Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto

Regia – Craig Gillespie (2011)

Da queste parti, si sa, remake è una brutta parola e la convinzione che qualsiasi tentativo di rifacimento vada sbertucciato senza pietà, rischia a volte di far perdere l’ obiettività con cui si giudica un film. Sono andata al cinema a vedere questa versione del 2011 di Fright Night portandomi dietro una vagonata di pregiudizi, preconcetti e tutte le parole col pre davanti che potete trovare, convinta di stare per assistere all’ ennesimo scempio perpetrato da matrigna Hollywood ai danni di un suo figliastro del decennio ’80. Ed ero pronta a tirare fuori uno di questi post cattivelli in cui fare una bella autopsia a una pellicola cadavere.

E invece no, perché Fright Night, contro ogni aspettativa, è un film riuscito e divertente che soffre meno del previsto il paragone con l’ originale e lo soffre solo perché, come ogni remake che si rispetti, è una storia che già ci è stata raccontata, anche se con facce e ambientazione diverse, e in cui il fattore novità è, per forza di cose, già perso in partenza. Gillespie e la sceneggiatrice Marti Noxon sembrano avere ben chiaro il concetto e decidono di distanziarsi dal film di Holland azzerando sin dall’ inizio l’ elemento sorpresa: non ci sono indagini, non c’è una progressiva scoperta del male e una lenta rivelazione di che cosa realmente sia il vicino di casa. A pochi minuti dall’ inizio del film, ci è già comunicato dal personaggio di Ed (Christopher Mintz-Plasse nel suo solito ruolo, che però interpreta  bene, con classe e sommo divertimento). La scontata incredulità del protagonista dura giusto lo spazio di un battito di ciglia e ci ritroviamo subito all’ interno del meccanismo nascondino, fuga, inseguimento, lotta all’ ultimo sangue e mazzate come se piovesse.

Il che stupisce in maniera positiva. Oggi, il mito del vampiro è forse il più bistrattato in assoluto tra le icone del gotico classico. La saga letteraria e cinematografica partorita dalla Meyer, insieme a tutti i suoi epigoni, ha reso questo mostro una fantasia adolescenziale priva di qualsiasi elemento perturbante. Un remake di una commedia horror come Fright Night poteva benissimo dirigersi in quella direzione: ragazzini emo-depressi, vampiri dolci e sbriluccicosi, languide occhiate con la vittima di turno che cade tra le braccia del succhiasangue buono, in una specie di sagra del patetico dozzinale acquistato al discount dell’ horror-harmony.  Gillespie però non cade nella trappola e ci consegna il ritratto di un vampiro predatore e assassino, che emana una sensualità morbosa e animalesca, distante anni luce dall’ immagine di belloccio triste e sconsolato che siamo costretti a subire da qualche anno a questa parte. Un vampiro che è mostruoso e orrendo non appena fa vedere il suo vero volto, che si sente a disagio in mezzo agli umani, anche se deve fingere di esserlo. Il ruolo da essere umano non gli si addice, lo interpreta male e in maniera forzata. Sia la regia di Gillespie, che la recitazione molto fisica di Colin Farrel non fanno che sottolineare questa sensazione straniante, di mancata aderenza a un mondo di cui non si fa parte. Un essere quasi alieno, la cui mimetizzazione è fonte di sofferenza e solitudine. E infatti Jerry cerca di trasformare la maggior parte delle sue vittime.  La caratterizzazione del mostro è forse l’ aspetto più riuscito del film, insieme alla scelta di un cast di giovani attori, coadiuvati da altri con un bagaglio enorme di esperienza sulle spalle, ma talmente discreti da non rubare mai la scena: Toni Colette e David Tennant sembrano divertirsi un mondo nei rispettivi ruoli della mammina prima incredula e poi terrorizzata e del sedicente cacciatore di vampiri. Peccato che il personaggio di Peter Vincent sia un po’ troppo sopra le righe, unica sbavatura in una galleria di caratteri delineati con un’ attenzione e una cura molto superiori alla media del genere. Gli adolescenti di Fright Night non sono delle figurine bidimensionali, ma assomigliano ai loro coetanei in carne e ossa. Sono ragazzini quasi reali, che suscitano tenerezza e per cui è quasi impossibile non fare il tifo.

