Conan il Barbaro (1982) vs Onan l’ Hawaiano (2011)

SUPER PUNTATONE DEI CUGINI DEFICIENTI

Sì, lo so. Il film del 2011 si chiama anche lui Conan il Barbaro. Ma il mio amico Hell, ha cominciato a chiamarlo così e, dopo averlo visto, direi che la definizione è calzante. Anzi, proporrei direttamente a Nispel di cambiare titolo. Nispel chi? Quello che ha “diretto” i remake di Non aprite quella Porta e Venerdì XIII. E tra i due ha tirato fuori Pathfinder, di cui allego il link solo per farvi capire che sì, quel film è esistito sul serio e non è stato un vostro incubo notturno. Insomma, c’è chi è morto, o ha avuto carriere devastate per molto meno. E invece a lui, Nispel dicevamo, continuano a dare soldi per girare altri film. E non film normali: a questo ogni volta che gli mettono una macchina da presa in mano, è come se gli ordinassero di spezzare il cuore a qualcuno. “Allora Nispel, prima fai secchi tutti gli amanti dell’ horror anni ’70, poi passiamo a far venire la colite spastica a quelli che sono cresciuti a Crystal Lake e, per finire, che ne dici di procedere al massacro di Conan? E’ un’ icona che è rimasta ancora pura, intaccata dal tempo, se ne sta lì, adamantina nei panni di Schwarzenegger e nessuno aveva ancora pensato di ridurla a una pietosa macchietta. Ci pensi tu, che sei il migliore?”. Io tutte le conversazioni tra Nispel e Michael Bay me le immagino così, solo che questa volta Bay non c’entra niente, ma non è mai innocente, perché Nispel è e resterà sempre una sua creatura.

Conan

Onan - subito dopo lo shampoo all' albicocca

Data la tendenza a cannibalizzare le produzioni del passato, un remake del Conan di Milius bisognava aspettarselo, prima o poi. Certo, quando vai a giocare con Milius e ti inoltri nei sentieri dell’ epica, devi stare attento, devi essere sicuro di possedere un certo bagaglio tecnico: eroi, barbari, magia, divinità assortite, grandi battaglie in cui pochi combattono contro molti, esaltazione guerresca e sforzi fisici immani. Queste cose le devi saper girare e devi avere a disposizione un Corpo che sappia incarnare la figura titanica di cui stai narrando la storia.

Nispel non possiede gli strumenti tecnici per approcciare una materia del genere. Per lui uno combattimento si riduce a un saltellare furioso con abuso di ralenty e capelli che svolazzano spruzzando goccioline in 3D. Il suo Conan sembra più un ballerino uscito dal set di uno Step Up a caso, che un barbaro pieno di furore vendicativo. Laddove Milius mostrava la fatica e il dolore a ogni colpo inferto e ricevuto, Nispel fa sembrare tutto facile e naturale. Conan sbaraglia i nemici muovendosi leggero e leggiadro, mentre la macchina da presa gli impazzisce intorno, con la ormai nota mancanza di stile propria di certi registi che continuano a girare videoclip, mentre bisognerebbe avvertirli che quello che stanno facendo dovrebbe almeno vagamente assomigliare al cinema. Il primo piano del faccione accigliato di Momoa è la sola costante di un prodotto in cui per trovare un campo lungo siamo obbligati ad aspettare gli ultimi cinque minuti. Nel Conan del 2011 la regia è non pervenuta da ogni punto di vista: non stupisce, non esalta, non appassiona. Al massimo ha il potere di irritare, specialmente nelle scene d’azione che Nispel dimostra di essere del tutto incapace di concepire.

