Shark Night 3D

Regia – David R. Ellis (2011)

ATTENZIONE AGLI SPOILER

Quando un regista deve la sua fortuna a un film come Snakes On a Plane, non si sa se applaudirlo per come è riuscito a fregare l’ universo intero, o andarlo a cercare per prenderlo a randellate forti sulla testa. Purtroppo con Ellis non servirebbero neanche le mazzate, dato che nella sua carriera di stunt ne ha prese tante.  Poi qualcuno gli ha messo una macchina da presa in mano e da quel momento sono cominciati i guai. Perché Ellis è il classico regista di servizio, quello in grado di girare qualunque cazzata senza battere ciglio, quello che rende il cinema di genere una faccenda rozza e deprecabile, dando ragione a chi si chiede con sgomento per quale motivo ci ostiniamo a guardare questa merda. Per un The Reef che esce in sordina, conosciuto da pochi e visto da pochissimi, arrivano duecento Shark Night 3d, strombazzati su tutti i siti di settore, riviste e televisioni, la cui sola presentazione al Comic – Con costa quanto l’ intero budget di quattro film indipendenti. Venticinque milioni di dollari, questa la cifra affidata ad Ellis per realizzare il principale candidato a peggior vaccata del 2011.

Tutto comincia con il successo di Piranha 3d, di Alexandre Aja, altro maggiordomo di Hollywood, ma più ben educato, perché lui è francese e fa tanto chic. Pare addirittura che chieda scusa ai fratelli Weinstein se gli rutta in faccia. A qualcuno deve essere venuta l’ idea di mettere altri pesci cattivi in un lago, com’ è ovvio in 3d, ma di realizzare il tutto per un pubblico di ragazzini, da qui la classificazione PG13.  Dev’ essere stato tremendo, per Ellis, rinunciare alla sua poetica di figa e frattaglie. Un problema serio, la sua fine sensibilità ne sarà uscita  a pezzi, torturata nel profondo dal dilemma esistenziale di come arrivare, senza l’ ausilio degli strumenti tipici del suo stile, alla canonica durata di un’ ora e mezza. Il dilemma del minutaggio viene risolto in estenuanti sessioni di scrittura, insieme ai due sceneggiatori esordienti Will Hayes e Jesse Studenberg. Come famo, come non famo, a un certo punto Ellis esclama: “culi!”, ché pare che il fondoschiena femminile in bikini sia adatto ai bambini accompagnati dai genitori. E culi siano. Venti minuti iniziali di culi. Ellis ce li mostra in tutte le loro sfaccettature: al rallentatore, velocizzati, sott’ acqua e affioranti dalla limpida superficie lacustre. Abbiamo il culo ispanico (quello che ovviamente viene morso per primo), il culo della zoccola di turno (a cui è riservata la fine peggiore e più dolorosa) e il culetto per bene della protagonista bionda e con trauma pregresso legato alla paura di annegare.

final girl's ass

I personaggi femminili sono dunque identificabili dalla loro parte posteriore, mentre quelli maschili dal grado di imbecillità che contraddistingue le loro azioni: abbiamo il negro, che è negro e basta, perché non ha bisogno di altri attributi caratteriali; poi c’è quello bello e muscoloso, c’è il nerd di turno e l’ eroe che concupisce il culo per bene e poi lo salva. L’ allegra combriccola va a passare uno spensierato week end nella villa sul lago di Sara (Sara Paxton, prossimamente nel nuovo film di Ti West). Mentre si divertono come quei simpaticoni che sono, al negro uno squalo gli mangia un braccio. Nella villa non c’è un telefono e i cellulari non hanno campo. Sì, non me lo sto inventando. Lo ripeto, nel caso a qualcuno fosse sfuggita la geniale svolta narrativa. I cellulari non prendono. Ma non finisce qui, perché il gruppetto di cerebrolesi è dotato di un super motoscafo super accessoriato super veloce super figo. Che non ha una radio a bordo. Ripeto. Non ha una radio a bordo. Riassumendo: villa da ricchi sfondati, niente telefono, cellulari, niente campo, motoscafo da millemila fantastilioni, niente radio.  E ricordo così, di sfuggita, che questa gente, per scrivere, viene pagata.

