocatore, Alien vs Predator me lo sono visto e rivisto e continuo ad apprezzarlo (anche se per qualcuno questo equivarrà a una bestemmia), e Punto di non Ritorno è un piccolo gioiello incompreso con un cast di tutto rispetto (Sam Neill e Larry Fishburne su tutti): personalmente non ho mai nemmeno tentato il paragone con Sunshine (che pure ho gradito evitando di perdere le palle 😉 ) perchè trovo l’approccio “metafisico” di Paul W talmente diverso da quello di Boyle…Anderson è molto duro, viscerale e diretto (la demoniaca nave spaziale, la dimensione di puro male al di là dell’orizzonte degli eventi di un buco nero sono qualcosa di malsano che ti rimane addosso per un bel pezzo) mentre Boyle -semplificando- lo vedo affidarsi principalmente a suggestioni visive e “filosofiche” che sembrano dare sempre l’impressione di nascondere altro da ciò che il film mostra in superficie, con un finale ridimensionato rispetto alle aspettative iniziali (parlo delle mie, almeno) mentre in “Punto di non Ritorno” il finale è angosciante come e quanto visto fino a quel momento…riguardo a Sean Pertwee, lo apprezzo almeno quanto suo padre Jon (i bravi caratteristi britannici li ho sempre amati, si trattasse di Doctor Who -o altro- quanto delle produzioni Hammer o Amicus) ma almeno evitassero di farlo fuori praticamente ogni volta, senza che ci si metta pure Marshall in “Doomsday” 😀

    1. Ma grazie!
      E sono contenta che ci siano persone che apprezzino il mio Paul Dabliù e persino Alien vs Predator che un crossover divertentissimo e caciarone 😀
      Punto di non Ritorno dimostra che Anderson sa anche essere introspettivo, quando vuole, ma sempre senza atteggiarsi ad autore. per questo il paragone con Sunshine di Danny Boyle mi è venuto naturale.
      Pertwee, poveraccio, Marshall lo fa morire sempre, anche in Dog Soldiers! E muore anche lavorando con altri registi, un po’ come Norman Reedus, che è un altro caratterista che io adoro e che sta avendo la prima grande opportunità di essere conosciuto al grande pubblico grazie a TWD

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Povero Reedus…non se la passa bene nemmeno in Pandorum 😀
        Almeno lo lasceranno vivere abbastanza in TWD?

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