e il balsamo ai semi di lino

Appurato che Marcus Nispel è tutto fuorché un regista, veniamo alla sciagurata scelta di casting che ha portato Jason Momoa a interpretare il barbaro più famoso di tutti i tempi. E’ inutile stare a sottolineare che Schwarzenegger non è un attore, anche perché nessuno gli ha mai chiesto di recitare, men che mai Milius. Conan, nel film del 1982, è essenzialmente un Corpo nella sua forma più pura. Quello che deve fare è maneggiare una spada o un’ ascia, menare cazzottoni in grado di tramortire un elefante e combattere, combattere, combattere. In tutto il film ci saranno tre linee di dialogo affidate al protagonista. Si preferisce far parlare James Earl Jones e Max Von Sydow, ma sembra quasi che le parole siano state inserite in sceneggiatura più per dovere che per convinzione e, le poche che ci sono, sono ridotte all’ osso ed essenziali, perché a Milius non servivano gli spiegoni e sapeva raccontare una storia attraverso le immagini.

Nispel invece che fa? Infarcisce tutto il suo film di dialoghi inutili, molti dei quali pronunciati dallo stesso Momoa, che si dimostra uno degli attori più cani in circolazione. Non è neanche del tutto colpa sua, come non sarebbe stata colpa di Schwarzenegger se lo avessero obbligato a dire stronzate per 129 minuti, o a prender parte a imbarazzanti siparietti da commedia romantica con la co-protagonista (Rachel Nichols). E’ difficile per tutti risultare credibili pronunciando la seguente frase : “Io vivo, amo, uccido e sono contento”. E sì, la pronuncia rimanendo serio. Un po’ l’ho anche compatito. Però Momoa non è neanche in grado di essere credibile stando in silenzio. Schwarzenegger era una maschera inespressiva, un volto scolpito nel granito, imperturbabile.  Momoa fa le faccette, che è molto, molto peggio. Intensi primi piani di Momoa con un ghigno molto arrabbiato, che Nispel deve avergli detto: “ehi, Momoa, fai vedere quanto brami vendetta”. E lui fa la faccetta che brama. Intensi primi piani di Momoa che ringhia ai nemici: “ehi, Momoa, fai vedere quanto sei pericoloso”. E lui fa la faccetta che pericola. E via così, per quasi due ore di supplizio che, nella percezione soggettiva del tempo, diventano un’ eternità con degli stupidi occhialini sulla punta del naso a guardare un 3D che c’è o non c’è è uguale, ma tu hai comunque speso unidici (dicasi undici) euro, per vedere Momoa che fa la faccette.

Mi raccomando, Arnold, mena e non fare faccette

Sebbene sia Nispel che Momoa ci abbiano a lungo scorticato le palle sostenendo che questo film non è un remake di quello di Milius, ne porta comunque il titolo e ne deve sostenere l’ eredità e il peso. Per non parlare dei libri, dei fumetti e di tutto ciò che gira intorno all’ universo del forzuto cimmero. Ma in questa sede si parla di cinema e affrontare il paragone letterario sarebbe troppo complesso (e anche come uccidere un uomo morto e in fase di avanzata decomposizione, aggiungerei). Per cui limitiamoci a dire che, nonostante gli sproloqui di Nispel e del coso lì hawaiano, di remake si tratta comunque, anche se con storia diversa (quale storia? io non l’ ho capita, c’era?) e personaggi di contorno che portano altri nomi. Ma Conan è sempre Conan ed è naturale insorgere di fronte alla pochezza narrativa del film Nispel. Perché, se la regia videoclippara può anche avere qualche estimatore, e Jason Momoa si applica ma proprio non ce la fa, è dal punto di vista del racconto che Conan 2011 crolla in maniera misera e avvilente.