Se bisogna, purtroppo, accettare il fatto che ormai la produzione non indipendente di genere americana si basa quasi del tutto sulla pratica del remake, allora conviene sperare che almeno vengano realizzati con la serietà e la delicatezza di questo Fright Night, e affidati a dei registi come Gillespie. Cinema di consumo che non aspira ad altro se non a intrattenere, ma che riesce a farlo in maniera intelligente, attualizzando il film di riferimento senza tradirne lo spirito.

Sempre di film inutili si tratta, ché continuo a non comprendere le motivazioni (a parte quelle economiche) che si celano dietro a un rifacimento, ma se non altro è un inutile piacevole.

Piccola postilla locale: il doppiaggio andrebbe bandito per decreto legge e fin qui siamo tutti d’accordo e non diciamo niente di nuovo. Ma la creatività sfoderata dagli adattatori dei titoli in italiano ha ancora il potere di lasciarmi sconvolta e attonita. La volta in cui non storpiano il titolo originale, devono aggiungerci comunque quel tocco di demenza che ci scalda il cuore, ci rasserena e ci fa sospirare: “ah, per fortuna son sempre loro, non ci hanno abbandonato”.

Il. Vampiro. Della. Porta. Accanto.

In caso non avessimo capito.

E grazie al cazzo.

33 commenti

  1. Il Vampiro della Porta accanto! *__* li lovvo!

    Visto che t’è piaicuto, lo sapevo io! 😉

  2. Ma è bellino, bellino, bellino. Confezione curatissima, personaggi non dementi, vampiri cattivi, qualche battuta gustosa.
    Forse un po’ troppa CGI, ma la si perdona, dai!

  3. Penso che i vampiri di Buffy siano molto, ma molto più “reali” di quelli di tualait. PErò devo dire che l’idea di quelli che vediamo in True Blood non è male…se non altro è un’ambientazione e una situazione diversa del classico binomio cacciatore(vampiro)-preda(umano). Ad ogni modo, visto che ho un debole per i vampiri, e che mi hai fatto venire curiosità ora mi vado a cercare l’originale e poi vedremo questo che dice 😉

    1. Ma i vampiri di True Blood sono quasi una parodia (credo abbastanza consapevole) di tuailait. Questi so’ mostri spietati. Io li preferisco. Anche se non ho mai avuto un debole per i vampiri.Sai che a me i morti che escono dalle bare piacciono putrefatti.

      1. Ho visto quello dell’85…che dirti…il film è degli anni ’80…un po’ lento in alcuni punti, però non male.
        A me piacciono quei bei pezzi di carne che escono dalle bare (ora dimmi se preferiresti una Pam o una Jessica che esce dalla bara oppure qualche zombie alla Resident Evil), mi piace il fascino e la “mitologia” che ha un personaggio come il vampiro. Per quanto riguarda True blood non so se è una vera e propria parodia, so che però come evoluzione storica di questa figura mi piace parecchio ed è il motivo per cui ho continuato (e praticamente mi sono fumata in una settimana le prime tre serie) a vederlo. L’idea che a un certo punto i vampiri decidano di uscire allo scoperto, che tutte le credenze che si hanno su di loro (o quasi tutte) siano stati proprio loro a metterle in giro, mi piace moltissimo. Anche perchè, ancora una volta il vampiro incarna simbolicamente qualcosa contro cui lottiamo….nei secoli in cui compare nella letteratura è così. E in True blood è la lotta al “diverso”…insomma c’è un’idea di base che mi stuzzica parecchio 😉

        1. Ma in quanto film degli anni ’80, ha degli aspetti che lo rendono un piccolo capolavoro: per esempio c’ un senso di struggente nostalgia perenne che attraversa tutta la pellicola, un ritratto di adolescenti molto tenero e commovente. A mio parere uno dei migliori film sul vampirismo mai girati. Il che rende onore al remake. True Blood un divertissement. E’ interessante l’ outing dei vampiri, come anche il fatto che il “diverso” non per forza buono in quanto diverso, ma pu anche essere figlio di puttana a prescindere dalla categoria protetta a cui appartiene. Io per ho un’ altra concezione del mostro, che deve essere ripugnante, o avere almeno degli aspetti ripugnanti.

