Sudor Frìo

Regia – Adrìan Garcìa Bogliano (2010)

Signora mia, quanto sono cafoni e ignoranti i giovani d’oggi. Neanche capaci di decrittare un codice su una lavagna. Tutto il giorno appiccicati all’ internet con quei cavolo di cellulari. E’ il caso di dargli una bella raddrizzata. E cosa c’ è di meglio della nitroglicerina? Abbandoniamo momentaneamente le atmosfere da notte horror che si erano create su questo blog nei giorni scorsi, per affrontare un prodotto recente, giunto sino a noi dalla lontana Argentina,a firma di un regista nato nel 1980 e che ha già all’ attivo 16 titoli dietro la macchina da presa e 19 da sceneggiatore (tra corti e lungometraggi) e che si muove da sempre nell’ ambito delle pellicole indipendenti e a basso costo. Non ho avuto occasione di vedere altri suoi lavori, ma se hanno tutti l’ impatto di questo Sudor Frìo, bisognerà che cominci a considerare anche l’ Argentina come nuova terra promessa dell’ horror, insieme alla Francia, ora che gli Stati Uniti ci hanno quasi del tutto abbandonato.

Roman viene lasciato dalla fidanzata, che sparisce con uno strano tipo incontrato in chat. Con l’ aiuto della sua migliore amica, riesce a rintracciare questo misterioso Biondo, responsabile della rottura. La ragazza riesce a sapere dove abita e si fa invitare a casa. Ma ad aspettarla non trova nessun coetaneo: ci sono solo due anziani signori che adescano e rapiscono giovani donne e le torturano con metodi un po’ particolari. A livello di sceneggiatura saltano subito agli occhi un paio di elementi interessanti: l’ età degli aguzzini, le motivazioni di scontro generazionale che li spingono ad agire, il fatto che utilizzino per attirare le loro vittime proprio le tecnologie che tanto criticano e odiano e, soprattutto la loro provenienza storica e politica. I due vecchietti sono infatti reduci dell’ organizzazione di estrema destra Triplo A, Alianza Anticomunista Argentina, in attività nel corso degli anni ’70 e responsabile di una serie impressionante di attentati e crimini vari. Abbiamo quindi a che fare con dei nostalgici di un passato di stragi e violenze, il cui scopo è continuare a difendere l’ ordine costituito contro la massa gaudente e ignorante di ragazzotti che hanno la sventura di finire tra le quattro pareti infernali della loro abitazione: “un tempo dovevamo venire a cercarvi. Oggi siete così stupidi da venire da soli”. Abituati a esercitare la tortura come azione quotidiana e del tutto banale, non provano nessuna pietà per le loro vittime, considerandoli a stento esseri umani. Questa spersonalizzazione, tipica di molti torture movie, assume qui una valenza politica che pone Sudor Frìo immediatamente su un livello più profondo di alcuni suoi colleghi nordamericani e lo innalza rispetto alla media del genere per avere il coraggio di inserire un discorso su un pezzo molto buio della storia dell’ Argentina, in un contesto di cinema commerciale e di puro intrattenimento.

Perchè di film di intrattenimento si parla e Bogliano non dimentica un solo istante che il suo scopo principale è quello di costruire un meccanismo di tensione che tenga lo spettatore incollato allo schermo per tutta la durata del film. E qui entra in gioco l’ idea vincente e originale al centro di Sudor Frìo: la nitroglicerina come strumento di tortura. L’ età avanzata dei carnefici giustifica questo metodo: i due sono troppo anziani per accanirsi sulle loro vittime con brutalità assortite, mentre di nitroglicerina è sufficiente una sola goccia per fare a pezzi qualcuno. Inoltre, la scelta di una sostanza esplosiva come fonte primaria di paura e angoscia, permette a Bogliano di non esagerare nell’ esposizione di frattaglie e di puntare invece tutto sull’ attesa del prossimo movimento brusco, del prossimo errore, della prossima perdita di concentrazione, che inevitabilmente porteranno a una violenta deflagrazione. Il fatto che non accada poi così spesso di vedere corpi sventrati o spaccati in due non è un difetto, ma è forse il pregio maggiore del film. In alcuni momenti, la tensione diventa davvero insostenibile (la scena nel bagno con l’ acqua bollente, o la lunga, estenuante salita delle scale della cantina strisciando sulla schiena della ragazza cosparsa di nitroglicerina) e Bogliano riesce a gestire in maniera quasi perfetta un film che si svolge quasi tutto nello stesso ambiente e che si basa più sulla promessa di quello che potrebbe accadere, che su quanto effettivamente avviene sullo schermo.

Certo, a volte il film ci rende molto difficile l’ operazione di sospendere l’ incredulità, di fronte a tre ragazzi nel pieno delle loro forze che le prendono da due anziani e malandati signori. Spesso capita di chiedersi come mai, invece di girare come tre idioti per la sinistra magione dei due, i protagonisti non li tramortiscano e non se la diano subito a gambe levate. Ma poi sarebbe stato un corto di cinque minuti e quindi va bene così. Accettiamo qualche cratere logico che si spalanca sotto i nostri piedi e andiamo avanti, che ne vale comunque la pena, perché Sudor Frìo è un prodotto onesto e convincente, in grado i farci passare novanta minuti in una morsa di tensione molto poco comune ad altre pellicole della sua specie, quel torture porn che ormai non ha quasi più senso di esistere, se non riveduto e corretto attraverso una prospettiva personale e originale.
Segnalo anche la recensione di Alan Parker’ s Ride

22 commenti

  1. Molto ma molto interessante,ci sono parecchi aspetti che hanno solleticato la mia curiosità..poi vabbè,la tua scrittura è sempre eccellente,impossibile non venire coinvolti 🙂
    Intanto l’ho segnato,spero di riuscire a recuperarlo.