La sceneggiatura riesce a essere ridondante senza raccontare nulla. E’ un’ impresa non da poco, soprattutto se paragonata allo script di Milius e Stone, asciutto ed essenziale, concentrato su pochi personaggi e un pugno di avvenimenti ridotti al minimo indispensabile. Nonostante la mole di roba a cui assistiamo, non c’è un solo istante in tutto il film che possieda del respiro epico. Vediamo Conan piccino che sbaraglia e decapita nemici un po’ alla cazzo di cane, suo papà è Ron Perlman (che come al solito si rivela l’ unica cosa per cui vale la pena andare al cinema) e lo ammazzano male, imbastendo un trappolone che non sfigurerebbe in un film della saga di Saw. Poi Conan cresce e lo ritroviamo che tira scherzoni divertentissimi ai suoi amici: gli sputa la birra in faccia e vince a braccio di ferro, che matte risate. I cattivi, padre e figlia in odore di incesto, sono delle ridicole caricature che parlano troppo. Tamara è il classico personaggio che prima fa la protofemminista che sa anche menare, e poi passa il resto del film a chiamare Conan per farsi tirare fuori dai guai e ovviamente gliela dà, perché a Momoa va data. Alla fine crolla tutto non si capisce perché. E in sala si rimane stupiti perché nessuno si è degnato di consegnarci un joypad all’ ingresso.

Ma qualcuno di voi si ricorda la sequenza dell’ uccisione dei genitori di Conan nel film di Milius? Il padre divorato dai cani e la madre decapitata mentre teneva per mano il figlioletto? E il fatto che per i primi venti minuti di film non venisse pronunciata neanche una parola e a parlare era solo ed esclusivamente la regia di John Milius? E mentre Momoa tira sassi in testa a gente perché gli va, Schwarzenegger veniva catapultato dentro a un’ arena a combattere a calci, morsi e sputi. Non c’era bisogno di dire nulla per costruire un personaggio. Bastava raccontarlo. Nispel non ci racconta niente e ci dice troppe cose, in base alla regola del bombardare e dell’ annichilire lo spettatore, che esce dal cinema in overdose di immagini e deprivato del pensiero consapevole.

Nispel è un pezzente.

Per una riflessione molto interessante sulla mortficazione del personaggio di Conan nel remake, vi consiglio caldamente la recensione di Book and Negative.

28 commenti

  1. Il tuo post capita a fagiuolo, in quanto sono andato a vedere Conan 2011 proprio ieri. Mi piace lo sfogo da “necrofilia cinematografica”, anche se devo ammettere, che pur con tutti i suoi difetti, Conan 2011 me lo aspettavo decisamente peggio.

    Come ho infatti commentato proprio ieri su Book and Negative, il film me lo aspettavo peggio di come è. Ha molti difetti (i due antagonisti solamente abbozzati, assenza di combattimento finale degno di tale nome, la personalità dei cimmeri piuttosto travisata, una main quest con poco mordente, alcune citazioni dai racconti poco azzeccate) però per quanto mi riguarda strappa la sufficienza. Intrattiene, zoppica e finisce. Visto e si lascia dimenticare. Ci si poteva aspettare molto peggio. Ovviamente per quanto mi riguarda. 🙂

    Nonostante non l’abbia disprezzato in toto, il tuo articolo mi è piaciuto. 🙂 Mi ha strappato più di una risata.

    Ciao,
    Gianluca

  2. Ciao Gianluca!
    Io sono molto legata al film originale di Milius, meno alla saga letteraria, di cui non ho una conoscenza molto approfondita. Però ti posso assicurare che non è una stroncatura per partito preso e se il film fosse riuscito a intrattenermi a dovere e a non annoiarmi, molto probabilmente sarei stata più tenera.
    Sarà lo stile di Nispel, che per me è l’ anticinema per eccellenza (insieme al suo compagnuccio Snyder), sarà la sceneggiatura scritta coi piedi, o sarà Momoa, ma ho trovato il film brutto, anche senza scomodare Milius.
    Quando parlo di remake sono sempre necrofila. Tendo a smontare le cose pezzo per pezzo, ed essere il più precisa possibile e fornire tutte le spiegazioni del caso. 😀

    1. Certo, non volevo dire che era una stroncatura per partito preso! Era solo per dire che io mi aspettavo qualcosa di molto peggio. Del resto il mondo è bello perché ognuno ha opinioni diverse. 😉

      Che poi, anche io ho avuto momenti di noia, soprattutto nella parte centrale, quindi aspettandomi molto peggio forse sono riuscito a limitare i danni, nonostante abbia comunque parecchi difetti, come quelli da te elencati. 🙂

  3. Non c’è nulla da aggiungere,preso a calci in faccia da Conan,l’hawaiano Onan si ritirà in un angolino a piagnucolare a domandarsi ma chi gliel’ha fatto fare e maledire il suo agente,un certo Nispel.Lo scontro è impari e qualcuno suggerisce di sospenderlo,ma scatta il secondo round e Conan dopo aver massacrato Onan lo impala su uno dei pali agli angoli del ring.