          1. Lo so che sei una fan dei mostri vecchio stile…per te il vampiro può essere di poco diverso dal Nosferatu del 1922 =))

          2. No, no, a me piacciono anche i vampiri elegantoni e di bell’ aspetto, basta che siano bastardi dentro, tipo Miriam si sveglia a Mezzanotte, ecco.
            E poi sì, il fascino di Nosferatu è ancora ineguagliato!

  4. “Piccola postilla locale: il doppiaggio andrebbe bandito per decreto legge e fin qui siamo tutti d’accordo e non diciamo niente di nuovo”

    Ed io sono qui a sperare che la cineteca smetta di trasmettere Fellini e dia questo in lingua, così posso andare al cinema pure io. Bastardi intellettuali.

    “Toni Colette e David Tennant sembrano divertirsi un mondo nei rispettivi ruoli della mammina prima incredula e poi terrorizzata e del sedicente cacciatore di vampiri.”

    Nonvedolora-nonvedolora-nonvedolora.

    1. Facciamo una bella rivoluzione antiintellettuali? Andiamo di casa in casa a massacrarli tutti? Che dici? Secondo te Hell viene con noi?

      1. Ci sto! E su Hell non ho dubbi, sarà dei nostri.

  5. Io gli intellettuali me li mangio a colazione. E in questo momento ho molta fame! (cit.) 😀

    1. E allora a un tuo segnale scateneremo l’ inferno

    2. commando? 😀

      1. Lo sapevo che eri dei nostri!

  6. Per me questo film è la sorpresa dell’anno,mai e poi mai avrei creduto di aspettarmi qualcosa di buono.E invece mi è piaciuto molto e non fa rimpiangere l’originale.Poi per un vampirologo come me l’ottimo ritratto che fa del vampiro,come un predatore che si finge umano e un gustoso bonus in più.

    1. I vampiri hanno da essere perfidi e stronzi per attirare un minimo la mia attenzione. E sono davvero contenta che Gillespie sia riuscito a evitare la trappola del succhiasangue cuccioloso. 😀
      davvero una gradita sorpresa

  7. Non lo so chi sono anche lo sapessi non mi importerebbe · · Rispondi

    I remake (io uso chiamarli re-fake) mi fanno venire le bolle, quasi quanto i sequel, almeno quelli inutili, cioè un buon 99%.
    Che senso ha fare un remake, molto spesso di film così figli del loro tempo da essere inadattabili, soprattutto considerando la statura dei registi odierni? Addirittura adesso i registi si ‘remakano’ da soli.
    Fanno remake dei loro film, che sono già remake.
    Eppure fright night ha piacevolmente stupito anche me.
    Tutto questo giro di parole per arrivare qua.

    Si deve dare sempre una botta al cerchio e una alla botte

    1. MA io sui re-fake la penso esattamente come te, non a caso la mia principale occupazione su questo blog farli a pezzi. Solo che davvero, questo film rappresenta l’ unico modo per realizzare un remake digeribile. Niente di che, per carit, ma se proprio non riescono a fare altro, li facessero tutti cos

  8. Non lo so chi sono anche lo sapessi non mi importerebbe · · Rispondi

    La cosa che, su tutte, mi ha piacevolmente stupito è stata la recitazione dell’irlandese pazzo. Pensavo che Colin Farrell risultasse credibile giusto nei panni dell’ossigenato truzzo anni 80 con pantaloni di lino che è Sonny Crockett in Miami vice ed invece… ma guarda che poi uno va a pensare male e scopre che invece gli riesce bene pure il vampiro!

    L’ha fatta la sua porca figura

    1. Era l’ unico modo di rendere un vampiro contemporaneo, senza cadere nel clichés del damerino.
      Fisicità totale, nessuno spazio al romanticismo, e tanti calci nel culo.
      Bravo Colin!