Nel cupo dramma della pochezza umana rappresentato da Ellis, ai nostri viene l’ ideona di portare il negro senza braccio sulla terraferma. Epperò, prima l’ ispanica cade in acqua e viene divorata (non si vede, è PG13), e poi il motoscafo si schianta. Acciderbolina. Siamo nella cacca. Arrivano gli indigeni, che sono due bifolchi un po’ nazisti (uno è l’ ex molto risentito della protagonista) che prima puntano il fucile in faccia all’ allegra brigata (meritandosi così il mio imperituro amore) e poi, dal nulla, offrono il loro aiuto. Adesso, se uno mi minaccia con un fucile a canne mozze, io non salgo come se niente fosse sulla sua barca perché voglio andarmene da questa fottuta villa. Nella fottuta villa non è che entrano gli squali. Me ne sto buona buona nelle stanze della fottuta faraonica villa e aspetto che arrivino i soccorsi. E invece no: il ferito rimane a terra (perché, dicono, è intrasportabile) e il nerd e la zoccoletta salgono sulla barca dei bifolchi che, colpo di scena, son cattivi e li danno in pasto ai pesciacci. Perché? Ma perché vogliono realizzare degli snuff con gente mangiata viva dai carnivori più pericolosi dell’ oceano. Sì, siamo in un lago, ma non l’ho scritta io questa merda, non prendetevela con me. Ah, gli squali (e anche altri animaletti) nel lago ce li hanno messi loro. Come? Non si sa.

Ma torniamo al nostro negro ferito intrasportabile nella villa. Egli, dopo aver appreso della triste morte della fidanzata ispanica, si erge in tutto il suo splendore (senza un braccio), si arma di fiocina (senza un braccio), entra nel lago (senza un braccio) e si mette a dare la caccia agli squali (senza un braccio), perché ella gli è stata pappata e lui avrà la sua vendetta, in questa vita o nell’ altra.

giuro

A questo punto la sceneggiatura di ferro va un po’ in confusione, perché il nostro amico negro diventa per miracolo trasportabile e lo caricano su una moto d’acqua, nella speranza di salvare la sua inutile esistenza. Non solo cade dalla moto e muore anche lui divorato come la fidanzata, ma un altro squalo si esibisce in un salto da parco acquatico e si mangia la capoccia del guidatore della moto. La scena è più o meno al livello delle comiche, quelle con Pozzetto e Villaggio. Ma fa meno ridere. Anzi, io ve la allego come prova numero uno del fatto che non mi sto inventando niente.

Non ho mai avuto grandi aspettative nei confronti di questo Shark Night. Era impossibile averne, dato l’ essere a cui hanno permesso di giocare con la macchina da presa. E tuttavia, la speranza di poter almeno assistere a un’ oretta e mezza di bieco e colpevole intrattenimento c’era. Invece Shark Night è un film che abbraccia il disastro e ne è orgoglioso dall’ inizio alla fine, come se a nessuno importasse un minimo di quello che si stava mettendo in scena, come se fossero sufficienti il titolo e il 3d per trascinare il pubblico in sala. Oltre alla locandina con bellezza in costume da bagno urlante. Sceneggiatura, regia, montaggio, recitazione. Sono termini privi di significato di fronte a questa montagna di merda fumante. Ci sono gli squali (fatti male, in un pessima CGI che ti fa rimpiangere quella primitiva di Blu Profondo), c’ è il 3d, ci sono i culi, c’è la fotografia patinata da serial televisivo pomeridiano. E questo basta e avanza per spendere venticinque milioni di dollari e uscire in sala. Ci sono film che ti fanno rimettere in discussione tutto il tuo amore per il cinema cosiddetto di serie B, che ti fanno venire voglia di sottoporti all’ opera omnia di Kieslowski in una giornata sola, per fare ammenda, o per purificarti con un po’ di cinema da tale immonda sozzura.

30 commenti

  1. Ah,quante cose mi perdo io da maledetto quattrocchi che legge solo libri seri e vede solo Brick Movie di oscura provvenienza.
    Mi perdo i culi in 3d!Mannaggia.
    Per me quando si parla di squali,mi viene in mente quello tamarro di Castellari..teribbbbile!

    1. No, dai, povero Castellari! Il suo squalomostro era il massimo che si potesse permettere, anche se cartonato e sdentato! 😀 L’ ho anche recensito qui, da qualche parte.
      E comunque sì, i culi in 3d sono un qualcosa che è necessario vedere, prima o poi, sono indispensabili per una degna formazione culturale!

      1. Si,ho letto la recensione inerente alla pellicola di Castellari. Quel film l’ho visto e rivisto,e anche amato.Rammento con piacere la scena dello squalo che divora i piedi allo stronzone di turno.
        Nondimeno per me il massimo in termini cinematografici riguardante il sottogenere Mostro Marino,è quel piccolo e splendido capolavoro che risponde al nome di TENTACOLI.L’hai mai visto?John Huston,Henry Fonda,Shirley Winters nel cast.Un ottimo cinemascope,una regia solida ad opera del produttore,esercente cinematografico Ovidio Anassotis.Davvero godibilissimo.

        Invece per quanto riguarda gli squali,vi rammento quella perla del male che è La Notte degli Squali di Tonino Ricci con David Warbeck.
        Storia:una banda di manigoldi e brutti ceffi vuole recuperare un tesoro,ma il baldo eroe li fa sbranare da un gruppo di squali-mi pare pure ammaestrati!!!
        Te capì che ustiada l’è?

        Saluto Angelo,da quando è passato su blogspot non riesco più a commentare le sue recensioni e spezzo una lancia in favore alla Doppia Vita di Veronica,un filmone!^_^

        ciao

        1. Sì!!! Oddio, Tentacoli! Che mi hai fatto ricordare! E anche la notte degli squali si difende bene. Con gli squalimostri ammaestrati. Roba che non rivedo da secoli. Da recuperare per un prossimo ciclo a base di mare e leviatani!
          Ma io non scherzavo mica sul buon Kieslowski, eh? oggi parte la retrospettiva 😀

          1. ellis ha fatto peggio di Mattei con il suo Cruel Jaws?Sarebbe ,
            se ci fosse riuscito da gridargli:genio!artista!
            Nondimeno i nostri amici squali sono stati protagonisti anche
            di una schifezza allucinante come Red Water con Lou Diamond
            Phlips:squalo gigante,banda di tamarri gansters che farebbero
            schifo anche a tarantino,maronna del carmine abbia pietà di
            loro!Trovo invece un grande film:il Fiume del Grande Caimano.
            Sergio Martino ci delizia con una pellicola avventurosa,persino
            anticolonialista!Secondo me però una autopunizione degna nota sarebbe la visione de La Montagna Sacra di Jodorowski !

          2. ma Shark Night se lo sogna il fascino all’ amatriciana di Cruel Jaws, vogliamo scherzare? Almeno quello faceva ridere! Ecco, Red Water mi manca, mentre Il Fiume del Grande Caimano me lo fece vedere il mio pap che ero bimbina e non me lo ricordo per niente. Io proporrei, per la punizione definitiva, maratona incrociata di Kiarostami e fratelli Dardenne.

          3. Lucia…stai elencando tutti i miei registi preferiti!I Dardenne
            in particolare!(Pensa la fortuna del mio cane a cui tengo
            dotte lezioni sul cinema sovietico e sui dardenne!)

            Mattei è un punto fondamentale del cinema più oltrainzista
            quante risate ogni volta che vedo le sue opere:La Tomba,
            ad esempio è un capolavoro di illarità!^_^

          4. Mattei è lo standard universalmente riconosciuto der cinema brutto de casa 😀

            E comunque è fortunato il tuo cane, per cui escogiti punizioni inedite e creative 😀

            Detto ciò, Rosetta è un capolavoro. E pure Il Matrimonio di Lorna.
            Pensa che non sono riuscita ancora a vedere Il ragazzo con la bicicletta, perdindirindina!

          5. Mattei è un personaggio tipicamente,squisitamente
            italiano.Forse la Troma potrebbe essere una sorta
            di idea matteiana di cinema.Però mi sa che la mitica
            troma è un covo di intellettualoni che passano il
            tempo a dire:è trash?Mentre Bruno Mattei era un
            animale selvaggio di cinema fatto con le frattaglie
            e le scene di altri film.Rammentiamo che questo
            genio è riuscito a vendere al mondo un Terminator2
            il quale era la fotocopia di Aliens + una delirante
            fine in quel di venezia con un terminator che tentava di ammazzare una tipa
            Un filmone!
            I Dardenne,con Loach sono iil Cinema per me.Rosetta mi sconvolge per la sua straordinaria forza e la crudeltà

  2. ok, sull’aneddotone negresco sono morta… Non lo vedrò mai, grazie.

    1. Ringrazia che non muore per primo e che anzi gli è riservata la parte migliore del film. Uno cerca di essere sensibile e profondo nel ritrarre le minoranze e tu lo ringrazi così! 😀

  3. Cristiano · · Rispondi

    mai riso tanto a leggere una recensione (anche se ci sarebbe da piangere)

    1. Ma no, prendiamola a ridere, per carità. Per punirsi c’è sempre la cura Kieslowski dietro l’ angolo!

  4. Concordo. Sono stato un pò più buono nella mia rece, ma il film mi ha comunque deluso “in sommo grado”, come colà scrivevo. Un caro saluto.

    1. Ma tu sei stato buono perché sei una persona seria che non la butta in farsa come me!
      Saluto ricambiato 😉

  5. Macchè “farsa”! Le tue recensioni sono molto sentite, femminili e “di pancia”, talvolta, ma proprio per questo esprimono giustamente un tuo vero sentire che poi è molto comunicativo. 🙂

  6. È bellissimo leggere una sana e liberatoria stroncatura di mattina. 😀

    1. Uno deve cominciare le giornate così, con un sano sprint rabbioso 😀

  7. Recensione fantastica. Anch’io sono amante degli horror, anche dei trash, quelli che comunemente vengono chiamati “So bad it’s so good”. Categoria dove, immagino, questo film non rientri, nonostante l’alta componente trashistica e culistica.
    Sei molto divertente e simpatica. Anche nel nostro blog ci sono Hanuman (che sarei io) e Dottor Faust che usano il tuo stesso stile per intrattenere la gente e fargli scoprire anche chicche sconosciute. Poi ci sono altre quattro persone che ci scrivono (Frannie, Barton Fink, Lessia e Nikolaj) molto bravi e che prendono il cinema un pò più seriamente:D. Vieni a farci visita, magari si possono aprire simpatici dibattiti anche su Kieslowski e Tarkovskij:D.
    Baci e, di nuovo, complimenti.