    Inutile dire per chi tifava la platea (ed io)…

    1. E non si limita a impalarlo, ma gli sputazza anche in faccia, cos, per scherzarlo un pochino! La platea in delirio, le donne si concedono a Conan a gruppi di sette otto per volta. Si beve birra e si rutta ricoperti di pellicce!

  4. E ricordiamo che Nispel è riuscito a fallire pur citando Howard. La battuta in questione, che ha fatto ridere mezzo mondo, è howardiana. Anche se avulsa dal contesto e piazzata lì per “fare robba” con Rachel. Un pianto.

    Grazie a te dell’amicizia. 🙂

    1. S, sapevo che era Howardiana, ma non pu essere utilizzata per rimorchiare la prima zoccoletta che ti capita sotto tiro e farle anche la faccetta languida (che mi ero scordata di elencare) E’ un onore, Hell!

  5. brava lucia, hai talento anche come stroncatrice!
    è sempre un peccato perder tempo con la monnezza, ce n’è poco a disposizione e si vorrebbe dedicarlo solo a cose belle, ma non ci si può solo nutrire senza mai evacuare giusto? ahah!
    un bacio :*

    1. Ogni tanto fa bene vedere della monnezza. Serve a resettare i parametri del gusto. Vedere uno dietro l’ altro i due Conan stata un’ esperienza illuminante in tal senso! Un bacio anche a te Roby!

  6. F3: arrabbiato
    F4: vendicativo…..CANE MALEDETTO!
    Bene dopo essermi ripresa dai 20 minuti di matte risate che mi sono fatta leggendo la tua recensione, se fosse stata anche un minimo convinta, anche solo di scaricare, conan 2011 con la frase “Io vivo, amo, uccido e sono contento”, il tutto è crollato come una casa di carte al vento. Non ce la potrei mai fare.
    MA la cosa che mi sconvolge di più è: TU HAI SPESO 11 EURO PER VEDERE sta boiata? Cioè ok l’interesse, ma uno speciale a 5 euro? Scaricarlo? Streamingarlo? Veramente….sei pessima! =)

    1. Ma lo sai che a volte Momoa è anche basito?
      Che ci vuoi fare, io e i miei amici con cui lo abbiamo visto, siamo masochisti nell’ anima 😀
      E poi, lo sai, se ci riesco io guardo tutto in sala!

      1. In sala si vanno a vedere i film….non è che se proiettano “video promozionale di curva brecht” te lo vai a vedere in sala…anzi forse questo avrebbe più senso vederlo sul grande schermo!
        Comunque, stimo il tuo (e il vostro) coraggio 😉 TANTISSIMO!

        1. Eh, ma io amo proprio l’ atto di andare al cinema e, commedie del cazzo a parte che non vedo neanche a casa, andrei a vedere qualsiasi vaccata.
          Vorrei ricordarti le allucinanti esperienze con i tuailait!

  7. sigh…
    beh, la mia lacrima la dono alle nuove generazioni che conosceranno conan attraverso questa megacazzata (che non ho visto e non vedrò). la recensione lo descrive come me lo aspettavo: più che una creatura di bay, nispel sembrerebbe una creatura di snyder.

    p.s. momoa è solo un ammasso di proteine, impossibile pretendere del pathos!

    1. ma snyder e nispel sono come due fratellini stronzi, grassi e dispettosi.
      Momoa andava bene come Khal Drogo: due grugniti e morta lì. O forse in GOT aveva qualcuno che lo sapesse dirigere. Capita spesso che un attore sembra un cane con un regista, mentre invece con altri sfodera inaspettate qualità.
      Ah, per la gioia di grandi e piccini, è in preparazione il seguito.

