Attack The Block

Regia – Joe Cornish (2011)

Avevo finito proprio pochi giorni fa di affrontare il problema del disincanto e dell’ atteggiamento smaliziato tipici delle produzioni di cinema fantastico più recenti, ed ecco che mi capita l’ occasione per approfondire ulteriormente il discorso, grazie alla visione di questo Attack The Block, diretto dall’ esordiente Joe Cornish e prodotto da Edgar Wright, a cui tutti vogliamo molto bene per Shaun of the Dead, una delle poche commedie horror veramente riuscite degli ultimi anni, forse proprio perché e più horror e meno commedia di quanto non si voglia far credere.

L’ intento di Attack The Block è simile a quello di Shaun of the Dead, ma in ambito fantascientifico: un’ invasione aliena al posto dei morti che camminano e, invece di utilizzare come ambiente la borghesia medio bassa, ci si addentra nei territori del sotto proletariato e in particolare, si prendono come protagonisti dei giovanissimi delinquenti di una zona malfamata di Londra, che faranno di tutto per difendere il loro quartiere dall’ attacco dei mostri venuti dallo spazio.

Il risultato è meno raffinato rispetto a Shaun of the Dead, privo della sottile e malinconica ironia che caratterizzava quel film, ma comunque molto divertente e piacevole, anche se forse un po’ troppo fracassone e imitativo nei confronti dei modelli americani, soprattutto nel finale. Un film frenetico, pieno di azione e di momenti esilaranti, con personaggi simpatici il giusto, figli di puttana quanto basta, ma che ispirano comunque tenerezza, trattandosi di ragazzini. Cornish è bravo a mantenere la satira sociale come sottofondo quasi latente, evitando che il suo film diventi una noiosa dissertazione sulle condizioni di vita dei gggiovani delle classi disagiate. Ma questo non gli impedisce di descrivere in maniera realistica l’ ambiente in cui si muovono e agiscono questi ragazzi, o di mettere alla berlina l’ atteggiamento indifferente e ostile della polizia e dell’ autorità in generale.  E’ interessante notare che negli altri paesi, soprattutto in Inghilterra, si riesca a conciliare il puro intrattenimento con qualche spunto di critica sociale, senza che il primo ne risulti danneggiato e il secondo banalizzato e che per farlo si utilizzino gli strumenti e il linguaggio tipici del cinema di genere, in questo caso la fantascienza. Mi piacerebbe conoscere le reazioni a un simile prodotto realizzato qui da noi, con ragazzi poco meno che adolescenti sboccati come camionisti, quartieri degradati, orridi casermoni e fetidi parchi giochi. E in un contesto del genere ambientare un’ invasione aliena, in cui nessun personaggio si redime, nessuno incontra il signore, l’ unico adulto simpatico è un fattone e non c’è neanche un prete. Ci sarebbero come minimo sei dibattiti televisivi al giorno e un paio di sermoni papali.

i frugoletti

Ma a parte le lamentazioni funebri sul cinema del nostro paese, Attack The Block è un film che ispira altri tipi di riflessioni e perdonatemi se adesso uscirà fuori il mostro con gli occhiali che cerco sempre di tenere a bada, ma che ogni tanto si impossessa delle mie dita e scrive sul blog al posto mio. Abbiamo parlato pochi giorni fa di Super 8: Attack the Block potrebbe rappresentare il suo esatto contraltare, per come affronta in maniera diametralmente opposta al film di Abrams il rapporto di un gruppo di adolescenti con lo straordinario, in entrambi i casi sotto forma di entità aliena. Il film di Abrams è ambientato nel 1979 perché dei ragazzini, oggi, di fronte a un evento del genere reagirebbero come i protagonisti di Attack The Block, ovvero secondo la regola del prima ti ammazzo e poi mi chiedo che cosa sei. Cornish abolisce in principio qualsiasi stupore fanciullesco, elimina ogni idea di romanticismo e mette in scena una guerra spietata e violentissima. Il problema è che a dare inizio questa guerra non sono i mostri, ma i bambini in bicicletta, in un ribaltamento parodistico del ruolo che quei mezzi a due ruote avevano in film come E.T. . Moses e il resto della banda le usano quasi come dei veicoli da battaglia, le equipaggiano con armi di fortuna e si lanciano alla difesa del quartiere minacciato.  Non c’è tempo di porsi domande, non c’è neanche il tempo di restare attoniti, o semplicemente affascinati di fronte al miracolo, non c’è senso del meraviglioso. Solo violenza contro altra violenza, che coinvolge anche i bambini più piccoli, autori di un’ uccisione aliena da applausi a scena aperta. In questo senso Attack The Block è un esempio molto riuscito di quel cinema contemporaneo che ha perso del tutto la sua innocenza ed è in grado di muoversi solo in un territorio di smaliziata consapevolezza. Non si tratta di un giudizio di merito (e qui tengo a bada il maledetto bastardo con gli occhiali), ma di una presa d’ atto di un processo ormai irreversibile.

22 commenti

  1. Ehi, non lo conoscevo proprio! Ottima dritta!

  2. Già sai che voglio vederlo e sono riuscita a leggere tutta la tua recensione perché mancano spoiler. Bravissima, parlare di un film senza parlarne è davvero difficile.

    Comunque, sono dell’idea che la commedia horror non mi piaccia. Non mi fa ridere… A parte Shaun e il nostro brraaaaaaaaains, il resto mi lascia sempre freddina (visto Fright night antico, lo sai che mi sono annoiata e l’ho trovato a tratti imbarazzante?). i due che ho citato sì, sono più horror che commedia, forse è questa la spinta. Ah, e werewolf in london, va beh, ma quello non si tocca.
    E poi Creepshow ma non sono commedie come Fido… insomma, credo tu abbia capito cosa voglio dire, anche se stamattina sono confusa.

    Quanti film che hai recensito che voglio vedere…
    intanto ho recuperato hanna, me lo guarderò prima possibile.

    1. Eh, sto cercando di limitare la quantit di spoiler nelle mie recensioni, soprattutto per i film pi recenti, che poi rovino la visione ai pochi coraggiosi che leggono il mio blog. Neanche a me le horror comedy fanno impazzire, di solito. Per Fright Night una delle poche che mi stupiscono ogni volta che le guardo. Come mai ti ha imbarazzato? Di braaaaaains vorrei vedere i due seguiti, anche se so che me ne pentir amaramente…

      1. L’amico scemo, è troppo scemo. La sequenza in discoteca l’ho trovata imbarazzante… E pure come combattono il vampiro, con lui con la bocca aperta che retrocede… Non è abbastanza caricato per essere grottesco, non saprei dirti…
        No, dai, non li guardare… io eviterò, evita pure tu. Guardati Basket Case e pace e bene!

        1. La sequenza in discoteca una delle poche cose che nel remake meglio realizzata dell’ originale. Per il resto, a me sempre sembrato un film molto ironico e poco “comico”, per non lo rivedo da una vita e mezza e magari oggi mi scatena un serio senso di “come cazzo ha fatto a piacermi?” Non saprei. Basket Case pronto! Se non dovessi partire per MIlano domattina, sarebbe la mia visione del sabato…

  3. Provo a vederlo pure io sabato? Forse non ne scriverò, ma almeno possiamo scambiarci minchiate su Fb….

    E dai, guardati Fright Night, voglio vedere cosa ne pensi oggi.

    1. No, ma io sabato non ci sono! Vado a Milano e ho tanta paura…

      1. perché vai a Milano? e di cosa hai paura?
        Non avevo capito, che tarda.

        1. Di Milano. E’ una citt che mi terrorizza. E ci vado per suonare…devo fare la finale di un concorso. 😀

          1. roba di piacere allora! Sì, Milano fa schifo e fa pure paura, hai ragione…

            Non ti faccio gli auguri perché non voglio portare sfiga.

          2. mi guardo Hanna stasera!

          3. Grande! Fammi sapere che ne pensi! Io sveglia all’alba e partenza per Milano …e al mio ritorno, basket case!!!

          4. Eccomi, al solito in ritardo di almeno tre mesi.
            L’ho troncato. Tristemente, dopo 40 minuti e rotti, ho spento. Non l’ho trovato né interessante, né divertente, la parodia – se parodia voleva essere – si perde nei cliché da cinema americano. E troppi negri che parlano da negri. Si può dire o siamo in fascia protetta?

          5. Avevo il sospetto che fosse proprio il genere di film “furbetto” tale da scatenare una tua reazione negativa. In effetti, hai ragione, scimmiotta parecchio. Io mi sono divertita, perché comunque, lo sai, sono di bocca buona.
            Se non mi sono venuti ad arrestare dopo l’ aneddoto negronesco degli squaloni, credo che tu possa dire tutto ciò che vuoi. Eppoi è vero: è pieno di negri che parlano da negro.
            Per fortuna che non sei arrivata al finale, altrimenti, venivi fin qui a picchiarmi, che con quell’ avatar sei minacciosa!

          6. ahaha! La dolce mamma non perdona!

  4. film ottimo!
    per me anche superiore a shaun of the dead

    1. Dici davvero, addirittura superiore a Shaun? Forse il mio amore per le zombate mi rende cieca, ma Shuan l’ ho adorato, questo mi ha solo divertito moltissimo

  5. I frugoletti! 🙂
    Dopo il trailer e la tua recensione, questo film è finito sulla lista dei “da recuperare!”. Thanks!

    1. Ti divertir tantissimo, ci scommetto. I frugoletti sono adorabili 😀

  6. Scusate,a me Fright Night-l’ammazzavampiri è piaciuto assai.Non dico che mi sia garbato perchè avevo 12 anni quando è uscito,perchè è un prodotto anni 80,perchhè l’amico scemo dopo questa pellicola è diventato un attore di film porno,no..Assolutamente no.
    Dico che il film come è girato,scritto,interpretato mi piace assai.Buoni i personaggi,bella la scelta di assegnare il ruolo del novello van helsing a un attore che non apprezza il genere horror e recita il ruolo dell’ammazzavampiri solo per pecunia.L’ho rivisto di recente e vale la pena
    Semmai che trovo in parte deludente è Lost Boys,almeno per me e per voi?
    ciao

  7. […] l’isolato dall’invasione aliena. Per una recensione dei frugoletti inglesi, vi mando a questo articolo di […]

  8. […] Attack the Block, di Joel Cornish (2011). Ne ha parlato Lucia e ne ho parlato io. Guardarlo doppiato sarà un […]

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