    1. Grazie! Passo da voi molto volentieri!
      Purtroppo questo non è neanche so bad it’s so good. E’ proprio una stronzata e basta!

  8. Bella recensione, adoro le critiche al vetriolo contro certo cinema. Mi spiace solo che il film risulti una cagata, ma subendo da sempre il terrore dell’acqua e degli squali lo guarderò comunque. Confesso però che speravo in una tamarrata più valida.

    1. Io sono a favore delle tamarrate. Ci campo a tamarrate, ma che siano fatte bene, non a presa per il culo. E comunque un pg13 non può essere quel tipo di tamarrata che piace a noi. Quando me lo metterò in testa, sarà sempre troppo tardi!

  9. Ma scusa è possibile che dei pesci che vivono in acqua salata riesca a sopravvivere in acqua dolce? Dopo sta schifezza forse è stato l’ultimo dei pensieri degli sceneggiatori, me ne rendo conto…ma come si fa? Sopratutto tu che ieri mi hai distrutta per “nessuno mi può giudicare”, come cavolo hai fatto a sopportare un altro film di Ellis e, in particolare, un’ora e mezza di questo????

    1. In realt, alcune specie di squali possono sopravvivere in acqua dolce, non lo squalo bianco, ma per esempio il Leuca vive in entrambi gli ambienti. E comunque, io i film sugli squali li guardo tutti, poi a volte scopro monnezza, altre gioiellini. Questo lo avevo puntato da qualche mese e non me lo sarei lasciato sfuggire per nulla al mondo! 😀

      1. Ma questo tipo di film uccidono il cinema horror, te ne rendi conto vero? Dimmi almeno che non hai pagato per vederlo….

        1. Ma che pagato 😀
          Certo che lo uccidono, e non solo l’horror, ammazzano proprio tutto il cinema di genere.
          Eppure li fanno, costano un sacco di soldi e incassano anche!

  10. Funkcesco · · Rispondi

    Con questi capolavori dell’ “ignorantità” il genere umano scende sempre più verso il fondo, io mi chiedo: fanno questi film perchè è il pubblico che li vuole? quindi una sorta di “diamo alla gente quello che vuole vedere” oppure sono loro che dicono “dai che figo mi è venuta in mente una storia geniale e innovativa, riguarda un gruppo di bla bla bla che vanno a stare nella casa del lago di bla bla bla e poi succede che bla bla bla…. si dai figata facciamolo in 3D (tre dì, sono i giorni contati che darei al regista se non chiedesse scusa al mondo per sta cagata).
    Aiutatemi a capire perchè chi sta alla direzione di studios cinematografici, a capo di una casa editrice o di uno studio di registrazione dovrebbe avere il dovere di divulgare materiale di qualità così facendo, la gente che fa un altro mestiere può godere di quel lavoro.
    Bella recensione comunque

    1. E’ che capita che un film ha successo e allora tutti a dire: pure io!
      E quindi dopo piranha 3d, ecco Shark Night 3d. Lammerda è la stessa, cambiano solo i pesci. Anzi, i piranha sono pure meglio, il che è tutto dire.
      Comunque, le buone notizie sono che, a fronte di un costo di 25 milioni di dollari, Shark Night ne ha incassati solo 18. Significa che ha fatto davvero pena. Forse non tutto è perduto!
      Grazie! 😉

  11. Giuseppe · · Rispondi

    Che stroncata ragazzi 😀 Bene ho fatto a fottermene di questi squali…sono siffatti “capolavori” che mi fanno venire la cocente nostalgia del nostrano Shark – Rosso nell’oceano (eh, la famiglia Bava…) oltre a farmi preferire la “cialtronaggine” di un cormaniano Sharktopus, e comunque lo squalo di Castellari questi se li mangerebbe a colazione…anzi, penso che sarebbe proprio Enzo G. in persona a papparsi ‘sti registi (?) con i loro sceneggiatori (??) 😉

    1. Enzo G. prima li prenderebbe a calci nel sedere e poi se li papperebbe sulla griglia. Lui 25 milioni di dollari per il suo squalo bianco non li ha mai avuti ed è comunque riuscito a fare un film dignitoso e valido. Mortacci loro!

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