      1. anche schwarzy era proteico e incapace, epperò ha incarnato come pochi lo spirito avventuroso e pionieristico (nonchè propagandistico) dell’action anni 80. basta (ri-ri)dare una visione a predator per rendersene conto.

        1. Potrei farci un post su Predator e su Schwarzy vs il naso di Adrien Brody

          1. l’ultimo capitolo decente è stato quello con danny glover. adrien brody mi fa horrore!

          2. Io, nella mia totale mancanza di buon gusto, sono riuscita a divertirmi col secondo Alien vs Predator. Per non lo dire a nessuno. Adrien Brody aborro.

  8. STO MORENDO. I commenti alle foto sono geniali. Il post, al solito, è una meraviglia. E tra te ed Hell quasi quasi mi state facendo venir voglia di vederlo… ma no, non ti preoccupare, sai che io non resisto alle facce da culo, ‘gna fò.
    Però mi rivedo i due con Arnold, questo sì.

    1. No, resisti alla voglia e non guardarlo, perch non fa nemmeno ridere, a parte nella scena di rimorchio della bella fanciulla, pi momento di sesso che sembra la pubblicit della compagnia delle indie. Serio imbarazzo. Soprattutto perch non si distinguono pi i culi dalle facce!

      1. ahahahahahahhahahah!!!! Muoio.

  9. LordDunsany · · Rispondi

    E pensare che credevo d’esser stato “cattivo” io nella recensione.. 😀 M’è piaciuta molto l’esposizione della tua ammirazione per Nispel! 🙂
    Tornando al film: sono in linea di massima d’accordo con te, io sono rimasto irritato da “lei”, che fa la super eroina, dalla scena nella quale fanno l’amore (ma come prima gli dice “sali donna” e continua a trattarla da essere inferiore e invece di “possederla” come un vero barbaro ci fa l’amore? Ma andate a morire all’inferno!) e dal fatto che questi barbari si esprimano tutti come dei sommi poeti (ridicolo!)! Mi rincuora il fatto che io l’ho visto in Polonia e quindi di euro ne ho spesi solo 7 😛

    1. Nispel, il pezzente 😀
      I personaggi femminili di questa monnezza hanno irritato moltissimo anche me. E se “lei” è un’ imbecille di prima categoria, la strega cattiva non è da meno. MI sono anche chiesta per quale motivo la McGowan si sia prestata a un disastro del genere.

    1. Oddio, me lo ricordo quell’ articolo e quanto mi ha fatto ridere…gi allora si parlava di quanto Momoa fosse inadatto e cane. Ma adesso vogliono fare la franchise di Conan. COntenti loro…

  10. Non riesco a starti dietro, cara Lucia.Recupero tutti i post, a poco a poco. Bravissima, come al solito, comunque il film a me é piaciuto, di brutto, il capolavoro di Nispel, il più grande sabotatore di saghe (o di seghe) degli anni duemila. Rifà Conan di Milius come se fosse “The Barbarians & Co” di Ruggero Deodato, ci mette pure i tentacoli del mostro stile peplum, fa un prologo inutile di mezzora, butta addosso fuoco vivo su Ron Perlman, utilizza una Rose McGowan mai così latrineggiante e in un’intervista dice di aver voluto la voce fuoricampo di Morgan Freeman, naturalmente senza il doppiaggio, perchè voleva “la voce di Dio”. Un genio. Butta giù dal podio in malo modo David R. Ellis come regista genio/degenere del nuovo millennio, non credo che “Shark Night in 3D” possa raggiungere così alte vette del sublime cinematografico. Conta che sto pure ascoltando Sonny&Cher. Un grande saluto, Lucia!!!!

    1. Troppo buono come sempre Belushi. Io da shark night 3d mi aspetto grandissime soddisfazioni sollazzanti! E Nispel, vabb, lui ha semplicemente instaurato una nuova concezione del brutto per antonomasia. E non da tutti. Neanche mattei al massimo della sua forma!

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