The Descent (a quattro mani)

Avrei dovuto scrivere questo post stamattina, ma nel mio ufficio sembrano aver deciso che internet non serve e, dopo una giornata all’ insegna della preistoria, torno da voi, per segnalare e pubblicizzare una delle esperienze più belle della mia (breve) vita di detentrice di un blog.

Da quando aperto questo spazio, con alcuni dei commentatori (molti dei quali blogger a loro volta), è cominciata una discussione intensa e portatrice di tante riflessioni sull’ argomento che più mi sta a cuore: il cinema, nelle sue varie declinazioni e sfaccettature. Si cerca di parlarne senza isterie collettive e senza insultarsi se non si è d’accordo su qualcosa, soprattutto senza considerare un idiota sesquipedale chiunque non condivida la tua opinione. Questo approccio, appassionato sì, ma rilassato alla materia, può condurre a svolte inaspettate, soprattutto se condiviso. E a volte nascono collaborazioni ed esperimenti interessanti. L’ esperimento di oggi mi ha reso felice, e non è una cosa semplice, quando si tratta di me. Parlo di una recensione scritta a quattro mani con il mio amico Hell.

Il film che abbiamo affrontato per questo primo tentativo di recensione condivisa, è The Descent, di Neil Marshall, opera su cui, discutendone prima di metterci a lavoro separatamente, non credevamo di avere una gran sintonia di opinioni. Quello che è successo quando Hell ha fuso i due articoli in uno solo è stato sbalorditivo, e non per l’ identità di vedute, che comunque continua a non esistere, ma piuttosto per una tendenza comune che ci porta a essere attratti dagli stessi simboli e a riscontrare che ci avviciniamo all’ analisi di un’ opera con un’ attitudine che, fatta salva la diversità di stili e di opinioni, è simile.

Il risultato di questo “megamix recensorio” (stasera conio neologismi) lo trovate qui. Mi interessa davvero sapere cosa ne pensate. Io credo che sia il caso di ripetere più volte l’ esperimento. Ringrazio Hell e tutti voi che ci leggete.

Per salutarvi, vi lascio con un regalino, per la serie “questo l’ ho fatto io”. E’ un piccolo omaggio al film, realizzato dalla sottoscritta che nella vita non ha un cazzo da fare.

23 commenti

  1. Come ho detto di là la recensione mi è piaciuta e spero ne facciate altre. Youtube non vuole farmi vedere il video, riprovo più tardi. 🙂

    ciao,
    Gianluca

  2. ok niente era un problema temporaneo, bel video-tributo!

    1. Grazie Gianluca! E’ stato davvero bello collaborare con Hell. Spero che si possa ripetere il prima possibile 😀

  3. I rammstein spaccano il culo ai passeri! brava tesoro il video è, ovviamente, bellissimo….estro del tuo genio montatoriale =))
    Ora mi vado a leggere la recensione a 20 dita 😀

    1. I Rammstein con l’ horror poi spaccano il culo ancora di pi! Hellyeah!

  4. Letto. Posso solo dire questo: il film l’ho visto questa estate, di notte mentre ero a lavoro…e dopo tanto tempo mi sono letteralmetne CACATA SOTTO, in più di una scena! E questo lo sa fare solo un film veramente horror (soprattutto per la sottoscritta!)

  5. Letto e commentato anche sul sito dove avete pubblicato la recensione (usando OperID per la prima volta, non so cosa cavolo sia uscito XDXD)

    Complimenti, mi avete fatto venire voglia di vederlo!!!

    1. Vedilo! E’ un film de paura che secondo me potrebbe piacerti assai assai!
      Ieri ti avevo commentato su Blood Story, ma splinder ha fagocitato il commento (era pure lungo) e ho rinunciato sconfitta.

  6. Il cinema non è un racconto per metafore a prescindere?Almeno questo
    è quello che reputo io.The Discent a mio avviso è un grande film perchè
    è pellicola di genere,ma non solo e d’altronde voi stessi nella recensione
    un po’ lo scrivete.C’è la cura per i personaggi,anche i caratteri minori son pur sempre persone che si trovano nel buio a fronteggiare dei nemici letali perchè organizzati e disciplinati all’attacco.Quindi si scende dal terreno dell’amicizia,del gruppo,del vivere civile,a uno stato di follia,rabbia,ferocia descritti in modo sublime.La sorellanza viene a meno nel momento del pericolo,gli esseri umani si mostrano canaglie come i mostri,(maronna che organizzazione fantastica,vorrei essere un crwal,come tu una zombi),oltretutto ho amato molto l’atmsfera malinconica di ferocia e pietà che si prova per le donne.So che esiste un capitolo due,che ne pensate?