  9. se non fosse che ne parli te come qualcosa di decente, ammetto che non avrei mai preso in considerazione questo film…
    bravissima Lucia, come sempre!

  10. Ti divertirai a vederlo, Robydick! Te lo assicuro. Ed ero partita davvero prevenuta. Sono andata al cinema pregustando una batosta. Poi mi son dovuta ricredere.

  11. LordDunsany · · Rispondi

    Bel commento che mi trova d’accordissimo Lucia! 😀 Visto pure io al cinema con buona soddisfazione e pensare che al botteghino americano è andato male! Beh, certo, eran troppo impegnati a guardare “I puffi” 😉

    1. Vero, avevo letto in giro che non aveva incassato più di tanto. Eppure aveva tutte le carte in regola. Misteri del box office 😀

  12. E insomma Fright Night mette tutti d’accordo, ne sono proprio felice. 🙂

    1. Per una volta tanto 😀
      Gioia e gaudio!

  13. Sono troppo legato al Fright Night originale, però dargli un’occhiata non costa nulla 🙂

    1. Ci sono legata molto anche io e, come ho scritto, sono partita a vedere questo film piena di pregiudizi. Eppure sono stata piacevolmente sorpresa. Un’ occhiata la merita 😉

  14. Finalmente visto! E puoi immaginarlo benissimo: l’ho preferito all’originale. Che non mi piace, trovo troppo adolescenziale ed eccessivamente anni ’80: risente degli anni ed è, a tratti, ridicolo.
    Invece qui mi sono divertita ed hanno limato via tutte quelle scene che avevo trovato stupide (l’amico scemo non è scemo per niente e la scena della discoteca, su tutte). Peter Vincent è sopra le righe ma misurato nello stesso tempo, e tremo per il doppiaggio dalla voce da pirla che avranno assegnato a Tennant (dove persino Doctor Who è una merda… hai provato a vederlo in italiano? E’ così brutto che merita, guarda, fatti del male!). Ho pure riso un paio di volte, il che ha dell’incredibile. Funziona persino la tensione ed ho apprezzato inseguimenti e lotte (non c’è spazio per il bimbominkismo, che bello!).
    Insomma, bello, bello, bello per una serata rilassante era l’ideale.

    Ed ora mi tocca cambiare avatar.

    1. Oh, sono davvero contenta che tu abbia apprezzato, perch uno dei pochi remake che merita davvero. Tennant doppiato nel Doctor Who una cosa che le mie coronarie non sopporterebbero. Davvero, non ce la faccio, anche se ho tutto in doppio audio, sto bene attenta a passare subito alla traccia in inglese. Mi sono gi sottoposta a troppo dolore in questi giorni. Visto che bella la scena in discoteca? E Tennant s, forse un pochino troppo sopra le righe, per non un fatto di recitazione, secondo me. Io preferisco il personaggio originale alla specie di rockstar in cui stato trasformato. Per ci sta anche questo. Ed comunque divertente.

      1. Guarda, Peter Vincent originale era il pezzo forte del film (è l’unica cosa che mi è rimasta, dopo un paio di mesi, quindi questo secondo me significa che è supervalido), quindi non mi azzardo a paragonarli…
        Mi ha divertito molto, più di questo non credo dovesse fare.

        Dove sei arrivata col Dottore? Hai già salutato il buon Tennant?
        Io il primo episodio lo guardai in italiano (quello con Tennant, intendo) perché non riuscivo a trovarlo in lingua.. uno scempio, hanno traviato completamente l’atmosfera dell’episodio (che ovviamente ho poi rivisto, ci credi che non c’entrano niente?).

        1. No, credo che lo scopo fosse esattamente quello di divertire il pubblico e ci e’riuscito alla grandissima.
          Col Dottore sto ancora a meta’della terza stagione, dato che lo sto centellinando, terrorizzata dall’eventualita’di perdere Tennant a breve.
          Magari oggi do un’occhiata a un episodio doppiato, cosi’soffro un po’che ho visto la Cosa e me lo merito

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: