Super 8

Regia – J.J. Abrams

Prima di andare avanti con questo post, ho bisogno di fare tre premesse importanti, che chiunque voglia proseguire nella lettura deve tenere a mente:

1) Super 8 è un film che va visto (obbligatoriamente) in sala. E’ nato per quel tipo di fruizione, non casalinga e non rimpicciolita. Sì, è vero, qui da noi è uscito con tre mesi di ritardo e, soprattutto, mortificato dal doppiaggio, che ci viene imposto senza possibilità di scelta ogni volta che mettiamo piede in un cinema. Ma in questo caso, ci si può e ci si deve passare sopra. Per recuperarlo in lingua originale c’è sempre tempo.

2) Da queste parti le parole “spielberghiano” e “spielbergata” non sono da considerarsi in un’ accezione negativa. Mai.

3) Quella che segue, più che una recensione, è una dichiarazione d’amore.

Ognuno di noi ha la formazione culturale che si merita. Io, a parte il cinema dell’ orrore, ho avuto Spielberg come secondo padre, nonché occasionale analista. Nel mio personalissimo universo infantile, popolato da creature annidate sotto al mio letto e nell’ armadio, avevo bisogno anche di un simpatico e bonario signore che mi concedesse l’ esistenza di un immaginario diverso, dove alla fine tutto sarebbe andato bene, e dove era garantito che ci fosse qualcosa da salvare. Poi è successo che sono cresciuta e che la quantità di cose da salvare si è assottigliata con una rapidità sconfortante. E anche il cinema (e chi mi conosce sa che è l’ amore della mia vita), ha smesso di essere quell’ esperienza totalmente immersiva, quel passaggio senza cesure da un mondo a un altro che tante volte, nel corso della mia infanzia e adolescenza spielberghiane, mi ha resto un essere umano (quasi) felice.

Il problema più grave è che non sono cresciuta solo io: il cinema stesso è diventato adulto, smaliziato, consapevole. Ha abbracciato la disillusione e ha barattato la dimensione del sogno con quella della parodia di un incubo. Non è una cosa brutta, in sé, ci mancherebbe. Solo che a farne le spese è stato un certo tipo di cinema fantastico, proprio quello di cui la mia generazione si è nutrita nel corso degli anni ’80, quando si potevano vedere film che avevano una reale potenza immaginifica, data dall’ inventiva della regia. Era quella potenza che causava la sospensione dell’ incredulità, che scatenava l’ atto di fede necessario a farti entrare nella storia, a farti “credere” in quella storia impressa su pellicola. Oggi non è più così. E’ un dato di fatto con cui è necessario scendere a patti: persino i film a cui viene appiccicata l’ etichetta di fantastico si basano su disincanto, citazionismo e senso di distacco.

Poi un giorno arriva il signor Abrams, coadiuvato dal signor Spielberg alla produzione, e ti tira fuori Super 8, compiendo un’ operazione di recupero filologico che è per molti versi simile a quella già fatta in ambito horror da Ti West con il suo The House of The Devil. Super 8 non ammicca al cinema degli anni ’80, Super 8 lo ricrea in ogni minimo dettaglio e, se non fosse per l’ uso della CGI nelle sequenze più ricche di effetti speciali (ma non sono molte),  si avrebbe la perfetta illusione di assistere a una vecchia pellicola restaurata e giunta fino a noi attraverso qualche strano scherzo del tempo. il 1979 ricostruito da Abrams non è una caricatura, e non è neanche una visione a posteriori artefatta da una prospettiva nostalgica e distante. Non c’è un solo momento nel corso del film che faccia crollare l’ impalcatura e che ci riveli quei ragazzini per degli adolescenti del 2011 che fingono di essere dei loro coetanei di una trentina di anni prima. Per fare un esempio pratico, non esistono differenze tra Joe Lamb e il suo gemello Elliot. Con delle scelte di casting azzeccatissime e una cura maniacale nella direzione degli attori, Abrams ci consegna dei ritratti dei ritratti indimenticabili di un gruppo di amici accomunati dalla passione per il cinema e conferisce a ogni personaggio una caratterizzazione individuale che sa essere spiccata, ma non macchiettistica. Personaggi con cui è immediata la sintonia e molto facile l’ identificazione. Sì, anche a 33 anni… perché sono stata così anche io e perché ogni tanto rimpiango di non esserlo più.

Super 8 non si limita però a questo: compie infatti il miracolo di riportare l’ umanità al centro del cinema fantastico e lo fa nel modo più semplice possibile, ovvero rifiutandosi di bombardare lo spettatore, dandogli il tempo di entrare nella storia e di acquisire familiarità con la troupe improvvisata, così che poi possa stare in pena per loro nel momento in cui il film mostra i muscoli e fa strabuzzare gli occhi con la sequenza dell’ incidente ferroviario, non per la qualità e quantità degli effetti, ma per la sua orchestrazione e resa visiva, basata sulla percezione che i personaggi hanno di essa. Abramas non li abbandona mai, è sempre concentrato su di loro, anche quando botti ed esplosioni potrebbero prendere il sopravvento, li tiene sotto controllo e bada a narrare, prima che a far vedere quanti fantastilioni sono stati spesi.

Che poi, a pensarci bene, è tutto lì. E i vari Michael Bay e Zack Snyder possono dire quello che vogliono, ma esaurita la superficiale meraviglia per le mazzate, le accelerazioni, i ralenty e i robottoni, si scende dall’ otto volante e si torna a casa con un senso di nausea e il vuoto nello stomaco. Da Super 8, al contrario, si esce con i lucciconi agli occhi e con l’ impressione di aver vissuto emozioni autentiche e non simulate. Non credo sia poco, dato i film che corrono.

Eppure, Super 8 non si limita a essere affettuosa rievocazione, Super 8 è un film che traccia una nuova strada possibile per il futuro del cinema fantastico, forse la sola ancora percorribile, che è quella del ridimensionamento, del ritornare a suscitare meraviglia e commozione, di farci regredire non all’ idiozia lobotomizzante, ma a uno stupore fanciullesco che è identico a quello che provano i protagonisti di fronte al Mostro. Un alieno che, a differenza dell’ E.T. spielberghiano non si rivela sin dall’ inizio come buono, ma che ammazza, rapisce, distrugge, si vendica dei torti subiti e, all’ occorrenza, fa anche paura, come nella prima scena in cui lo vediamo all’ opera senza vederlo (anzi, Abrams ce lo mostra, ma di nascosto e in maniera tale che è difficilissimo accorgersene) e ne possiamo solo intuire le dimensioni e la forza. La regia di Abrams non è mai frenetica, neanche quando si tratta di scatenare il Mostro, ma possiede una fluidità nei movimenti e nella scelta delle inquadrature che permette ai nostri occhi di non perderci nulla. Ed è in questo che si concretizza l’ atto di fede che è alla base dell’ emozione cinematografica: quando si spengono le luci, la sala diventa un tempio e tu all’ improvviso sei oltre lo schermo e non puoi fare altro che credere a ciò che vedi e a ciò che ti viene detto. Sì, magari adesso è più difficile e vent’ anni fa era normale come respirare. E sì, anche quei bambini diventeranno adulti e dimenticheranno i loro trucchi dozzinali da zombi, la cinepresa super 8 e il coraggio di scendere in una grotta a salvare la bella dal Mostro (che mostro poi non è). E ancora, i mostri il più delle volte ti prendono, ti sbatacchiano, ti strappano via le budella e ti divorano. E questo accade mentre sei ancora vivo. Certo, è così, non ci si può fare niente. Però puoi sempre lasciarti travolgere da un’ astronave che parte e diventa un puntino sempre più lontano nel cielo stellato del 1979 e credere che un giorno quella roba lì la vedrai anche tu. Dentro a una sala buia, puoi persino permetterti il lusso di credere di poter continuare a vivere, anche se sono successe tante cose brutte.

Piccolo edit mattutino per segnalarvi anche le due recensioni di Book and Negative ( di parere molto diverso dal mio, ma  fa sempre bene un altro punto di vista) e Ulteriorità Precedente.

28 commenti

  1. Fin dove ho letto io, il tuo pezzo è meraviglioso (purtroppo detesto le anticipazioni, di ogni sorta, quindi ho dovuto interrompere la lettura). Non ho grandi speranze per via di Abrams ma continuo a leggere di questo film un gran bene, toglierò i pregiudizi e me lo guarderò, spero di assistere alla magia di cui parli…
    Ovviamente non al cinema, ma questo non è neanche da precisare.

    Ho comprato lo schermo gigante apposta per non andare più al cinema… finché doppieranno i film, il mio boicottaggio continuerà molto ma molto felicemente. Anche perché non si tratta di purismo, a me fa girare solo i ciglioni proprio FISICAMENTE, un film doppiato non credo che potrò mai più guardarlo nella mia vita.

    Ovviamente in cineteca non lo trasmettono… ma chi ci sperava.
    Ed ora, pizza time!

    1. Allora, io con Abrams ho un rapporto conflittuale: ancora non ho smesso di tirargli le madonne per Lost e ho interrotto Fringe a metà della terza stagione (anche se più per motivi personali, ma comunque mi aveva rotto le scatole) e non credo che guarderò la quarta.
      Detto ciò, ho apprezzato Star Trek, credo soprattutto in quanto profana. E quello che penso di lui come regista è leggibile nel post.

      Ti capisco sul discorso del doppiaggio, lo sai che sono al 90% d’accordo con te, eppure nessuna visione casalinga restituisce la magia della sala cinematografica. Non è tanto un fatto di schermi giganti, quanto della ritualità insita nell’ andare al cinema. Ma io su queste cose sono folle e anche un po’ cretina 😀

      1. oddio, a me andare al cinema non è che piaccia poi quel granché. La gente scassa i maroni, e parecchio, non credo di essermi mai goduta i film, al cinema. Forse se avessi un cinema solo per me, potrei essere d’accordo!!

        Hai fatto strabene a troncare Fringe, peggiora, e parecchio, ed ormai è scritto coi piedi (ma tanto i fan si bevono qualsiasi cosa…). Io non riesco a troncare qualcosa, se ne vedo una stagione intera poi devo per forza arrivare alla fine…anche se facessero 10 stagioni, me le sorbirei tutte. Come vedi sono malata anche io.

        1. A me piace proprio per tutto il contorno, come esperienza collettiva, e con tutti gli scassamenti di palle che ci comporta (e il corredo di facce da culo allegate). A me hanno detto che il finale della terza stagione fa crollare i testicoli sul pavimento. Ma non per quello che l’ho interrotta. Anche io tendo a vedere tutto, se inizio una stagione la finisco, anche se a fatica. Basta pensare al fatto che mi sono bevuta 6 cazzo di stagioni di Lost, altrimenti noto come la sla del secolo. Con Fringe a un certo punto mi sono detta: qui va tutto in vacca, che vuoi fare? E ho scoperto che di Peter e Olivia non me ne fregava pi nulla. Una liberazione 😀

  2. Ecco, qui non andiamo tanto d’accordo. Ma è un pregio, per carità. Approvo in pieno la parte riguardante il gruppo di ragazzini. Io li ho paragonati ai Goonies, o a qualcosa di molto vicino, per simpatia e divertimento.
    Però…

    [ALLARME SPOILER]

    Non sopporto il dramma familiare dietro al ragazzino e alla ragazzina protagonisti. È una patacca ed è stata ficcata dentro a forza per fare scena. Con o senza il risultato sarebbe stato identico.
    in sostanza, l’ho percepito come l’ennesimo tentativo di tirare acqua al mulino dei buoni sentimenti a tutti costi. E la cosa ha stancato.

    Poi la musica io l’ho trovata importuna e assordante.

    E infine, non mi ha emozionato granché. Ma posso ammettere che forse, almeno in quest’ultimo punto, l’età (la mia) inizia a pesare. E di anni ne ho solo uno più di te.
    Il fatto strano è però che i Goonies e simili coevi invece mi divertono ancora. Quindi c’è qualcosa che non va…

    😉

    1. Ah, i Goonies…a volte penso che vorrei avere un figlio solo per fargli vedere i Goonies 🙂
      e da qui SPOILER SPOILER SPOILER

      Tu hai ragione: se il film ha un difetto, sta nella linea narrativa del conflitto tra i due padri, che è del tutto superflua. Ho apprezzato invece molto il rapporto tra i due ragazzini e secondo me ci sta pure la morte della madre di Joe, che è trattata con delicatezza e (personaggi dei padri a parte) non scivola mai nel drammone. La scena in cui Alice e Joe guardano insieme il vecchio filmato in Super 8 con la mamma è molto toccante, e passa senza essere stucchevole perché si risolve in fretta e non si trascina mai. Super 8 è un film di buoni sentimenti, ma lo è come lo era i Goonies, come lo era E.T. e via dicendo. E’ quel tipo di buoni sentimenti lì, insomma. A me piacciono ancora.

      FINE SPOILER

      La reazione emotiva a un film è una cosa talmente personale, che non ci metto proprio bocca. Io continuo a piangere come un pupo appena sento una nota della colonna sonora de La Storia Infinita, ma credo che questo accada a me e forse ad altre due persone al mondo, mentre ci sono altre cose che mi lasciano indifferente. E non c’è una sola motivazione plausibile.
      La musica…Giacchino, con tutto il rispetto, non è Williams, e si sente 😉

      1. Io continuo a piangere come un pupo appena sento una nota della colonna sonora de La Storia Infinita, ma credo che questo accada a me e forse ad altre due persone al mondo

        Ok, io sono una delle due persone nel mondo….

        Si direbbero delle mani grandi e forti… ed ho sempre creduto che lo fossero…

        1. Quella linea di dialogo mi taglia le gambe. Punto.
          E il Mordiroccia mi uccide letteralmente.
          Ma tu le foto sulla lumaca da corsa te le sei mai fatte?

          1. le foto?
            Sulle lumache da corsa tipo quelle delle giostrine?
            Cazzo no, quasi quasi torno indietro nel tempo per farle adesso, sai che non ci avevo mai pensato?

            Sì, quel dialogo uccide. Il mordiroccia ha segnato l’intera mia esistenza. E perché, la scena nella palude della tristezza? l’incuranza di Morla? o il semplice Nulla, significato della vita?

            Per non parlare della musica, avevo il vinile, la parte dedicata a gmork mi ha sempre fatto venire i brividi, da piccola. Ero terrorizzata.
            Ed il mio pezzo preferito rimane questo:

            Il romanzo è splendido ma, che ci vuoi fare, il film per me rappresenta la mia esistenza. Lo preferirò per sempre, anche se han stravolto molta roba (il monologo di gmork in primis, e tutta la scena della sua morte, nel libro è meraviglioso… nel film purtroppo è tirato via).

            Cacchio, ora piango.

          2. All’ ingresso del cinema, la prima volta che sono andata a vedere il film con mio nonno. Doveva essere una prima, perch c’era un modello della Lumaca da corsa e facevano fare le foto ai bambini. E’ stato bellissimo! Verissimo sul romanzo, straordinario, ma letto pi tardi e in maniera pi consapevole. Il film invece il motivo per cui ho dedicato la mia esistenza al cinema fantastico in generale. Io avevo la cassetta, magari il vinile! L’ ho distrutta a furia di ascoltarla e ogni volta che passava il tema di Gmork, mi tappavo le orecchie coi cuscini del divano e mi nascondevo in un angolo.

  3. “Dentro a una sala buia, puoi persino permetterti il lusso di credere di poter continuare a vivere, anche se sono successe tante cose brutte.”

    Lucia questa frase mi ha dato i brividi giuro!
    Recensione spettacolare, vale sempre la pena leggerti, davvero complimenti

    1. Grazie Tiz…sono contenta che tu abbia apprezzato.
      In fondo, il cinema, spogliato di tutti gli orpelli critici, nasce per questo. E ogni tanto, fa pure bene eliminare il distacco e immergersi in una storia. Si ha quasi l’ impressione di rinascere.

  4. Ti ringrazio del rimando alla mia recensione che si pone felicemente in linea con la tua, che condivido in toto. Bel film, grandi profondità affettivo-umane. Averceli film così 🙂

    1. Prego Angelo. Se si parla dello stesso film bello poter condividere i pareri con chi ci legge, cos si ha una maggiore completezza di informazioni su un film. E’ che di film cos non ne fanno pi, o ne fanno molto pochi.

  5. Bella recensione Lucia, soprattutto perché atto d’amore per quella forma d’arte che è il cinema che pian piano sta venendo sempre più snaturata dalla sua potenza reale… Super 8 è un film che mi ispira tanto e che andrò a vedere presto. Anche se non ho mai visto Lost né nessun altro lavoro di Abrams, credo che lui sia qualcuno da tenere sott’occhio in questo clima di povertà registica generalizzato.

    Ciao,
    Gianluca

    1. Abrams ha delle potenzialit enormi come regista di cinema fantastico. Anche perch si distingue dalla massa anonima dei suoi colleghi per delle scelte precise di stile, ed questo (a parte il lato puramente emotivo di Super 8) che mi spinge a non mandarlo al diavolo definitivamente dopo le cose poco carine che ha combinato in ambito televisivo. E’ un signor regista che potrebbe regalarci grandi cose.

  6. Bellissima recensione che non è solo una recensione, io il film ancora non l’ho visto ma secondo me avrò la stessa impressione, sto notando che è un film che lascia divisi, alla fine conterà molto la propria formazione cinematografica, ad alcuni critici per esempio non è piaciuto

    1. E lo amerai, ah se lo amerai, fidati! Che a te Spielberg te lo davano insieme al biberon e non dire che così non è

      1. Robert Fricorifero · · Rispondi

        avoja! perchè mai dovrei nasconderlo, e poi io ci assomiglio pure, la barba, il nasone… mi manca solo il talento

  7. Credo di odiare parecchio Abrams. Al di là dello schifo-Lost e dell’inguardabile Fringe, Alias era molto buono prima di diventare boh, una serie tv sui colpi di scena senza senso che… ah! ecco a cosa si ispirava Lost, allora! :-p
    Ingiudicabile quindi come autore tv (non so se proverò manco i pilota delle due nuove serie), come regista, mah, MI3 era disgustoso, mentre Star Trek visto al cinema era anche caruccio, prima di pensarci sopra a mente fredda e dire che ehm.

    Però però però, Super 8 lo vedrò sicuramente (non al cinema, non gli darò mai i miei soldi dopo Lost) proprio per i motivi di cui parli nella rece: la nostalgia delle atmosfere di quando si era piccini si fa sentire bella forte, certe volte. 🙂

    1. Dunque…di Alias non ho mai visto neanche una puntata, causa forte idiosincrasia nei confronti della Gardner.
      Lost: gli tiro una bestemmia al giorno, tanto per ricordarmi il modo indecente con cui ho sprecato il mio tempo.
      Fringe mi piaceva, almeno le prime due stagioni, adesso ho smesso e sono una donna nuova e libera.
      Però non odio JJ. Credo solo che sia un signor regista e che funzioni meglio al cinema.

  8. Bellissima recensione con la quale concordo in pieno. Io non riesco a non difendere sempre e comunque Spielberg a spada tratta! Anche io ce l’ho nel dna e adoro il modo in cui è sempre riuscito a raccontare l’infanzia, l’avventura e i sentimenti. Amo molto anche Abrams, però. Io Lost lo amo incondizionatamente e ho amato anche Cloverfield (che considero, in tutto e per tutto, una sua creatura) per la tensione che riesce a scatenare. Super 8 mi è piaciuto veramente tanto e ritengo la scena dell’incidente ferroviario degna di essere inserita negli annali cinematografici proprio per il modo in cui è stata girata.

    1. Grazie! Vedi, Lost stata la pi grossa delusione televisiva della mia vita, in un certo senso paragonabile al tradimento di un amico, ecco. Mi ha spezzato il cuore in pi punti e non mi sono pi ripresa. E ci sono ricaduta con Fringe che per fortuna ho interrotto a met della seconda stagione, fiutando l’ arrivo della stronzata 😀 Su Cloverfield sono abbastanza d’accordo, se non fosse che il genere mockumentary spesso ammazza la mia sospensione dell’incredulit. Sulla scena del treno c’ poco da aggiungere. lezione di cinema da studiare a memoria 😉