    1. E’ sempre un piacere incuriosirla, sommo! E soprattutto mi riempi di complimenti e il mio ego si espande a dismisura 😀

  2. Eh, si. Stasera me lo sparo. Alan è davvero una fonte inesauribile di perturbanze varie… fantastica recensione.

    “…ora che gli Stati Uniti ci hanno quasi del tutto abbandonato”
    Io qualcosa di interessante l’ho beccato ieri sera e l’ho appena postato. Non credo sia il tuo genere ma a me è piaciuto un sacco.

    1. Ho letto la tua recensione e l’ ho anche commentata! Film cazzaro ai massimi livelli, ma se lo dici tu, ci credo che divertente!

      1. eeeh! Esagerata!

  3. Bravissima Lucia, le tue recensioni sono dei cigni ad ali spiegate rispetto alle mie che sono degli sgorbi embrioni! Mi hai fatto davvero una splendida sorpresa con questa rece perchè pensavo che il film non meritasse il tuo tempo per scriverci sopra un articolo, ma felice di essere stato smentito. Io mi sono già messo a spulciare i film precedenti del regista, ho in attesa di vedere Rooms for Tourists (mi attira perchè è in bianco e nero), ma a livello di fotografia e capitali impiegati, questo Sudor Frio mi sembra la sua opera più compiuta. Di questo film, oltre a tutte le situazioni che hai citato, mi ricorderò anche i vicini dei vecchietti, veramente rozzi e tamarri XD Continua così perchè vai veramente forte 😉

    1. Ma no! Figurati se non ritengo un film degno di essere recensito, con tutta la spazzatura di cui parlo quotidianamente! E poi sei stato tu a consigliarmelo e a incuriosirmi con il tuo articolo. Davvero, senza, molto probabilmente non l’ avrei mai visto!

  4. Bella dritta, non conoscevo questo prolifico giovinastro argentino e mi sa che è ora di rimediare.

  5. sembra molto interessante. Lo recupero.
    Tra l’altro linki sempre blog da spulciare dall’inizio alla fine…

    1. E il merito tutto del blog ivi linkato che consiglia sempre chicche introvabili (ma lui le trova!)

      1. “Spesso capita di chiedersi come mai, invece di girare come tre idioti per la sinistra magione dei due, i protagonisti non li tramortiscano e non se la diano subito a gambe levate. Ma poi sarebbe stato un corto di cinque minuti e quindi va bene così”

        ed il pirla che, invece di chiamare la polizia, aggiorna lo status di facebook?
        Troncato, per me il cratere logico era troppo insultante, non ce l’ho fatta… mi perdoni?

        1. Ma certo che ti perdono! 😀 Figurati, un filmettino che pu anche risultare indigesto proprio per la faccenda di sospendere l’ incredulit di fronte alle fosse delle marianne logiche che si aprono a ogni pagina di sceneggiatura. Certo che quando il pirla aggiorna lo stato su facebook, la ragazza che un tantino pi dritta di lui, lo prende per il culo. Ma a nessuno che venga in mente di dare una roncolata in testa ai vecchiacci bavosi…

          1. uno dei quali usa addirittura il deambulatore. Assurdo…

          2. Per lui intelligente. I giovinastri son coglioni.

  6. LordDunsany · · Rispondi

    Molto ben fatto Lucia, l’ho visto pure io, concordo su tutto o quasi, infatti incoerenze del tipo i giovani che subiscono da molto meno giovani m’infastidiscono e non poco.. Posso commissionarti la visione di un film? Ovviamente sarei curioso di legger il tuo succulento commento! Ammesso tu non l’abbia già visto e stia preparando qualcosa.. 😀

    1. Puoi commissionarmi qualsiasi cosa 😀
      Anzi, aspetto con ansia!
      E grazie per i complimenti. In effetti non si capisce per quale motivo la ragazza giri per ore nella casa e non sfracelli un soprammobile sulla capoccia del vecchiaccio schifoso. Ma vabbè, dovevano mandare avanti il film in qualche modo!

  7. LordDunsany · · Rispondi

    Se non l’hai visto, aspetto visione e soprattutto commento per “All the boys love Mandy Lane” (che già per la sola presenza della bella e brava Heard merita a prescindere!), per me è proprio una chicca 😉

  8. Visto visto!
    E prima o poi ci scriverò qualcosa, perchè anche secondo me è una piccola perla!

  9. LordDunsany · · Rispondi

    Tu si che mi dai soddisfazione!! 😀 attendo ansioso.. 🙂 Ma non hai uno spazio qui dove scriverti le richieste e scambiar opinioni generali, consigli, ecc? Tipo “Chiedete a Lucia, lei vede e provvede” 😀 Mi spiace andar off topic in discussioni come questa..

  10. Bel film, bella recensione, bella locandina che hai messo – la migliore che si trova in giro. Ho “dato” anche io, da me ;>

    Una domanda: quando il vecchiaccio carica la siringa, ho sperato in un’iniezione di nitro. Troppo perverso.

    1. Ehm, la domanda non è uscita, non so perché. Non era naturale pensare all’iniezione?

    2. B, ci ho pensato anche io. E ho pure detto: adesso vedi che gliela inietta dritta nell’ occhio. Per anche il lento inseguimento del vecchiaccio schifoso, mentre quella stronzetta striscia sulla schiena bellissimo. Pieno di umorismo macabro.

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