    1. Esattamente, Davide! In The Descent c’ un modo di avvicinare la figura femminile molto inusuale per l’ horror. Non detto che una donna in una situazione come quella descritta debba automaticamente soccombere, oppure non comportarsi nel peggiore dei modi possibili. Inoltre, fai benissimo a notare il senso di piet per tutti i personaggi, piet che aumenta il coinvolgimento di chi guarda. Il secondo capitolo l’ho detestato dall’ inizio alla fine, soprattutto perch hanno utilizzato il pessimo finale americano per realizzare The Descent 2, smontando lo splendido lavoro fatto da Marshall

      1. esiste un finale americano?Positivo chiaramente con la tizia che si salva
        e va bene ..son americani,vien naturale rovinare i capolavori.
        Oltre a una lotta dura senza paura contro l’imperialismo dei remake,
        chiamerei i companeros a combattere pure i sequel non richiesti!
        Al grido di pagherete caro,pagherete tutto lottare affinchè un cult
        come questa pellicola non sia rovinata da un pleonastico sequel.
        Vabbè,io da ragazzino riempivo i quaderni di sequel dei film che mi
        piacevano:tentacoli 2,grizzly 2,profondo rosso 2,quella villa accanto
        al cimitero 2 e così via:ma sono pirla e ho pietà del genere umano,
        così li ho pure buttati via-ma rammento benissimo le cazzate apocalittiche
        che erano.
        In ogni caso:questo the descent è un film notevolissimo,non solo
        horror nel senso che anche chi come me segue poco e male il
        genere,troverà uno splendido e amarissimo,commovente film sulla
        morte e la solitudine di noi di fronte ad essa.

        W I DARDENNE!^_^

  7. Be’, grazie a tutti. 😀
    Soprattutto a Lucia per le belle parole.
    Il capitolo due non l’ho visto, sorry. Ho sentito che sconfina nella soglia del trash e della comicità involontaria. Chissà…

    1. Ti dico solo che a un certo punto abbiamo anche la defecazione di crawler in testa a un protagonista. Roba da far venire gi la sala 😀 Ma grazie a te per aver condiviso questo simpatico esperimento con me 😉

  8. Complimenti a entrambi per la recensione. Non ho visto The Descent e, in compenso (anzi, in mal compenso:D) ho visto il suo pessimo sequel. Recupererò sicuramente questo primo film:D.
    Per rispondere a davide, invece, vorrei dirgli che il nostro blog ha cominciato già ciò che lui suggerisce di combattere anche i sequel.
    Abbiamo dedicato un articolo intero contro remake, sequel, prequel e compagnia cantando, intitolando l’articolo con l’inquietante titolo “Hamlet 2: Horatio’s Legacy”:D. Spero che parecchi amici blogger siano dalla nostra parte e dedichino tanti articoli riguardanti il non volere certo tipo di pellicole.
    Poi parlo io che ho visto The Descent 2 invece che The Descent. Quanta ipocrisia c’è nel mondo:D

    1. Grazie. 🙂

    2. Sì, l’ ho letto! Anche io, nel mio piccolo, conduco campagne virulente contro la sconcia pratica dei sequel/prequel/remake/reboot.
      Però, davvero, se hai visto quella porcheria di The Descent 2, recupera assolutamente il primo. Anzi, sei anche fortunato, ché vai in crescendo! 😀

      1. Domani lo recensirò sul nostro blog (parlo di The descent). Ti farò sapere in questa sede. Sono interessato alla tua opinione e a quella dei tuoi lettori (che, come ho avuto modo di capire leggendo sempre i commenti, sono appassionati come noi del genere horror:D).
        In sede di presentazione mi son dimenticato di dirti che anche il mio genere horror preferito è quello zombesco. Infatti la mia tesi di laurea verterà su zombi, George Romero e critica sociale:D

        1. Oh, mio Dio! Che bella tesi… anche il mio sottogenere preferito quello zombesco e si vede anche dal titolo del blog 😀 Allora domani mi fiondo su cinefatti e leggo 😉

          1. Cara, la recensione di “The descent” è pronta. Appena conclusa. Puoi andare a leggere:D

  9. cosa è il reboot?

    1. E’ quella strana pratica per cui si ricomincia una saga (o anche solo un personaggio) a partire da zero.
      Per esempio, The Amazing spiderman che sta per uscire, è un reboot.
      Poi vabbè, lo si confonde facilmente con il remake o il prequel. Halloween The Beginning è un remake, perché nella seconda parte riprende quasi pari pari quello di Carpenter, però è anche un prequel, perché ci racconta l’ infanzia di Myers, epperò è pure un reboot, perché azzera ogni cosa e ricomincia da capo e infatti ha un suo sequel (brutto che aiutami, tra le altre cose).
      Insomma, l’ ennesima cosa inutile…:D

  10. Ottimo articolo, e ottimo film, bravissima!
    A parte un finale un pò troppo soft rispetto al resto del film, The descent è un vero gioiello, di quelli che dopo averlo visto ti passa la voglia di entrare persino in una metropolitana.

  11. Giuseppe · · Rispondi

    Recupero adesso il vostro primo tentativo di recensione a quattro mani, e devo dire che conferma l’impressione che ho avuto con Evil Dead, cioè che ci sapete fare ragazzi, tanta passione e zero presunzione (non vi fischiano le orecchie, cari Fofi, Morandini e soci? :X )…tra l’altro non ho mai avuto granchè intenzione di vedere il sequel, temendo che in qualche modo (e, dettaglio non secondario, in mani diverse da quelle di Marshall) avrebbe depotenziato l’intelligente “belluinità” del capostipite, e da quello che riporti si può proprio dire che il primo capitolo caga in testa al secondo 😀
    Tra l’altro il tuo omaggio musicale (quanto mai adatto al soggetto) mi ha fatto venire in mente un possibile terzo capitolo con ribaltamento di prospettiva…nel senso che se i crawlers incontrassero in grotte e cunicoli angusti Till Lindemann, Christian Lorenz e gli altri della band voglio vedere poi chi farebbe il culo a chi 😉

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