  9. evocuoco · · Rispondi

    Io invece sono rimasto insoddisfatto. A mio parere la strizzata d’occhio al pubblico de I Goonies o Scuola di Mostri, e il tentativo di rifare cinema secondo quelle vecchie regole non sono riusciti. Uno, perchè il pubblico, e gli autori stessi, sono cresciuti. Due perchè è cambiato il cinema, e il modo di raccontare le cose, e il Che Cosa raccontare. Per scrivere, girare e vedere un film così bisogna “credere”, ma il solo ricordo dei bei tempi che furono non serve, così come non è utile per me costringersi a girare e raccontare in un certo modo quando ormai quel modo è così distante da quello di ora. Il risultato è quindi un ibrido che di certo avrà accontentato i giovani, quelli che non hanno punti di riferimento, ma che a me personalmente è sembrato solo imitativo e privo di una reale ragione per essere com’era. Storie di oggi mascherate da storie di ieri, per una questione affettiva e poco più.
    Lo dimostra, tra tutto, la scena del treno. Girata bene quanto vuoi, ma che dopo il decimo minuto di capitomboli ed esplosioni e fuochi e fiamme mi ha fatto sorridere e dire “eh, vabbè, adesso basta! Esagerate! Lo abbiamo capito che il treno è deragliato!” Troppo kolossal! E che c’entrano i supereffettoni con quel genere di film che stai cercando di rifare?
    Inoltre, mai ho avuto l’impressione di avere a che fare con il Gruppo di Bambini e con l’Avventura che ti Cambia la Vita. Il Gruppo si smonta subito, i personaggi principali si riducono a due – o tre – mentre il resto se ne va o rimane sullo sfondo a fare da Macchietta (uno per tutti, il ragazzetto che ama dar fuoco alle cose, e per tutto il film vuol dare fuoco alle cose, e vuole sempre dar fuoco alle cose…e tu sai già che alla fine riuscirà a dar fuoco a qualcosa, e diventerà utile in virtù di questa sua denigrata caratteristica…Troppo macchietta, per me: poteva andare bene un tempo, ma oggi non funziona.)
    Riguardo all’Avventura che ti Cambia, che tira fuori il meglio di te…mi pare che non arrivi mai, tra derive realistiche di Vita Quotidiana e un mostro che dovrebbe essere il fulcro dell’azione e che invece è sempre suggerito, e suggerito, e suggerito ancora…e che alla fine arriva, saluta, se ne va. E’ tutto un prologare che non porta – sempre a mio parere – ad un’epopea quotidiana come era in quei vecchi film, in cui facevi il tifo per gli eroi e ti sentivi uno di loro.
    Quindi non so che dire di questo film: tutto quello che pensavo di trovarci non ce l’ho trovato, ergo ne sono rimasto alquanto freddo…ma ciò non significa che sia brutto. Sono certo che abbia incantato chi non è scettico come me, ma io degli omaggi non mi fido da tanto tempo. Se ripenso ai Goonies lo faccio con grandissimo affetto, ai suoi tempi lo avrò visto dieci volte, se qualcuno me lo chiede dico che è bellissimo, ad un figlio lo farei vedere alla grande…ma se provo a vederlo adesso storco un sopracciglio e dico: “Mamma mia quanto sbraitano questi ragazzini! Non fanno altro che urlare per tutta la pellicola!” La magia vecchia è andata. Spazio alla magia nuova.

  10. Boh, io ho trovato questo film delizioso, non certo un capolavoro del genere ma godibile, specialmente per la straordinaria bravura di quei ragazzini lì.
    Poi volevo spezzare una lancetta 😉 in favore di Zac Snyder, poveretto, che è stato velatamente mazzolato insieme a Michael Bay (quest’ultimo però a buon diritto) 😛
    Solo per aver diretto “L’alba dei morti viventi” (che ho trovato bellissimo, ti fa tifare zombie a più non posso!) mi scordo di quel che ha fatto dopo e lo perdono.

    1. No, ecco, io Snyder non ce la faccio. Come dice un mio amico, deve morire morendo. Quel remake mi ha fatto venire un’ ulcera che ancora mi tormenta 😀

  11. Azz… che cattiva 😦

    😉

    1. No, non sono cattiva. Ho solo in odio profondo la declinazione videoclip dello zombi-movie, ecco. E’ tipo una malattia, la mia 😉

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